Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 04/11/2020

Nonsolocovid.

Post n°1408 pubblicato il 04 Novembre 2020 da fedechiara
 

Bisogna riconoscere ai due antagonisti d'oltreoceano il merito di averci finalmente distolto dal tristo e ossessivo dibattere che si fa sul covid19/20 e i mille-e-non-più-mille contagi giornalieri e le terapie intensive che si riempiono come uova di serpente e ci trasmettono il veleno dell'infodemia televisiva che ci terrorizza.
Per la verità una parte del merito va anche a quei tali, gli ammazzasette di allah fino a ieri 'in sonno', che hanno scatenato il putiferio di Nizza e di Vienna e ci ricordano che 'Nonsolovirus' potrebbe essere una interessante trasmissione televisiva che ci riempirà piacevolmente le notti e i giorni del prossimo 'lockdown'.
E chi vincerà, mi chiederete, la sfida del secolo tra i tristi protagonisti dello show americano, uno più impresentabile dell'altro? Lo dico? Non lo dico. Perché vi toglierei il sonno e vi cambierei l'umore e, tutto sommato, questa suspense di due o più giorni di attesa dei conteggi contesi al cardiopalma è quel che di meglio ci passa il convento italico del tristo covid+lockdown+distanziamento+imprese al collasso.
E se il Covid farà tanto di ritirarsi in un suo cantuccio evolutivo tra qualche mese e lasciarci in pace ci mostreremo tutti provatissimi per strada, barcollanti e male in arnese e con un sacco di patologie cronicizzate e mal curate dipinte in volto e ci vorrà del bello e del buono prima che si possa rinnovare il maquillage dell'umanità futura – affidiamo la cosa alla Ferragni che ci sa fare, con quegli occhioni televisivi da infarto.

 
 
 

Tutto quello che avreste voluto sapere sul tango e non avete mai osato chiedere

Post n°1407 pubblicato il 04 Novembre 2020 da fedechiara
 

4 novembre 2014 ·
L'impressione, a frequentare certi siti 'dedicati' è che si stra-parli e, sovente, 'non si sa quel che si dice'. Perché è vero che il tango argentino fa molto 'letteratura' e perfino Borges lo cita di striscio, figurarsi! - e qualcuno (come sempre si fa per le cose che hanno successo) ha pensato bene di spolverarlo a velo di psicologia applicata e liturgia para religiosa, ma, a ben vedere e ascoltare 'sono solo canzonette' intorno alle quali viene bene avvinghiarsi (a volte sorreggersi) e ruotare e scalciare con discreta eleganza, quando possibile.
E in certe milonghe l'affanno che mi coglie(va) è quello, autocritico, de: 'Ma ballerò mica anch'io così!?' perché, in verità, si vede(va) 'di tutto e di più', ma niente che potesse commisurarsi con la letteratura alta di cui sopra e forse solo 'un pensiero triste che si balla'. Molto triste.
Ma tant'è: il tango argentino è cosa umana, umanissima ed è soggetta alle regole e ai conflitti che tormentano l'umanità da millenni: come il faticoso 'guadagnare la stazione eretta' degli avi cavernicoli - e mantenerla il più a lungo possibile durante i drammatici tre/quattro minuti dell'avvinghio (i maestri lo chiamano 'postura' o 'restare in asse'). E se già gli osteopati ci dicono che la 'stazione eretta' è un azzardo evolutivo, figurarsi il tango e le acrobazie di certuni da bungee jumping con caduta di mille metri all'ingiù perché 'la vita è adesso' e senza adrenalina 'non è vivere'.
E c'è chi ne fa una questione religiosa di 'sette' (non nel senso del numero) mistico-sufi, da cui le frequenti domande tra ballerini: 'Tu balli 'salon' o ' milonguero'?' 'No, no. Io ballo 'nuevo'. Che nel settore delle minerali si traduce con: 'Liscia, gassata o ferrarelle?' con l'inevitabile 'plin-plin'.
Però, dicono, aiuta a combattere il parkinson e l'alzeheimer e forse qualche altra mezza dozzina di patologie correlate, perciò: 'Ballate, ballate, ballate.' e riempite le milonghe. I maestri saranno felici e io pure. E considerate che, se un famoso attore passa tranquillamente dal ruolo di panificatore di mulini felici e galline fedeli a quello di incantevole seduttore e ballerino mirabile, sicuramente qualcuno tra voi, tangheri nuovi e novissimi, 'ce la può fare', non foss'altro che per la 'legge dei grandi numeri', - e molti nuovi maestri cresceranno e garantiranno la 'moltiplicazione della specie' e i 'cento fiori' delle cento scuole. Andate e moltiplicatevi, cari. Il futuro è vostro. Che Borges sia con voi e vi elevi lo spirito.
(Per la serie: 'Tutto quello che avreste voluto sapere sul tango e non avete mai osato chiedere')
Hermanos Macana - Milonga - Liberty

https://www.facebook.com/tango.a.orleans/videos/10158645843222440
https://www.youtube.com/watch?v=QHPfZAj5KUw


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LE POST TANGO DANSÉ DU JOUR
ALEJANDRA HEREDIA & MARIANO OTERO - RETROLONGA
Un certain sens du swing...


 
 
 

Baci e dintorni

Post n°1406 pubblicato il 04 Novembre 2020 da fedechiara
 

2 novembre 2013 · I baci e la vita in rosa

L'economia di guerra della crisi globale passa anche per i risparmi e il riciclo delle cose usate più e più volte e non mi vergogno di confessare che mi rammendo i calzini e gli altri capi di abbigliamento che lo richiedano. Rivoltare i cappotti o cambiare i colli delle camicie non lo so ancora fare, ma potrebbe essere un'idea creativa e di 'lavoro nuovo' aprire un bugigattolo, tipo quelli dei pochi 'calzolai' rimasti e recuperare in massa questi nostri capi di abbigliamento così carichi di ricordi e nostre fragranze corporali e che, magari: 'Mi sta ancora bene e mi assottiglia in vita'.

E' ben vero che priveremmo i cassoni dalla Caritas di mucchi di abiti destinati ai 'poveri' e ai nostri ospiti immigrati che stentano ad integrarsi - e, se mi legge un commerciante di maglieria e abbigliamento, mi aspetta sotto casa per farmi un c... così o apostrofarmi di 'disfattismo' e di far crollare i consumi. Però basterebbe un po' di 'senso della misura' e considerare tutto ciò parte della 'decrescita felice' - tipo 'guadagnare meno, guadagnare tutti', ma, detto così, suona come una presa per il c..., me ne rendo conto.

E tuttavia il conto finale è con il borsellino di ognuno e, forse, anche il ricorso alla poesia può giovare e, memori del giovane Montale, nel corso di una giornata di sole, reciteremo, abbracciandoci: '(…) abbiamo anche noi poveri la nostra parte di ricchezza / ed è il colore dei limoni.' Provare per credere. In fin dei conti, usciti dalla guerra, padri e nonni si baciavano come matti e cantavano tutti: 'La vie en rose'. L'importante è crederci, direbbe mia figlia.