Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GIUGNO


Primo giorno d'estate

Il camioncino dei gelati
(la campanella allegra)
passa tra gli alberati
viali residenziali.
I bambini,
che .giocano nel prato a perdifiato,
smettono e gli vanno incontro:
i nichelini in mano.
...

Una cicala urla
nell'ora meridiana:
è la prima di un'estate
di tenere piogge,
che pareva una burla.
E' scoppiata e si sente
l'avvenuto momento
da come il cielo vibra
sull'erba radente.
Ogni cosa, nella luce,
ha la trasparenza dell'aria.

(A. Barolini)

 
 

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"Una bambina
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Annie Ernaux

"IL POSTO"

ripercorrere
la vita e il rapporto
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ESAMI

Post n°1445 pubblicato il 21 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: memoria

OGGI e ... L'ALTRO IERI




Volevo scrivere di un altro argomento, ma oggi questo si impone e ciò che avevo in mente lo rimanderò ad altro momento.
Oggi iniziano gli esami di maturità, da vari anni non mi sentivo coinvolta, leggevo i titoli dei temi per curiosità e passavo ad altro, Ricordo una bellissima poesia di Quasimodo da commentare l'anno in cui sostenne l'esame mia nipote, alla quale avevo suggerito qualcosa per la sua tesina sugli Impressionisti...
Ecco, quest'anno è un po' così, perchè oggi comincia la prova quella mia ex-alunna originaria dello SriLanka che dall'autunno scorso viene a fare conversazione di francese con me. Conversazione in lingua sugli argomenti più disparati, ho già raccontato qui dell'idea di prendere in prestito dall'Istituto Francese i film in versione originale con sottotitoli in francese: ne abbiamo visti un certo numero, poi ad ogni film lei mi faceva il riassunto, mi presentava i personaggi, le tematiche dei film servivano ad ampliare i discorsi, a discutere opinioni, a cercare altre informazioni su internet.
E' una ragazza curiosa, interessata, spero di averle aumentato l'interesse ad approfondire, a ricercare, a collegare... cosa che nelle ore scolastiche mi pare facessero poco. Qualche giorno fa mi ha mandato i voti di ammissione all'esame: ha la media dell'8,25 e mi pare buona, ieri sera le ho inviato per SMS gli auguri scaramantici a cui lei ha risposto stamattina prestissimo, immagino prima di uscire per la grande prova. Se tutto va liscio l'anno prossimo frequenterà l'università in Inghilterra: viene da una famiglia modesta, ma che considera la cultura della massima importanza e per questo fa ogni sacrificio.

Come mi accade in queste situazioni ripenso al mio esame di maturità... nel 1969.
Era stato appena riformato e semplificato, noi avremmo fatto da cavie. Due prove scritte: italiano e una seconda che per noi fu matematica (All'istituto magistrale?! Mah!). Quattro materie decise dal ministero per l'orale: italiano, storia, filosofia, scienze; una l'avremmo scelta noi e l'altra veniva indicata per ognuno il giorno dell'orale dalla commissione che era tutta complosta di prof esterni, tranne uno della classe. Io naturalmente avevo deciso di portare italiano che era il mio forte, era quasi sicura che non mi avrebbero dato storia, troppo simile, pregavo ardentemente per scienze, dato che filosofia la odiavo e ci avevo sempre capito poco (grazie alla "sublime" insegnante). Mi andò bene, ebbi scienze. Lo scritto di italiano mi sembrò interessante, non ricordo il titolo esatto, scelsi un tema sulla condizione e le aspettative dei giovani, quanto mai di attualità in quell'anno successivo al '68, periodo turbolento in cui i giovani erano di attualità.
Ho ritrovato tempo fa fra documenti del passato un articolo di giornale che presentava il lavoro della mia commissione d'esame: perchè fui cavia due volte, il presidente volle fare all'orale gli esami di gruppo, entravamo tutti insieme i candidati del giorno e la conversazione era unica, si era chiamati a intervenire qua e là, non solo ad esporre del nostro. Un esame che durava tutta la mattina, un po' sfiancante, ma forse meno ansiogeno del trovarsi soli a tu per tu con la commissione.
Beh, io avevo dimenticato questo particolare organizzativo, quel ritaglio di giornale mi ha rinnovato la memoria, ma se dovessi raccontare come andò, cosa mi fu chiesto... buio totale! Ho rimosso quasi tutto.
Forse perchè quell'esame capitò in un momento molto difficile della mia vita: mio padre era ricoverato in ospedale, si andava aggravando e le speranze di guarigione si affievolivano. 
La mia mamma era quasi sempre da lui, io a casa col mio fratellino di 11 anni in quell'estate terribile (gli esami cominciavano allora il primo luglio e la prova orale per me fu dopo il 20, credo 21 o 23). Avevo studiato molto, ma c'erano gli impegni di casa, da andare a trovare papà per dare il cambio alla mamma (ricordo che studiavo anche in bus perchè l'ospedale era dall'altra parte della città), ogni giorno aumentava la preoccupazione per il futuro che si presentava molto tetro. Io che avrei voluto continuare a studiare avevo il forte timore di non potermelo permettere... E il giorno dopo l'esame orale il mio impegno al capezzale di papà aumentò, ora che non dovevo più prepararmi.
Ecco a cosa è fortemente legato il ricordo, vago, della mia maturità ... scolastica.
Perchè io mi sono sempre detta che il mio VERO esame di maturità cominciò un mese dopo, quando mio padre morì.

 
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PROVA

Post n°1444 pubblicato il 20 Giugno 2017 da atapo
Foto di atapo

E' un post di prova, per vedere cosa sta combinando oggi Libero: 

ogni giorno una novità
e sempre peggio...


 
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PRIMA GITA

Post n°1443 pubblicato il 16 Giugno 2017 da atapo
 

RITORNO  AL  CASTELLO

 

Parma. il castello di Torrechiara

Dicevo di aver voglia di vacanza…
Ho cominciato con l'organizzare qualcosa, anche se piccolo, un giorno solo di “fuga”
Un'amica di Bologna voleva acquistare alcuni piatti dell'eredità dei miei suoceri… ci dicevamo che prima o poi ci saremmo incontrate, intanto glieli avevo messi da parte.
Lo stesso per la mia amica che lavora al castello vicino Parma. Ora quest'ultima si è rotta una gamba: faccenda spiacevole, ma questo mese in cui non lavora ed è a riposo ha giocato a favore di un incontro a tre, con allegata consegna di stoviglie vintage.
Così ieri mattina sono partita di buon'ora con le stoviglie ben imballate nel carrello della spesa e ho preso il treno per Bologna: per fortuna non erano troppo pesanti, ma fragili sì e trattavo questo prezioso bagaglio con i guanti. Del resto mi bastava che arrivassero indenni a Bologna, dopo le abbiamo messe nel bagagliaio dell'auto dell'amica bolognese e siamo partite per le colline di Parma. Altre due ore di viaggio, senza navigatore, ma avevo stampato la carta di Google con le indicazioni stradali e mi sono ritrovata a fare io da navigatore, come quando andavamo in camper con mio marito: la sorte ci ha assistito e non abbiamo sbagliato strada nemmeno una volta.

Dopo un caldo soffocante a Bologna e lungo la strada, speravo che almeno sulla collina del castello ci sarebbe stata tregua e una temperatura più sopportabile. Macche! Caldo atroce anche lassù! Facendo corrente con varie finestre aperte, nonostante i muri spessi, si migliorava di poco. Impensabile anche soffermarsi nel bel camminamento sulle mura dove la nostra amica castellana coltiva nei vasi i fiori e le piante aromatiche: tanto profumo, ma anche un sole implacabile.
Comunque l'incontro di tre amiche che da tanto non si rivedono fa dimenticare ogni disagio e così abbiamo passato qualche ora piacevole a raccontarci di tutto e di più… di vita… di lavoro… di mariti, figli e nipoti…
Ne sentivo la necessità di un tempo così, ora che non si organizzano più le giornate tra “le dame della Montagnola”: sono i cambiamenti e le trasformazioni delle vite di tutti, allora è una gioia se si riesce a rinnovare in modi diversi le occasioni di stare insieme.
Io e l'amica castellana ci conosciamo ormai bene, con l'amica bolognese finora avevo avuto meno occasioni di rapporti e confidenze: ieri, in quattro ore di viaggio insieme fra andata e ritorno, direi che abbiamo recuperato. Anche lei è stata insegnante, ora è in pensione da due anni, anche lei ha lavorato in scuole e situazioni di frontiera, come è stato per me.

Non sapevo esattamente quanti anni avesse, ho scoperto che ha solo due anni meno di me, aveva frequentato a Bologna il mio stesso Istituto Magistrale e, senza conoscerci, per due anni vi abbiamo “coabitato”, io fra le più grandi, lei nelle classi inferiori. Era attorno al 1968, l'inizio del periodo “caldo” della contestazione a cui per diversi mesi partecipai anch'io, abbiamo ricordato nomi dei compagni più attivi e qualcuno lo conoscevamo entrambe: ieri sera tornata a casa sono andata a ricercarne tracce in internet… ho ritrovato vecchie foto che mi ricordavano la mia adolescenza contestatrice, ho identificato anche qualcuno che conoscevo, che era in classe con me… Chissà come sono ora, cosa gli ha riservato la vita?
Avevo una leggerissima nostalgia, quella che viene quando ci si immerge nei ricordi della propria gioventù e si sente che appartiene ad un periodo lontanissimo...


 
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ALLUVIONE IN SCENA

Post n°1442 pubblicato il 14 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: teatro

CALDA  REPLICA

Lo spettacolo sull'alluvione a Firenze in cui ho recitato nel novembre 2016 è stato messo nel cartellone estivo del nostro quartiere.

Si tratta di una serie di rappresentazioni (teatro, musica, danza) che da alcuni anni il quartiere offre gratuitamente ai cittadini una sera alla settimana, all'aperto, nel giardino di una villa.
C'è di che esserne fieri!
Però non era possibile replicare il nostro spettacolo esattamente come l'originale, c'è una bella differenza tra l'essere su un palcoscenico, con le quinte e gli spazi per gli oggetti di scena, e l'essere in un piccolo spiazzo alla base di una piccola scalinata. Allora la nostra regista ha trasformato le parti narrative in letture sceniche, mantenendo uguali le parti dell'inizio e della fine, in cui c'erano scene corali. Nell'ultimo mese ci siamo allenati per questa nuova versione, all'uso del leggìo, dei microfoni, dei nuovi spostamenti necessari. Anche se non c'era più il problema della memoria del testo, bastava leggere ciò che comunque tutti ricordavamo ancora abbastanza bene, era necessario allenare la memoria dei nuovi gesti e delle nuove posizioni.

 


E ieri sera siamo andati in scena. Ieri, giorno torrido come tutti questi ultimi precedenti, alle 19, quando ci siamo ritrovati alla villa per la prova tecnica prima dello spettacolo, il sole era ancora alto, caldissimo e di fronte ai nostri occhi, per cui noi ci scioglievamo quasi accecati...
A tratti arrivava il vento che, se mitigava un po' l'arsura, faceva però volare via i fogli dai leggii: abbiamo dovuto correre alla ricerca di mollette da bucato e imparare a staccare, voltare e riattaccare i fogli senza perderne nessuno, con abilità e indifferenza.
Alle 21.15 tutto è cominciato con i saluti delle autorità, finalmente il sole era tramontato, avevamo risolto il problema del vento... e tutto è filato liscio, con divertimento nostro e pare anche del pubblico, visti gli applausi alla fine e i complimenti dopo. Bene, così siamo abbastanza tranquilli che il quartiere sovvenzionerà il gruppo di teatro anche per l'anno prossimo... l'abbiamo fatto anche per questo, naturalmente!
Io ero solo preoccupata... dei fili! Sì, i fili dei microfoni e delle varie apparecchiature sonore che correvano sul pavimento, non come sul palcoscenico del teatro che è tutto sgombro: lì avevo paura di inciampare e di combinare qualche disastro! Per fortuna ho evitato questa figuraccia...
E ora vacanza dal teatro. Durante l'estate la regista di questo gruppo dovrebbe farci avere il nuovo copione, la regista degli "Spostati" ci ha già detto che vuole riprendere uno spettacolo degli anni passati, dove però io avrò una parte diversa... ma ci sarà tempo per pensarci.
Ora ho voglia di fare altro... più vacanziero!

Le foto che vedete sono state scattate da un amico fotografo, P.B., le ho copiate-incollate da Facebook, fra un po' spariranno...

 
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ERBA

Post n°1441 pubblicato il 12 Giugno 2017 da atapo
 

PRIMO TAGLIO

L'erba è già da tagliare. Non è che sia cresciuta proprio perfetta, da qualche parte è folta, in altri punti molto rada, comunque come primo esperimento bisogna accontentarsi.

Insieme all'erba sono cresciute le piante infestanti, andavano tolte via via, ma, si sa, LUI ha sempre altro di più importante... Comunque spero che il tagliaerba faccia il suo dovere spietato anche con quelle e, almeno per adesso, le tenga sotto controllo...

La lavanda ha dei fiori bellissimi e attira tutto un via vai di api e insetti, verrebbe voglia di mettere un'arnia per fare il miele di lavanda... Sogni!

Anche la yucca ereditata da mio figlio è rigogliosa, gli alberini nuovi sembrano tranquilli, con qualche fogliolina appena spuntata, così come i cespugli di spirea e di nandina. Invece i cespugli di corbezzolo e le piccole cicas mi pare stentino un po' ad ambientarsi, continuano ad avere delle foglie gialle.

Libero ha chiuso la possibilità di mettere foto negli album, qui provo a metterne una del giardino attuale, facendo un giro tortuoso per farla arrivare...

 


E se si confronta col giardino del marzo 2016... la differenza si vede!


 
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BUON APPETITO

Post n°1440 pubblicato il 07 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

RISTORANTE

Al Merlo Ingordo



 

Quando l'anno scorso la vicina di casa decise di trasformare il suo giardino-giungla in un giardino serio ed eliminò un mucchio di piante e di fiori, ci regalò tre piantine di lamponi, un po' malandate, ma lei diceva che erano ancora vive. Non so perché proprio quelle, con tante che buttava via e che magari avrebbero un po' riempito il nostro giardino-deserto, comunque “a caval donato non si guarda in bocca” e le trasferimmo da noi al di qua della rete, a pochi metri di distanza da dove si trovavano prima. Ai primi tepori sono nate nuove foglie ed ora i frutti stanno maturando.

A me i lamponi piacciono moltissimo… sognavo di mangiarli così, appena raccolti, oppure affogati nello yogurt bianco o nel gelato di vaniglia. Maturano pian piano, non se ne possono raccogliere molti tutti insieme.

Però c'è qualche difficoltà: le piante sono distanti dal sentiero lastricato, bisognerebbe camminare sull'erba per avvicinarle, ma l'erba è ancora in crescita, è bassa, il giardiniere si è raccomandato di non camminarci sopra finché non è più alta, per non sciuparla. Così ammiro da lontano quelle invitanti palline rosse.

Invece c'è QUALCUNO che non ha bisogno di calpestare l'erba per arrivare ai lamponi! Ho scoperto che i merli sono ghiotti dei lamponi, abbiamo diversi merli che sostano nel giardino e che ormai non temono neppure più la nostra presenza, quasi ci zampettano in mezzo ai piedi.

E sfacciatamente mi guardano quando sui rami dei lamponi… zac! Staccano e mangiano quelli più grossi e più maturi! Ormai non riescono nemmeno più a maturare completamente!

Io osservo la crescita dell'erba e ricordo a mio marito che le innaffiature debbono essere frequenti e abbondanti (parole del giardiniere!): arriverò a poter raccogliere un po' di frutti prima della fine della stagione?

O per quest'anno saranno solo da dessert per gli alati autoinvitati?

 
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NUOVI AMICI

Post n°1439 pubblicato il 03 Giugno 2017 da atapo
 

SORPRESA

 

Pontassieve

Questo PONTE lungo e soleggiato da passare senza auto e con autobus dagli orari rigorosamente festivi, quindi molto diradati, non mi metteva certo di buonumore.

Poi ieri all'ora di pranzo mi ha telefonato un amico del teatro, dicendomi che il musicista-pittore della compagnia, un artista abbastanza originale che ci accompagna col pianoforte negli spettacoli e che dipinge i fondali delle scene, gli aveva riferito di aver terminato alcuni affreschi-murales che gli erano stati commissionati in uno spazio pubblico da un Comune verso la montagna fiorentina risalendo il corso dell'Arno e della Sieve. Se volevamo andarli a vedere...

E l'amico attore aveva pensato di approfittare della bella giornata per fare una piccola gita con sua moglie, salire in quel paese a vedere le pitture e a prendere un po' di fresco. Invitava anche me e mio marito, se volevamo unirci a loro, visto che non abbiamo la possibilità di usare l'auto...

Questo amico ha qualche anno più di me, come sua moglie, e sono due persone dal cuore d'oro. Non hanno avuto una vita facile, io conosco soprattutto lui perchè lavoriamo insieme fin dal corso al teatro Le Spiagge. Dato che abita dalle mie parti spesso mi dà un passaggio per andare e tornare dalle prove, così chiacchierando in auto ci siamo conosciuti meglio. Sua moglie invece è più facile che la incontri a fare la spesa al supermercato, ma prima di ieri non eravamo ancora molto in confidenza.

Ieri sono stata sorpresa e contenta che abbiano pensato a noi e ancora prima di parlarne con mio marito avevo già deciso di accettare. Così quando mio marito come al solito ha fatto il prezioso all'inizio sbuffando e facendo i soliti discorsi, gli ho detto:- Poche storie! Che tu venga o no, io ci vado! Non dovrò mica restare bloccata in casa a soffrire il caldo perchè tu non hai la patente!-

Così è venuto anche lui.

E' stato proprio un pomeriggio piacevole. Gli affreschi non li abbiamo visti, solo intravisti da un cancello semichiuso con una catena, perchè a quanto pare quello spazio è fruibile solo in certi orari che però non stavano scritti da nessuna parte e il nostro pittore al telefono non era raggiungibile.

In compenso nel paese c'era una festa che riguardava il vino, famoso prodotto locale, con bancarelle, sfilate, musica. Già il centro storico è carino per conto suo, ieri così addobbato e in festa era ancora più bello. E c'era un venticello proprio gradevole ad accompagnarci nella passeggiata.

Questa coppia è davvero simpatica e anche mio marito si è trovato a suo agio: lui e l'altro sono entrambi aggeggioni, amanti del bricolage e ne avevano da raccontarsi! La signora è molto diversa da me, però di argomenti in comune ce ne sono ugualmente, tra figli, nipoti, famiglie, cucina e... acciacchi!

Insomma, ieri sera quando siamo tornati a casa mi sentivo allegra e leggera e mentalmente inviavo un ultimo GRAZIE tutto mio personale a queste persone, dopo quelli doverosi quando ci hanno scaricati davanti a casa nostra al ritorno.

E dato che mio marito mi ha detto -Sarebbe ora che cominciassimo a invitare qualcuno a cena nella casa nuova!- (Con che coraggio non lo so, vista la confusione, gli scatoloni ancora in giro e i mille impegni che LUI dice di avere sempre per defilarsi da certi aiuti domestici...)... insomma, nella lista delle persone da invitare a cena inserisco senz'altro anche questa coppia di nuovi amici!

 

 
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CI RISIAMO

Post n°1438 pubblicato il 31 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

LIBERO  CHE  FAI ?

Tornata la possibilità di caricare le mie foto negli album, ecco da ieri una nuova sgradevole sorpresa:

nei box qui accanto non posso fare niente, nè aggiungere, nè cambiare, nè inserire lihk.

Volevo aggiornare i libri letti, i collegamenti ai mesi passati... niente di tutto questo. 

Sono riuscita a inserire la poesia del mese nuovo, ma ho dovuto provare più volte.

Che succede? Viene una piccola voglia di emigrare in altre "terre"... come molti hanno già fatto...

E anche il mio PC ha ripreso ad esasperarmi con la sua lentezza e difficoltà di collegamenti...

 
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ACQUA !

Post n°1437 pubblicato il 27 Maggio 2017 da atapo
 

VISITA  DI  CONTROLLO

 

le mie calle appena sbocciate

Non si tratta di me stavolta, ma del giardino.
Il giardiniere, una volta seminata l'erba, potato il potabile e piantato il piantabile, aveva detto che sarebbe ritornato per controllare la situazione, raccomandandosi di innaffiare molto nel frattempo per agevolare la nascita e la crescita del prato.
Innaffiare... un  nuovo motivo di discussione in famiglia... perchè mio marito annaffierebbe col contagocce! E' sempre a contestarmi quando propongo di innaffiare, dice che io annego le piante. Sì, talvolta mi è successo, ma in passato, ora ci sto più attenta. Lui invece dà l'acqua quando la terra è secchissima, i fiori avvizziti e le foglie con le punte secche. E capita che sia troppo tardi, l'agonia è già iniziata e non più recuperabile.
Così per il prato, aspettava che la terra si crepasse per dare nuova acqua, tanto, diceva, sotto è ancora umida!
Infatti la diagnosi del giardiniere quando ieri è tornato è stata: -Troppo secco! Quanta acqua gli dai?-
-Cinque minuti di innaffiatura ogni volta.-
-Nooo! Almeno dieci minuti, con questo caldo che arriva, altrimenti l'erba non cresce. E poi devi innaffiare anche sotto i cespugli e togliere le campanelle striscianti che altrimenti soffocano tutto.-

Ecco, c'è un bel po' da fare! E si dovrebbero rinvasare anche certi fiorellini che stanno stretti nei vasetti di plastica del supermercato. Se mi metto ad aiutarlo naturalmente avrà presto da ridire su cosa faccio... come faccio... E poi LUI ha un sacco di altri impegni oltre il giardino... e i suoi telefilm da vedere...
Mah, come andrà a finire?

 
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AMBIGUO

Post n°1436 pubblicato il 24 Maggio 2017 da atapo
 

MAGGIO

Questo mese che lentamente si avvia alla fine anche quest'anno si è comportato come al solito: mi ha sempre offerto di tutto, è stato capace di darmi soddisfazioni e gioie grandissime o di sferrarmi colpi dolorosi da afforntare con difficoltà e stringendo i denti. Il mese del compleanno, quello che si vorrebbe ricordare solo con leggerezza...

Non mi soffermo sugli eventi internazionali che non aiutano certo l'ottimismo e aggiungono ansie e lutti...

Nel piccolo della mia insignificante vita commemoro ricordi tristi di questo mese nei tempi passati e vi aggiungo l'ultima perdita, anche se solo di un animaletto, temo per certe complicazioni che si palesano all'orizzonte familiare, vivo con fatica questo danno della mancanza di poter usare la patente da parte del marito.

Abbiamo saputo la data della fatidica visita per riaverla: il 27 luglio! PIU' DI TRE MESI APPIEDATI!

Non si uscirà più: lui non vuole andare in treno nè in corriera, il bus lo innervosisce con i tempi di attesa. E non parlo di grandi viaggi, che quelli ormai da tre anni ce li siamo scordati, ma nemmeno cinema, teatro, gite, sagre...insomma uscire di casa per una distrazione qualsiasi .

Stop ad uscite serali perchè qui dopo le 21 c'è un bus ogni ora e i taxi sono rari e carissimi. Se non si elemosina un passaggio da qualcuno... ma i nostri rapporti sociali non sono abbondanti.

Domenica in un paese confinante con Firenze c'era la sagra del lampredotto di cui lui è golosissimo: ci siamo andati, bus e passeggiata... che stress! Ha brontolato dall'inizio alla fine, per qualsiasi cosa soprattutto ciò che riguardava il percorso e i mezzi di trasporto! Si placava solo quando aveva la bocca piena! E abbiamo mangiato veramente bene, ma io mi chiedevo:-Chi me lo fa fare?- e dubitavo di reggere altre escursioni simili. La spesa mi tocca farla in bus e carrettino, poca per volta perchè non posso portare pesi, quindi più di frequente... Lui per ora è andato solo in bicicletta a comprarsi il vino che stava finendo, ho provato a dirgli di prendere anche qualcos'altro, ma sulla bici non ci stava!

Saltano anche i mercatini dell'usato che dovevo fare tra maggio e giugno, mia figlia non può essermi di aiuto, visto che sarebbero stati un po' lontani da casa.

Insomma, se il bel tempo pareva aiutarmi a riprendere un po' di ottimismo, questa storia va proprio in direzione contraria.

C'è solo la piccola consolazione che mi sta dando il mio giardino: l'erba spunta, timidamente e lentamente. Controllo con ansia le piantine verdi appena sistemate: mi sembra che non tutte attecchiscano in buona salute, venerdì tornerà il giardiniere per un controllo e mi dirà.

Però ci sono fiori: le calle come l'anno scorso, uno degli iris piantati da me è fiorito e, a sorpresa, sotto il melograno, tra foglie strane e sconosciute ancora dal "bosco" precedente a noi, ora sono comparsi piccoli iris gialli e azzurri, poco appariscenti, di forma un po' strana, probabilmente selvatici.


E Libero mi ha fatto una sorpresa: dopo tanto tempo riesco di nuovo a caricare le mie foto!!! La prima è il MIO iris appena fiorito, quello che vedete anche a ornare il blog.

Per la prossima foto del giardino attuale ho deciso di aspettare che l'erba sia cresciuta... e mi auguro che sia presto!

 

 

 

 
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GATTO E NON SOLO

Post n°1435 pubblicato il 19 Maggio 2017 da atapo
 

BETO


Entrò in casa mia a fine estate del 2000. Grande poco più del mio pugno, era un batuffolo peloso.

E urlante, anzi miagolante disperato. Il suo pianto l'avevo sentito ancor prima che si aprisse la porta e mia figlia ce lo mostrasse nella piccola scatola di cartone. Finalmente avevamo un gatto! Mio marito si era intenerito alle richieste insistenti di mia figlia e aveva ceduto... e prima che potesse cambiare idea arrivò Beto, da una cucciolata bastarda tra i monti del Casentino. Come calmarlo? Lo presi delicatamente dalla scatola, mi sistemai sul divano e lo appoggiai sul mio petto, dalla parte del cuore. Non si fa così con i cuccioli d'uomo appena nati? Lui si tranquillizzò... e da quel momento me ne innamorai... e forse anche per lui fu lo stesso.

Penso che troppo presto sia stato allontanato dalla mamma, la buona educazione da gatti l'ha sempre praticata in modo sommario, o forse è il suo carattere fatto proprio così, esuberante, cocciuto e indipendente, un vero gatto Alfa, come la scienza definisce i tipi come lui, infatti l'ho soprannominato AlfaBeto . Da giovane ne combinò di tutti i colori: passò in casa mia i primi sei anni della sua vita, il fior fiore della sua vitalità e capacità dispettosa e distruttiva... e lasciò tracce su mobili e divano. Mio marito tentava di educarlo a ciabattate, gli effetti erano nulli, allora mio marito disse che era allergico al pelo di gatto e tirò un sospiro di sollievo quando dopo sei anni mia figlia se lo portò con sè dopo il matrimonio. All'inizio lo prendevamo ancora a casa nostra durante i viaggi dei suoi padroni, però mio marito continuava a brontolare allora dato che abitavamo vicini Beto restava a casa sua da solo ed io divenni la sua cat-sitter. Negli anni in cui era ancora a casa nostra io ebbi grossi problemi di salute, alcuni interventi chirurgici mi costrinsero ferma per parecchio tempo: Bero è stato la mia pet therapy, così il nostro legame si è rafforzato, sembra che lui capisca le mie parole...

Col passare degli anni si è calmato, è diventato un bellissimo e dignitoso gattone rassegnato a convivere con una famiglia di umani sempre più affollata, quattro bimbi sono nati e hanno imparato a convivere con lui, ad accarezzarlo, giocando sotto il suo sguardo vigile e osservatore.

Diverse volte qui ho parlato di lui...

Gatto di casa, al massimo l'uscita nel loro piccolissimo giardino a scaldarsi al sole, ad acchiappare insetti, ad annusare tracce nell'erba. Le prime volte usciva con un guinzaglio, mia figlia aveva paura che scappasse, poi libero, perchè la vita "fuori" per lui non aveva attrattive. Solo l'estate scorsa una volta uscì da sotto le sbarre della recinzione. Nessuno se ne accorse, erano tutti in casa., dopo circa un'ora suonò una signora del vicinato per avvertire: -Il vostro gatto è fermo davanti al portone d'ingresso del palazzo, forse vuole rientrare.- Aveva fatto una passeggiata attorno all'isolato e gli era bastata... A volte mi chiedo se sia giusto tenere così in casa animali che sarebbero fatti per stare in mezzo alla natura, non mi convince ripetermi che poi si abituano alle esigenze di noi umani...

Diciassette anni sono passati e da stamattina Beto è salito sul ponte dell'arcobaleno.

La vecchiaia ha fatto il suo corso e la sua storia è terminata, spegnendosi pian piano...Le ultime carezze e gli ultimi grattini mi devono lasciare la sensazione del suo pelo morbido... Solo tre giorni fa, quando stava già male, gli avevo accarezzato una zampina e lui era riuscito a stringere piano le unghie prendendomi il dito, come faceva sempre, quasi a volermi dare la mano... ma i suoi bellissimi occhi continuavano a restare socchiusi. Mi manca come mancherebbe un amico che se ne va per sempre e mi sento molto triste. I bambini con stupore chiedono:-Ma allora non torna più? Non lo possiamo più accarezzare?- E' un nuovo mistero importante della vita, su cui stanno meditando.

In tutto questo, una cosa mi aiuta: l'abbiamo sepolto nel mio giardino, laggiù tra l'acero e la nuova piccola quercia. Quando al mattino farò la mia passeggiata quotidiana, oltre alle mie piante ci sarà un ricordo e un saluto anche per il mio "gattolone".


 
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ANFITRIONE

Post n°1434 pubblicato il 17 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

DOPO L' OLIMPO

 


Sono discesa dall'Olimpo…

Cioè: è finita l'impresa teatrale dell'Anfitrione.

Siamo stati proprio bravi, tutto è filato liscio, abbiamo aggiustato qualche momento in cui c'erano dimenticanze, come solo i bravi attori sanno fare (modesti eh!) e il pubblico ha assistito ad un bello spettacolo, ha applaudito e si è complimentato alla fine.

Io ho portato in scena, per esigenze di copione, una bellissima piantina di verbena che avevo acquistato il giorno prima e mantenuto con la massima cura perché aveva un ruolo importante: "è il fiore preferito dal re degli dei", diceva una mia battuta… e ora finirà nel mio giardino!

Ad un certo punto in scena alla regina Leda, che stava parlando con Alcmena, stava cadendo la treccia posticcia che aveva fissato con le forcine… Toccava a me entrare (io ero la nutrice di Alcmena) per dire loro alcune cose, allora prima di iniziare il mio discorso ho detto: “Permettete regina che vi aggiusti l'acconciatura?” e ho sistemato la faccenda che stava diventando un po' imbarazzante...e tutto è proseguito come se niente fosse.

Siamo tutti contenti, la regista è raggiante perché ha avuto elogi anche da persone importanti che conosce. Direi che lei ci è salita ora sull'Olimpo!




Stavolta abbiamo avuto un fotografo bravissimo che oltre a farci la ripresa video ci ha scattato foto eccezionali, è riuscito a far venire quasi bene anche me! Su Facebook ha già pubblicato l'album e stavolta sono le sole foto che avrò dello spettacolo, perché mio marito è stato impegnato con la gestione delle luci e della musica quindi non poteva fotografare. Se ne copio qualcuna qui poi fra poco tempo spariranno, non c'è sintonia fra Libero e Facebook!

Già abbiamo deciso la serata-pizza-di-lavoro-o-quasi, in cui fra un boccone e l'altro discuteremo (e non solo) di come è andata e dei progetti futuri: è quasi sicuro che lo replicheremo in autunno come facemmo con Brecht l'anno scorso, nello stesso teatro del pese vicino Firenze…

Ma per ora ci si riposa.

Io invece il giorno dopo, cioè domenica, avevo il mercatino svuotacantine del mio quartiere, organizzato con mia figlia facendo i salti mortali per trasportare le cose, visto la non-patente di mio marito. Così lunedì mi sono ritrovata distrutta e c'erano tante incombenze arretrate da smaltire, casalinghe e non, accumulate dal periodo delle prove continue.

Solo oggi è il primo giorno in cui mi sento “quasi normale” senza una stanchezza enorme e un sonno insopportabile.

Cercherò di gestire bene le mie forze, perché la stagione teatrale per me non è ancora finita: fra quasi un mese mi aspetta qualcosa al teatro delle Spiagge: sarà un lavoro facile, ma non per questo lo prenderò sottogamba e mi impegnerò come d'abitudine. E come al solito gli ultimi giorni precedenti saranno di fuoco...

 
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CI SIAMO

Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

ANFITRIONE

 


Alcmena e Zeus

 

Questo è il titolo dello spettacolo che presenteremo domani sera, noi della compagnia "Gli Spostati". Andiamo sul teatro classico greco stavolta, rielaborato dalla nostra estrosa regista.

La compagnia "funziona", qualcuno zoppica un po' di più, ma speriamo sempre che l'affiatamento che c'è fra noi ci aiuti se avremo momenti di esitazione...

Da una decina di giorni facciamo prove intense e prolungate, un giorno sì e uno no e il giorno di mezzo a me (e non solo) serve per riprendere le forze. Domani finalmente... MERDE, MERDE, MERDE!

Nelle ore precedenti, oltre al ripasso, devo preparare gli oggetti di scena che tocca a me portare e sistemarmi i capelli che saranno... alla greca, tirati in alto con tutti i ricciolini: niente parrucchiera, faccio da sola con l'aiutino di un gel leggero ma formidabile ad arricciare.

Stavolta il pubblico troverà sulle sedie un foglietto col "programma di sala", cioè la trama e una piccola spiegazione: in effetti la storia è un po' complicata. La regista ha incaricato me di scrivere questo programma (dice che dopo i raccontini su Facebook mi ritiene la più adatta), allora stavolta vi trascrivo qui quello che ho scritto per il pubblico, così lo racconto anche a voi...

 

"Il mito di Anfitrione è stato rappresentato nei secoli da vari autori: Plauto il primo, poi Molière, Giraudoux…

Come di ogni mito antico, ne esistono diverse versioni: a tutte le precedenti aggiungiamo ora questa che presentiamo oggi, rielaborata dalla regista ( .......). e messa in scena dalla compagnia “Gli Spostati”

Giove si innamora facilmente e questa volta i suoi sensi sono accesi per Alcmena, la bella regina di Tebe, moglie di Anfitrione.

E' una coppia felice e Alcmena è moglie fedele: dunque una conquista difficile!

Lo stratagemma escogitato da Giove con l'aiuto di Mercurio sarà di trasformarsi in Anfitrione, sostituendosi a lui, mandato in guerra, per una notte d'amore con l'ignara Alcmena. Da questa unione dovrà nascere Ercole.

Per Giove l'incontro è stato così affascinante che vorrebbe una seconda notte d'amore, ma stavolta non potrà ottenerla con l'inganno: le notizie scendono dall'Olimpo verso Tebe e si allargano per tutta la Grecia, il popolo è felice che la scelta divina cada sulla propria sovrana, porterà benefici e onori a tutta la città! Alcmena è disperata, rifiuta di cedere alla passione di Giove, anche lei pensa ad un inganno: quando Giove verrà sotto le spoglie di Anfitrione, nel buio incontrerà Leda regina di Sparta, così sarà salvo l'onore di Alcmena. Peccato che il primo ad arrivare sia invece il vero Anfitrione, che finirà tra le braccia di Leda credendola sua moglie.

Un doppio tradimento dagli sposi che si ritenevano fedeli…

Ma Giove trasformato in Anfitrione ha capito l'umanità e i sentimenti che provano i mortali, quindi donerà alla coppia di Alcmena e Anfitrione la sua amicizia e l'oblio di quanto è successo.

Loro continueranno ad amarsi ed Ercole nascerà."

 
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SOTTO SILENZIO

Post n°1432 pubblicato il 10 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

FACENDO  FINTA  DI  NIENTE

 


 

Non avevo voglia di festeggiare il mio compleanno, nemmeno di ricordarmi che ci fosse, lo sentivo come un peso: gli anni che si accumulano e si fanno sentire, il peso di questi mesi, anzi ultimi anni senza una tregua di relax. Non sono tragedie, è vero, ma a lungo andare mi hanno logorato...
Avrei voluto in regalo una gita: domenica pomeriggio a Gorgognano c'era una festa, un concerto, banchi di prodotti tipici della zona. Per chi mi conosce da poco, Gorgognano è il paese che non c'è, sull'Appennino bolognese, completamente distrutto al passaggio del fronte perchè stava sulla Linea Gotica. Lì era nata la mia mamma, lì era stata sepolta la mia nonna materna e nemmeno il cimitero era stato risparmiato dalle bombe, tutto completamente raso al suolo. Sempre stato ricordo tragico per la mia mamma, ha passato a me questo senso di perdita e l'unica volta che andai lassù dove non vidi niente se non pochi ruderi sepolti dalla vegetazione ne riportai una grande tristezza.
Ebbene, da qualche anno gli abitanti della zona hanno voluto recuperarlo in qualche modo: c'è il cartello che lo indica, la cappellina unico resto del cimitero è stata restaurata, davanti hanno spianato una radura dove ogni tanto organizzano camminate, manifestazioni, concerti, per mantenere un legame col passato. Queste iniziative mi emozionano sempre, a volta ne vengo a conoscenza troppo tardi, ma ora tramite facebook è più semplice e stavolta avremmo partecipato... fino al problema del senza-patente che ci ha costretto a rinunciare e ho provato così ancora una volta una tristezza immensa per quelle mie radici distrutte...
Nemmeno la torta a sorpresa mi ha comprato il marito, perchè di lunedì le pasticcerie sono chiuse...a supplire  malinconicamente ho tolto dal congelatore una piccola crostata ai lamponi del Lidl e basta così.

Ma passare sotto silenzio non si può perchè tante persone mi hanno fatto gli auguri, tra facebook, blog e messaggi, naturalmente li ho graditi come manifestazione di amicizia o quanto meno di un pensiero gentile nei miei confronti e quelle poche parole a cui si accompagnavano a volte immagini spiritose o romantiche mi hanno riscaldato il cuore e con piacere ho risposto a ciascuno, impiegando in questo modo molto tempo di quella giornata: come se li avessi lì con me a farmi compagnia.
Tra i "fiori virtuali" che mi sono arrivati, mi hanno colpito quest'anno soprattutto un mazzo di lillà e i ranuncoli selvatici in un prato... ricordi d'infanzia!

Certo, il ricordo principale dei miei compleanni di bambina erano le rose rampicanti di casa mia che fiorivano giusto in questo periodo, indimenticabili per profumo e bellezza e che io consideravo come un regalo per il mio compleanno.

Però i lillà e i ranuncoli li incontravo e li amavo ogni primavera come segno della bella stagione ormai consolidata, verso maggio, quando correvo a giocare insieme ai miei piccoli amici nei prati e nei boschi intorno casa mia, adesso questi fiori restano la nostalgia di una spensieratezza e di un senso di libertà ormai impossibile da ritrovare...

 
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LA PATENTE

Post n°1431 pubblicato il 06 Maggio 2017 da atapo
 

RINNOVARE

Monet, Signora in giardino

Era un pomeriggio piacevole, giovedì scorso: tempo discreto, il giardiniere e il suo aiutante finalmente piantavano nel giardino i nuovi alberelli scelti. Una quercia, un arancio e un pero, che tenerezza vederli così piccini e fragili, con la necessità di un sostegno per crescere diritti. Sono così graziosi! L'arancio ha già fatto i fiori, è sulla buona strada. Intanto si chiacchierava, il mio amico giardiniere mi dava consigli, si prendevano le decisioni per le piante che dovranno formare la siepe…

Finalmente anche il giardino si avvia alla sistemazione decente e questo mi rallegrava.


Mio marito era uscito per acquisti. E' tornato un po' scuro in viso, si era accorto che stava girando con la patente scaduta, ha telefonato per sapere come e dove rivolgersi per rinnovarla velocemente.

E qui la mazzata: poiché mio marito ha delle patologie che richiedono una visita particolarmente accurata corredata da diversi esami medici, deve prima fare tutta questa trafila e nella città c'è un solo ambulatorio in cui fanno questa visita, da richiedere naturalmente quando si hanno i risultati degli esami richiesti, e questo posto ha liste di attesa di almeno due mesi. Tutte queste BELLE notizie sono state raccolte tra giovedì e venerdì, ormai era tardi per avviare la procedura, cioè per richiedere gli esami necessari nella sua situazione clinica. Se ne riparlerà da lunedì prossimo.

Il suo amico M, che deve fare lo stesso percorso dopo che ha avuto problemi al cuore, gli ha detto che gli esami dovrà rassegnarsi a farli privatamente, date le liste di attesa che ci sono, pagando… pagando...se vuole accelerare il tutto… E che queste cose è bene che vengano avviate diversi mesi prima della scadenza della patente, se non si vuole rimanere A PIEDI per un tempo indefinito.

Come siamo noi ora, chissà per quanto, pare saranno mesi! Non mi dilungo sulle difficoltà e i problemi che questo ci procura, già ne ho scoperti diversi e chissà quali salteranno fuori ancora…

Fra poco è il mio compleanno: -Questo è proprio il regalo che mi mancava!- Gli ho detto parecchio innervosita.

E dentro di me ho maledetto il fatto di non aver mai preso la patente: non credo di aver fatto molti errori nella mia vita, ma questo è stato senz'altro il più grosso!

E un pomeriggio iniziato così piacevolmente è terminato così male. Possibile che si debba pagare tutto così caro?!

 

 
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CASANOVELA

Post n°1430 pubblicato il 01 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ALLE CALENDE GRECHE

 


Firenze, il Giardino delle Rose

L'operaio specializzato che ci fece l'intonaco esterno e il cappotto deve tornare per alcune rifiniture al muro esterno tra il giardino e un edificio confinante. Di questo si cominciò a parlare già qualche tempo fa. Ricordando i tanti mesi che questa persona ci fece aspettare per il lavoro precedente io non ero molto ottimista e la sua solita frase:-Quando verrò? Vi farò sapere...- non lasciava presagire nulla di buono. Infatti il tempo passava e nessuna novità.

Ma all'inizio di maggio il giardiniere dovrebbe mettere l'erba e a sistemare le piante, per questo sarebbe meglio che il muro fosse già sistemato. Così, come al solito, ho cominciato a tormentare il marito perchè sollecitasse il lavoro del muro entro fine aprile.

- E' un lavoro veloce, ci vuole poco tempo, ora sono molto impegnato quindi lo farò sabato 29 aprile, al mattino di buon'ora sarò da voi. Me lo ricordi per sicurezza qualche giorno prima.- aveva assicurato l'operaio.

Però mio marito si è dimenticato di dare un colpo di telefono "qualche giorno prima", io l'ho scoperto venerdì quando gli ho chiesto: -Allora per domattina è confermato?-

-Oh no, mi sono dimenticato!- Io stavo uscendo per una prova del teatro, mi sono raccomandata, ma al mio ritorno, ormai di sera tardi, la telefonata non era stata fatta.

-Mandagli almeno un messaggio, così se ci sono problemi ci avverte.- Non ha mandato nulla, al mattino dopo ci siamo alzati e preparati per tempo (di sabato!!!) , poi verso le otto mio marito gli ha telefonato...

Non mi sono nemmeno sorpresa quando poi mi ha riferito che l'operaio si era dimenticato dell'impegno preso con noi e stava andando da sua madre per fare un certo lavoro da lei... ma non dovevamo preoccuparci perchè era una cosa semplice e per le 17,30 sarebbe venuto da noi.

Per fortuna c'è l'ora legale e ci si vede fino a tardi, questo è stato il mio commento, per non lasciarmi sfuggire di peggio.

Ma la giornata per me si era già rovinata...

Comunque lui non si è visto nè alle 17,30 nè alle 18... alle 18,30 ha chiamato dicendo che il lavoro da sua mamma era più complicato del previsto quindi non ce la faceva. E TI PAREVA!!!

Però confabulando al telefono con mio marito pare che anche il lavoro da noi sia più complesso di quanto sembrava all'inizio, quindi...?

Ora c'è il ponte, poi il giardiniere è già fissato (anche lui ad acchiapparlo ...), mica si può lavorare ad un intonaco in giardino mentre qualcuno sposta terra, semina erba e mette alberi!

Conclusione: il lavoro al muro salta per ora, se ne riparlerà quando l'erba sarà sistemata e cresciuta: tra un mese? Due mesi? Ma lavorando al muro, temo io, si rovinerà in quella zona, si dovrà rimettere l'erba da capo...

E quando telefoneremo all'operaio dicendo:-L'erba è a posto, può venire.- sarà già stagione calda, quella in cui lui ha tutti i lavori grossi degli intonaci nelle case nuove, quella per cui già con il cappotto ci rimandò di altri mesi...

Ecco perchè io sono parecchio esasperata, dopo che questa ristrutturazione va così dall'autunno del 2014 e ancora non se ne vede la fine!!!

 
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RESISTENZA

Post n°1429 pubblicato il 26 Aprile 2017 da atapo
 

AGNESE

 


 

Il 25 aprile per me ha sempre un significato: il ricordo della LIBERAZIONE, la fine di quel periodo tragico che non ho vissuto, ma ho imparato a conoscere già dalla più tenera età per le allusioni, i racconti e i ricordi che venivano dalla mia famiglia.
Come tutti gli anni, volevo fare qualcosa di... storico, di commemorativo, anche minimo, anche solo un pensiero, una lettura, un ascolto di qualcosa.
C'era anche la ZAP (Zona Altamente Partigiana) al centro sociale: un pomeriggio di canti, spettacoli, momenti comunitari sull'argomento e come altri anni passati ero dell'idea di farci un passaggio.
Invece mio marito ha deciso che, visti gli impegni prossimi, ieri era l'unico giorno in cui saremmo potuti andare insieme alla Fiera dell'Artigianato, grande manifestazione annuale fiorentina. L'ho accontentato, anche se non la sentivo proprio adatta al 25 aprile... ma sono così poche le occasioni in cui accetta di buon grado di uscire insieme!
Però alla sera, anche se eravamo stanchissimi, l'ho "trascinato" a teatro e se non ci fosse venuto sarei andata da sola. Al solito mio teatro delle Spiagge, vicino casa, c'era proprio un evento per il giorno della liberazione: lo spettacolo "Agnese odiosa Agnese", già in circolazione da diversi anni sempre con successo.

 

E' ispirato dal romanzo di Renata Viganò "L'Agnese va a morire", come se ne fosse la prosecuzione, dopo aver immaginato che la protagonista non morisse nel finale, ma vivesse e invecchiasse fino ad arrivare ai giorni nostri: una vecchia solitaria e scorbutica che incontra un giovane dagli ideali ancora confusi alla ricerca di un suo posto nel mondo. Sono due generazioni che devono riuscire a parlarsi, ad accettarsi, a capirsi, immersi nella realtà odierna consumistica e superficiale da cui entrambi, per ragioni diverse, si sentono estranei.
C'è ancora necessità di fare Resistenza, di non arrendersi, di impegnarsi, di non piangersi addosso... "Quello che si deve fare va fatto." ricorda Agnese dei suoi anni tra i partigiani, anche ora nell'ultima fase della sua vita i ricordi continuano a spronarla pur nell'angoscia di quello che dovette sopportare. C'è in sottofondo un continuo rombo di aerei nelle scene in cui Agnese è sola, il rumore del silenzio assordante per quanto è pieno di memorie...
Lo spettacolo mi ha molto emozionato, ho rivissuto gli ultimi anni della vita della mia mamma, certi suoi ritorni col pensiero al passato, ai suoi accenni a fatti di cui non mi aveva mai parlato, come se volesse depositarli nella memoria e prolungarli nel tempo... Ho sentito fortemente quel muro che spesso si alza tra le generazioni perchè è difficile trovare linguaggi e modi giusti per farsi capire senza fraintendimenti, mentre invece sarebbe così importante accettarsi e comprendersi reciprocamente.
A fine serata mi sono convinta di aver celebrato degnamente anche quest'anno il 25 aprile.

 
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POMERIGGIO GELATO

Post n°1428 pubblicato il 22 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

 

 

Da alcuni anni a Firenze c'è il Festival del Gelato, in primavera e alla fine dell'estate: due settimane in cui in una piazza di Firenze una ventina tra i migliori artigiani gelatieri si contendono il primo premio con le loro creazioni più originali.

Il pubblico assaggia, ne gode, vota il gusto preferito. Per fare questo si deve acquistare una CARD non proprio economica che dà diritto ad un certo numero di assaggi.

Si può però tentare la fortuna perchè una rivista di Firenze mette in palio ogni volta un certo numero di CARD a chi la richiede tramite mail: i primi 20 (mi sembra) se la aggiudicheranno e potranno mangiare gratis i migliori gelati d'Italia e non solo. Ecco, io due anni fa riuscii a vincere una CARD: avevo diritto a sei assaggi, che in realtà erano normali coppette di quelle piccole. Devo dire la verità che mangiare SEI gelati uno dopo l'altro verso la fine mi costò un po' di fatica, ma... quando mi sarebbe ricapitata una simile occasione? Insomma, arrivai in fondo all'impresa e senza nemmeno un mal di pancia successivo.

Quest'anno ho tentato di nuovo la sorte e... ho vinto ancora la CARD!

Ho detto a mio marito che sarebbe stato carino andarci insieme, ci saremmo divisi i gelati, ci saremmo divertiti e... avrei evitato di farne indigestione! Ancora non sapevo che quest'anno gli assaggi consentiti erano ben 18! Le porzioni erano più piccole, venivano servite in mini-coni di ottimo biscotto, ma insomma alla fine la quantità di gelato da gustare diventava abbastanza considerevole.

Per fortuna stavolta eravamo in due ed è stato proprio... uno sballo! Dai gusti quasi classici di creme varie più o meno corrette con altri sapori, alla mandorla arricchita da bergamotto o croccante o cioccolata, dalla panna ai fiori di sambuco, alla fragola all'aceto balsamico, dalla curcuma con i pinoli, al cioccolato che più nero non si può... agli altri che non ricordo, ma tutti squisiti.

 


 

Così ieri pomeriggio abbiamo fatto questa dolce maratona di gelati, in un luogo che più bello non si potrebbe: il piazzale Michelangelo, che tutto il mondo conosce e che tutti i turisti visitano perchè da lì si vede il panorama più completo di Firenze! Era una bella giornata anche se un po' ventosa ed io ero contenta anche per essere riuscita a portare fuori di casa per qualche ora mio marito... per una causa così nobile!

E visto che naturalmente data la folla non siamo riusciti a parcheggiare vicino al piazzale, è stata molto piacevole anche la passeggiata per arrivarci, risalendo e dopo scendendo lungo il viale alberato e fiorito, con tanti iris lungo i pendii, questi fiori simbolo della nostra città e che hanno una grazia così delicata.

Cercherò di mettere un iris fotografato da me ad incorniciare per un po' questo blog...

 
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FINALMENTE

Post n°1427 pubblicato il 20 Aprile 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ARRIVI

 


 

Proprio stamattina.

In auto percorrevo una strada di estrema periferia quasi campagna, ero ferma ad un semaforo su un ponte che scavalca uno dei tanti piccoli fiumi affluenti dell'Arno, ammiravo quel bel paesaggio di verdi primaverili e squillanti, di scintillio dell'acqua, di nuvolette di panna nel cielo terso... ecco, proprio nel cielo, finalmente LE RONDINI! Le prime che vedo quest'anno! E non poteva accadere in un posto migliore, da cartolina di auguri pasquali, da immagine di un libro di lettura per bambini!

Tante, uno stormo. Sfrecciavano e si abbassavano vicino al corso d'acqua, l'avevo notato gli anni scorsi che è più facile vederle vicino all'acqua. Provenivano da sud, pur volando in tondo tendevano a spostarsi verso nord... davano l'idea di essere appena arrivate. Erano davvero belle, ora la primavera è completa, bisogna essere più sereni e leggeri dentro!


Nel mio giardino, anche se così poco invitante, altri uccellini si stanno servendo abbondantemente di rametti e chissà cos'altro per preparare i nidi, sul leccio è ritornata la coppia di colombacci dell'anno scorso (credo) e si sono riappropriati del loro vecchio nido: avremo nascite fra poco?

Oggi pomeriggio ho sentito uno strano verso dal cielo sopra il giardino, ho alzato gli occhi per scoprire il nuovo alato: gabbiani! Ce ne sono molti lungo l'Arno, ma io abito abbastanza lontana, oggi sono arrivati fin qui e si sono fermati a lungo sui tetti delle case vicine, lanciandosi richiami. Sarà un inizio di colonizzazione? Però i gabbiani sono abbastanza sfacciati e ingombranti... e lasciano cadere certe "pozzanghere" bianche che insudiciano dappertutto...

Mah! Aspettiamo le LORO decisioni, se la nostra zona sarà di LORO gradimento...


 
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PRANZO DI PASQUA

Post n°1426 pubblicato il 16 Aprile 2017 da atapo
 

GRAZIE ALL' AGNELLO

 


 

Come in molte altre Pasque, anche quest'anno io e mio marito saremmo stati da soli.

Con tutti i lavori in corso di questi periodi, l'organizzare e l'invitare era l'ultimo dei nostri pensieri e i figli di solito hanno consuoceri molto più solerti di noi. Ci saremmo incontrati lo stesso con figli e nipoti: proprio ieri era il compleanno di Riccardo e tutti eravamo stati invitati al pomeriggio a festeggiarlo a casa sua.

Per il nostro pranzo pasquale mio marito aveva detto: -Voglio prepararlo io un pezzo di agnello, cercherò su internet una ricetta che mi ispiri.- Sì, siamo un po' carnivori... ed anche tradizionalisti!

A me toccava di procuraglielo questo agnello in uno dei miei giri al supermercato. E l'ho trovato: una bella spalla con poco osso e molta carne, era solo un po' abbondante per due persone, ma era la più piccola che ci fosse venerdì e ormai il tempo era agli sgoccioli. Naturalmente il marito aveva brontolato che era troppo. -Congeleremo quello che resta- gli avevo detto.

Però ieri pomeriggio alla festa di Riccardo, fra una pizzetta, un regalo e un palloncino, ho chiesto a mio figlio:-Cosa fate domani a pranzo?-

- Ancora dobbiamo decidere, al pomeriggio andiamo a Pistoia dagli altri nonni...-

Gli ho detto dell'agnello abbondante, avremmo potuto pranzare insieme.

-Vedremo, ti farò sapere.- Però mi sembrava poco convinto.

Anche a mia figlia ho raccontato dell'agnello, se per caso loro avessero voluto venire a pranzo da noi... se non andavano dai suoceri...

-Assolutamente no! Domani vogliamo stare tranquilli a casa nostra senza impegni nè orari!-

Però in tardissima serata mi ha mandato un messaggio: ci avevano ripensato, accettavano l'idea di venire da noi: sfido, almeno per Pasqua si sarebbe tolta il pensiero di cucinare e rigovernare per sei persone!

E stamattina presto ci siamo telefonate: lei faceva delle polpettine per i bambini che probabilmente non avrebbero gradito l'agnello, il mezzo chilo di ragù che avevo appena preparato sarebbe servito per una teglia di lasagne per le quali mi avrebbe portato besciamella e sfoglia a pronta cottura..

Ma non è finita: poco dopo mi ha telefonato mio figlio, sarebbero venuti anche loro!

La macchina organizzativa si è messa in moto a pieno ritmo per nutrire 10 persone (a Cesare per ora ci pensa la mamma), ero sicura che la torta pasqualina che avevo preparato ieri, il risotto alla zucca (l'ultima della stagione), la pastiera e una crostata ai lamponi che tenevo surgelata di emergenza... insieme a quanto già previsto avrebbero sfamato tutti.

E così è stata una bella giornata tutti attorno al tavolone, con una grande varietà di sedie, piatti e bicchieri perchè servizi da 12 ce l'abbiamo solo per le posate.

E la porta finestra era aperta sul giardino, coi bimbi che dopo pranzo, mentre i grandi si sono attardati a tavola, correvano dentro e fuori, dal giardino alla sala dove si organizzavano con lo scatolone dei giochi: ormai fanno da soli, non hanno bisogno di noi per divertirsi.

E' stato tutto così imprevisto e improvviso, ma così semplice e così bello, nemmeno troppo faticoso per me. Tutti insieme, insperatamente... non accade spesso purtroppo! Dopo le previsioni malinconiche, è diventata proprio una bella Pasqua!

 

 

 
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