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ELOGIO(?) DELLA LENTEZZA

Post n°1237 pubblicato il 03 Luglio 2015 da atapo
 

IL  PUNTO

 

 

Ormai è passato un mese da quando siamo entrati nella nuova casa. Facciamo il punto della situazione. Devo confessare che, come temevo, si procede a ritmo lento, molto lento, troppo lento...
Avevo elencato un mese fa tutto ciò che ancora non era a posto, e non parlo del famoso cappotto o di altre sistemazioni esterne, ma proprio dell'interno, ciò che ci fa vivere ancora più o meno accampati...
Da pochi giorni ci hanno riportato il marmo del mobile del bagno che era stato rotto nel magazzino: si è potuto finalmente montare il mobile per... rismontarlo subito perchè mio marito aveva fatto alcuni errori nei calcoli per il montaggio.
La camera da letto ora è completa, i nostri abiti sono nell'armadio, ma altra biancheria e oggetti che devono essere risistemati tenendo conto dei mobili di altre stanze ancora sono negli scatoloni perchè i mobili in questione o sono fra quelli che devono ricevere l'antitarlo o non sono raggiungibili perchè il marito ha pensato bene di "barricarli" dietro scatole, attrezzi o tavole di legno. Il comò della mamma, l'unico ad essere già completamente curato dai tarli... potrei riempirlo, se trovassi gli scatoloni giusti, che finora non ho ancora nemmeno intravisto! E anche se li avessi individuati, può succedere che lui li sposti e li riammucchi in modo inavvicinabile se gli serve qualcosa da quelle parti, come è già successo!
In cucina si sono fatti pochi passi avanti: ciò che mancava allora manca ancora e continuiamo a mangiare  mettendo le tovagliette della prima colazione nell'unico angolino libero del tavolo. Le stoviglie di uso quotidiano sono ammucchiate nei mobiletti presenti e nello scolapiatti, resistono scatoloni lì e nello sgabuzzino, dove ormai si passa a stento.
Non parliamo dello studio ancora da montare, assi dappertutto... però ieri sono arrivate finalmente le famose viti, comprate da LUI su internet! Lavatrice e lavapiatti per fortuna funzionano...
Nel giardino le piante infestanti dell'anno scorso sono riapparse e in certi punti sono alte ormai un metro.
-Non sarebbe il caso di tagliarle?- chiedo io.
-Ora ho ben altro da fare.- risponde lui.
Almeno fanno un po' di verde, visto che siamo in un caldo infernale, forse non è male lasciarle dove sono, per ora. Ma ho voglia di tagliarle almeno in un angolo, dove ho scoperto che stanno circondando, spero non soffocando, una pianta di "belle di notte" coloratissime e già fiorite.
Sì, LUI ha ben altro da fare. Perchè vuole fare tutto da solo, perchè come è bravo lui... Alcuni conoscenti si sono offerti di aiutarlo, lui dice "vedremo" e non si accorda mai. Il problema è che i suoi ritmi non sono cambiati, lavora come se fosse un passatempo di bricolage, poche ore al giorno, si stanca presto, non rinuncia ai suoi telefilm preferiti e alle pennichelle. Certo l'età non è più verde, i problemi fisici non sono spariti, per questo secondo me gli aiuti non sarebbero da rifiutare. Ma guai a fargli notare queste cose: arrabbiatura assicurata!
Nel frattempo abbiamo acquistato dei lampadari che mancavano, le assi per i ripiani del sottoscala e un mobiletto per il bagno piccolo: altri scatoloni in aggiunta in mezzo ai piedi, naturalmente ora non è prioritario montare questi nuovi acquisti!
A "decorazione" ci sono i suoi attrezzi sparsi dappertutto, perchè è ben difficile che inizi e porti a termine un lavoro in una stanza, ma ne ha due o tre in ballo insieme e da un'ora all'altra mi ritrovo ferramenta e fili dove magari c'era una parvenza di ordine.

E torniamo al CAPPOTTO: finalmente il comune ha risposto, da pochi giorni, ha detto SI'! Bene, ora si fa! Troppo facile! Perchè siamo già a luglio, tra un mese ci sono le ferie, le ditte ora non fanno ordini nuovi di materiali, se non li hanno in magazzino ce li ordinano, ma... per settembre! E, qualora ci sia disponibile il materiale, le imprese di operai che devono venire a lavorare se hanno già iniziato lavori da altre parti (perchè questa è la stagione calda in cui tutti rifanno facciate e tetti) mica li sospendono per correre da noi! Siamo in attesa di sapere se tutte queste combinazioni positive si possono realizzare, altrimenti... prima di settembre-ottobre nessun lavoro si potrà iniziare! Passieremo l'estate con le persiane vecchie legate ai muri vecchi col filo di ferro e col cancello vecchio che si chiude con una catena e un lucchetto!
Ho un bel da rallegrarmi guardando in alto le mie prugne che maturano... se guardo in basso a volte mi viene un avvilimento... Ci vuol pazienza, si sistemerà tutto poco alla volta, ma è ormai la seconda estate così "sgarrupata" ed io notoriamente non sono una persona molto paziente...

Ecco la mia giungla...pardon, il mio giardino!


 
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ASTRONOMIA

Post n°1236 pubblicato il 01 Luglio 2015 da atapo
 

IL  BACIO  COSMICO

Dopo il caldo asfissiante di queste giornate è piacevole di sera salire in alto, a frescheggiare...

Così ieri sera eravamo di nuovo al Piazzale a godere stavolta di uno spettacolo astronomico per nulla frequente: il massimo della congiunzione tra i due pianeti Venere e Giove.

Avevo seguito il fenomeno nei giorni scorsi, ne ho parlato anche qui, ieri sera ho assistito al gran finale! Sarà perchè l'astronomia mi affascina da lungo tempo, ma mi era emozionante osservare a ovest questi due grossi punti luminosi, gli unici a brillare già dal tramonto e a farsi sempre più nitidi man mano che il cielo si scuriva.

Si erano avvicinati moltissimo l'uno all'altro, quasi fossero lì lì per toccarsi... e invece, scientificamente parlando, la distanza restava immensa. E sotto la città si beava nelle sue luci artificiali e pareva indifferente allo spettacolo del cielo.

Le posizioni e i movimenti dei corpi celesti, visti dalla Terra fanno sempre sognare... sento in me la loro magia e intuisco come possano aver dato origine a bellissimi miti, agli albori della storia umana: è come se il loro mistero stimolasse la fantasia e i sogni...

Immagini da eternare, per quanto mi è possibile, con la macchina fotografica...

 

Anche il David pare interessato...

 
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SULLA MONTAGNA FIORENTINA

Post n°1235 pubblicato il 29 Giugno 2015 da atapo
 

NEL  FILM

 

Arrivata la domenica, è arrivato il momento di un doveroso stacco dai lavori pressanti intorno alle necessità della nuova casa.
Stavolta, dopo le fragole e il piazzale Michelangelo, sono riuscita a trascinare il marito... tra le comparse di un film!
Tempo fa avevo ricevuto una proposta originale da quell'amica che fa un sacco di cose e conosce un mucchio di gente: servivano persone per fare le comparse in un filmino girato da un suo conoscente regista. Questo tizio ogni estate imbastisce uno spettacolo teatrale, la cui unica rappresentazione si svolge tra i monti attorno a Firenze, è un teatro MOLTO d'avanguardia, dove non sempre si capisce il senso. Per l'estate 2015 tra le parti recitate saranno inseriti dei video, uno dei quali per l'appunto veniva girato ieri e occorreva gente, anche digiunissima di recitazione, tanto ci si doveva solo muovere.
Io naturalmente avevo accettato subito, mio marito prima disse: -No, assolutamente!-
Dopo qualche giorno:-Potrei accompagnarti e stare a guardare...-
Dopo qualche altro giorno:-Ma esattamente che personaggi dovremmo essere?-
Era fatta! C'erano buone speranze di scritturarlo, ora tutto dipendeva da come si doveva agghindare, se si fosse sentito troppo pagliaccio ...addio!
Facevamo parte di un gruppo di contadini, così sono diventata la costumista per entrambi e, nonostante il caos che abbiamo in casa, ho trovato qualcosa di adatto e che ha soddisfatto anche lui, oltre che il regista.

 

 

Eccoci dunque ieri nel primo pomeriggio incolonnati tra altre auto che, guidate dalla solerte amica, risalivano la via Bolognese fino al punto stabilito tra i campi e i boschi, il "campo base" dell'impresa. Lì, sotto la strada, c'è la casetta di questo regista, una costruzione di pietra tipica della montagna, attorniata da un giardino meraviglioso, un po' campo un po' bosco, ricco di alberi, fiori colorati, una vasca-laghetto piena di pesci rossi, una stupenda gatta bianca dal pelo lungo.

 

Tutto molto selvaggio e rustico, casa e giardino. Io avevo ritrovato, tra le persone reclutate, diversi amici e amiche delle mie esperienze teatrali, così mi sentivo proprio a mio agio, a salutare tizio e caio e a scambiarci le ultime novità di vita.
Dopo aver indossato gli abiti di scena, il regista ha girato lì una prima scena in cui noi due non eravamo coinvolti, poi a piedi ci siamo avviati al set: una vallata distante circa un chilometro, con campi maturi alternati a prati e macchie boscose. Una bellissima passeggiata, prima in salita su strada asfaltata, poi attraverso i campi: il sole era caldo, ma non troppo, il vento era piacevole, il panorama bellissimo: una sfilata di monti tutto attorno nell'aria limpida. Chissà cosa pensavano i viaggiatori delle auto che incrociavamo nel vedere una fila di persone vestite in modo non certo consueto... sembravamo "L'albero degli zoccoli" in versione fiorentina!

 

 

Le riprese sono state divertenti: dovevamo passeggiare lungo il confine di un campo, poi risalire una collina in ordine sparso, infine incontrare il mago e la sua aiutante (molto "classici", vestiti come nei racconti di fate) e omaggiarli. Tra un CIAK e l'altro... ricreazione e abbiamo scovato un albero carico di ciliegie selvatiche mature: il regista ha avuto il suo daffare per richiamare all'ordine queste comparse indisciplinate e golose!
Naturalmente non abbiamo capito niente della storia, bisognerà andare a vedere lo spettacolo e la mia amica non garantisce che si riuscirà a capire nemmeno in quella sede... ma intanto ci siamo divertiti!
Il ritorno, ormai dopo le venti, era più facile: faceva più fresco e la strada adesso era in discesa! Alla casa abbiamo cenato tutti insieme nel giardino, perchè ognuno aveva portato qualcosa e tutto è stato spazzolato: il pomeriggio all'aperto e le fatiche del DURO lavoro ci avevano messo una fame! Chiacchierando tranquillamente abbiamo aspettato che si facesse notte, nel cielo la luna era con la bellissima congiunzione luminosa di Venere e Giove che brilla in queste sere... Ecco nel buio comparire le lucciole, tante lucciole, come da anni non ne vedevo, ancora di più che attorno al camper... E lo stupore emozionato di Diego, il nipotino di un'altra mia amica che era venuto con noi anche lui a fare la comparsa: le prime lucciole della sua vita!
Ci siamo congedati dopo le 22, per tornare all'auto c'era da fare un pezzo di strada al buio: macchè buio! Eravamo attorniati dalle lucciole, e la luna quasi piena diffondeva un chiarore magico che ci faceva intravedere le piante vicine e i monti attorno, più lontani...

 
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PRIMIZIE

Post n°1234 pubblicato il 24 Giugno 2015 da atapo
 

IN  ALTO

 

 

Seguo giorno dopo giorno la loro crescita, per ora si stanno comportando bene, non sono molte, ma per me sono preziose: le prugne dell'albero del mio giardino!

I primi frutti che stanno maturando...

Ma ci sono tanti uccelli in giro tra i rami, che senz'altro mi contenderanno il bottino... chissà se arriverò a mangiarne!

 
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SOLSTIZIO

Post n°1233 pubblicato il 22 Giugno 2015 da atapo
 

TRAMONTO e TORTELLINI

-Non si può lavorare di continuo! Ci dobbiamo prendere ogni tanto qualche ora di svago, andare fuori senza pensare a niente!-
Così ripeto a mio marito che si è "buttato" nei lavori di  bricolage da fare in casa e non esisterebbe altro al mondo, come è il suo stile, fino allo stremo, al mal di schiena e all'intrattabilità. Gli ho detto che almeno una volta alla settimana deve "staccare" e non per andare a rimuginare nuovi problemi nelle riunioni in parrocchia.
Così ci fu la piccola gita a cercare le fragole. Come per scegliere le vacanze, io gli propongo qualche iniziativa turistica o qualche sagra e lui sceglie. Ieri gli avevo detto che mai sarei rimasta in casa: era domenica ed era il solstizio d'estate, in qualche modo andava celebrato! Dunque nel tardo pomeriggio siamo usciti, per una meta vicina: Piazzale Michelangelo. Abbiamo fatto i turisti a casa nostra, piazzale Michelangelo è irrinunciabile per chi voglia abbracciare con uno sguardo tutta Firenze e le colline attorno, uno dei panorami più belli del mondo, dicono. E avevo saputo anche che ultimamente si è diffusa l'abitudine di andare lassù ad ammirare, fotografare ed applaudire il tramonto: ecco, l'avremmo fatto anche noi, proprio nel giorno del solstizio! Questa era l'idea romantica che spingeva me, mio marito era più attirato dal fatto che in questi giorni nel piazzale c'è una rassegna enogastronomica con cibi e vini provenienti da tutta Italia.
Infatti la numerosa folla era equamente distribuita, chi attorno ai banchetti delle golosità, chi appoggiata alla balaustra ad ammirare il panorama e il sole che si stava abbassando, anche se le nuvole non rendevano questo tramonto proprio eccezionale.

 



Veramente mi pareva ci fossero più persone alla balaustra, un campionario di gente da tutto il mondo, era difficile trovare un posto in prima fila, chi sistemava trespoli e teleobiettivi, chi si faceva selfie in tutte le pose, anche la scalinata era affollatissima, più nessun posto a sedere!

Però lo spazio è tanto, non ci si sentiva soffocare, ci stavano anche i venditori più o meno abusivi e i loro tappetini, l'indiano con le sue musiche e i suoi CD, lo stand raffinato dei super-vini dove facevano saltare i tappi a sciabolate. Un'occhiata (e qualche foto) al tramonto, un'occhiata all'umanità variopinta che stava lì attorno, seduti su una panchina... ecco due ragazzi giapponesi seduti sul marciapiedi accanto a noi: uno ha una piccola chitarra, aprono un quadernino appoggiato a terra sugli zainetti, cominciano a cantare: "Sul mare luccica, l'astro d'argento... santa Lucia...", in un buon italiano lievemente storpiato. Io immagino che siano tra quei numerosi studenti che vengono da ogni parte del mondo per studiare la nostra lingua, che tutti amano tranne noi italiani. Forse quella canzone l'hanno imparata proprio al corso, spesso si usano le canzoni per apprendere una lingua straniera. Altri passanti si fermano ad ascoltare perchè sono davvero molto gradevoli, quando poi intonano altre canzoni in giapponese ecco che attraggono molti altri loro conterranei, che si uniscono al coro e applaudono alla fine. Abbiamo anche lo spettacolino, tutto gratis!

 


Ormai è buio, le nuvole si sono dissolte e il cielo è cobalto: uno spicchio di luna è accompagnato nientemeno che dai pianeti Venere e Giove, nettamente visibili, in una congiunzione astronomica suggestiva.
Prosaicamente ci è venuta fame, tra gli stand scegliamo... quello dei tortellini emiliani, convinti dallo squisito assaggio che ci è stato offerto. In fondo, qui a Firenze ò molto difficile trovare i VERI tortellini dal sapore bolognese, per cui dopo averne fatto una scorpacciata ne acquistiamo anche per casa!
E il David dall'altro controlla tutto, pare indeciso se flirtare con la luna o scendere dal suo piedistallo ad assaggiare qualche bontà che gli cucinano sotto i piedi...
Così abbiamo dato il benvenuto all'estate 2015.


 
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AT HOME

Post n°1232 pubblicato il 18 Giugno 2015 da atapo
 

VACANZA  CASALINGA

Mi sento davvero in ferie, nonostante molte cose...
In ferie in casa mia.
Pian piano riprendo contatti con persone che da tempo non sentivo, riprendo abitudini antecedenti i due mesi abbondanti di camper, progetto  e attuo uscite tranquille in centro, ai mercati, a qualche mostra, devo abituarmi ai nuovi spazi delle stanze a disposizione e a nuove abitudini di vita legate appunto agli spazi diversi da prima.
Tutto questo molto tranquillamente, consapevole di godermi ogni istante di questa ritrovata quasi-normalità, perchè poi i muratori ritorneranno...
E mi piace aprire gli scatoloni, scoprirne il contenuto (fuori spesso avevo scritto indicazioni sommarie, spesso trovo qualcosa in più, che dopo tutto questo tempo non ricordavo) e, se possibile, mettere a posto. Qui arriva la nota dolente: sono ancora troppi i mobili da rimontare o mancanti, naturalmente tutto procede lentamente e spesso gli scatoloni aperti devono restare così, col loro contenuto dentro tra cui frugare se necessario, a ingombrare stanze e passaggi. Io vorrei anche ristrutturare e spostare varie cose, mettendo insieme per esempio oggetti che prima erano sparsi in vari armadi, ma per farlo mi occorre averli tutti, quegli armadi, per valutare meglio... Così ora la sera per addormentarmi non conto pecore, ma... riordino armadi con la fantasia: questo sarebbe meglio spostarlo qui, questo là... in attesa che un poco per giorno riesca a mettere in pratica i miei progetti. Comunque dormo benissimo: la camera che dà sul giardino garantisce il silenzio e il risveglio mattutino con gli uccellini.
Il giardino, altra nota dolente: è ancora decisamente impraticabile, io lo chiamo la pianura di Verdun del 1914, perchè è un alternarsi di buche e colline di terra, conseguenza del lavoro dei muratori. Le erbacce spadroneggiano e all'ultimo acquazzone ci si è formato pure un lago...
La sua sistemazione sarà l'atto finale, dopo tutto il resto, sono d'accordo col giardiniere che si farà in autunno, quando avrò già mangiato le belle prugne che stanno ingrossando sui rami di quell'albero che poi andrà tagliato. Sempre che non arrivino per primi gli uccelli...
Ecco le mie vacanze. E in questi giorni, lo confesso, non sento nemmeno troppo la voglia di viaggiare, mi accontento di sorridere alle foto che ogni giorno su Facebook pubblica un mio amico che se la sta godendo a Parigi...

 
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ERNEST

Post n°1231 pubblicato il 13 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: teatro

EMOZIONE  DI  UNA  FINE

 

Ernest e gli altri

 

Da Oggi Sono In Ferie!
E anche qualcosa di più!

Ieri l'altro e ieri sera ci sono state le due repliche di "L'importanza di chiamarsi Ernest", lo spettacolo finale del mio terzo anno di corso al Teatro delle Spiagge.
Mai spettacolo è stato così duro da preparare per me! Inserito in questi mesi di baraonda per il trasloco, più volte mi ero chiesta: "ma chi me l'ha fatto fare", poi ero già troppo "compromessa", avrei messo in crisi il lavoro di tutti, allora ho stretto i denti e sono andata avanti, studiando certe volte in condizioni quasi impossibili, fino a questi ultimi giorni in cui mi sono imposta di non vedere le montagne di scatoloni in attesa nelle stanze ( che aspettino ancora, dopo due mesi, tanto non si lamentano...) e prendendomi il tempo adeguato per completare la memoria della mia parte e concentrarmi sulla messa in scena.
La regista è stata esigentissima, sempre incontentabile, in ogni battuta, sguardo, movimento, cercava il pelo nell'uovo, voleva che diventassimo davvero Inglesi di inizio '900, che entrassimo nella mente di Oscar Wilde per scoprire cosa sta sotto ogni parola: lavoro affascinante, ma terribilmente faticoso!
Anche i costumi erano dell'epoca, il costumista si è fatto in quattro per creare l' abbigliamento giusto con ciò che hanno in teatro: noi donne strette in bustini e gonnelloni, col lato B rigonfio e in testa cappelli impegnativi, un po' troppo impegnativi anche per me che pure amo moltissimo i cappelli! Confesso che dentro quegli abiti abbiamo davvero SOFFERTO e sudato e compatito le donne dell'epoca! E neanche i signori uomini si sentivano molto comodi nei loro abiti!
Il mio personaggio era Lady Bracknell, la zia ricca e anzianotta che ostacola il matrimonio della figlia e ha un debole per il nipote scapestrato: donna rigida, ligia alle convenzioni e un po' fuori di testa, facile a scandalizzarsi per quei giovani moderni dalle strane idee. Su incitamento della regista sono diventata dura, durissima, sarcastica, inflessibile, quasi cattiva: all'inizio mi era faticoso, alla fine mi veniva naturale, soprattutto da quando la fatica che facevo a stare in scena con addosso quello scomodo abbigliamento mi metteva in un disagio tale che lo buttavo fuori trasformandolo in forza e grinta per il mio personaggio!
I compagni di lavoro erano tutti molto scrupolosi e impegnati, ben diversi da certe persone con cui ho avuto a che fare negli altri gruppi amatoriali e questo è davvero un grande aiuto per avere un buon risultato... che infatti è arrivato: i nostri spettatori sono stati molto soddisfatti ed anche noi lo siamo stati, ognuno ha dato veramente il meglio di sè.
Nel pomeriggio di ieri, la telefonata del costumista per chiarire un dettaglio si è conclusa con queste sue parole: "Ora che è finita, però non ci perdiamo!"
In quel momento ho avuto chiaro qualcosa a cui, in tutto il caos precedente, non avevo ancora pensato: SONO ALLA FINE!
Ernest (come noi chiamiamo il nostro lavoro) è il momento conclusivo di questo mio cammino durato tre anni, cominciato un po' per sfida con me stessa, continuato dopo periodici ripensamenti... e ora sono felice di averlo fatto! Ho imparato tecniche, ho conosciuto testi, ma non solo, soprattutto ho incontrato persone, belle persone, dagli attori-insegnanti che amano profondamente questo lavoro dai tempi e dai modi così  strambi e fuori dalla normalità, ai compagni, persone di tutti i tipi e tutte le età, con storie così diverse, coi loro problemi, illusioni e delusioni, ma con tanta energia e voglia di mettersi in gioco, nel gioco del teatro. E conoscere persone nuove è una delle esperienze più belle della vita.
La replica di ieri sera, l'ultima, ha avuto in più per me, per noi, anche questa atmosfera emozionata di un saluto finale tra di noi che non vorrebbe essere un addio... Ci siamo scambiati mail, numeri telefonici, qualcuno si incontra su Facebook, ma chissà che faremo domani! Quasi tutti sono interessati al gruppo della mia amica regista, che vuole rinnovare un po' i suoi attori, io li sto mettendo in contatto, chissà che l'anno prossimo non ci ritroviamo...
Ieri sera la mia emozione più forte non sono stati gli applausi, i complimenti, gli abbracci, ma quel foglio che mi è stato consegnato solennemente e che ho guardato e riguardato a notte fonda appena rientrata a casa distrutta dalla stanchezza: il diploma! "...ha partecipato al TERZO ANNO di corso...":

ora sono davvero un'attrice!

 
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CALDO !!!

Post n°1230 pubblicato il 08 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: viaggi

IL  POSTO  DELLE  FRAGOLE

 

Non ci sono più le fragole di una volta!
Quelle che si comprano oggi al supermercato o anche dai fruttivendoli non sanno di nulla, nè profumo nè sapore.
"La ballata delle fragole": questo strano titolo su un manifesto aveva attirato la mia attenzione, era la locandina di una sagra a Sant'Agata di Scarperia, un piccolo paese nel Mugello.
-Chissà se nelle sagre si possono ancora mangiare delle VERE fragole?- mi chiedevo.
Ieri in tarda mattinata il caldo si era fatto insopportabile a Firenze: 34°! Mio marito era distrutto dal caldo e dalle fatiche di questi giorni, io idem, gli ho detto: -Chi ce lo fa fare di lavorare per la casa anche oggi? Gli scatoloni possono aspettare, mica abbiamo delle scadenze! Perchè non andiamo a fae un giro nel Mugello, ad assaggiare le fragole?-
Così siamo arrivati lassù: solo 31°, ma una bella arietta, sembrava quasi fresco...
L'unico locale del paese, emporio e piccola trattoria in un antico palazzotto dalle stanze ombreggiate e fresche, un bel piatto di tortelli di patate al ragù,
nell'angolo della stanza un cimelio ci ha incuriosito: un vecchio juke box, di quelli della nostra gioventù, completo di dischi in vinile con molte canzoni portatrici dei nostri ricordi di una vita lontanissima...
Funzionerà?
-Certo- ci ha detto il suo padrone, un signore poco più anziano di noi, accanito collezionista di dischi in vinile e apparecchi dell'epoca: di juke box ne ha tre.
Così ci siamo intrattenuti in una piacevole conversazione su quei tempi, i nostri beniamini, le nostre preferenze, gli autografi che anch'io, come lui, possiedo di alcuni di loro. Poi abbiamo parlato di viaggi, di percorsi locali poco conosciuti, le famose "vie" del trekking, la "via degli Dei" che collega Firenze a Bologna in cinque tappe attraverso l'Appennino... Ah! Se avessi le gambe buone!

Ci ha informato che la sagra della fragola offre frutti a chilometri zero, perchè attorno a Sant'Agata si coltivano le fragole, non molte, ma sufficienti a rifornire qualche mercato locale.
Quando ci siamo salutati, siamo andati finalmente ad assaggiare le famose fragole: buone, davvero buone! Finalmente il sapore autentico! E ne abbiamo comperate alcune vaschette da portare a casa, naturalmente. Ma bisognerà salire fin lassù per ritrovarne...
Fine della gita, mio marito era già affaticato anche per la passeggiata. Arrivati con l'auto in vista di Firenze, il termometro segnava 36°...

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA. FINE

Post n°1229 pubblicato il 05 Giugno 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

TRASLOCO e TRASLOCHINO

 

 

Dunque il 30 maggio vennero puntuali di prima mattina: quattro furgoni e un nuovo tsunami ci hanno vomitato al nuovo indirizzo tutto ciò che era rimasto per due mesi esatti in magazzino!
Tutta la casa è stata riempita: le assi e i pezzi di mobili da ricomporre, le circa 300 scatole con TUTTO hanno occupato ogni cm di spazio disponibile, lasciando solo stretti corridoi di passaggio.

Il 31, domenica, niente operai, il primo giugno qualcuno è tornato per i montaggi.

Nel frattempo noi, ispezionando, abbiamo scoperto che tutti i mobili ereditati da mia mamma hanno i tarli e occorre fare in fretta il trattamento per non ritrovarli in briciole: QUINDI NON SI POSSONO ANCORA MONTARE E SISTEMARE (in pratica una stanza completa).

Mio marito vuole montarsi da sè lo studio, per cambiare le viti e... meglio di lui chi lo sa fare... QUINDI LE MONTAGNE DI LIBRI DELLO STUDIO DEVONO RESTARE INSCATOLATI.

Il marmo che gli operai hanno rotto non è ancora arrivato e senza marmo l'unico mobile del bagno che abbiamo finora NON SI PUO' MONTARE E TUTTO CIO' CHE RIGUARDA LA TOILETTE RESTA NELLE SCATOLE APERTE SUL PAVIMENTO.

Nel sottoscala non ci sono gli scaffali (ancora da comprare) quindi ALTRE SCATOLE  APERTE E LASCIATE sul pavimento.

In sala doveva esserci un mobile nuovo, ma la ditta è fallita così addio mobile e tutto ciò che doveva finire in quel mobile...indovina? ALTRE SCATOLE che non si possono eliminare!!!

E i mobili rimontati, dopo due mesi di magazzino, hanno polvere dappertutto...
Il 2 giugno però abbiamo preso l'eroica decisione di abbandonare il camper, DOPO 66 GIORNI!!!
Ed ecco quello che ho battezzato IL TRASLOCHINO: alle scatole si sono aggiunti i sacchi e le borse con tutto ciò che avevamo portato e usato nel camper e che... dobbiamo continuare ad usare, finchè non ritroviamo e sistemiamo man mano ciò che sta nelle scatole.
Facciamo slalom tra colonne di scatoloni, aprendo, spostando, cercando. Le giornate sono troppo corte per tutto ciò che è da fare, da scegliere ancora, da comprare... ci sarà ancora qualche giorno di tregua (se si può chiamare così), poi tornerà l'elettricista, poi altri... per continuare ciò che è rimasto in sospeso.
Per esempio non abbiamo ancora le persiane nuove, quelle vecchie sono state sistemate alla meglio sui telai dei vetri, ma non si chiudono completamente e all'alba la luce entra impietosa in camera da letto, nonostante i rami del leccio lì davanti tentino di farci dormire ancora un po'...
Ma almeno il tetto sulla testa c'è. Se cancello con la fantasia le scatole dalla mia mente posso dire che la nuova casa mi piace proprio, come la stiamo sistemando...
Continuerò a raccontarvela con più calma.

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 12

Post n°1228 pubblicato il 28 Maggio 2015 da atapo
 

IL  30  !!!

 

 

Ieri pomeriggio nella strada di fronte alla casa nuova abbiamo visto un cartello del Comune: "divieto di sosta per il 30 maggio, causa operazioni di trasloco richiesto dalla ditta bla...bla..."

Ecco, tutto per noi!
Il 30 è sicuro! Ci riporteranno i mobili e tutto il resto!

Quanto a rientrare in casa noi... sarà da vedere la situazione, può darsi che ci vorranno alcuni giorni per trovare ed aprire gli scatoloni che ci consentano di sopravvivere...ma cercheremo di fare velocemente.
Però non sarà finita: l'interno è abitabile, ma l'esterno è ancora tutto da fare quindi in pratica abiteremo dentro ad un cantiere che proseguirà per alcuni mesi.
In questi giorni non abbiamo fatto altro che sgomberare i residui lasciati da tutti coloro che hanno lavorato finora e pulire... pulire, in modo che le stanze siano "accoglienti" e continueremo anche oggi pomeriggio e tutto domani.
Non so quando tornerò ad avere un po' di tempo (e forse anche il collegamento) per tornare a scrivere qui, sperando di scrivere buone notizie, anzi OTTIME, finalmente, da CASA MIA !!!

 
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IN CAMPER, GIORNO 57

Post n°1227 pubblicato il 23 Maggio 2015 da atapo
 

IL  30  ?

Da diversi giorni l'attività si è fatta frenetica, mio marito dal mattino presto è sempre presente alla casa nuova per incontrare tizio o caio, per verificare questo e quello, per FARE anche ciò che ha deciso di fare da solo. Se non sta lì è in giro per documenti vari o ricerche di materiali, e alla casa nuova ci facevo un salto io qualche volta, visto che non c'era nemmeno il portone, in restauro...
Il Comune ancora tace sul famigerato CAPPOTTO, in fondo la legge gli concede due mesi dalla delibera ed anche proroghe, potrebbe prendersela comoda fino alla fine di giugno... però intanto tutto ciò che si poteva fare all'interno è stato fatto, pur con intoppi, rallentamenti e burocrazie assurde.
Le pareti sono state dipinte e sono soddisfatta dei colori scelti,
pavimenti e mattonelle sono a posto,
il portone restaurato c'è,
le finestre (solo i vetri) sono state montate,
il telefono (con internet) è arrivato,
Il contatore dell'acqua è stato sistemato al posto giusto,
il gas è stato infine attivato, dopo ben quattro tentativi di definire il contratto, con peripezie allucinanti durate alcuni mesi tra call center, sito malfunzionante e disguidi vari,
hanno pure montato la cucina nuova, scoprendo che alcune misure sono sbagliate e che quindi un mobiletto sarà da rifare, ma dopo tutto ciò che stiamo passando questo imprevisto non ci ha sconvolto per niente...
Insomma, a questo punto abbiamo deciso di concordare con la ditta traslochi che tiene in magazzino le nostre cose UNA DATA per farci riportare tutto...
Ah, dimenticavo: dalla ditta ci hanno telefonato per avvertirci che, causa un tizio che ha il cognome molto simile al nostro (solo una lettera differente) e che voleva un certo suo scatolone, sono andati a spostare delle nostre cose. Subito si sono accorti dell' errore, ma intanto nel movimentare hanno rotto il marmo del nostro mobile del bagno, così ce lo rifaranno nuovo. In realtà il nostro nuovo non era, aveva qualche piccola scheggiatura,forse ci guadagneremo... Speriamo che tutto il resto sia a posto.

Torniamo alla fatidica data richiesta: sarà il 30 maggio! Ma attenzione: si è dovuto chiedere molto in anticipo al Comune per quella data il permesso per l'occupazione della strada, che è parecchio stretta, e finora il Comune non ha risposto...

"Nessuna nuova, buona nuova" ci dicono alla ditta: quando avevamo richiesto una data precedente quasi subito ci era stata negata perchè proprio in quel giorno dal Comune (dopo mesi di attesa!) era stato messo il lavoro per il nostro contatore dell'acqua... però finchè non arriva la risposta del tutto tranquilla non sono.
Adesso mi sento in una fase nuova, dopo che ero riuscita con grande difficoltà ad avvicinarmi ad una calma forse rassegnazione, cercando di pensare il meno possibile e di arrivare rapidamente alla sera di ogni giornata: ora sono di nuovo tesa, agitata, passo dall'adagiarmi su questo 30 maggio al non volermi illudere, penso che non sarà facile nemmeno la fase di rientro, che c'è ancora tanto in sospeso, che io sono proprio molto stanca e che non sarà affatto finita...

colori in camera da letto...

...e nella "mia" stanza, quella dove staranno i mobili della mia famiglia d'origine.

 
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IN CAMPER, GIORNO 54

Post n°1226 pubblicato il 20 Maggio 2015 da atapo
 

GLI  INQUILINI

 

 

Dopo quasi due mesi che "abito" in questo cortile-parcheggio condominiale ho identificato abbastanza i miei "vicini di casa" e con l'aiuto della fantasia mi sono fatta qualche idea... Sul portone del palazzo ci sono 14 campanelli, quindi dovrebbero abitarci 14 famiglie o qualcosa del genere...
Parecchi però sono INVISIBILI: conosco solo le loro auto, vicine al mio camper. Ogni mattina, fra le 7 e le 8, con portiere che sbattono e rombi di motore, questi partono per il lavoro (svegliandomi), il parcheggio si svuota fino alla sera quando pian piano si riempie di nuovo, qualcuno esce in fretta dalle auto, spesso carico di pacchetti o borse del PC, sparisce rapidamente nel portone e... buonanotte! Nei fine settimana ho notato che non è molto diverso: invece che al lavoro andranno più o meno a passare le giornate in gita o... dai suoceri!

Qualcuno però si fa vedere un po' più spesso, anzi sentire: ci sono alcuni bambini piccoli nel palazzo che a volte scendono nel cortile insieme alle mamme. Uno, in età da scuola materna, si vede con la sua mamma nel cortile o che parte in auto negli orari più svariati: perchè non è a scuola? Mi chiedo.
Il suo babbo ha un aspetto un po' da boss, la sua mamma è una biondina slavata, io immagino che sia una di quelle donne dell'est europeo che certi maschietti nostrani vanno a cercare per assicurarsi la buona mogliettina tutta casa e famiglia che in Italia non si trova più... Magari è solo la mia fantasia, però l'impressione è quella.
Ci sono altri due fratellini, di circa due e quattro anni: scendono in cortile ognuno col suo triciclo. Immagino la mamma con figli e tricicli dentro l'ascensore... Non passano cinque minuti di vocìo e richiami materni che ecco... il più piccolo piange, strilla.. e continua a strillare ogni due secondi come se qualcuno lo scannasse. L'urlatore, lo chiamo io, perchè piange e urla  spessissimo e a lungo anche quando è in casa, lo si sente e lo si riconosce. Non so il perchè e non mi interessa: non credo che nessuno lo stia torturando, ci sono bambini fatti così. La sua mamma ha lo sguardo stanco e rassegnato di chi gestisce giorno e notte due marmocchi piccoli, di cui uno così esasperante (a volte ha quello sguardo anche mia figlia...)

Qualche adolescente abita nel condominio, si sente schiamazzare dalle finestre aperte nel primo pomeriggio dopo che è tornato da scuola e si è infilato a razzo, affamato, nel portone d'ingresso. Poi sparisce: studia? Passa le ore al computer? Chissà!

C'è un giovane uomo silenziosissimo e un po' misterioso che ho intravisto un giorno su un terrazzo, un altro giorno ad armeggiare col portatile seduto sulle seggioline, di solito regno dei  vecchietti, accanto al mio camper, la terza ed ultima volta a tagliare l'erba nel prato che sta fra il camper e il bosco.

E passiamo ai veri SOVRANI di questo condominio: gli anziani che fanno salotto accanto al camper. Nelle belle giornate accolgono su quelle poltroncine anche i loro amici che vengono da altre case: insomma immagino che di bocca in bocca ormai saremo famosi in tutto il quartiere... C'è una coppia che sta poco seduta, ma è sempre di corsa: escono, vanno, tornano con i pacchetti, sempre a piedi: lui lungo lungo e un po' curvo per l'età, lei rotondetta e piccina deve fare tre passi per ognuno di quelli del marito, se vuole stargli accanto. 
Invece un'altra coppia va poco lontano, preferiscono di gran lunga lo spazio protettivo del cortile e gironzolano o passano ore seduti a far nulla e a chiacchierare. Lei scende anche al mattino presto in pigiama con la tazza del caffè tra le mani se c'è in giro qualcosa di interessante, per esempio quando veniva sistemata una tettoia, oppure in tuta e scarpe da trekking che sembra debba salire su monte Morello, invece il suo lungo tragitto è dal portone di casa alla poltroncina in cui siede, non mette nemmeno piede sul prato o nel bosco. Il marito, che io chiamo "l'uomo senza collo" perchè non ho mai visto uno così tozzo e sgraziato che pare un grosso orso, come sua moglie è votato alle chiacchiere e allo stare a guardare e commentare tutto ciò che succede: chi lavora ogni tanto a quella famosa tettoia è continuamente sotto l'occhio indagatore di questi ed altri loro amici e deve sorbirsi commenti e consigli. C'è un altro vecchietto particolare: ha uno sguardo quasi folle ed è sempre a brontolare per qualcosa, ti guarda come se gli avessi fatto un'offesa e stesse per tirarti un cazzotto, all'inizio mi faceva un po' paura, ma dicono che in fondo è innocuo, solo un rompiscatole... speriamo!

Il fratello della nostra benefattrice è pure lui uno strano personaggio: porta sempre il borsello a tracolla anche quando siede per ore sulle poltroncine con gli altri, porta sempre gli occhiali con le lenti oscurate montate sopra le altre e tenute sollevate e orizzontali: pare viaggi col radar! Ma la cosa più singolare è che... è un grande chiacchierone! I suoi tentativi di attaccar bottone con tutti, su qualsiasi argomento, in ogni momento, sono ossessivi: se riesce a bloccarti a liberarsi ce ne vuole! Lui ha le chiavi del garage, che a quanto pare condivide con la sorella, quindi entra quando vuole e spesso me lo sono visto arrivare a prendere qualcosa mentre ero al pc: naturalmente ha allungato gli occhi e ne ha approfittato per raccontarmi che andò in pensione anche perchè non aveva voglia di imparare queste nuove diavolerie, però adesso... gli piacerebbe... A me un po' preoccupa questo fatto che possa entrare così all'improvviso nel garage, visto che noi lì facciamo anche la doccia... d'altra parte è casa sua... Il fatto che sia tanto chiacchierone mi ha fatto pensare che sembra quasi una donna... e allora ho riso quando finalmente ho visto sua moglie: è tutta il contrario di lui, nell'aspetto fisico di femminile ha proprio poco, ho dovuto guardarla bene per scoprire un piccolo accenno di femminilità, veste in modo molto maschile, anche la voce pare di un uomo. Lei non scende mai nel "salotto" condominiale... Insomma, una coppia che pare... invertita. In ogni caso è molto particolare! 

E, dulcis in fundo, vi presento la nostra benefattrice. Come ho già accennato, ha qualche anno più di noi, è una "signorina" molto devota e religiosa,è una delle nostre conoscenze parrocchiali. Altissima, ha i capelli castani quasi rossi che porta lisci a media lunghezza, sempre con la stessa pettinatura e mai con un capello fuori posto: il suo essere ordinatissima (ne ho già parlato...) si rivela anche nei capelli. Solo una volta, in tutti questi anni, l'abbiamo vista con un po' di riccioli e un ciuffo sbarazzino,allora io e mio marito commentammo tra noi: - Che abbia finalmente trovato un uomo? Che sia innamorata?- Ma durò pochissimo. Lei dice che non ha trovato nessuno che l'abbia fatta innamorare, ma a noi pare sia un po' difficile di gusti e un po' rigida. Ora si dedica ad associazioni di beneficenza, è crocerossina, in parrocchia collabora all'amministrazione e ha vari impegni simili. In questi due mesi è partita più volte per qualche giorno: vacanza, diceva. Sì, dalle suore di un paese vicino dove dice di trovarsi tanto bene, poi in pellegrinaggio a Loreto... Quando torna monopolizza la lavatrice per giorni, ci ha spiegato che lava tutto ciò che ha tenuto in valigia anche se non l'ha usato. Abbiamo scoperto inoltre che uno dei suoi impegni è quello di lavare e stirare tovaglie, paramenti e tuniche della nostra parrocchia e non so di chi altri... Ecco perchè possiede una lavatrice enorme e così spesso in funzione! Se ci aggiungiamo i giorni di pioggia in cui il bucato non si asciuga... i tempi e i modi per lavare le nostre quattro cose che usiamo in camper diventano un complicato gioco di incastri!
Ma in fondo dobbiamo solo esserle grati per questa sua disponibilità, che ci alleggerisce non poco questo periodo così difficile e scomodo!
Così vi ho presentato un poco il teatrino di questo condominio: a volte simpatico, a volte opprimente,

senz'altro una parentesi nella mia vita che, in tutta sincerità, spero proprio di chiudere al più presto!

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 11

Post n°1225 pubblicato il 15 Maggio 2015 da atapo
 
Tag: memoria

COSA FARO'

 

 

In questa giornata disastrosa per i metereopatici, mentre si alternano sole cocente, frustate di vento gelido, acquazzoni,
ogni progetto di "fuggire" per qualche ora dal camper è meglio cancellarlo per non correre il rischio di rientrare zuppa di acqua e dover poi tenere gli abiti inumiditi a lungo in camper o in garage,
mentre mio marito alla casa nuova è super impegnato a sistemare la ringhiera della scala (finalmente completa dopo che i pezzi arrivavano a rate), perchè come la monta lui non lo sa fare nessuno... ed io tremo perchè ieri ho provato personalmente quanto siano pesanti i pezzi ed ora pavento uno di quei suoi mal di schiena che aggiungerebbero disastro a disastro,
io qui, irritata dal ticchettio della pioggia e dallo scroscio dei temporali, riordino un poco, guardo il copione, cazzeggio qua e là come si suol dire... e penso.
Immagino il ritorno dei mobili nelle stanze da ieri già colorate, il nostro rientro finalmente... senza illudermi troppo perchè niente ancora è stato fissato, visto che di incompiuto ce n'è ancora molto.
Penso che, svuotati gli scatoloni essenziali, il prima possibile farò una cosa...
Quei vecchi diari della mia adolescenza, riposti in una scatola insieme ad una cassettina che mio marito aveva costruito col traforo nella quale tenevo le lettere che ci eravamo scritti da fidanzati, di cui avevo perso le tracce poco prima del 2000, quando i muratori avevano lavorato anche nella soffitta ed era nella soffitta che io li avevo messi per andarli a rileggere talvolta lassù tutta sola... mentre preparavamo gli scatoloni per il trasloco dicevo: -Ora che dobbiamo svuotare tutto vedrai che salteranno fuori, se esistono ancora... se non li hanno buttati o portati via quella volta i muratori.-
Mio marito quando aveva cominciato a rovistare nelle sue attrezzature in soffitta per impacchettarle aveva spostato, cercato, ma non aveva trovato niente ed io ormai ero rassegnata a questa perdita definitiva e dolorosa.
Io svuotavo gli armadi nelle stanze, lasciando di solito a lui il compito di spostarmi o abbassarmi ciò che si trovava nei ripiani altissimi, ai quali arrivo a stento anche salendo sulla scala. Un giorno in cui era al lavoro nella parte più alta dell'armadio in camera nostra, dopo aver preso coperte e piumini, dietro a questi tastando con la mano ha sentito qualcosa d'altro... è riuscito ad afferrare...
-Che roba è questa scatola?-
Io l'ho riconosciuta immediatamente e ho gridato: -I diari!!! Le lettere!!!-
Quasi ci siamo commossi entrambi, ma erano giorni convulsi di fretta esagerata, non c'era tempo di gustare la gioia di questo ritrovamento, l'importante è sapere che non sono perduti! Li avevamo avuti così vicini per tutti questi anni, anche se proprio in fondo all'armadio in una posizione inarrivabile!
Resta il mistero di come siano finiti lassù: li avevo spostati io quando i muratori cominciavano a bazzicare la soffitta, poi me ne ero dimenticata? Li aveva spostati mio marito per lo stesso motivo, visto che io non sarei mai arrivata a riporli così in alto, e pure lui se ne era dimenticato? Anche quella volta coi lavori che scombussolavano la casa una scatola di diari e lettere non era la nostra prima preoccupazione...
In questi giorni penso che senz'altro sarà una delle prime cose che farò, appena svuotati gli scatoloni: immagino quando con calma finalmente la aprirò quella scatola e mi prenderò tutto il tempo necessario per rileggere, per ricordare, per provare nostalgia, per ritrovare la mia giovinezza, per emozionarmi...

 
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IN CAMPER, GIORNO 47

Post n°1224 pubblicato il 13 Maggio 2015 da atapo
 

POMERIGGIO DI SORPRESE

Le sorprese in questione non riguardano, purtroppo, i lavori eterni nella casa nuova o la soluzione di ingarbugliate questioni burocratiche relative alla medesima.
Bisogna accontentarsi: qualche ora piacevole per qualcosa di positivamente imprevisto... è da tenere da conto in queste giornate!
"Une minute de paix c'est bonne à prendre", diceva giustamente un personaggio del mio ultimo spettacolo...
E' accaduto lunedì. Nel tardo pomeriggio in una libreria del centro di Firenze ci sarebbe stata la presentazione di un romanzo scritto da questa blogger, che fa parte dell'elenco dei miei blog amici e avevo pensato di andarci per conoscerla finalmente dal vero.

Dopo pranzo, appena finito di lavare i piatti, apro la community di Libero e trovo un messaggio sotto un mio vecchio post... ecco la prima sorpresa! Raccontavo la bella esperienza dello scambio di una classe a DunKerque nel 1998 ed ora mi scrive proprio uno di quegli alunni, confermando i bei ricordi con parole che mi emozionano... dopo tanti anni! Chissà come mai è capitato su quella lontana pagina del mio blog?

Passo a Facebook..."l'uomo della notte, o delle zanzare" (vedi post del compleanno) mi ha appena mandato un messaggio, dice che la mostra FloraCascine oggi è ad entrata gratuita perchè è l'ultimo giorno e chiude alle 18,30. Questa mostra nel più grande parco di Firenze è stata molto chiacchierata in città: presenta un sacco di piante, di installazioni floreali, di ricostruzioni di ambienti arborei del pianeta, una meraviglia unica nel suo genere, ma il biglietto d'ingresso era a 20 euro e questo aveva scoraggiato molti (me per prima) cosicchè pare sia stato un fiasco...
Le ultime ore gratis... una tentazione... così ci vado in fretta. Anche l'amico ne ha approfittato e ci gustiamo i padiglioni ancora aperti, perchè ormai tutto è in smobilitazione, ma visto che non paghiamo nulla siamo contenti lo stesso. E' bello passeggiare tra il verde, i colori e soprattutto i profumi dei fiori che ormai iniziano ad appassire, dato che la giornata è di un caldo feroce...

 

 

Mi innamoro letteralmente di un fitto pergolato fatto con piante di limone, dal delicato e inebriante profumo di zagara: ci sono poltroncine di ferro... ecco, resterei lì fino all'ora di chiusura...

L'amico ride e dice che così ci verrà qualche ispirazione per il prossimo raccontino di 400 battute nel gruppo di cui entrambi facciamo parte su Facebook.
Ma i guardiani, ben prima delle 18,30, ci sollecitano all'uscita perchè le ruspe e i camion stanno per sgomberare tutto...

Fuori penso che farei in tempo ad andare in centro alla presentazione del libro, tanto qui a Firenze è di regola che le manifestazioni comincino sempre in ritardo! Infatti l'incontro è ancora in pieno svolgimento, il pubblico non è numeroso perchè non si tratta certo di un best-seller... alla fine c'è il momento degli autografi ed io mi presento all'autrice come amica di blog, ci riconosciamo e... altra sorpresa! Scopriamo qualcosa di insospettato: lei viene da Bologna, abita nel mio quartiere di nascita, abbiamo in comune molti luoghi e, udite udite, anche delle amicizie! Certo è più giovane di me, ma questo gemellaggio ci fa iniziare una conversazione sul nostro passato comune e sul nostro presente e... non si finirebbe più! A malincuore ci salutiamo perchè lei deve riprendere il treno del ritorno, ma promette di portare i miei saluti agli amici comuni. Un tuffo nel mio passato, nel fondo della mia storia e della mia... geografia personale!

Ho il cuore leggero e profumato di zagara mentre ritorno al garage per la cena... e dopo cena, rientrando nel camper, l'ultima sorpresa: nel bosco dietro al camper ecco le lucciole! Si resta un attimo senza fiato a frugare con gli occhi nel buio più profondo e silenzioso della serata calda per scoprire quante ce ne sono: ancora una sensazione di pace, di meraviglia e di infanzie lontane...

 
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IN CAMPER, GIORNO 43

Post n°1223 pubblicato il 09 Maggio 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

COMPLEANNO  UNICO (spero)

 

 

Come si passa il compleanno in un camper (e non per libera scelta?)
Semplice: restando nel camper il meno possibile.
Non è andata male in fondo e ci sono i presupposti per ricordare a lungo il compleanno n.64.
Ieri la sveglia mi è arrivata alle 7 con un sms: nel camper il cellulare non lo posso tenere "in un'altra stanza"! Erano gli auguri di mio fratello, so che a quell'ora esce per il lavoro e per non correre il rischio di dimenticarsi...
Un bel regalo me l'hanno fatto le formiche: sì, avete capito bene. Da alcuni giorni eravamo invasi dalle formiche, alcune temerarie salivano fino nel mio letto alla notte, avevo dovuto fare grandi manovre per salvare certe  provviste che so per esperienza essere molto gradite. Avevo usato il mio sistema di lasciare qualche formica morta bene in vista lungo i loro percorsi, di solito è un dissuasore, unendo anche qualche spruzzata di prodotto apposito lungo il perimetro esterno del camper, ma pareva non servisse molto. Infine, da ieri mattina... sparite!
Ho trovato già al mattino presto tanti messaggi su facebook, la gioia di risentire qualcuno che da tempo immemorabile taceva, la sorpresa dell'amico che manda gli auguri alle 2 di notte, io lo ringrazio chiamandolo "uomo della notte" e lui mi risponde "no, uomo tormentato dalle zanzare".
Qualche notizia positiva sulla casa nuova ha rafforzato il buonumore: è arrivato finalmente il collegamento telefonico, forse (solo forse, meglio non illudersi) il pasticcio dell'apertura del gas lunedì farà un passo avanti, l'abbiamo saputo proprio ieri. Il falegname ci sta restaurando la bella porta e ieri mattina siamo andati in un negozio a cercare la maniglia nuova: ne abbiamo trovate due che ci piacciono, la scelta definitiva sarà dopo il parere del falegname sulla facilità di montaggio e sulla funzionalità. A questo punto mio marito, per non smentirsi mai, ha proposto:-Potremmo andare a cercarne anche in altri negozi...-
Sguardo allibito del falegname, io ho minacciato: -Ma sei matto? Due non bastano? Con tutti i casini che abbiamo vuoi proprio complicare ancora di più! O l'una o l'altra, mi rifiuto di andare oltre!!!-

Lunedì dovrebbero anche iniziare a tinteggiare le stanze, dopo l'ennesimo rinvio.

Al pomeriggio mio marito aveva impegni tra casa e parrocchia, io sono andata a fare una passeggiata in centro. E chi trovo nel bus (stavolta in orario)? Proprio l'amico della notte (o delle zanzare)! Da un pezzo non ci incontravamo anche se abitiamo vicini, del resto lui, pensionato single, ha orari spesso serali e notturni ben diversi dai miei. Andava al cinema, di cui è appassionatissimo, è una persona molto piacevole che trasmette sempre positività e ottimismo, oggi avrebbe pubblicato il suo commento al nuovo film visto, come fa spesso...
Io invece mi sono regalata un gelato al Mercato Centrale, con una vaniglia talmente buona che non ricordo di averne mangiate così da un pezzo. Al Mercato Centrale ora c'è la zona della ristorazione, con cibi tipici italiani, ed è sfruttato soprattutto dai turisti, si mangia davvero bene, anche se i prezzi non sono molto economici ne vale la pena. Lì ho comprato qualche pezzo di pizza al taglio, da portare in camper per cena: hanno un impasto squisito, come il pomodoro, la mozzarella invece non è all'altezza, ma mi accontento.

E in centro ha squillato il cellulare... ed ecco cantata al telefono tutta "Tanti auguri a te" da Martino! Che bella sorpresa! Lui ha aggiunto subito che c'era anche Damiano lì vicino, quindi gli auguri erano naturalmente condivisi... Che buffo ascoltarlo cantare nel traffico delle strade intorno alla stazione!

Dopo cena a teatro: il nuovo spettacolo di Anna Meacci, "Ma il Che gioca nel Brasile?", pare una cosa comica, ma ridendo e scherzando parla di libertà, democrazia e dittature... Io ero in prima fila e dopo lo spettacolo un saluto e un abbraccio alla mia maestra non me lo sono fatto mancare! Ed ero anche riuscita a vestirmi quasi "da sera", frugando ben bene e abbinando i pezzi del mio misero guardaroba da camper.
Ieri sera, devo confessarlo, ero quasi felice!

 
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LE FOTO

Post n°1222 pubblicato il 07 Maggio 2015 da atapo
 
Tag: teatro

A TROIA,  SUL PALCOSCENICO

Avevo detto che nel prossimo post avrei scritto qualcosa di più piacevole...

Beh, non ho ancora molti argomenti del genere da trattare, ho solo... le foto  dello spettacolo "La guerre de Troie n'aura pas lieu" e ne pubblico alcune, più che altro per la scenografia che era molto suggestiva...


L'inizio... immaginate il rumore delle onde del mare come colonna sonora...


la bellissima Elena si fa ammirare

 

duello verbale tra Paride e il poeta Demokos


scena di gruppo


le porte della guerra vengono aperte: la guerra si farà!


piccolo sirtaki finale improvvisato insieme al regista

E grazie a mio marito fotografo che stavolta è stato più bravo del solito!

 
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IN CAMPER, GIORNO 38

Post n°1221 pubblicato il 04 Maggio 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

AGGIORNAMENTI

Il mese di aprile si è concluso come peggio non si poteva: il 30 è stata una vera giornata di M###A!
Avevo progetti tranquilli per quel giorno, non c'erano impegni pressanti... ma è cambiato subito dalle 8,30 con la telefonata di mia figlia: Diletta si era svegliata con la febbre alta, non avevano trovato baby sitter, i genitori ultimamente hanno preso permessi su permessi per i malanni di stagione che a scacchiera hanno colpito tutti e tre i pargoli... se io avessi potuto...
Così, dopo preparativi super veloci eccomi sistemata con Diletta fino alle 13,30. Quando sono malati io sto sempre un po' in apprensione, è una grossa responsabilità. Lei comunque era tranquilla e giocava volentieri, peccato che nel prenderla in braccio mi sia tornato il male da periartrite alla spalla sinistra che spesso mi tormenta da quando siamo in camper, soprattutto nelle giornate umide. Infatti il tempo era freddo, ventoso, col sole alternato a nuvoloni gonfi di pioggia...
Nel pomeriggio la malasorte si è scatenata: in tutto ciò che mio marito stava trattando relativo alla casa nuova non c'era nulla, dico NULLA, che funzionasse per il verso giusto: le finestre (da cui dipende in gran parte il nostro rientro) tarderanno di almeno una settimana oltre la data prevista, dopo vari reclami ancora non ci sono ancora tutti i pezzi giusti per la ringhiera, mio marito scalpita e vuole fissare il ritorno dei mobili per il 20 maggio (c'è un margine minimo dal montaggio delle finestre, ma se rimandassero ancora?): comunque, visto che ci sono problemi ancora in alto mare per l'allacciamento del gas (non è chiaro se dovuti a guasti sul sistema informatico del fornitore o alle solite indicazioni contraddittorie avute tra uffici e call-center) può darsi che i mobili entreranno nella nuova casa, ma NOI NO e resteremo ancora in camper! Manca anche la cucina nuova e lui non aveva ancora telefonato per sapere se almeno quella arrivava o se ci fossero problemi anche lì.
-Ma cosa vuoi fissare!-gli ho gridato -Se qui non funziona ancora niente!-
E me ne sono andata a fare un giro in centro e a fare la spesa. Anche i bus erano in congiura: all'andata me ne è toccato uno dopo due corse saltate, pieno come un carro merci, al ritorno ho dovuto aspettare 70 minuti perchè nell'unico passato in quel frattempo non si riusciva nemmeno a salire. (Sono gli unici momenti in cui rimpiango di non avere la patente) Cosa fosse successo non era chiaro: gli autisti parlavano genericamente di traffico, forse il fatto che stesse per iniziare a Firenze la notte bianca c'entrava qualcosa... e portava il pomeriggio nero dei trasporti pubblici!

Rientrata esausta nel camper LUI mi ha informata dell'arrivo di alcune mail riguardanti l'eredità dei suoceri, con nuove pretese e farneticazioni da parte del solito cognato... il che non ha alleggerito l'atmosfera!

Mentre mi raccontava questo, mi sono accorta che la spia del frigo del camper lampeggiava: finito il gas, bombola vuota! C'era il primo maggio, poi sabato, poi domenica... forse i distributori chiusi... e il rischio di arrivare a lunedì prima del ricambio. LUI che c'era lì davanti, al pc tutto il pomeriggio (avrebbe avuto una riunione in parrocchia, ma quando è arrivato là gli hanno detto che era saltata: non è che gentilmente avrebbero potuto avvisarlo un po' prima, con tutto quello che abbiamo da fare?), possibile che non avesse visto la lucina lampeggiante o se l'aveva vista non gli sia passato per la mente di andare a cambiare la bombola prima che chiudessero? Il frigo era meglio non aprirlo più, io nella spesa avevo appena fatto qualche provvista che abbiamo dovuto consumare subito.
E la mattina dopo, il primo maggio, mi sono sentita davvero male: forse crisi di panico? Un'angoscia addosso, un mal di stomaco, ero senza forze e non riuscivo ad alzarmi dal letto.
Inizio maggio, un mese che è sempre stato così ambiguo verso di me, mi ha sempre portato gioie grandi o fatto sprofondare in baratri... non avrei voluto che cominciasse... e il tempo continuava ad essere brutto, umido, avevo montagne di roba da lavare, ma nell'unica giornata di sole la lavatrice era stata usata a ripetizione dalla legittima proprietaria ed io ero rimasta con i miei sacchi pieni e il miniarmadio del camper ormai quasi vuoto. A mio marito non importa dei suoi pochi vestiti e sempre quelli, lui da uomo rude non guarda nemmeno ciò che indossa ogni mattina, ma io sono una donna! Confesso che comincia a pesarmi avere solo quelle quattro cose che ho potuto tenere nel camper, a volte anche sentirsi bene negli abiti ha effetti positivi sull'umore... Se poi quelle quattro cose sono in balia dei lavaggi impossibili e delle asciugature a rischio... Anche andare in giro per lavanderie non è semplice, visto che qui gli impegni spuntano all'improvviso come funghi e sono sempre molto ballerini, basta una telefonata di qualcuno che ha a che fare con la casa e tutto il resto DEVE passare in secondo piano!

Io faccio sempre più fatica ad adattarmi, non mi calma più il bosco dietro il camper, non mi dà più soddisfazione immergermi nell'ultimo copione da studiare e fare finta di essere un'altra, neppure la cioccolata ha più effetto, il ticchettio della pioggia sul tetto del camper ora mi fa andare in bestia.
Non ho voglia di accompagnare mio marito alla casa nuova, per vedere... cosa? I piccolissimi progressi che ci sono e che ci costano telefonate e arrabbiature.

Tutti i giorni, quando vado al bus o al supermercato, passo davanti alla casa di prima già abitata dalla nuova famiglia: guardo le finestre e rivedo gli interni come li ricordo, mi chiedo se davvero tutto quello era stata la mia vita per più di trenta anni e sento una stretta al cuore. Mi pare di non essere nemmeno più quella persona, che la realtà sia sempre stata i pochissimi metri quadrati del camper, l'umido del garage e quelle quattro magliette/jeans. Poi mi dico che c'è chi sta molto, molto peggio, ma non riesco a consolarmi, credo stia diventando dura ed egoista.

Così mi sono trascinata negli ultimi giorni, poi ieri pomeriggio sono andata nel paese vicino Firenze dove c'era lo "svuotacantine", quello a cui partecipai l'anno scorso per la prima volta: ora ricomincerebbe la stagione dei mercatini, le mie mercanzie sono tutte in ordine negli scatoloni...inavvicinabili dentro al magazzino! Nessun mercato per un pezzo...

Lì ho rivisto l'amica che mi aveva introdotto a questo mestiere: lei aveva sperato che potessi partecipare, così ci facevamo compagnia. E' una persona allegra, ottimista, solare si usa dire ora, e anche ieri abbiamo riso tanto soprattutto per uno scherzo che ha fatto a un suo amico su facebook e di cui io sono stata complice quasi involontaria. Non posso dire di più, le ho promesso il segreto... però devo solo ringraziarla per avermi regalato un po' di buonumore!

Oggi mi sono decisa a sfogarmi un poco qui sopra, mentre aspettavo che la lavatrice finisse il suo lavoro, oggi che il tempo pare si rimetta.
Col computer a singhiozzo però: la presa di corrente nel garage da stamattina serve ai condomini che stanno costruendo delle strutture di legno nel cortile, ho usato la batteria finche non si è esaurita, poi ho fatto la spesa, pranzato, lavato i piatti, stesa la biancheria, infine il marito, frugando fra i suoi aggeggi, ha trovato un pezzo a cui si adattano sia le spine nostre che quella dei condomini, così ora potremo usare la corrente in contemporanea. Per fortuna c'è il copia-incolla a salvare ciò che scrivo!

E ora smetto questa serie di lamentele, la prossima volta cercherò di raccontare qualcosa di migliore, lo prometto, o meglio: lo spero!

 
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IN CAMPER, GIORNO 31

Post n°1220 pubblicato il 27 Aprile 2015 da atapo
 

IL  VERDE

 

 

Se apro la porta del camper... ecco le seggiole e la panchina dove si schierano i vecchietti del condominio, come ho raccontato nel post precedente: una vera platea di un pubblico di pensionati sfaccendati e chiacchieroni!
Ma guardiamo oltre: perchè il luogo in cui vivo questi giorni non facili in realtà è molto bello. Il condominio si trova all'estremità del quartiere: oltre questo piazzale-parcheggio, dopo il melo che ora è tutto fiorito, c'è un vero BOSCO! Un terreno lasciato allo stato brado, molto ampio, laggiù in fondo si intravede il campanile della chiesa, ma di case nemmeno l'ombra! E' il bosco tipico di pianura a far da padrone, pioppi, melo e ciliegio selvatici, aceri campestri, molti cespugli ed erba alta, iris piantati dai condomini al bordo del parcheggio che stanno colonizzando anche il bosco. Non so di chi sia e perchè sia lasciato così, ma a me piace moltissimo, mi ricorda la mia infanzia quando nella periferia di Bologna se ne trovavano ancora tanti di spazi simili.  Una vera benedizione per gli occhi e per lo spirito, rilassante per i miei stati d'animo ora non troppo tranquilli.
E' pieno di uccelli, cominciano a cantare piano che è ancora notte, gorgheggiano per tutto il giorno, pigolano fin molto dopo il tramonto. E c'è una piccola pattuglia di quattro o cinque galline che spesso esplorano tra l'erba alta, provenienti da chissà dove perchè non vedo case di contadini intorno... Per non parlare delle farfalle che già svolazzano e del mondo minuscolo di altri insetti.

 

Ogni giorno scopro una novità o piccoli cambiamenti in questo verde, è la stagione che avanza.
Ma c'è una grossa differenza dai boschi della mia infanzia: qui non ci sono bambini!
Per noi, a quei tempi, un luogo simile era un'avventura infinita, il regno delle nostre lunghe ore di libertà...
In questo condominio, come in altre casette vicine, ne vivono di bambini, ne ho sentito le voci, ne ho visto giocare qualcuno sul cemento dn un altro parcheggino poco lontano... ma nessuno mai ad esplorare e a godere di questo bellissimo bosco, che pure non è recintato! Che ci siano pericoli nascosti? Mah!
Allora mi viene un po' di tristezza per questi nostri preziosi bambini "impacchettati" tra scuola, appartamenti, corsi e automobili: che non si sporchino, che non cadano, che non si sbuccino le ginocchia... che non si sentano mai liberi in mezzo al verde!

E mi rafforzo nell'idea che vorrei lasciare quello che sarà il mio futuro giardino il più possibile "naturale", per la gioia dei miei nipotini.

 
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IN CAMPER, GIORNO 28

Post n°1219 pubblicato il 24 Aprile 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

COME  VA

 

Siamo sempre in camper, ormai è quasi un mese e non si vede la fine.
Sto scoprendo sulla mia pelle quanto può essere grande la capacità di adattamento, a patto di non pensare troppo, di concentrarsi esclusivamente sul QUI e ORA, di fare finta che sia tutto normale, altrimenti scoppia la testa e viene il voltastomaco...
Avevo parlato dell'offerta di una conoscente di tenere il camper nel suo cortile, accanto ad un suo capanno tipo garage, giusto per toglierci dalla strada. Ebbene, il camper non entra nel cortile, il passaggio è troppo stretto, quindi ci ha fatto sistemare nel cortile condominiale del suo palazzo (dice che i coinquilini non hanno problemi). Il garage lo possiamo utilizzare lo stesso, ci sono i fornelli, un lavello, la lavatrice, la doccia, oltre alle biciclette e alle scaffalature con le provviste di famiglia. Ci dà qualche agio in più, ma dal camper al garage ora c'è la "passeggiatina": una trentina di metri, avanti e indietro quando portiamo la spesa dal frigo (del camper) per cucinare, la biancheria da lavare, la borsa con l'occorrente per fare la doccia... Se si dimentica qualcosa... anda e rianda. Quando fa bel tempo è tutto ok, ma quando piove o tira vento queste "passeggiatine" non sono piacevoli. E nelle giornate fredde il garage diventa terribilmente umido, perchè ha il soffitto di lamiera e plastica e una parete completamente a vetrata fumé. Non è che il camper sia molto meglio se piove, ma almeno il riscaldamento acceso toglie un po' l'umidità. Purtroppo ci sono stati diversi acquazzoni da quando siamo in questa situazione...
Se invece c'è il sole, nel cortile condominiale si fermano per varie ore della giornata i molti vecchietti del condominio ed è un chiacchiericcio continuo... Quando facciamo le "passeggiatine" dal camper al garage e viceversa è come un defilé davanti alle loro poltroncine, ti scrutano dalla testa ai piedi, credo si chiedano come mai non ci fermiamo a chiacchierare con loro, se appena gli dai corda attaccano dei bottoni infiniti, giusto per far passare le ore... Noi invece abbiamo sempre i minuti contati...

Io mi sento così a disagio in questo essere sotto gli occhi e probabilmente anche negli argomenti di conversazione di un intero condominio... Naturalmente quando stiamo nel garage possono capitare in ogni momento i legittimi proprietari (questa signora, anzi anziana signorina, e suo fratello) a prendere cose, a fare la lavatrice... e ciò mi crea qualche imbarazzo se conto di fare la doccia, anche se chiudo a chiave, perchè le chiavi le hanno anche loro...
Insomma, forse sarò una fissata io, però sento che la mia privacy è quasi azzerata. Ne ho parlato con mio marito di queste sensazioni che mi stressano, del disagio che provo in questo periodo: lui è cascato dalle nuvole, ha detto che a lui non crea nessun problema vivere così... due pianeti diversi!

Se poi aggiungo che la spesa va fatta quasi tutti i giorni perchè il frigo del camper è piccolissimo, che ad ogni pasto le stoviglie sono da lavare a mano, che la nostra benefattrice, al contrario di noi, è ordinatissima, tanto da raccogliere e rimettere nel cesto le mollette che avevo lasciato sullo stendibiancheria per il bucato successivo, dicendo a mio marito: "Così è più in ordine"... insomma, ci sto proprio male!
Una nota positiva c'è: nel garage possiamo usare il pc ed entrare in internet (visto che è mio marito che ha sempre mantenuto efficiente il pc di questa signorina...), ammesso che non abbiamo altro di pressante da fare o che all'unica presa di corrente non ci si debbano attaccare altri condomini per lavori vari di bricolage...

E la nuova casa? Procede, ma lentissimamente. Il problema CAPPOTTO non si è ancora sbrogliato col Comune, nell'attesa si sta pensando a soluzioni provvisorie, ma che consentano il nostro soggiorno all'interno. Però sorgono impicci uno dietro l'altro: procedure errate per attivare il gas, il telefono non si sblocca, le ringhiere arrivate sbagliate, le mattonelle non sufficienti, la caldaia che perde, il pozzo intasato, dubbi improvvisi sulle tinteggiature, insomma non ne va dritta una al primo colpo! Il capocantiere ha proposto di richiedere una benedizione! Dovremo lasciare i mobili mel magazzino ben oltre il mese previsto all'inizio... e pagare di conseguenza!
Sui blog continuo a passare poco e a leggere poco dagli amici, da un pezzo accade purtroppo, così capisco che anche le visite qui da me siano diradate, i commenti idem... e rimpiango quel piccolo mondo di conoscenze e partecipazione che mi ero creata, che mi faceva stare bene e sentirmi in compagnia. D'altra parte non c'è molta allegria o profondità di pensiero in ciò che ho da raccontare in questo periodo...

 
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IL TEATRO

Post n°1218 pubblicato il 20 Aprile 2015 da atapo
 
Tag: teatro

PER FORTUNA CHE C'E'

 


 

In questa confusione di vita e di giornate sconvolte e strane paradossalmente un filo di normalità e di collegamento alle mie piacevoli abitudini di prima passa per il TEATRO, che dovrebbe essere quanto di meno reale e normale ci sia...
Nel marasma degli scatoloni da rinchiudere nel magazzino mi ero preoccupata di "salvare" i copioni, i trucchi, gli abiti di scena già decisi, perchè come ogni primavera si stanno concludendo le mie attività teatrali.
La mia amica regista che si era rotta un braccio l'estate scorsa pareva impegnatissima nella riabilitazione quindi nessuno spettacolo nuovo era in cantiere, per fortuna, pensavo io, perchè questo inverno di tempo per le novità ne avevo poco... Ma anche per lei il palcoscenico è una seduzione, così a gennaio mi confidò che voleva ripresentare "Donne al parlamento", che avevamo fatto l'anno scorso, ma aveva idee nuove per arricchire ecc... Naturalmente contava su di me per la parte di Prassagora, come l'anno scorso. Io le dissi che era impossibile, con questo trasloco (e ancora non si sapevano tutte le terribili conseguenze) non avrei avuto tempo di ripassare una parte così impegnativa. Lei però mi voleva ugualmente, così ha rivoluzionato la regia ancora di più, ha affidato la parte di Prassagora ad un uomo, come ad altri uomini altre parti femminili e ha creato una specie di "coro" greco: tre attrici che sottolineassero certi momenti importanti con brevi frasi. Io ero una di queste, così che l'impegno di memoria era ridotto, più importanti i movimenti che comunque si allenano nelle prove tutti insieme. Inoltre ha aggiunto canzoni, creando uno spettacolo originale, un po' grottesco, ma molto vivace e impegnato politicamente... direi realistico e attuale!
Peccato che, come avevo scritto, sia andato in scena proprio il sabato dello svuotamento di casa, ero così stressata per i fatti miei che non mi sono goduta molto il nostro lavoro, che comunque ha divertito sia il pubblico sia gli attori, noi che abbiamo superato con onore, improvvisando, alcuni vuoti di memoria proprio dell'attore principale! Io mi ero accorta che in fondo la mia ex-parte la ricordavo ancora molto bene, forse avrei potuto rifarla io, ma ormai... mi accontentavo di suggerire a chi mi aveva sostituito!
Qualche giorno dopo la regista, commentando con me lo spettacolo, ha detto: -In fondo per me la vera Prassagora resti sempre tu.- Ed io mi sono quasi commossa...

Anche il teatro in francese si è concluso in questi giorni, venerdì scorso per l'esattezza. Ne avevo parlato qui solo a dicembre, all'inizio del percorso per mettere in scena "La guerre de Troie n'aura pas lieu", poi non era stato certo l'impegno più intenso nella mia vita... Ero rimasta sconcertata sul ruolo che il regista aveva scelto per me: un uomo! Il poeta di corte, un personaggio ambiguo, guerrafondaio, cospiratore, esagerato, negativo insomma.
-Io non sono tanto cattiva!-avevo commentato.
-Certo che no, ma così è una bella sfida, renderlo credibile in scena.- aveva replicato il regista. E come al solito mi sono messa d'impegno, mi è venuto talmente bene  che... era diventato simpatico a tutti! Alla fine piaceva anche a me e ci provavo gusto a perfezionare le sue esagerazioni sempre di più ad ogni prova...
A parte il mio diventare questo cattivo Demokos, mi è piaciuto questo testo molto ricco e profondo anche se con punti divertenti. Era suggestiva la scenografia essenziale: fondo nero, due altissime colonne ioniche di cartone bianco, tre panchetti bianchi su cui salivano alternandosi vari personaggi, una piccola sagoma di tempio che reggeva le due terribili "porte della guerra". Noi attori avevamo costumi molto creativi: abiti lunghi, o pantaloni e lunghe camicie, sandali, bracciali e collane, tutto giocato sui toni del bianco, argento, dorato e madreperla, come si conviene a personaggi regali, naturalmente tutto raccattato rovistando negli armadi! Di scuro solo due spade, da sguainare alla fine, quando purtroppo si arriva alla conclusione che ... la guerra si farà! 
Mio marito ha scattato foto, appena avremo un po' di calma le scaricheremo perchè i miei partner le aspettano, cercherò di postarne qualcuna anche qui, però non ci è semplice lavorare ai PC nella situazione attuale...

Così archivio con qualche nostalgia anche questo copione. Mi resta l'ultimo impegno, il corso al teatro delle Spiagge. Quello finirà circa a metà giugno, spero tanto di essere già ritornata ad una vita normale... Se avessi immaginato tutti i problemi di questo trasloco non mi sarei fatta convincere, a quel tempo, ad imbarcarmi anche in questo terzo anno di corso, ma ormai ci sono, non sarebbe serio abbandonare ora che tutto è già stato deciso e mettere in crisi gli altri compagni di corso...
Prepariamo "L'importanza di chiamarsi Ernesto", testo molto conosciuto, quasi inflazionato. Confesso che il lavoro che mi sta richiedendo la regista mi è molto difficile. Credo conti anche il fatto che non sono tranquilla, che le mie energie sono messe a dura prova in questo periodo... cercherò di fare del mio meglio, ancora devo partire con il lavoro intenso di memorizzazione, vedremo come andrà, ci sarà tempo per riparlarne.
Devo constatare che il tempo dedicato a questa mia passione è l'unico NORMALE in questo periodo. E per la mia salute psicofisica per fortuna che c'è.

 
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