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UN ALTRO MESE

Post n°1245 pubblicato il 31 Luglio 2015 da atapo
 

LAVORI, MA ANCHE NO

 

J.Sorolla y Bastida, Bambina nel mare argentato

 

Siamo a fine luglio e non si è concluso molto.
Gli operai venivano un giorno, sparivano per tre o quattro, si facevano rivedere per mezza giornata... e così via.
Ci hanno "ingessato" nei tubi dei ponteggi e nelle reti, hanno avvolto tutta la casa.
Poi sono arrivati dei materiali per la coibentazione della soffitta, scarica... issa nel sottotetto... ma il lavoro pare più complicato del previsto.
Quindi... FINE.
Se fossero arrivati anche gli altri materiali per il cappotto avrebbero continuato a lavorare anche qualche settimana di agosto e avremmo fatto un bel passo avanti, ma così non è stato, nemmeno le persiane sono pronte perchè, si sa, in agosto tutto si ferma quindi da metà luglio nelle ditte nemmeno iniziano produzioni o evadono ordini se poi rischiano di "sfondare".

Poche sere fa il capocantiere ci ha detto: "Buone vacanze, ci si rivede a settembre" e così mi è stato tristemente chiaro il nostro futuro prossimo.

Allora gli ho chiesto: "E quando poi contate di finire?"
Risposta: "Penso per la fine di novembre."
Vi assicuro, mi sono quasi sentita male. Allora sarà più di un anno da che siamo in ballo con questa ristrutturazione.
Mi sono sentita cedere: da quella sera sono entrata in uno stato d'animo di nervosismo misto a tristezza, col morale a terra, con quelle sensazioni di ansia e di depressione che mi rendono faticosa qualsiasi azione.
Mi dà quasi la nausea aprire ogni nuovo scatolone di ciò che è da sistemare nella famosa libreria, mi innervosisce scoprire che ci sono scatoloni ... scomparsi, cioè non proprio, ma rimasti senz'altro dietro ad altri che ora non si possono muovere, per cui, dato che ormai dopo quattro mesi non ricordo quasi più cosa c'era dentro esattamente, faccio anche fatica a definire la disposizione degli spazi occorrenti e temo che mi toccherà spostare e rispostare.
In cucina è ancora tutto affastellato, perchè nemmeno i mobiletti che erano da rifare sono arrivati: sono caduti nel periodo vacanze per cui si vedranno a settembre anche quelli.
Mio marito sta finendo in questi giorni l'operazione antitarlo: nel mese di agosto potrò finalmente riempire i mobili "vintage" trattati, sempre che trovi accessibili gli scatoloni giusti, per i motivi detti sopra. Ormai sono stati spostati un centinaio di volte, ciò che mi pareva fosse in una posizione basta che ci passino mio marito e mio figlio... puff! Scomparso!

-Visto che non ci sono lavori, perchè non partite per una vacanza?- ci chiede qualcuno. A parte l'aspetto finanziario che ora è abbastanza impegnativo, non crediamo sia opportuno lasciare a lungo vuota una casa in queste condizioni: le vecchie persiane sempre legate col filo di ferro, i tubi e i ponteggi così facilmente accessibili, l'allarme ai ponteggi c'è, ma ha solo la sirena, un deterrente spesso inutile.
L'automobile non l'hanno ancora riparata: necessitano dei pezzi che devono far venire dalla Francia... spero che non chiudano anche loro in agosto e che non ce la rendano a settembre! Senza auto adesso ci manca anche qualche ora al fresco sulle colline, una seratina in pizzeria, un cinema all'aperto... quelle piccole soddisfazioni che renderebbero più sopportabile un'estate infernale come questa...
Cosa c'entra con tutto questo l'immagine del mare? NULLA, ma lasciatemi almeno sognare...

 
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CON LORO

Post n°1244 pubblicato il 27 Luglio 2015 da atapo
 

PATRIARCALE


Monet, Pomeriggio d'estate in giardino

 

Da più di due settimane mio figlio e sua moglie abitano con noi, in attesa che i lavori alla loro nuova casa la rendano abitabile. Dire ABITANO è forse un po' eccessivo, vista la loro presenza limitata: escono prima delle otto per andare al lavoro, al pomeriggio prima di rientrare hanno sempre qualcosa da fare: ricerche e acquisti per la casa (come succedeva a noi...), oppure un salto a Montelupo per controllare come procedono i lavori. Ci si rivede quasi all'ora di cena e dopo cena non facciamo le ore piccole, perchè siamo tutti molto stanchi. Per loro abbiamo accatastato ancora di più gli scatoloni in una stanza e liberato il divano letto, di spazio ne hanno pochino, in compenso il bagno piccolo (e già completato) è tutto a loro disposizione. Non devono pensare a lavare perchè metto in lavatrice i loro panni coi nostri, per la cena a volte mi danno una mano, anche se preferisco che si riposino, mio figlio con la sua forza giovanile  è stato di valido aiuto al padre per montare finalmente la ingombrante e pesante libreria che occupa tutta una parete nello studio ed ora mi sposta man mano opportunamente gli scatoloni più pesanti, pieni di tutti quei libri che in questi giorni è compito mio risistemare nella suddetta libreria, cercando, se possibile, di trovare delle disposizioni più ordinate e razionali di quanto fossero prima.
La presenza della coppia non è certo ingombrante, sono entrambi riservati, mia nuora soprattutto è molto timida.
Nel frattempo Riccardo, il loro bimbo, sta a Pistoia dagli altri nonni: là c'è spazio, giardino e orto, gli altri cuginetti presenti... quasi una villeggiatura. Da noi la casa non è ancora adatta a lui, con tutti gli scatoloni, i materiali e gli attrezzi in giro e i muratori che ogni tanto passano le giornate qui a lavorare.
I genitori nei fine settimana vanno a Pistoia, ma è tutto sempre di corsa. Così, nonostante le lunghe telefonate serali, Riccardo ha cominciato a lamentarsi, dicendo anche che era da tanto che non stava con gli altri nonni (noi)...
Allora venerdì scorso ci siamo ristretti ancora di più ed è arrivato anche Riccardo, fino a ieri sera.
E' un bambino delizioso, allegro, ma non agitato: sono riuscita, nella casa ancora non attrezzata per bambini, a trovare qualche giocattolo, qualche libro adatto a lui, colori e fogli per disegnare, un pacchetto di figurine per giocare insieme, anche uno zainetto e un cappellino rosso. Lui ha apprezzato tutto, a cominciare dal piccolo bagno con le mattonelle decorate in azzurro che ha subito definito "il MIO bagno", fino al "pesce finto" di tonno e patate che ho preparato in una cena e che avrebbe mangiato tutto lui, sgranando gli occhioni azzurri e dicendo "mmmm, buonissimo!" In giardino mi portava le mollette per stendere, esplorava se c'erano i gattini o se il vento aveva fatto cadere qualche prugna matura, poi giocava con le macchinine sul muretto che abbiamo fatto costruire apposta per questi giochi, oltre che per sedersi. Siamo andati con la palla nel parco pubblico vicino, da dove si vedono gli aerei in atterraggio ancora più bassi che da casa nostra, quasi da brivido e non solo per un bimbo di cinque anni...
Sono stati anche da soli, sono usciti insieme loro tre, figlio e genitori, ne avevano bisogno.
Il risveglio ogni mattina era la sua vocina dal piano di sotto... che stamattina mi è mancata!
Siamo stati bene, anche se siamo stati stretti, lo spazio di casa è ancora così poco vivibile...
E mi veniva da pensare alle famiglie di una volta, quando più generazioni vivevano insieme. Non per rimpiangerle, però ne ho riscoperto la bella possibilità di sentirsi vicini, quasi di più "famiglia": in fondo ora le nostre serate di due vecchietti a volte sono molto solitarie... Magari lo si pagava con una mancanza di privacy a cui ora siamo troppo abituati, ma in questa situazione, e in queste settimane, vi rinuncio volentieri e mi godo questo inaspettato ritorno di "figliolanza e nipotanza".

 
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INTERIOR DESIGN

Post n°1243 pubblicato il 23 Luglio 2015 da atapo
 

UNA STORIA DI PIASTRELLE

Molti mesi fa, all'inizio di questa impresa di ristrutturazione della casa acquistata, esploravo internet per cercare informazioni e suggerimenti per lo più estetici, perchè negli aspetti tecnici la competenza di mio marito non si discute.

 

 

Mi imbattei in questa foto che mi colpì per l'originalità del disegno, eravamo appunto in discussione, io e il marito, su come piastrellare in cucina lo spazio tra i pensili nuovi. Non gliela feci nemmeno vedere, immaginavo ne sarebbe rimasto sconvolto.

Qualche settimana dopo andammo da Emmaus, quel luogo dove si rivende per beneficenza un po' di tutto, usato o avanzi di laboratori e industrie, dove si possono scoprire meraviglie e sorprese. E, meraviglia e sorpresa, quel giorno c'erano tre cassette di mattonelle quadrate, della stessa grandezza, ma di tre sfumature di verde differente: verde acqua chiaro (il mare a riva, pensai io), verde smeraldo scuro (il mare profondo), verde bosco (in quantità minore). Ce le davano a 5 euro a cassetta.
"Belle, prendiamole!" dissi subito. Mio marito storse il naso: non ne era entusiasta e osservò che ancora non avevamo trovato la cucina nuova che ci piacesse, chissà se poi i colori si adattavano... in questo non aveva torto.

Ma pochi giorni dopo, in uno dei nostri giri di ricerca... voilà! Trovati e acquistati anche i pensili nuovi! Io avevo già ben chiaro in mente tutto l'assieme: i muri gialli luminosi, i mobili moderni appena trovati su un lato, su quello opposto le due credenze antiche ereditate dalle rispettive famiglie di origine... e quelle mattonelle verdi ci stavano bene!
Tornammo da Emmaus, mio marito giusto per accontentarmi, io speranzosa che non fossero state vendute... Era destino: c'erano ancora!
"Adesso il lavoro è tutto tuo, vediamo cosa inventi", disse mio marito. Le lavai tutte, scartai quelle danneggiate...le contai, ne restavano in abbondanza per lo spazio da ricoprire. Ora si trattava di studiare come disporle, tenendo presente quante ce n'erano di ogni tonalità.
Avevo sempre in mente quell'immagine trovata in rete...
Disegnai tre progetti.
Uno molto classico: un alternarsi di losanghe con piccola decorazione centrale.
Il secondo un po' più mosso: il contorno con una cornice scura, l'interno chiaro in cui si "rincorrevano" terzine di piastrelle verde bosco.
Nel terzo volli sbizzarrirmi: immaginai lo spazio a disposizione come un giardino un po' selvaggio (come quello che c'è fuori dalla cucina), il verde smeraldo erano le piante che dalla base inferiore si alzano in modo irregolare, il verde acqua era il cielo che riempie la parte alta e si insinua tra le piante, il verde bosco qua e là si attacca alle piante come fossero delle foglie dalla sfumatura diversa. E non ci doveva essere nulla di simmetrico.
Il marito era indeciso tra il secondo e il terzo progetto, io lo... spinsi al terzo. Mi piaceva così tanto che avevo una gran paura che il piastrellista facesse qualche errore, gli diedi lo schema tutto colorato, gli feci mille raccomandazioni... lui fu bravissimo e alla fine anche molto soddisfatto, disse che era davvero una bella composizione.
E nel periodo in cui passarono i vari addetti ai vari lavori nella casa, altri rimasero colpiti da quel rivestimento originale e ci fecero i complimenti. Montati anche i pensili, tutto l'insieme secondo me è proprio bello... ma soprattutto è UNICO! Piace molto ai miei figli, ora lo apprezza completamente anche il marito. A me rilassa e mette allegria, quando in cucina sfaccendo lì attorno.

ecco l'effetto finale

(qui eravamo appena entrati in casa, è tutto molto a soqquadro, ora un po' è migliorato...)


E c'è un seguito a questa storia: mio figlio e mia nuora, che ora stanno ristrutturando la loro casa nuova, "copieranno" l'idea: in uno dei bagni hanno scelto piastrelle di tre tonalità di blu-azzurro e faranno un montaggio a fantasia con l'idea delle onde del mare da cui partono gocce e spruzzi...

 
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SOLLEONE

Post n°1242 pubblicato il 20 Luglio 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

QUASI  ARRESTI  DOMICILIARI

Sono terribili questi giorni di caldo afosissimo, qui in città senza alcuna speranza o prospettiva di toglierci o di progettare vacanze e spostamenti.
E' tutto un "non si sa": quando vengono gli operai, quanto dureranno i lavori, se continuativi o con interruzioni, se i materiali arriveranno in tempo e tutti quanti... Basta un piccolo intoppo e tutto si blocca e si rimette in gioco. Come dopo il muro trapassato di martedì scorso: non si è più visto nessuno per tutto il resto della settimana, abbiamo "perso il turno" e sono andati a lavorare da un'altra parte. Pare si usi così. Stamattina sono tornati con grande dispiego di forze e... speriamo non accadano più incidenti o imprevisti! Figuratevi se possiamo pensare di andare via noi per qualche giorno!
Intanto ci si sfianca in questi giorni tutti uguali, immersi in questa atmosfera bollente che toglie ogni velleità ed iniziativa,siamo anche senza auto che è ancora da riparare (sempre da martedì scorso): è un'impresa andare a fare la spesa, ho rinunciato ad andare in centro per saldi perchè in centro a Firenze si frigge; gli autobus hanno diradato gli orari ed è una tortura l'attesa alle fermate. Venerdì soltanto ho preso il coraggio di andare alla ASL per dei documenti necessari, con cappello, acqua e qualcosa da leggere, che mi è servito perchè ci ho passato tutta la mattina: ad un certo punto i computer della ASL sono andati in tilt, a livello cittadino, poi hanno ripreso ad una lentezza da tartaruga, ormai facevano prima a scriverli a mano i documenti...
Lo svuotamento degli scatoloni in casa procede a rilento, mancano le forze, ogni attività fisica è un dispendio di energie e di sudore.
L'unico luogo e momento FRESCO è il mio giardino di mattina, dovrei prendere l'abitudine di uscire e restarmene seduta a goderlo un poco, prima di affrontare la giornata, poi il sole arriva impietoso anche lì e nel pomeriggio è ideale asciugarci il bucato, sicura che alla sera è... bollente!
Ieri sera però un po' di fresco l'abbiamo goduto: col passaggio in auto recuperato da un amico del teatro siamo tornati alla casetta fra Pratolino e Montesenario perchè c'è stato lo spettacolo in cui era inserito il video dove abbiamo recitato come comparse. Una serata gradevole, lo spettacolo era anche comprensibile, a detta di tutti il migliore tra queste performances estive dell'originale regista: una specie di fiaba moderna alla ricerca di serenità che però si trova per mezzo della magia...

Migliore ancora la cena notturna all'aperto, con tanti di quei piatti particolari e squisitezze che alla fine restava solo il rammarico di non essere riusciti ad assaggiare tutto... E faceva così fresco che sopra alla canottiera ho dovuto mettere una camicia di cotone indiano e addirittura un foulard!

Via, affrontiamo la settimana nuova... con mia figlia e i bimbi che arrivano tra poco in visita... speriamo sia più positiva di quella passata!

 
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GIORNATACCIA

Post n°1241 pubblicato il 15 Luglio 2015 da atapo
 

PORDENONE...FIRENZE...FRANCIA

 

Credo che i miei gechi portafortuna(?) ieri fossero in ferie e siano tornati solo a tarda sera...
Già si prospettava una giornata impegnativa per mio marito che doveva partire alle 5 di mattina, trovarsi con un fratello a Bologna, andare insieme a Pordenone per la solita eredità e rientrare nel tardo pomeriggio. Col camper perchè c'erano da ritirare vari oggetti, poi all'appuntamento dall'avvocato, il che non è mai foriero di buone notizie e anche stavolta non si è smentito, anzi, ci si aggiungono preoccupazioni e arrabbiature di cui faremmo volentieri a meno in questo periodo.

Io ero a casa sola per tutto il giorno, ma al mattino mi avrebbero fatto compagnia gli operai che finivano di montare i ponteggi, come da accordi. I guai sono cominciati quando per fissare un tubo hanno passato il muro da parte a parte, sono "entrati" nello studio e le macerie sono cadute proprio sopra il PC e la stampante del marito! Fermi tutti! Hanno chiamato il capocantiere, poi se ne sono andati, dicendomi che nel pomeriggio sarebbe venuto per valutare il danno. Io, nell'attesa, non sono andata a fare il riposino, sono rimasta vestita "decentemente", soffrendo un caldo atroce.

Alle 15 invece del capocantiere si è presentato a sorpresa l'idraulico, per una sistemazione prevista alla vasca da bagno: vabbè che aveva detto -Verrò nei prossimi giorni-, ma almeno uno squillo di preavviso poteva darlo. A lavorare nel bagno si stava sciogliendo in sudore, mi ha fatto così compassione che gli ho messo un ventilatore tutto per lui...

Alle 18 ormai pensavo che il capocantiere non sarebbe più venuto, magari aveva telefonato a mio marito e si erano accordati diversamente, ma al solito io ero l'ultima a saperlo! Ero in coma dal caldo (37°), mi sono spogliata e messa sul letto al buio per fare un pisolino. Dieci minuti ed ecco il suono del campanello! Via... vestirsi, aprire... erano in tre: capocantiere, fabbro e tecnico del cappotto, dice che si erano dati appuntamento per decidere le loro cose, speravano, naturalmente, che ci fosse anche mio marito. Sta per tornare, assicuravo. Sono rimasti a discutere fino alle 20,30, senza il marito, il quale era sì arrivato al rimessaggio col camper, ma per non farsi mancare niente vi ha trovato la macchina... morta, completamente impossibile fare qualsiasi manovra, avviarla, spostarla... carro attrezzi, officina, rientro accompagnato da mio figlio, ormai alle 21.

Il fatto è che ieri era il 14 luglio e l'Istituto francese aveva organizzato il ballo popolare in piazza davanti all'istituto aperto a tutta la cittadinanza, come usano in Francia. Un bel momento di incontro e una serata diversa, l'anno scorso l'avevamo perduto perchè mio marito era bloccato dal mal di schiena, quest'anno... ce lo volevamo concedere come uno dei pochissimi momenti di evasione, ormai però vista l'ora e tutto ciò che era successo avevo perso le speranze!
Invece mio marito è stato proprio contento di uscire di nuovo, per distrarsi da tutti i guai: l'auto ce l'ha prestata mio figlio e siamo andati a rilassarci, se non a ballare! C'era musica, spazio per ballare, molti tavoli sulla piazza apparecchiati con tovaglie bianche di stoffa e comodissime poltroncine imbottite, i colori della bandiera francese proiettati sui muri, gli stands dei gelati, delle squisite macedonie di frutta fresca preparate al momento, delle baguettes ripiene e... udite udite, le vere crèpes e galettes bretoni insieme al sidro! Non ce le siamo fatte mancare e siamo rimasti lì fino a mezzanotte, alla chiusura della festa, godendoci il fresco, la musica, i saluti ai conoscenti che incontravamo.


Mi sembrava proprio di essere tornata ai tempi delle vacanze in Francia: quasi sempre di luglio, quante feste nazionali abbiamo vissuto! Da paesini minuscoli a città famose, la stessa atmosfera di allegria, musica, danze, i fuochi d'artificio finali... Anche a Parigi abbiamo vissuto un 14 luglio, il più sontuoso di tutti, con i fuochi alla torre Eiffel, oltre alla sfilata sugli Champs Elisées... Ieri sera mi si rimescolavano dentro tutti questi ricordi, rivivevo atmosfere, suoni, profumi...e tanta nostalgia del tempo che è passato e di ciò che è stato... E sono riuscita a neutralizzare la pesantezza di tutte le ore precedenti, non mi sentivo più stanca...

 
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COINQUILINI

Post n°1240 pubblicato il 14 Luglio 2015 da atapo
 

PICCOLE  PRESENZE

Nella nuova casa non siamo soli. Stavolta non alludo a mio figlio e mia nuora, ospiti di questi giorni, ma... ad altri coinquilini di varie razze.
Fortunatamente (almeno per ora) niente formiche: nel camper e nella casa precedente erano un nemico con cui ho avuto spesso a che fare, arrivando a curiose forme di autoregolamentazione e non belligeranza, di cui magari parlerò un'altra volta.
Invece ci sono tante zanzare, ma è la stagione e la zona, è una lotta per cui siamo attrezzati, però è fastidioso girare nel giardino e trovarsi presto attorniati da queste signorine che se ne stanno rintanate tra le foglie in attesa degli agguati...
Per fortuna anche tante farfalle, di tutti i colori, perfino di quelle nere: dicono che in questa zona di Firenze ci siano delle specie endemiche, abbastanza rare... Tutte pasteggiano tra le mie piante infestanti, ecco un'altra ragione per lasciarle lì dove sono!
Ho scoperto i gechi, almeno due o tre, dicono che avere un geco in casa porti fortuna. questi non sono proprio dentro casa, ma rintanati tra le colonne del portico, vale lo stesso?
Non parliamo degli uccelli canterini che sfrecciano da un albero all'altro... e mi mangiano le prugne! Io fin dai primi giorni col naso all'insù a cercare se vedevo qualche nido... infine ne ho trovato uno, sul leccio, proprio di fronte alla finestra di camera mia, così lo posso osservare comodamente. E chi sta nel nido? Una coppia di tortore con due pulcini, che io chiamo "i tortorini". Proprio in questi giorni si azzardano ad uscire dal nido, zampettano lungo i rami, sbattono le ali, fra poco spiccheranno il primo volo... Ora che i muratori hanno montato i ponteggi, credono siano lì apposta per loro e fanno gli equilibristi sui tubi. Se mi affaccio alla finestra, ci guardiamo a vicenda: non hanno paura. Io sto solo attenta che non siano così sfacciati da entrarmi in casa...
L'ultima sorpresa: in fondo al giardino, nella zona più fitta di erbe e piante selvatiche, si è sistemata una gatta bianca e nera col suo gattino tutto nero. Al mattino presto e alla sera prima che faccia buio escono in punti più aperti e giocano insieme, oppure fanno le loro pulizie. A volte, in altri orari, ho visto solo il gattino ben nascosto immobile tra le piante. Ho provato ad avvicinarmi, ma sono molto sospettosi, allora li osservo da lontano e aspetto se avessero mai intenzione di prendere confidenza... Ma mio marito è già molto maldisposto verso eventuali socializzazioni...

il tortorino sul tubo

 
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NOMADI

Post n°1239 pubblicato il 10 Luglio 2015 da atapo
 

IMPRESA... DI FAMIGLIA

 

 

A pochi mesi di distanza da noi, anche mio figlio ha comprato una casa nuova.
E si è imbarcato in un'impresa che sembra la fotocopia della nostra (meno sfigata, speriamo).
Ha trovato una porzione di villetta nell'estrema periferia di Montelupo, in collina, grande, col giardino. Ma da ristrutturare. E il percorso intrapreso assomiglia al nostro in modo inquietante...
Le date da combinare: l'uscita obbligata dalla casa vecchia venduta, il periodo dei lavori in quella nuova... e anche per loro ecco il periodo di NOMADISMO, ma per fortuna non hanno l'incognita del cappotto SI'-NO, perchè il Comune di Montelupo gli ha evitato almeno questo problema.
Hanno sistemato i mobili e tutto in un magazzino, a cui però possono accedere quando vogliono, hanno passato il mese di giugno in uno splendido agriturismo vicino a Montelupo, offerto a prezzo stracciato da un loro amico (appartamentino, parco, piscina...), altrochè il camper nel giardino condominiale! Così Riccardo ha potuto frequentare la scuola materna fino all'ultimo.

E' arrivato luglio e i lavori non sono ancora finiti, Riccardo è stato spedito dai nonni materni che abitano in periferia di Pistoia, quasi in campagna, e tengono anche gli altri nipoti, così sta in compagnia. Anche mio figlio e mia nuora contavano di stare a Pistoia, ma si sono resi conto che scendere a lavorare a Firenze tutte le mattine e ritornare lassù tutte le sere con questo caldo era molto faticoso.

Ci hanno chiesto il camper, ma hanno resistito solo una notte: il caldo era atroce e complicato farsi la doccia e le provviste d'acqua così frequenti. Che fare? Il fatto che mia figlia ora sia al mare è capitato a proposito: permette ai due "nomadi" di installarsi a casa sua, così fanno anche compagnia al gatto... Poi il fine settimana vanno a Pistoia per stare insieme a Riccardo. Ma presto mia figlia tornerà... e allora? Rimane casa nostra, dove in teoria spazio ce n'è, ma come sapete è ancora quasi tutto occupato da scatoloni e mobili a pezzi da rimontare.
Facendo uno sforzo e ammucchiando ancora di più, in una stanza il loro materassino da campeggio ci starebbe... e avrebbero il bagno piccolo tutto per loro... possono restare senza problemi finchè non entrano nella casa nuova. Alla sera potremmo cenare insieme, come è già capitato in questi giorni, mi sentirei ancora... mamma di famiglia! Ci faranno sapere.
E da lunedì cominceranno anche i lavori sui ponteggi per fare il cappotto alle facciate: muratori, rumore, polvere... non ci manca niente, che vita emozionante!

 
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CALDO CALDISSIMO

Post n°1238 pubblicato il 07 Luglio 2015 da atapo
 

FEROCE

 

 

Così è la calura contro cui si combatte in questi giorni. Nella casa nuova dobbiamo imparare come gestire il caldo: non abbiamo l'aria condizionata, nella casa vecchia sopravvivevamo bene con i ventilatori ed è quello che, per ora, contiamo di fare anche qui. Scopriamo il giro del sole nelle varie stanze, quando e quanto è il caso di aprire o no le finestre, essendo le stanze esposte a est e a ovest il sole che batte ci fa scegliere se lavorare in una certa stanza di mattino o di pomeriggio. Almeno io mi regolo così... e tiro avanti. E' una soddisfazione stendere il bucato in giardino verso mezzogiorno e ritirarlo nel pomeriggio non asciutto, ma caldo bollente, tanto che fazzoletti e camicette basta che vi passi sopra con la mano tipo ferro da stiro e... mi ritrovo tutto anche stirato! Perchè naturalmente MAI mi sognerei di stirare in questi giorni!
Nel fine settimana appena passato abbiamo pure saltato la mezza giornata di RICREAZIONE, perchè venerdì scorso c'è stato a casa mia un incontro al vertice tra coloro che devono lavorarci (geometra, capocantiere ecc.): sembra che i materiali si trovino quindi entro la fine di questa settimana potrebbero iniziare i ponteggi per i lavori esterni. Per questo hanno detto che va sgomberato TUTTO il portico, dove avevamo lasciato ancora mobili vari soprattutto dello studio. Così vanno portati dentro casa, accumulando ancora di più dove è possibile, e mio marito sta montando la famosa libreria dello studio, che ci consentirà di rimettere molte cose a posto, svuotando un sacco di scatoloni di libri e simili. Si è pure rassegnato a chiamare in aiuto alcuni conoscenti che si erano offerti, ben più robusti di lui, altrimenti non ce la farebbe mai in tempi rapidi.
L'unica distrazione che si è concesso è stata di accompagnarmi una sera a casa da mia figlia: lei e tutta la sua tribù ora sono al mare ed io una volta al giorno passo a casa sua per pulire e nutrire Beto (dalla nuova casa in dieci minuti di passeggiata ci arrivo!).
Quella sera era venuto anche mio marito e mentre io gestivo il gatto lui innaffiava il loro piccolo giardino. Per Beto è "l'ora d'aria", quando non c'è nessuno i suoi spazi sono soltanto il bagno e l'antistante disimpegno. Naturalmente appena aperta la porta sul giardino anche lui è uscito con noi, gli piace passeggiare tra l'erba... Si è fatto un po' "grattare" da me, poi si è sdraiato al fresco ed io sono rientrata per pulirgli la lettiera. Quando ho finito e mi sono affacciata nel soggiorno l'ho visto lì sul divano.
Gli ho detto: -Beh, che ci fai qui? Col giardino aperto te ne stai qui al caldo? Vai approfitta, torna in giardino!-
Lui mi guardava, come se ascoltasse... A me dà spesso questa impressione e mi piace molto parlargli... Appena finito il mio discorso lui è sceso dal divano, si è allontanato, l'ho seguito prima solo con lo sguardo, poi pian piano... lui si dirigeva sicuro, ha attraversato disimpegno e stanzina, è uscito di nuovo in giardino!
Che dire, ho avuto davvero l'idea che avesse capito il mio discorso!
O forse sono gli scherzi che mi fa il caldo, insieme alla stanchezza...

 
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ELOGIO(?) DELLA LENTEZZA

Post n°1237 pubblicato il 03 Luglio 2015 da atapo
 

IL  PUNTO

 

 

Ormai è passato un mese da quando siamo entrati nella nuova casa. Facciamo il punto della situazione. Devo confessare che, come temevo, si procede a ritmo lento, molto lento, troppo lento...
Avevo elencato un mese fa tutto ciò che ancora non era a posto, e non parlo del famoso cappotto o di altre sistemazioni esterne, ma proprio dell'interno, ciò che ci fa vivere ancora più o meno accampati...
Da pochi giorni ci hanno riportato il marmo del mobile del bagno che era stato rotto nel magazzino: si è potuto finalmente montare il mobile per... rismontarlo subito perchè mio marito aveva fatto alcuni errori nei calcoli per il montaggio.
La camera da letto ora è completa, i nostri abiti sono nell'armadio, ma altra biancheria e oggetti che devono essere risistemati tenendo conto dei mobili di altre stanze ancora sono negli scatoloni perchè i mobili in questione o sono fra quelli che devono ricevere l'antitarlo o non sono raggiungibili perchè il marito ha pensato bene di "barricarli" dietro scatole, attrezzi o tavole di legno. Il comò della mamma, l'unico ad essere già completamente curato dai tarli... potrei riempirlo, se trovassi gli scatoloni giusti, che finora non ho ancora nemmeno intravisto! E anche se li avessi individuati, può succedere che lui li sposti e li riammucchi in modo inavvicinabile se gli serve qualcosa da quelle parti, come è già successo!
In cucina si sono fatti pochi passi avanti: ciò che mancava allora manca ancora e continuiamo a mangiare  mettendo le tovagliette della prima colazione nell'unico angolino libero del tavolo. Le stoviglie di uso quotidiano sono ammucchiate nei mobiletti presenti e nello scolapiatti, resistono scatoloni lì e nello sgabuzzino, dove ormai si passa a stento.
Non parliamo dello studio ancora da montare, assi dappertutto... però ieri sono arrivate finalmente le famose viti, comprate da LUI su internet! Lavatrice e lavapiatti per fortuna funzionano...
Nel giardino le piante infestanti dell'anno scorso sono riapparse e in certi punti sono alte ormai un metro.
-Non sarebbe il caso di tagliarle?- chiedo io.
-Ora ho ben altro da fare.- risponde lui.
Almeno fanno un po' di verde, visto che siamo in un caldo infernale, forse non è male lasciarle dove sono, per ora. Ma ho voglia di tagliarle almeno in un angolo, dove ho scoperto che stanno circondando, spero non soffocando, una pianta di "belle di notte" coloratissime e già fiorite.
Sì, LUI ha ben altro da fare. Perchè vuole fare tutto da solo, perchè come è bravo lui... Alcuni conoscenti si sono offerti di aiutarlo, lui dice "vedremo" e non si accorda mai. Il problema è che i suoi ritmi non sono cambiati, lavora come se fosse un passatempo di bricolage, poche ore al giorno, si stanca presto, non rinuncia ai suoi telefilm preferiti e alle pennichelle. Certo l'età non è più verde, i problemi fisici non sono spariti, per questo secondo me gli aiuti non sarebbero da rifiutare. Ma guai a fargli notare queste cose: arrabbiatura assicurata!
Nel frattempo abbiamo acquistato dei lampadari che mancavano, le assi per i ripiani del sottoscala e un mobiletto per il bagno piccolo: altri scatoloni in aggiunta in mezzo ai piedi, naturalmente ora non è prioritario montare questi nuovi acquisti!
A "decorazione" ci sono i suoi attrezzi sparsi dappertutto, perchè è ben difficile che inizi e porti a termine un lavoro in una stanza, ma ne ha due o tre in ballo insieme e da un'ora all'altra mi ritrovo ferramenta e fili dove magari c'era una parvenza di ordine.

E torniamo al CAPPOTTO: finalmente il comune ha risposto, da pochi giorni, ha detto SI'! Bene, ora si fa! Troppo facile! Perchè siamo già a luglio, tra un mese ci sono le ferie, le ditte ora non fanno ordini nuovi di materiali, se non li hanno in magazzino ce li ordinano, ma... per settembre! E, qualora ci sia disponibile il materiale, le imprese di operai che devono venire a lavorare se hanno già iniziato lavori da altre parti (perchè questa è la stagione calda in cui tutti rifanno facciate e tetti) mica li sospendono per correre da noi! Siamo in attesa di sapere se tutte queste combinazioni positive si possono realizzare, altrimenti... prima di settembre-ottobre nessun lavoro si potrà iniziare! Passieremo l'estate con le persiane vecchie legate ai muri vecchi col filo di ferro e col cancello vecchio che si chiude con una catena e un lucchetto!
Ho un bel da rallegrarmi guardando in alto le mie prugne che maturano... se guardo in basso a volte mi viene un avvilimento... Ci vuol pazienza, si sistemerà tutto poco alla volta, ma è ormai la seconda estate così "sgarrupata" ed io notoriamente non sono una persona molto paziente...

Ecco la mia giungla...pardon, il mio giardino!


 
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ASTRONOMIA

Post n°1236 pubblicato il 01 Luglio 2015 da atapo
 

IL  BACIO  COSMICO

Dopo il caldo asfissiante di queste giornate è piacevole di sera salire in alto, a frescheggiare...

Così ieri sera eravamo di nuovo al Piazzale a godere stavolta di uno spettacolo astronomico per nulla frequente: il massimo della congiunzione tra i due pianeti Venere e Giove.

Avevo seguito il fenomeno nei giorni scorsi, ne ho parlato anche qui, ieri sera ho assistito al gran finale! Sarà perchè l'astronomia mi affascina da lungo tempo, ma mi era emozionante osservare a ovest questi due grossi punti luminosi, gli unici a brillare già dal tramonto e a farsi sempre più nitidi man mano che il cielo si scuriva.

Si erano avvicinati moltissimo l'uno all'altro, quasi fossero lì lì per toccarsi... e invece, scientificamente parlando, la distanza restava immensa. E sotto la città si beava nelle sue luci artificiali e pareva indifferente allo spettacolo del cielo.

Le posizioni e i movimenti dei corpi celesti, visti dalla Terra fanno sempre sognare... sento in me la loro magia e intuisco come possano aver dato origine a bellissimi miti, agli albori della storia umana: è come se il loro mistero stimolasse la fantasia e i sogni...

Immagini da eternare, per quanto mi è possibile, con la macchina fotografica...

 

Anche il David pare interessato...

 
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SULLA MONTAGNA FIORENTINA

Post n°1235 pubblicato il 29 Giugno 2015 da atapo
 

NEL  FILM

 

Arrivata la domenica, è arrivato il momento di un doveroso stacco dai lavori pressanti intorno alle necessità della nuova casa.
Stavolta, dopo le fragole e il piazzale Michelangelo, sono riuscita a trascinare il marito... tra le comparse di un film!
Tempo fa avevo ricevuto una proposta originale da quell'amica che fa un sacco di cose e conosce un mucchio di gente: servivano persone per fare le comparse in un filmino girato da un suo conoscente regista. Questo tizio ogni estate imbastisce uno spettacolo teatrale, la cui unica rappresentazione si svolge tra i monti attorno a Firenze, è un teatro MOLTO d'avanguardia, dove non sempre si capisce il senso. Per l'estate 2015 tra le parti recitate saranno inseriti dei video, uno dei quali per l'appunto veniva girato ieri e occorreva gente, anche digiunissima di recitazione, tanto ci si doveva solo muovere.
Io naturalmente avevo accettato subito, mio marito prima disse: -No, assolutamente!-
Dopo qualche giorno:-Potrei accompagnarti e stare a guardare...-
Dopo qualche altro giorno:-Ma esattamente che personaggi dovremmo essere?-
Era fatta! C'erano buone speranze di scritturarlo, ora tutto dipendeva da come si doveva agghindare, se si fosse sentito troppo pagliaccio ...addio!
Facevamo parte di un gruppo di contadini, così sono diventata la costumista per entrambi e, nonostante il caos che abbiamo in casa, ho trovato qualcosa di adatto e che ha soddisfatto anche lui, oltre che il regista.

 

 

Eccoci dunque ieri nel primo pomeriggio incolonnati tra altre auto che, guidate dalla solerte amica, risalivano la via Bolognese fino al punto stabilito tra i campi e i boschi, il "campo base" dell'impresa. Lì, sotto la strada, c'è la casetta di questo regista, una costruzione di pietra tipica della montagna, attorniata da un giardino meraviglioso, un po' campo un po' bosco, ricco di alberi, fiori colorati, una vasca-laghetto piena di pesci rossi, una stupenda gatta bianca dal pelo lungo.

 

Tutto molto selvaggio e rustico, casa e giardino. Io avevo ritrovato, tra le persone reclutate, diversi amici e amiche delle mie esperienze teatrali, così mi sentivo proprio a mio agio, a salutare tizio e caio e a scambiarci le ultime novità di vita.
Dopo aver indossato gli abiti di scena, il regista ha girato lì una prima scena in cui noi due non eravamo coinvolti, poi a piedi ci siamo avviati al set: una vallata distante circa un chilometro, con campi maturi alternati a prati e macchie boscose. Una bellissima passeggiata, prima in salita su strada asfaltata, poi attraverso i campi: il sole era caldo, ma non troppo, il vento era piacevole, il panorama bellissimo: una sfilata di monti tutto attorno nell'aria limpida. Chissà cosa pensavano i viaggiatori delle auto che incrociavamo nel vedere una fila di persone vestite in modo non certo consueto... sembravamo "L'albero degli zoccoli" in versione fiorentina!

 

 

Le riprese sono state divertenti: dovevamo passeggiare lungo il confine di un campo, poi risalire una collina in ordine sparso, infine incontrare il mago e la sua aiutante (molto "classici", vestiti come nei racconti di fate) e omaggiarli. Tra un CIAK e l'altro... ricreazione e abbiamo scovato un albero carico di ciliegie selvatiche mature: il regista ha avuto il suo daffare per richiamare all'ordine queste comparse indisciplinate e golose!
Naturalmente non abbiamo capito niente della storia, bisognerà andare a vedere lo spettacolo e la mia amica non garantisce che si riuscirà a capire nemmeno in quella sede... ma intanto ci siamo divertiti!
Il ritorno, ormai dopo le venti, era più facile: faceva più fresco e la strada adesso era in discesa! Alla casa abbiamo cenato tutti insieme nel giardino, perchè ognuno aveva portato qualcosa e tutto è stato spazzolato: il pomeriggio all'aperto e le fatiche del DURO lavoro ci avevano messo una fame! Chiacchierando tranquillamente abbiamo aspettato che si facesse notte, nel cielo la luna era con la bellissima congiunzione luminosa di Venere e Giove che brilla in queste sere... Ecco nel buio comparire le lucciole, tante lucciole, come da anni non ne vedevo, ancora di più che attorno al camper... E lo stupore emozionato di Diego, il nipotino di un'altra mia amica che era venuto con noi anche lui a fare la comparsa: le prime lucciole della sua vita!
Ci siamo congedati dopo le 22, per tornare all'auto c'era da fare un pezzo di strada al buio: macchè buio! Eravamo attorniati dalle lucciole, e la luna quasi piena diffondeva un chiarore magico che ci faceva intravedere le piante vicine e i monti attorno, più lontani...

 
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PRIMIZIE

Post n°1234 pubblicato il 24 Giugno 2015 da atapo
 

IN  ALTO

 

 

Seguo giorno dopo giorno la loro crescita, per ora si stanno comportando bene, non sono molte, ma per me sono preziose: le prugne dell'albero del mio giardino!

I primi frutti che stanno maturando...

Ma ci sono tanti uccelli in giro tra i rami, che senz'altro mi contenderanno il bottino... chissà se arriverò a mangiarne!

 
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SOLSTIZIO

Post n°1233 pubblicato il 22 Giugno 2015 da atapo
 

TRAMONTO e TORTELLINI

-Non si può lavorare di continuo! Ci dobbiamo prendere ogni tanto qualche ora di svago, andare fuori senza pensare a niente!-
Così ripeto a mio marito che si è "buttato" nei lavori di  bricolage da fare in casa e non esisterebbe altro al mondo, come è il suo stile, fino allo stremo, al mal di schiena e all'intrattabilità. Gli ho detto che almeno una volta alla settimana deve "staccare" e non per andare a rimuginare nuovi problemi nelle riunioni in parrocchia.
Così ci fu la piccola gita a cercare le fragole. Come per scegliere le vacanze, io gli propongo qualche iniziativa turistica o qualche sagra e lui sceglie. Ieri gli avevo detto che mai sarei rimasta in casa: era domenica ed era il solstizio d'estate, in qualche modo andava celebrato! Dunque nel tardo pomeriggio siamo usciti, per una meta vicina: Piazzale Michelangelo. Abbiamo fatto i turisti a casa nostra, piazzale Michelangelo è irrinunciabile per chi voglia abbracciare con uno sguardo tutta Firenze e le colline attorno, uno dei panorami più belli del mondo, dicono. E avevo saputo anche che ultimamente si è diffusa l'abitudine di andare lassù ad ammirare, fotografare ed applaudire il tramonto: ecco, l'avremmo fatto anche noi, proprio nel giorno del solstizio! Questa era l'idea romantica che spingeva me, mio marito era più attirato dal fatto che in questi giorni nel piazzale c'è una rassegna enogastronomica con cibi e vini provenienti da tutta Italia.
Infatti la numerosa folla era equamente distribuita, chi attorno ai banchetti delle golosità, chi appoggiata alla balaustra ad ammirare il panorama e il sole che si stava abbassando, anche se le nuvole non rendevano questo tramonto proprio eccezionale.

 



Veramente mi pareva ci fossero più persone alla balaustra, un campionario di gente da tutto il mondo, era difficile trovare un posto in prima fila, chi sistemava trespoli e teleobiettivi, chi si faceva selfie in tutte le pose, anche la scalinata era affollatissima, più nessun posto a sedere!

Però lo spazio è tanto, non ci si sentiva soffocare, ci stavano anche i venditori più o meno abusivi e i loro tappetini, l'indiano con le sue musiche e i suoi CD, lo stand raffinato dei super-vini dove facevano saltare i tappi a sciabolate. Un'occhiata (e qualche foto) al tramonto, un'occhiata all'umanità variopinta che stava lì attorno, seduti su una panchina... ecco due ragazzi giapponesi seduti sul marciapiedi accanto a noi: uno ha una piccola chitarra, aprono un quadernino appoggiato a terra sugli zainetti, cominciano a cantare: "Sul mare luccica, l'astro d'argento... santa Lucia...", in un buon italiano lievemente storpiato. Io immagino che siano tra quei numerosi studenti che vengono da ogni parte del mondo per studiare la nostra lingua, che tutti amano tranne noi italiani. Forse quella canzone l'hanno imparata proprio al corso, spesso si usano le canzoni per apprendere una lingua straniera. Altri passanti si fermano ad ascoltare perchè sono davvero molto gradevoli, quando poi intonano altre canzoni in giapponese ecco che attraggono molti altri loro conterranei, che si uniscono al coro e applaudono alla fine. Abbiamo anche lo spettacolino, tutto gratis!

 


Ormai è buio, le nuvole si sono dissolte e il cielo è cobalto: uno spicchio di luna è accompagnato nientemeno che dai pianeti Venere e Giove, nettamente visibili, in una congiunzione astronomica suggestiva.
Prosaicamente ci è venuta fame, tra gli stand scegliamo... quello dei tortellini emiliani, convinti dallo squisito assaggio che ci è stato offerto. In fondo, qui a Firenze ò molto difficile trovare i VERI tortellini dal sapore bolognese, per cui dopo averne fatto una scorpacciata ne acquistiamo anche per casa!
E il David dall'altro controlla tutto, pare indeciso se flirtare con la luna o scendere dal suo piedistallo ad assaggiare qualche bontà che gli cucinano sotto i piedi...
Così abbiamo dato il benvenuto all'estate 2015.


 
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AT HOME

Post n°1232 pubblicato il 18 Giugno 2015 da atapo
 

VACANZA  CASALINGA

Mi sento davvero in ferie, nonostante molte cose...
In ferie in casa mia.
Pian piano riprendo contatti con persone che da tempo non sentivo, riprendo abitudini antecedenti i due mesi abbondanti di camper, progetto  e attuo uscite tranquille in centro, ai mercati, a qualche mostra, devo abituarmi ai nuovi spazi delle stanze a disposizione e a nuove abitudini di vita legate appunto agli spazi diversi da prima.
Tutto questo molto tranquillamente, consapevole di godermi ogni istante di questa ritrovata quasi-normalità, perchè poi i muratori ritorneranno...
E mi piace aprire gli scatoloni, scoprirne il contenuto (fuori spesso avevo scritto indicazioni sommarie, spesso trovo qualcosa in più, che dopo tutto questo tempo non ricordavo) e, se possibile, mettere a posto. Qui arriva la nota dolente: sono ancora troppi i mobili da rimontare o mancanti, naturalmente tutto procede lentamente e spesso gli scatoloni aperti devono restare così, col loro contenuto dentro tra cui frugare se necessario, a ingombrare stanze e passaggi. Io vorrei anche ristrutturare e spostare varie cose, mettendo insieme per esempio oggetti che prima erano sparsi in vari armadi, ma per farlo mi occorre averli tutti, quegli armadi, per valutare meglio... Così ora la sera per addormentarmi non conto pecore, ma... riordino armadi con la fantasia: questo sarebbe meglio spostarlo qui, questo là... in attesa che un poco per giorno riesca a mettere in pratica i miei progetti. Comunque dormo benissimo: la camera che dà sul giardino garantisce il silenzio e il risveglio mattutino con gli uccellini.
Il giardino, altra nota dolente: è ancora decisamente impraticabile, io lo chiamo la pianura di Verdun del 1914, perchè è un alternarsi di buche e colline di terra, conseguenza del lavoro dei muratori. Le erbacce spadroneggiano e all'ultimo acquazzone ci si è formato pure un lago...
La sua sistemazione sarà l'atto finale, dopo tutto il resto, sono d'accordo col giardiniere che si farà in autunno, quando avrò già mangiato le belle prugne che stanno ingrossando sui rami di quell'albero che poi andrà tagliato. Sempre che non arrivino per primi gli uccelli...
Ecco le mie vacanze. E in questi giorni, lo confesso, non sento nemmeno troppo la voglia di viaggiare, mi accontento di sorridere alle foto che ogni giorno su Facebook pubblica un mio amico che se la sta godendo a Parigi...

 
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ERNEST

Post n°1231 pubblicato il 13 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: teatro

EMOZIONE  DI  UNA  FINE

 

Ernest e gli altri

 

Da Oggi Sono In Ferie!
E anche qualcosa di più!

Ieri l'altro e ieri sera ci sono state le due repliche di "L'importanza di chiamarsi Ernest", lo spettacolo finale del mio terzo anno di corso al Teatro delle Spiagge.
Mai spettacolo è stato così duro da preparare per me! Inserito in questi mesi di baraonda per il trasloco, più volte mi ero chiesta: "ma chi me l'ha fatto fare", poi ero già troppo "compromessa", avrei messo in crisi il lavoro di tutti, allora ho stretto i denti e sono andata avanti, studiando certe volte in condizioni quasi impossibili, fino a questi ultimi giorni in cui mi sono imposta di non vedere le montagne di scatoloni in attesa nelle stanze ( che aspettino ancora, dopo due mesi, tanto non si lamentano...) e prendendomi il tempo adeguato per completare la memoria della mia parte e concentrarmi sulla messa in scena.
La regista è stata esigentissima, sempre incontentabile, in ogni battuta, sguardo, movimento, cercava il pelo nell'uovo, voleva che diventassimo davvero Inglesi di inizio '900, che entrassimo nella mente di Oscar Wilde per scoprire cosa sta sotto ogni parola: lavoro affascinante, ma terribilmente faticoso!
Anche i costumi erano dell'epoca, il costumista si è fatto in quattro per creare l' abbigliamento giusto con ciò che hanno in teatro: noi donne strette in bustini e gonnelloni, col lato B rigonfio e in testa cappelli impegnativi, un po' troppo impegnativi anche per me che pure amo moltissimo i cappelli! Confesso che dentro quegli abiti abbiamo davvero SOFFERTO e sudato e compatito le donne dell'epoca! E neanche i signori uomini si sentivano molto comodi nei loro abiti!
Il mio personaggio era Lady Bracknell, la zia ricca e anzianotta che ostacola il matrimonio della figlia e ha un debole per il nipote scapestrato: donna rigida, ligia alle convenzioni e un po' fuori di testa, facile a scandalizzarsi per quei giovani moderni dalle strane idee. Su incitamento della regista sono diventata dura, durissima, sarcastica, inflessibile, quasi cattiva: all'inizio mi era faticoso, alla fine mi veniva naturale, soprattutto da quando la fatica che facevo a stare in scena con addosso quello scomodo abbigliamento mi metteva in un disagio tale che lo buttavo fuori trasformandolo in forza e grinta per il mio personaggio!
I compagni di lavoro erano tutti molto scrupolosi e impegnati, ben diversi da certe persone con cui ho avuto a che fare negli altri gruppi amatoriali e questo è davvero un grande aiuto per avere un buon risultato... che infatti è arrivato: i nostri spettatori sono stati molto soddisfatti ed anche noi lo siamo stati, ognuno ha dato veramente il meglio di sè.
Nel pomeriggio di ieri, la telefonata del costumista per chiarire un dettaglio si è conclusa con queste sue parole: "Ora che è finita, però non ci perdiamo!"
In quel momento ho avuto chiaro qualcosa a cui, in tutto il caos precedente, non avevo ancora pensato: SONO ALLA FINE!
Ernest (come noi chiamiamo il nostro lavoro) è il momento conclusivo di questo mio cammino durato tre anni, cominciato un po' per sfida con me stessa, continuato dopo periodici ripensamenti... e ora sono felice di averlo fatto! Ho imparato tecniche, ho conosciuto testi, ma non solo, soprattutto ho incontrato persone, belle persone, dagli attori-insegnanti che amano profondamente questo lavoro dai tempi e dai modi così  strambi e fuori dalla normalità, ai compagni, persone di tutti i tipi e tutte le età, con storie così diverse, coi loro problemi, illusioni e delusioni, ma con tanta energia e voglia di mettersi in gioco, nel gioco del teatro. E conoscere persone nuove è una delle esperienze più belle della vita.
La replica di ieri sera, l'ultima, ha avuto in più per me, per noi, anche questa atmosfera emozionata di un saluto finale tra di noi che non vorrebbe essere un addio... Ci siamo scambiati mail, numeri telefonici, qualcuno si incontra su Facebook, ma chissà che faremo domani! Quasi tutti sono interessati al gruppo della mia amica regista, che vuole rinnovare un po' i suoi attori, io li sto mettendo in contatto, chissà che l'anno prossimo non ci ritroviamo...
Ieri sera la mia emozione più forte non sono stati gli applausi, i complimenti, gli abbracci, ma quel foglio che mi è stato consegnato solennemente e che ho guardato e riguardato a notte fonda appena rientrata a casa distrutta dalla stanchezza: il diploma! "...ha partecipato al TERZO ANNO di corso...":

ora sono davvero un'attrice!

 
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CALDO !!!

Post n°1230 pubblicato il 08 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: viaggi

IL  POSTO  DELLE  FRAGOLE

 

Non ci sono più le fragole di una volta!
Quelle che si comprano oggi al supermercato o anche dai fruttivendoli non sanno di nulla, nè profumo nè sapore.
"La ballata delle fragole": questo strano titolo su un manifesto aveva attirato la mia attenzione, era la locandina di una sagra a Sant'Agata di Scarperia, un piccolo paese nel Mugello.
-Chissà se nelle sagre si possono ancora mangiare delle VERE fragole?- mi chiedevo.
Ieri in tarda mattinata il caldo si era fatto insopportabile a Firenze: 34°! Mio marito era distrutto dal caldo e dalle fatiche di questi giorni, io idem, gli ho detto: -Chi ce lo fa fare di lavorare per la casa anche oggi? Gli scatoloni possono aspettare, mica abbiamo delle scadenze! Perchè non andiamo a fae un giro nel Mugello, ad assaggiare le fragole?-
Così siamo arrivati lassù: solo 31°, ma una bella arietta, sembrava quasi fresco...
L'unico locale del paese, emporio e piccola trattoria in un antico palazzotto dalle stanze ombreggiate e fresche, un bel piatto di tortelli di patate al ragù,
nell'angolo della stanza un cimelio ci ha incuriosito: un vecchio juke box, di quelli della nostra gioventù, completo di dischi in vinile con molte canzoni portatrici dei nostri ricordi di una vita lontanissima...
Funzionerà?
-Certo- ci ha detto il suo padrone, un signore poco più anziano di noi, accanito collezionista di dischi in vinile e apparecchi dell'epoca: di juke box ne ha tre.
Così ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione su quei tempi, i nostri beniamini, le nostre preferenze, gli autografi che anch'io, come lui, possiedo di alcuni di loro. Poi abbiamo parlato di viaggi, di percorsi locali poco conosciuti, le famose "vie" del trekking, la "via degli Dei" che collega Firenze a Bologna in cinque tappe attraverso l'Appennino... Ah! Se avessi le gambe buone!

Ci ha informato che la sagra della fragola offre frutti a chilometri zero, perchè attorno a Sant'Agata si coltivano le fragole, non molte, ma sufficienti a rifornire qualche mercato locale.
Quando ci siamo salutati, siamo andati finalmente ad assaggiare le famose fragole: buone, davvero buone! Finalmente il sapore autentico! E ne abbiamo comperate alcune vaschette da portare a casa, naturalmente. Ma bisognerà salire fin lassù per ritrovarne...
Fine della gita, mio marito era già affaticato anche per la passeggiata. Arrivati con l'auto in vista di Firenze, il termometro segnava 36°...

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA. FINE

Post n°1229 pubblicato il 05 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

TRASLOCO e TRASLOCHINO

 

 

Dunque il 30 maggio vennero puntuali di prima mattina: quattro furgoni e un nuovo tsunami ci hanno vomitato al nuovo indirizzo tutto ciò che era rimasto per due mesi esatti in magazzino!
Tutta la casa è stata riempita: le assi e i pezzi di mobili da ricomporre, le circa 300 scatole con TUTTO hanno occupato ogni cm di spazio disponibile, lasciando solo stretti corridoi di passaggio.

Il 31, domenica, niente operai, il primo giugno qualcuno è tornato per i montaggi.

Nel frattempo noi, ispezionando, abbiamo scoperto che tutti i mobili ereditati da mia mamma hanno i tarli e occorre fare in fretta il trattamento per non ritrovarli in briciole: QUINDI NON SI POSSONO ANCORA MONTARE E SISTEMARE (in pratica una stanza completa).

Mio marito vuole montarsi da sè lo studio, per cambiare le viti e... meglio di lui chi lo sa fare... QUINDI LE MONTAGNE DI LIBRI DELLO STUDIO DEVONO RESTARE INSCATOLATI.

Il marmo che gli operai hanno rotto non è ancora arrivato e senza marmo l'unico mobile del bagno che abbiamo finora NON SI PUO' MONTARE E TUTTO CIO' CHE RIGUARDA LA TOILETTE RESTA NELLE SCATOLE APERTE SUL PAVIMENTO.

Nel sottoscala non ci sono gli scaffali (ancora da comprare) quindi ALTRE SCATOLE  APERTE E LASCIATE sul pavimento.

In sala doveva esserci un mobile nuovo, ma la ditta è fallita così addio mobile e tutto ciò che doveva finire in quel mobile...indovina? ALTRE SCATOLE che non si possono eliminare!!!

E i mobili rimontati, dopo due mesi di magazzino, hanno polvere dappertutto...
Il 2 giugno però abbiamo preso l'eroica decisione di abbandonare il camper, DOPO 66 GIORNI!!!
Ed ecco quello che ho battezzato IL TRASLOCHINO: alle scatole si sono aggiunti i sacchi e le borse con tutto ciò che avevamo portato e usato nel camper e che... dobbiamo continuare ad usare, finchè non ritroviamo e sistemiamo man mano ciò che sta nelle scatole.
Facciamo slalom tra colonne di scatoloni, aprendo, spostando, cercando. Le giornate sono troppo corte per tutto ciò che è da fare, da scegliere ancora, da comprare... ci sarà ancora qualche giorno di tregua (se si può chiamare così), poi tornerà l'elettricista, poi altri... per continuare ciò che è rimasto in sospeso.
Per esempio non abbiamo ancora le persiane nuove, quelle vecchie sono state sistemate alla meglio sui telai dei vetri, ma non si chiudono completamente e all'alba la luce entra impietosa in camera da letto, nonostante i rami del leccio lì davanti tentino di farci dormire ancora un po'...
Ma almeno il tetto sulla testa c'è. Se cancello con la fantasia le scatole dalla mia mente posso dire che la nuova casa mi piace proprio, come la stiamo sistemando...
Continuerò a raccontarvela con più calma.

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 12

Post n°1228 pubblicato il 28 Maggio 2015 da atapo
 

IL  30  !!!

 

 

Ieri pomeriggio nella strada di fronte alla casa nuova abbiamo visto un cartello del Comune: "divieto di sosta per il 30 maggio, causa operazioni di trasloco richiesto dalla ditta bla...bla..."

Ecco, tutto per noi!
Il 30 è sicuro! Ci riporteranno i mobili e tutto il resto!

Quanto a rientrare in casa noi... sarà da vedere la situazione, può darsi che ci vorranno alcuni giorni per trovare ed aprire gli scatoloni che ci consentano di sopravvivere...ma cercheremo di fare velocemente.
Però non sarà finita: l'interno è abitabile, ma l'esterno è ancora tutto da fare quindi in pratica abiteremo dentro ad un cantiere che proseguirà per alcuni mesi.
In questi giorni non abbiamo fatto altro che sgomberare i residui lasciati da tutti coloro che hanno lavorato finora e pulire... pulire, in modo che le stanze siano "accoglienti" e continueremo anche oggi pomeriggio e tutto domani.
Non so quando tornerò ad avere un po' di tempo (e forse anche il collegamento) per tornare a scrivere qui, sperando di scrivere buone notizie, anzi OTTIME, finalmente, da CASA MIA !!!

 
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IN CAMPER, GIORNO 57

Post n°1227 pubblicato il 23 Maggio 2015 da atapo
 

IL  30  ?

Da diversi giorni l'attività si è fatta frenetica, mio marito dal mattino presto è sempre presente alla casa nuova per incontrare tizio o caio, per verificare questo e quello, per FARE anche ciò che ha deciso di fare da solo. Se non sta lì è in giro per documenti vari o ricerche di materiali, e alla casa nuova ci facevo un salto io qualche volta, visto che non c'era nemmeno il portone, in restauro...
Il Comune ancora tace sul famigerato CAPPOTTO, in fondo la legge gli concede due mesi dalla delibera ed anche proroghe, potrebbe prendersela comoda fino alla fine di giugno... però intanto tutto ciò che si poteva fare all'interno è stato fatto, pur con intoppi, rallentamenti e burocrazie assurde.
Le pareti sono state dipinte e sono soddisfatta dei colori scelti,
pavimenti e mattonelle sono a posto,
il portone restaurato c'è,
le finestre (solo i vetri) sono state montate,
il telefono (con internet) è arrivato,
Il contatore dell'acqua è stato sistemato al posto giusto,
il gas è stato infine attivato, dopo ben quattro tentativi di definire il contratto, con peripezie allucinanti durate alcuni mesi tra call center, sito malfunzionante e disguidi vari,
hanno pure montato la cucina nuova, scoprendo che alcune misure sono sbagliate e che quindi un mobiletto sarà da rifare, ma dopo tutto ciò che stiamo passando questo imprevisto non ci ha sconvolto per niente...
Insomma, a questo punto abbiamo deciso di concordare con la ditta traslochi che tiene in magazzino le nostre cose UNA DATA per farci riportare tutto...
Ah, dimenticavo: dalla ditta ci hanno telefonato per avvertirci che, causa un tizio che ha il cognome molto simile al nostro (solo una lettera differente) e che voleva un certo suo scatolone, sono andati a spostare delle nostre cose. Subito si sono accorti dell' errore, ma intanto nel movimentare hanno rotto il marmo del nostro mobile del bagno, così ce lo rifaranno nuovo. In realtà il nostro nuovo non era, aveva qualche piccola scheggiatura,forse ci guadagneremo... Speriamo che tutto il resto sia a posto.

Torniamo alla fatidica data richiesta: sarà il 30 maggio! Ma attenzione: si è dovuto chiedere molto in anticipo al Comune per quella data il permesso per l'occupazione della strada, che è parecchio stretta, e finora il Comune non ha risposto...

"Nessuna nuova, buona nuova" ci dicono alla ditta: quando avevamo richiesto una data precedente quasi subito ci era stata negata perchè proprio in quel giorno dal Comune (dopo mesi di attesa!) era stato messo il lavoro per il nostro contatore dell'acqua... però finchè non arriva la risposta del tutto tranquilla non sono.
Adesso mi sento in una fase nuova, dopo che ero riuscita con grande difficoltà ad avvicinarmi ad una calma forse rassegnazione, cercando di pensare il meno possibile e di arrivare rapidamente alla sera di ogni giornata: ora sono di nuovo tesa, agitata, passo dall'adagiarmi su questo 30 maggio al non volermi illudere, penso che non sarà facile nemmeno la fase di rientro, che c'è ancora tanto in sospeso, che io sono proprio molto stanca e che non sarà affatto finita...

colori in camera da letto...

...e nella "mia" stanza, quella dove staranno i mobili della mia famiglia d'origine.

 
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IN CAMPER, GIORNO 54

Post n°1226 pubblicato il 20 Maggio 2015 da atapo
 

GLI  INQUILINI

 

 

Dopo quasi due mesi che "abito" in questo cortile-parcheggio condominiale ho identificato abbastanza i miei "vicini di casa" e con l'aiuto della fantasia mi sono fatta qualche idea... Sul portone del palazzo ci sono 14 campanelli, quindi dovrebbero abitarci 14 famiglie o qualcosa del genere...
Parecchi però sono INVISIBILI: conosco solo le loro auto, vicine al mio camper. Ogni mattina, fra le 7 e le 8, con portiere che sbattono e rombi di motore, questi partono per il lavoro (svegliandomi), il parcheggio si svuota fino alla sera quando pian piano si riempie di nuovo, qualcuno esce in fretta dalle auto, spesso carico di pacchetti o borse del PC, sparisce rapidamente nel portone e... buonanotte! Nei fine settimana ho notato che non è molto diverso: invece che al lavoro andranno più o meno a passare le giornate in gita o... dai suoceri!

Qualcuno però si fa vedere un po' più spesso, anzi sentire: ci sono alcuni bambini piccoli nel palazzo che a volte scendono nel cortile insieme alle mamme. Uno, in età da scuola materna, si vede con la sua mamma nel cortile o che parte in auto negli orari più svariati: perchè non è a scuola? Mi chiedo.
Il suo babbo ha un aspetto un po' da boss, la sua mamma è una biondina slavata, io immagino che sia una di quelle donne dell'est europeo che certi maschietti nostrani vanno a cercare per assicurarsi la buona mogliettina tutta casa e famiglia che in Italia non si trova più... Magari è solo la mia fantasia, però l'impressione è quella.
Ci sono altri due fratellini, di circa due e quattro anni: scendono in cortile ognuno col suo triciclo. Immagino la mamma con figli e tricicli dentro l'ascensore... Non passano cinque minuti di vocìo e richiami materni che ecco... il più piccolo piange, strilla.. e continua a strillare ogni due secondi come se qualcuno lo scannasse. L'urlatore, lo chiamo io, perchè piange e urla  spessissimo e a lungo anche quando è in casa, lo si sente e lo si riconosce. Non so il perchè e non mi interessa: non credo che nessuno lo stia torturando, ci sono bambini fatti così. La sua mamma ha lo sguardo stanco e rassegnato di chi gestisce giorno e notte due marmocchi piccoli, di cui uno così esasperante (a volte ha quello sguardo anche mia figlia...)

Qualche adolescente abita nel condominio, si sente schiamazzare dalle finestre aperte nel primo pomeriggio dopo che è tornato da scuola e si è infilato a razzo, affamato, nel portone d'ingresso. Poi sparisce: studia? Passa le ore al computer? Chissà!

C'è un giovane uomo silenziosissimo e un po' misterioso che ho intravisto un giorno su un terrazzo, un altro giorno ad armeggiare col portatile seduto sulle seggioline, di solito regno dei  vecchietti, accanto al mio camper, la terza ed ultima volta a tagliare l'erba nel prato che sta fra il camper e il bosco.

E passiamo ai veri SOVRANI di questo condominio: gli anziani che fanno salotto accanto al camper. Nelle belle giornate accolgono su quelle poltroncine anche i loro amici che vengono da altre case: insomma immagino che di bocca in bocca ormai saremo famosi in tutto il quartiere... C'è una coppia che sta poco seduta, ma è sempre di corsa: escono, vanno, tornano con i pacchetti, sempre a piedi: lui lungo lungo e un po' curvo per l'età, lei rotondetta e piccina deve fare tre passi per ognuno di quelli del marito, se vuole stargli accanto. 
Invece un'altra coppia va poco lontano, preferiscono di gran lunga lo spazio protettivo del cortile e gironzolano o passano ore seduti a far nulla e a chiacchierare. Lei scende anche al mattino presto in pigiama con la tazza del caffè tra le mani se c'è in giro qualcosa di interessante, per esempio quando veniva sistemata una tettoia, oppure in tuta e scarpe da trekking che sembra debba salire su monte Morello, invece il suo lungo tragitto è dal portone di casa alla poltroncina in cui siede, non mette nemmeno piede sul prato o nel bosco. Il marito, che io chiamo "l'uomo senza collo" perchè non ho mai visto uno così tozzo e sgraziato che pare un grosso orso, come sua moglie è votato alle chiacchiere e allo stare a guardare e commentare tutto ciò che succede: chi lavora ogni tanto a quella famosa tettoia è continuamente sotto l'occhio indagatore di questi ed altri loro amici e deve sorbirsi commenti e consigli. C'è un altro vecchietto particolare: ha uno sguardo quasi folle ed è sempre a brontolare per qualcosa, ti guarda come se gli avessi fatto un'offesa e stesse per tirarti un cazzotto, all'inizio mi faceva un po' paura, ma dicono che in fondo è innocuo, solo un rompiscatole... speriamo!

Il fratello della nostra benefattrice è pure lui uno strano personaggio: porta sempre il borsello a tracolla anche quando siede per ore sulle poltroncine con gli altri, porta sempre gli occhiali con le lenti oscurate montate sopra le altre e tenute sollevate e orizzontali: pare viaggi col radar! Ma la cosa più singolare è che... è un grande chiacchierone! I suoi tentativi di attaccar bottone con tutti, su qualsiasi argomento, in ogni momento, sono ossessivi: se riesce a bloccarti a liberarsi ce ne vuole! Lui ha le chiavi del garage, che a quanto pare condivide con la sorella, quindi entra quando vuole e spesso me lo sono visto arrivare a prendere qualcosa mentre ero al pc: naturalmente ha allungato gli occhi e ne ha approfittato per raccontarmi che andò in pensione anche perchè non aveva voglia di imparare queste nuove diavolerie, però adesso... gli piacerebbe... A me un po' preoccupa questo fatto che possa entrare così all'improvviso nel garage, visto che noi lì facciamo anche la doccia... d'altra parte è casa sua... Il fatto che sia tanto chiacchierone mi ha fatto pensare che sembra quasi una donna... e allora ho riso quando finalmente ho visto sua moglie: è tutta il contrario di lui, nell'aspetto fisico di femminile ha proprio poco, ho dovuto guardarla bene per scoprire un piccolo accenno di femminilità, veste in modo molto maschile, anche la voce pare di un uomo. Lei non scende mai nel "salotto" condominiale... Insomma, una coppia che pare... invertita. In ogni caso è molto particolare! 

E, dulcis in fundo, vi presento la nostra benefattrice. Come ho già accennato, ha qualche anno più di noi, è una "signorina" molto devota e religiosa,è una delle nostre conoscenze parrocchiali. Altissima, ha i capelli castani quasi rossi che porta lisci a media lunghezza, sempre con la stessa pettinatura e mai con un capello fuori posto: il suo essere ordinatissima (ne ho già parlato...) si rivela anche nei capelli. Solo una volta, in tutti questi anni, l'abbiamo vista con un po' di riccioli e un ciuffo sbarazzino,allora io e mio marito commentammo tra noi: - Che abbia finalmente trovato un uomo? Che sia innamorata?- Ma durò pochissimo. Lei dice che non ha trovato nessuno che l'abbia fatta innamorare, ma a noi pare sia un po' difficile di gusti e un po' rigida. Ora si dedica ad associazioni di beneficenza, è crocerossina, in parrocchia collabora all'amministrazione e ha vari impegni simili. In questi due mesi è partita più volte per qualche giorno: vacanza, diceva. Sì, dalle suore di un paese vicino dove dice di trovarsi tanto bene, poi in pellegrinaggio a Loreto... Quando torna monopolizza la lavatrice per giorni, ci ha spiegato che lava tutto ciò che ha tenuto in valigia anche se non l'ha usato. Abbiamo scoperto inoltre che uno dei suoi impegni è quello di lavare e stirare tovaglie, paramenti e tuniche della nostra parrocchia e non so di chi altri... Ecco perchè possiede una lavatrice enorme e così spesso in funzione! Se ci aggiungiamo i giorni di pioggia in cui il bucato non si asciuga... i tempi e i modi per lavare le nostre quattro cose che usiamo in camper diventano un complicato gioco di incastri!
Ma in fondo dobbiamo solo esserle grati per questa sua disponibilità, che ci alleggerisce non poco questo periodo così difficile e scomodo!
Così vi ho presentato un poco il teatrino di questo condominio: a volte simpatico, a volte opprimente,

senz'altro una parentesi nella mia vita che, in tutta sincerità, spero proprio di chiudere al più presto!

 
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