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INDIMENTICABILE

Post n°1149 pubblicato il 01 Settembre 2014 da atapo
 

 

L' HO VISTO !

Al mare non ho dimenticato la mia passione... fotografica: i tramonti!

Non tutte le sere, ma quando non c'era troppo vento ed io ero libera, poco prima delle ore 20 uscivo dal campeggio sulla spiaggia con la mia fidata macchinetta e facevo il servizio fotografico al sole che pian piano spariva nel mare.

 


 

Ero sempre in buona compagnia, nelle serate più calde la spiaggia era quasi affollata: tanti, come me, uscivano apposta per godersi quegli spettacoli così suggestivi e per fotografarli, molti con attrezzature da professionisti. “Gli amanti dei tramonti” li chiamavo dentro di me, come se appartenessimo tutti ad una stessa confraternita... e quasi ci si salutava poi alla fine nel rientrare, come se la partecipazione a quell'esperienza creasse tra noi una comunanza nel desiderio di riempirci gli occhi e lo spirito con quel fascino celeste.

Una delle prime sere, questa:

 


 

appena il sole è sparito completamente sotto l'orizzonte... è stato un attimo: dove c'era il sole è comparso un bagliore molto vivo... di colore verde chiarissimo!!!

Brevissimo... è scomparso, con l'effetto di una stella cadente che appena la vedi e già non c'è più, resti a guardare il punto dove c'era e ti chiedi: “Ma ho visto bene oppure ho sognato?”

IL RAGGIO VERDE!

Proprio quello, raro, di cui avevo parlato qui. E il cielo non era nemmeno in quelle condizioni atmosferiche ideali che descrivono gli scienziati... Eppure era accaduto!

Mi sentivo emozionata: dopo averlo cercato in capo al mondo, nelle innumerevoli serate alle Canarie, ecco che lo vedo qui, quasi dietro l'angolo di casa mia!

E mi è venuto da pensare che è come quando cerchiamo la felicità a destra e a manca e a volte la vita ce la fa scoprire proprio a due passi da noi, così vicina...

Ancora temevo che fosse stata solo una suggestione, mai mi sarei aspettata di vederlo proprio in quel luogo: nelle sere successive sono stata attentissima ad ogni ultimo istante del sole che si tuffava nel mare, ma quel bagliore non è mai più tornato...


 
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IO E LUI

Post n°1148 pubblicato il 29 Agosto 2014 da atapo
 

DALLA  SPIAGGIA

 

 

"Ciao nonna, io sono in spiaggia dove ieri, se vuoi venire io ti aspetto. Riccardo"

"Noi andiamo in spiaggia dove stamani, te vuoi venire per favore? Riccardo"

Di questo tipo sono gli SMS che mi arrivano ogni giorno: Riccardo li detta a sua mamma per farci sapere dove si trovano e noi li raggiungiamo. Belle sono queste ore insieme, sotto ai due ombrelloni, tra asciugamani insabbiati, formine, secchielli e simili e giochi nuovi inventati tra terra e acqua... Gli ho comperato da uno dei tanti venditori ambulanti un pinguino-sempre-in-piedi: la nonna si potrà concedere di viziarlo un pochino! E' stato un regalo graditissimo: così leggero, in balia del vento e delle onde è come un altro piccolo amico che fa... quello che gli pare, scappa, bisogna rincorrerlo, ma insieme si fa maltrattare senza proteste, al massimo uno spruzzo d'acqua imprevisto se lo butta con troppa foga. Peccato che domani già loro ripartano e noi domenica! Questi ultimi giorni ci hanno donato un tempo bellissimo, sembra un'estate agli inizi, non verso la fine... Almeno queste brevi vacanze così agognate non ci hanno deluso!

Chi ci ha deluso invece qui è il collegamento a internet, quasi inesistente, nonostante ci avessero assicurato che c'era, anche se forse talvolta avrebbe avuto problemi... Tutto il contrario: TALVOLTA funziona! E mi viene in mente quanto scriveva Ody sui collegamenti degli hotel italiani...

Chissà quando riuscirò a collegarmi di nuovo... forse quando sarò ormai tornata a Firenze...

 
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SPIAGGE

Post n°1147 pubblicato il 23 Agosto 2014 da atapo
 

LE  SPIAGGE  BIANCHE

Rispondo qui ad alcuni commenti del post precedente, di chi ammira le belle immagini di spiaggia che ho messo e mi chiede se qui a Vada le spiagge sono proprio così... caraibiche.

Le foto che vedete in realtà sono di una famosissima spiaggia appena a nord del paese, chiamata appunto Spiagge Bianche, dove il colore pare dovuto anche a... residui di lavorazione degli stabilimenti Solvay, non tossici, assicurano. Io in questa spiaggia non sono mai stata, non si raggiunge in auto o in camper, ma con stradelle per ciclisti e camminatori. Come vorrei andarci! Chissà se in bicicletta, uno dei prossimi giorni...

Dipende dal tempo, mica possiamo farci sorprendere da un acquazzone a metà strada e qui oggi ha ricominciato a piovere, nuvoloni si alternano al sole, è parecchio ventoso.

Dipende da quanta voglia ha mio marito di venire con me, una gita così credo lo stancherebbe parecchio. Quando lavorava spesso veniva da queste parti a controllare impianti, ma dice che non ha mai avuto la curiosità di andare a vederle... Pensare che sono famosissime e citate nelle guide turistiche!

Comunque anche quelle normali non sono affatto brutte: la sabbia è chiara e fine, alle spalle ci sono le dune e una bella pineta, è spiaggia libera per lunghissimi tratti. Valutavo che magari i campeggi sono più cari che sull'Adriatico, però non si è obbligati a pagare gli stabilimenti balneari se vuoi andare in spiaggia. Ora sono ancora un po' affollate se il tempo è bello, ma ognuno ha il suo ombrellone differente e tutti quei colori mettono allegria...

 

spiaggia libera a Vada

Basta però che arrivi l'ora di cena e tutto ridiventa silenzioso, solitario, si sente solo il rumore del mare e del vento, ci si siede sulla sabbia ad aspettare il tramonto, magari per fotografarlo e sono sempre in compagnia di altri amanti delle foto ai tramonti. Il sole scende, la luce che cambia fa comparire più nitide all'orizzonte le sagome scure delle isole dell'arcipelago... L'ultimo raggio di sole potrebbe farti una sorpresa rara... ma di questo parlerò un'altra volta. 

 

 

 
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A VADA

Post n°1146 pubblicato il 21 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

QUI  SI  STA  BENE



 

Stanno passando tranquillamente questi primi giorni al mare.

A causa di un errore di percorso siamo arrivati lunedì al camping dove sta mio figlio appena in tempo per vederci soffiare davanti al naso da un altro camper l'ultimo posto libero... perchè purtroppo non accettavano prenotazioni. Per fortuna però abbiamo trovato nel campeggio accanto, così ci incontriamo in spiaggia, dandoci gli appuntamenti col cellulare.

Questi incontri in spiaggia con Riccardo hanno il potere di far venire in spiaggia senza fiatare anche il nonno... e non dico altro!

Il tempo regge, qualche nuvola e un po' di vento, speriamo continui, c'è ancora moltissima gente, credo che tutti speriamo finalmente in un periodo di bella stagione.

Io dormo moltissimo, credo sia per rilassarmi e ce n'era bisogno...

Vorrei raccontare ancora, ma la connessione internet del camping oggi è il primo giorno che ci funziona e spero non salti da un momento all'altro, come è spesso successo.

Allora per adesso pubblico, con un'altra immagine di repertorio, ci sentiremo ancora da qui, spero!

 
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VACANZA

Post n°1145 pubblicato il 17 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SOLE (?) E MARE

 

Nomellini P., Bambine al mare

 

Domattina partiamo, in camper naturalmente. Mio marito ora se la sente di affrontare la guida del camper, non molto a lungo però e con soste previste nel caso si affaticasse troppo.

Non andiamo nemmeno troppo lontano, sulla costa toscana a Vada, dove mio figlio con la sua famiglia sono in campeggio da ieri fino a fine mese. Ed è stato proprio mio figlio, nelle scorse settimane, a proporci di andare al mare vicino a loro, così nel caso mio marito avesse problemi alla schiena ci potrebbe dare un aiuto. Credo che se non ci fosse stata questa offerta mio marito non si sarebbe deciso: ripeteva che sì, si sentiva in grado di viaggiare, ma non troppo, non lontano, sperando di non avere problemi... io gli dicevo: “Scegli tu il luogo” e lui non si decideva mai. Così come si ostinava a non prendere in considerazione la possibilità di un appartamentino o una pensione, da raggiungere in auto o in treno, senz'altro meno impegnativi che la guida del camper: ma lui o camper o niente! Ormai mi ero rassegnata al niente...

Comunque nel campeggio di mio figlio il posto non è per niente assicurato, anzi, fino a stasera è tutto pieno e non prendono prenotazioni per i prossimi giorni. Speriamo che andando domattina e con mio figlio già lì qualcosa si riesca a rimediare. Certo è costosissimo: per il camper e noi due pagheremo più di 40 euro al giorno! Per un pezzetto di terra forse nemmeno all'ombra, la possibilità di scarico e i servizi igienici che per noi non sono nemmeno indispensabili... In Francia (e non solo) è molto più economico. Ma questa estate va così, c'è solo da ringraziare se è uscita questa possibilità e da sperare che vengano finalmente un po' di giorni soleggiati, per curarmi gli acciacchi vecchi e nuovi.

Il campeggio è lo stesso in cui io sola andai due anni fa con mio figlio e il bimbo: mi ricorda che anche allora era un momento per me pesantissimo, là finalmente mi rilassavo, poi arrivò la notizia della morte tragica di mio suocero... nuovo stress, e da allora si sono aperte le altre questioni familiari. Forse avrei preferito non tornare proprio là, ma stavolta non si sceglie.

Il primo settembre dobbiamo essere improrogabilmente di nuovo a Firenze, ci sono già impegni. Sarà una breve vacanza. Il portatile è tra i bagagli, ma non so come saremo messi ad internet: visti i prezzi del camping temo costerà come l'oro e in questo caso, signori miei, ci risentiremo a settembre! Vorrà dire che al mare leggerò di più, oltre a giocare col nipotino.

 
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BLOG FLORILEGIO e meditazioni

Post n°1144 pubblicato il 15 Agosto 2014 da atapo
 

 

FINE FERRAGOSTO

 


 

Come è andato questo Ferragosto?

Qui, dopo un passaggio a casa di mia figlia per accudire e coccolare il gatto Beto, compito mio giornaliero ora che i padroni sono al mare, ho passato il resto della giornata in casa, a preparare un ottimo ragù cipolla e salsiccia, un' altrettanto ottima peperonata, a riordinare e a buttare riviste e materiali turistici vari.

Senza rimpianti. Mi sento particolarmente stanca e nervosa, sarà l'estate pazza, in questi ultimi giorni a tratti è freddo e sempre ventoso così mi viene spesso mal di testa... non avevo proprio voglia di organizzare niente. Di solito, quando non siamo in viaggi lunghi, la giornata di Ferragosto è sempre passata a casa: mio marito nei giorni festivi o di ponti vuole stare rintanato (non solo adesso che è ancora debole), non vuole trovarsi nel traffico e nella folla di qualche sagra, festa o manifestazione.

Mentre guardavo certi depliants turistici che avevo conservato, ho ricordato che ci fu solo un certo periodo, quando i figli erano piccoli, in cui abbiamo passato qualche ferragosto sul lago Trasimeno, in un campeggio a Tuoro dove ci piaceva andare anche in altri weekend estivi. C'era sempre posto, ormai eravamo di casa, era molto tranquillo, a parte i fuochi artificiali del 15 agosto, e passava pure il contadino a vendere certe verdure saporite... così tornavo a Firenze anche con la spesa già fatta!

In anni successivi, a volte io insistevo perché passassimo questi giorni dai miei suoceri che stavano in estate in una loro casetta in montagna (anche questa fa parte dell'eredità...) sull'Appennino modenese. Era ottimo per sfuggire al caldo fiorentino, ma mio marito accettava solo perché gli dicevo: “Così fai un po' compagnia a tua mamma”, questo era l'unico argomento che lo smuoveva. E credo che lei ne fosse contenta, di queste visite che la distraevano dalla presenza incombente e soffocante del marito.

Oggi mi sento un po' grigia, l'estate si avvia alle ultime settimane (ma è mai iniziata?) dopo questi giorni quasi sospesi, fra poco riprenderanno le incombenze dell'eredità, della compravendita delle case... dovrò essere in forma ah ah!

Quando sono in questi stati d'animo ricerco le poesie. Da leggere, ovvio. Mi piacerebbe anche scriverne, da giovane lo facevo, come credo facciano tutti i giovani, poi me ne è scappata qualche altra in alcune occasioni, ora mi limito a leggerle, le cerco, mi identifico in alcune. Con internet è facile, digito un argomento, ne trovo... un copia-incolla e le ho sempre con me, da rileggere quando ne sento il bisogno.

Così oggi vi lascio il suggerimento di un blog di poesie (è venerdì, giorno del blog-florilegio), che ho incontrato spesso nelle mie ricerche: ogni giorno offre una poesia e mette link per collegarla ad altre, o a testi sull'argomento, non l'ho girato molto, mi pare che offra diversi percorsi...

Ha un nome intrigante: “Il canto delle sirene”, ma la sirena ammaliatrice della poesia non porta certo alla distruzione, anzi è un canto che culla e accompagna...

 

 
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IL TESORO

Post n°1143 pubblicato il 14 Agosto 2014 da atapo
 

 

EREDITA'

 


 

Qualcosa si muove...

Finalmente, dopo quasi due anni dalla morte dei miei suoceri, pare che qualcosa stia prendendo la strada giusta nella questione dell'eredità!

Dopo sospetti, accuse, offese, litigate, scambi di lettere prima infuocate, poi raggelanti nel linguaggio formale e burocratico degli avvocati e “per conoscenza a...”, ma identiche nella sostanza del non intravedere possibilità di accordi, i quattro fratelli sono arrivati davanti al “conciliatore”: ultimo tentativo prima della causa in tribunale.

A quel punto con poche speranze, a dire il vero: le pretese del fratello che finora aveva sempre ostacolato gli altri non parevano avere cedimenti fino all'ultima seduta quando, improvvisamente, è diventato molto tranquillo e ha firmato senza fiatare ciò su cui fino a pochi giorni prima ancora aveva da obiettare e contrastare. Forse il suo avvocato è riuscito a fargli capire che stava arrampicandosi sugli specchi e che in tribunale non avrebbe certo vinto nulla, anzi, avrebbe dovuto alla fine pagare spese e danni...

Non lo sapremo mai, l'importante è che adesso si possa andare avanti, suddividendo i beni mobili e cercando di vendere quelli immobili.

Intanto però sono passati due anni, nei quali i quattro fratelli hanno dovuto pagare le tasse di case vuote, senza nessun introito, hanno perso proposte di acquisto che erano arrivate subito dopo la morte dei miei suoceri da chi conosceva gli immobili, il mercato immobiliare è andato ancora più in crisi ed ora si rischia di dover svendere pesantemente, se e quando si troveranno nuovi compratori.

Due anni così hanno rovinato la vita anche a mio marito, profondamente addolorato, dopo la morte dei genitori, anche per l'assurda ostilità di questo suo fratello. Aggiungiamo anche gli scambi di corrispondenze farneticanti e minacciose, tutti i viaggi a Bologna per incontrarsi prima con i fratelli nei vani tentativi di accordi, poi con gli avvocati e per gli adempimenti burocratici. Gli pareva di risentire l'atmosfera di pesante follia che era stata la vita con suo padre e anche qui in casa in certi periodi è stato ombroso, lunatico e intrattabile.

Io ho cercato di restare fuori il più possibile da queste vicende, ma qualche commento ogni tanto mi scappava... E ho cercato di sopportare certi “momentini” ripetendo dentro di me : -Passerà...- però non è stato facile.

Ora mio marito è abbastanza euforico, dice che in pochi mesi la faccenda sarà sistemata e che qualche soldino ci arriverà (quelli che resteranno, dopo tutti i pagamenti ad avvocati e compagnia).

Spero che non si illuda troppo, che ora riesca ad organizzarsi rapidamente e... pacificamente con i fratelli. Non me ne intendo di tempi tecnici e burocratici, mi auguro che non si debba aspettare ancora molto, arriverebbe al momento giusto questo gruzzoletto tanto comodo per la ricerca della nuova casa per noi...


 

 
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FIGLI

Post n°1142 pubblicato il 12 Agosto 2014 da atapo
 

 

FIGLIO 1 - Ignacio

E' nipote, più che figlio, ma fa lo stesso, è stato ugualmente figlio...

E' la storia di qualche giorno fa, scritta sui giornali e presentata alla TV nei notiziari: la leader delle “nonne di Plaza de Mayo” ha ritrovato dopo 36 anni il nipote, figlio di sua figlia, partorito in prigione, poi dato in adozione e sua madre assassinata. Sono ormai conosciute a tutti le atrocità degli anni del regime argentino così come la lotta indomabile di queste “abuelas” che da molti anni ricercano i nipoti, figli dei loro figli desaparecidos durante la dittatura. E ogni ritrovamento accertato è festa grande.

Mi sono commossa di gioia anch'io per questa notizia: da quando due anni fa in teatro interpretai la parte di una “madre” argentina e lessi molto per capire e recitare al meglio quel personaggio tragico mi è rimasto dentro qualcosa che mi fa partecipare con forza più intensa a ciò che riguarda questo passato... cosa si prova per un figlio che sparisce, per un nipotino di cui non sai quasi nulla e che se hai un po' di fortuna ritrovi adulto, nei cui lineamenti cerchi tracce di chi non c'è più, a cui vorresti poter ridare l'amore e la storia di cui è stato privato...

Una disperazione che diventa enorme coraggio e continua forza in queste nonne, a cui ormai gli anni che passano lasciano tempi sempre più brevi...

http://www.repubblica.it/esteri/2014/08/06/news/argentina_carlotto_ritrova_nipote_desaparecido-93213569/


FIGLIO 2 – Federico

Un'auto con cinque giovani a bordo, stanno tornando a casa poco prima di mezzanotte in una di queste calde sere di agosto. Ragazzi normali, nessuno sballo, niente alcool, solo una serata insieme nel paese di villeggiatura dove alcuni di loro sono ospiti da parenti. Non si sa ancora perché la macchina a un tratto sbanda e si schianta contro un muro con la parte di dietro proprio dove siede Federico, che batte violentemente la testa. Gli altri, tra cui il fratello maggiore di Federico, non si fanno quasi nulla, lui muore in ospedale poche ore dopo. I suoi genitori concedono la donazione degli organi.

Queste persone le conosco bene: la mamma è una delle mie ex colleghe di scuola più care, con cui continuo ad avere rapporti, il babbo è egiziano e molto partecipe alla vita della nostra scuola, i due fratelli erano stati negli scambi in Francia, la sorella minore l'ho conosciuta nei lavori a gruppi con la mia ultima classe. Una famiglia interculturale esemplare, che ebbe negli anni diversi problemi economici e di salute sempre affrontati con forza d'animo e grande cuore, quel cuore che ora ha fatto la scelta di donare gli organi del figlio. Un grande dolore ho provato anch'io per questa tragedia di cui razionalmente si fatica a trovare il senso...

Ieri c'è stato il funerale, gremita la chiesa e la piazza antistante. Tante famiglie perché la famiglia è conosciuta e amata nel quartiere, tantissimi giovani perché Federico aveva molti amici, era un bravo ragazzo normale che si era appena impegnato a superare l'esame di maturità e ancora non aveva deciso che farne della sua vita, ma voleva trovare presto un lavoro per dare una mano in famiglia. Tutti quei ragazzi venuti ieri a salutarlo erano sconvolti, forse è la prima grossa tragedia della loro vita e così assurda, così lontana dai pensieri dei giorni di vacanza... Gli amici hanno letto parole affettuose per lui: “Sei arrivato primo, fra noi, a vedere Dio”

Ciao, esco.” Le sue ultime parole in casa, quella sera. Ma i suoi genitori non potranno più aspettarlo, come facciamo tutti noi genitori, tutte le sere quando i nostri figli escono, con quell' ansia che si dilegua solo quando la porta si apre a notte fonda.

Sto soffrendo molto anch'io per questa morte, confido che i miei amici mantengano la forza che hanno sempre mostrato, che li aiuti a convivere con questo dolore enorme.

http://www.lanazione.it/massa-carrara/incidente-mortale-fosdinovo-federico-salib-1.111529


La vita è anche questo, figli che si ritrovano, figli che si perdono... e genitori in equilibrio instabile, tra bonacce e burrasche.



 
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10 AGOSTO

Post n°1141 pubblicato il 10 Agosto 2014 da atapo
 

LA SUPERLUNA

Di stelle cadenti non ne ho vista nemmeno una,

ma la super luna c'era, eccome!

 

 
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GITA

Post n°1140 pubblicato il 09 Agosto 2014 da atapo
 

 

PRIMO GIORNO D' ESTATE

Ieri finalmente l'ho sentito come il primo giorno di questa estate sotto molti aspetti faticosa .

Ieri, per la prima volta da non so più quanto tempo, io e il marito siamo stati fuori casa tutta la giornata e IN GITA!

Siamo andati in montagna, sull'Appennino tra Firenze e Bologna. Abbiamo voluto ripetere la bella esperienza fatta l'anno scorso insieme con la coppia di amici che sono venuti con noi alle Canarie: loro partono da Bologna, noi da Firenze, ci incontriamo a metà strada a Bruscoli, frazione di quattro case, una chiesa, un panificio che profuma tutta la vallata e... un ottimo ristorante di specialità dei due versanti. E' stata la prima uscita per mio marito da quando ha avuto la sciatica, quasi un collaudo delle sue forze, quindi un'organizzazione tranquillissima e l'appuntamento lassù a mezzogiorno. I nostri amici hanno da poco fatto due viaggi importanti: negli Stati Uniti e nell'isola greca di Citera (la Grecia è il loro luogo di vacanza preferito) e, tutti abbronzati, ne avevano da raccontarci! Anche noi ne abbiamo da raccontare, ma notizie di tutt'altro genere... Comunque le imprese dei figli e dei nipotini di entrambe le coppie costituiscono sempre un argomento che ci accomuna...

In quel ristorante la bistecca alla fiorentina è superba, seduce anche me che di solito non sono molto carnivora! Ma è tutto buono lassù, l'aria di montagna è un ottimo condimento.

Il tempo era splendido finalmente, dopo tutta la pioggia dei giorni scorsi, che sia finalmente l'avvio di una vera estate?

Nel pomeriggio siamo arrivati al lago del Brasimone e, lasciata l'auto al parcheggio, abbiamo fatto una passeggiata lungo le sue rive, tra il sole e l'ombra della campagna e dei boschi.

 


Ci siamo fermati a riposare in una pineta mista a qualche giovane quercia, tra grandi felci e funghi enormi, chissà se erano buoni...


Si stava veramente bene lì sotto, seduti su un tronco abbattuto, tra una chiacchiera e l'altra, il calore del sole era addolcito dal fresco delle piante e del lago che si intravedeva fra gli alberi.

  

 

Mio marito ha resistito abbastanza bene, ha trattenuto la stanchezza fino a casa quando è poi stramazzato sul divano...

Nel ritorno non abbiamo preso l'autostrada, ma abbiamo preferito la strada normale che scende a Prato, tra monti, boschi e paesini, per riempirci ancora un po' gli occhi di tutto quel verde, tanto il tramonto e il buio in questa stagione non creano di certo problemi.

Ieri sera ero anch'io un po' stanca: sono fuori allenamento all'aria aperta, visto come stanno passando questi mesi, però ho voluto subito scaricare le foto di tutto quel verde e solo a guardarle mi si riapriva il cuore...

...e il colorito di una timida abbronzatura che ore mi ritrovo sulle spalle e sulle breccia mi fa sentire un po' di estivo ottimismo.

(e per questa settimana passo il blog-florilegio...)


 
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CASA MIA, CASA MIA

Post n°1139 pubblicato il 05 Agosto 2014 da atapo
 

 

IN VENDITA


 

Continua l'avventura che ci dovrebbe portare ad avere una casa nuova, dopo le puntate qui, qui e qui...

Oggi parlerò di VENDITA: occorre vendere la casa in cui abitiamo attualmente per raggranellare la cifra che ci serve.

Avete presente quelle serie televisive di compra-vendita case in giro per il mondo? Ecco, all'inizio anche da noi si era avviato più o meno così: gli addetti dell'agenzia erano venuti a visitare casa nostra, avevano apprezzato i soffitti con le travi a vista, i pavimenti, le scale in pietra serena, la dislocazione delle stanze, ma avevano arricciato il naso su altri aspetti e ci avevano suggerito, per "valorizzare" e guadagnare di più dalla vendita, di fare altri impegnativi lavori di ristrutturazione. Bravi! E noi intanto dove saremmo andati ad abitare? Un altro mese in camper come nel 2008? E con quali soldi? Se quelli che abbiamo ora non bastano nemmeno per una casa nuova... Inoltre immaginavo: ristrutturiamo e abbelliamo, vendiamo, magari chi compra ributta tutto all'aria perchè preferisce diversamente...

Mio marito aveva cominciato a seguire con passione le serie televisive di cui sopra, per aggiornarsi sull'argomento, diceva, ascoltava con interesse le proposte dell'agenzia e quasi quasi ci credeva... Io non ero assolutamente d'accordo, preferivo guadagnare meno, ma vivere meglio. Tira e molla, ho ceduto solo sulla reimbiancatura generale, di cui in effetti c'era bisogno e che avrebbe dato una luminosità nuova all'insieme. Secondo l'agenzia avremmo anche dovuto "svuotare" il più possibile le stanze per dare un'idea di maggior spazio.

Impresa titanica, altre occasioni di dispute familiari: chi butta via cosa... Ma insomma, in una casa abitata le tracce di chi la abita ci saranno pure, o no? Se lo scordassero di vedere una casa come quelle (vuote) delle riviste di arredamento!!!

Abbiamo fatto il possibile e anche un po' di impossibile, mio marito si è presa la sciatica, come sa chi segue questi post e queste vicende, finalmente sono venuti a scattare le foto delle stanze, le hanno messe in agenzia e sul sito... e sono cominciate le visite degli interessati.

Queste visite ormai ci condizionano le giornate e gli impegni: veniamo avvisati un po' prima, a volte solo il giorno precedente, ci telefonano: "Siete in casa a quest'ora per una visita?"

Vuoi rifiutare? Forse è l'occasione d'oro! Così gli impegni che abbiamo passano in secondo piano, si annullano, si rinviano... e ci si prepara ad accogliere l'impiegata dell'agenzia insieme a questi sconosciuti, con un bel sorriso accogliente sulle labbra e tanto "entusiasmo".

Anche la casa deve dare un'idea di accoglienza calorosa, quindi che sia tutta in ordine, tirata a lucido... E questo è il mio cruccio più grosso: ogni tanto c'è la biancheria stesa, la lavapiatti che si rimanda di caricare, la pila di vestiti da piegare o stirare, qualche pacco di libri o documenti su cui si sta lavorando che restano in giro... NO! Dovrebbero sparire quando ci sono le visite! Non sempre ce la facciamo perfettamente. Insomma, il riordino è diventato il mio incubo, già non era mai stato il mio forte! Mi dico che mi servirà come allenamento, forse cambierò abitudini e diventerò più ordinata, mah!

Da metà maggio è stato tutto un via-vai ed è passata gente di tutti i tipi: ci sono alcuni, soprattutto i Cinesi, silenziosissimi, guardano tutto e non dicono nulla, imperturbabili, un "buongiorno" all'inizio, un "grazie arrivederci" alla fine e via. Quasi mi sento delusa.

Altri invece fanno domande tecniche: gli impianti, gli anni in cui abbiamo ristrutturato, quali muri si potrebbero abbattere e quali no, e qui è il campo di mio marito...

Le donne soprattutto si mettono a raccontare: chi sono, che tipo di casa gli servirebbe, anche i fatti loro...

C'è chi indaga sui servizi della zona, sono famiglie con bambini, allora io assicuro che di meglio non si può trovare: abbiamo vicino scuole, supermercati, zone verdi, si parcheggia facilmente e la fermata del bus è di fronte a casa, dico che ci ho cresciuto due figli in quella casa e sono venuti su piuttosto bene...

Lì, sul momento, in genere restano piacevolmente colpiti da certi particolari abbastanza originali di casa nostra, ma so che aspetti negativi ce ne sono, tipo il non avere spazi esterni ed essere su tre piani.

Insomma, finora molte visite, ma nulla di concreto.

Ora in agosto l'agenzia chiude per ferie e le visite riprenderanno in settembre, sappiamo che c'è già una persona in lista.

Noi intanto abbiamo diffuso tra i conoscenti la notizia che vorremmo vendere, tanto per provare tutte le strade... Anche qui tra i lettori, se qualcuno fosse interessato... un messaggino...

Nel frattempo dobbiamo farci venire qualche idea, nel caso trovassimo una casa nuova mentre la vecchia ci rimane ancora sul groppone.

 



 

 

 
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RICORDO

Post n°1138 pubblicato il 02 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

DI SABATO MATTINA

 


 

Anche quell'anno era sabato.

Per noi era un anno un po' così, di transizione (forse come ora...): mio marito lavorava a Firenze da alcuni mesi, aveva iniziato a cercare casa là per trasferirci tutti, una scelta importante e difficile. Eravamo appena tornati da tre settimane di vacanza in campeggio ad Ostuni.

Avremmo dovuto riposarci in quella vacanza, riannodare le fila di coppia e di famiglia dopo mesi duri... invece la vacanza era stata pesantissima: a mio figlio (4 anni) era venuta la pertosse e a mia figlia (1 anno), forse per il cambiamento d'aria o forse a causa del suo amore per la sabbia mangiata a palettate, era venuta una diarrea che non riuscivamo a debellare, anzi avevamo già in corso delle analisi nel laboratorio all'ospedale.

Insomma, giorni che solo con le energie dei 30 anni si superano e mi domando ancora come facessi...

Ecco, in quella mattina di sabato d'agosto ero uscita con i bimbi in passeggiata e ci eravamo fermati appena dentro un giardino pubblico, sotto un enorme albero che faceva ombra e fresco, dove c'era un muretto di pietra. Il grande faceva correre le macchinine sul muretto e sul prato, la piccola nel passeggino lo guardava, io... sonnecchiavo e mi riposavo un poco.

Sulla strada a un tratto passò mio marito in bicicletta.

Uno scampanellio, io dico:-Bimbi, c'è papà, lo salutiamo!- Le manine che si agitano, lui ci sorride e risponde con un'altra scampanellata, lo vedo allontanarsi. Sta andando in centro per alcune commissioni, i suoi soliti passaggi in vari negozi di elettronica e di bricolage.

Poco dopo noi, con calma, prima che il sole bruci troppo, rientriamo in casa ed io comincio a preparare la pappa per la piccola. Mio marito tornerà per le tredici, come d'accordo.

Invece...

Sento aprire la porta, è lui in anticipo, ha un viso strano, sconvolto...

-Presto, apri la televisione, mi grida, la stazione di Bologna è crollata!-

E subito la TV ci manda le terribili immagini che tutti poi hanno visto, che non scorderemo mai più.

E lui, concitato, mi racconta.

Di solito quando va da quelle parti in centro passa per la stazione a comperare il giornale, quella mattina invece, non sa perché, è come se la bici andasse per conto suo e lui si trova a passare da una strada parallela a quella della stazione: quando se ne rende conto dice fra sé: “Guarda, ho cambiato strada, pazienza, il giornale lo comprerò da un'altra parte”. Ma subito vede correre sotto i portici, provenienti dalla stazione, alcune persone che gli paiono disperate, c'è chi ha l'abito stracciato e sporco di sangue... Allora col cuore in gola si dirige verso la stazione e appena vede da lontano lo scempio e la strage di volata ritorna a casa, per rassicurarmi nel caso io stessi ascoltando la radio o guardando la TV...

Non aveva sentito alcun rumore dell' esplosione perché, scoprimmo poi, il vento aveva portato ogni suono dalla parte esattamente opposta a dove era lui e i palazzi alti avevano fatto barriera. Così l'immagine improvvisa e inaspettata della stazione sventrata gli fu ancora più raccapricciante.

Era il 2 agosto 1980, avrebbe potuto cambiarci la vita.

Abbiamo ripensato spesso a quell'errore di percorso in bicicletta che probabilmente lo ha salvato...

Avevo rischiato di restare vedova con due bambini piccoli, oppure lui e noi avremmo scontato le conseguenze di terribili ferite... avrei avuto una vita completamente diversa, forse non mi sarei certo più allontanata da Bologna.

Un attimo e il destino ti indirizza su una strada o su un'altra, che tu lo voglia o no.

Ecco perché ogni anno il 2 agosto sento ancora i brividi, e ancora di più quando cade di sabato, come quest'anno, il sabato è spesso una mattinata pigra in cui ci si stacca dalla settimana e tranquillamente si imbastisce il relax...

E l'immagine di quel giovane uomo che passa in bicicletta e ci saluta allegro mi è rimasta impressa nel ricordo, intimamente legata ad una sensazione di destino, quasi di miracolo...



 

 
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BLOG FLORILEGIO e altro

Post n°1137 pubblicato il 01 Agosto 2014 da atapo

 

DOVE ANDIAMO ?

 

non proprio così...

 

Devo ammettere che stavolta il servizio guasti è stato veloce. Anche un po' inaspettato: avevano detto che il loro orario era di mattina fra le 8 e le 10, invece la scampanellata è stata alle 7,40: mio marito era in bagno, io ero scesa a preparare la colazione. Non è che dovessero entrare in casa, tutto il marchingegno è esterno, però il tecnico doveva avvisare dell'inizio lavori e che poi avrebbe fatto delle chiamate telefoniche per assicurarsi che tutto fosse a posto.

Così ho aperto io. Ero in pigiama, nulla di scandaloso o troppo sexi, per carità, però ho cercato di “sporgermi” il meno possibile dalla porta... Inutile, lo sguardo del tecnico è stato eloquentissimo, direi che in un secondo mi ha... vivisezionato, con l'occhio che girava anche dietro alla porta... Un po' di imbarazzo, ma poi mi veniva da ridere perché pensavo alle barzellette e ai miti degli operai e riparatori che vengono accolti da certe casalinghe... E l'accento di costui lo indicava proveniente da una parte d'Italia in cui l'uomo ha la fama di essere molto “caliente”... Quando poi è finito il tutto e l'ho raccontato a mio marito abbiamo riso in due!

Così allegramente il problema è stato risolto con una rapida sistematina al cavo (ma gli operai che hanno fatto il guaio avranno delle conseguenza? Temo di no, come al solito...)

Giusto in tempo per suggerirvi il blog della settimana: utile per chi parte e vuole suggerimenti di viaggio. Io continuo a partire solo con la fantasia...

Eccovi IO AMO I VIAGGI, della stessa autrice di IO AMO FIRENZE e beata lei che gira così per il mondo! Mi pare utile la suddivisione in:

Week end in Italia,

mare,

viaggi in Europa,

Natale e capodanno,

grandi viaggi,

così ci si orienta meglio su ciò che si desidera. E se qualcuno dei suoi consigli vi servirà, ne sarò proprio contenta!

Stavolta  Ody è arrivata prima, io ho scritto all'ultimo momento, non le ho scippato il blog...

 
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SPARITA

Post n°1136 pubblicato il 30 Luglio 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

CI  RISIAMO

non è stata un' ennesima innovazione finita male, tentata da mio marito esperto informatico,

non è stato un altro cambio di gestore telefonico che non va a buon fine...

...ma due operai sono andati a lavorare attorno alla cabina telefonica che ho sotto casa mia, mio marito li ha intercettati vicino alla cassetta con tutti i fili, contatti ecc... e gli ha chiesto, scherzando ma non troppo: "Non è che poi ci combinate qualcosa a noi utenti normali?"

"Nooooo! Ma che dice!"

Però quando gli operai se ne sono andati sono rimasti fili penzolanti e... è sparito il nostro collegamento telefonico!!!

Per Contattare il servizio guasti tramite cellulare ci abbiamo messo una giornata, finalmente ci hanno risposto e aperto la pratica... da contratto ci vorranno circa tre giorni per il ripristino...

Insomma, non mi resta che salutarvi e augurarvi buon weekend, da questo collegamento volante cellulare-portatile del marito!

In compenso avrò la casa pulita e abbasserò la pila di roba da stirare... GRRR!

 

 
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PROBLEMI EDILIZI

Post n°1135 pubblicato il 27 Luglio 2014 da atapo
 

 

CERCO CASA

 


 

Dopo il primo fallimento, vedi post del 9 luglio, molti altri annunci di case in vendita scorrevano sugli schermi dei nostri computers. In un certo senso ci eravamo divisi i compiti: io avevo linkato indirizzi di agenzie ed esaminavo proposte soprattutto in quel paese confinante con Firenze che a me piace molto (aria buona, ottimi servizi e collegamenti), mio marito quelle nella zona vicina a dove abitiamo ora.

E abbiamo cominciato le telefonate, gli appuntamenti e le visite... Entrare realmente in una casa è tutto diverso da vederne alcune foto, magari anche scattate male o di particolari insignificanti: ci stiamo facendo proprio una cultura edilizia!

Abbiamo visitato casette graziose, ma con ambienti minuscoli, con scale strettissime o con subdoli gradini per entrare in ogni stanza, mentre a causa dei nostri problemi fisici vorremmo eliminare le barriere architettoniche. In certe case veniva chiamato giardino uno squallido spazio esterno, magari sconnesso, che richiamava l'ora d'aria dei carcerati. In alcune il riscaldamento era inesistente, abbiamo scoperto l'esistenza di ruderi veri e propri in cui la soluzione più saggia era abbattere tutto e ricostruire daccapo! Nei piani superiori venivano spacciate come stanze delle soffitte senza l'altezza obbligatoria per l'abitabilità.

Una casetta che sulla carta sembrava l'ideale era esposta soltanto verso nord, ad est e a ovest era “coperta” da enormi palazzi: gli attuali proprietari dicono che d'estate è freschissima, ci credo!!! Non hanno detto però quanto si spende per il riscaldamento d'inverno... Io sull'esposizione sono molto pignola, è un retaggio di quando alle scuole medie studiando economia domestica rimasi colpita dai vantaggi di una buona esposizione e nelle case in cui ho abitato ho constatato che l'esposizione fa davvero la differenza.

Scoprivamo che sempre ci sarebbe toccato fare interventi di ristrutturazione nelle case di una certa età, allora abbiamo rivolto le ricerche anche ad edifici nuovi o ancora in progetto e lì abbiamo fatto una scoperta inaspettata: la nostra zona è considerata alluvionale, quindi i più recenti regolamenti edilizi prevedono che nelle nuove costruzioni il piano più basso (il pianterreno per intenderci) sia destinato solo a garage e non abitabile. Ma poiché siamo in Italia e fatta la legge si fa subito l'inganno ecco che ci hanno offerto dei terratetto in cui al pianterreno c'erano strane stanze, con porte finestre larghissime (tipo porta da garage...) e finestre di forma strana: il costruttore ci diceva che aveva approntato tutto per poterle adibire a cucina e soggiorno, anche se sulla carta quegli ambienti sarebbero stati dichiarati garage non abitabili. Perfetto! Così semmai ci fosse un controllo uno si ritroverà a pagare multe, senza mezza casa ma con garage enormi! A noi questi imbrogli proprio non vanno.

Oppure, con soluzioni fantasiose ed ardite, erano progettati giardini in salita o terrazzati, pieni di scale per raggiungere l'altezza legale per le stanze abitabili: erano anche belli, ma per niente adatti a noi.

Poi, anche nelle case nuove, stanze sempre piccolissime! A me piangeva il cuore pensando alla strage di mobili, suppellettili e ricordi che rischiavamo di dover fare... Anche mio marito, nonostante continuasse a dire “Così finalmente sarai costretta a buttare molta della tua roba inutile”, capiva che non solo io avrei dovuto sacrificarmi...

Nel frattempo, come temevo, mio marito diventava sempre più pignolo nei suoi desideri: arricciava il naso davanti a ogni proposta che trovavo io, mentre le sue le teneva in grande considerazione, finché è arrivato a dirmi che l'idea del paese vicino a Firenze non gli andava proprio, che voleva restare nella zona in cui abitiamo ora, perché... “tu hai amici dappertutto, io conosco solo persone qui attorno a casa”(traduci: lui conosce e frequenta solo gente della parrocchia).

Inoltre ha dichiarato che assolutamente vuole un giardino, non si sarebbe accontentato di una terrazza. Voglio vedere poi chi si occuperà del giardino, data la sua pigrizia e i problemi fisici di entrambi... Allora io ho rallentato le mie ricerche, che se la sbrigasse un po' da solo, ma senza mai tralasciare di accompagnarlo nelle ispezioni dal vivo...

Inoltre ci sono anche gli aerei da tenere in considerazione: il nostro quartiere non è solo alluvionale, ma anche... aeroportuale e il problema degli aerei che ti passano sulla testa è importante in molte strade della zona, come avevamo immediatamente capito alla prima casa adocchiata.

Insomma, trovare una nuova casa adatta a noi, con tutte queste esigenze e un budget contenuto, diventa sempre più complicato... avremo un colpo di fortuna?

 
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BLOG FLORILEGIO

Post n°1134 pubblicato il 25 Luglio 2014 da atapo
 
Tag: viaggi

 


Oggi vi invito...

... quasi a casa mia. Voglio dire: venite a Firenze!

Non è certamente necessario il mio suggerimento, in questi giorni poi quando vado in centro vengo "sommersa" dai turisti e non è sempre facile nè vivibile per gli abitanti normali ...

Anche se in fondo mi piace quando qualche viaggiatore più o meno sperduto mi chiede informazioni ed io mi sento contenta se riesco ad aiutarlo.

Ma dopo aver fatto indigestioni di monumenti e musei cosa si può fare ancora a Firenze?

Ecco, questo blog offre molte proposte aggiornate e quasi quotidiane, oltre che, naturalmente, dare le indicazioni classiche che si potrebbero trovare nelle guide tradizionali.

Naturalmente è utile anche a chi Firenze la abita tutti i giorni dell'anno: un ristorantino sfizioso, una seratina estiva ad un concerto o ad uno spettacolo all'aperto...

A me, neppure questo riesce a fare in questa estate maligna: i problemi di salute in famiglia, uniti al tempaccio bizzarro ci fanno passare in casa le serate. E allora, che io possa sbizzarrirmi a leggere e a sognare...

 
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VIVA GLI SPOSI

Post n°1133 pubblicato il 21 Luglio 2014 da atapo
 

 

IL MATRIMONIO PERFETTO

Non vi darò nessuna ricetta per...

Magari ce l'avessi!

Ieri pomeriggio festa di nozze: si è sposata la figlia della famiglia perfetta, di cui talvolta ho raccontato anche qui, soprattutto a causa di certe cene...

Il figlio si era sposato due anni fa, ora lei e... basta: vedremo se ai genitori verrà la “sindrome del nido vuoto”, ma non credo, con tutti gli impegni che hanno, inoltre il figlio abita a due strade di distanza, la figlia sulla stessa strada tre numeri civici più in là della casa paterna, quindi credo che le frequentazioni saranno abbastanza assidue...

Considerando che questa ragazza ci ha nominati “zii”, la nostra presenza al matrimonio per lei è stata importante e ha messo un po' in crisi mio marito che voleva scriverle un biglietto d'auguri... ispirato, ma fino a pochi giorni fa non trovava abbastanza ispirazione.

Stavolta ero un po' emozionata anch'io: conosciamo la sposa da quando era piccola, mio marito l'ha seguita in parrocchia nei gruppi di formazione che ancora adesso si ritrovano periodicamente tra giovani-adulti, io le ho passato diverse volte consigli e materiali di lavoro durante i suoi studi universitari in Scienza della Formazione ed ora nelle sue attività di lavoro (ancora precario, naturalmente).

La mia emozione aveva anche un altro motivo: lo sposo è stato mio scolaro, molti anni fa. Ho avuto la sua classe per tre anni, gli insegnavo il francese e in quinta anche la storia, per una di quelle suddivisioni sperimentali di materie che si facevano per far funzionare gli incastri terribili di orario nelle sezioni a moduli. Ho un bel ricordo di quel gruppo e del lavoro svolto con loro, erano vivaci, ma volonterosi, lui era uno dei più tranquilli. Ritrovarci dopo tanti anni è stata una bella sorpresa e mi fa sentire ancora più cara questa giovane coppia.

Naturalmente il matrimonio è stato PERFETTO, il cielo minacciava pioggia ma ci ha spruzzato solo poche gocce, il minimo indispensabile per poter dire “sposa bagnata, sposa fortunata”.

Dopo la messa il ricevimento è stato in una villa rinascimentale trasformata in ristorante nel Mugello, un po' lontano, ma la location, come si dice ora, era strepitosa: dal prato attorniato da grandi conifere si vede il panorama su tutta la vallata, onde di monti, campi, boschi e prati: nuvoloni scuri passavano ogni tanto, ma ci hanno graziati e ad un tratto si è formato nel cielo un bellissimo arcobaleno doppio. Poco dopo il sole è tramontato, la festa è continuata fino a tarda notte, tra la cena, gli scherzi e le danze. La moglie del figlio-perfetto, che è uruguaiana, è riuscita a trascinarmi in una danza più o meno caraibica, cosa che non avveniva da più di quarant'anni! E sono arrivata in fondo, nonostante i tacchi alti...

In tema di perfezione, il fotografo ufficiale ha ottenuto la sua foto perfetta: racconta che aveva già finito di scattare il servizio concordato nel parco di Pratolino e stavano avvicinandosi alla villa del ricevimento, quando è comparso quel bellissimo arcobaleno doppio. Ispirazione... ha fermato l'auto lungo la strada e ha messo in posa i due sposi in mezzo a un campo, ecco il risultato...

 


Non è una meraviglia?

 

 
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BLOG FLORILEGIO

Post n°1132 pubblicato il 18 Luglio 2014 da atapo
 

 

PER RIMANERE IN TEMA

Poichè negli ultimi post ho parlato di narrazioni e di scrittura creativa, rimango in tema (e per ora lo concludo, questo tema) col blog che voglio presentare oggi.

Si chiama AFORITMI, è di un certo Roby Ragazzo che così si descrive:

"Laureato in Economia in una vita precedente, Marketing Manager di giorno, batterista di notte e scassinatore di parole quando capita. Aforitmi, calembours e racconti brevi."

 


 

Come ha fatto la mia vita (di blogger) ad incrociarsi con la sua? Lui fa parte, come me, del gruppo di narratori e aspiranti tali che su facebook si scambiano settimanalmente le loro piccole composizioni, quando ho scoperto che tiene anche un blog sono stata molto curiosa di esplorarlo. Nel blog inserisce i suoi racconti, non li ho ancora letti tutti, ma quelli che ho letto mi sono piaciuti, ci sono anche alcune sezioni con i raccontini brevi che ha già pubblicato nel gruppo di facebook.

Dunque ve lo faccio conoscere volentieri, potrete aggiungere le sue storie alle vostre letture estive...

 
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NUOVE AMICIZIE

Post n°1131 pubblicato il 16 Luglio 2014 da atapo
 

LA  SIMO

 

 

 

L'amica che avrebbe voluto venire a Bologna insieme a me fa parte delle mie nuove conoscenze dovute al teatro. Ha tre anni più di me, ma a vederla non si direbbe proprio: piccola, minuta, ha lunghissimi capelli a volte sistemati in fogge strane, è sempre truccata e abbigliata spesso in maniera originale e senz'altro più giovanile di quanto si possa immaginare per una signora della sua età. Certo, a guardarla da vicino le rughe ci sono, è di quelle persone che dall'aspetto dimostrano un'età veramente indefinibile. Ci conosciamo dal primo anno del teatro in francese, per lei allora era una lingua abbastanza sconosciuta, ma si è impegnata da subito a studiarla proprio approfondendo gli spunti e le proposte del regista ed ora è molto migliorata. Non ha mai avuto timore di "lanciarsi" a parlare in francese, anche con errori buffi e chiedendo sempre aiuto quando non capiva e questo è stato fondamentale.

Più che il francese lei però ama il teatro, ama recitare: l'ho scoperto man mano che la nostra conoscenza si approfondiva, perchè oltre a partecipare con me ad altri spettacoli in italiano faceva (e fa) anche rappresentazioni e letture sceniche con altri gruppi. Mi sono resa conto che è "dentro" un sacco di associazioni e di iniziative culturali, che conosce un sacco di gente a Firenze. Può gestire le sue giornate liberamente, non ha marito e ha un figlio ormai adulto, e di carattere è proprio così: piena di curiosità e di interessi, molto socievole e disponibile, anche se quando qualcosa non le va giù non ci pensa due volte a fare le sue rimostranze anche in modo sostenuto.

All'inizio mi sembrava un po' strana, direi che è stata lei ad avvicinarmi, io sono sempre così timida, ma più la conosco e più l'apprezzo. Pian piano ci siamo scoperte ad avere interessi in comune, anche se magari lei li ha seguiti in modo molto diverso da me: per esempio entrambe amiamo la natura e i viaggi, lei però ha viaggiato molto più di me ed in modo più avventuroso, continua a fare lunghe camminate con gruppi di trekking (cosa a me proibitissima), fu podista e marciatrice (ha fatto varie maratone e ha vinto due volte la maratona del Passatore). Ci siamo scoperte la stessa passione per la letteratura e la scrittura creativa, lei ora segue i corsi di questo tipo all'università dell'età libera, mi racconta cosa fanno e mi fa leggere i racconti che scrive come compito. Segue con interesse ciò che scrivo io in quel gruppo su Facebook, ma non vi partecipa perchè dice che non riuscirebbe. Quest'anno ha frequentato anche lei il corso al teatro delle Spiagge, il primo corso, ne era stata attratta proprio da ciò che le avevo raccontato della mia esperienza dell'anno scorso e dalla riuscita del nostro spettacolo su Woody Allen.

E' una persona che si impegna sempre molto seriamente in ciò che fa, per questo mi piace e la mia stima per lei è andata aumentando nel tempo.

L'ultima sua impresa è stata di... stampare un libro! Ha seguito un corso sulla scrittura autobiografica, dove l'insegnante ha proposto che ognuno stampasse i suoi elaborati attraverso il sito "ilmiolibro.it" : naturalmente lei ci ha provato, mi raccontava le sue peripezie informatiche dentro a quel sito, mi chiedeva anche consigli... e alla fine ce l'ha fatta! Ne ha stampate un po' di copie che sta regalando agli amici. Una è anche per me, ho appena finito di leggerla e la metto nel box qui accanto, tra gli ultimi libri letti. Ha un titolo che parrebbe un po' provocatorio, in realtà allude solo alla sua grandissima passione per la corsa...

E' stata una lettura piacevole, anche se naturalmente non è una prosa da Nobel, ma soprattutto è stato sorprendente scoprire quanto abbia avuto una vita ricca, avventurosa e... molto diversa dalla mia: abbiamo vissuto più o meno negli stessi anni, ma quanta differenza di esperienze! E leggere queste grandi diversità mi intriga... Penso così di averla conosciuta meglio, in fondo non è che ci siamo frequentate molto al di fuori degli incontri per il teatro e attraverso la sua autobiografia mi è diventata ancora più simpatica...

Le ho suggerito di metterlo in vendita il suo libro, attraverso il sito, almeno potrebbe guadagnarci qualcosa, se lo farà io ne comprerò subito una copia per donarla ad un'altra mia amica che ama... le vite avventurose.

Ora ci è venuta in mente un'idea... che chissà se riusciremo a concretizzare insieme... ma non dico nulla, per scaramanzia!

 
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IL COMPITO

Post n°1130 pubblicato il 13 Luglio 2014 da atapo
 

 

SCRITTURA CREATIVA

 

Il vecchio e il mare

 

Ieri sono stata a Bologna, o meglio in una cittadina vicino a Bologna in cui sono arrivata con una combinata sequenza di treno e autobus. Mi ero iscritta ad una giornata di studio proposta da un'associazione, conosciuta attraverso facebook, che organizza corsi di scrittura creativa on line e dal vivo in varie città d'Italia.

Mi sta tornando l'interesse per la letteratura e le storie, mio primo amore da quando ho imparato a leggere, poi più o meno trascurato a fasi alterne nei vari periodi della mia vita. Ora anche il teatro fa parte di questo amore e se non devo leggere e studiare testi teatrali leggo storie, racconti, romanzi... e vorrei leggerne sempre di più, ho da smaltire montagne di libri che occupano i mobili di casa mia, comperati in seguito ai miei colpi di fulmine letterari... bisognerà che mi dia da fare!

Poi mi piace scrivere: talvolta ho deliziato anche i miei lettori di qui con storie e storielle inventate da me e altre mi frullano per la mente, ho appunti e trame sparsi qua e là che attendono di evolversi in qualcosa di più dignitoso e chissà se mai ci riusciranno...

Insomma, ieri in quel laboratorio si parlava di “Scrivere un racconto-livello base” e ho pensato che facesse proprio al caso mio. Così sono andata. L'avevo proposto anche ad un'amica che ha le mie stesse passioni, ma ieri aveva già un impegno, le è molto dispiaciuto e stamattina mi ha subito telefonato per farsi raccontare.

Sono stata soddisfatta, il professore ha preso in esame alcuni racconti di Calvino, Hemingway, Cechov, Marquez, Salinger per scoprirne le caratteristiche e i modi diversi di raccontare. Qualcuno lo conoscevo, altri no, saranno nuove indicazioni di prossime letture, come se non ne avessi già abbastanza in lista d'attesa...

Ma poi, concludeva il prof, anche dopo aver letto tanto ognuno deve trovare la SUA strada e non accontentarsi, deve ripensare, rivedere, aggiustare, anche rifare tutto da capo. Pare che Hemingway completò quello che è considerato il suo racconto più bello, “Il vecchio e il mare”, ben sedici anni dopo che fu ispirato dalle esperienze di alcuni pescatori e gli venne l'idea!

Alla fine abbiamo avuto un'ora di tempo in cui tentare di produrre qualcosa dalle suggestioni di una parola “la mira”,dalla quale il professore era partito per tutto il lavoro della giornata: le direzioni potevano essere tante. Per concludere qualcuno di noi ha letto il suo scritto e l'insegnante ha dato suggerimenti su come poterlo migliorare ancora, comunque ci ha gratificati dicendo che non si aspettava che lavorassimo così bene.

Per soddisfare la curiosità di qualche lettore che è arrivato fin qui vi regalo il mio piccolo tentativo di scrittura nel laboratorio di ieri...

 

IL COMPITO

Tutto era cominciato quando andò al funerale di uno zio: i parenti venuti da altre città le erano sembrati così diversi, invecchiati ed era logico: anni che non si vedevano! Lei era sulla mezza età, il vederli le ricordava che il tempo era inesorabile. Ebbe improvvisa la sensazione che si stesse perdendo qualcosa, ognuno dei presenti, morto compreso, aveva una storia da raccontare, ma che si stava allontanando. Cosa ne avrebbero saputo i più giovani, i suoi figli, la nipotina già presente seppure nascosta nella pancia della mamma?

Questi pensieri le occuparono la mente durante tutta la cerimonia, i saluti, i sospiri e i commiati. Poi la vita riprese il suo corso, fino ad altri addii più dolorosi e alla necessità di svuotare la casa di famiglia.

Lei si sedeva in mezzo a stanze sempre più vuote di oggetti, ma che si riempivano di ricordi, di immagini e di parole.

Accarezzava una vecchia valigia di cartone di cui sapeva la lunga storia iniziata durante la guerra, apriva gli sportelli della credenza che odoravano ancora (o almeno così le pareva) delle lasagne preparate nelle grandi teglie per i Natali trascorsi con chi ormai non c'era più, ma di cui risentiva ora voci e risate. E le foto...

Quante foto! Pacchi che lei smazzava come carte da gioco, album rigonfi di pose, di sorrisi, di volti in cui ritrovava somiglianze dimenticate.

Pian piano nella mente ricomponeva la vecchia casa, il ciliegio nel grande giardino e risentiva racconti di vita, di guerra e di pace, che da tanto non ricordava.

Presto, presto, prima che ritornino nel buio, macinati forse definitivamente dai mille impegni della vita presente... occorre fare qualcosa!

Dicono che lei sia brava a scrivere...

Proverà a raccontare, a fissare per sempre su pagine scritte ciò che è stato, per lasciare questa eredità di famiglia ai suoi figli e ai suoi nipoti, perché sappiano da dove vengono.

Vuole prendersi questo compito, come farà non lo sa ancora. Comincerà raccontando storie di persone e di cose, da unire insieme o da lasciare libere.

Basta rileggere una vecchia lettera o guardare una foto in bianco e nero per cominciare...


 

 

 

 
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