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PRIMO OTTOBRE

Post n°1158 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA FALSA ESTATE

 

Cassatt M, Autunno

Stamattina piove, come da previsioni metereologiche. Un primo ottobre piovoso è quasi ovvio, immerge realisticamente nell'autunno che è già iniziato anche se non sembrava. Ricordo quando la scuola iniziava il primo ottobre, molti anni fa, certi assembramenti di genitori e di ombrelli che rendevano ancora più duro il rientro... E un primo ottobre della mia adolescenza, all'istituto magistrale a Bologna, in cui pioveva così forte da obbligarmi ad indossare un orrendo ed enorme impermeabile rosso che non mi faceva sentire certo a mio agio... ma era dura ribellarsi alle imposizioni materne in fatto di abbigliamento dovute anche alle ristrettezze economiche, dovevo soffrire in silenzio sentendomi una delle più brutte ragazze in circolazione...

Invece quest'anno nelle scuole già iniziate da alcune settimane si è goduto uno scampolo piacevolissimo d'estate: dopo la tromba d'aria è tornato caldo, chi ha potuto è scappato ancora al mare, io ho cercato di stare all'aperto il più possibile inventandomi necessità per fare la spesa, per andare in centro, per vedere questo o quell'altro, se restavo in casa tenevo aperte le finestre il più a lungo possibile.

Sono i periodi più belli dell'anno: ancora non troppi impegni, giornate abbastanza lunghe, sole caldo e illusione che l'estate non debba finire. Ieri ho fatto il giro al mercato settimanale nel parco lungo l'Arno, insieme a mia figlia e a Diletta, tutte in canottiera, consapevoli che forse è stato uno degli ultimi regali della bella stagione...

Mi è sembrato questo l'unico vero mio periodo estivo quest'anno, dopo i mesi faticosi che ho passato. Come Hemingway amava a Parigi la sua “falsa primavera”, io qui a Firenze amo questa “falsa estate” che quasi sempre illude nelle prime settimane di autunno.

Oggi, con la pioggia, mi torna in mente che sono in arrivo giorni intensi, che sarà il momento di decisioni importanti, che sono da mettere in conto imprevisti come al solito, che bisognerà fare delle scelte e anch'io personalmente dovrò farne: mi sento un poco spaurita, non trovo in me l'energia sufficiente, avrei bisogno di qualcosa che mi ricaricasse perchè i mesi estivi non sono riusciti a farlo.

Vedremo che succederà...


 
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RETROUVAILLES

Post n°1157 pubblicato il 27 Settembre 2014 da atapo
 

 

IL GURU

 


 

All'inizio del 1976 lavoravo nel tempo pieno del Comune di Bologna, ospitavo in pancia il primogenito che doveva nascere in febbraio e avevo appena saputo di aver superato la prova scritta del concorso magistrale per insegnare nella scuola statale, ricordo ancora l'emozione di quando aprii la lettera che mi comunicava la notizia e la votazione altissima...

O la va o la spacca, mi dissi, devo ASSOLUTAMENTE vincerlo questo concorso e tra i primi posti, in modo da avere una sede vicina, in città, ora che sta per arrivare anche un figlio!

Stavo per imbarcarmi in un'impresa titanica: quella volta fu un CONCORSONE: dopo la prova scritta c'era l'obbligo di frequentare un corso quadrimestrale di aggiornamento didattico ed esercitazioni laboratoriali, con prova scritta ed orale alla fine. Chi l' avesse superato avrebbe poi dovuto sostenere un'ultima prova orale su un sacco di materie teoriche e pratiche, tipo pedagogia, legislazione, storia della scuola, igiene scolastica ecc. Tutto questo finì a metà agosto...

Un lavoro improbo, ma da quel corso quadrimestrale ebbi veramente un'ottima formazione, come non ne ho mai più avuta in tutto il resto della mia carriera...

Tralascio i salti mortali che feci per frequentarlo, mio figlio che nacque giusto nella settimana di interruzione tra i primi due periodi, io che andavo alle lezioni prima con una pancia enorme poi con mia madre che mi teneva il bimbo (non erano concesse molte assenze, pena l'annullamento...), gli incontri con altri colleghi con cui si lavorava in gruppo che si tenevano sempre a casa mia, così da poter accudire meglio mio figlio... Ho ricordi quasi drammatici di quei mesi, ma, come capita col passato difficile, rivissuti ora nella memoria con un alone di eroismo... Per la cronaca, riuscìì nel mio intento e l'anno successivo ero di ruolo a Bologna in una scuola abbastanza vicina a casa mia.

Dunque, tra i vari insegnanti di quel terribile corso c'era come coordinatore U.S.: era un direttore didattico che di nome conoscevo già perché scriveva sulla rivista scolastica a cui ero abbonata. Inoltre l'insegnante con cui stavo lavorando nel tempo pieno (quella che fece la staffetta partigiana) diversi anni prima era stata sua collega quando erano entrambi maestri e me ne aveva raccontato con entusiasmo...

Ebbene, fin dalle prime lezioni mi piacque moltissimo, me ne innamorai, dal punto di vista professionale s'intende, e per me diventò più che un insegnante, ma un amico, il vero MAESTRO che mi aiutava a scoprire come insegnare, come stare con i bambini, come organizzare il lavoro, che tipo di scelte fare... E questo accadeva a tutti coloro che facevano parte del mio corso, il suo entusiasmo era contagioso, tutti ci sentivamo destinati a fare grandi cose se avessimo vinto quel maledetto concorso! Non era più faticoso seguire le lezioni, studiare, ritrovarci e confrontarci tra noi, sentivamo che in quelle ore stavamo veramente crescendo professionalmente. Lui era capace di essere per noi l'insegnante serissimo e insieme il nostro amico di appena qualche anno di più, era diventato un idolo per tutti coloro che lavoravano, in qualche modo, con lui.

Naturalmente io in casa ne parlavo moltissimo e mio marito era diventato geloso, poi scoprì che questo... innamoramento era molto collettivo allora lo chiamava un po' sprezzantemente “il vostro guru” e forse il termine era azzeccato...

Lui ci parlava di come organizzava la sua scuola, ci portava i giornalini che pubblicavano le sue classi secondo la pedagogia attiva di Dewey e Freinet, ci invitava ad andare a visitare la sua scuola, cosa che per me in quel periodo era impossibile: non avevo tempo nemmeno per respirare!

Una volta vinto il concorso il nostro rapporto non si interruppe, anzi diventò ancora più personale, perché, dietro suo invito, io gli scrivevo di come stavo impostando il lavoro in quei primi anni, gli esponevo dubbi e gli chiedevo consigli, lui mi rispondeva e ci scambiavamo i giornalini preparati dagli alunni. Mi fece iniziare anche una bellissima corrispondenza tra la mia classe e una parallela della sua scuola, che durò per tutti i cinque anni e in quinta finalmente le due classi si incontrarono... Insomma continuò ad affiancarmi in quei primi anni di lavoro nella scuola statale.

Poi mi trasferii a Firenze. Ricordo che gli scrissi ancora, stavolta demoralizzata per la realtà fiorentina in cui mi trovavo a lavorare, che mi pareva arretrata anni luce rispetto a ciò che avevo costruito e lasciato a Bologna... Lui mi incoraggiò ancora, mi diede la spinta per non arrendermi, mi stimolò a mettere a frutto ciò che di importante avevo assimilato fino ad allora e ad avere pazienza. Come sempre, aveva ragione lui...

Cessò la nostra corrispondenza, io ero subissata dalla nuova vita fiorentina.

Lo rividi anni dopo a Bologna alla fiera del libro per ragazzi: mi riconobbe e ricordava tutto di me e della mia esperienza, chiacchierammo come se ci fossimo salutati il giorno prima.

Qualche giorno fa mi è tornato alla mente, insieme a tante cose di quegli anni. Come si usa oggi, l'ho cercato su Facebook: c'è, e non sembra cambiato per nulla: i capelli li aveva già bianchi, il sorriso sornione è sempre quello! Naturalmente è in pensione, ha una decina d'anni più di me, ma mantiene contatti col mondo scolastico bolognese, con progetti europei, viaggia in Francia...

E' raro che io chieda l'amicizia a qualcuno, soprattutto se non ho grandi rapporti, ma con lui... gliel'ho chiesta quasi senza rendermene conto, ero troppo contenta di averlo ritrovato! Chissà se mi avrebbe ricordato... Ebbene sì! Mi ha accettato tra gli amici, dicendomi che lui frequenta poco facebook, ma che è contento di aver ripreso il contatto. Ne sono stata contenta anch'io...

 
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A SCUOLA !

Post n°1156 pubblicato il 23 Settembre 2014 da atapo
 

 

ZAINI PICCOLI



 

E' passata già la prima settimana di scuola per i tre moschettieri.

Riccardo è al secondo anno di scuola materna, ha ritrovato maestre e compagni, ha ripreso tranquillamente. Nei primi giorni c'era orario ridotto e subito con uno sciopero, così meno tranquilli sono stati i suoi genitori: la baby sitter ha avuto un problema e non poteva essere a disposizione, allora siamo subentrati noi nonni e i genitori ce l'hanno portato, prendendo qualche ora di permesso dal lavoro a turno, da Montelupo a Firenze. Il bimbo si è stancato in tutti questi viaggi, però era contento di passare tante ore da noi, di aiutarmi, di venire con me a fare la spesa...


Invece nell'altra famiglia tutti hanno cominciato una nuova scuola.

Damiano è entrato alla materna, la stessa frequentata dal fratello, così conosce già l'ambiente e non ha problemi. Comunque lui è sempre molto ben disposto e curioso verso le esperienze nuove, anche se è un bambino silenzioso e tranquillo non gli sfugge niente ed è maturo e riflessivo per la sua età. Impara rapidissimamente tutto, è un tipo di... intellettuale puro, è più imbranato dal punto di vista motorio.

Ieri pomeriggio l'ho portato con me al teatro dove ho seguito i corsi negli anni passati, c'era la lezione aperta per i bambini, Martino non si è voluto fermare, invece Damiano è entrato volentieri ed è rimasto fino alla fine. Era il più piccolo fra i bambini presenti, ma si è inserito senza problemi.

Ha raccontato che nella sua scuola materna hanno la “chiave della parola”: una grossa chiave di cartone appesa al muro e quando lavorano solo il bambino che ha la chiave in mano può parlare e gli altri devono ascoltarlo... Cosa devono inventare le maestre per avere un po' di ordine!

 


Martino è alla scuola primaria, una volta si diceva "remigino".

Il primo giorno era un po' deluso: nella sua scuola il cortile è piccolo e notava che non c'erano giochi, però gli piaceva il banco col sottobanco e il gancio per lo zaino. Una delle sue maestre la conosco: molto tempo fa avevamo lavorato nello stesso gruppo docenti su alcune classi. E' una persona un po' particolare, a volte con gli adulti è un po' irruenta, ma con i bambini non ha mai avuto problemi e lavora con professionalità. A mia figlia è piaciuto come si è posta in questi primi giorni e Martino sembra tranquillo. La settimana scorsa hanno fatto orario ridotto, solo la mattina e domenica sera lui diceva alla sua mamma: -Indovina cosa succede domani?-

-Restate a scuola anche al pomeriggio.-

-Sì. E poi?-

-Mangiate a scuola.-

-Sì e poi?-

- Arriva anche un'altra maestra.-

-Sì e poi?-

- E poi cosa?- la mamma non trovava altro...

- E poi... FACCIAMO I COMPITI !!!- ha concluso trionfante Martino.

(Finalmente le cose serie... finora avevano scherzato!!!)

 
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IL MIO GIARDINO

Post n°1155 pubblicato il 20 Settembre 2014 da atapo
 

 

GIUNGLA

Nell'ultimo post qualcuno ha pensato che l'immagine messa fosse la mia nuova casa col giardino annesso...

Magari! Ci sarebbe poco da lavorarci!

Per togliere ogni dubbio ecco alcune foto di come è realmente il mio giardino, scattate giusto stamattina: non ha un leggero aspetto di foresta o di giungla? La casa si intravede bianca in fondo, ed è meglio non vederne di più per ora.

 

   

 

Ho deciso di documentare fotograficamente le trasformazioni, per quanto mi sarà possibile, comincio adesso che è ancora allo stato originario, prima che i muratori diano il via agli smantellamenti, così in futuro riguarderemo il tutto pensando alla strada percorsa...

Ora che abbiamo le chiavi comincio a sentirla davvero MIA e ad immaginarmi gli spazi riempiti dai mobili. Ho già raccolto tre piccole mele da uno degli alberi, le ho assaggiate: sono proprio buone!

E comincio a preoccuparmi delle sue condizioni...

Ieri a Firenze c'è stata quella forte tromba d'aria con la grandinata che ha imbiancato, con vari danneggiamenti, tutto il centro città: le immagini sono state diffuse dai giornali e dalla TV. Ecco, ieri sera avevo una forte preoccupazione: ci saranno stati danni alla casa nuova? E vedendo i grossi alberi sradicati lungo i viali cittadini temevo per i miei sei alberelli alti, sottili e anche un po' malconci dopo anni di incuria.

Così stamattina siamo andati a controllare: per fortuna tutto è a posto, il vento non ha abbattuto nemmeno quelle piante infestanti dalle bacche blu e dai fiorellini bianchi molto graziosi, ma alte più di mezzo metro, che stanno riempiendo ormai tutto lo spazio.

Ci avrebbe fatto comodo che il vento avesse alleggerito un po' il lavoro del giardiniere... ma solo per quanto riguarda le erbacce!

 

 

SOLANUM NIGRUM

 

 
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LE CHIAVI DI CASA

Post n°1154 pubblicato il 16 Settembre 2014 da atapo
 

 

FINE PRIMO TEMPO

 

questa NON è casa mia, è solo una foto presa dal web!

 

Abbiamo la casa!

Abbiamo appena firmato il rogito e pagato... pagato...

Come mi sento leggera! Calmata quell'ansia che mi attanagliava nei giorni scorsi in attesa della conclusione della vicenda, svuotato il conto in banca, ora tiro un attimo il fiato.

Avevo lasciato da tempo le cronache delle nostre ricerche, quando erano ancora infruttuose, poi c'è stata un po' di vacanza, l'eredità, altre vicende... ma intanto qualcosa si stava muovendo.

Una casa ci aveva colpito: proprio quel piano in meno e quella stanza in meno che cercavamo e, udite udite, un ampio giardino! Su internet non pareva un granchè, ma vedendola ci è scattato qualcosa: diffidando degli innamoramenti facili, ci siamo impegnati (soprattutto mio marito espertissimo in questo) a trovarle tutti i difetti possibili. E' sfiorata dalla solita rotta degli aerei, ha bisogno di una grossa ristrutturazione a cominciare dalla sistemazione del tetto e dal rifacimento degli impianti, il giardino non è curato da alcuni anni ed è diventato una foresta, con erbe e piante dappertutto di tutti i generi e sei alberi che speriamo non siano pericolanti.

Però ad ogni difetto trovavamo presto la soluzione.

Mio marito ha fatto varie misurazioni scoprendo che il rumore degli aerei in realtà non è superiore al rumore della strada di grande traffico su cui si affaccia la casa in cui abitiamo attualmente.

Per il giardino ho un amico del gruppo del teatro che lavora come giardiniere e progettista di giardini e mi ha assicurato che qualche suggerimento me lo darà volentieri, poi magari lo “noleggeremo” per i lavori più gravosi.

Ci spaventavano le grosse ristrutturazioni indispensabili per poterci abitare, i preventivi che ci facevano non erano indifferenti, ma quando l'eredità dei miei suoceri ha cominciato a sbloccarsi … abbiamo preso più coraggio...

E il porticato che corre lungo tutto un lato della casa, che la rende originale e amplia lo spazio al piano superiore continuava a sedurci...

Bisognava decidersi: avevo un po' indagato con fare noncurante presso le agenzie scoprendo che era in vendita già da qualche anno e c'erano almeno altre due persone interessate, ma aspettavano mutui o cose del genere... e se ce l'avessero soffiata sotto il naso? Effettivamente era la migliore che avessimo trovato in tutti quei mesi. Così abbiamo fatto un'offerta abbassando scandalosamente il prezzo che richiedevano: i proprietari hanno accettato con un piccolo rialzo che noi avevamo messo in conto. EVVAI!

Ora la casa è nostra, da oggi c'è un grosso mazzo di chiavi in più nel nostro cassetto portachiavi e ci sono molti euro in meno nel conto in banca, dobbiamo sperare che la spartizione dell'eredità proceda a passi veloci perché contiamo molto su questa per i lavori di ristrutturazione. Giovedì incontreremo la ditta per fare... il piano d'attacco e se ne sentiranno delle belle: mio marito ha sempre idee brillanti e grandiose, temo dovrà contenersi, già a tavolino gli ho fatto depennare io come NON URGENTI alcuni dei lavori che vorrebbe fare, viste le dubbiose finanze...

Purtroppo, la casa in cui abitiamo ora continua a ricevere visite di persone che vogliono acquistare, ma nessuno in seguito concretizza... e questo è un altro problema, a cominciare dal fatto che per ora la nuova è seconda casa e si pagano le tasse di conseguenza...

 
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BLOG FLORILEGIO ... a scuola

Post n°1153 pubblicato il 14 Settembre 2014 da atapo
 

Prof. ALESSANDRO

 

 


 


Venerdì era il giorno del blog-florilegio, ma a me premeva raccontare altro venerdì scorso.

Inoltre, in molte regioni d'Italia, compresa la Toscana, domani riapriranno le scuole e per me domani sarà un'emozione particolare perchè

Martino inizia la prima elementare!



 

Ha preparato tutto, comincia a leggiucchiare e a scribacchiare da solo, è un campione in matematica dove conta fino alle centinaia, somma e sottrae anche su numeri a due cifre nei giochi che si trovano sui giornaletti per bambini e che gli piace risolvere insieme a me. Domattina non andrò a vederlo, ci sarà una confusione enorme e credo sia un momento da condividere con genitori e fratellini. Spero che scatteranno qualche foto...


Ma torniamo al blog che voglio presentarvi: per l'occasione torno ad un blog... scolastico.

Conoscete il prof. Alessandro D'Avenia?

Oltre che insegnare, ha scritto due romanzi: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" e "Cose che nessuno sa", dal primo è stato fatto anche il film. Io confesso di non averli ancora letti, non mi piace leggere i best-sellers mentre tutti ne parlano, preferisco leggerli con calma quando il clamore si è attenuato, mi sembra di farmi meno influenzare. Il primo comunque dovrebbe prestarmelo a breve un'amica.

Invece ogni tanto faccio un salto a leggere il blog che scrive questo autore: Prof 2.0, in cui tratta di tematiche scolastiche e del mondo giovanile. Lo leggo meno spesso di quanto vorrei e non riesco a seguire i commenti e le varie rubriche, ma di solito lo trovo interessante ed avvincente per l'entusiasmo che traspare dalle parole verso il lavoro dell'insegnante che ha la grande responsabilità di formare gli uomini del futuro. Pensando alla giovane età del prof. Alessandro, mi pare una meraviglia che sappia essere così vicino alle problematiche dei suoi ragazzi e nello stesso tempo così... saggio. Ce ne fossero dentro la scuola di insegnanti così!

 


 

E allora l' augurio per il nuovo anno scolastico, dedicato agli alunni e ai professori, lo voglio porgere attraverso alcune frasi tratte da questo blog:

"L’alternativa ad una scuola noiosa è una scuola “meravigliosa”, cioè capace di destare l’interesse attraverso la meraviglia. ...

Il compito di ogni insegnante è proprio quello di presentare nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi occhi, la meraviglia verso l’oggetto in esame. Non esistono aspetti della realtà poco interessanti, esistono casomai persone poco interessate. ...

L’insegnante è un narratore-attore della meraviglia verso ciò che insegna..."

 
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PER UN POCO

Post n°1152 pubblicato il 12 Settembre 2014 da atapo
 

 

LIBERA

-Ci vado. E torno tardi!- Avviso il marito.

E' pomeriggio, mi preparo: pantaloni neri, lunga camicia dai colori vivaci e fantasie orientaleggianti, sottile golf grigio argento perché più tardi non si sa mai, trucco leggero e borsa nuova in cui ho travasato il contenuto della borsa ormai troppo estiva, sperando di non aver dimenticato nulla di importante. Alla fermata del bus scopro che ho dimenticato il cellulare, ma decido che fa lo stesso, posso, anzi voglio, restare senza.

E' un bellissimo pomeriggio soleggiato, una via di mezzo tra fine estate (se mai ce n'è stata una) e autunno incombente (che al mattino aveva minacciato pioggia): quella stagione che io preferisco, in qualunque mese capiti e sono contenta che capiti proprio oggi. Con la luce ideale anche per scattare foto, ma ora non è il mio scopo. Così mi godo il percorso nei due autobus, non importa se ritardano, sogguardo i compagni di viaggio che salgono e scendono con le proprie storie che mi piace immaginare dall'aspetto, dallo sguardo, da poche parole che scambiano tra loro. Guardo fuori la città che scorre nei suoi quartieri: le case popolari, poi i palazzoni che diventano via via più signorili e più antichi fino alle stradine medievali affollate quasi esclusivamente dai turisti, croce e delizia di Firenze.

Mi resta un ultimo tratto a piedi e infine (un po' in ritardo, ma chi se ne importa tanto a Firenze tutto comincia sempre in ritardo) entro nel complesso di edifici recentemente restaurati e destinati a diversi usi: lì, al caffè letterario, c'è la presentazione di un libro di una scrittrice francese, appena tradotto in italiano. Non ho voluto mancare a questo incontro perchè l'argomento mi interessa molto: si parla dei cambiamenti sociali in una famiglia, del rapporto figlia-padre, è autobiografico, non lo compro perché potrò leggerlo prendendolo in prestito all'Istituto Francese che ha organizzato la presentazione.

Si svolge all'aperto nella corte centrale, mentre ascolto mi guardo intorno e rifletto che è stato fatto un bel lavoro di recupero in quel complesso: ora ci sono appartamenti, negozi, ristoranti, centri culturali... si tengono concerti e altre manifestazioni quasi di continuo. Ed io... è la prima volta che ci metto piede. Non è vicinissimo a casa mia, ma se in famiglia ci fosse un po' più di interesse per uscite serali... però non voglio che pensieri simili mi sciupino questo momento, così li scaccio subito sperando che oggi possa essere una prima volta seguita da altre...

I discorsi sono interessanti, alla fine mi trattengo un poco a parlare con alcune amiche che fanno teatro con me, pure loro appassionate di tutto ciò che è francese.

Riprendo la strada del ritorno verso il capolinea del primo bus, controllo orari e coincidenze perché ormai è buio e i mezzi pubblici sono meno frequenti. Mi sento leggera, contenta delle ore appena trascorse e senza nessuna fretta né ansia di rientrare.

 


 

Mentre il bus passa su uno dei ponti sull'Arno, il sole appena tramontato mi offre uno spettacolo incredibile di colori nel cielo e nell'acqua, di luci che si riflettono dai palazzi... e improvvisamente capisco: LIBERA!

Come mi sono sentita libera in queste ore, come non mi sentivo da mesi...

...niente casalinga,  infermiera,  sciatica,  eredità,  cognati,  casa da comprare,  casa da vendere,  agenzia,  visite ad ogni orario,  banca,  soldi che ci sono,  soldi che mancano,  planimetrie,  progetti,  mobili,  caldo infernale,  piogge monsoniche,  figli,  nipoti,  imprevisti,  ansia,  mal di testa...

Per un poco ero riuscita a dimenticare tutto questo: ho fatto solo ciò che IO avevo piacere di fare!

E spero che mi abbia fatto bene come una medicina, anche se in fondo in fondo non so far tacere una piccola voce che mi sussurra: “Sei un po' egoista...” Ma credo sia un difetto di molte di noi...

 
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QUELLA CASA

Post n°1151 pubblicato il 09 Settembre 2014 da atapo
 

 

IN  MONTAGNA

 


 

Non è stato un weekend facile. No, non è successo niente di grave, anzi. Il tempo è stato buono, soprattutto in montagna, e abbiamo mangiato specialità locali...

Non è stato facile “dentro” di me. Non tanto a Bologna: in quel grande appartamento ora è tutto in subbuglio, sono già state tolte molte cose, molti armadi sono vuoti e spalancati, si accumulano scatoloni e restano spazi vuoti... come qualcosa che sta svanendo poco alla volta, le vicende di famiglia che si allontanano nel passato...

Mi ha rattristato molto di più riaprire la casa in montagna: da quanti anni noi non ci andavamo! E probabilmente, per i fatti accaduti, lì ormai da quattro o cinque anni non ci ha più abitato nessuno. Nelle ultime settimane qualche volta c'è stato il cognataccio, ha buttato un po' all'aria, ha preso da solo iniziative che gli altri fratelli in parte non condividono, però le tracce del suo passaggio sono minime in quegli ambienti in cui il tempo e la vita si sono fermati anni fa: l'odore di chiuso, gli avanzi di estati che non si sono più ripetute, le ragnatele che spadroneggiano, gli antichi mobili scuri che contengono ancora tutto lì addormentato.

Ho ripensato a quelle lontane estati in cui con i figli eravamo lassù in vacanza nella frescura delle stanze con i grossi muri di pietra, ai bambini che nelle cantine buie prendevano i giocattoli riscoperti da un anno all'altro, ho ricercato i mobili in cui trovavo le riviste di mia suocera con le storie d'amore, ho ritrovato ancora sull'acquaio i piatti di ceramica bianca in cui mangiavamo e il soppalco che diventava la nostra camera matrimoniale, ma sono sparite le piante di ortensia vicino all'ingresso e un albero è stato tagliato (grazie cognato!).

Nonostante tutto, allora lassù stavamo bene e i miei figli ne hanno ricordi ancora più sereni dei nostri, loro che erano bambini e non sapevano certi retroscena. Perchè i nonni, con loro, a quei tempi, in montagna si comportavano da nonni SUL SERIO. Mio figlio ha fatto un salto lassù sabato e ricordava l'ultima estate in cui c'era stato: andò in moto, doveva preparare un esame all'università, a Firenze faceva troppo caldo allora andò a studiare in montagna dai nonni... E mia figlia ne conserva ricordi ancora più lontani, ma noi abbiamo ritrovato in cantina uno scatolone chiuso con la scritta: “giocattoli Laura”. La calligrafia è della nonna, li aveva riposti in attesa di un'estate successiva che non ci fu. Glielo daremo così chiuso, lo aprirà lei...

Provavo sentimenti contrastanti: ogni tanto mi sentivo un'oppressione addosso, avevo bisogno di uscire, di fare un giretto per il piccolo paese che si è trasformato, ma non troppo, però quelle stanze mi attiravano, frugavo qua e là senza uno scopo preciso, solo per riprendere le fila del passato come se dovessi scoprire chissà cosa... Mio marito ha ritrovato dei suoi giocattoli, libri, quaderni di quando era piccolo: ecco, quell'aspetto di lui mi mancava, qualcosa ho scoperto davvero...

E ora? Bisogna pensare al futuro, a che farne di quella casa. A me e a mio marito piacerebbe tenerla, sarebbe una pacchia per sfuggire le afose estati fiorentine e anche mia figlia coi suoi marmocchi potrebbero sfruttarla. Però non è una decisione semplice: agli altri fratelli non interessa, dovremmo rilevarla da soli e questo non è affatto il momento adatto per le nostre finanze a causa dell'altra impresa di acquisto in cui ci stiamo imbarcando... E andrebbero fatti del lavori di ristrutturazione, anche minimi, ma qualcosa è indispensabile per metterla in sicurezza secondo le regole.

Occorre innanzitutto farla valutare, poi... il cognataccio troverà il modo di rendere la cosa il più complicata possibile, ne siamo certi! E non accetterà attese, sconti o dilazioni...


 
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RIPRESA

Post n°1150 pubblicato il 04 Settembre 2014 da atapo
 

 

LE ULTIME NOVITA'

Non sono passate quarant'otto ore dal rientro a Firenze che già i benefici rilassanti delle due settimane al mare stano andando a farsi benedire...

Perchè puntualissime al ritorno sono arrivate notizie dalla questione EREDITA': il cognataccio ha accettato le decisioni principali al momento della conciliazione, ma ha ripreso a fare questioni e contestazioni su ogni passo per suddividere o decidere cosa fare di tutti gli oggetti, mobili ecc. delle case da svuotare. Gli altri non ne possono più, sono esasperati. Compreso mio marito che è già ritornato al nervosismo e alle reazioni sgradevoli dei mesi scorsi. E mi sento di nuovo nervosa anch'io, quando ci sono certe telefonate o lui commenta la posta che gli arriva sul PC...


E mia figlia ha necessità di essere aiutata con la gestione dei tre marmocchi finché non riaprono le scuole. C'è stato un incidente: quando erano al mare il mese scorso Damiano, andando in bicicletta dietro al suo babbo, è rimasto col piede destro tra i raggi della ruota. Nonostante fosse tutto gonfio e nero il bambino ci camminava e i genitori hanno ritenuto che non ci fossero fratture e che guarisse pian piano. Così hanno sottovalutato l'ampia ferita che c'era posteriormente sopra al tallone, pensando che si sarebbe richiusa da sola. Quando l'avevo visto, appena prima di partire per Vada, ero rimasta impressionata per come si presentava, non mi piaceva per nulla come stava cicatrizzando: mia figlia diceva che sarebbero dovuti andare dal pediatra per i tagliandi di routine il giorno dopo e gli avrebbero fatto vedere anche il piede. Il pediatra l'ha mandato subito al pronto soccorso dell'ospedale Mayer, da lì è stato spedito al reparto ustioni dove hanno cominciato pomate più volte al giorno, medicazioni, fasciature...L'hanno rimandato a casa, ma periodicamente la mamma, con anche gli altri due al seguito, lo deve riportare per le cure.

Visto che noi ora siamo RIPOSATI dopo la vacanza, in quei giorni teniamo Martino (Diletta non si può perché fa ancora l'allattamento a richiesta) mentre gli altri vanno alla medicazione, poi tornano, restano tutti a pranzo da noi e magari ancora un po' nel pomeriggio, così se mia figlia ha da fare qualche commissione urgente può andare solo con Diletta.

E quando poi tutti se ne tornano a casa, io e mio marito ci accasciamo esausti sul divano... come è successo anche oggi!


Domani ripartiamo col camper: dobbiamo andare prima a Bologna, poi alla casa dei miei suoceri sull'Appennino, non per diletto, ma sempre per questioni legate all'eredità. Non sarà per niente facile nè rilassante...

 

Damiano, Martino e Diletta

(i due solo se guardano la TV stanno fermi)

 
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INDIMENTICABILE

Post n°1149 pubblicato il 01 Settembre 2014 da atapo
 

 

L' HO VISTO !

Al mare non ho dimenticato la mia passione... fotografica: i tramonti!

Non tutte le sere, ma quando non c'era troppo vento ed io ero libera, poco prima delle ore 20 uscivo dal campeggio sulla spiaggia con la mia fidata macchinetta e facevo il servizio fotografico al sole che pian piano spariva nel mare.

 


 

Ero sempre in buona compagnia, nelle serate più calde la spiaggia era quasi affollata: tanti, come me, uscivano apposta per godersi quegli spettacoli così suggestivi e per fotografarli, molti con attrezzature da professionisti. “Gli amanti dei tramonti” li chiamavo dentro di me, come se appartenessimo tutti ad una stessa confraternita... e quasi ci si salutava poi alla fine nel rientrare, come se la partecipazione a quell'esperienza creasse tra noi una comunanza nel desiderio di riempirci gli occhi e lo spirito con quel fascino celeste.

Una delle prime sere, questa:

 


 

appena il sole è sparito completamente sotto l'orizzonte... è stato un attimo: dove c'era il sole è comparso un bagliore molto vivo... di colore verde chiarissimo!!!

Brevissimo... è scomparso, con l'effetto di una stella cadente che appena la vedi e già non c'è più, resti a guardare il punto dove c'era e ti chiedi: “Ma ho visto bene oppure ho sognato?”

IL RAGGIO VERDE!

Proprio quello, raro, di cui avevo parlato qui. E il cielo non era nemmeno in quelle condizioni atmosferiche ideali che descrivono gli scienziati... Eppure era accaduto!

Mi sentivo emozionata: dopo averlo cercato in capo al mondo, nelle innumerevoli serate alle Canarie, ecco che lo vedo qui, quasi dietro l'angolo di casa mia!

E mi è venuto da pensare che è come quando cerchiamo la felicità a destra e a manca e a volte la vita ce la fa scoprire proprio a due passi da noi, così vicina...

Ancora temevo che fosse stata solo una suggestione, mai mi sarei aspettata di vederlo proprio in quel luogo: nelle sere successive sono stata attentissima ad ogni ultimo istante del sole che si tuffava nel mare, ma quel bagliore non è mai più tornato...


 
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IO E LUI

Post n°1148 pubblicato il 29 Agosto 2014 da atapo
 

DALLA  SPIAGGIA

 

 

"Ciao nonna, io sono in spiaggia dove ieri, se vuoi venire io ti aspetto. Riccardo"

"Noi andiamo in spiaggia dove stamani, te vuoi venire per favore? Riccardo"

Di questo tipo sono gli SMS che mi arrivano ogni giorno: Riccardo li detta a sua mamma per farci sapere dove si trovano e noi li raggiungiamo. Belle sono queste ore insieme, sotto ai due ombrelloni, tra asciugamani insabbiati, formine, secchielli e simili e giochi nuovi inventati tra terra e acqua... Gli ho comperato da uno dei tanti venditori ambulanti un pinguino-sempre-in-piedi: la nonna si potrà concedere di viziarlo un pochino! E' stato un regalo graditissimo: così leggero, in balia del vento e delle onde è come un altro piccolo amico che fa... quello che gli pare, scappa, bisogna rincorrerlo, ma insieme si fa maltrattare senza proteste, al massimo uno spruzzo d'acqua imprevisto se lo butta con troppa foga. Peccato che domani già loro ripartano e noi domenica! Questi ultimi giorni ci hanno donato un tempo bellissimo, sembra un'estate agli inizi, non verso la fine... Almeno queste brevi vacanze così agognate non ci hanno deluso!

Chi ci ha deluso invece qui è il collegamento a internet, quasi inesistente, nonostante ci avessero assicurato che c'era, anche se forse talvolta avrebbe avuto problemi... Tutto il contrario: TALVOLTA funziona! E mi viene in mente quanto scriveva Ody sui collegamenti degli hotel italiani...

Chissà quando riuscirò a collegarmi di nuovo... forse quando sarò ormai tornata a Firenze...

 
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SPIAGGE

Post n°1147 pubblicato il 23 Agosto 2014 da atapo
 

LE  SPIAGGE  BIANCHE

Rispondo qui ad alcuni commenti del post precedente, di chi ammira le belle immagini di spiaggia che ho messo e mi chiede se qui a Vada le spiagge sono proprio così... caraibiche.

Le foto che vedete in realtà sono di una famosissima spiaggia appena a nord del paese, chiamata appunto Spiagge Bianche, dove il colore pare dovuto anche a... residui di lavorazione degli stabilimenti Solvay, non tossici, assicurano. Io in questa spiaggia non sono mai stata, non si raggiunge in auto o in camper, ma con stradelle per ciclisti e camminatori. Come vorrei andarci! Chissà se in bicicletta, uno dei prossimi giorni...

Dipende dal tempo, mica possiamo farci sorprendere da un acquazzone a metà strada e qui oggi ha ricominciato a piovere, nuvoloni si alternano al sole, è parecchio ventoso.

Dipende da quanta voglia ha mio marito di venire con me, una gita così credo lo stancherebbe parecchio. Quando lavorava spesso veniva da queste parti a controllare impianti, ma dice che non ha mai avuto la curiosità di andare a vederle... Pensare che sono famosissime e citate nelle guide turistiche!

Comunque anche quelle normali non sono affatto brutte: la sabbia è chiara e fine, alle spalle ci sono le dune e una bella pineta, è spiaggia libera per lunghissimi tratti. Valutavo che magari i campeggi sono più cari che sull'Adriatico, però non si è obbligati a pagare gli stabilimenti balneari se vuoi andare in spiaggia. Ora sono ancora un po' affollate se il tempo è bello, ma ognuno ha il suo ombrellone differente e tutti quei colori mettono allegria...

 

spiaggia libera a Vada

Basta però che arrivi l'ora di cena e tutto ridiventa silenzioso, solitario, si sente solo il rumore del mare e del vento, ci si siede sulla sabbia ad aspettare il tramonto, magari per fotografarlo e sono sempre in compagnia di altri amanti delle foto ai tramonti. Il sole scende, la luce che cambia fa comparire più nitide all'orizzonte le sagome scure delle isole dell'arcipelago... L'ultimo raggio di sole potrebbe farti una sorpresa rara... ma di questo parlerò un'altra volta. 

 

 

 
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A VADA

Post n°1146 pubblicato il 21 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

QUI  SI  STA  BENE



 

Stanno passando tranquillamente questi primi giorni al mare.

A causa di un errore di percorso siamo arrivati lunedì al camping dove sta mio figlio appena in tempo per vederci soffiare davanti al naso da un altro camper l'ultimo posto libero... perchè purtroppo non accettavano prenotazioni. Per fortuna però abbiamo trovato nel campeggio accanto, così ci incontriamo in spiaggia, dandoci gli appuntamenti col cellulare.

Questi incontri in spiaggia con Riccardo hanno il potere di far venire in spiaggia senza fiatare anche il nonno... e non dico altro!

Il tempo regge, qualche nuvola e un po' di vento, speriamo continui, c'è ancora moltissima gente, credo che tutti speriamo finalmente in un periodo di bella stagione.

Io dormo moltissimo, credo sia per rilassarmi e ce n'era bisogno...

Vorrei raccontare ancora, ma la connessione internet del camping oggi è il primo giorno che ci funziona e spero non salti da un momento all'altro, come è spesso successo.

Allora per adesso pubblico, con un'altra immagine di repertorio, ci sentiremo ancora da qui, spero!

 
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VACANZA

Post n°1145 pubblicato il 17 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SOLE (?) E MARE

 

Nomellini P., Bambine al mare

 

Domattina partiamo, in camper naturalmente. Mio marito ora se la sente di affrontare la guida del camper, non molto a lungo però e con soste previste nel caso si affaticasse troppo.

Non andiamo nemmeno troppo lontano, sulla costa toscana a Vada, dove mio figlio con la sua famiglia sono in campeggio da ieri fino a fine mese. Ed è stato proprio mio figlio, nelle scorse settimane, a proporci di andare al mare vicino a loro, così nel caso mio marito avesse problemi alla schiena ci potrebbe dare un aiuto. Credo che se non ci fosse stata questa offerta mio marito non si sarebbe deciso: ripeteva che sì, si sentiva in grado di viaggiare, ma non troppo, non lontano, sperando di non avere problemi... io gli dicevo: “Scegli tu il luogo” e lui non si decideva mai. Così come si ostinava a non prendere in considerazione la possibilità di un appartamentino o una pensione, da raggiungere in auto o in treno, senz'altro meno impegnativi che la guida del camper: ma lui o camper o niente! Ormai mi ero rassegnata al niente...

Comunque nel campeggio di mio figlio il posto non è per niente assicurato, anzi, fino a stasera è tutto pieno e non prendono prenotazioni per i prossimi giorni. Speriamo che andando domattina e con mio figlio già lì qualcosa si riesca a rimediare. Certo è costosissimo: per il camper e noi due pagheremo più di 40 euro al giorno! Per un pezzetto di terra forse nemmeno all'ombra, la possibilità di scarico e i servizi igienici che per noi non sono nemmeno indispensabili... In Francia (e non solo) è molto più economico. Ma questa estate va così, c'è solo da ringraziare se è uscita questa possibilità e da sperare che vengano finalmente un po' di giorni soleggiati, per curarmi gli acciacchi vecchi e nuovi.

Il campeggio è lo stesso in cui io sola andai due anni fa con mio figlio e il bimbo: mi ricorda che anche allora era un momento per me pesantissimo, là finalmente mi rilassavo, poi arrivò la notizia della morte tragica di mio suocero... nuovo stress, e da allora si sono aperte le altre questioni familiari. Forse avrei preferito non tornare proprio là, ma stavolta non si sceglie.

Il primo settembre dobbiamo essere improrogabilmente di nuovo a Firenze, ci sono già impegni. Sarà una breve vacanza. Il portatile è tra i bagagli, ma non so come saremo messi ad internet: visti i prezzi del camping temo costerà come l'oro e in questo caso, signori miei, ci risentiremo a settembre! Vorrà dire che al mare leggerò di più, oltre a giocare col nipotino.

 
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BLOG FLORILEGIO e meditazioni

Post n°1144 pubblicato il 15 Agosto 2014 da atapo
 

 

FINE FERRAGOSTO

 


 

Come è andato questo Ferragosto?

Qui, dopo un passaggio a casa di mia figlia per accudire e coccolare il gatto Beto, compito mio giornaliero ora che i padroni sono al mare, ho passato il resto della giornata in casa, a preparare un ottimo ragù cipolla e salsiccia, un' altrettanto ottima peperonata, a riordinare e a buttare riviste e materiali turistici vari.

Senza rimpianti. Mi sento particolarmente stanca e nervosa, sarà l'estate pazza, in questi ultimi giorni a tratti è freddo e sempre ventoso così mi viene spesso mal di testa... non avevo proprio voglia di organizzare niente. Di solito, quando non siamo in viaggi lunghi, la giornata di Ferragosto è sempre passata a casa: mio marito nei giorni festivi o di ponti vuole stare rintanato (non solo adesso che è ancora debole), non vuole trovarsi nel traffico e nella folla di qualche sagra, festa o manifestazione.

Mentre guardavo certi depliants turistici che avevo conservato, ho ricordato che ci fu solo un certo periodo, quando i figli erano piccoli, in cui abbiamo passato qualche ferragosto sul lago Trasimeno, in un campeggio a Tuoro dove ci piaceva andare anche in altri weekend estivi. C'era sempre posto, ormai eravamo di casa, era molto tranquillo, a parte i fuochi artificiali del 15 agosto, e passava pure il contadino a vendere certe verdure saporite... così tornavo a Firenze anche con la spesa già fatta!

In anni successivi, a volte io insistevo perché passassimo questi giorni dai miei suoceri che stavano in estate in una loro casetta in montagna (anche questa fa parte dell'eredità...) sull'Appennino modenese. Era ottimo per sfuggire al caldo fiorentino, ma mio marito accettava solo perché gli dicevo: “Così fai un po' compagnia a tua mamma”, questo era l'unico argomento che lo smuoveva. E credo che lei ne fosse contenta, di queste visite che la distraevano dalla presenza incombente e soffocante del marito.

Oggi mi sento un po' grigia, l'estate si avvia alle ultime settimane (ma è mai iniziata?) dopo questi giorni quasi sospesi, fra poco riprenderanno le incombenze dell'eredità, della compravendita delle case... dovrò essere in forma ah ah!

Quando sono in questi stati d'animo ricerco le poesie. Da leggere, ovvio. Mi piacerebbe anche scriverne, da giovane lo facevo, come credo facciano tutti i giovani, poi me ne è scappata qualche altra in alcune occasioni, ora mi limito a leggerle, le cerco, mi identifico in alcune. Con internet è facile, digito un argomento, ne trovo... un copia-incolla e le ho sempre con me, da rileggere quando ne sento il bisogno.

Così oggi vi lascio il suggerimento di un blog di poesie (è venerdì, giorno del blog-florilegio), che ho incontrato spesso nelle mie ricerche: ogni giorno offre una poesia e mette link per collegarla ad altre, o a testi sull'argomento, non l'ho girato molto, mi pare che offra diversi percorsi...

Ha un nome intrigante: “Il canto delle sirene”, ma la sirena ammaliatrice della poesia non porta certo alla distruzione, anzi è un canto che culla e accompagna...

 

 
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IL TESORO

Post n°1143 pubblicato il 14 Agosto 2014 da atapo
 

 

EREDITA'

 


 

Qualcosa si muove...

Finalmente, dopo quasi due anni dalla morte dei miei suoceri, pare che qualcosa stia prendendo la strada giusta nella questione dell'eredità!

Dopo sospetti, accuse, offese, litigate, scambi di lettere prima infuocate, poi raggelanti nel linguaggio formale e burocratico degli avvocati e “per conoscenza a...”, ma identiche nella sostanza del non intravedere possibilità di accordi, i quattro fratelli sono arrivati davanti al “conciliatore”: ultimo tentativo prima della causa in tribunale.

A quel punto con poche speranze, a dire il vero: le pretese del fratello che finora aveva sempre ostacolato gli altri non parevano avere cedimenti fino all'ultima seduta quando, improvvisamente, è diventato molto tranquillo e ha firmato senza fiatare ciò su cui fino a pochi giorni prima ancora aveva da obiettare e contrastare. Forse il suo avvocato è riuscito a fargli capire che stava arrampicandosi sugli specchi e che in tribunale non avrebbe certo vinto nulla, anzi, avrebbe dovuto alla fine pagare spese e danni...

Non lo sapremo mai, l'importante è che adesso si possa andare avanti, suddividendo i beni mobili e cercando di vendere quelli immobili.

Intanto però sono passati due anni, nei quali i quattro fratelli hanno dovuto pagare le tasse di case vuote, senza nessun introito, hanno perso proposte di acquisto che erano arrivate subito dopo la morte dei miei suoceri da chi conosceva gli immobili, il mercato immobiliare è andato ancora più in crisi ed ora si rischia di dover svendere pesantemente, se e quando si troveranno nuovi compratori.

Due anni così hanno rovinato la vita anche a mio marito, profondamente addolorato, dopo la morte dei genitori, anche per l'assurda ostilità di questo suo fratello. Aggiungiamo anche gli scambi di corrispondenze farneticanti e minacciose, tutti i viaggi a Bologna per incontrarsi prima con i fratelli nei vani tentativi di accordi, poi con gli avvocati e per gli adempimenti burocratici. Gli pareva di risentire l'atmosfera di pesante follia che era stata la vita con suo padre e anche qui in casa in certi periodi è stato ombroso, lunatico e intrattabile.

Io ho cercato di restare fuori il più possibile da queste vicende, ma qualche commento ogni tanto mi scappava... E ho cercato di sopportare certi “momentini” ripetendo dentro di me : -Passerà...- però non è stato facile.

Ora mio marito è abbastanza euforico, dice che in pochi mesi la faccenda sarà sistemata e che qualche soldino ci arriverà (quelli che resteranno, dopo tutti i pagamenti ad avvocati e compagnia).

Spero che non si illuda troppo, che ora riesca ad organizzarsi rapidamente e... pacificamente con i fratelli. Non me ne intendo di tempi tecnici e burocratici, mi auguro che non si debba aspettare ancora molto, arriverebbe al momento giusto questo gruzzoletto tanto comodo per la ricerca della nuova casa per noi...


 

 
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FIGLI

Post n°1142 pubblicato il 12 Agosto 2014 da atapo
 

 

FIGLIO 1 - Ignacio

E' nipote, più che figlio, ma fa lo stesso, è stato ugualmente figlio...

E' la storia di qualche giorno fa, scritta sui giornali e presentata alla TV nei notiziari: la leader delle “nonne di Plaza de Mayo” ha ritrovato dopo 36 anni il nipote, figlio di sua figlia, partorito in prigione, poi dato in adozione e sua madre assassinata. Sono ormai conosciute a tutti le atrocità degli anni del regime argentino così come la lotta indomabile di queste “abuelas” che da molti anni ricercano i nipoti, figli dei loro figli desaparecidos durante la dittatura. E ogni ritrovamento accertato è festa grande.

Mi sono commossa di gioia anch'io per questa notizia: da quando due anni fa in teatro interpretai la parte di una “madre” argentina e lessi molto per capire e recitare al meglio quel personaggio tragico mi è rimasto dentro qualcosa che mi fa partecipare con forza più intensa a ciò che riguarda questo passato... cosa si prova per un figlio che sparisce, per un nipotino di cui non sai quasi nulla e che se hai un po' di fortuna ritrovi adulto, nei cui lineamenti cerchi tracce di chi non c'è più, a cui vorresti poter ridare l'amore e la storia di cui è stato privato...

Una disperazione che diventa enorme coraggio e continua forza in queste nonne, a cui ormai gli anni che passano lasciano tempi sempre più brevi...

http://www.repubblica.it/esteri/2014/08/06/news/argentina_carlotto_ritrova_nipote_desaparecido-93213569/


FIGLIO 2 – Federico

Un'auto con cinque giovani a bordo, stanno tornando a casa poco prima di mezzanotte in una di queste calde sere di agosto. Ragazzi normali, nessuno sballo, niente alcool, solo una serata insieme nel paese di villeggiatura dove alcuni di loro sono ospiti da parenti. Non si sa ancora perché la macchina a un tratto sbanda e si schianta contro un muro con la parte di dietro proprio dove siede Federico, che batte violentemente la testa. Gli altri, tra cui il fratello maggiore di Federico, non si fanno quasi nulla, lui muore in ospedale poche ore dopo. I suoi genitori concedono la donazione degli organi.

Queste persone le conosco bene: la mamma è una delle mie ex colleghe di scuola più care, con cui continuo ad avere rapporti, il babbo è egiziano e molto partecipe alla vita della nostra scuola, i due fratelli erano stati negli scambi in Francia, la sorella minore l'ho conosciuta nei lavori a gruppi con la mia ultima classe. Una famiglia interculturale esemplare, che ebbe negli anni diversi problemi economici e di salute sempre affrontati con forza d'animo e grande cuore, quel cuore che ora ha fatto la scelta di donare gli organi del figlio. Un grande dolore ho provato anch'io per questa tragedia di cui razionalmente si fatica a trovare il senso...

Ieri c'è stato il funerale, gremita la chiesa e la piazza antistante. Tante famiglie perché la famiglia è conosciuta e amata nel quartiere, tantissimi giovani perché Federico aveva molti amici, era un bravo ragazzo normale che si era appena impegnato a superare l'esame di maturità e ancora non aveva deciso che farne della sua vita, ma voleva trovare presto un lavoro per dare una mano in famiglia. Tutti quei ragazzi venuti ieri a salutarlo erano sconvolti, forse è la prima grossa tragedia della loro vita e così assurda, così lontana dai pensieri dei giorni di vacanza... Gli amici hanno letto parole affettuose per lui: “Sei arrivato primo, fra noi, a vedere Dio”

Ciao, esco.” Le sue ultime parole in casa, quella sera. Ma i suoi genitori non potranno più aspettarlo, come facciamo tutti noi genitori, tutte le sere quando i nostri figli escono, con quell' ansia che si dilegua solo quando la porta si apre a notte fonda.

Sto soffrendo molto anch'io per questa morte, confido che i miei amici mantengano la forza che hanno sempre mostrato, che li aiuti a convivere con questo dolore enorme.

http://www.lanazione.it/massa-carrara/incidente-mortale-fosdinovo-federico-salib-1.111529


La vita è anche questo, figli che si ritrovano, figli che si perdono... e genitori in equilibrio instabile, tra bonacce e burrasche.



 
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10 AGOSTO

Post n°1141 pubblicato il 10 Agosto 2014 da atapo
 

LA SUPERLUNA

Di stelle cadenti non ne ho vista nemmeno una,

ma la super luna c'era, eccome!

 

 
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GITA

Post n°1140 pubblicato il 09 Agosto 2014 da atapo
 

 

PRIMO GIORNO D' ESTATE

Ieri finalmente l'ho sentito come il primo giorno di questa estate sotto molti aspetti faticosa .

Ieri, per la prima volta da non so più quanto tempo, io e il marito siamo stati fuori casa tutta la giornata e IN GITA!

Siamo andati in montagna, sull'Appennino tra Firenze e Bologna. Abbiamo voluto ripetere la bella esperienza fatta l'anno scorso insieme con la coppia di amici che sono venuti con noi alle Canarie: loro partono da Bologna, noi da Firenze, ci incontriamo a metà strada a Bruscoli, frazione di quattro case, una chiesa, un panificio che profuma tutta la vallata e... un ottimo ristorante di specialità dei due versanti. E' stata la prima uscita per mio marito da quando ha avuto la sciatica, quasi un collaudo delle sue forze, quindi un'organizzazione tranquillissima e l'appuntamento lassù a mezzogiorno. I nostri amici hanno da poco fatto due viaggi importanti: negli Stati Uniti e nell'isola greca di Citera (la Grecia è il loro luogo di vacanza preferito) e, tutti abbronzati, ne avevano da raccontarci! Anche noi ne abbiamo da raccontare, ma notizie di tutt'altro genere... Comunque le imprese dei figli e dei nipotini di entrambe le coppie costituiscono sempre un argomento che ci accomuna...

In quel ristorante la bistecca alla fiorentina è superba, seduce anche me che di solito non sono molto carnivora! Ma è tutto buono lassù, l'aria di montagna è un ottimo condimento.

Il tempo era splendido finalmente, dopo tutta la pioggia dei giorni scorsi, che sia finalmente l'avvio di una vera estate?

Nel pomeriggio siamo arrivati al lago del Brasimone e, lasciata l'auto al parcheggio, abbiamo fatto una passeggiata lungo le sue rive, tra il sole e l'ombra della campagna e dei boschi.

 


Ci siamo fermati a riposare in una pineta mista a qualche giovane quercia, tra grandi felci e funghi enormi, chissà se erano buoni...


Si stava veramente bene lì sotto, seduti su un tronco abbattuto, tra una chiacchiera e l'altra, il calore del sole era addolcito dal fresco delle piante e del lago che si intravedeva fra gli alberi.

  

 

Mio marito ha resistito abbastanza bene, ha trattenuto la stanchezza fino a casa quando è poi stramazzato sul divano...

Nel ritorno non abbiamo preso l'autostrada, ma abbiamo preferito la strada normale che scende a Prato, tra monti, boschi e paesini, per riempirci ancora un po' gli occhi di tutto quel verde, tanto il tramonto e il buio in questa stagione non creano di certo problemi.

Ieri sera ero anch'io un po' stanca: sono fuori allenamento all'aria aperta, visto come stanno passando questi mesi, però ho voluto subito scaricare le foto di tutto quel verde e solo a guardarle mi si riapriva il cuore...

...e il colorito di una timida abbronzatura che ore mi ritrovo sulle spalle e sulle breccia mi fa sentire un po' di estivo ottimismo.

(e per questa settimana passo il blog-florilegio...)


 
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CASA MIA, CASA MIA

Post n°1139 pubblicato il 05 Agosto 2014 da atapo
 

 

IN VENDITA


 

Continua l'avventura che ci dovrebbe portare ad avere una casa nuova, dopo le puntate qui, qui e qui...

Oggi parlerò di VENDITA: occorre vendere la casa in cui abitiamo attualmente per raggranellare la cifra che ci serve.

Avete presente quelle serie televisive di compra-vendita case in giro per il mondo? Ecco, all'inizio anche da noi si era avviato più o meno così: gli addetti dell'agenzia erano venuti a visitare casa nostra, avevano apprezzato i soffitti con le travi a vista, i pavimenti, le scale in pietra serena, la dislocazione delle stanze, ma avevano arricciato il naso su altri aspetti e ci avevano suggerito, per "valorizzare" e guadagnare di più dalla vendita, di fare altri impegnativi lavori di ristrutturazione. Bravi! E noi intanto dove saremmo andati ad abitare? Un altro mese in camper come nel 2008? E con quali soldi? Se quelli che abbiamo ora non bastano nemmeno per una casa nuova... Inoltre immaginavo: ristrutturiamo e abbelliamo, vendiamo, magari chi compra ributta tutto all'aria perchè preferisce diversamente...

Mio marito aveva cominciato a seguire con passione le serie televisive di cui sopra, per aggiornarsi sull'argomento, diceva, ascoltava con interesse le proposte dell'agenzia e quasi quasi ci credeva... Io non ero assolutamente d'accordo, preferivo guadagnare meno, ma vivere meglio. Tira e molla, ho ceduto solo sulla reimbiancatura generale, di cui in effetti c'era bisogno e che avrebbe dato una luminosità nuova all'insieme. Secondo l'agenzia avremmo anche dovuto "svuotare" il più possibile le stanze per dare un'idea di maggior spazio.

Impresa titanica, altre occasioni di dispute familiari: chi butta via cosa... Ma insomma, in una casa abitata le tracce di chi la abita ci saranno pure, o no? Se lo scordassero di vedere una casa come quelle (vuote) delle riviste di arredamento!!!

Abbiamo fatto il possibile e anche un po' di impossibile, mio marito si è presa la sciatica, come sa chi segue questi post e queste vicende, finalmente sono venuti a scattare le foto delle stanze, le hanno messe in agenzia e sul sito... e sono cominciate le visite degli interessati.

Queste visite ormai ci condizionano le giornate e gli impegni: veniamo avvisati un po' prima, a volte solo il giorno precedente, ci telefonano: "Siete in casa a quest'ora per una visita?"

Vuoi rifiutare? Forse è l'occasione d'oro! Così gli impegni che abbiamo passano in secondo piano, si annullano, si rinviano... e ci si prepara ad accogliere l'impiegata dell'agenzia insieme a questi sconosciuti, con un bel sorriso accogliente sulle labbra e tanto "entusiasmo".

Anche la casa deve dare un'idea di accoglienza calorosa, quindi che sia tutta in ordine, tirata a lucido... E questo è il mio cruccio più grosso: ogni tanto c'è la biancheria stesa, la lavapiatti che si rimanda di caricare, la pila di vestiti da piegare o stirare, qualche pacco di libri o documenti su cui si sta lavorando che restano in giro... NO! Dovrebbero sparire quando ci sono le visite! Non sempre ce la facciamo perfettamente. Insomma, il riordino è diventato il mio incubo, già non era mai stato il mio forte! Mi dico che mi servirà come allenamento, forse cambierò abitudini e diventerò più ordinata, mah!

Da metà maggio è stato tutto un via-vai ed è passata gente di tutti i tipi: ci sono alcuni, soprattutto i Cinesi, silenziosissimi, guardano tutto e non dicono nulla, imperturbabili, un "buongiorno" all'inizio, un "grazie arrivederci" alla fine e via. Quasi mi sento delusa.

Altri invece fanno domande tecniche: gli impianti, gli anni in cui abbiamo ristrutturato, quali muri si potrebbero abbattere e quali no, e qui è il campo di mio marito...

Le donne soprattutto si mettono a raccontare: chi sono, che tipo di casa gli servirebbe, anche i fatti loro...

C'è chi indaga sui servizi della zona, sono famiglie con bambini, allora io assicuro che di meglio non si può trovare: abbiamo vicino scuole, supermercati, zone verdi, si parcheggia facilmente e la fermata del bus è di fronte a casa, dico che ci ho cresciuto due figli in quella casa e sono venuti su piuttosto bene...

Lì, sul momento, in genere restano piacevolmente colpiti da certi particolari abbastanza originali di casa nostra, ma so che aspetti negativi ce ne sono, tipo il non avere spazi esterni ed essere su tre piani.

Insomma, finora molte visite, ma nulla di concreto.

Ora in agosto l'agenzia chiude per ferie e le visite riprenderanno in settembre, sappiamo che c'è già una persona in lista.

Noi intanto abbiamo diffuso tra i conoscenti la notizia che vorremmo vendere, tanto per provare tutte le strade... Anche qui tra i lettori, se qualcuno fosse interessato... un messaggino...

Nel frattempo dobbiamo farci venire qualche idea, nel caso trovassimo una casa nuova mentre la vecchia ci rimane ancora sul groppone.

 



 

 

 
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