Creato da Viveredarte il 11/07/2008

Vivere d'arte

"...tu, lettore, palpiti di vita, d'orgoglio e d'amore come me, siano dunque per te, i canti che seguono..." (W. Whitman)

 

Gianmaria Benzoni - La danza di Zefiro e Flora

Post n°294 pubblicato il 01 Marzo 2014 da Viveredarte

 

 

 

- Sonata IV -

Più nulla tra il cielo e me se non il tempo!
Non sono in nessun altrove che nelle ali
invisibili dell'aria che battono debolmente
sotto lo spazio annegato da eterni temporali.

Quale segreto chiedere a quel sapiente deserto?
Quale aiuto se non esso, quale ora se non colei
che si arresta?... La foglia è vedova del vento;
basta ascoltare e aspettare come lei.

Nessun passo tornerà su quel vasto campo;


è già tutto memoria sulla quiete fronte degli dèì
e per essere più vicini al loro lontano silenzio,

apri in te stesso un flutto a quel che fugge uguale,
senza rimpianto, senza speranza e senz'altra presenza
che quel cuore ancor greve di notte immemoriale.

(Jean Tardieu)

 
 
 

Giuseppe Giorgetti - San Sebastiano

Post n°293 pubblicato il 26 Febbraio 2014 da Viveredarte

 

***

***

 

"...Parlo della bellezza.

.

Non ci si mette a discutere su un vento di aprile

Quando lo si incontra ci si sente rianimati.

 

Ci si sente rianimati quando si incontra in Platone

un pensiero che corre veloce

o un bel profilo di una statua."

(Ezra Pound)

 
 
 

Giovanni Duprč - Abele morente

Post n°292 pubblicato il 19 Febbraio 2014 da Viveredarte

***



***


- Il genio della massa -


C’è abbastanza perfidia, odio, violenza, assurdità nell’essere umano medio


per rifornire qualsiasi esercito

in qualsiasi giorno.

E i migliori assassini

sono quelli che predicano la vita,


e i migliori a odiare

sono quelli che predicano l’amore,

e i migliori in guerra

– in definitiva –

sono quelli che predicano la pace.

Quelli che predicano Dio hanno bisogno di Dio,


quelli che predicano la pace non hanno pace,


quelli che predicano amore non hanno amore.

Attenti ai predicatori,


attenti ai sapienti,


attenti a quelli che leggono sempre libri,


attenti a quelli che o detestano la povertà
o ne sono orgogliosi,


attenti a quelli che sono sempre pronti ad elogiare

poiché hanno loro bisogno di elogi in cambio,


attenti a quelli pronti a censurare


hanno paura di quello che non sanno

attenti a quelli che cercano continuamente la folla,

da soli non sono nessuno,


attenti agli uomini comuni

alle donne comuni


attenti al loro amore,


il loro è un amore comune


che mira alla mediocrità.

 

 

Ma c’è il genio nel loro odio


c’è abbastanza genio nel loro odio per ucciderti


per uccidere chiunque.


Non volendo la solitudine


non concependo la solitudine


cercheranno di distruggere tutto ciò


che si differenzia da loro stessi.


Non essendo capaci di creare arte


non capiranno l’arte.


Considereranno il loro fallimento,

come creatori,


solo come un fallimento del mondo intero.


Non essendo in grado di amare pienamente


considereranno il tuo amore incompleto


e poi odieranno te


e il loro odio sarà perfetto.

Come un diamante splendente


Come un coltello


Come una montagna


Come una tigre


Come cicuta

La loro arte più raffinata.


(Charles Bukowski)

 
 
 

Francesco Fracanzano - San Pietro

Post n°291 pubblicato il 01 Febbraio 2014 da Viveredarte

 

 

 

Vita nascosta



Filtra l'ora e lo spazio
e non ha luce presagio
nell'abbandono dell'erbe;


e il vento,

 il fresco vento non versa
telai di suoni e chiarità improvvise,

e quando tace

anche il cielo è solo.


Dammi vita nascosta,


e se non sai me pure occulta,

 
notte aereo mare.



Naufrago:

e in ogni sillaba m'intendi
che dalla terra scava il suo spiraglio
e nell'ombra s'allarga,


e albero diventa o pietra o sangue
in ansiosa forma d'anima
che in sé muore,


me stesso brucato dal patire
che m'asserena,

profondità d'amore.

(Salvatore Quasimodo)

 
 
 

Rosso Fiorentino - Putto che suona

Post n°290 pubblicato il 30 Gennaio 2014 da Viveredarte

 

 

 

L'angelo

Con un cenno della fronte respinge
lungi da sé ogni vincolo,

ogni limite


perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
degli eventi che ricorrono

eterni.

Nei fondi cieli scorge una folla di figure
che lo chiamano:

 riconosci, vieni -.


Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,

non affidarlo alle sue mani lievi.

Verrebbero di notte a provarti nella lotta,


trascorrendo la casa come furie,


afferrandoti come per crearti


e strapparti alla forma che ti chiude.


(Rainer Maria Rilke)

 
 
 

Hans Andersen Brendekilde - A Wooded Path in the Autumn

Post n°288 pubblicato il 05 Gennaio 2014 da Viveredarte

***

***

Linguaggi

Il sole ci parla con la luce,


il fiore col profumo e col colore,

 


con nubi,


neve e pioggia parla
l'aria.

 

Vive nel segreto
del mondo un impulso inestinguibile,


a violare il mutismo delle cose,


a esprimere il segreto dell'essere
in parole,

gesti,

 suoni e colori.


Qui sgorga la fonte delle arti,

il mondo cerca la parola,

la rivelazione,

lo spirito,

e chiara annuncia
da labbra umane eterna esperienza.

 
Ogni vita desidera un linguaggio,


con parole e numeri colori linee suoni
scongiura la nostra ottusa morte
e costruisce del senso un trono

sempre più alto.



Nel rosso azzurro di un fiore
nelle parole di un poeta si rivolge
all'interno l'edificio della creazione,


che sempre inizia

e mai finisce.


E dove parola e colore si uniscono,


dove risuona il canto,

dove l'arte si schiude
prende forma ogni volta di nuovo
il senso del mondo,


dell'essere intero,


e ogni canto e ogni libro,

e ogni quadro

è uno svelare,

un nuovo ennesimo tentativo
di compiere l'unità della vita.

A entrare in questa unità
ci seduce la poesia, la musica,


per capire la molteplicità della creazione
basta solo un'occhiata allo specchio.

Ciò che ci viene incontro confuso
diventa chiaro e semplice in poesia:

il fiore ride,

 la nube piove,

il muto parla,

il mondo ha senso.


 (H. Hesse)

 
 
 

Caravaggio - Medusa

Post n°287 pubblicato il 14 Dicembre 2013 da Viveredarte

***

***

 

Anche se la bellezza che io trovo

nascosta nel segreto del tuo cuore,

fosse un atroce inganno,

per tenermi legato al mio calvario;

e se mi getta contro me nemico

il sapere che sei quel dolce frutto

che non si schiuderà nella mia mano,

ma che rimpiangerò per la mia vita;

rimarrò sempre la persona china

che si ritrova solo, contro il mondo,

mentre passando dov'è la tua strada,

ti ricerco nel volto di chi incontro.

Vorrei che non ci fossero più case,

vorrei trovarmi nell'apocalisse.

Non ho timore d'una vita strana,

del caldo dell'estate o del freddo dell'inverno:

basta che pensi a te, amo l'inferno.

(Eugenio Battisti)

 
 
 

Lorenzo Lotto - Pala di San Bernardino

Post n°286 pubblicato il 13 Dicembre 2013 da Viveredarte

***

***

Ho sempre pensato che ogni angelo dipinto

fosse un angelo.

E' per questo che ci tramutiamo in pellegrini

e in assenza delle apparizioni

andiamo a cercarle nei musei, nelle città antiche e nei palazzi.

Nei luoghi in cui è ancora possibile un incontro

non con gli dei,

ma con gli uomini

che hanno avuto l'ingegno o l'incanto

di immaginare

e la grazia di raccontarli.

(Massimo Pulini - La coperta del tempo)

 

 

 
 
 

George Frederic Watts - Orpheus and Euridice

Post n°285 pubblicato il 06 Dicembre 2013 da Viveredarte

***

***

Che tu possa tenere strette nella mente

le orazioni quotidiane,

i vespri e le memorie.

Che in ogni spazio del tuo cuore siano concubini

i misteri dei rosari e le canzoni,

di quando fuori tra le erbe a seccare cantavi.

Ho pensato in quella prima estate:

fossi io la fede sceglierei te come fortezza.

(Roberta Dapunt)

 
 
 

Carlo Maratta - La Pittura

Post n°284 pubblicato il 03 Dicembre 2013 da Viveredarte

 

 

 

 

Dall’immagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa –

 
e non aspetto nessuno:


 nell’ombra accesa
spio il campanello
che impercettibile spande
un polline di suono


e non aspetto nessuno:

fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto

 
non aspetto nessuno.

 
Ma deve venire,

 
verrà,                                         se resisto
a sbocciare non visto,


verrà d’improvviso,


quando meno l’avverto.

 
Verrà quasi perdono
di quanto fa morire,

 
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,

 
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,


verrà,                                                  forse già viene

 
il suo bisbiglio.

(Clemente Rebora)

 
 
 

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