Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 19/02/2021

Quel che Alice non sa.

Post n°1518 pubblicato il 19 Febbraio 2021 da fedechiara
 

E se dovessimo ridire tutte le cose che: 'Alice non lo sa' della nota canzone ci viene in mente il commerciante arabo qui sotto – che non ha un cappello con relativo portafortuna da mostrarci – ma ha chiuso il suo sgabuzzino di ottimo kebab e chissà che gli è capitato: se se n'è tornato al paese a fare l'hummus di ceci o sopravvive coi 'ristori' di Conte.
Per quelli di Draghi si vedrà, controlliamo i conti dell'Inps perché mi sa che fra un po' ci sarà un problema con le pensioni, malgrado il 50 per cento di morti in più abbia fatto cassa.
E non c'è nessun 'Cesare perduto nella pioggia', Gott sei dank, perché ci si vede davvero pochino, tangheri/e inclusi, di questi tempi di pandemia ed estreme vite casalinghiche (neologismo); magari qualche videoconferenza con amici e parenti, ma non troppe, per non sentirci dire : 'Sei ingrassato/a.' - che è vero, ma fatevi un po' gli affaracci vostri che già tirar mattina e notte è un problema di non facile soluzione.
E Alice non sa neanche che sia la pandemia – con protagonista il simpatico virus coronato e le sue varianti zuzzerellone inglesi/sudafricane/brasiliane/cinesi e turche - che chi più ne indaga più ne scopre e tutte le siringhe dei vaccini sono sue.
Ai suoi tempi, i tempi di Alice, non usava e usava, invece, l'amore libero e i megaconcerti gratuiti nel fango di Woodstock, bei tempi; ma poi venne l'aids e si diedero tutti una regolata e ci si guardava con sospetto con i gay perché, si diceva (e si scriveva sui giornali), che fossero i soggetti più a rischio.
Ma se una dicitura sopravvissuta su un modulo della a.s.l. ce lo ricorda, apriti cielo! tutto il 'politicamente corretto' accumulato in decenni di permissivismo totale ti viene addosso ed eccoti additato come omofobo e fascista e chi più ne sa più ne dica.
E Alice non sa che perfino il papa argentino si chiede(va) : 'Chi sono io per giudicare?', interrogato da un giornalista sul rovello religioso dei gay devoti – ed è dimentico dei tempi in cui la Curia sosteneva a spada tratta l'infallibilità del papa sulle questioni dottrinali, le usanze di Sodoma e Gomorra incluse.
E andiamo 'tutti insieme appassionatamente' con un drago sputasoldi alla testa dello s-governo futuro e solo un manipolo di 'duri e puri', di un Movimento che aspirava alle stelle, si unisce all'opposizione di una donna alla testa di un suo partito in forte crescita - che rivendica le urne quale sola risposta legittima e sensata contro il presente pantano parlamentare e il relativo 'mercato delle vacche.
Ma tutto questo Alice non lo sa.

 
 
 

Traslochi

Post n°1517 pubblicato il 19 Febbraio 2021 da fedechiara
 

17 febbraio 2017

Ha perso Zdanov e hanno vinto, si fa per dire, 'I quaderni piacentini'. Nella trista azione di distruzione del passato, - la mia Palmira personale dell'esodo prossimo venturo - ho conservato quella pagina della nostra storia dimenticata di immaginari e velleitari rivoluzionari rappresentata sui 'Quaderni piacentini' e ho condannato il roccioso alfiere del socialismo reale ed espurgatore di ogni libera espressione artistica all'oblio. E mi resta il dubbio se il rigattiere a cui ho consegnato i libelli e le opere di Zdanov riuscirà a trovare qualcuno a cui costui, Carneade post moderno, interessi e gli offra una 'seconda occasione' di archeologia culturale per un tale figuro tristo di galleggiare ancora un poco nella memoria collettiva.
E tutto questo inscatolare e seppellire i liberi libri di scaffali sempre aperti e occhieggianti coi loro titoli charmants che impetrano la lettura e la riflessione approfondita mi mette di fronte al sogno impossibile che ho coltivato lungo i decenni di far diventare la mia mente una sezione piccola piccola della storica biblioteca d'Alessandria e mi rendo conto, invece, che il futuro è alle spalle, è ombra e sogno, come farebbe dire Shakespeare a uno dei suoi straordinari personaggi, e si porta dietro nel suo cono d'ombra il codazzo delle nostre vite.
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19 febbraio 2017


Ho inscatolato solo qualche giorno fa la 'Storia del Partito Comunista' di Paolo Spriano e la genesi di quel partito, come ben sapete, registra la scissione voluta da uomini valenti, quali furono A. Bordiga e A. Gramsci dal corpaccione elefantiaco di un p.s.i. preda di correnti opposte e incapaci di determinazioni unitarie in tempi assai calamitosi e nel guado ventennale di ben due guerre mondiali.
I tempi presenti in cui viviamo, invece, qualcuno di non troppo autorevole nei suoi giudizi azzarda a definirli 'la terza guerra mondiale diffusa' e la crisi economica globale più lunga e devastante della Storia aggrava di certo il quadro, ma non basta questa cornice storica posticcia a convincermi che i pretesi scissionisti del pd di Renzi siano uomini valenti e lucidi quanto quelli che sognavano i soviet operai e la rivoluzione proletaria mondiale.
E non sappiamo bene cosa sogni e speri Speranza per il suo partito futuro – né se mai ardirà a fondarlo un tale ectoplasma rescissorio e sarà interessante leggere i nomi dei suoi dirigenti rifondatori immaginari per capire se faranno strada e avranno un futuro apprezzabilmente lungo e se saranno capaci di calcare le scene del post moderno complesso e foriero di catastrofi annunciate da protagonisti intelligenti.
Ma mi basta guardare e ascoltare un Cuperlo - ammesso e non concesso che sia del novero degli scissionisti in pectore, ondivago e soave com'é e così poco intelligibili i suoi propositi e le sue posizioni politiche – per vedere in trasparenza dietro di lui le nebbie di un futuro liquido e indefinito e niente che ci faccia lontanamente intuire se avremo di nuovo un partito di lotta (contro chi e cosa?) o di governo e l'unica cosa che ci è chiara è che la sinistra nel suo complesso, i suoi elettori compresi, tuttora gioca a fare la sinistra: inconcludente come sempre e buonista impenitente.
Vada come andrà speriamo che 'vadano a casa' al più presto e che la sinistra-sinistra e la sinistra-centro continuino a crogiolarsi nei loro sogni di rinascita e vaniloqui commisti lontana dai palazzi del potere. In fin dei conti l'opposizione è nella sua cultura ed è la cosa che le riesce meglio.

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Bei tempi. Altri tempi. 20 febbraio 2017
E, sempre per restare sui libri che si inscatolano e, a loro modo, ci raccontano il tempo presente commisurato col passato, sarà più adatto a raccontare le presenti tensioni in casa Pd il libello di Lenin: 'L'estremismo malattia infantile del comunismo' o il trattato di K. Marx: 'Per la critica dell'economia politica'? Oppure le satire di Anonimo Romano: 'Il compromesso rivoluzzionario' scritto negli ignominiosi Settanta in casa P.c.i. - che la Storia lo abbia in gloria e ce lo conservi integro nella memoria?
Già. Perché se fosse solo la questione di lana caprina del Congresso si-no-quando e contro chi o per chi - muoia Renzi e tutti i suoi filistei - basterebbe leggere i sonetti di quest'ultimo libro per capire che 'non è una cosa seria' e 'andate avanti voi che a noi ci vien da ridere'.
Ma, se nell'ultimo cantuccio libero rimasto nelle teste degli scissionisti ci fosse la preoccupazione per i problemi tragicissimi del lavoro che non c'é e dei disoccupati che si rivolgono alle mense della Caritas e le banche che gli pignorano le case acquistate coi mutui, allora tornerebbe più utile tornare a ragionare sulle critiche dell'economia capitalistica presente e globalizzata e ai suoi temibili riflessi sulla politica e sulla società che rincula e si rinchiude a riccio giusto nel momento in cui i 'popoli de mare' e dei barconi affluiscono a centinaia di migliaia alimentando il mendicismo diffuso e la miseria sociale e la 'guerra tra poveri'.
La Storia che si ripete in farsa ci consegna, invece, le cronache cretine del cerino acceso che passa di mano in mano all'interno dell'assemblea del pd e nessuno dei futuri leaders (ce ne sono?) che si decida a pigliare in mano la bandiera degli Internazionalisti e avvii il corteo degli scissionisti fuori dell'edificio al canto de 'Bandiera rossa' o dell'Internazionale. Bei tempi. Altri tempi.