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Messaggi del 13/09/2021

Ragione e sentimento.

Post n°1757 pubblicato il 13 Settembre 2021 da fedechiara
 


Ragione e sentimento nell'Europa del terzo millennio 13 settembre 2016
Ah, l'animo umano, la sua 'psiche', come sono complessi e labirintici e indecifrabili! Producono capolavori di armonia e bellezza (Amore e Psiche), ma anche mostri di crudeltà e barbarie e stupidità abissali e miseria intellettiva avvilente, ahinoi.
E c'è chi (una quantità enorme, maledizione!) in questo viluppo caotico di armonia e caos e disordine e infiammazioni neuroniche che producono mostri e guerre e follie ferine ci vede una 'fiammella divina' e dice di noi umani - con sicumera degna di miglior causa - che siamo fatti 'a immagine e somiglianza di Dio'. E c'è da chiedersi che cattiva immagine abbiano del Dio che adorano, se lo dicono padre e patrono di tanta umana miseria e quotidiano trionfo del Male quale ci consegnano le amarissime cronache di ogni giorno.
E che il Caos sia il solo e unico vero 'dio' che s-governa le cose e gli eventi degli uomini ce lo raccontano le cronache degli assalti e degli arrembaggi dei migranti alle fragili e nulle frontiere dell'Europa in grave affanno di governo politico e di prospettive di ordinato sviluppo futuro.
E se hanno ragione i 'buonisti' - che scommettono sullo sviluppo ordinato e le 'magnifiche sorti e progressive' di una umanità affratellata e felicemente assortita, malgrado le stridenti e feroci contrapposizioni tra i 'cattolici', i 'laici' e la marea umana degli islamici che abbiamo importato fin qui e che aumenterà in termini esponenziali grazie alla loro forte propensione a figliare – o se hanno ragione, invece, i 'razzisti' (invettiva insensata e stupida, ma che funziona 'di pancia' nella presente lotta politica come funzionavano le antiche contrapposizioni tra gli odiati 'capitalisti' e i maledetti 'comunisti') sulle predizioni di una società europea male amalgamata e avvitata nella sua ingovernabile crisi nei prossimi cinquant'anni non lo può dire nessuno perché il futuro non lo abbiamo in tasca e non è osservabile se non per 'proiezioni' largamente inattendibili e delle quali rideranno i pronipoti.
Tutto ciò premesso, non sarebbe male se la smettessimo di 'parteggiare' e alimentare gli odi di fazione - come e peggio dei 'guelfi' e i 'ghibellini' d'antan - e ci limitassimo a osservare con vivissima preoccupazione gli sviluppi del presente caos europeo e globale.
Con in cuore la speranza che emerga, da qualche parte di questa oscena palude politica che ci definisce 'europei' , un bandolo col quale avviare la creazione della matassa da cui può scaturire una bella tessitura di condivisibile e ordinata convivenza futura.
Riusciranno i nostri eroi 'europei' a trionfare, novelli Perseo, contro i serpenti malefici della orrida presente Medusa? Chi vivrà vedrà, ma giova ricordare che il 2015, ennesimo 'annus orribilis', ha già nel suo ventre flatulente la strage di 'Charlie Hedbo', i morti di Copenhagen e quelli del museo del Bardo – morti di un terrorismo islamico globale che trova terreno fertile di arruolamenti in franchising e 'via internet' nelle 'banlieues' parigine e in quelle delle metropoli europee che oggi si mostrano straordinariamente ospitali.
Poi diteci pure 'razzisti'. se queste facili predizioni e incidenze statistiche future non vi preoccupano. Ce ne faremo una ragione e un sentimento.
Tunisi, attacco al museo del Bardo Bilancio di sangue: 22 morti, 4 italiani - Tgcom24

 
 
 

Epitomi, lenzuoli, pandemie e patatine.

Post n°1756 pubblicato il 13 Settembre 2021 da fedechiara
 

Epitomi, lenzuoli, pandemie e patatine. 13 settembre 2020
Consideravo – indotto dalla visione di un film incentrato sulla figura di Veronica Franco, cortigiana a Venezia e merce di scambio per una alleanza bellica con il re di Francia, pare, si dice, si racconta -
che noi viviamo le nostre vite con le cadenze di brevi epoche ed egide.
Eventi epocali ci segnano e condizionano senza che, in sostanza, noi si possa opporre alcunché al loro nefasto imperare.
Brevi epoche storiche condensate ma compiute; alcune sotto l'egida della guerra, altre della rivolta sociale e quelle, più sotterranee e intermittenti, della scienza – che accendeva i lampioni nelle strade, portava l'acqua calda e fredda nelle case e creava le macchine domestiche che rendevano la vita leggera e le casalinghe sorridenti con in mano la scatola di 'Ava-come-lava'.
Altre epoche ancora, più recenti, vanno sotto un segno antico, potente e diverso e opposto, (e in questo c'entra la vita avventurosa di Veronica Franco: il lenzuolo come metafora ed epitome della politica) ed è il segno delle cortigiane di bel nuovo al potere, (le 'olgettine', ricordate? al soldo del Sultano de noantri). Un'epoca straordinaria e intensamente vissuta da tutti noi, ne convenite?
Seguì l'epoca delle invasioni islamico-barbariche e degli arrembaggi dei naufragi organizzati, che dura tuttora.
Alla quale epoca ultima succede la presente epoca dell'impero della malattia pandemica e dei medici al potere per interposti politici: capaci di condizionare con le loro predizioni nefaste la nostre vite al punto da chiuderci (e forse ri-nchiuderci di bel nuovo) nelle maledette case spauriti e timorosi dell'altro, del nostro prossimo.
Untori contro untori inconsapevoli. Dentro i treni, negli autobus, nei negozi, nelle scuole, nei mercati e supermercati. Vade retro virus, molto retro: un metro, un metro e mezzo, e niente baci proibiti, niente balli con abbraccio integrale (poveri tangheri) pena la terapia intensiva, la rianimazione, la morte. Penitenziagite!!!
E il Conte-re incollato alla cadrega che impera incontrastato a botte di grida e d.p.c.m. di ritorno perché con la salute non si scherza - e poveri i nostri vecchi, categoria a rischissimo di ricovero coatto, che l'autunno lo vedono incedere con rapidità indicibile e lentamente ci dicono addio. Perdonate la licenza poetica, ma quando ce vò ce vò.
E, tornando alle cortigiane dell'incipit, un legame c'era anche allora, nella baldanzosa Venezia che le tollerava a migliaia contro ogni Inquisizione (potenza dei remi!) e, nei racconti di quell'epopea orgiastica dei nostri avi plebei e aristocratici in fregola, non si menziona il fatto che, sotto sotto, si preparava il 'trionfo della morte', morte per peste – e i medici di allora contavano come il due di coppe e trionfavano i monatti della pietosa raccolta dei cadaveri, come contano oggi i virologi e varia fauna di esperti che ci 'consigliano' di non smettere la guardia perché mal ce ne incoglierà.
Lavatevi le mani tre e più volte al di e non toccatevi gli occhi e fate l'amore con il sapore – quello di casa, quello dei 'congiunti' certificati che già si sono scambiati il virus assassino più e più volte, infarinandolo e friggendolo insieme alle patatine di contorno.
La seconda ondata, pardon portata è servita. Buon appetito.
Cortigiane a Venezia
https://www.venezia.net/cortigiane-a-venezia.html