Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

GENNAIO


 
 PRIMO GIORNO DELL' ANNO

Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo
sonagli colorati
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell'ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
(Pablo Neruda)

 

ça c' est tout




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"Fai bei sogni"
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"Mal di pietre"

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SLAVINA

Post n°1405 pubblicato il 21 Gennaio 2017 da atapo
 

I BAMBINI

 


 

Poche altre volte mi sono sentita così colpita e angosciata dai fatti di cronaca.

Le bufere di neve insieme alle nuove forti scosse di terremoto: un accanimento sugli stessi luoghi già piegati dai disastri precedenti, sulle stesse persone che stanno affrontando prove terribili. Chi è isolato, chi è al freddo, chi non si riesce a raggiungere, chi assiste impotente alla sofferenza e alla morte dei suoi animali negli allevamenti fulcro dell'economia locale, gli animali da cui gli uomini non si erano voluti allontanare per non perderli definitivamente.

Ancora lì… dove da agosto non esiste più la vita normale ed è sempre peggio perché le promesse vanno a rilento nel concretizzarsi.

Poi quell'albergo…

Mentre pareva che tutto sommato le nuove scosse di terremoto avessero fatto pochissime vittime ecco l'incubo di più di trenta persone sepolte nella neve…

E allora col cuore in gola mi sono chiesta istintivamente, come tanti credo abbiano fatto, il perché di tale accanimento, di quanto dolore ancora ci fosse bisogno…

Così l'ho sentito come un miracolo quando finalmente hanno ritrovato vivi i bambini, TUTTI i bambini che erano presenti in quell'albergo, come se Dio improvvisamente avesse detto BASTA, E' TROPPO e volesse ridare un filo di sollievo. Una serie di concause, che i tecnici si affannano a spiegare, li hanno salvati come hanno salvato alcuni adulti e a questo punto c'è ancora la flebile speranza che si trovino altri sopravvissuti.

Alla fine di tutto questo si cercheranno colpe e colpevoli, si troveranno oppure no, molto si scioglierà come la neve anche se molto ghiaccio resterà in chi ha patito o ha perduto i propri cari, molto calore e riconoscenza andrà a chi si è prodigato negli aiuti a proprio rischio e pericolo e sarà tornato alla routine e al lavoro di sempre.

Ma i bambini… SONO TUTTI SALVI!

Perderne anche solo uno avrebbe reso ancora più immane questa tragedia.

 
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A PRANZO ...

Post n°1404 pubblicato il 17 Gennaio 2017 da atapo
 

...DA NOI.

 

Matisse, La tavola imbandita

 

Dalla nascita di Cesare abbiamo detto a nostra figlia che può venire a pranzo da noi nei giorni feriali: gli altri figli mangiano tutti a scuola, lei dovrebbe prepararsi da sola. Così si risparmia un lavoro, sta in compagnia, poi va a casa e ha tempo di riposarsi un poco prima del ritorno degli altri tre. Se lei o noi abbiamo impegni si salta, altrimenti per me preparare per due o per tre persone non fa differenza, basta saperlo un'ora prima per conciliare gli orari e organizzarmi.

E così stiamo facendo, lei ha accettato volentieri. Oltre a pranzare con noi, ci scappa una poppata a Cesare, qualche cosa da sbrigare al PC o qualche documento da sistemare, uno o due cambi di pannolini, qualche scambio di opinioni o aggiornamenti sulle ultime novità familiari.

Scopro che è molto piacevole questo momento insieme, genitori e figlia, e che da un pezzo non ci capitava...

Scopro anche che in questo modo quasi tutti i giorni noi nonni abbiamo la gioia di stare un po' con Cesare, ne stiamo assistendo alla crescita quotidianamente e scopriamo giorno per giorno i suoi piccoli cambiamenti e i suoi progressi. Questo con gli altri nipotini non era mai accaduto, mia figlia voleva fare da sola, con il marito e le baby sitter, noi entravamo in scena nei momenti di emergenza. So che io e mio marito abbiamo i nostri problemi di salute per cui tanto non possiamo fare, però un poco mi dispiaceva di non essere più presenti.

Stavolta, visto che è il quarto bambino, lei ha pensato che risparmiarsi un po' di più non sarebbe stato un male e ciò che le offriamo in questo momento per noi vecchietti non è affatto gravoso..

Non glielo faccio notare, tengo per me questa bella scoperta e mi godo il più possibile questo ultimo cucciolino...

 
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CIAO FRANCIA

Post n°1403 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

LA MAGIA NON SI E' RIPETUTA

(o quasi)

 

Per tutto il 2016 nel box qui accanto dove indico il mese avevo messo le foto di 12 luoghi della “mia Francia del cuore”, poi ogni mese avevo scritto un post in cui raccontavo il perché della mia scelta, cercando di far scoprire ai lettori qualcosa di nuovo e di bello che magari stuzzicasse per un viaggio o una visita… Sul mio profilo ho pubblicato man mano le stesse immagini, lì ci sono ancora e ci resteranno almeno per un po'.
Negli anni precedenti altri erano stati i temi di questi “calendari mensili” (donne, fiori, gatti) e mi ero accorta che, curiosamente, il tema scelto nel corso dell'anno si era, come dire, “avverato”, cioè mi aveva portato qualcosa di attinente…
Così alla fine del 2015 avevo scelto la Francia per l'anno successivo: da quanto non ci vado!
Da quanto si è interrotto anche il gruppo di teatro in francese che tante soddisfazioni mi aveva dato!
Da quanto non ho contatti, né incontri, con le mie amiche d'oltr'Alpe!
Speravo ardentemente che il 2016 mi riportasse qualcosa di francese…
Ma come se l'avere scoperto quella magia le facesse perdere efficacia… nulla è accaduto di quanto desideravo!
Però…
Alla fine di settembre mi telefonò una mia ex scolara, della classe che avevo lasciato alla fine della terza quando chiesi il pensionamento per motivi di salute. Lei era fra quelli che avevano continuato a seguire il mio gruppo extracurriculare di francese, poi quando andò alle scuole medie  suo fratello le subentrò in questo gruppo fino all'ultimo anno in cui lo feci.
La sua famiglia proviene dallo Sri Lanka, già da piccina lei parlava inglese perfettamente (oltre alla lingua madre del suo paese) tanto che quando gli altri della classe facevano lezione di inglese noi insegnanti preferivano lavorare individualmente con lei per rafforzarla in italiano, dato che in famiglia lo parlano piuttosto male. Una scolara volonterosa, cominciò a studiare il francese con me, alle scuole medie si ritrovò lo spagnolo… scelse di proseguire al Liceo linguistico, vista la sua dimestichezza ormai con varie lingue. Questo è un grosso vantaggio per i ragazzi che vengono da altri paesi e la scuola dovrebbe tenerlo più in considerazione…
In prima liceo aveva avuto una professoressa di francese incapace ed era venuta per qualche mese da me perché chiedeva un piccolo aiuto nel riprendere quella lingua che da tre anni non studiava: giusto qualche chiarimento e indicazione per acquisire maggior sicurezza, perché lavora bene anche da sola.
Quest'anno ha l'esame di maturità, mi telefonò per dirmi che spera, l'anno prossimo, di iscriversi a lingue in una università in Inghilterra, che vuole essere promossa con la votazione migliore possibile per essere accettata, che avrebbe avuto piacere di fare con me un po' di conversazione in francese per migliorare ancora di più.
Io a questa richiesta mi ero sentita un po' in crisi, perché ormai la lingua non la pratico più come prima, perché non avevo idea di cosa fosse necessario per la maturità, perché ero pratica del lavoro con bambini piccoli, ma non con giovanotti di 20 anni… Le avevo detto scherzando che forse sarebbe stata lei ad insegnare a me stavolta.
Però siamo partite e ci siamo incontrate qualche volta. Io ho la tessera della biblioteca dell'istituto francese, un giorno siamo andate, lei ha scelto un film con i sottotitoli in lingua originale,  che ha guardato a casa, poi l'ho guardato anch'io, all'incontro successivo è stato l'argomento della conversazione.
Mi dicevo che era uno stimolo forte anche per me, è piacevole e interessante ripassare la lingua anche attraverso un film, era una buona opportunità che mi offriva la mia allieva.
In dicembre abbiamo sospeso tutto: impegni suoi, impegni miei, malattie…
Ora mi ha mandato un messaggio: dalla settimana prossima vorrebbe riprendere gli incontri. Naturalmente sì, anche se sono con la solita piccola ansia del “ce la farò, sarò in grado di aiutarla veramente?” Mi sento un po' inadeguata, ma lei dice che si trova bene e i risultati nelle sue verifiche sono buoni, l'importante è questo.
Ecco, è questa la Francia che mi ha portato il mio calendario, non quella che sognavo, ma un po' più modesta, comunque forse è più importante se riesco ad aiutare qualcuno.
Per il 2017 non ho scelto nessun tema per l'immagine mensile, ne avevo in mente alcuni, ma… mi è venuto come un piccolo timore delle conseguenze di quella strana magia che si ripete da anni… Allora ho deciso di riesumare i box che avevo preparato anni fa e che avevo già utilizzato: immagine e poesia ispirata dal mese stesso, nulla di particolare, solo scelte legate ai miei gusti.
Tanto chi le ha viste anni fa forse non le ricorda e tanti amici lettori di un tempo non passano più da queste parti di Libero purtroppo, le frequentazioni cambiano, per i nuovi sarà una novità...

 
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BRRRRR

Post n°1402 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

FREDDDDDO !!!

 

Che gran freddo è arrivato! Qui a Firenze in questi giorni c'è quasi sempre il cielo terso e il sole, ma è tutto un imbroglio, perchè si sta attorno allo zero e di notte un bel po' al di sotto. Spesso c'è anche il vento a far rabbrividire ancora di più.

Ho steso il bucato fuori, sotto al portico e dopo qualche ora ho trovato alcuni capi, che erano più bagnati di altri, secchi quasi congelati!

Ecco ricordi di bambina, quando la mia mamma d'inverno stendeva all'aperto, poi a sera ritirava degli abiti gelati e rinsecchiti, li chiamava "i baccalà" e li metteva a scongelare e asciugare sui ferri che si aprivano a raggera in alto sul tubo della stufa a legna e carbone. E cadevano pian piano le gocce sul piano rovente della stufa, facendo quello sfrigolio colonna sonora delle serate invernali, in una casa povera degli anni '50. Poi metteva la cenere e le braci nel recipiente di ferro, lo inseriva nel "prete" (così si chiamava a Bologna lo scaldino) e tentava di riscaldare prima i nostri letti di bambini, poi quello matrimoniale. Ma spesso andavamo a dormire tenendo fra le braccia anche una borsa d'acqua calda... I ricordi ritornano, ma ormai servono a poco: finchè sarà così freddo è meglio che stenda il bucato dentro casa, su un secondo stendino che ora si può aprire nel disimpegno del primo piano finalmente libero dagli scatoloni.

Ho scoperto che i miei pigiami non mi riscaldano a sufficienza.

-I vecchi hanno sempre più freddo- spiega carinamente mio marito. Per ora aggiungo un maglione sotto le coperte, però medito di approfittare dei saldi per un pigiama o due più pesanti.

Certo che così la tosse che mi trascino da Natale non mi passa, urge una scappata dal medico.

Ed è bene che mi organizzi per uscire solo nelle ore più calde, cioè... meno fredde.

Peccato, questo sole è così invitante!

E il giardino! Le mie povere piante! Chissà se sopravviveranno! Da inesperta come sono, non so cosa pensare, nè cosa fare... Abbiamo coperto il limone, coperto anche gli iris dove stavano spuntando le foglie, spostato in una posizione più riparata il mini-caprifoglio su cui riponevo tante speranze... Però i piccoli ciclamini che tenevo su un davanzale sono tutti piegati: non credevo soffrissero così, nei davanzali in giro ne vedo di belli rigogliosi anche al freddo! Ora li ho messi dentro, chissà se riprenderanno... Altre piante hanno le foglie bruciate dal gelo, ma spero che le radici siano robuste. Da qualche giorno in un vivaio abbiamo preso a prezzi stracciati delle piante di nandina, che a me piace molto con le sue foglie colorate e le bacche rosse. Il vivaista ci ha aggiunto quasi in regalo tre piccolissime cicas. Io però non ho cuore di metterle ora all'aperto, penso che debbano digerire il loro "trasloco" e abituarsi al nuovo posto: per ora le tengo sotto il portico e le colonne le riparano un po' dalle correnti d'aria. Ecco, a questi problemi naturalistici non ci sono proprio ancora abituata!

 

nandina

 

cicas

Guardo le immagini del sud Italia ricoperto di neve: che stranezza l'Italia capovolta. Il mio amico siciliano racconta di Taormina, che io amo tanto, così imbiancata...


 

Nel 1985 era Firenze sepolta sotto la neve, a 11 gradi sotto zero, proprio in questi giorni!

Vedremo quanto durerà questo freddo e che scherzi ha ancora in serbo. Se penso che di solito in questi giorni ero alle Canarie in maniche corte e talvolta a fare il bagno... anche quest'anno devo resistere SENZA.

 
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SALDI !!!

Post n°1401 pubblicato il 06 Gennaio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ALLA RICERCA DEI PANTALONI DI LANA

 


 

Ieri sono cominciati i saldi.

Chi mi legge da tempo forse ricorda una mia storia dell'anno scorso, circa in questo periodo o forse poco più avanti, di un marito alla disperata ricerca di pantaloni di lana... di un marito che decide sempre all'ultimo momento di comperare i capi di abbigliamento che gli servono riuscendo a far concludere il periodo dei saldi per ritrovarsi a DOVER ASSOLUTAMENTE acquistare a prezzi pieni...

Nel corso del 2016 non ha trovato altri pantaloni di lana (beh, non li ha nemmeno più cercati...) e sono aumentati i capi di vestiario di cui aveva assoluto bisogno perchè, si sa, stoffe e lane non sono eterne e ultimamente un nuovo fenomeno gli impone di rinnovare: pare che da alcuni anni i pantaloni (e avolte anche le maglie e le camicie) si RESTRINGANO, cosa che prima non gli accadeva... Mah!

-Dovrei andare a comperarmi...- diceva periodicamente, ma non andava mai.

Da circa un mese io ho cominciato col mio mantra: - Vedi di non farti sfuggire anche quest'anno il periodo dei saldi!-

E stavolta ci ho aggiunto: -Ricordi cosa accadde coi pantaloni di lana? Non dovresti aspettare gli ultimi giorni, rischi di non trovare le taglie e i modelli che vuoi tu.-

Finchè l'ho informato:- Guarda che i saldi cominciano il 5 gennaio, vedi di organizzarti!-

Stavolta si è organizzato, l'esperienza passata gli è servita, ieri mattina ha fatto un giro da solo per alcuni negozi, a pranzo mi ha proposto: -Nel pomeriggio vorrei andare ai Gigli (il maggior centro commerciale della Toscana!), vieni con me?-

Strabiliante! In giro per negozi tutto il giorno! Impavido ad affrontare la ressa del primo giorno di saldi!

Ho accettato, sono così poche le occasioni di uscire insieme che anche lo shopping va bene.

Io non avevo voglia di comperare nulla per me, sarei stata consigliera se necessario, ma soprattutto osservatrice del mondo attorno.

Temevo ci fosse più confusione, come primo giorno.

Eccoci nelle peregrinazioni da un negozio all'altro, alla ricerca principalmente dei pantaloni di lana, sempre introvabili, per cui si è rassegnato a dedicarsi ai jeans di stoffa grossa, che almeno tengano un po' di caldo nell'inverno, e brontolava: -Ma cosa ci portano sotto per non gelare? I mutandoni di lana?-

C'erano soprattutto frotte di ragazzi e ragazze a rifarsi il guardaroba, qualche famiglia coi bambini, coppie di varie età, anche diverse coppie di anziani, circa come noi: notavo il marito aggirarsi un po' spaesato, la moglie a "guidarlo" e consigliarlo, intuivo che il LUI non fosse molto abituato... come il mio! Buffo vedere fuori dai camerini di prova delle signore i maschietti in attesa con aria annoiatissima, invece fuori dai camerini per uomini le signore ingannavano l'attesa rivolgendo l'attenzione agli abiti appesi o ai cestoni di biancheria, così da non perdere tempo. Anch'io ho fatto così, ma solo per ammirare esteticamente, non ho bisogno di nulla nè ho avuto "colpi di fulmine".

Per le scarpe abbiamo estenuato la commessa perchè in fatto di calzature mio marito ha parecchi problemi e ha dovuto provare mezzo negozio: alla fine però ne ha comperate due paia! Ed io gli ho fatto compagnia: ho un paio di stivaletti che ormai sono molto logori e temo da una pioggia all'altra il loro definitivo cedimento, lì ne ho trovato un paio molto carini e comodi e non me li sono fatti scappare, visto che il numero mio è molto comune e nei saldi sparisce presto. Comunque la mia scelta è stata più veloce: visti, provati e presi! Con quello che ci sono costate queste scarpe di una marca molto conosciuta, nonostante i saldi, guai se non ci durano per tutto il resto della vita!

Alla fine eravamo stracarichi di quelle grandi buste di carta "firmate": scarpe, pantaloni, camicie... Erano già le 21,30, io ero stanchissima di stare tanto tempo sempre in piedi, tutti erano in chiusura... ho scoperto nel centro commerciale una nuova gelateria: uno dei gelatai migliori di Firenze ha aperto anche lì! Mio marito naturalmente non lo conosceva affatto, quindi è stato doveroso cenare con un grosso gelato, tanto per concludere in dolcezza.

E per gli acquisti di ciò che gli manca ancora vedremo quando vorrà ripetere la spedizione... ma i pantaloni di lana, e non a prezzi da rapina, continuano a restare introvabili!

 
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INIZIO

Post n°1400 pubblicato il 03 Gennaio 2017 da atapo
 

TUTTO COME PREVISTO

 


 

Lo spettacolo di Anna Meacci e Katia Beni, con cui ho salutato il 2017, è stato esilarante, secondo me uno dei migliori di questa coppia di attrici comiche amiche sul palcoscenico e nella vita: ho riso così tanto che in certi momenti avevo le lacrime agli occhi. Il titolo era “Scoop”, argomento: il supermercato e ciò che vi ruota attorno: commessi, clienti, marketing, pubblicità… tutto parte da situazioni inesorabilmente reali! E non è facile saper far ridere senza cadere in volgarità.

Dopo il giorno 1 passato in preparativi, ieri c'è stato il previsto raduno di famiglia: undici posti a tavola più Cesare accanto nel suo ovetto. E' la prima volta che la nostra casa nuova ospita: era ora finalmente! Oltre alla bellezza affettiva dell'incontro, ciò ha comportato che finalmente mio marito abbia fatto uno sforzo per riordinare e liberare dagli scatoloni residui il massimo dello spazio. Mica li ha potuti eliminare, naturalmente, solo disporli in modo più razionale e finalmente la sala e la cucina hanno assunto aspetti più ...civili. Per la prima volta abbiamo allungato il tavolo, non sapevamo nemmeno se sarebbe rimasto lo spazio sufficiente per sedie e commensali: ci siamo stati tutti. Non erano venuti mio figlio e famiglia, ma in raduni futuri anche con loro penso che ce la faremo ugualmente!

Insomma, anche stavolta mio marito si è dato una mossa solo per la situazione di emergenza! Lo stile è sempre quello, l'età non aiuta anzi aggrava, perché si stanca sempre più rapidamente, i suoi rinvii e i suoi bricolages lasciati a mezzo aumentano… Ora però per qualche giorno il quasi-ordine che è riuscito a fare durerà e a me sembra di respirare meglio! Potremmo anche invitare a cena qualcun altro, finchè la situazione si manterrà così…

I bambini hanno finalmente riavuto in sala il loro spazio per giocare e il loro scatolone di giochi “dei nonni” e ieri si sono divertiti insieme ai cugini grandi e al fidanzato di mia nipote.A Damiano è saltato via un dente che già dondolava e che ha avuto la peggio in uno "scontro" con un pupazzo supereroe...

Le cose buone da mangiare erano tante, avevo cucinato io e c'è stato l'aiuto di una vicina trattoria molto quotata per qualche specialità fiorentina che i parenti “forestieri” apprezzano sempre molto.

Peccato che abbia piovuto tutto il giorno e il giardino l'abbiamo ammirato solo da dietro ai vetri. Oggi è tornato il sole, ma i parenti hanno proseguito il loro viaggio, visiteranno per qualche giorno la zona centrale della Toscana.

Io adesso ho molti avanzi di cibarie da mettere via, riempirò il congelatore nonostante abbia già rifornito anche mia figlia. Tutte quelle vaschette con data “2-1-17”, quando le riaprirò mi faranno ricordare la bella giornata, calda di allegria e di affetti, che è stata ieri, un buon auspicio per questo nuovo anno...

E rientriamo oggi nella normale routine.

 
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PER L'ANNO NUOVO

Post n°1399 pubblicato il 31 Dicembre 2016 da atapo
 

SISTEMARE

 


Ci medito sopra da qualche giorno al senso che ha per me questa fine d'anno.
Che 2016 balordo! Faticoso, beffardo, mi ha spremuto e svuotato di energie fino ad una depressione che ora mi fa sentire invecchiata di dieci anni, mica di uno! Degno compare del precedente 2015!
Poi verso la fine oplà! Rapidamente e inaspettatamente ha fatto una mossa  positiva ed ecco che ha avviato a conclusione molto di ciò che mi aveva tormentato fino ad allora, ma le conseguenze della fatica e dello stress le sento ancora, oh se le sento!
Eccolo il bilancio di quest'anno ed ora alla fine sono come esitante, titubante ad affrontare il nuovo. Sento in me adesso la necessità di SISTEMARE molto, fuori e dentro di me.

Fuori di me, perchè la casa e l'eredità sono ancora parecchio in disordine ed io di questo disordine sarei proprio stanca, anche se l'ordine non è mai stato il mio forte, ma a tutto c'è un limite e temo che in questo caso sia stato già superato.
Dentro di me, perchè questo sentirmi invecchiata così tanto e rapidamente mi fa riflettere su cosa voglio, cosa posso, se e quali sogni e desideri posso rincorrere... perchè, lo confesso, sento di non avere più tanta energia per osare, nè si può negare l'evidenza.... Forse tornerà l'energia, lo spero, se le circostanze saranno un po' più benigne di quanto siano state negli ultimi tempi.
Discorsi confusi oggi? Probabile, per chi legge e me ne scuso, ma non per me: stasera vorrei davvero che il 2017 fosse abbastanza FACILE, a dispetto di quel numero che, lo confesso, non mi sta molto simpatico, a dispetto di tutte le difficoltà, le meschinità e le incognite di questo periodo storico così intricato e difficile ...
Passeremo la mezzanotte a teatro, come non eravamo riusciti a fare negli ultimi anni, ma stavolta mi sono mossa per tempo e ho trovato i biglietti. Rideremo e brinderemo allo spettacolo della mia maestra e amica Anna Meacci, per iniziare allegramente.
Domani passerà in un lampo: devo riordinare e cucinare, perchè la vera festa per me sarà lunedì, quando verrà da Ferrara mio fratello con tutta la famiglia e ci troveremo a casa nostra, insieme ai nipotini: sarà quella la mia giornata di Capodanno, il vero inizio.

AUGURI  A  TUTTI !

 
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IL TEMPO

Post n°1398 pubblicato il 29 Dicembre 2016 da atapo
 

IL  PASSATO

 


 

E' venuto in visita il nipotino che abita a Montelupo e che quindi vedo più raramente rispetto agli altri. Mentre il suo papà (mio figlio), aiutava mio marito in alcuni lavori di spostamenti pesanti, Riccardo è stato con me.
Mi ha informato che in questi giorni fa colazione con i biscotti che io e l'altra nonna gli abbiamo preparato a  Natale e che gli piacciono molto, così come gli piacciono le "polpettine di Braccio di Ferro" che avevo portato alla cena familiare della vigilia: palline fritte di ricotta e spinaci per invogliare i bambini a mangiare verdura... Ce ne erano tante che sono rimaste anche per il giorno dopo. Mi segnerò tutto questo, insieme al "pesce finto" (impasto di patate e tonno sott'olio, piatto estivo), da tener presente le prossime volte in cui verrà a pranzo da noi.
Abbiamo esplorato il giardino, ora spoglio, ma scoprendo sui rami e sulle ragnatele le gocce ancora gelate del mattino, come ricami argentati. Abbiamo sistemato in alcuni punti le "polpette per gli uccellini", che insieme ad alcune melagrane ormai appassite spero che attireranno i piccoli affamati svolazzanti...
Ma faceva troppo freddo e siamo tornati presto in casa.
C'è uno scatolone con i giocattoli che i nipotini usavano nella casa vecchia, ancora non era stato svuotato e lui si è messo d'impegno: all'inizio giocava con ciò che prendeva fuori, poi sempre di più cercava, cercava soltanto... e trovava altri giocattoli e altri libri, sempre più in fondo...
E diceva:- Questo me lo ricordo! Lo usavo quando ero piccolo, ti ricordi nonna? Questo me lo leggevi quando ero piccolo, me lo rileggi?-
E ritrovava i gesti di un tempo... e mi anticipava le parole...
Ricostruiva il suo passato, sei anni e già una storia che ama ripercorrere, che ricorda con gioia. E in questa storia ci sono anch'io, ci siamo noi nonni, c'è un luogo diverso da ora.
Beh, questi piccoli momenti mi hanno commosso, il tempo passa, ma ciò che sta nel cuore non si perde mai...
E' una sensazione che sembra fatta apposta per questo anno che si sta chiudendo.

 
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NATALE, SERA

Post n°1397 pubblicato il 25 Dicembre 2016 da atapo
 

CON IL NOSTRO GESU' BAMBINO

 



E' tramontato il sole su questa giornata di Natale… da ancora ammalata…

Che nostalgia del 25 dicembre 2015, stesso sole, ma noi a Viareggio col gruppo italiano/americano!

Come l'anno scorso ieri sera siamo andati a cena da mio figlio, il raduno di famiglia con figli e nipotini, con Cesare bimbo nuovo nella sua tutina rosso-babbo-natale che quasi gli sta piccola perché è cresciuto tanto, è già 57 cm!

Così quest'anno avevamo in lui il nostro Gesù Bambino, che è stato tenuto fra le braccia dal fratello maggiore Martino quando li abbiamo sistemati tutti a sedere (più o meno) sul divano per tentare una foto di gruppo con la quale preparerò il calendario del 2017, è già il terzo anno che ci provo, ma che fatica! Scatto sempre una decina di foto e a stento ne trovo una buona perché c'è sempre chi si muove, chi fa boccacce, chi ne inventa di tutte…

Ieri sera il raffreddore e mal di gola non mi permettevano nemmeno di parlare a mio agio coi bimbi, era una tortura, hanno avuto una nonna proprio acciaccata e invecchiata!

Fa un certo effetto vederli tutti insieme e mi viene da confrontarli con i ricordi del Natale dell'anno precedente: come crescono! Ora i tre più grandi interagiscono e giocano insieme in modo più autonomo e organizzato, hanno sempre meno bisogno di noi adulti, Diletta è un po' spiazzata, unica bambina, ora è molto presa dal nuovo fratellino che per lei è come un giocattolo.

Al nonno che le chiedeva: -Ma di chi è questo Cesare?- ha risposto con orgoglio:-E' nostro!-

Sotto l'albero c'erano tanti pacchetti di un Babbo Natale troppo affaccendato che li aveva lasciati da qualche giorno nella soffitta lì a Montelupo, in modo che ieri sera già potessero aprirne qualcuno… questa è la leggenda di famiglia che ci consente uno scambio di regali fra tutti, piccoli e grandi, anche la sera della vigilia quando ci ritroviamo tutti insieme… E' il momento più atteso ed emozionante: i pacchi sono lì misteriosi coi nomi scritti su tutti, ma bisogna aspettare che sia finita la cena, in cui i bambini di solito disdegnano le ricette elaborate che noi adulti sfoggiamo in queste occasioni, quindi teniamo di riserva qualche fetta di arrosto o cosce di pollo. Però ieri i tortelli al ragù sono piaciuti e Damiano li ha apprezzati dicendo con voce sognante: -Mmmm! Come sono ragurosi questi tortelli!-

Segue il taglio del dolce che la fantasia e la bravura di mia nuora fanno ogni anno più originale e sempre squisito: stavolta era una torta a forma di albero di Natale, decorata e farcita di crema chantilly e sopra c'era un trenino di cioccolata comperato ad una beneficenza… Poi le foto, infine la distribuzione dei pacchetti e l'apertura, con l'emozione che sale alle stelle. Dopo i bimbi vanno a nanna sapendo che la mattina dopo ci saranno altri regali perché Babbo Natale fa un giro doppio nelle nostre famiglie

Noi siamo andati alla messa di mezzanotte. Io quest'anno ne avrei fatto volentieri a meno, vista la salute, ma l'assenza sarebbe stata un sacrilegio per il marito quindi ho stretto i denti e la sciarpa, ho resistito e stamattina… mi son trovata col mal di gola rinvigorito!

In casa tutt'oggi, senza forze né voglia di nulla, a preparare il brodo per gli ultimi tortellini che avevamo comperato a Bologna e congelati, a scrivere e ricevere auguri, a sistemare foto, a ricordare Natali migliori, a chiedermi cosa salverò di questo…

Libero da un pezzo ormai non mi fa inserire foto nei miei album: l'ho presa persa, dopo vari tentativi, pare sia un problema comune e non fa nulla per risolverlo. Allora l'immagine con cui lascio gli auguri devo prenderla da un'altra parte: è sempre una foto mia, solo che fra un po' di tempo non si vedrà più, ma tanto anche il Natale passa… e tutto continua.


Aggiornamento serale tramite SMS: pare che stamattina Babbo Natale abbia lasciato a Diletta un'enorme cucina ROSA e lei per tutto il giorno ha cucinato salsicce e lenticchie...


 

 
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RALLENTAMENTI

Post n°1396 pubblicato il 21 Dicembre 2016 da atapo
 

AMMALATA

 


E' andata a finire che mi sono ammalata anch'io.

Lunedì pomeriggio mi era venuto mal di testa, non mi capita spesso e quando capita è brutto segno.

Infatti dalla serata mi è scoppiato un raffreddore potentissimo, mal di gola, tosse, male alle ossa, stanchezza assoluta. Febbre nulla, come al solito.

Contagio dal marito? Probabile, ma probabile anche il prolungato stress da smaltire in qualche modo, come per lui. Malanni così in questa stagione da anni non mi venivano e per fortuna faccio il vaccino antiinfluenzale, quando non lo facevo era peggio!

Almeno, come dicevo la volta scorsa, gli acquisti dei doni sono terminati, gli incarti si possono fare in casa, anche se sto male.

Naturalmente non esco , poi venerdì è fissato un'ultimo controllo medico e sarò obbligata, ma spero di rimettermi nei prossimi due giorni per affrontare la prova finale: la spesa grossa e il cucinare per la riunione di famiglia. Avrei preferito avvantaggiarmi, ma proprio non ne ho le forze.

Più di tutto mi dispiace dover rinunciare stasera all'incontro col gruppo di teatro della mia regista: in teoria sarebbe un incontro di lavoro serio, ma essendo invitati a portare qualcosa di natalizio da bere e da mangiare è chiaro che la serietà lascerà spazio presto ai festeggiamenti e agli scambi di auguri, probabilmente a barzellette e cori. Una di quelle belle serate da cui ritorno molto serena e allegra, mi mancherà.

Mia figlia continua a venire a pranzo da noi: ora Cesare comincia a stare un po' più sveglio, cresce rapidamente di peso e di altezza, spero che entrerà nella tutina da Babbo Natale che gli ho comperato, altrimenti dovremo tagliare i piedi (alla tutina, non al bambino!).

Oggi insieme a loro c'era Damiano, che ieri aveva un po' di febbre: abbiamo notato che lui si ammala sempre qualche giorno prima delle festicciole coi genitori che organizzano alla sua scuola. Non gli piace esporsi a cantare, a recitare e si difende ammalandosi! Anche nel corso di gioco-teatro che frequenta dopo la scuola, l'anno scorso disse che non gli piaceva più appena cominciarono a preparare il saggio di fine corso. Quest'anno ha ricominciato ad andarci, ma solo dopo che gli è stato detto che alla fine NON dovrà fare lo spettacolo. Un bell'elemento! Forse crescendo cambierà idea...

L'arrivo imprevisto di Damiano ha costretto me e mio marito a nascondere precipitosamente regali e pacchetti: e nascondere una cucina di legno alta 90 cm, rosa naturalmente, per Diletta, che mio marito sta montando, non è stato facile!

 

Ora torno ai miei lenti preparativi...

 
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ORMAI CI SIAMO

Post n°1394 pubblicato il 19 Dicembre 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

E' IL TEMPO...

 


 

Dopo il tempo dei teatri,

il tempo dell'arrivo di Cesare,

il tempo delle persiane,

il tempo delle firme conclusive...

...mio marito si è ammalato.

Una tracheite fortissima (o forse una forma influenzale?), iniziata con la voce sparita e continuata con accessi di tosse terribile per giorni e giorni, fino a spingerlo dal medico, dopo che era fallito ogni tentativo di rimedio naturale e casalingo, tipo miele, propoli, tisane ecc..

La causa il maltempo, certo, ma secondo me anche lo stress accumulato da quattro anni che ha cominciato a trovare una via di sfogo.

Per non stargli troppo vicino e non correre rischi di contagio io sono uscita di casa il più possibile.

Ecco così arrivato il tempo della ricerca dei regali: cioè quelle passeggiate nel centro di Firenze tra addobbi e mercatini, bancarelle e beneficenze.

C'era il sole, ma era parecchio freddo.

Gli autobus perennemente in ritardo e affollati, ingoiati in un traffico da far paura.

Io stanca, molto stanca, l'atmosfera natalizia mi avvolgeva , ma non riuscivo a goderne come gli anni scorsi, ho come un fondo di nebbia grigia dentro di me che non si dissolve ancora con nessuna luce. Vivo momenti belli e sereni nelle mie giornate, non lo nego, ma non bastano a scuotermi completamente.

Per alleggerire un po' la vita a mia figlia le abbiamo proposto di venire a pranzo da noi se gli orari e gli impegni ce lo consentono, così anche se gli altri tre bimbi sono a scuola lei non deve preparare nulla e magari capita che io cucini più o meno apposta qualche porzione abbondante che poi lei porta con sè per la cena...

Quindi vedo Cesare spesso, molto più spesso di quanto vedessi i suoi fratellini a quell'età... Medito che mi fa tanto piacere, è come se lo legassi a me in fretta, quasi più in fretta degli altri.

Anche mia figlia deve scegliere regali, capita che andiamo insieme e le dò una mano nella gestione "Cesare e carrozzina" dentro ai negozi. Con lei ho riscoperto i negozi di giocattoli, che d'abitudine non frequento, perchè oltre ai figli suoi deve omaggiare tanti figli di amici di famiglia: hanno una vita sociale molto densa, loro...

Sono rimasta incantata dalla varietà di giocattoli che ci sono in giro, scegliere è un'impresa, e sono rimasta sconvolta dai prezzi! I bambini hanno scritto i desideri nelle letterine... ma che desideri costosi! Ci dobbiamo consorziare fra parenti, districarci fra occasioni speciali, ordini risparmiosi on-line, vedere come accontentare tutti almeno in qualcosa... Ormai occorre un mutuo per i loro regali di Natale! Dopo aver pensato ai piccoli, ci sono i grandi e anche lì i costi difficilmente sono economici.

A pensarci bene, io quest'anno non sento voglia di ricevere regali di Natale: ho tutto e anche di più, non desidero niente di materiale, preferirei che il regalo fosse tempo, incontri, momenti vissuti insieme...

Ed è iniziata la settimana finale, in cui i sacchi informi degli acquisti si trasformeranno poco alla volta nei pacchetti allegri e colorati, poi ci sono ancora visite mediche impreviste, poi forno e fornelli funzioneranno sempre più a pieno ritmo... Ma mio marito non è ancora salito in soffitta a prendere le scatole con gli addobbi natalizi, almeno qualcuno potremmo metterlo quest'anno.

Io, da parte mia, ho comperato e sistemato due vasi di ciclamini alla finestra e due stelle di Natale lungo le scale: almeno un po' di colori...


 
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CASANOVELA

Post n°1393 pubblicato il 14 Dicembre 2016 da atapo
 

FINESTRE



 

Finalmente in questi ultimi giorni sono arrivate e sono state montate le persiane alle ultime finestre e portafinestra!

Basta vetri nudi e tavole di legno appoggiate ai vetri del pianterreno per un po' di privacy dalla portafinestra affacciata quasi sulla pubblica via. Ed entrerà meno freddo, si risparmierà sul riscaldamento.

Consideriamolo un bel regalo di Babbo Natale

cominciammo nel dicembre di due anni fa il restauro di questa casa!

Ora è tutto finito? Preferisco dire di sì, anche se in realtà mancano ancora due lavori.

Occorre sistemare le larghe pietre per il camminamento in giardino: non sono indispensabili con la bella stagione, ma appena piove la terra diventa un pantano e non si riesce a camminarci per andare verso il casotto dove mio marito fa bricolage: lui ha sistemato alla meglio dei grandi quadrati di gomma grossa, ma diventano scivolosi e poco stabili se la terra sotto è impregnata d'acqua. Non dovremmo rimandare di molto, le abbiamo già individuate al magazzino, occorre solo “corteggiare” i muratori che vengano a posarle…

Più complesso invece è l'altro lavoro: il corridoio esterno-porticato è da chiudere completamente con delle vetrate in alto. Era così quando comperammo, ma i vetri erano rotti e rovinati, dovemmo togliere tutto ed ora bisogna rifare un piccolo progetto per considerare le pendenze, gli scoli della pioggia ecc. Finora accantonato perché c'erano urgenze e priorità, ma adesso occorre pensarci. Anche perché il corridoio chiuso per me era la soluzione allo stendere il bucato quando piove, il corridoio aperto come è ora mi costringe ad un controllo continuo sul bucato steso, a coprirlo con teli di plastica se minaccia pioggia e sotto ai teli non si asciuga mai. E dalle aperture alte di questo corridoio-portico se piove di traverso e tira vento entra di tutto e si formano pozze per terra.

Fra poco arriverà qualche soldo dell'eredità appena definita, prima di tutto si pagheranno i lavori già fatti, poi si vedrà quanto resta per questi ultimi due, poi… se resta qualcosa… potremo finalmente pensare a dilapidarli in una sospirata vacanza! E potremo considerare conclusa la CASANOVELA.

 
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LA MIA FRANCIA 12

Post n°1392 pubblicato il 11 Dicembre 2016 da atapo
 

TREGASTEL

 

 

Non è stato facile decidere quale luogo della mia Francia del cuore doveva avere l'onore di chiudere questa carrellata di 12 luoghi, alcuni famosi altri sconosciuti, che ho voluto presentare, uno per mese, in questo 2016.
Oltre agli undici già raccontati, ai tanti altri che in precedenti occasioni erano finiti nelle storie di questo blog... ce ne sarebbero stati ancora...
Ma quando li richiamavo alla memoria... quello che sempre ricompariva tra i primi, che mi riportava a sensazioni di positività e di nostalgia più forti degli altri era questo, Trégastel.
E allora eccolo anche per voi...
Trégastel è un piccolo paese sulla costa nord della Bretagna. Io e il marito andammo in Bretagna col camper nell'estate del 2007: è una regione molto famosa e molto ospitale con i camperisti, le aree di sosta sono dappertutto, il viaggio per arrivarci è lungo, ma ne vale la pena. Ciò significa però che nei mesi estivi è superaffollata e trovi Italiani dappertutto...
Molte erano le mete che ci incuriosivano e naturalmente dovemmo fare una scelta e lasciarne gran parte per un successivo viaggio... che ancora non c'è stato! Ma accade sempre così!
Ero incuriosita da un paese sulla costa nord, Ploumanach, dove era ambientata una leggenda bretone che aveva avuto grande successo tra i miei scolari, una storia un po' horror di tesori nascosti, spiriti maligni e grandi pietre che in certe notti diventavano giganti vendicativi...
Infatti Ploumanach si trova sulla costa di "granito rosa", con enormi scogli e rocce che col sole assumono proprio tonalità rosate. E' un centro balneare molto frequentato, come tutta la zona, e col camper dopo la visita e il pranzo (in quei giorni pesce, Saint-Jacques, galettes e crepes a volontà) ci spostammo nel paese successivo lungo la costa, Trégastel appunto.

 


 

Ci fermammo lì pochi giorni: vicino all'area sosta camper, all'ingresso del paese, c'era uno storico mulino a maree, poi il centro commerciale, un contadino che al mattino veniva a venderci la sua verdura con certi pomodori saporiti che neppure in Puglia, un pizzaiolo ambulante di origine italiana che ogni giorno fermava all'area di sosta il furgone e preparava pizze napoletane squisite il cui profumo veniva portato dal vento fino in centro città e attirava lunghe code di affamati: così finchè restammo lì arricchimmo con le sue ottime pizze la nostra dieta di squisito pesce, morbidi molluschi delle Saint Jacques, fantastiche crepes e galettes.
Ma quello che rivedo subito se chiudo gli occhi e penso a quel luogo è una stradina che si inoltra prima tra casette ed orti, poi tra i pini e la boscaglia costiera, poi incrocia la strada pedonale storica chiamata "il sentiero dei doganieri" che corre lungo la costa per i camminatori intrepidi che vogliono fare a piedi tutta la costa della Bretagna e infine arriva ad una spiaggetta, un'insenatura abbracciata da enormi scogliere tondeggianti rosate, con altri massi affioranti nell'acqua e in fondo le acque spesso agitate della Manica.

sentiero dei doganieri



Ecco, più che la cittadina in sè, questa spiaggia è stata il mio luogo del cuore. Tranquilla e solitaria, poche persone si sedevano come me su quegli scogli o sulle due panchine al limitare del bosco, a leggere, a meditare, a respirare l'aria di mare. Fare il bagno nemmeno a pensarci, non era per niente caldo in quei giorni, nuvoloni correvano spinti dal vento che spesso rinforzava, ma quella spiaggetta era protetta e poco frequentata essendo in periferia. Io ci stavo così bene, mi riposavo, mi rilassavo, pensavo al futuro in quel momento in cui stavo facendo scelte importanti per la mia vita e mi sembrava che tutto fosse più facile lì, guardando il mare...

 

C'era un gabbiano che sostava a qualche decina di metri da me: era enorme, bianco con immense ali nere, sono certa che appartenesse ad una specie abbastanza rara che avevo visto in un cartello sugli uccelli marini all'acquario del paese: i gabbiani più grandi fra quelli che volavano in zona, 160 cm di apertura alare! Ce n'era una colonia in un'isola poco lontana, quello forse amava sostare come me nella MIA spiaggetta... e forse anche lui la considerava SUA, vista l'aria severa con cui mi guardava a lungo tenendo sempre la distanza di sicurezza... Però mi faceva compagnia.
Ecco, spesso se chiudo gli occhi e cerco un'immagine mentale di un luogo bello che mi faccia sentire bene con me stessa... rivedo la spiaggia di Trégastel, i suoi pini, le sue rocce, le sue onde lontane, il suo gabbiano...
Non ne ricordo nemmeno il nome, ho cercato le immagini su Internet, a Trégastel ci sono molte spiagge e si assomigliano parecchio, ho osservato le mappe, forse l'ho identificata, forse no, ma che importa...
Nei miei ricordi la riconosco benissimo.

 
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EREDITA'

Post n°1391 pubblicato il 06 Dicembre 2016 da atapo
 

FIRME

 

Bologna, via Rizzoli e le due torri


Sono finite le visite mediche e i loro appuntamenti a raffica.
E' finito il periodo degli impegni teatrali.
E' nato Cesare, è già tornato a casa e la vita familiare si va riorganizzando.
E' stata finalmente conclusa la via crucis dell'eredità dei miei suoceri, nel senso che il cognataccio ha accettato (e gli altri fratelli stentavano a crederci), senza rimbalzi nè ulteriori stranezze, le ultime proposte di regolare i conti e le questioni. Ieri a Bologna tutti attorno a un tavolo, in una banca, compresi avvocati, geometra e direttore di banca... e firme su firme... Il cognataccio ha avuto ciò che voleva, gli altri l'hanno parecchio accontentato pur di chiudere le questioni e credo che da ora in poi lui sparirà dalle loro vite.
C'ero anch'io a quel tavolo, perchè essendo con mio marito in regime di comunione dei beni sono state necessarie diverse firme anche da parte mia. Ne avrei fatto volentieri a meno: c'era un'aria cupa in quella stanza, i soli allegri erano avvocati e geometra, che intascavano la loro paga... Il cognataccio non ha nemmeno salutato gli altri fratelli.
Così nel giro di qualche settimana dovremmo avere dei liquidi che passeremo credo in toto ai muratori e company che ci hanno restaurato la casa... se non si risolveva l'eredità eravamo in un bel pasticcio.
Ed ora mio marito ed io siamo diventati proprietari di un terzo dei "possedimenti" in montagna: la famosa casetta dove avevamo passato le vacanze coi figli, più una casa quasi rudere che era di mio suocero, due fazzoletti di terreno a destinazione "area verde".  I tre fratelli dovranno accordarsi su come gestire (tenere, vendere o altro) tutto questo, vedremo come finirà, dato che sono tutti e tre piuttosto al verde in questo momento.
Lo stress di questo incontro ha fatto ammalare mio marito: da qualche giorno ha una tosse forte con abbassamento di voce, a cui non ha affatto giovato l'umidità che c'era ieri in una Bologna grigia e piovviginosa. Era così ridotto a uno straccio che a pranzo nel ristorante nulla gli sembrava buono e dopo siamo ritornati a casa subito, senza giri per mercatini natalizi nè acquisti di tortellini, raviole e prodotti tipici che non ci facciamo mai mancare nelle trasferte bolognesi: è la prima volta che torniamo a mani vuote! Certo per lui è stata una prova pesante, il culmine di ciò che durava da quattro anni esatti... Sentire un fratello che si fa estraneo è terribile...
Ora che molto è concluso, mi dedicherò finalmente al Natale in arrivo... con calma. Che ci sia un po' di tregua, speriamo, e che si possa scivolare su acque tranquille verso il nuovo anno..

 
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BENVENUTO CESARE !

Post n°1390 pubblicato il 02 Dicembre 2016 da atapo
 

E' ARRIVATO

 


 

In anticipo di una settimana, ieri sera alle 21,16 è nato Cesare. Tutto è andato bene e rapidamente, ce l'hanno fatta ad arrivare all'ospedale di Borgo San Lorenzo a 30 km da Firenze dove mia figlia si è trovata tanto bene anche per le nascite precedenti.

Io confesso che avevo un po' di apprensione: con Diletta fecero appena in tempo a varcare la soglia dell'ospedale e la bimba stava già nascendo così che saltarono le pratiche dell'accettazione… Temevo di sentirmi arrivare una telefonata da un'area di servizio dell'autostrada…

Invece Cesare si è comportato bene ed ha aspettato la fine delle pratiche burocratiche.

Stavolta è stato chiamato in servizio per primo il nonno, mio marito: eravamo “sul chi va là”, ma io nel pomeriggio di ieri ero ad un controllo medico all'ospedale ed avevo messo il cellulare silenzioso, poi mi ero dimenticato di riaccenderlo. Così la telefonata di avvio di tutta la faccenda l'aveva ricevuta mio marito in casa da solo verso le 19, non riusciva a contattarmi ed è partito lui per stare con gli altri tre bimbi. Ci siamo sentiti dopo mezz'ora, lui era già distrutto perché aveva dovuto cuocergli la pasta per cena… Io l'ho raggiunto con un tegame di cosce di coniglio a metà cottura, che hanno destato molta curiosità nei tre nipotini: é una pietanza che non mangiano di solito, l'hanno assaggiata e gli è piaciuta molto. Poi abbiamo giocato a immaginare “come sarà Cesare?” e veloce è arrivata l'ora di andare a dormire. L'impresa più ardua: lavaggi, pigiami, lettura di una storia, pianti della Diletta che non ha mai dormito senza i genitori ecc… Insomma, alle 22 era appena tutto silenzioso quando è arrivata la notizia della nascita… e Martino non dormiva ancora ed è arrivato in sala chiedendo: -Allora è nato?-

All'una è tornato mio genero e noi siamo rientrati a casa nostra. Stamattina li ha portati a conoscere il fratellino, poi a mezzogiorno siamo saliti anche noi a Borgo per riportare i bimbi a Firenze. Impresa ancora più difficile della sera precedente, perchè Diletta non ne voleva sapere di staccarsi dalla mamma e i suoi strilli hanno inondato il parcheggio dell'ospedale…

Nel viaggio di ritorno si sono addormentati in auto, stremati dalle emozioni… finché non li abbiamo consegnati alle cure della loro meravigliosa babysitter “santa subito”… perché se non ci fosse lei…

Nei prossimi giorni ci teniamo a disposizione per eventuali necessità ed emergenze… tranne lunedì che dovremo andare a Bologna dal notaio per questioni dell'eredità dei miei suoceri.

Che il piccolo Cesare ci porti fortuna e che la faccenda ereditaria, che sta logorando mio marito ancora più di me, si avvii finalmente ad una soluzione positiva!

 
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ALLUVIONE A TEATRO

Post n°1389 pubblicato il 28 Novembre 2016 da atapo
 
Tag: teatro

LE STORIE DELLA STORIA

 


 

Ieri sera i "ragazzi over 65" hanno portato in scena al Teatro delle Spiagge lo spettacolo sulla "loro" alluvione di cinquanta anni fa.

Ho fatto parte anch'io della compagnia, anche se nel 1966 ero solo una ragazzina che abitava a Bologna e ascoltava le notizie alla radio, nemmeno le vedeva in televisione perchè la mia famiglia era povera e la televisione non ce la potevamo permettere. Ma ho avuto tempo, in tanti anni, di vedere immagini e di sentir raccontare storie, soprattutto da quando sono venuta ad abitare a Firenze.

Così, a differenza dei miei compagni di scena, i quali recitavano parti in fatti che avevano veramente vissuto, io ho fatto l'attrice e sono entrata nei personaggi che mi hanno affidato.

A tal punto che ieri mentre terminavo una delle mie scene quasi mi sono commossa...

A tal punto che un'amica che era tra il pubblico ha chiesto a mio marito mentre raccontavo di un fatto a cui avevo assistito (solo per finzone scenica): -Ma allora lei era venuta a Firenze in quei giorni!-

Macchè! Avevo 15 anni, a dire il vero tra gli "angeli del fango" c'erano anche miei coetanei, ma con la mentalità dei miei genitori se avessi chiesto di andare a dare una mano, come altri studenti... apriti cielo! Sarebbe stato uno scandalo fra tutti i miei parenti ed io sarei diventata una ragazza perduta!

Non è stato facile preparare questo spettacolo. Gli anziani del gruppo non hanno fatto veri corsi di teatro, è la prima loro esperienza di un vero spettacolo, la memoria con l'età diventa difficoltosa, l'emozione fa il resto, la ragazza regista che guida il gruppo ha fatto un lavoraccio enorme... negli ultimi giorni mi aveva detto che era molto contenta che ci fossi anch'io, un po' più esperta degli altri, così la aiutavo nel gestire il gruppo e nel rassicurare i miei compagni.

Che responsabilità mi ero sentita addosso! E mi aveva messo ancora di più in agitazione!

Più che della recitazione, ero preoccupata dei cambi di scena, quando sul palco ognuno deve spostare oggetti, farne sparire o collocarne dei nuovi, nella penombra. Anche questo richiede movimenti precisi e non si deve dimenticare NIENTE. Io dovevo fare anche lo "spazzino" cioè controllare che non restasse in giro nulla di inutile prima della nuova scena: mica facile, perchè dovevo avere in testa esattamente tutto ciò che doveva stare sul palco e in che posizione e rapidissimamente provvedere se qualcosa non andava. Ecco, temevo di più questi momenti che tutto il resto...

Ce la siamo cavata con onore.

Vista l'importanza dell'argomento, erano presenti il direttore del teatro e un consigliere del nostro Quartiere: alla fine erano entrambi molto soddisfatti, mettevano in rilievo il fatto che sia proprio la storia del quartiere che è diventata spettacolo e confabulavano di farne pubblicità, di portarlo in altre sedi anche più importanti. Soddisfazione e onore per noi e per la nostra giovane e paziente regista!

Ora ho finito di salire sul palcoscenico, per un bel po'... a meno che queste repliche si vadano a concretizzare!

Ora confesso che ho voglia di un po' di giorni "facili", di tempi distesi, di disporre di qualche ora tutta per me...

 

 
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AL VERDI

Post n°1388 pubblicato il 22 Novembre 2016 da atapo
 
Tag: teatro

TEATRO  n.2

 

Firenze, teatro Verdi

 

Aver presentato uno spettacolo sul palcoscenico del secondo teatro fiorentino per tradizioni e importanza, cioè al teatro Verdi (secondo solo alla Pergola, per quanto ne so)... non ha prezzo!

Anche se nello spettacolo noi "ragazzi over 65" avevamo una parte breve, infatti si riproponeva il lavoro sull'alluvione presentato all'aeroporto e nella serata c'erano anche altri pezzi di altri attori, io ho provato un'emozione molto forte...

Quel palcoscenico enorme, da respirare e occupare tutto, quel brulichio di addetti attorno a noi nei preparativi e nelle prove, chi per le luci, chi per i microfoni... Microfoni?! E quando mai avevo avuto la possibilità e l'aiuto del microfono nelle mie compagnie sgangherate?! Solo una volta, che mi ricordi... Ma non è detto che sia più facile, perchè anche il microfono bisogna saperlo adoperare...

Gli intrecci di scale e corridoi per passare da una parte all'altra e fino ai camerini... Beh, qualcosa del genere l'avevo già sperimentato al Niccolini coi Carissimi Padri, sapevo che bisogna guardare bene dove muoversi dietro al palco e tra le quinte: ci sono oggetti, fili e corde dappertutto, a terra e a mezz'aria.

Ma il camerino con le bottiglie di acqua minerale e un vassoio di caramelle di tanti gusti per noi attori... questo nemmeno al Niccolini c'era!

Insomma, qui si fa carriera! Sempre gratis, per beneficenza stavolta, ma non è meno importante ed emozionante.

E pazienza se per tutta questa esaltante serata stanotte sono andata a dormire dopo l'una e stamattina ero uno straccio!

Ma subito all'ultimo lavoro perchè da oggi avrò prove quasi quotidiane per l'ultimo spettacolo di domenica prossima!

 
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FUORI UNO (spettacolo)!

Post n°1387 pubblicato il 17 Novembre 2016 da atapo
 
Tag: teatro

CIAO, BRECHT !



 

Ripongo il copione e saluto L'opera da tre soldi, conclusa ieri sera.

Però che emozione stare in un vero teatro cittadino, con i discorsi dell'assessore e del presidente dell'associazione che sponsorizzava l'evento per raccogliere offerte a favore dei terremotati... Discorsi che non finivano più, noi attori stipati dietro il palco temevamo che il pubblico si addormentasse ancor prima del nostro inizio!

La prova generale era stata un disastro: avevamo trovato il palcoscenico pieno di roba non nostra, il camerino idem, senza riscaldamento acceso in una serata dal freddo polare, le luci non erano state montate per un' incomprensione fra tecnico e regista... insomma, prima che tutto fosse pronto abbiamo dovuto aspettare più di un'ora al freddo. Io mi sentivo proprio ibernata, tanto è vero che, appena iniziata la prova, nella prima scena ho avuto un buco di memoria terribile dovuto a malessere da congelamento. E non è accaduto solo a me!

Alla fine della prova alcuni di noi sono rimasti a montare gli scenari, per non doverlo fare all'ultimo momento prima dello spettacolo e quella notte siamo andati a letto all'una e mezza! Così ho dovuto recuperare con un'ora di dormita il pomeriggio dopo, appena prima di prepararmi e partire per lo spettacolo.

Ma pare che se va male la prova generale poi lo spettacolo riesce bene... e prova peggiore di così!

Infatti lo spettacolo è andato benissimo e il pubblico ci ha applaudito molto. Gira voce che ci vorranno lì anche la primavera prossima, con lo spettacolo nuovo!

Tutti noi abbiamo avuto la stessa impressione di essere stati bravi, eravamo tutti soddisfatti di come avevamo recitato, tutto è filato liscio anche meglio di come fu in maggio.

Ormai Brecht lo abbiamo in pugno!

La regista è raggiante, la settimana prossima ce la lascia di vacanza, poi riprenderemo gli incontri e ci presenterà il nuovo spettacolo che sta finendo di scrivere...

Io però di vacanza mi sono presa solo oggi e ho fatto un bel giro corroborante in centro città, con un piccolo shopping di autopremio: da domani mi tuffo nell'ultimo periodo caldo degli spettacoli al Teatro delle Spiagge.

 
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DEDICATO A UN CUCCIOLO

Post n°1386 pubblicato il 13 Novembre 2016 da atapo
 

NUMERI PICCOLI E SILENZIOSI



 

Stiamo percorrendo velocemente l'ultimo mese di attesa: come sono volati tutti quelli già finiti!

Dal primo annuncio che mi lasciò sorpresa, confusa e attraversata per molto tempo da sentimenti contrastanti che ho cercato accuratamente di nascondere... poi si è stemperato tutto in una grande ammirazione per la tua mamma, mia figlia, che mantiene una grande forza per gestire la sua famiglia che si sta così allargando. Forza che non le è mai mancata in ogni occasione impegnativa della sua vita...

Tu, cucciolo, finora sei stato bravissimo: a parte l'aumento e l'ingombro della pancia che cresce, non hai dato nessun problema: disturbi minimi alla tua mamma, tanto che è andata in bicicletta fino a due mesi fa, nel tuo mondo d'acqua ti arriverà la confusione dei tre fratellini e ci avrai già fatto l'abitudine per quando uscirai...

Ci sei, così silenzioso e nascosto, ma sei stato finora poco considerato perchè abbiamo passato il tempo affaccendati in molto altro di più pressante, i tre bimbi che già ci sono hanno tante esigenze... I vestitini da bebè, la tua culla, le nuove sistemazioni degli altri nella cameretta, tutto è stato definito nell'ultimo periodo, veniva sempre rimandato. La tua mamma si duole ora di non avere trovato il tempo che avrebbe voluto per "stare con te", parlarti col cuore, creare quel legame silenzioso a due di madre e figlio ancora non nato. Ma come si fa, col resto della famiglia così ingombrante?

A volte penso alle famiglie numerose di una volta: anche allora le mamme avrebbero voluto avere il tempo, tra le faccende domestiche e gli altri figli, di soffermarsi di più in un dialogo muto a due con chi stava arrivando? Oppure un tempo le donne non si ponevano tutti questi problemi, perchè le fatiche reali e concrete della quotidianità non lasciavano spazio?

E l'essere privati di questo rapporto speciale che significato avrà per il nascituro?

In questo ultimo periodo mi sorprendo a pensare sempre più spesso a te, mio nuovo nipotino, a come sarai, perchè gli altri sono tutti così diversi l'uno dall'altro...

Ognuno dei precedenti aveva un significato diverso per me, per la mia vita: e tu? Per ora è solo il senso della sorpresa, dell'inaspettato, poi forse mi sorprenderai con il tuo essere unico e irripetibile e già mi sento così curiosa di vederti... E un po' rattristata perchè le forze mi stanno calando rapidamente, se ho potuto fare poco per dare una mano finora... temo che potrò fare ancora meno e tu avrai una nonna vecchietta!

Ora non ti chiamo più FLASH, perchè finalmente i genitori hanno deciso il tuo nome (mica da tanto però!): sarà CESARE, un nome che era tra quelli candidati anche per i figli precedenti. Naturalmente ai tuoi fratelli non piace, ma si rassegneranno. E così quando penso a te posso finalmente chiamarti col tuo nome, diventi sempre più reale...

 
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LA LISTA

Post n°1385 pubblicato il 11 Novembre 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

MESE DI FUOCO


Dufy R., L'Opéra


Ho scritto un bell'elenco su un foglio e l'ho attaccato al frigorifero, che sia sempre sotto gli occhi…

Ho scoperto che fino al primo dicembre, volente o nolente, si sono accumulati impegni su impegni:

la ginnastica in piscina,

varie visite e analisi mediche del solito “tagliando” autunnale: avevo cercato di diluirle un poco, ma i posti liberi nella sanità pubblica non si possono scegliere,

alcune incombenze riguardanti la “casanovela” in cui occorre la mia presenza,

ma soprattutto le prove e gli spettacoli dei miei teatri!

C'è quello col gruppo degli anziani sull'alluvione di Firenze a cui ho già accennato.

C'è la replica di Brecht che ci è stata richiesta da un'associazione in un paese vicino a Firenze: wow, saremo in un vero teatro che con noi inaugura la stagione! L'associazione ha stampato a sue spese e attaccato locandine dappertutto e pazienza se ha pasticciato coi nomi degli attori scrivendone solo la metà… e il mio non compare.

E a sorpresa c'è la replica ello spettacolo preparato con i gruppi del teatro delle Spiagge e presentato all'aeroporto di Firenze (vedi il post 1381): lo porteremo nientemeno che al Teatro Verdi, uno dei più importanti della città! Il regista sarà esigentissimo, è un'occasione unica!

Poi ci sono altre cose più divertenti, tipo cene, compleanni, un film da vedere in compagnia, impegni già fissati ai quali è triste rinunciare perchè ti alleggeriscono l'animo...

Tutto ciò significa che ogni giorno ho un impegno, se non due, talvolta tre se le uscite sono serali,

che devo sfrondare tutto il resto per non affaticarmi troppo,

che viaggio con le pastiglie per la gola in borsa per scongiurare che l'umidità e le piogge mi facciano sparire la voce nel momento meno opportuno!

Così ecco la lista sul frigo, a cui è rigoroso attenersi anche per mio marito che talvolta deve venire con me, e tenerla bene in mente perché incombe un incontro per l'eredità, non si sa quando, a cui dovrò essere obbligatoriamente presente per firmare dei documenti davanti al notaio…

E dopo il primo dicembre?

Comincia un altro periodo emozionante, perché saremo in attesa della nascita del nuovo nipotino, da un giorno all'altro...

 
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