Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

SETTEMBRE


 
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
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non te l'ho ancora detto.
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E oggi ho continuato il racconto...
Inviato da: atapo
il 22/09/2017 alle 18:01
 
:) ok, io attendo pazientemente :) buon fine settimana
Inviato da: elyrav
il 22/09/2017 alle 08:06
 
Ti ringrazio di questi apprezzamenti e di questa fiducia. E...
Inviato da: atapo
il 21/09/2017 alle 23:30
 
spero presto :)
Inviato da: atapo
il 21/09/2017 alle 23:28
 
...e io continuer˛ a leggerti con immenso piacere anche se...
Inviato da: la.cozza
il 21/09/2017 alle 16:55
 
 

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CEVENNES 4

Post n°1469 pubblicato il 22 Settembre 2017 da atapo
 

VERSO  NORD

Ora ci dirigiamo a Nord, dobbiamo superare il monte Lozère.

 

E' tutto esattamente come aveva descritto Stevenson: il versante Sud un alternarsi di abeti, brughiere, radure dove sorgono piccole fattorie, ma soprattutto un "caos" (parole usata in francese che rende benissimo l'idea) di enormi massi e gruppi rocciosi che a volte assumono strane conformazioni. Man mano che si sale l'orizzonte si apre su onde di montagne che non finiscono mai.

 

queste rocce mi sembrano il Brucaliffo

 

Oltre la cima sull'altro versante aumentano i boschi e si vedono grandi prati dove le eriche e altri fiori formano belle macchie di molti colori, dalle sfumature di tutti i rosa e viola, ai gialli e agli arancioni. Peccato che dalla mattina il tempo non ci è più amico, è molto nuvoloso, ventoso, a tratti piove. Così le foto non rendono assolutamente questa bellezza di colori.

 

 

Perchè spesso ci fermiamo a fare foto, col risultato che quando arriviamo ai ristoranti in cima e oltre... l'ora canonica per il pranzo francese è molto superata, questi sono già chiusi e anche stavolta dobbiamo pranzare in camper alla meglio: quasi soltanto formaggio locale, squisito. In quella zona ci sarebbero percorsi ed escursioni in piano, adatte a noi, tra i prati e in mezzo ai boschi, ma la metereologia ci sconsiglia, così rinunciamo e proseguiamo, arrivando alla città di Mende, la "porta a nord" del parco delle Cevennes.
Mende mi è subito simpatica: ha un'area di sosta per camper proprio vicino al centro storico, accanto ad un supermercato e vi si può stazionare gratuitamente fino a quattro giorni. Ah! Se tutte le città facessero così!  Invece abbiamo avuto l'impressione che anche in Francia, come in Italia, in diverse città non abbiano piacere di ospitare i camper, relegano le aree di sosta lontanissime dal paese, a volte addirittura proibiscono perfino la sosta nei parcheggi, con barriere o divieti espliciti. Come se pure i camperisti non producessero ricchezza e consumi, turisti come gli altri. Quando andavamo in Francia in passato questa sensazione non era mai stata evidente...
Mende non è molto grande nè molto famosa. Girando per le sue stradine mi pareva di essere a Vesoul, dove soggiornai ai tempi dei progetti Europei Socrates, sia per la sua struttura che per la tranquillità. Il centro storico di case antiche, molte in via di ristrutturazioni, è piccolo ma suggestivo.

 

 

La cattedrale è molto bella, tipica dello stile gotico francese, con la facciata un po' a fortezza e il campanile a guglia che si vede da tutti i punti della città, quasi come la cupola del Duomo di Firenze. Una guida che troviamo all'ufficio del turismo ci aiuta a scoprire i punti principali, con descrizioni e racconti su questa città che conobbe in passato tempi difficili di guerre di religione (restò cattolica in quella zona di protestanti) e tempi gloriosi come via di collegamento tra il Sud e il Nord della Francia. Troviamo qui alcune Madonne Nere, statue che sono molto comuni in Alvernia: in fondo l'Alvernia è a due passi verso Nord.

 

 

Nonostante l'area camper fosse sempre affollata, di turisti per la città non se ne vedevano molti e tutti erano molto discreti e silenziosi. Naturalmente nessun Italiano, come nessun Italiano abbiamo incontrato in tutte le Cevennes.
La settimana prima del nostro arrivo c'erano state a Mende le Feste Estive, con spettacoli, sfilate, quasi un Carnevale. Forse per questo la città ora è così tranquilla, inoltre molti negozi hanno appena chiuso per ferie ed anche diversi ristoranti... ma ne restano a sufficienza per sfamarci, basta trovarli col navigatore.
Che meravigliosa invenzione! Finiti i tempi in cui il navigatore lo dovevo fare io durante i viaggi, un occhio alla carta e uno alla strada, prendendomi i rimproveri del coniuge innervosito agli sbagli e alle indecisioni... e i tempi in cui per mangiare si andava quasi alla cieca, annusando l'aria e cercando frecce lungo la strada...
Peccato che avessimo dovuto rinviare l'inizio del nostro viaggio giusto di una settimana: se tutto fosse andato secondo i piani, saremmo arrivati qui proprio nei giorni delle feste, sarebbe stato bello!
Purtroppo a Mende dobbiamo fare un po' i conti sui tempi: i giorni che ci restano sono pochi, non riusciremo a completare il giro che avevo previsto, occorre scegliere e rinunciare.
Ma qualcosa è assolutamente irrinunciabile: un giro alle gole del Tarn!
Abbiamo già incontrato questo fiume, che poi si dirige a Ovest, formando delle gole strette, molto suggestive e famosissime: non dobbiamo farcele mancare! Dopo confronti e discussioni davanti alle carte, ci arrendiamo: riusciremo a percorrere solo metà della strada delle gole, se arrivassimo in fondo poi sarebbe da perdersi in altre zone di monti con strade piccole e tortuose per ritornare sulle Nazionali e avviarci verso l'Italia.

 


 

Dunque percorriamo questa strada incassata tra le rocce e il fiume, davvero bella, paradiso dei motociclisti, fino al paese di La Malène, da dove partono le canoe e le barche per escursioni lungo il Tarn così da vedere il paesaggio delle gole da un altro punto di vista.

 

La Malène

Pure al giro in barca dobbiamo rinunciare per questioni di orario, era una delle esperienze a cui tenevo di più in questo viaggio... Ci diciamo a consolazione che in un prossimo viaggio potremo percorrere la parte ovest del Parco che ora ci manca, comprese le gole del Tarn che non vediamo ora e il giro in barca non mancherà!
A La Malène il sole scompare presto dietro ai monti alti, è ora di tornare indietro. Mio marito, non pago delle curve già fatte, sceglie un nuovo percorso, ripido e con molti tornanti, che ci fa uscire velocemente (per modo di dire) dalle gole riportandoci in quota, oltre i 1000 metri, per poi attraversare la causse Mejan, che ci è già nota.


E lassù... ma lo racconterò la prossima volta...

 
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CEVENNES 3

Post n°1468 pubblicato il 18 Settembre 2017 da atapo
 

IO  e  STEVENSON


Robert Louis Stevenson, l'autore del famosissimo “L'isola del tesoro” oltre ad altre opere, nell'autunno del 1878 fece un viaggio in Francia da Monastier-su-Gazelle fino ad Alès: partito dall'Ardèche attraversò il territorio delle Cevennes. Andava a piedi, accompagnato da un'asinella, Modestine, che gli portava tenda e bagagli. Il racconto di questa avventura diventò poi un libro: “In viaggio con un asino nelle Cevennes”, quello che ho messo ad illustrare uno dei post precedenti.
Noi eravamo passati da Monastier nel 2010 durante il nostro viaggio lungo il corso della Loira e appunto là ci venne voglia di conoscere meglio le Cevennes, di ripercorrere, più o meno, il percorso di Stevenson: con un camper anziché con un'asina, quasi un secolo e mezzo dopo… Io allora il libro non l'avevo letto, ma ne ero molto incuriosita, lo comprai e aspettavo di leggerlo proprio per l' occasione. E così ho fatto, praticamente io leggevo le avventure e le descrizioni di Stevenson quasi contemporaneamente al passaggio nei luoghi citati ed era davvero emozionante scoprire quanto in realtà poco fosse cambiato, soprattutto in quegli aspetti della natura che per fortuna lassù sono rimasti incontaminati nonostante il lavoro dell'uomo, che si mantiene rispettoso dell'ambiante. Per questo le Cevennes sono state dichiarate Patrimonio mondiale dall'Unesco. La differenza maggiore era che noi non dormivamo sotto le stelle infagottati in un sacco a pelo di pelle di pecora, ma dentro al nostro camper la differenza non è poi molta, le notti in montagna nonostante il sacco a pelo sono fresche… e piene di strani rumori. Quando leggevo, rivedevo nella mente gli stessi paesaggi che avevo appena passato, come vivere in un film! 
Inoltre Stevenson racconta tanti aneddoti e fatti storici locali, di cui trovavo riscontro giorno per giorno: le guerre dei Camisards a cui ho  già accennato, la Bestia del Gevaudan, un lupo enorme che per molti mesi terrorizzò la zona a nord di Florac divorando bambini e ragazze che pascolavano le greggi… (Gevaudan era il nome antico della Lozère, il territorio intorno al monte omonimo, il più alto della regione)
Una delle cittadine attraversate da Stevenson l'avevo già conosciuta meglio dal punto di vista letterario, perché in uno dei miei spettacoli teatrali avevo interpretato proprio la parte dello scrittore quando fa sosta all'osteria di Pont-de-Monvert, dunque ero curiosissima di vederla dal vero, quella cittadina.
A Stevenson era piaciuta molto… ed anche a me!

 

il centro del paese affacciato sul Tarn

 

Molti audaci anche oggi ripercorrono a piedi il percorso dello scrittore, o alcuni tratti, ma è diventato uno sport, tutto è ben segnalato, vi sono punti di sosta adeguati e attrezzati, si possono noleggiare anche gli asini.

 

escursione con l'asino


Pont-de-Montvert è uno di questi, uno dei più famosi. E' un paese piccolo, ma molto grazioso e vivace, le case hanno tetti grigi di ardesia, ci sono tanti fiori e tanto verde, la via principale si affaccia sul fiume Tarn, per terra sul ponte c'è la segnaletica orizzontale per il passaggio delle greggi che ancora oggi praticano in zona la transumanza e possono creare… ingorghi nel traffico, visto quanto sono strette le strade e piccoli gli incroci!

 

 

L'area camper sta un po' in alto, ma si può arrivare in centro a piedi per una stradina quasi tutta pedonale tra case antiche: una volta era la Grande Rue, cioè la strada principale! Quella percorsa da Stevenson probabilmente…

 

la Grande Rue

 

Come lui anche noi abbiamo trovato la Nostra Osteria, il ristorante “La truite enchantée” dove si mangiava così bene e a buon prezzo che ci siamo ritornati a quasi tutti i pasti. Dal terrazzo e dalla saletta da pranzo la vista era deliziosa…  Così come la trota, o la torta di castagne, tutti prodotti locali!

 

 

Nella periferia del paese c'è il Museo della Lozère, che presenta la geologia, la storia e le tradizioni della zona, è molto interessante, ci dice fra l'altro che nei dintorni sono state trovate orme di dinosauri.
Come per Florac, dispiace ripartire, ci consoliamo perché riusciamo a restare fino al giorno di mercato ed è ora di fare provvista di prodotti locali per noi e da portare ai figli: salumi, formaggi, focacce, mieli, marmellate e l'aligot, un saporito purè densissimo arricchito col formaggio e l'aglio, che fa piatto unico alla nostra cena.

 

 

Prima di lasciare la zona vorremmo fare un salto a vedere un mulino ancora attivo in una zona rocciosa, che sarebbe il punto di inizio per un'escursione per noi proibitiva. Ci avviamo col camper, ma presto la strada si fa sterrata, poi troppo stretta e ripida... con mille manovre dobbiamo arrenderci e tornare sulla strada principale. Ecco uno dei problemi dei camper: non vanno dappertutto, spesso le strade indicate fanno riferimento alle auto e chi ha un mezzo più grosso si trova nei guai, non è la prima volta che ci succede! Mi dispiace, ma non ci si può fare nulla, vedremo altro di interessante, abbiamo ancora molta strada da fare.

 
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TANTO TEMPO E' PASSATO

Post n°1467 pubblicato il 15 Settembre 2017 da atapo
 

DIECI

 

Oggi è doveroso che lasci il racconto del mio viaggio per parlare d'altro... del presente e del passato...

Oggi si sono riaperte le scuole qui a Firenze e Damiano ha iniziato la scuola primaria. E' il terzo nipote che arriva a questo importante traguardo, anzi inizio, perchè per lui è senz'altro l'inizio di una nuova, importante e lunga avventura...

E' il terzo, ma la nonna (io) non ci ha fatto l'abitudine e si emoziona ancora...

Forse perchè sono stata maestra e rivivo le emozioni di tantissimi primi giorni di scuola, soprattutto coi piccoletti di prima classe,

o forse perchè stavolta ero a casa da mia figlia stamattina alle otto: lei accompagnava a scuola Martino e Damiano, io restavo a fare la baby sitter con i due più piccoli, ho assistito ai preparativi, li ho visti uscire.

Damiano era tranquillo, non pareva per nulla emozionato, avere il fratello maggiore accanto forse era positivo. Ha poi raccontato mia figlia che anche all'entrata, poi quando sono saliti in aula, ha salutato subito la mamma e se ne è allontanato, come se la mamma non dovesse, da prassi di quella scuola, salire insieme agli altri genitori per entrare in aula e sentire le comunicazioni delle maestre.

Ma lui è così indipendente e curioso, esplora le novità... sa già leggere e scivere lo stampatello (dal mare mi ha mandato una cartolina tutta scritta da lui e non solo "cari saluti"). Speriamo che trovi insegnanti che lo aiutino nel suo percorso, perchè, come molti altri bambini precoci in certi aspetti, in altri ha ancora molta strada da fare e un carattere spesso difficile.


Ma oggi per me ricorre anche un'altra ricorrenza che oso dire importante: sono 10 anni di blog!!!

Il primo brevissimo post, "di prova" lo definii, fu scritto proprio il 15 settembre 2007...

Che dire? Non credevo di arrivare a tanto! Allora non mi ponevo certo il problema, iniziai in un momento di vita difficile per me, era un diversivo, una novità, una sfida anche alla mia pochezza tecnologica.

Dieci anni sono tantissimi, il blog è cresciuto, negli anni gli amici sono aumentati, tutto si è legato intimamente alla mia vita reale, è stato cronaca, riflessione, sfogatoio, colloquio, recupero di storie di passati lontani e...molto altro. A volte rileggo qua e là e medito su come siano stati pieni e imprevedibili questi dieci anni: allora non avrei mai immaginato quanto e cosa sarebbe successo, grandi gioie e grandi dolori. Potrei dire che è stato un decennio ricco e sorprendente sia in bene che in male, ho toccato con mano quante sorprese possa sempre riservare la vita...

Sono contenta, ora, che questo blog le abbia registrate e nonostante i problemi che ogni tanto crea Libero, penso che continuerò a scrivere, non metto limiti... vedremo...

Rileggendo trovo cambiata anche me stessa, ora mi pare di essere più fredda, distaccata, fatico di più a leggermi dentro e a provare emozioni, come se si fosse spento, o almeno affievolito, qualcosa che prima sentivo più vivace e profondo. Forse sono solo stanca, molto più stanca di dieci anni fa, l'età si fa sentire, certe prove logorano e si fa sempre più fatica a riprendere le forze...

E mi dispiace che molti amici non scrivano più, che siano spariti... un po' per il passare della moda dei blog, un po' per altri motivi dei più vari, tra chi viene a leggermi ora quasi nessuno c'era qui dieci anni fa. Qualcuno è sempre fra i miei contatti in altro modo, con qualcuno siamo anche riusciti a vederci, ma mi pare proprio che l'età d'oro di questo genere di blog sia terminata. Peccato, credo che fosse uno svelarsi e un conoscersi più ricco e interessante di altri social network che ora vanno per la maggiore...

Comunque io continuerò a scrivere... almeno per ora.

E adesso celebriamo la ricorrenza e facciamoci almeno gli auguri:

BUON COMPLE-BLOG DECENNALE!

 
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CEVENNES 2

Post n°1466 pubblicato il 13 Settembre 2017 da atapo
 

TANTO  VERDE

Il Parco nazionale delle Cevennes è un territorio che tocca due départements (province): il GARD e la LOZERE, ci sono quattro città chiamate "le porte" perchè si trovano più o meno ai confini e in esse si comincia a respirare l'aria del parco, ad avere indicazioni, a trovare chi organizza  escursioni e soggiorni. Ma noi siamo turisti fai da te e scopriamo tutto da autodidatti... La città-porta a nord è Mende, a ovest è Millau, a est è Alès, a sud è St.Jean du Gard, dove eravamo arrivati noi.

Nel centro del territorio c'è Florac, la sede principale del Parco, con gli uffici e i riferimenti più importanti. Florac quindi era per forza la prossima meta, in modo da chiarirci meglio le idee e valutare la fattibilità del piano di viaggio che avevo preparato a tavolino.

Da St.Jean a Florac abbiamo percorso la via detta "Corniche des Cevennes", panoramica, in quota, con viste incredibili di vallate e  monti boscosi.
Una serie infinita di tonalità di verde, che poi mi avrebbero accompagnato per tutti i giorni seguenti... il verde resterà il colore-ricordo di questo viaggio.


 

E' una strada importante storicamente, dalla notte dei tempi fu percorsa dalle greggi durante la transumanza, era il collegamento tra la costa del Mediterraneo e il centro della Francia, fu la via di penetrazione degli eserciti durante le guerre, soprattutto quelle di religione che ai tempi della monarchia assoluta devastarono queste terre i cui abitanti si erano convertiti per la maggior parte al protestantesimo: essi opposero strenua resistenza in quella che fu detta "la guerra dei Camisard". Situazioni, persecuzioni e stragi da entrambe le parti, per niente diversi da ciò che anche oggi è tristemente attuale.
Per la sua importanza era stata chiamata "route royale".

 

Nell'ultimo secolo venne un po' trascurata a vantaggio di un'altra strada più breve e veloce, ma da poco è ritornata in evidenza ed è stata curata  e ben mantenuta per la sua bellezza e la sua storia: credo ne sia valsa proprio la pena di fare qualche tornante in più... Anche mio marito, sempre sospettoso per i percorsi impossibili che io riesco a trovare, stavolta non ha avuto nulla da ridire!

A Florac arriviamo che è quasi buio e non riusciamo a trovare l'area di sosta indicata da internet. Però vediamo un grande parcheggio sulla riva del fiume alla periferia della cittadina, c'è già un altro camper in sosta, divieti non ce ne sono... ci fermiamo lì.

Il centro dista circa un chilometro, è una passeggiata dopo le ore di guida... ma ormai è buio, è tutto chiuso, in giro non c'è quasi nessuno, non è una cittadina da vita notturna... ancora una volta i nostri orari dei pasti non coincidono con quelli francesi e rischiamo di saltare la cena... bisognerà che facciamo più attenzione ad organizzare i tempi! Alla fine per fortuna un bar fa anche servizio di cucina casalinga e ci offre un hamburger-maison, fatto in casa, ci dice il cuoco quasi a scusarsi, ma è delizioso, niente a che fare con McDonald!

 

nel centro di Florac

il suo castello


Al mattino dopo, per recarci al Centro Documentazione del Parco che si trova in alto, dentro il castello, dobbiamo attraversare il centro storico: di giorno è grazioso e molto animato, vi passano i "randonneurs", quelli che con le gambe buone fanno escursioni di vari giorni e si godono camminando quei bellissimi monti. Non è il nostro caso! Al Centro, dopo aver fatto rifornimento di guide e informazioni varie, chiediamo all'impiegato se esistono escursioni brevi adatte al caso nostro, di camperisti anzianotti e malandati. Lui ci guarda sconsolato, però riesce a trovarne due e ci dà gli opuscoli con i percorsi. Bene! Almeno in uno vorremmo cimentarci!

Florac è piena di ristoranti con piatti tipici, la scelta è dura, andiamo a pranzo alla Salamandre, dove scopro la tipica "coupe cevenole": dessert con marmellata di castagne, gelato alla vaniglia, pezzetti di meringa e panna montata...
Al pomeriggio relax: dove abbiamo il camper, in riva al fiume, c'è una vera spiaggia di sassi ed è pieno di gente che prende il sole e fa il bagno. Qua e là i sassi e i rami secchi sono sistemati in strane costruzioni e sculture che abbelliscono il luogo già godibile di suo, è la Land Art, come spiega un cartello. Mi unisco agli altri e faccio un bellissimo bagno nel fiume Tarnon.

 

 

Il giorno dopo... ESCURSIONE A PIEDI! Fra le due proposte faremo il SENTIER DU PREDAL, percorso in tondo di circa tre chilometri, facile, dice il foglietto, speriamo... Però parte da un punto in alto, dove dobbiamo recarci col camper... così scopriamo la Causse Mejan. Causses vengono chiamati dei territori all'interno del parco che hanno una conformazione particolare: sono di rocce carsiche, quindi per larghi tratti aridi e quasi stepposi, in altri invece dove l'acqua è raggiungibile sono più verdi e coltivabili, ci sono fattorie qua e là. E' il regno dei pascoli... e dei venti! Arriviamo al punto di inizio che è quasi mezzogiorno, prendiamo provviste di biscotti, acqua e succo di frutta e partiamo col sole caldo e il vento deciso, così nonostante il cappello alla fine ci ritroviamo arrostiti. Durante il percorso ci fermiano a scattare tante foto, ad ammirare i panorami dei monti che si rincorrono sullo sfondo e le farfalle di tante specie diverse che si fanno beffa dei nostri tentativi di fotografarle, saliamo sul vecchio mulino diroccato... Una passeggiata che non si dimenticherà facilmente!

 

la causse vista dall'alto del mulino


Mio marito il giorno prima mi aveva chiesto:-Cos'è la causse?- Ora, alla fine del giro  gli ho detto: -Hai capito adesso cos'è la causse?- Credo che sia stato ben chiarito...
Florac mi piace, vorrei restare ancora, ma i giorni volano e dopo esserci riposati partiamo verso est, uscendo dal paese scopriamo dov'era l'area di sosta, ma al fiume siamo stati meglio, anche col bagno!
La strada corre nella vallata del fiume Tarn, 20 km tra rocce e strapiombi, la prossima meta sarà la cittadina Le Pont de Montvert. Per me è importante... e svelerò anche la faccenda della illustrazione del post n.1464 .

lungo il Tarn, verso Pont de Montvert

 
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CEVENNES 1

Post n°1465 pubblicato il 12 Settembre 2017 da atapo
 

E  FINALMENTE  PARTIMMO

Avevo scritto il 23 agosto:"Ci siamo, tutto pronto, domattina dovremmo partire".
Mezz'ora dopo mio marito uscì in giardino per un ultimo controllo all'impianto di irrigazione e... cascò dentro ad un buco che aveva fatto per questo maledetto impianto!
Il piede destro immediatamente gonfio e molto dolorante... frattura?
Così la mattina dopo anzichè partire per la Francia partì per l'ambulatorio del medico: camminava a fatica... Per fortuna non c'era nessuna frattura ma solo una forte contusione, compatibile con la guida del camper. Il medico lo congedò con la ricetta di una pomata miracolosa, augurandogli buon viaggio con l'aggiunta di "E non faccia cose strane."
Questo medico l'abbiamo da pochi mesi (la nostra andò in pensione), ma ha già capito che tipo è mio marito.
E il 25 siamo finalmente partiti, sottraendo ancora un giorno al nostro viaggio già risicato e accorciato dagli eventi precedenti.
Ero emozionata... dopo sette anni di nuovo ad esplorare la Francia!

Un'amica mi aveva detto che era così cambiata... e in peggio: cosa avrei trovato?
Intanto prima di arrivare al confine ho trovato in due aree di servizio in autostrada le toilettes squallide al limite del rivoltante: porte rotte, puzzo, water otturati, finita la carta igienica quasi dappertutto. Nessun personale di controllo e di pulizia presente al tavolino dove ben evidente era però il piattino pieno di monetine delle mance... Confesso che avrei voluto prenderle tutte quelle monetine e lasciarlo vuoto, a risarcimento del disagio e della vergogna: così ci presentiamo ai turisti! E anche il buffet di panini lasciava molto a desiderare... Non vedevo l'ora di passare il confine... ricordavo esperienze migliori che speravo di ritrovare.
Al casello autostradale della dogana dalla parte francese c'erano la GENDARMERIE e la POLICE bene in vista, Ventimiglia è un punto caldo per l'immigrazione. Ho notato che i loro sguardi si sono subito concentrati sulla fila in cui ci trovavamo noi... un camper... vuoi vedere che...
Invece hanno fermato il furgone con targa italiana subito davanti a noi e mentre noi con un sospiro liberatorio entravamo in Francia loro iniziavano i controlli e la perquisizione.
A sera , ora di cena e di sosta notturna, abbiamo scelto un'area di servizio in autostrada: ricordavamo che nei ristorantini delle aree francesi non si mangiava male... delusione! Cambio gestione: vi abbiamo trovato McDonald !!! Troppo tardi per andare all' area successiva, uno squallido hamburger che si bloccava in gola: che inizio deprimente!
Per arrivare alle Cevennes ci sono diverse strade che attraversano la Provenza, stavolta ho scelto quella che passa da St.Remy-de-Provence, una cittadina famosa, ma che non abbiamo mai visto. E' davvero graziosa, paese da ricchi, lì ha una casa anche Carolina di Monaco e ho detto tutto.

Il pranzetto alla brasserie "L'industrie" è degno del luogo, e mi riconcilia con la cucina francese. Si vola nel pomeriggio lungo le strade provenzali, tra file di platani e di cipressi, poi tra grandi estensioni agricole, fino ad arrivare ad una delle "porte" delle Cevennes: la cittadina di St.Jean du Gard.

platani provenzali


L'area di sosta è fuori dal paese, in una valletta tranquilla tra campi e boschetti. Per la cena potremmo fare una passeggiata fino in centro, ma siamo stanchi e probabilmente arriveremmo a ristoranti chiusi (soprattutto nei paesi piccoli gli orari francesi sono anticipati rispetto a quelli italiani e specialmente rispetto alle abitudini di mio marito!), oppure potremmo approfittare delle provviste fatte all'Intermarché di un paese precedente:a casa avevamo completamente svuotato il frigorifero nei giorni d' attesa della partenza, in zona Cevennes non ci sarebbero stati grossi centri commerciali, quindi qualcosa da tenere per le emergenze l'avevamo dovuto comperare.
Però accanto all'area di sosta c'è un "logis de France": albergo con ristorante, è ancora illuminato e la cena è a menù fisso: ci rassegniamo... e usciamo più che soddisfatti dall'Auberge du Peras. Io ho anche trovato diversi depliants delle attrattive turistiche della zona e dovrò studiarmele...
Il giorno dopo è domenica e la messa ci aspetta ad Anduze, un paese vicino. Per cattolici praticanti come noi in certi posti trovare le messe non è semplice: ce n'è una sola alla domenica, oppure la fanno in paesini diversi ogni settimana, inoltre qui siamo in zona protestante (lo scopro proprio dai depliants) e le chiese cattoliche non sono molto in evidenza. Dopo la messa ci sta una passeggiata per la cittadina, graziosa e turistica, con la "braderie" proprio oggi, cioè i negozianti che espongono in strada con forti sconti, con molte fabbriche di ceramiche e vasi da interno e esterno che hanno una forma tipica locale, copiata, dicono, dai maestri toscani. Noi pensiamo al nostro giardino, ma comperare vasi adesso sarebbe un ingombro e un rischio col viaggio che ci aspetta. A malincuore desistiamo.

 

arrivo ad Anduze, sul fiume Gard


vaso di Anduze

Siamo alle "Porte delle Cevennes" e nel pomeriggio di domenica vi entriamo...
...ma lo racconterò la prossima volta.

 
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RITORNO A CASA

Post n°1464 pubblicato il 08 Settembre 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

PAZIENZA !

 

Sono tornata a Firenze da ieri sera. Ritorno lento, come ha commentato qualcuno, ma noi facciamo sempre con calma, e poi le Cevennes non sono mica dietro l'angolo!

E ora qui, oltre la visita medica prenotata che mi ha fatto rientrare, ci sono le solite cose: valigie da disfare, lavatrici a pieno ritmo, rimpinguare un frigorifero che è desolatamente vuoto, altre faccende previste e impreviste.

Poi le foto: ardua è la scelta fra le centinaia che ho scattato e dato che Libero ha graziosamente chiuso la possibilità di mettere qui in un album quelle per illustrare il blog ora la strada per pubblicarle è più lunga... ma senza qualche foto che diario di viaggio diventa?

E allora pazienza! Non sparirò, ve lo assicuro. Intanto ringrazio dei commenti, della simpatica partecipazione di chi passa di qua e aspetta di leggere...

Cosa c'entra l'immagine? Lo saprete presto... o forse qualcuno, appassionato di storie e letteratura, lo ha già capito...

 
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POCHE PAROLE

Post n°1462 pubblicato il 04 Settembre 2017 da atapo
 

DALLE  CEVENNES

 

Oggi è il giorno della lieve malinconia al pensiero che domani, dopo un tempo doveroso di shopping, sarà l'ora di riprendere la via del ritorno...

Oggi ho guardato con più attenzione tutte le sfumature di verde e gli altri colori di queste montagne, per imprimerli nella mente e nel cuore.

In questa vacanza ho visto molto, ho imparato qualcosa, ho passato momenti di bellezza, di sorpresa, di imprevisto... come sempre nei viaggi.

Come ho scritto in un commento, è stato un tempo da vivere nella realtà, non da rincorrere collegamenti saltuari di internet... ci sarà modo di raccontare tutto per far venire voglia ad altri di viaggiare qui.

La sera scende in questa area di sosta, fu la prima in cui ci fermammo qui nel parco delle Cevennes e per caso sarà anche l'ultima, almeno questa volta.

Arrivederci in Italia... fra un po' di giorni!

 
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EVVAI

Post n°1461 pubblicato il 23 Agosto 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

BONNE  ROUTE

Ci siamo... spero.
Domattina dovremmo partire.
Controllato il controllabile, collaudato il collaudabile, ma probabilmente qualcosa avremo dimenticato, come sempre succede...
LUI ha voluto verificare punto per punto il percorso che ho proposto, ha problemi per scaricarlo nel navigatore, ma tanto, gli dico, che ci importa metterlo tutto ora visto che come al solito poi cambieremo lungo la strada, saremo attratti da altro di nuovo... è questa la bellezza del camper , di poter  riorganizzare lì per lì.

Un po' emozionata lo sono: quattro anni dall'ultimo viaggio importante , ben sette anni dall'ultimo viaggio in Francia, quello bellissimo lungo tutto il corso della Loira nell'estate del 2010, che ho raccontato anche qui...
Ho rinunciato al mare, faremo solo montagna stavolta perchè il 7 settembre dobbiamo essere a casa per la mia visita dell'8. Anche se stamattina alle 11, forse con qualche rimorso sulla coscienza, LUI ha detto:-Invece di andare lassù potremmo andare al mare...-
COOOSA??? Ora lo dice!!! Ora che ho preparato tutto il tragitto e le valigie! Solita storia dell'ultimo momento...
NO! Ormai è tardi per cambiare, doveva pensarci prima, semmai per il mare partiremo in settembre (speriamo).
Ma in quali montagne della Francia andremo?
Tra quelle che ancora ci mancano, eccole...

parc national des Cévennes

 
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LUNGA ATTESA

Post n°1460 pubblicato il 20 Agosto 2017 da atapo
 

MIRACOLO  INCOMPLETO

 


 

Dopo Ferragosto non c'è stato bisogno di mail o telefonate minacciose perchè ci ha anticipato una comunicazione: "La lavatrice è in consegna in giornata.".
Ed effettivamente così è stato. Anche stavolta lasciata in fretta sul marciapiede e noi ci siamo dovuti arrangiare a trascinarla dentro il cortile, per fortuna abbiamo un carrellino che si è teso allo spasimo, come le nostre schiene.
Bene, tutto risolto allora, finalmente si può partire per il viaggetto sognato da quattro anni ormai, riprendo guide e itinerari, organizzo mentalmente il necessario...

NO !!!   NON SI PUO' PARTIRE !

Perchè mio marito nel ponte di ferragosto ha cominciato a fare l'impianto automatico di irrigazione, prima la ricerca dei tutorial on line, poi tutti i calcoli, poi la preparazione delle schede e dei collegamenti...
...e bisogna finirlo questo impianto, altrimenti chi annaffia il giardino con questa siccità, visto che mia figlia è al mare fino al 27 agosto?
-Vedrai che faccio presto, al più tardi si parte lunedì- Che sarebbe stato domani.
Ma col passare delle ore sbuffava sempre di più e ieri sera ha confessato che il lavoro è molto più complesso di quanto credesse, che sono molti anni che non si occupa più di questo settore (10 anni da pensionato e tanti altri prima quando lavorava), che anche la manualità gli si è molto rallentata (dono dell'età) quindi...
Io già mi ero chiesta perchè non avesse iniziato prima questo lavoro se lo riteneva così fondamentale, dato che la partenza il 16 agosto era da un pezzo che l'avevamo decisa, se l'avessi chiesto a lui senz'altro la risposta sarebbe stata la solita: -Avevo altre cose più urgenti da fare- e ci sarebbe scappata l'ennesima litigata.
Ieri gli ho detto solo: - Senti, non mi dire più niente, non promettere nuove date, avvisami solo quando avrai finito tutto e allora riapriremo questo discorso.-
E ora faccio finta di autoconvincermi che non c'è nessuna partenza da attendere.
Gli ho detto anche:-Sabato prossimo torna la figlia, anche se non avrai finito potremo partire lo stesso, passerà lei a innaffiare.-
Il fatto è che l'8 settembre io ho la prenotazione per una visita medica, poi nelle settimane successive ricominceranno le attività teatrali... O si sposta la visita medica (ed è una seccatura cercare altre date ecc...) o dalla fine di questa settimana al 7 settembre la nostra vacanza diventa molto risicata, lui voleva andare in montagna, io ho bisogno di mare... se tutto fosse andato bene le due esigenze ero riuscita a conciliarle, ma così...
Potrebbe anche darsi che all'improvviso lui finisca tutto, collaudi positivamente l'impianto e dica:- Domani si parte!-
Ancora una volta di furia, all'ultimo tuffo, come quasi sempre.
Insomma, se sparirò da qui  per un po' (tanto naturalmente il collegamento internet sarà l'ultimo dei pensieri, a quel punto)  potrebbe anche darsi che finalmente... MAH!

 
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LA'

Post n°1459 pubblicato il 18 Agosto 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

SARDANA

 


 

Ancora una volta la vita gioiosa dell'estate e delle vacanze è stata sporcata da un attentato contro la gente comune e innocente…

Stavolta a Barcellona, di nuovo anche se lontana sentendo le cronache e i commenti mi viene un nodo alla gola e l'angoscia che riassume un miscuglio di sentimenti.

Fra sensazioni contrastanti cerco la “mia” Barcellona, quella dei miei ricordi, o meglio è lei che cerca me perché sono i ricordi che tornano all'improvviso…

C'ero stata nell'estate del 2001, uno dei primi viaggi che facevamo col camper.

In realtà percorremmo tutta la Costa Brava fermandoci in diversi luoghi interessanti e Barcellona fu l'ultima tappa. Come ci succede sempre, ormai il periodo delle ferie di mio marito era agli sgoccioli, ci eravamo soffermati più a lungo del previsto nei paesi precedenti, per quella città che doveva essere la meta principale ci restavano pochissimi giorni.

Eravamo ancora poco esperti col camper, avevamo scoperto che in Spagna questo mezzo di notte doveva per forza stare in campeggio, non era consentita la sosta libera e le aree attrezzate erano rarissime. Il campeggio lo trovammo molto fuori città, in un luogo bellissimo sulla costa tanto che ora è stato smantellato perché quella zona è diventata parco naturale (sono andato a ricercarlo su internet, ecco perché ne conosco la sorte). Per recarci a Barcellona bisognava prendere il pullman che percorreva un'autostrada… coi tempi tecnici lenti che abbiamo noi praticamente si arrivava in città che era quasi ora di pranzo e mio marito partiva in caccia del ristorante… Così se sulla carta (anzi sull'agenda in cui ho notato i ricordi di viaggio) ci siamo andati tre giorni, in realtà non abbiamo visto molto, praticamente solo il centro. Aggiungo che mio marito era (ed è) molto prevenuto sull'arte moderna, figuriamoci il modernismo catalano, non gli interessava affatto! Con insistenza riuscii a trascinarlo davanti alla Sagrada Familia, dove però ebbe come una rivelazione mistica: lui così religioso rimase fortemente colpito dalla costruzione, talmente affascinato che poi volle sapere tutto su questa e il suo autore e ancora oggi ne parla tutto ispirato…

A Barcellona capii che il camper è certo simpatico per viaggiare, ma per visitare bene e conoscere come piace a me una città grande è molto meglio un albergo o una stanza DENTRO la città. Così, come poi in altri viaggi, mi è rimasto quel senso di incompiuto, di lasciato a mezzo, una promessa a me stessa “ci devo tornare” che non ho mai mantenuto.

Ieri sera rivedevo nella mente immagini di quel viaggio e una che in tutti questi anni non avevo mai ricordato: io e mio marito stanchi dopo aver girato a lungo, di pomeriggio, seduti a guardare in una piazza tante persone che danzavano la SARDANA, la danza catalana… non ero neppure sicura che fosse successo a Barcellona ciò che ricordavo, avremmo potuto vederla anche a Perpignan e neppure con mio marito, ma io sola quando andai a Perpignan dalla mia amica…

Mentre riflettevo su questo alla televisione un cronista ha citato proprio la sardana, che la gente catalana danza nei fine settimana vicino alla cattedrale di Barcellona, ricordandola come una danza di unione e fratellanza, perché vengono invitati nel cerchio anche i turisti che assistono… allora sono stata certa che quella volta ero proprio là e non entrai nel cerchio perché avevo camminato tanto quel giorno

E rimane un'angoscia di fondo, che si cerca in tutti i modi di non far emergere, di non ascoltare: dove, quando, a chi toccherà la prossima volta?

 
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FERRAGOSTO

Post n°1458 pubblicato il 15 Agosto 2017 da atapo
 

SILENZIO

 


 

Me ne sto qui, a casa mia.

Ad inanellare un altro di quei Ferragosti RINTANATI che piacciono tanto a mio marito, lontano dalla folla che si vede sulle spiagge in televisione, quando ti viene da pensare che effettivamente, a parte il mare, non c'è nulla di attraente in una simile situazione... ma lo pensi quando sai di avere altre occasioni e possibilità vacanziere, prima o dopo di questo giorno...

Invece quando di occasioni non se ne sono godute nè si intravedono... beh, a me sale un po' di nervoso...

Qui è tutto silenzio: negozi chiusi, per strada quasi solo Cinesi, ma soprattutto SILENZIO dalle ditte che ci hanno "perso" la lavatrice: più nessun contatto da mercoledì scorso, tra il weekend e il ponte: domani dovremo ripartire all'attacco.

Invece domani dovevamo partire per la Francia: ripongo nella libreria le guide turistiche già aperte e in via di consultazione, in attesa di miglior fortuna.

La macchina ha sempre l'aria condizionata rotta ("ormai aspettiamo dopo Ferragosto, ora è tutto chiuso", ha sentenziato LUI). Questo fatto, unito al dover programmarsi i bicchieri di vino e birra per la recente proibizione medica del connubio alcool/volante, ha dato il colpo di grazia anche ad eventuali uscite per diletto, per sfuggire il caldo che sta aumentando di nuovo dopo pochi giorni di tregua, lui non ama programmare e una decisione di guidare presa lì per lì ora è improponibile.

E' d'obbligo solo la programmazione per portare alla lavanderia pubblica i sacconi di biancheria sudicia e questo va fatto al mattino di buon'ora, per avere il tempo poi di stendere all'aperto e asciugare in giornata.

Stasera andremo a cena a Montelupo da mio figlio: dobbiamo ritirare da loro un sacco di biancheria che hanno messo a lavare nella loro lavatrice. L'avevano preso, mossi a compassione, sabato scorso quando erano venuti a pranzo da noi. Ecco l'unica soddisfazione di questi giorni grigi, stare quanche ora col nipotino che vedo così raramente. Avevo previsto a pranzo il PESCE FINTO, quell'impasto di base patate-tonno che l'estate scorsa gli era piaciuto un sacco. Stavolta l'abbiamo preparato insieme, lui ha impastato, dato la forma, infine decorato con grande impegno... e naturalmente è stato molto ammirato e apprezzato! Il poco che ne era rimasto se l'è portato a casa per la cena.


il pesce finto in via di lavorazione

L'unica cosa intelligente e piacevole da fare in questi giorni è leggere, immergersi nelle storie: "Chi legge vive mille vite", disse Umberto Eco, magari qualcuna è anche meglio di quella reale...

 
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MISSING

Post n°1457 pubblicato il 11 Agosto 2017 da atapo
 

AVVILITA

Io non so più che pensare... "Mai 'na gioia" è un modo di dire alla moda ultimamente e ora lo faccio mio! Le cose si ingarbugliano sempre...
In pochi giorni la sostituzione della lavatrice rotta sembrava cosa fatta: trovato rapidamente il modello che ci soddisfaceva, possibilità di acquistarlo on-line in un sito di cui mio marito si era già servito altre volte senza problemi, il prezzo buono e con un'offerta abbinata che ci aveva convinto ad acquistare anche, e finalmente, l'asciugatrice, così avremmo risolto una buona volta i problemi invernali del bucato.
Questione di giorni all'arrivo dei due elettrodomestici, così la biancheria da lavare si accumulava a vista d'occhio, ma si trattava di avere ancora un po' di pazienza... a ferragosto tutto sarebbe stato pulito, per fare le valigie e partire il 16 per l'agognato viaggio, il primo dal gennaio 2014!
Tanto che mi ero calata nel mio ruolo familiare di tour operator e avevo cominciato a cercare itinerari e soste...
Venerdì 5 doveva essere il giorno della consegna, non si è visto nessuno. Fine settimana, diamogli tempo, arriverà lunedì...

Infatti lunedì 7 alle ore 14,30 ecco la sgraziata scampanellata che hanno di solito i corrieri, il cui senso è: "Fate veloci che non ho tempo da perdere, se entro due secondi non aprite me ne vado"
Naturalmente ci precipitiamo: costui scarica sul marciapiede UNO scatolone, risale sul camion, rimette in moto.
-E l'altro?-
-Io non so nulla, io devo consegnare questo.-
E riparte.
Nello scatolone c'è l'asciugatrice. Non siamo molto convinti che arriverà un altro camion con la lavatrice... quindi mio marito si precipita al telefono.
E comincia la solita odissea di questi casi disgraziati: call center... attese eterne... rimandi... linea caduta... conversazioni che no chiariscono nulla, anzi!

Dopo un giorno e mezzo di questa tiritera la situazione si era così definita: la ditta che fornisce la merce ci ha mandato un documento in cui risultano affidati regolarmente per il trasporto i due elettrodomestici ordinati, la ditta per il trasporto ha un documento in cui dice che ci deve consegnare UN SOLO COLLO DA 4 CHILI (quindi non si riferisce nemmeno all'asciugatrice che ci ha portato). Da entrambe le ditte è inoltre velocemente arrivata la notifica di "CONSEGNATO": della lavatrice nemmeno l'ombra a casa nostra!!!
Così sono cominciate le mail di reclamo: la prima non andava bene, si doveva inviare ad un altro indirizzo... devono dare risposte entro 48 ore indicando il da farsi...
Le 48 ore sono ampiamente passate, non è arrivata ancora nessuna risposta. Ora poi c'è ferragosto, figuriamoci...
Che fare? Io già temo una vicenda come quella per il mobile della sala, che ci volle più di un anno per risolverla e l'intervento dell'avvocato. Almeno fosse arrivata la lavatrice anzichè l'asciugatrice, che con questo caldo è proprio inutile!
Invece la biancheria che gridava pietà ci ha già costretto ad un giro alla lavanderia pubblica che è abbastanza distante e occorre andarci in auto perchè non posso certo portare in giro nel carrello della spesa 8 chili di roba! E ci costringerà a parecchi altri giri... Sono lavatrici industriali, hanno un solo programma con l'unica scelta dell'acqua fredda-media-calda: temo che certe cose si sciuperanno... perchè mi sa che di giri alla lavanderia pubblica ne dovremo fare parecchi prima di risolvere! Io credo che se andrà per le lunghe sarà meglio comperare una lavatrice, anche da poco, anche usata, mica si potrà andare avanti così fino a non si sa quando.
Non credo che dopo ferragosto potremo partire: volevamo tornare in Francia, dopo tanti anni, ma se c'è da star dietro a questa grana come è possibile dall'estero? E se restiamo in Italia sai che bella vacanza rilassante attaccati al telefono e alle mail per sollecitare la soluzione!
Salterà la vacanza anche stavolta!!!
Io intanto dal nervoso sono stata male, ma proprio male, per alcuni giorni, non è più solo questione di attacchi di depressione, ma mi vengono disturbi fisici reali e seri... NON NE POSSO PIU'!!!

 
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COMPLEANNO

Post n°1456 pubblicato il 04 Agosto 2017 da atapo
 

ACCANTO ALLA QUERCIA


Almeno una volta alla settimana continua a venire a pranzo da noi mia figlia col piccolo C. Ma adesso, finite scuole e centri estivi, ci sono anche gli altri tre e l'organizzazione si fa più complicata. Non è più solo il pranzo, ma buona parte della giornata.

Arrivano al mattino sul tardi, magari mia figlia lascia i tre più grandi per andare alla posta o simili, il pranzo diventa impegnativo per sfamarli tutti con qualcosa di gradito e fresco, la confusione in certi momenti sale alle stelle, c'è una ricerca e uso di giochi e giocattoli di tutti i tipi, restano fin dopo merenda (di solito me la cavo con gelato e succo di frutta) e se ne vanno lasciando noi nonni quasi distrutti a caricare la lavapiatti. Cosa non si fa per i nipotini… che la settimana prossima partiranno per il mare!

L'ultima volta a tavola M. mi ha chiesto:-Lo sai che ieri è stato il compleanno di Beto?- Certo che lo so! Beto era nato all'inizio di agosto…

Abbiamo parlato di lui, i bimbi quando guardano le foto di famiglia in cui lui spesso si vede insieme a loro lo ricordano con affetto, quando vengono a casa mia spesso correndo per il giardino si fermano un attimo accanto alla piccola quercia e commentano:-Beto è lì sotto.- poi riprendono i loro giochi.

Chi non ha ben chiara la faccenda è la piccola D., che in queste occasioni chiede:- Ma quando torna da noi?- E si rattrista perché la mamma le spiega che non tornerà più, lo potrà vedere solo nelle foto. Allora un giorno ha commentato:-Ma io lo volevo accarezzare ancora, era così morbido…-

Mia figlia si è stupita di questo desiderio, non le pareva che D. fosse molto interessata al gatto. Io invece non sono rimasta sorpresa, ricordo che quando ero a fare la baby sitter da loro spesso insegnavo a D. ad accarezzarlo con delicatezza, così da non farsi graffiare. Credo che quei momenti le siano rimasti nel cuore e nel ricordo e quando mia figlia me l'ha raccontato stavo per commuovermi…

Nel giardino, una volta completata la sistemazione, volevo mettere un nanetto per ogni nipotino: invece ora, prima dei nanetti, cercherò la statuetta di un gatto, magari alle fabbriche di Montelupo dove abita mio figlio, e la sistemerò accanto alla piccola quercia...

 

 
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IN POCHI GIORNI

Post n°1455 pubblicato il 01 Agosto 2017 da atapo
 

FATTI E MISFATTI

 


 

Da giovedì scorso, quando mio marito ha riavuto la patente, si apriva un'era nuova ricca di possibilità...

In questi pochi giorni ecco cosa è successo.


Si è rotto il tubo per innaffiare le piante in vaso: all'improvviso nel giardino si è alzata una "fontana" alta più di un metro, stupenda, degna di Versailles, se non fosse che era a causa del danno sopracitato. Comunque facilmente riparabile, basta tagliare il pezzetto, rotto per fortuna vicino ad una estremità, e innestare di nuovo il resto.


Il sistema di irrigazione e il serbatoio dell'acqua non funzionano in modo giusto e certe zone del giardino restano quasi a secco: forse mio marito ha sbagliato qualcosa nei calcoli, dovrà riaprire tutto e sistemare.


Si è rotto l'impianto dell'aria condizionata nella macchina: ieri abbiamo girato due ore con 40 gradi fissi dentro l'auto, nonostante i finestrini aperti.


Si è rotta la lavatrice, da giovedì scorso. I tentativi di scoprire il guasto sono falliti: il marito aggiustava qualcosa e si evidenziava subito un altro problema. Crediamo sia segno inquivocabile di morte imminente... poichè ha diversi anni di funzionamento sul groppone.

Così si apre il capitolo: "quale nuova lavatrice acquistare?" Non di rapida soluzione: deve vedere i vari modelli, valutare le funzioni indispensabili ed io sono coinvolta perchè in casa la lavatrice è compito mio, sarò io che alla fine sceglierò. Ieri prima spedizione nei negozi, senza risultati. E la biancheria da lavare si accumula, soprattutto con questo caldo che esige cambi almeno giornalieri. Però, a meno di un colpo di fortuna, ci vorranno ancora diversi giorni di attesa: quando avremo deciso il modello, se non sarà disponibile in negozio bisognerà ordinarlo... e ferragosto è dietro l'angolo, con le chiusure delle ditte!


Insomma, avevamo timidamente iniziato a fare progetti per un periodo di vacanza e di viaggio subito dopo ferragosto, ma questa serie di misfatti domestici non pare affatto un segnale di incoraggiamento!

Forse nel prato del giardino avremmo dovuto seminare anche trifoglio, nella speranza che capitasse almeno un quadrifoglio portafortuna...


 

 
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PER NON DIMENTICARE

Post n°1454 pubblicato il 30 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

METTI…

...Una scuola superiore Istituto Alberghiero della città di Firenze, che nei mesi di giugno e luglio propone in due sere della settimana la possibilità di andare a cenare presso l'istituto stesso, come un vero ristorante, in cui gli alunni seguiti dai professori delle materie di indirizzo sono cuochi, camerieri ecc, per un'esperienza di scuola-lavoro dopo la chiusura ufficiale delle lezioni.


...Un quadro di Bartolomeo Manfredi, “I giocatori di carte”, enormemente danneggiato nel '93 dall'esplosione di via dei Georgofili, a tal punto che quel che ne rimane e i pezzi caduti sono ancora in attesa di restauro, vista la complessità dell'operazione.

C'è qualcosa in comune fra tutto questo?

 

prima dell'attentato

dopo l'attentato

Da qualche settimana si parla di recuperare il quadro, lanciando una raccolta di fondi promossa dalla Galleria degli Uffizi insieme al Corriere della Sera e ad una Banca… ma il denaro necessario è tanto, si accettano donazioni di ogni tipo…
Allora il dirigente dell'Istituto Alberghiero, un mio coetaneo dallo stampo e dall'impegno sociale post sessantotto, ha organizzato che l'ultima cena estiva preparata dai ragazzi sarebbe andata tutta a beneficio del restauro: un aiuto concreto e un modo per far conoscere quanto è accaduto agli studenti, che all'epoca dell'attentato non erano ancora nati.

Una importante lezione di storia e un impegno concreto!

La notizia si è diffusa sui quotidiani, io e mio marito, ora che con l'auto possiamo muoverci di nuovo, abbiamo aderito. Oltre all'importanza dell'iniziativa, ero sicura che il menù sarebbe stato interessante e gustoso perché in altre occasioni di convegni in cui il catering era gestito dagli studenti dell'istituto alberghiero avevo apprezzato l'impegno e l'abilità dei ragazzi.
Infatti è stato proprio così, abbiamo mangiato tanto e così di gusto che alla fine non c'era posto nemmeno più per un goccio di acqua…
Una bellissima serata, la cena era all'aperto sotto i gazebo nel giardino della scuola, la restauratrice ci ha presentato il lavoro che dovrà essere fatto: un enorme puzzle da ricomporre con parti di tutte le dimensioni! E il direttore della Banca ci ha offerto le sue riflessioni sulle tragedie dei terrorismi purtroppo sempre così attuali: sui messaggi che è importante passare ai giovani...
Eravamo una quarantina di persone, mi è dispiaciuto che non fossimo di più, probabilmente il momento estivo e la città già svuotata hanno impedito un'affluenza maggiore. Sarebbe bello che anche più avanti, in corso d'opera, l'offerta si ripetesse, creando come un gemellaggio tra quel quadro e i ragazzi della scuola, purtroppo quel preside così in gamba ora va in pensione e chi lo sostituirà chissà cosa vorrà fare (e penso con un brivido alla dirigente della mia scuola che in due anni ha distrutto tutto…)
A sorpresa lì ho incontrato un collega, anche lui mio coetaneo, che aveva lavorato con me nei primi anni fiorentini: era da più di 20 anni che non ci incontravamo!

-Che bei tempi eroici!- ha ricordato anche lui con nostalgia, lui era maestro, ma presto diventò preside, lo fu anche nella nostra scuola e a quel tempo mio marito era rappresentante dei genitori, lavoravano bene insieme. Altra sorpresa: c'erano i genitori di una ex scolara la cui classe accompagnai in Francia a Dunkerque, anche loro persone entusiaste e simpatiche. Ci siamo messi tutti nello stesso tavolo, completandolo con una zia e una nipote amiche della coppia dei genitori. Così anche la compagnia è stata piacevolissima e ha dato l'ultimo tocco positivo alla cena squisita…

Dice qualcuno che ora dobbiamo recuperare i tre mesi di “prigione”: noi cerchiamo di impegnarci...

 
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LA PATENTE, IL RITORNO

Post n°1453 pubblicato il 28 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

TRE  MESI  DOPO

 



Ieri finalmente era il giorno della visita medica per il rinnovo della patente a mio marito.

Io ero agitata dal giorno prima: l'aspettativa di poter riavere finalmente l'uso di auto, scooter e camper dopo tre mesi di APPIEDAMENTO si scontrava con qualche timore: sì, le certificazioni che mio marito portava affermavano che i suoi problemi non si erano aggravati, ma... se poi durante la visita e le domande fosse saltato fuori qualcosa di non convincente per la commissione? Rabbrividivo pensando a un rivio, a degli accertamenti ulteriori, ad eventuali limitazioni (auto SI', mezzi grossi come il camper NO)... Tutte possibilità da non trascurare! E raccomandavo a mio marito: -Non dire che sei caduto dalla bici e che hai la caviglia ancora gonfia dopo tante settimane...-

Un segno di malaugurio ieri avevo sentito in un suo SMS mentre si recava all'ambulatorio convenuto dall'altra parte della città, con tre autobus da prendere. Diceva "Sono proprio vecchio: in bus per due volte qualcuno mi ha ceduto il posto a sedere" E io temevo che avesse l'aspetto più stanco e distrutto del solito...

E' tornato tardi e arrabbiato: avevano convocato 40 persone allo stesso orario, le 14,30. Tutta gente in fila per l'invalidità o problemi di salute di quel genere, tutti in uno stanzone d'attesa con poche sedie. Ha dovuto fare, come tutti, tre "passaggi" in stanze diverse, con circa un'ora di attesa fra l'uno e l'altro, il primo solo per consegnare i documenti a un'impiegata che li ha presi ed è sparita nel nulla senza alcuna spiegazione: - Me li consegni e aspetti fuori.-

La "visita" non c'è stata, nemmeno l'hanno guardato in faccia nè gli hanno fatto le solite piccole prove neurologiche basilari per l'orientamento o quelle per la vista: un'occhiata distratta ai referti medici, qualche domanda e via!

Patente rinnovata.

Avrebbe potuto avere di tutto, non vederci quasi per niente, nessuno l'avrebbe scoperto.

Io ho commentato:-Ecco perchè a tuo padre avevano rinnovato la patente a 85 anni quando ormai ci vedeva pochissimo e per le strade era un pericolo pubblico!-

Mio marito è rimasto così choccato dalla poca serietà dell'esperienza che vuole scrivere una lettera di denuncia all'ASL e non solo. Lo farà? Spesso dice e minaccia, poi si smonta tutto...

C'è un unico problema: le medicine che deve prendere quotidianamente non sono compatibili con l'alcool alla guida, quindi se guida NON DEVE bere prima nemmeno un bicchiere di vino o birra. E questo per lui sarà un sacrificio enorme.

Però ora la patente c'è!

Appena rientrato, siamo subito usciti insieme, in auto finalmente, dopo tre mesi: un giro in un grosso centro commerciale, non abbiamo trovato niente di eccezionale, ormai anche i saldi sono agli sgoccioli, ma vuoi mettere andarci in auto e non dover più temere il peso della spesa da riportare a casa?!

Poi cena in pizzeria, finalmente, dopo tanto che non si esce di sera!

Naturalmente pizza senza birra, solo bevande analcoliche...

 
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LA PIOGGIA, FINALMENTE !

Post n°1452 pubblicato il 25 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ACQUAZZONE

 

 

Il primo acquazzone diurno degno di tale nome (non quelle tre gocce di pioggia venute ieri, in barba alle catastrofiche previsioni metereologiche) che dopo tempi immemorabili sia caduto a Firenze, per lo meno nella parte di città in cui abito io... me lo sono beccato tutto!

Stamattina non sembrava che il tempo dovesse cambiare, sì, c'era qualche nuvoletta in più, ma non copriva la cima di monte Morello (ricordate? "Se Monte Morello ha il cappello, quando esci prendi l'ombrello"), faceva un po' più fresco del solito, tanto che ne ho approfittato volentieri per un giro al mercato settimanale lungo l'Arno, dovevo fare provvista di frutta e verdura.

Verso la fine della passeggiata, mentre aspettavo il mio turno al banco dell'ortolano, una nuvola più grigia delle altre ha lasciato cadere goccioloni per qualche minuto, ma la metà si dissolvevano nell'aria e faceva anche piacere riceverli addosso.

Sembrava fosse tutto finito così, ancora sole fino all'attesa del secondo bus per il ritorno.

Poi all'improvviso... acqua!

E dalla discesa alla mia fermata, per i trecentocinquanta metri che mi fanno arrivare a casa mia il diluvio!

Se ci fosse stata una tettoia o simili mi sarei fermata, ma l'unica possibilità era sotto gli alberi, cosa molto sconsigliata durante i temporali. E allora via, più velocemente possibile.

Il mini ombrello che tengo sempre nella borsa e che in questa stagione è più facile aprirlo per proteggermi dal troppo sole, stile turista giapponese, ha fatto il suo dovere ma è riuscito a proteggermi solo la testa e le spalle, tutto il resto fradicio, compresa la borsa-carrello con gli acquisti, così sono rimasti al fresco.

Le ciabattine estive zuppe d'acqua, era come se camminassi scalza .

Però non mi dispiaceva: finalmente un po' di pioggia, la siccità sta diventando preoccupante, offrivo volentieri il mio "sacrificio" per l'innaffiatura di quel bel temporale che tutto sommato si stava comportando bene: abbondante, ma non troppo violento, senza quel vento quasi tornado che porta via. Spero solo che non si riacutizzino raffreddore e tosse che dopo la settimana di mare si mantengono al livello minimo sindacale.

E da bravo acquazzone non è durato molto, dopo mezz'ora c'era già il sole: la pioggia aspettava al varco proprio me! Nel primo pomeriggio acqua di nuovo, ora tutto finito.

Però la cosa strana è che in tutto questo tempo monte Morello ha mantenuto la sua cima bene in vista, sgombra di nuvole... Non ci si può più fidare dei vecchi proverbi? E' cambiato il clima anche in questo? Sarebbe parecchio scocciante...

 
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SALUTO

Post n°1451 pubblicato il 23 Luglio 2017 da atapo
 

MATURA

 

bandiera dello Sri Lanka


E' venuta a farmi visita quella mia ex scolara con cui per tutto il passato anno scolastico mi sono incontrata quasi tutte le settimane per fare conversazione di francese (ne avevo parlato anche qui). "Lavoro" che io avevo iniziato con qualche perplessità e timore, ma che poi si è rivelato più semplice del previsto, guardando film in lingua originale con sottotitoli come spunto per le conversazioni...E' stato piacevole oltre che utile... e non solo per lei!

Ora ha finito l'esame di maturità ed è stata molto contenta della votazione ottenuta, non il massimo, ma comunque un punteggio molto alto.

Anch'io ne sono stata contenta... mi azzardo a pensare di aver contribuito un poco anch'io e non solo dal punto di vista del francese in cui comunque ha ottenuto il massimo nella terza prova. Credo che in questi mesi sia diventata più sicura di sè, avevo cercato di aprirla ad un modo di conoscere e di ricercare che andasse oltre lo scolastico. La sua tesina di maturità ha affrontato un tema molto originale: "La fragilità dell'esistenza dell'uomo mostrata attraverso le fotografie". Mi ha raccontato che una profe della commissione si è commossa mentre lei la esponeva e alla fine si sono tutti complimentati. Io le avevo prestato il mio libro di Robert Capa "Leggermente fuori fuoco", da cui ha tratto immagini e citazioni...

Mi ha raccontato quindi con gioia del suo esame di maturità, affermando che ne manterrà un ricordo positivo: dice che è stata una prova difficile, ma in cui ha provato una bella soddisfazione. Io sono stata molto contenta di sentirla parlare in questo modo, è ciò che dovrebbe restare di un momento così importante della propria vita.

Mi ha lasciato in dono una copia della sua tesina ed io sono rimasta sorpresa e commossa: sarà anche per me un bel ricordo di questa esperienza di quasi-insegnamento un po'... strana, così fuori dal consueto.

Io le ho regalato uno dei miei libri su Picasso, visto il suo interesse per l'arte, soprattutto moderna, Picasso è una pietra miliare: che lo si ami oppure no, non se ne può fare a meno.

Adesso si gode le vacanze meritate: andrà fra poco per un mese con la famiglia in Sri Lanka, il suo paese d'origine, a trovare i nonni. Poi l'attende una vita nuova: è stata accettata in un'università inglese per continuare gli studi e si preparerà a partire.

Questo suo futuro mi emoziona come se fosse figlia mia: sarà un'esperienza forte e importante che lei affronterà con l'impegno, la perseveranza e l'equilibrio che ha sempre mostrato fin da quando la conobbi a sei anni nella mia ultima classe di prima elementare.

Salutandola l'ho abbracciata stretta, volevo passarle tutti gli auguri possibili per l'avverarsi dei suoi sogni...

 
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RIECCOMI

Post n°1450 pubblicato il 20 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

PRIMA  E  ULTIMA  VOLTA

(16-7-2017)

 


 

Il giorno della partenza, quando mio marito ha aperto la porta del camper, mi sono quasi sentita male: nemmeno le sedute erano montate! E, come temevo, tutto ancora buttato all'aria, uno sportello staccato e vagante, i suoi attrezzi e fili sparsi dappertutto.
Come la casa fino a qualche mese fa.
Roba da fare dietrofront, quello che vedevo mi dava il voltastomaco.
Infatti nei primi due giorni di vacanza LUI ha sistemato alla bell'e meglio, in modo da non sentirci troppo baraccati, ma dicendo che prossimamente deve fare ancora diversi lavoretti sul camper perché gli piace così tanto questo continuo bricolage…
Io cercavo di stare all'aperto il più possibile, con una seggiolina all'ombra sotto gli alberi se non ero in spiaggia o in piscina, avevo portato il minimo indispensabile di vestiti e attrezzature per non aumentare il caos.
E qualcos'altro ha funestato parte della settimana: da qualche giorno prima della partenza mi erano venuti mal di gola, tosse e raffreddore che andavano sempre aumentando, probabilmente a causa degli sbalzi tra il gran caldo esterno e l'aria condizionata di bus, negozi e uffici, prendevo il Fluimucil ma senza grandi effetti.
Insomma sono partita che stavo male, dicevo: -O il mare mi guarisce, o mi stronco del tutto…- decisa a non rinunciare a questa opportunità di andare fuori città dopo tanto tempo. Ho fatto come se fossi in piena forma, soprattutto non mi sono negata la spiaggia e i bagni nel mare e in piscina, l'acqua è la mia passione: infatti nei primi giorni sono peggiorata e confesso che mi stavo preoccupando, temevo di arrivare alla bronchite. Invece da mercoledì l'effetto benefico dell'aria marina ha cominciato a farmi guarire, piano piano. Peccato che sia già dovuta tornare a casa, lo so che mi vorrebbero mesi di soggiorni al mare per questi disturbi, non sono proprio in forma del tutto e temo la ripresa della vita cittadina, speriamo di non avere ricadute.
A parte tutto questo, la settimana è stata rilassante, come mi ero ripromessa ho mangiato del buon pesce fritto e sono stata il più possibile col mio nipotino che solitamente vedo di rado.
Anche stavolta gli ho prestato la mia tavola da surf: quando nel 2002 andammo al mare insieme e lui aveva due anni gli piaceva starci a cavalcioni e così vinceva la paura che allora aveva dell'acqua. Ora ha fatto i corsi in piscina, sa un po' stare a galla e con la tavola si è divertito moltissimo: appena l'ha avuta tra le mani quasi d'istinto ha ricordato le poche istruzioni che gli avevo dato a quel tempo su come tenerla e oltre che a nuotare e farsi trascinare dalle onde provava anche a salirci da solo e a cavalcarla in equilibrio.
Conclusione: ora la tavola la tiene lui per il resto dell'estate, perché tornerà al mare anche in agosto. Gli altri nipotini più grandi ce le hanno già, le hanno trovate per pochi euro ai mercatini dell'usato.
Per il resto, in quella zona non c'è niente: solo campeggi, stabilimenti balneari, due spiagge libere, pochi negozietti e qualche trattoria-rosticceria attorno ad un incrocio, per trovare attrattive o passare una serata bisogna fare chilometri, quindi occorre l'auto. Un solo vero ristorante, che abbiamo collaudato, per fortuna offre ottimi piatti.
Tutto e solo relax duro e puro… un po' eccessivo anche per noi.
Così un pomeriggio siamo andati sulle Alpi Apuane a vedere le cave di marmo. Ho scelto io questa meta, pensando che a Riccardo sarebbe piaciuta. Infatti è rimasto affascinato dal paesaggio, dai macchinari, dalle gallerie, interessatissimo al piccolo museo all'aperto sul lavoro dei cavatori, allestito alle cave di Fantiscritti. Sulla via del ritorno un passaggio a Colonnata dove oltre ad ammirare le cave è obbligatorio gustare il lardo squisito preparato nelle conche di marmo secondo ricette antiche. E' stata proprio una bella gita alla scoperta di un mondo che non avremmo mai immaginato.
Penso che sarà il ricordo più interessante di questa settimana, concordo con mio figlio quando dice:-Tornare in vacanza qui? Non mi vedranno più.- Aveva accettato solo perché una coppia di loro amici ci passa, da anni, tutte le ferie, per stare un po' di tempo anche in loro compagnia.

PS: solo oggi riesco a pubblicare, dopo vari giorni in cui nel blog non si poteva fare niente, spesso nemmeno aprirlo: Libero, che succede?

 
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SEI PIU' SEI

Post n°1449 pubblicato il 06 Luglio 2017 da atapo
 

A  META'

 

Marina di Massa

E' già passato mezzo anno... e in fretta, troppo in fretta. Più si avanza con l'età, più il tempo corre, chissà perchè questa sgradevole impressione, che tutti provano a quanto ho sentito.
Mi sono trascinata nei primi sei mesi le mie ansie, le mie amarezze e le mie stanchezze che durano da qualche anno e aumentano sempre più, avevo la speranza che l'estate avrebbe portato un po' di tregua e mi avrebbe consentito di rilassarmi e forse anche di chiudere qualche capitolo poco gradevole.
Invece niente, il caldo atroce si è sommato all'ultimo inconveniente cioè il dover restare tre mesi senza patente in famiglia: la fatica delle spese sempre col carrettino da trascinare, l'impossibilità di approfittare dei bei momenti culturali e festaioli che nella prima parte dell'estate abbondano a Firenze, ma sempre in orario tardo pomeridiano o serale naturalmente, per godersi il fresco...
Mio marito ha varie incombenze da sistemare e andava in giro in bicicletta: io stavo in ansia per il traffico e questo caldo assassino, alla sua età non c'è da scherzare! Infatti un giorno è caduto, ha preso una botta su una gamba che poi si è gonfiata, compresi piede e caviglia. Nulla di rotto per fortuna, ma la preoccupazione c'è stata e ora non può più andare nemmeno in bicicletta, nè camminare a lungo. Quasi bloccato pure lui!
Sto facendo il conto alla rovescia per arrivare a quel benedetto 27 luglio in cui farà la visita definitiva e spero che la risposta (e la patente) gliela diano subito, che non ci sia da aspettare per trafile burocratiche!
All'inizio del 2017, in una pagina nascosta dell'agenda, avevo scritto una lista di cose da fare in quest'anno. Non le ricordavo nemmeno più, a fine giugno sono andata a rileggerle: male!  Solo in una ho mantenuto per ora l'impegno: leggere molto, per "smaltire" un po' i libri che ho comprato perchè mi attiravano e che non ho ancora letto. Per il resto... altamente insufficiente!
Lo sapevo che sono inutili queste liste, avevo ceduto per la prima volta per vederne gli effetti... ci sono ancora altri sei mesi, chissà se recupererò qualcosa...Però è un po' deludente la situazione attuale!
Mio figlio ci è venuto in soccorso: la settimana prossima loro hanno preso un bungalow a Marina di Massa, in un campeggio. Ha proposto che sua moglie, figlio e bagagli andranno in auto, lui guiderà il nostro camper e andremo in campeggio insieme.
Confesso che dopo tutto quello che c'è stato le prime vacanze dal 2014 non volevo proprio farle in camper... nè in Versilia, ma a tutt'oggi questo passa il convento e mi devo accontentare.
Il camper però non era stato più riaperto dopo il nostro "soggiorno obbligato " di due mesi nel 2015, era da controllare, ripulire ecc. Quando andava in bici fino al rimessaggio mio marito ha fatto qualcosa, ma ora non può più: dopodomani dovremo partire così com'è e... finire di sistemarlo nella settimana in cui saremo al mare. Bella prospettiva vero? Questo ultimo imprevisto mi ha smorzato non poco la soddisfazione, anche se piccola, di mettere finalmente il naso fuori di casa.
Credo che la settimana prossima mi sembrerà di toccare il cielo con un dito se riuscirò a riposarmi su uno sdraio in riva al mare o in pineta, a fare qualche bagno, a leggere, a mangiare pesce fritto e naturalmente a giocare con quel nipotino che vedo così poco.
Per stavolta non ho voglia di nessuna altra avventura, sono troppo stanca, non assicuro nemmeno di scrivere qui.

 
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