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ARRIVATA !!!

Post n°1174 pubblicato il 20 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

LA  BELLA  NOTIZIA

Le belle notizie non si trattengono, è la gioia che le fa sfuggire, saltellare qua e là, diffondersi... ecco allora una bella notizia che ho ricevuto: la condivido anche qui, non riesco a tenerla solo per me ed è bello farne partecipi gli amici...

Ricordate quella coppia di amici francesi, che vi avevo presentato qui, di cui avevo fatto conoscere il loro blog del periodo in cui hanno abitato a Firenze...

... stavano aspettando una bambina che avevano adottato nella Repubblica Centroafricana, luogo in cui la situazione si è fatta sempre più rischiosa a causa della ennesima guerra... tutti eravamo in ansia per loro e per la conclusione della loro vicenda che si protraeva ormai da più di un anno...

Finalmente la bimba è arrivata in Francia

e per i genitori adottivi è terminato l'incubo e inizia la nuova vita in tre!

Ho ricevuto la loro mail che hanno mandato agli amici per condividere questa grande gioia. Appena l'ho letta mi sono commossa...

Dalle foto che hanno allegato... vi presento la piccola Amaia, a cui è stato aggiunto il nome francese Agnès!

 
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L' ULTIMO

Post n°1173 pubblicato il 17 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

FINE STAGIONE

Montelupo Fiorentino è un paese famoso per le sue fabbriche di ceramiche e per il Museo della Ceramica.



 

È un paese tranquillo dove ci si vive bene e le case si trovano ancora a prezzi ragionevoli, si sta espandendo anche per questo motivo.

E' il paese in cui vive (bene) mio figlio, con moglie e Riccardo.

 

Montelupo fiorentino

centro storico

E' un paese intelligente che tra le varie manifestazioni domenicali ogni due mesi fa il Super Kaos, cioè lo svuota cantine aperto a tutti, dietro al pagamento di una cifra d'iscrizione abbastanza ragionevole.

Così ho deciso che avrei fatto lì l'ultimo mio mercatino della stagione... peccato che l'attuale stagione non sia molto invitante per i mercati all'aperto: il meteo di ieri dava un po' di tutto: sole, nuvole, pioggia... Ho cercato inutimente a destra e a manca un piccolo gazebo, mio marito non lo vuole comperare nemmeno dicendogli che poi servirà per il giardino della nuova casa, allora ho racimolato da mia figlia due tavoli col buco per infilarci gli ombrelloni da spiaggia e mi sono accontentata di affrontare così la giornata.

Il meteo aveva ragione: c'è stato un po' di tutto, così la giornata si è vivacizzata a ricoprire con fogli di plastica ciò che non veniva protetto dagli ombrelloni nei momenti in cui pioveva, a scoprire tutto quando tornava il sole: non mi sono per niente annoiata!

Posso dire di aver ricevuto il battesimo proprio con l'acqua stavolta!

Parecchia gente passava, più di quanta mi aspettassi visto il tempo incerto e anche stavolta sono stata soddisfatta delle vendite e del ricavato.

Il valore aggiunto della spedizione di ieri è dato dal fatto che siamo arrivati la sera prima col camper e abbiamo cenato insieme alla famiglia di mio figlio: un'occasione per incontrarci, con loro abbiamo qualche difficoltà ad organizzare, mentre con mia figlia è tutto più semplice e più frequente. E a me dispiace di incontrare questo nipotino molto meno degli altri...

Riccardo col papà hanno visitato il mercatino in mattinata: la scuola materna teneva un banco in cui vendeva oggetti portati dai genitori per racimolare qualcosa per le attività scolastiche e questo l'ho trovato ingegnoso: ecco un'altra finalità di queste iniziative, vista la situazione economica delle scuole! Riccardo ha comperato un gioco di macchinine per contribuire e quando sono passati da me a salutarmi non ha voluto uno dei peluche che gli avrei regalato volentieri, diceva che un gioco l'aveva già preso... Che piccolo saggio! O forse per i peluche è già troppo grande, ma erano le uniche cose che avessi per i bambini...

Con questo mercatino ho chiuso la stagione. Ormai alle 17 fa già buio, il freddo aumenta e non mi fa bene stare all'aperto tante ore, anche se fino ad ora non ne ho avuto nessuna conseguenza, forse perchè in fondo mi piace questa occupazione, è anche un po' artistica: sistemare il banco in modo piacevole, individuare i gusti di chi si ferma a guardare, buttare lì quella mezza parola che può invogliare ad un acquisto, poi convincere, poi definire il prezzo... Ieri avevo anche alcuni giacconi e cappotti, li facevo provare, invitavo a fare un giretto e a specchiarsi nelle vetrine dietro ai nostri spazi, ne raccontavo anche la storia ... E mi sento molto soddisfatta se chi lo acquista dice che indosso se lo sente così bene...

Se ne riparlerà a primavera, se arriverà altra mercanzia dai miei suoceri... e se mio marito avrà voglia di continuare a scaricarmi in loco tutti gli scatoloni e le borse di mattina presto... perchè dopo aver fatto questo lui "scappa" e si fa rivedere solo a sera quando io ho rimesso tutto in ordine e a lui resta solo da ricaricare...

la piazza nella zona moderna di Montelupo in cui si svolge il SuperKaos

 
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BLOG FLORILEGIO d'arte

Post n°1172 pubblicato il 14 Novembre 2014 da atapo
 

 

IL RITORNO-BLOG



 

Come avevo preannunciato all'inizio del giochino proposto da Ody, ho finito rapidamente la lista dei blog in cui vado a curiosare ogni tanto (…accade molto raramente in questi tempi) e che ben volentieri vi ho già segnalato, in venerdì ormai abbastanza passati, affinché anche altri possano goderne.

Da un pezzo non ne presentavo più... ma alcuni giorni fa, non ricordo più nemmeno come, sono capitata per caso su un nuovo blog che mi ha subito attirata, l'ho esplorato un poco (… ma proprio poco) e mi sono convinta che valga la pena di annotarlo e di farlo conoscere.

Si intitola SENZA DEDICA e parla di arte. Sulla destra ha una specie di indice in ordine alfabetico: nomi di artisti, di luoghi, di argomenti tutti legati in qualche modo all'arte, in modo da trovare rapidamente ciò che si vuole.

Chi scrive è una donna, immagino lavori in questo campo altrimenti non ne parlerebbe con tanta sicurezza e, mi pare, competenza, ciò che mi è piaciuto è il suo stile così... narrativo e così semplice, sembra un'amica che ti racconta davanti a un caffè e a una fetta di torta. Mi fa pensare a Ody... ce ne fossero di “specialisti” così! Questa però parla solo di argomenti artistici, a meno che non mi siano sfuggiti post più personali, cosa facilissima visto che non l'ho “percorso” a fondo... lascio a voi lettori la delizia di continuarne la scoperta e, se è il caso, il compito di smentirmi!

Se poi avete la passione artistica, ma più tempo libero di me, in questo blog ci sono anche le indicazioni per raggiungere altri blog, alcuni mi pare sullo stesso stampo: c'è da partire per un viaggio infinito...

L'immagine che ho messo qui sopra è tratta da questo blog, rappresenta Novembre in un ciclo dei mesi: quei bassorilievi medievali che ornano chiese e palazzi, veri libri per istruire il popolo illetterato del tempo. Per ogni mese del 2014 nel blog c'è la sua raffigurazione tratta da questo ciclo: il calendario di pietra”.

E confesso che era un'idea venuta anche a me, magari per uno dei prossimi anni, dopo l'anno delle donne, dei fiori e forse di qualcos'altro!

 

 
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11 NOVEMBRE

Post n°1171 pubblicato il 12 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

FARE SAN MARTINO

 

Ieri, 11 novembre giorno di san Martino, pensieri e ricordi mi sono passati per la testa...

Stavolta non si è trattato di Martino, il mio nipotino più grande,

non del famoso santo che mi sta così simpatico, di cui ho visitato la bella città di Tours qualche estate fa restando con la voglia di un nuovo viaggio da quelle parti,

nemmeno della ricorrenza della fine “ufficiale” della seconda guerra mondiale, data che in Francia è festa nazionale.

Cercavo ispirazione per il raccontino settimanale nei 400 caratteri, per il gruppo di Facebook , le due parole (bidone/scritta) non erano semplici, mi era balenata l'idea di viaggio... trasloco... e a un tratto tra le idee che mi nascevano in testa e si scontravano tra loro ho risentito qualcosa che diceva la mia mamma: “Fare San Martino” per dire di traslocare o fare grandi spostamenti di cose ingombranti.

 


 

Io ancora piccola le chiedevo cosa c'entrasse San Martino in quelle faccende e lei mi spiegava che una volta i traslochi si facevano l'11 novembre. Io ridevo e insistevo (già un po' ribelle alle regole preconfezionate): “E se uno voleva traslocare in un altro giorno cosa succedeva?”

Le solite sue risposte laconiche: Nulla, però il giorno era quello” e il discorso si chiudeva lì, mentre io rimuginavo sul perché si dovesse scegliere proprio un giorno d'autunno che, anche se si sperava nell'estate di San Martino, almeno a Bologna era spesso umido e nebbioso.

Poi uscì il bellissimo film “L'albero degli zoccoli”, ero già adulta e capii qualcosa di più: nelle cascine della pianura padana i contadini che alla fine dell'anno agrario (il 10 novembre) non si vedevano rinnovare il contratto dal padrone dovevano andarsene il giorno dopo a cercare lavoro in un'altra cascina, portandosi via famiglia e masserizie, un trasloco insomma: tutto caricato sul carro, un bue o un cavallo a tirare e via, nella nebbia della pianura. Che vita...


 

La sequenza di questo triste sgombero, che vidi nel film, negli anni successivi mi fornì le immagini per una mia personale e tutta interiore immaginazione di un'altra scena che era avvenuta realmente nella vita della mia mamma, nel 1929, storia tragica che avevo già raccontato:

un carro caricato con povere masserizie, un uomo che aveva appena perduto la moglie e aveva caricato sul carro i suoi otto figli, le maggiori che stringevano i più piccoli a dargli un'idea del calore della mamma perduta... In tutti il cuore gonfio di dolore e di preoccupazione per il futuro incerto, un viaggio triste da un paesino di montagna che ora non esiste più, fino alla grande città, a Bologna, dove avrebbero dovuto ricominciare tutto.

Non so se andò proprio così, non so se avvenne proprio il giorno di San Martino, forse la mia mamma mi ha raccontato a volte qualcosa che ha aiutato la mia fantasia a creare queste immagini... Ne parlava così poco e così malvolentieri, però il detto “fare San Martino” lo usava spesso. Io l'avevo dimenticato, fino a ieri...

E allora l'ispirazione per il raccontino si è organizzata in 400 caratteri:

ALBA DI SAN MARTINO

Un bidone con gli oggetti di casa, le valigie con la biancheria, tutto era già sul carro. L'uomo aiutò moglie e figli a salire e a sistemarsi avvolti in coperte.

Il cavallo puntò e lento il carro si mosse.

L'aria bagnava fino alle ossa, il sole saliva bianco tra la nebbia: silenzio e ombre nella pianura.

La strada per la nuova cascina in cui avrebbero lavorato era scritta su un foglio spiegazzato...


 
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PRESENTAZIONE

Post n°1170 pubblicato il 11 Novembre 2014 da atapo
 

INCONTRO

 

Chi o cosa guardano tutte queste persone?

Chi o cosa stanno fotografando?

Ecco...

 

Ieri pomeriggio a Firenze, alla libreria Feltrinelli, è stato presentato un romanzo giallo,

scritto da Loriano Machiavelli e Grancesco Guccini.

 

 

E' stata un'ora di piacevole conversazione, i due autori, entrambi con l'accento emiliano (vengono dalla mia terra...), mi facevano sentire ancora di più a mio agio e coinvolta nelle loro dissertazioni.

Non ha cantato, però Guccini è sempre Guccini anche quando racconta, spiega, dice battute... godibilissimo!

Ero arrivata molto in anticipo, ma tutte le seggiole predisposte nello spazio della libreria erano già occupate... restavano liberi solo alcuni cuscini a terra davanti alle sedie, forse più scomodi ma... proprio IN PRIMA FILA!

Così ho potuto fotografare comodamente (a parte la luce non ideale) ed ecco la foto che ritengo migliore:

il MAESTRONE che ride!

Non mi è capitato spesso di vedere foto in cui lui è così allegro... è quasi uno scoop!

(ho voluto intitolare questo post come una canzone di Francesco Guccini,

per rendergli un piccolo omaggio...)

 

 

 
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CADONO PENSIERI COME FOGLIE

Post n°1169 pubblicato il 08 Novembre 2014 da atapo
 

 

ROSSO AUTUNNO

 


 

Il mio messaggero dell'autunno è un albero che cresce di fronte alla finestra della mia camera: quando ormai sono arrivati vento e pioggia,

è sparita l'ora legale e il buio cala a sorpresa sempre troppo presto,

le maniche corte sono da impavidi anche nelle ore centrali della giornata...

ecco che rapidissimamente, quasi da un giorno all'altro, le foglie di questo albero diventano tutte rossastre e quelle che cominciano a cadere fanno un tappeto rosso sul marciapiede. Se c'è il sole non si nota molto, ma basta una giornata nuvolosa e piovosa ed ecco che quel rosso acceso "squilla" e mi dice: - E' fatta! Fine della bella stagione, d'ora in poi sarà dura!- Così mi accorgo che il calendario è quasi finito, si corre alla conclusione dell'anno.

Volano queste giornate e mi trovano sempre indaffarata, non so nemmeno io come, mi pare di non fare niente di straordinario... ed è già sera. Gli impegni del teatro non mi prendono ancora nello studio delle parti, quindi mi ritrovo a dare una mano un po' più consistente a mia figlia con i suoi tre marmocchi, ci sono gli impegni e lo star dietro alla burocrazia (ancora, non sono ancora iniziati in concreto i lavori!) per ciò che riguarda la nuova casa, ci sono da gestire e da "digerire" gli imprevisti di quella maledetta eredità, c'è la ginnastica in acqua per continuare a "stare in piedi", ci sono le incombenze della vita casalinga e familiare: spesa, pasti, riordini ecc.

Ebbene, riuscire a ritagliarmi il tempo per stare al pc a scrivere o a leggere, il tempo per la lettura di libri e giornali, il tempo per un giro a bighellonare in centro... tutto ciò mi diventa sempre più arduo, forse sono io che ho meno energie col passare degli anni, forse sono davvero molto più stanca di altri periodi, forse è che l'organizzazione delle giornate così facilmente viene buttata all'aria in questi ultimi tempi... insomma mi ritrovo stanca, insoddisfatta e vuota, mi fa fatica pure pensare a qualcosa che non sia come far quadrare il tutto delle mie giornate. Mi scopro spesso in ansia, mi viene in mente una mia collega di scuola che nel lavoro correva, così, diceva, si "avvantaggiava": ecco, ora mi sento così anch'io, ho il timore di farmi cogliere impreparata dagli imprevisti, di ritrovarmi ad accumulare incombenze che mi vengono richieste e che non ce la faccio a smaltire. E ho perso la forza di mandare un po' a quel paese tutto e tutti, anche se mi irrito facilmente e fatico a sopportare le magagne di chi mi sta vicino, forse in questo periodo troppo appiccicato e probabilmente più lamentoso del solito...

Mi diverto, mi rilasso, gioco soltanto quando sto con gli amici ai corsi di teatro e cerco ancora di più di viverli con leggerezza soprattutto perchè li sento come uniche occasioni di responsabilità meno assillanti.

L'autunno non è mai stata per me una stagione facile, io vivo meglio nella primavera, ora tendo ad incupirmi, nei pomeriggi scuri e piovosi mi rintanerei sotto le coperte a dormire o a leggere un libro, quasi a desiderare di cadere in letargo per risvegliarmi in momenti migliori. A volte mi rintano davvero nella mia stanza preferita, quella più vicina al cielo, a passare almeno una manciata di minuti di letture o di ricordi, anche solo a stirare che mi concilia la calma, sperando che ciò mi faccia riprendere fiato...

L'albero ormai tutto rosso fuori dalla mia finestra all'improvviso mi ha fatto sentire di più la stagione e la pesantezza: ho pensato in questi giorni che è l'ultimo anno che lo vedrò, l'autunno prossimo sarò nella casa nuova e vedrò gli alberi del mio giardino: il leccio è sempreverde, gli altri no e chissà attraverso quali colori passeranno, ma non credo avranno un rosso così vivo. Mi accorgo che in tanti anni non ho mai fatto caso a che razza di albero sia, così rosso, di sicuro non è un acero... mi dispiace non saperne il nome, devo ricordarmi, la prima volta che esco, di attraversare la strada e raccogliere alcune foglie per scoprirlo: chiamare per nome qualcuno o qualcosa è riconoscerne l'importanza...

 
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DOPO DI NOI

Post n°1168 pubblicato il 04 Novembre 2014 da atapo
 

 

UN PASSO AVANTI



 

Le visite di eventuali compratori alla nostra casa in vendita si susseguivano incessanti, a volte con un preavviso minimo facendo saltare o spostare altri nostri impegni, a volte dovevo nascondere in fretta gli abiti in giro per il cambio di stagione o gli oggetti dei mercatini, dovevo affrettarmi a riempire la lavapiatti e a riordinare dappertutto.

Ormai ci avevamo fatto l'occhio e, appena usciti i visitatori, io e mio marito facevamo congetture su di loro dalle poche informazioni sulla casa che ci avevano chiesto, dalle loro considerazioni e dalle espressioni che gli scrutavamo in volto. Mmmh, chi aveva figli piccoli non si sarebbe arrampicato per due piani oltre il pianterreno, chi era anziano idem, chi era solo in due o tre in famiglia non aveva bisogno di una casa così grande... Qualcuno guardava e valutava con l'occhio critico del costruttore che poi si rivelava di essere, che avrebbe buttato all'aria tutto e ricavato almeno due mini-appartamenti da rivendere o affittare. Insomma le possibilità si restringevano, il tempo passava, cominciavamo ad avere qualche preoccupazione per i noti motivi...

Poi dall'agenzia ci hanno avvisato che una famiglia voleva rivedere la casa per la seconda volta... Stavamo col fiato sospeso e quando sono tornati li avremmo invitati anche a pranzo, se ciò li avesse convinti ad acquistare... Hanno chiesto di tutto e di più, il capofamiglia si è trovato in sintonia con mio marito: entrambi amanti del bricolage si scambiavano informazioni su coibentature, passaggi di tubi, abbattimeno e rifacimento di muri...

E finalmente ecco la proposta di acquisto! Il prezzo a cui si è giunti nella contrattazione ci accontenta molto, quindi ci siamo!

Sono tornati una terza volta, con due figlie (hanno anche due maschi più grandi) e il loro architetto di fiducia che desse un parere in merito ad alcune variazioni che vorrebbero apportare; poca cosa, sostanzialmente non cambieranno nulla, gli ambienti non verranno stravolti, credo anche che terranno i pavimenti di ora quasi dappertutto. Stavolta mi pareva proprio che sentissero la casa già come “casa loro”: gli uomini misuravano altezze ed armadi, con la signora parlavamo della sistemazione della cucina, le due ragazzine si sono scelte la loro camera...

Ecco, sono contenta che venga questa famiglia, la trovo adatta, ci sta bene in casa MIA...

La faccenda si va concretizzando, già un primo assegno è scivolato nella nostra banca che l'aspettava a braccia aperte...

Ma non finiremo la faccenda in tempi rapidi: per loro si tratta di motivi economici, per noi si tratta che finché non è ristrutturata la casa nuova non possiamo toglierci dai piedi... insomma gli accordi sono che il tutto si concluderà alla fine di marzo 2015. C'è tempo, ma passerà in fretta...

Intanto però, finalmente, sono FINITE le visite di gente interessata all'acquisto, che cacciava il naso dappertutto, che mi faceva tanto sentire come dentro a un museo...

Ho ancora qualche mese per distaccarmi da questa casa che ci ha ospitato per più di trent'anni qui a Firenze: mi ci abituerò pian piano, che è la cosa migliore, curerò con pazienza la nostalgia della mia vita fra queste mura, posso dire che sono invecchiata qui e mi sono trasformata tante volte, forse sentirò la necessità di riparlarne e di raccontare qualcosa per non dimenticare...

Intanto è arrivato il momento di sollecitare l'inizio dei lavori nella nostra casa nuova: per marzo c'è tempo e i muratori ci hanno assicurato... ma è meglio non indugiare!

 
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VOGLIA DI CASA

Post n°1167 pubblicato il 01 Novembre 2014 da atapo
 

 

LA CASA E IL GIARDINO

 

Credo che oggi sia stato un giorno importante per la mia famiglia, famiglia in senso allargato: noi, figli, nipoti, ma anche mio fratello con sua moglie e i loro due figli.

G., la nipote figlia di mio fratello, di cui parlai già diverso tempo fa, quella un po' artista che ama fare la fotografa (come la sua mamma), in giugno ha preso la maturità artistica. Continuerà a studiare, aveva provato ad ottenere una borsa di studio in una importante scuola di specializzazione per il design, che è la sua passione, ma non avendola ottenuta si è iscritta all'Accademia, per Scenografia, qui a Firenze! Da molti mesi si parlava di questo in famiglia: in un primo tempo pareva che G. venisse ad abitare da noi almeno per i primi mesi di studio, poi le cose sono cambiate: noi ci siamo imbarcati in questa avventura del cambio di casa e non si sa quando traslocheremo, lei sta passando un periodo di crisi di crescita personale, è in rotta con i suoi genitori i quali hanno saggiamente pensato che non fosse il caso di darci la responsabilità di gestire la ragazza in questo momento difficile, soprattutto conoscendo la severità e il carattere di mio marito. D'altra parte lei ha desiderio di indipendenza (e ne ha anche bisogno, per cominciare a capire cosa significa gestirsi da soli la vita), così hanno cercato una stanza e fortunatamente l'hanno trovata proprio nel centro di Firenze in una casa con altri appartamenti di studenti, di proprietà di una signora loro conoscente a Ferrara.

Direi che meglio di così non poteva andare! Lei sa che qui in città gli zii ci sono se dovesse avere necessità, però è per conto suo... I corsi cominciano lunedì e oggi è scesa con tutta la famiglia a prendere possesso della nuova abitazione.

Così ne hanno approfittato per venire tutti da noi a pranzo. TUTTI significa anche i figli e i nipotini, un'occasione per ritrovarci finalmente insieme.

Io e mio marito abbiamo cucinato ieri per tutta la giornata, poi alla sera avevamo preso da tempo i biglietti e siamo andati a teatro per vedere Lavia in “Sei personaggi in cerca d'autore”, sapevamo che avremmo fatto molto tardi, ma almeno stamattina ci sarebbe rimasto poco da preparare.

Ma il forno oggi funzionava a singhiozzo, facendo saltare la corrente in tutta la casa e ha messo seriamente a rischio la doratura della besciamella sulla pasta al forno... per fortuna la crostata con marmellata ai frutti di bosco l'avevo già cotta ieri ed è venuta squisita! L'hanno spazzolata tutta e anche del resto non è rimasto molto! Siamo già così in tanti... abbiamo dato fondo a quasi tutti i piatti di casa, le pentole e le teglie sono bastate a stento, ora la lavapiatti funzionerà di continuo per molte ore...

Dopo il pranzo, che si è un po' dilungato, abbiamo tralasciato di sparecchiare e finché c'era un po' di sole siamo usciti: ci attendeva la meta che incuriosiva tutta la famiglia (tranne me e mio marito): la visita a quella che sarà la nostra nuova casa, non ci erano ancora mai venuti!

Scherzavo con i miei figli dicendo loro: “Questa è l'eredità che vi lasceremo!”, ma sarà proprio così... Ora l'interno è poco invitante, così pieno di magagne e tutto da sistemare, ma abbiamo già le idee abbastanza chiare su come diventerà e cercavamo di trasmetterle agli altri... I bambini correvano e gridavano a rotta di collo per le stanze vuote che rimbombavano, Martino mi chiedeva dove sarebbero stati messi i giochi per loro.

 


 

Ma dove si sono scatenati al massimo è stato nel giardino! I muratori nelle loro prime azioni hanno tagliato gli arbusti, però resta sempre un'idea di selvatico, di boscoso, che affascina soprattutto i bambini di città come i miei: raccoglievano rametti, foglie e ghiande, abbracciavano alberi, scavalcavano muretti, entravano nei ripostigli sfidando il buio. Martino ha voluto provare ad arrampicarsi sul fico e il nonno l'ha aiutato: penso sia la sua prima esperienza a due metri da terra, quelle cose che i bambini di una volta (io compresa) facevano normalmente... Anche Damiano ha voluto provare, ma si è fermato più in basso. Riccardo guardava solo, in ambienti nuovi è sempre molto timido all'inizio: quando si è lanciato e ha cominciato a scorrazzare veniva buio ed era l'ora di andare via...

I vicini di casa (e di giardino) si sono affacciati a salutare incuriositi, credo anche un po' preoccupati, forse temevano che venisse ad abitare lì tutta quella chiassosa tribù! Ci siamo affrettati a fare le presentazioni e a rassicurarli...

Io lavoravo già con la fantasia, immaginavo l'estate prossima e i bambini a divertirsi nel giardino, magari con una piccola piscina di gomma: che bello! Provavo un assaggio di serenità in cui non voglio cullarmi troppo, per scaramanzia... Perchè la via della ristrutturazione non è nemmeno cominciata, magari di questo parlerò un'altra volta, per non guastare il sapore di felicità in questa bellissima giornata...

le ultime belle di notte nel mio giardino


 
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NONNE

Post n°1166 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

IO NON LE CONOSCEVO BENE

Per quasi trent'anni ho abitato in un'altra città (cioè a Firenze) rispetto alla mia mamma che stava prima a Bologna poi a Ferrara, i nostri incontri erano saltuari, poche volte durante l'anno, il contatto si manteneva però assiduo tramite le telefonate, piccoli appuntamenti fissi della domenica e poi negli ultimi anni anche del mercoledì. A lei piaceva in questo modo, diceva che le andava bene così, io qui ero sempre molto impegnata tra lavoro e famiglia e me ne accontentavo. Dopo la sua morte però mi sono resa conto di quanto avessi perduto della sua vita, c'erano aspetti e momenti vissuti che avevo poco presenti, di cui mi hanno raccontato mio fratello e mia cognata e alla sofferenza per la sua perdita si è aggiunto un misto di rimpianto e di gelosia per essere stata così lontana per così tanti anni. Al momento di sistemare i suoi vestiti e oggetti personali ho scoperto qualcosa che per me è stata una sorpresa: i cappelli! Ne aveva parecchi chiusi negli armadi, la maggior parte dei quali non glieli avevo mai visti indossare... Erano cappellini di lana invernali fatti da lei a maglia o all'uncinetto, uno diverso dall'altro, altri primaverili di stoffa o velluto sempre creati da lei, infine alcuni di panno, questi comperati, di fogge originali che mi facevano pensare agli anni tra il 1940 e il 1950. Mi sono ricordata che in alcune foto dell'epoca, quelle scattate dai fotografi per strada, la mia mamma portava sempre il cappello e che quando ero piccolissima mi ripeteva: "Una vera signora, anche se è senza soldi, non esce mai senza i guanti e il cappello!"

Mode del tempo... I cappelli dovevano piacerle tanto, al di là delle mode, se li aveva conservati per tutto quel tempo e se continuava a sbizzarrirsi nel confezionarli! Come tutte le donne di una volta era molto esperta nel cucito, nella sartoria e nel confezionamento di accessori: da ragazzina aveva lavorato in fabbriche che usavano tessuti e pellami e aveva imparato un po' di tutto...

 

mamma e papà a passeggio negli anni '40

(notare cappellino e guanti)

 

Aver scoperto solo dopo la sua morte questa passione per i cappelli, uguale a me, di cui prima non mi ero resa conto, mi ha commosso e tutti i cappelli che ho trovato li ho portati a Firenze e me li sono provati... ahimè! Io ho la testa più grossa della sua, in questo assomiglio al papà e non a lei, e dei suoi cappelli quasi nessuno mi va bene! I pochi che posso usare provocano sguardi di disgusto da parte di mio marito che per principio non ama i cappelli originali... ma io continuo a portarli! E gli altri? Li tenevo nell'armadio, non trovavo il coraggio di disfarmene...

 

Nel frattempo è morta anche mia suocera. Durante le prime esplorazioni a casa sua, prima che la questione dell'eredità si complicasse, ho scoperto che anche lei aveva una passione segreta: non i cappelli, ma le borsette! Ne ho trovate tante, la maggior parte molto "vintage", come si usa dire adesso... Questa passione non è la mia, i nostri gusti in questo campo erano molto differenti, riconosco che alcune sono belle, ma io non le "sento" addosso a me, quindi che farne?

Sto trovando una sistemazione nei mercatini che ho cominciato a frequentare da venditrice, anche ieri sono andata allo "svuotacantine" nel paese vicino a Firenze a cui possono iscriversi solo i residenti, quindi mi ha ospitato nel suo banchetto l'amica che mi aveva accolto anche in maggio.

Espongo lì, fra altre cose, anche le borsette della suocera e i cappelli della mamma. Non sono per tutti, sono oggetti particolari e attirano donne che amano l'originalità, cioè soprattutto ragazze giovani... Scelgono, provano, si guardano allo specchio, pensano agli abbinamenti con ciò che già hanno... se tutto fila liscio comprano, pagano il poco che chiedo e se ne vanno contente col cappellino in testa o la borsetta al braccio.

Allora mi sento anch'io molto contenta, la loro soddisfazione è contagiosa e oso pensare che da lassù anche le mie due vecchiette prime proprietarie siano d'accordo sulla nuova vita che cerco di dare a ciò che mi hanno lasciato...

 
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SCEGLIERE, ANCORA

Post n°1165 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

DEI TEATRI

 


 

Proseguo il discorso del penultimo post sulle mie scelte di quest'anno, per i prossimi mesi...

L'anno scorso sono stata molto impegnata nei corsi e nelle rappresentazioni teatrali, forse troppo, alla fine mi rendevo conto che stavo tenendo un ritmo di lavoro pesante, che non avrei potuto immaginare di continuare così... Ora si sono aggiunti anche i problemi finanziari, perché i corsi di teatro costano parecchio e finora negli spettacoli che ho fatto non ho guadagnato un euro, ma solo applausi, lodi e... una rosa!

Qualcosa si è risolto da solo: la mia amica regista che mi aveva voluto nella sua compagnia negli ultimi tre anni questa estate si è rotta un braccio e sta avendo una ripresa lenta, visto che è più anziana di me e l'età non aiuta. Così si è un po' depressa e ha deciso di non fare nulla di nuovo finché non si sentirà in forma. Mi dispiace per lei, ma per me questa sosta è arrivata molto opportunamente al momento giusto...

 

Il corso teatrale a cui non avrei MAI rinunciato, quello che viene prima di tutti, è senz'altro quello in francese, che mi permette di mantenere allenata la lingua, ora poi che neppure con i bambini la uso più. E questo corso è appena ripartito, si è riformato il gruppo con qualcuno che è uscito e qualche nuovo arrivato, guidati dal nostro super-regista franco canadese. Alla fine dell'estate ci eravamo ritrovati una sera a casa della professoressa organizzatrice e davanti alla tavola imbandita, a cui avevo contribuito con una torta salata alle zucchine (molto apprezzata), avevamo discusso e deciso su cosa lavorare: metteremo in scena La guerre de Troie n'aura pas lieu” (“La guerra di Troia non ci sarà”) di Jean Giraudoux, così da allora ho avuto modo di leggere questo testo che mi è piaciuto moltissimo, le tematiche mi sembrano molto attuali, anzi, universali: è stata scritta e rappresentata nel 1935, l'autore aveva ancora nella mente il ricordo della prima guerra mondiale e si percepivano nuovi segnali di guerra...

Ancora non sappiamo come verranno assegnati i personaggi, ma il regista ha detto che ha già le idee abbastanza chiare...

 

Per quanto riguarda il corso nel teatro “importante” avevo molte perplessità: questo è il terzo anno, l'ultimo, quello conclusivo che dà alla fine un titolo valido e anche... spendibile, se capitasse mai l'opportunità, non proseguire sarebbe stato lasciare qualcosa di incompiuto, qualcosa che per me era importante e sarebbe stata l'ennesima rinuncia... per causa di altri, come è già successo diverse volte nella mia vita... però questo corso è davvero costoso...

Ne ho parlato con la segretaria, chiedendole se era possibile saltare quest'anno poi, magari, fare il terzo corso l'anno prossimo, anche se avrei cambiato così il gruppo di lavoro perché non avrei più ritrovato i compagni con cui ero partita. Lei mi ha detto che é preferibile che io termini ora, che non mi devo preoccupare per i pagamenti perché, dato che ormai ci conosciamo, potrò saldare anche poco alla volta, o più avanti, o quando potrò. Nel frattempo le sto passando per il guardaroba del teatro un bel po' di abiti vintage che ho trovato in montagna negli armadi di mia suocera e che sembrano molto interessanti come costumi di scena...

Un sospiro di sollievo... e così ho ricominciato anche quest'ultimo corso, dove ho avuto una bella sorpresa: nei primi mesi abbiamo come insegnante l'attrice Anna Meacci che ci “allena” ai monologhi, non solo a recitarli, ma anche a costruirli, cioè ce li stiamo scrivendo da soli su argomenti assegnati. Così diventa anche un corso di... scrittura creativa e ne sono particolarmente contenta: dopo l'esperienza fatta a Bologna in luglio e con i raccontini che continuo a scrivere nel gruppo di Facebook mi era proprio venuta voglia di perfezionarmi nella scrittura, ma naturalmente era impensabile di questi tempi frequentare anche un corso... In questo modo mi sto dilettando ugualmente nella scrittura creativa... e, come i miei compagni di corso, uno dei miei testi dovrò metterlo anche in scena, perché proprio su questo allestiremo il nostro primo spettacolo, poco prima di Natale...

Ed ora... les jeux sont faits... almeno per diversi mesi!

 

 
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SULL' APPENNINO

Post n°1164 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA SPEDIZIONE

Oggi piove. Piove gentilmente, delicatamente, la vera pioggia autunnale che mancava ormai da molto tempo e che fa rassegnare alla stagione ormai avanzata...

Ma le previsioni metereologiche davano sole per oggi... ecco, c'è poco da fidarsi!

Per fortuna domenica scorsa ci azzeccarono...

Da giorni le tenevamo sotto controllo, io e mia figlia, per la famosa spedizione familiare alla casa dei suoceri in montagna: fra gli impegni degli uni e degli altri era l'unica domenica possibile e non volevamo rimandare tutto a novembre col buio che sarebbe arrivato prestissimo e di conseguenza il freddo lassù, senza neppure il riscaldamento!

Le previsioni davano sole anche domenica... In verità la partenza da Firenze è stata immersa nella nebbia e così fin dopo Pistoia. Io mi autoconvincevo che era nebbia di alta pressione, che poi si sarebbe alzata...

Invece ci siamo alzati noi e pochi chilometri dopo Pistoia, dopo i primi tornanti in direzione Abetone... che spettacolo! Siamo usciti dalla nebbia (o nuvole?), il cielo era azzurro terso e il sole faceva già caldo. Doveroso fermarsi per fotografare la pianura immersa nella nebbia da cui spuntavano qua e là cime di rilievi e non eravamo i soli ad avere la stessa idea!

 


 

Bellissime le sfumature autunnali dei monti intorno, poi la strada si immerge nelle faggete che ora sono dorate... E' un percorso che mi piace moltissimo e le due ore di viaggio volano. I nipotini dopo le prime curve si sono addormentati, avranno modo di ammirare quando saranno più grandi.

 


 

Così il bel tempo ci ha accompagnato per tutta la gita.

Arrivati al paesino siamo subito andati alla casa, che per i bimbi era tutta una scoperta... polverosa: su e giù per le scale di legno, cercavano un passaggio segreto in quello che a loro è sembrato un castello di legno e pietra, sollevavano i teli che ricoprivano i mobili, chiedevano cos'è su questo e quest'altro, chiedevano chi ci abitava e così gli abbiamo raccontato le storie della loro mamma e dello zio Marco quando erano piccoli e d'estate stavano lì, dove dormivano, dove giocavano sulle pietre dei vecchissimi passaggi e portici esterni. E storie di altri nonni e bisnonni che loro non hanno conosciuto, ma di cui hanno visto grigi ritratti incorniciati...

Mia figlia ritrovava i suoi ricordi e l'entusiasmo era vivo, sogna di poterci ritornare le prossime estati e di proseguire lassù la storia della famiglia... A mio genero sono piaciuti molto il luogo e la casa, ha aiutato mio marito a caricare alcuni oggetti pesanti e ascoltava con interesse i racconti e i progetti.

Un bel pranzo rustico e tipico in trattoria con razioni abbondanti di tigelle, gnocco fritto, salumi e formaggi, poi in passeggiata su strade e sentieri verso il torrente che scorre a valle del paese: Diletta si è addormentata nel marsupio, gli altri due sembravano ubriachi, a correre instancabili, a fermarsi di colpo davanti a qualcosa che li attirava: una foglia dal colore strano, un fungo, una chiocciola o un insetto spaventato... Bambini di città liberi nella natura, che euforia!

Al torrente ci siamo accampati sulla riva ed ora si aggiungeva l'acqua per i giochi... Poi i passaggi sui sassi aiutati dal loro babbo per esplorare anche le ampie isole sassose che si formano in mezzo al torrente. Era una bellezza vederli così allegri! Non saremmo mai ritornati indietro...

 


 

Ci ha fatti decidere il sole che si abbassava rapidamente e in pochi minuti ci avrebbe lasciati all'ombra e al fresco di montagna: in fondo è già passata la metà ottobre! Loro sono ripartiti prima di buio, io e mio marito dovevamo ancora prendere delle cose e ci siamo attardati un poco nelle stanze già fredde ed ora tornate silenziose.

Una bellissima gita, sono mancati solo gli asinelli fuori nel vicino campo di meli... spero che si faranno vedere una prossima volta... perché mi auguro che ci sia una prossima volta, anzi di più...

 
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PICCOLI PRINCIPI

Post n°1163 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SCEGLIERE

 


 

Ci stavo riflettendo da quando nacque Diletta...

Avevo sempre più chiara l'idea che il coinvolgimento sarebbe aumentato non solo per i suoi genitori, ma anche per noi nonni (diciamolo chiaramente, soprattutto per me). Tre bambini così piccoli non sono uno scherzo, nonostante l'aiuto di qualche babysitter aumentano occasioni, impegni e incastri di orari, visto che frequentano tre gradi di scuola diversi (nido, materna, primaria), senza contare gli imprevisti sempre in agguato! E vuoi rifiutarti di “ospitare” mia figlia a casa nostra per qualche ora, ogni tanto, così che si rilassa sul divano chiacchierando, mentre Diletta me la spupazzo io e gli altri due (se non sono a scuola) buttano all'aria tranquillamente lo scatolone dei giochi dei nonni che è sempre una novità fuori da casa loro...

Insomma, tutto si è fatto più faticoso da questa primavera, aggiungiamoci anche le incombenze dell'eredità, della casa nuova, l'essere sempre all'erta per le visite di chi potrebbe comperare la nostra (ma finora nulla di buono!)...

Io non ce la faccio, ho riesaminato l'uso del mio tempo, ho concluso che E' NECESSARIO TAGLIARE QUALCOSA!

E ho deciso, purtroppo: lascio i PICCOLI PRINCIPI.

Cioè quest'anno non farò il corso extracurriculare di teatro in francese per i bambini della mia ex scuola.

Lavorare con i bambini mi piaceva molto, mettere in scena uno spettacolo con loro mi piaceva moltissimo e alla fine ne ero sempre contenta, ma a costo di uno stress per l'organizzazione e una fatica personale che ogni anno è sempre più aumentata, come è aumentata anche la problematicità dei piccoli alunni... In questo momento particolare non mi occorre certo un volontariato che mi pesi così tanto: è un impegno e una responsabilità che non mi sento di continuare. Me ne dispiace, ma credo che non riuscirei a dare l'energia che serve per quel tipo di attività...

Mi resta come una spina nel cuore ciò che mi disse uno dei maestri che assisteva all'ultimo spettacolo: “Se sapessi quanto bene fai a questi bambini...” Lo so, me ne rendo conto, era un'opportunità che sfruttavano soprattutto bambini meno favoriti socialmente, essendo gratuita, ma in questo periodo proprio non mi sento le forze sufficienti, anche l'età avanza e tutto diventa più complesso. Ci ho pensato tanto, per tutta l'estate... mi era già venuta un'idea per la storia su cui lavorare quest'anno, poi alla fine proprio non me la sono sentita.

Tra i vestiti e gli accessori che ho usato in questi anni nei miei corsi, alcuni li ho dati ai miei nipoti per giocare, altri li ho portati al mio teatro delle Spiagge dove tengono corsi anche per i bambini, così sono sicura che vengono utilizzati. E...mai dire mai... se in futuro mi ricapitasse qualche altra occasione o collaborazione con qualche classe, dal teatro posso sempre riprenderli in prestito...

Qualcuno dirà: ci sono i nipotini! Certo, ma è una cosa diversa... fare la nonna è molto differente dal fare la maestra e soprattutto dal fare la maestra di teatro!

Per ora conservo i copioni, i video, le foto, i ricordi bellissimi di questa esperienza durata sette anni... forse ci saranno altre strade, altri percorsi d'ora in poi...


 

 
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MERCANTE IN FIERA

Post n°1162 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da atapo
 

 

IMPARA L' ARTE...

Avevo già fatto l'apprendistato nel maggio scorso, quando la nuova amica già “esperta” mi aveva lasciato un po' posto nel suo banco allo “Svuota la cantina” del paese confinante con Firenze... Un'esperienza nuova e simpatica di cui avevo raccontato anche qui, appena prima che la sciatica colpisse duro mio marito e la nostra estate. Questa amica mi aveva suggerito altre date di mercatini nei mesi estivi a cui anche lei avrebbe partecipato, ma proprio per colpa della sciatica non avevamo potuto dare un seguito al… nuovo mestiere.

Intanto l'eredità dei miei suoceri tra la casa di città e quella di montagna ci obbliga a smaltire, oltre ai mobili, una quantità incredibile di oggetti, stoviglie, abiti, biancheria... A svuotare la casa di città ci ha già pensato quasi completamente un'associazione benefica, quella di montagna è ancora pressochè inviolata. Agli altri fratelli non interessa quasi nulla e avrebbero voluto buttare via tutto, ma ora tutto è fermo per i noti contrasti e anche per quel nostro desiderio di cercare di rilevarla noi. Ci sono cose buone e nuove che potrebbero essere vendute e servire ad altri, io ho detto a mio marito che vorrei ricavarci qualcosa, anche a rimborso di tutto lo stress che ci stanno facendo venire... L'ultima volta che siamo andati lassù abbiamo prelevato parecchio e nei giorni successivi ho controllato, sistemato, fatto prendere aria... figuratevi che da una cassetta piena di vetri e ceramiche, pronta per essere gettata ho “ricomposto” tre servizi completi di bicchieri e uno di tazze, scoprendo, fra i rimanenti, pezzi di Richard Ginori!

Alcuni vestiti molto appariscenti li ho portati al mio teatro e ho fatto la gioia della scenografa-costumista, altri, insieme a diverse borse, sono davvero “vintage” che adesso è così di moda.

Era l'ora di un nuovo mercatino! Ho lasciato perdere una prima data perché mio marito, che dovrebbe aiutarmi almeno a caricare e scaricare i pacchi degli oggetti, aveva cominciato, come è il suo stile, a tirare fuori tanti SE e tanti MA che mi ha fatto passare la voglia e spegnere le energie! Subito dopo però su internet ho trovato un bellissimo tavolo smontabile, con i due capretti, adatto non solo ai mercatini, ma anche per la famiglia in situazioni di... pranzi numerosi o con bambini (esempio noi nonni in certe rimpatriate familiari...). L'ho comperato pagandolo una sciocchezza ed ora non c'erano più scuse né obiezioni per boicottarmi i mercatini...

Mi sono prenotata per quello di ieri a San Piero a Sieve nel Mugello. C'era anche la festa delle castagne, speravo ci sarebbe stato un bel movimento...

Poichè bisognava presentarsi nella piazza del mercato alle 7,30 abbiamo pensato fosse meglio arrivare in loco la sera prima col camper e infatti alle 20 di sabato eravamo sistemati nell'area camper, lungo il fiume Sieve.

Una passeggiatina per vedere il paese, una cena in camper poi... è venuto giù il diluvio!!! Il vento fortissimo faceva oscillare il camper, tuoni e lampi spaventosi e continui, l'acqua a scrosci... per alcune ore! E lì, confesso, ho avuto davvero paura: con quello che accade in giro a causa delle bombe d'acqua, con la Sieve così vicina, fiume che notoriamente è “bizzoso” ed è stato spesso causa di disastri... Insomma, mi sembrava come minimo un avvertimento di malaugurio... Se pioveva dal mattino il mercato saltava, ma, peggio, se durante il giorno fosse venuto a piovere con i banchi aperti? Io non ho nemmeno il gazebo a proteggere!

Il mattino dopo era un po' grigio... poi per fortuna è arrivato il sole ed è stata la mia prima esperienza di mercantessa tutto da sola!!! Non c'era molto affollamento e mi avevano assegnato uno spazio al confine del mercato: gli abitudinari dicevano che con i nuovi fanno sempre così, poi se si continua assegnano posti più centrali.

Però non mi lamento ed anche mio marito si è meravigliato di quanto ho incassato, “tenuto conto” diceva “che i prezzi sono molto bassi”. Così spero sia più invogliato a fare altre spedizioni simili...

E' interessante e divertente scoprire la varietà delle persone che si fermano davanti al banchetto, come l'altra volta ho fatto incontri originali: un signore anziano cercava qualunque cosa che riguardasse Pinocchio e purtroppo non ho potuto accontentarlo.

Un altro cercava cartoline, ma solo che fossero ritratti di persone e ha gradito due cartoline provenienti dall'India con volti di ragazze indiane.

Una bambina di una decina d'anni ha provato tutti i cappelli (miei, di mia mamma, di mia suocera),la sua mamma diceva che sono la sua passione, alla fine ne ha comperato uno che le stava proprio bene pagandolo con i SUOI soldi e le ho fatto lo sconto di pochi centesimi perché non gliene erano rimasti abbastanza!

Una ragazza ha scelto una grande sciarpa fatta all'uncinetto dalla nonna di mio marito e raramente ho visto un capo che stesse così bene indosso a qualcuno, anche il colore sembrava ravvivato!

Una signora polacca ha trovato un cestino di metallo argentato che userà per fare un regalino a sua figlia ora che torna in Polonia, un'altra donna si è fiondata entusiasta su due spilloni per scialli a cui io non avrei dato un centesimo, una coppia ha apprezzato uno dei servizi di bicchieri “ricomposto”...

A riprova che il mondo è piccolo, ieri in una coppia poco più anziana di me, che sceglieva piccole borsette vintage da restaurare e rivendere, parlando insieme abbiamo scoperto che il marito è di origini bolognesi e abitava da giovane due strade sopra la mia! Abbiamo rievocato luoghi e persone e... lui era innamorato da ragazzo della sorella del mio migliore amico! Amore contrastato dai genitori di lei che erano severissimi, ma a quei tempi funzionava così.

Insomma la giornata è trascorsa, me la sono cavata, gli affari non sono andati male, al tramonto tutto era impacchettato di nuovo e caricato sul camper... appena in tempo perché ha cominciato a piovere! Ma ormai non mi faceva più paura.

Direi che l'arte l'ho imparata e che il battesimo da mercantessa l'ho avuto!





 
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LA CUCCIOLA

Post n°1161 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da atapo
 

 

PRODEZZE

 


 

Diletta ha quasi sette mesi e comincia a gattonare. Sembra proprio un gattino quando a casa mia, se vado in cucina, pian piano a quattro zampe mi raggiunge lì, se torno in sala fa dietro front e dopo poco arriva anche lei...

Racconta la sua mamma che qualche giorno fa, in uno dei tanti pomeriggi in cui si erano ritrovati con famiglie giovani loro amiche, tutte con due o tre figli al di sotto dei sette anni ( che bella questa rete di relazioni sociali che li accomuna solidali nella dura vita con i figli piccoli!), in quell'occasione Diletta è stata molto attratta da un'altra bambina che ha circa tre mesi più di lei. Questa piccoletta si attaccava a tutto ciò che di basso poteva raggiungere (sedie, tavolini) e si tirava su con le braccia fino a rimanere in piedi sempre appoggiata, resisteva un poco poi... di nuovo a terra. E, ostinata, ricominciava. Diletta, seduta in terra lì accanto, la fissava attenta e seguiva interessata tutta la manovra, con l'aria di pensare: "Guarda un po' che sta facendo questa! Però, interessante..."

Poi sono tornati a casa. Appena entrati, appena Diletta è stata messa in terra si è diretta a quattro zampe verso uno dei tavolinetti dei suoi fratelli, si è attaccata al bordo e cercava di sollevarsi nello stesso modo che aveva visto fare dalla sua amica più "grande"... Naturalmente non c'è riuscita del tutto, ma l'intenzione era chiara, peccato che sia ancora un po' troppo giovane per queste prodezze! Ma non ci metterà tanto... pare proprio che in quanto a vivacità ed esuberanza motoria assomigli più a Martino che a Damiano... per la gioia di genitori e nonni!

 
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41

Post n°1160 pubblicato il 07 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SULL' APPENNINO

 


 

Sono belli i boschi dell'Appennino in questo periodo, il verde pian piano sbiadisce e cede a tutte le sfumature di arancione, di giallo, di rosso.

Il viaggio in auto verso la casa dei miei suoceri è dunque così colorato vivacemente, tra querceti e faggete e sembra di arrivare più in fretta, anche lassù al paese i monti attorno stanno cambiando aspetto, dai comignoli si alza un filo di fumo fino a tarda mattinata e appena scendono le ombre della sera. Il cielo si mantiene terso e nelle ore centrali fa veramente caldo, nel campo di meli vicino alla casa i rami si incurvano sotto il peso dei frutti maturi e stavolta vi pascolano diversi asinelli.

Come sarebbero piaciuti a Martino e a tutti gli altri nipotini, se fossero venuti! Ma abbiamo già progettato una delle prossime domeniche di tornare lassù anche con loro e i loro genitori, se non arriverà il maltempo, magari gli asinelli usciranno ancora. Aspetto con curiosità le loro impressioni e le loro meraviglie esplorando il paesino, scendendo al fiume, aggirandosi in quella casa nelle stanze così un po' misteriose dai vecchi mobili severi, ma che abbiamo ancora tanta speranza di poter abitare e far rivivere vivacemente tutti insieme... chissà quando... chissà in quale estate...

Certo i piccoli saranno da sorvegliare a vista, ci sono diversi punti pericolosi, c'è polvere dappertutto, ma loro... sono o non sono dei supereroi? Supereranno la prova e alla fine concluderemo la gita nella trattoria dietro casa a rimpinzarci di tigelle e gnocco fritto con formaggi e prosciutto!

Nel passato fine settimana siamo stati lassù, abbiamo scattato foto dei mobili da mandare a un antiquario, abbiamo esplorato il contenuto di alcuni armadi da cui ho prelevato vari abiti vintage di mia suocera che porterò alla costumista del teatro delle Spiagge per il guardaroba teatrale: mi sembrano molto adatti a... salire sul palcoscenico e sarà per loro una nuova vita gloriosa!

Mentre facevamo tutto questo e i nostri pensieri tranquilli spaziavano tra i ricordi suscitati da ciò che stavamo trovando e le belle fantasie di immaginare un futuro prossimo per quella casa... ecco all'improvviso una serie di sms, di telefonate, di mail da parte dei fratelli “savi” di mio marito: la situazione dell'eredità si è inasprita ancora di più, tutto è di nuovo completamente bloccato, stavolta si rischia davvero di entrare in causa perché sono tutti stufi di sottostare alle farneticazioni e alle pretese del cognataccio. Non entro in dettagli, il resto della gita è stato rovinato...

Noi ora siamo seriamente preoccupati, abbiamo fatto e rifatto i conti: senza riuscire a vendere la nostra casa attuale (molti visitatori, ma nessuna offerta...), senza avere quella parte di liquidi dell'eredità che pareva dovessero arrivare a giorni e invece sono di nuovo bloccati, ci resta pochissimo, troppo poco per i lavori di ristrutturazione indispensabili ad entrare nella casa appena comperata.

E il sogno di rilevare la casetta in montagna si dilegua...

E se si arriva in tribunale ci sarà da dissanguarsi, fino a chissà quando!

Io sto perdendo la mia calma e lucidità: quella famiglia è una persecuzione! Quante volte ormai è riuscita ad avvelenarmi la vita!

Da ora in poi dovremo fare tutte le economie possibili per... contenere il danno e mettere tutto ciò che abbiamo nei lavori dei muratori, sperando in bene e che non ci siano imprevisti: viaggi, ristoranti, teatri, abbonamenti e corsi... tutto da rivedere, da tagliare...

E così oggi, nostro quarantunesimo anniversario di matrimonio, siamo andati a pranzo in pizzeria, in un locale che conosciamo: fanno una pizza napoletana che a noi piace molto e tengono i prezzi molto bassi...

 
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RISTRUTTURARE

Post n°1159 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da atapo
 

 

ECCITAZIONE

 


 

No, non provouna eccitazione di novità, di voglia di fare” per la casa nuova.

Questa domanda, a commento dell'ultimo post, ha toccato un tasto dolente, delle sensazioni su cui vado riflettendo in questo periodo.

Diceva la mia mamma, in vari momenti non sempre facili della nostra vita insieme: “si fa di necessità virtù” ed è questo che mi torna ora in mente.

Dissi già all'inizio dell'avventura che un solo motivo mi ha convinto, o meglio costretto, ad accettare questo cambio di casa: i tre piani che ora costringono a salire le scale e che in un futuro, visti i problemi motori miei e del marito, correvano il rischio di diventare complicati da gestire, con montascale e, nella peggiore delle ipotesi, anche carrozzine. Ora i piani sono due, le scale sono larghe e nella ristrutturazione teniamo ben presente di eliminare tutto ciò che potrà costituire una barriera architettonica.

Ci abbiamo guadagnato un giardino e questo, devo essere sincera, mi dà una ventata di gioia. Ma bisognerà sistemarlo, mantenerlo, noi due non abbiamo più le forze per lavori nella terra, mio marito ha già detto che non ha nessuna intenzione di fare il contadino e poi, pigro com'è... dovremo mettere in conto anche un giardiniere (Ma allora perché ha voluto a tutti i costi il giardino e non si è accontentato di una terrazza?).

Prevedo mesi pesanti quando si dovranno scegliere mattonelle, colori delle pareti, sanitari e quant'altro, per non parlare della sistemazione dei mobili ed eventuali acquisti nuovi. Perchè ecco, in queste cose io e il marito QUASI MAI ci troviamo d'accordo e nascono discussioni interminabili, le mie idee sono spesso definite “strampalate” e se sono coinvolti anche aspetti tecnici ecco la frase: “tu non ne capisci niente” a cui si contrappone però l'altra sua frase “ma io voglio che decidiamo insieme”.

Mi ha già fatto notare che l'ultima volta che ristrutturammo il bagno lasciò decidere a me i colori delle mattonelle (un bagno che io amo moltissimo proprio per i suoi colori e mi dispiace tanto lasciare), mentre a lui non piacevano, così ora sceglierà lui. All'epoca, in realtà mi pareva che fosse anche lui soddisfatto della scelta, ma non mi stupisce questo cambiamento di pensiero, è già avvenuto in altre occasioni...

Spero che forse la presenza e i pareri dell'architetto e del capocantiere potranno fare una certa mediazione.

Di tutti i passaggi organizzativi e burocratici che riempiono questi giorni non devo perderne neppure uno e segnare con scrupolo sull'agenda ogni impegno, ogni variazione ed ogni telefonata da fare... e ricordargliele... e chiedere poi i risultati e le novità... e segnare anche quelli perché lui si dimentica facilmente, non si segna mai nulla o se lo fa è su dei “pizzini” che si disperdono nel mare magnum delle scartoffie che ci sono in giro, nonostante gli abbia preparato un raccoglitore ad anelli con le buste trasparenti in cui dovrebbe essere raccolto tutto ciò che riguarda questa titanica impresa. A volte si mette a fare ricerche, misure sulla pianta o telefonate quando io sono fuori e magari al ritorno se ci sono novità si dimentica di dirmele, ma lui pensa di averle riferite e così più in là salta fuori “Ma come? Non sai di questo o quest'altro?” Oppure me le dice o mi chiede pareri in certi momentini in cui ho sto facendo tutt'altro o sono stanchissima e dovrei mollare tutto e starlo ad ascoltare.

Inoltre c'è l'aspetto finanziario: l'eredità che doveva arrivare rapidamente ora si è di nuovo arenata, sempre a causa della stessa persona che non firma un documento in modo da permettere di sbloccare tutti i liquidi...

Ciò mi mette in ansia, contiamo su quelli per i lavori!

E l'eredità comporta anche altre questioni: per farla breve questo fine settimana dobbiamo fare di nuovo un salto alla casa in montagna per altre misure, altre foto, altro prelievo di oggetti... tutto naturalmente deciso all'ultimo momento, anzi, ancora nemmeno deciso del tutto perché mio marito ieri si è dimenticato di fare una telefonata e non sappiamo ancora se avremo la chiave a disposizione per aprire quella casa: può darsi che salti questo giro, per il quale avevo dovuto rinunciare ad una interessante iniziativa, solo su prenotazione, dell'istituto francese.

Come sempre, ancora più di prima, in casa nostra fare programmi è impensabile!

Ecco perché la mia “voglia di fare” è molto ridimensionata!

 

 
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PRIMO OTTOBRE

Post n°1158 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA FALSA ESTATE

 

Cassatt M, Autunno

Stamattina piove, come da previsioni metereologiche. Un primo ottobre piovoso è quasi ovvio, immerge realisticamente nell'autunno che è già iniziato anche se non sembrava. Ricordo quando la scuola iniziava il primo ottobre, molti anni fa, certi assembramenti di genitori e di ombrelli che rendevano ancora più duro il rientro... E un primo ottobre della mia adolescenza, all'istituto magistrale a Bologna, in cui pioveva così forte da obbligarmi ad indossare un orrendo ed enorme impermeabile rosso che non mi faceva sentire certo a mio agio... ma era dura ribellarsi alle imposizioni materne in fatto di abbigliamento dovute anche alle ristrettezze economiche, dovevo soffrire in silenzio sentendomi una delle più brutte ragazze in circolazione...

Invece quest'anno nelle scuole già iniziate da alcune settimane si è goduto uno scampolo piacevolissimo d'estate: dopo la tromba d'aria è tornato caldo, chi ha potuto è scappato ancora al mare, io ho cercato di stare all'aperto il più possibile inventandomi necessità per fare la spesa, per andare in centro, per vedere questo o quell'altro, se restavo in casa tenevo aperte le finestre il più a lungo possibile.

Sono i periodi più belli dell'anno: ancora non troppi impegni, giornate abbastanza lunghe, sole caldo e illusione che l'estate non debba finire. Ieri ho fatto il giro al mercato settimanale nel parco lungo l'Arno, insieme a mia figlia e a Diletta, tutte in canottiera, consapevoli che forse è stato uno degli ultimi regali della bella stagione...

Mi è sembrato questo l'unico vero mio periodo estivo quest'anno, dopo i mesi faticosi che ho passato. Come Hemingway amava a Parigi la sua “falsa primavera”, io qui a Firenze amo questa “falsa estate” che quasi sempre illude nelle prime settimane di autunno.

Oggi, con la pioggia, mi torna in mente che sono in arrivo giorni intensi, che sarà il momento di decisioni importanti, che sono da mettere in conto imprevisti come al solito, che bisognerà fare delle scelte e anch'io personalmente dovrò farne: mi sento un poco spaurita, non trovo in me l'energia sufficiente, avrei bisogno di qualcosa che mi ricaricasse perchè i mesi estivi non sono riusciti a farlo.

Vedremo che succederà...


 
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RETROUVAILLES

Post n°1157 pubblicato il 27 Settembre 2014 da atapo
 

 

IL GURU

 


 

All'inizio del 1976 lavoravo nel tempo pieno del Comune di Bologna, ospitavo in pancia il primogenito che doveva nascere in febbraio e avevo appena saputo di aver superato la prova scritta del concorso magistrale per insegnare nella scuola statale, ricordo ancora l'emozione di quando aprii la lettera che mi comunicava la notizia e la votazione altissima...

O la va o la spacca, mi dissi, devo ASSOLUTAMENTE vincerlo questo concorso e tra i primi posti, in modo da avere una sede vicina, in città, ora che sta per arrivare anche un figlio!

Stavo per imbarcarmi in un'impresa titanica: quella volta fu un CONCORSONE: dopo la prova scritta c'era l'obbligo di frequentare un corso quadrimestrale di aggiornamento didattico ed esercitazioni laboratoriali, con prova scritta ed orale alla fine. Chi l' avesse superato avrebbe poi dovuto sostenere un'ultima prova orale su un sacco di materie teoriche e pratiche, tipo pedagogia, legislazione, storia della scuola, igiene scolastica ecc. Tutto questo finì a metà agosto...

Un lavoro improbo, ma da quel corso quadrimestrale ebbi veramente un'ottima formazione, come non ne ho mai più avuta in tutto il resto della mia carriera...

Tralascio i salti mortali che feci per frequentarlo, mio figlio che nacque giusto nella settimana di interruzione tra i primi due periodi, io che andavo alle lezioni prima con una pancia enorme poi con mia madre che mi teneva il bimbo (non erano concesse molte assenze, pena l'annullamento...), gli incontri con altri colleghi con cui si lavorava in gruppo che si tenevano sempre a casa mia, così da poter accudire meglio mio figlio... Ho ricordi quasi drammatici di quei mesi, ma, come capita col passato difficile, rivissuti ora nella memoria con un alone di eroismo... Per la cronaca, riuscìì nel mio intento e l'anno successivo ero di ruolo a Bologna in una scuola abbastanza vicina a casa mia.

Dunque, tra i vari insegnanti di quel terribile corso c'era come coordinatore U.S.: era un direttore didattico che di nome conoscevo già perché scriveva sulla rivista scolastica a cui ero abbonata. Inoltre l'insegnante con cui stavo lavorando nel tempo pieno (quella che fece la staffetta partigiana) diversi anni prima era stata sua collega quando erano entrambi maestri e me ne aveva raccontato con entusiasmo...

Ebbene, fin dalle prime lezioni mi piacque moltissimo, me ne innamorai, dal punto di vista professionale s'intende, e per me diventò più che un insegnante, ma un amico, il vero MAESTRO che mi aiutava a scoprire come insegnare, come stare con i bambini, come organizzare il lavoro, che tipo di scelte fare... E questo accadeva a tutti coloro che facevano parte del mio corso, il suo entusiasmo era contagioso, tutti ci sentivamo destinati a fare grandi cose se avessimo vinto quel maledetto concorso! Non era più faticoso seguire le lezioni, studiare, ritrovarci e confrontarci tra noi, sentivamo che in quelle ore stavamo veramente crescendo professionalmente. Lui era capace di essere per noi l'insegnante serissimo e insieme il nostro amico di appena qualche anno di più, era diventato un idolo per tutti coloro che lavoravano, in qualche modo, con lui.

Naturalmente io in casa ne parlavo moltissimo e mio marito era diventato geloso, poi scoprì che questo... innamoramento era molto collettivo allora lo chiamava un po' sprezzantemente “il vostro guru” e forse il termine era azzeccato...

Lui ci parlava di come organizzava la sua scuola, ci portava i giornalini che pubblicavano le sue classi secondo la pedagogia attiva di Dewey e Freinet, ci invitava ad andare a visitare la sua scuola, cosa che per me in quel periodo era impossibile: non avevo tempo nemmeno per respirare!

Una volta vinto il concorso il nostro rapporto non si interruppe, anzi diventò ancora più personale, perché, dietro suo invito, io gli scrivevo di come stavo impostando il lavoro in quei primi anni, gli esponevo dubbi e gli chiedevo consigli, lui mi rispondeva e ci scambiavamo i giornalini preparati dagli alunni. Mi fece iniziare anche una bellissima corrispondenza tra la mia classe e una parallela della sua scuola, che durò per tutti i cinque anni e in quinta finalmente le due classi si incontrarono... Insomma continuò ad affiancarmi in quei primi anni di lavoro nella scuola statale.

Poi mi trasferii a Firenze. Ricordo che gli scrissi ancora, stavolta demoralizzata per la realtà fiorentina in cui mi trovavo a lavorare, che mi pareva arretrata anni luce rispetto a ciò che avevo costruito e lasciato a Bologna... Lui mi incoraggiò ancora, mi diede la spinta per non arrendermi, mi stimolò a mettere a frutto ciò che di importante avevo assimilato fino ad allora e ad avere pazienza. Come sempre, aveva ragione lui...

Cessò la nostra corrispondenza, io ero subissata dalla nuova vita fiorentina.

Lo rividi anni dopo a Bologna alla fiera del libro per ragazzi: mi riconobbe e ricordava tutto di me e della mia esperienza, chiacchierammo come se ci fossimo salutati il giorno prima.

Qualche giorno fa mi è tornato alla mente, insieme a tante cose di quegli anni. Come si usa oggi, l'ho cercato su Facebook: c'è, e non sembra cambiato per nulla: i capelli li aveva già bianchi, il sorriso sornione è sempre quello! Naturalmente è in pensione, ha una decina d'anni più di me, ma mantiene contatti col mondo scolastico bolognese, con progetti europei, viaggia in Francia...

E' raro che io chieda l'amicizia a qualcuno, soprattutto se non ho grandi rapporti, ma con lui... gliel'ho chiesta quasi senza rendermene conto, ero troppo contenta di averlo ritrovato! Chissà se mi avrebbe ricordato... Ebbene sì! Mi ha accettato tra gli amici, dicendomi che lui frequenta poco facebook, ma che è contento di aver ripreso il contatto. Ne sono stata contenta anch'io...

 
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A SCUOLA !

Post n°1156 pubblicato il 23 Settembre 2014 da atapo
 

 

ZAINI PICCOLI



 

E' passata già la prima settimana di scuola per i tre moschettieri.

Riccardo è al secondo anno di scuola materna, ha ritrovato maestre e compagni, ha ripreso tranquillamente. Nei primi giorni c'era orario ridotto e subito con uno sciopero, così meno tranquilli sono stati i suoi genitori: la baby sitter ha avuto un problema e non poteva essere a disposizione, allora siamo subentrati noi nonni e i genitori ce l'hanno portato, prendendo qualche ora di permesso dal lavoro a turno, da Montelupo a Firenze. Il bimbo si è stancato in tutti questi viaggi, però era contento di passare tante ore da noi, di aiutarmi, di venire con me a fare la spesa...


Invece nell'altra famiglia tutti hanno cominciato una nuova scuola.

Damiano è entrato alla materna, la stessa frequentata dal fratello, così conosce già l'ambiente e non ha problemi. Comunque lui è sempre molto ben disposto e curioso verso le esperienze nuove, anche se è un bambino silenzioso e tranquillo non gli sfugge niente ed è maturo e riflessivo per la sua età. Impara rapidissimamente tutto, è un tipo di... intellettuale puro, è più imbranato dal punto di vista motorio.

Ieri pomeriggio l'ho portato con me al teatro dove ho seguito i corsi negli anni passati, c'era la lezione aperta per i bambini, Martino non si è voluto fermare, invece Damiano è entrato volentieri ed è rimasto fino alla fine. Era il più piccolo fra i bambini presenti, ma si è inserito senza problemi.

Ha raccontato che nella sua scuola materna hanno la “chiave della parola”: una grossa chiave di cartone appesa al muro e quando lavorano solo il bambino che ha la chiave in mano può parlare e gli altri devono ascoltarlo... Cosa devono inventare le maestre per avere un po' di ordine!

 


Martino è alla scuola primaria, una volta si diceva "remigino".

Il primo giorno era un po' deluso: nella sua scuola il cortile è piccolo e notava che non c'erano giochi, però gli piaceva il banco col sottobanco e il gancio per lo zaino. Una delle sue maestre la conosco: molto tempo fa avevamo lavorato nello stesso gruppo docenti su alcune classi. E' una persona un po' particolare, a volte con gli adulti è un po' irruenta, ma con i bambini non ha mai avuto problemi e lavora con professionalità. A mia figlia è piaciuto come si è posta in questi primi giorni e Martino sembra tranquillo. La settimana scorsa hanno fatto orario ridotto, solo la mattina e domenica sera lui diceva alla sua mamma: -Indovina cosa succede domani?-

-Restate a scuola anche al pomeriggio.-

-Sì. E poi?-

-Mangiate a scuola.-

-Sì e poi?-

- Arriva anche un'altra maestra.-

-Sì e poi?-

- E poi cosa?- la mamma non trovava altro...

- E poi... FACCIAMO I COMPITI !!!- ha concluso trionfante Martino.

(Finalmente le cose serie... finora avevano scherzato!!!)

 
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IL MIO GIARDINO

Post n°1155 pubblicato il 20 Settembre 2014 da atapo
 

 

GIUNGLA

Nell'ultimo post qualcuno ha pensato che l'immagine messa fosse la mia nuova casa col giardino annesso...

Magari! Ci sarebbe poco da lavorarci!

Per togliere ogni dubbio ecco alcune foto di come è realmente il mio giardino, scattate giusto stamattina: non ha un leggero aspetto di foresta o di giungla? La casa si intravede bianca in fondo, ed è meglio non vederne di più per ora.

 

   

 

Ho deciso di documentare fotograficamente le trasformazioni, per quanto mi sarà possibile, comincio adesso che è ancora allo stato originario, prima che i muratori diano il via agli smantellamenti, così in futuro riguarderemo il tutto pensando alla strada percorsa...

Ora che abbiamo le chiavi comincio a sentirla davvero MIA e ad immaginarmi gli spazi riempiti dai mobili. Ho già raccolto tre piccole mele da uno degli alberi, le ho assaggiate: sono proprio buone!

E comincio a preoccuparmi delle sue condizioni...

Ieri a Firenze c'è stata quella forte tromba d'aria con la grandinata che ha imbiancato, con vari danneggiamenti, tutto il centro città: le immagini sono state diffuse dai giornali e dalla TV. Ecco, ieri sera avevo una forte preoccupazione: ci saranno stati danni alla casa nuova? E vedendo i grossi alberi sradicati lungo i viali cittadini temevo per i miei sei alberelli alti, sottili e anche un po' malconci dopo anni di incuria.

Così stamattina siamo andati a controllare: per fortuna tutto è a posto, il vento non ha abbattuto nemmeno quelle piante infestanti dalle bacche blu e dai fiorellini bianchi molto graziosi, ma alte più di mezzo metro, che stanno riempiendo ormai tutto lo spazio.

Ci avrebbe fatto comodo che il vento avesse alleggerito un po' il lavoro del giardiniere... ma solo per quanto riguarda le erbacce!

 

 

SOLANUM NIGRUM

 

 
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