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DI NOI

Post n°1182 pubblicato il 16 Dicembre 2014 da atapo
 

 

LUI E' COSI'

Domenica mattina, ore 9,30, sms tra me e mio figlio:

"Oggi pomeriggio verremo al mercatino lì a Montelupo. Se ci siete possiamo fare un giro insieme."

"Ci siamo. Riccardo vorrebbe che restaste anche a cena"

Informo il marito del desiderio del nipotino.

LUI: "No, assolutamente non è possibile: io voglio tornare a casa presto perchè devo preparare un incontro per la parrocchia"

Io: "Visto che a te i mercatini non interessano molto, io posso andare a Montelupo presto col treno mentre tu prepari l'incontro, più tardi ci raggiungi e restiamo là a cena."

LUI (un po' alterato): "E chi ha detto che il mercato non mi interessa?! No, si va e si torna presto, niente cena!" Chiuso il discorso, esce veloce perchè gli è venuto in mente che deve fare un salto alla casa nuova a prendere delle misure prima che andiamo a messa.

Riferisco al figlio, dispiaciuta... Riccardo lo vediamo così poco!

LUI rientra alle 11, giusto dieci minuti prima dell'orario di uscita per la messa... con una brillante idea:

"Potremmo andare a Montelupo subito dopo la messa, stare a pranzo con loro, girare il mercatino e tornare a casa presto!"

A me non sembra carino fare la parte dei suoceri che si autoinvitano a pranzo all'ultimo minuto, forse mia nuora ci manda volentieri a quel paese, gli dico: "Chiamalo un po' tu, senti se è il caso..." Aggiungo di riferire che possiamo portare, oltre al vino, la mozzarella di bufala che avevo già preparato per pranzo, magari qualcos'altro, se serve...

Ok, accettati insieme a vino e mozzarella, tanto mio figlio ormai ci conosce... Ma dovremo partire subito dopo la messa senza ripassare da casa.

Poi il resto della giornata è trascorso bene, con le bancarelle e con il nipotino che ha incontrato Mamma Natale, cioè la mia amica che vende ai mercati e che si era travestita...

la bancarella della mia amica a Montelupo

Ma...

...era una delle non numerose uscite di "diletto" che facevo con lui, avrei voluto mettermi un po' in ghingheri, truccarmi bene, magari un look un po' originale, insomma sentirmi in festa... un modo di vestirmi diverso da quello che uso per andare a messa, anche perchè la chiesa è umida e gelida e devo coprirmi come la befana per non ritrovarmi raffreddata dopo poche ore (garantito, è già successo). Ma il tempo per cambiarmi non c'è stato.

E questo succede quasi sempre nelle uscite con LUI: decide o cambia programma all'ultimo minuto, non so mai cosa devo aspettarmi, capita che in questo modo nell'organizzare le nostre giornate lui mandi all'aria anche ciò che vorrei fare io, non so mai se, iniziato un lavoro un po' lungo o programmata un'uscita, posso portarlo a termine oppure devo lasciarlo a metà perchè salta fuori all'improvviso qualcosa da fare insieme subito per la casa o per le nostre faccende comuni. Ed è ancora più frequente in questo momento "storico", con la casa nuova di mezzo...

Qualche volta lui si lamenta: "Quando vai fuori dagli amici del teatro o per conto tuo sei sempre tutta in ghingheri, truccata, chissà perchè?"

Perchè non me ne lasci il tempo, sei sempre quello dell'ultimo minuto... e me ne fai passare anche la voglia!

Anche stamattina: LUI doveva andare in un ufficio, solo alle 11,30 ha cominciato a cercare per la casa i documenti che gli servivano, verso mezzogiorno mi ha chiamato in fretta perchè lo aiutassi a compilare dei fogli, ma non si capiva bene e tra una compilazione e l'altra ha dovuto cercare lumi su internet... io perplessa gli ho chiesto: "Ma che orari fa questo ufficio?"

"Chiude alle 14,30"

E' uscito alle 12,30, sperando di aver compilato senza errori...

Tornato per le 14,30, pranzato di conseguenza...

Non poteva anticipare ed iniziare le manovre per esempio... verso le 9,30?

MA LUI E' COSI' !  (e invecchiando non migliora!)

 
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CHE DICEMBRE !!!

Post n°1181 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da atapo
 

 

TERMOMETRO DEL CAOS

 


 

I contenitori della biancheria da lavare sono strapieni e qualcosa inizia ad accumularsi in un certo angolo nascosto...

La pila dei panni da stirare continua a crescere, sta cominciando ad inclinarsi minacciosamente...

La lavapiatti viene svuotata al rallentatore, di conseguenza il lavello resta strapieno...

In compenso il frigorifero mostra ampie zone deserte e si stanno esaurendo anche i contenitori da mezzo litro del latte nel congelatore, come le riserve di pane tagliato a fette...

I giornali comperati e le riviste arrivate per posta spesso restano intonsi avvolti nella loro plastica o vengono appena sfogliati...

Minacciosi bioccoli di polvere cominciano a spuntare qua e là!

Situazione casalinga degna dei peggiori tempi di quando insegnavo, per esempio durante i periodi delle programmazioni annuali o delle verifiche da correggere, o dei giudizi e del compilare le schede di valutazione.

Nonostante il mio essere negata ai lavori casalinghi ora che sono in pensione tutto era migliorato e diventato più normale anche se ben lontano dalla perfezione... ma ora ci siamo ricascati in pieno!

Ciò che si vede in casa mia è il termometro del caos delle nostre giornate in questo mese di dicembre.

In aggiunta, rispetto al passato, le scartoffie e i "pizzini" di appunti si accumulano e si incrociano nella zona riservata ai lavori di mio marito: si mescola ciò che riguarda la maledetta eredità a ciò che riguarda la nostra nuova casa, nonostante io gli abbia preparato un raccoglitore per il materiale di quest'ultima.

Dicembre, che è già un mese affollato per conto suo, oltre a tutto il resto è "invaso" dalle incombenze per la nuova casa: dopo i solleciti del muratore, come prevedevo quasi tutti i giorni c'è qualcosa da decidere o da esaminare, o alla casa per controllare i lavori oppure ore e ore in magazzini e laboratori per scegliere... di tutto! Si sa quando si entra ma non quando si esce, bisogna esaminare vari modelli, chiedere spiegazioni, farci illustrare le caratteristiche, riflettere sulle misure e gli abbinamenti, farci fare i preventivi... Di solito ne usciamo molto più tardi di quanto avevamo preventivato, spesso non sono neanche luoghi dietro l'angolo e attraversiamo la città augurandoci di non rimanere imbottigliati in qualche ingorgo di traffico, i nostri pasti si spostano ad orari strani, magari poi dobbiamo anche correre trafelati ai nostri altri impegni che avevamo in precedenza...

Io, dopo ore a girare, guardare, valutare, scegliere, mi sento sempre stanchissima, mi butterei subito a letto, invece c'è la vita normale che incombe, la piscina che ci vuole altrimenti la schiena si sbriciola, le visite mediche, i nipotini che hanno qualche necessità improvvisa nonostante le babysitter. Ho da studiare per un piccolo spettacolo natalizio di auguri che faremo al teatro delle Spiagge, non è complicato, ma il tempo per imparare bene la parte bisogna trovarlo!

La settimana scorsa ho avuto anche un fortissimo raffreddore, mi erano tornate le vertigini che avevo nella primavera scorsa e cominciavo a preoccuparmi... per fortuna in questi ultimi giorni sono meno frequenti e meno forti...cerco di non ascoltarle!

E il Natale porta i soliti impegni irrinunciabili di ricerca-regali che richiedono applicazione e girate di qua e di là... e presto porterà qualche "performance" delle classi dei nipotini a cui probabilmente saranno invitati anche i nonni... come si fa a mancare? Poi bisognerà inventare qualcosa per la cena dei "bimbi-Natale"...

E la parrocchia richiama all'ordine mio marito: per le cerimonie natalizie c'è tanto da preparare in chiesa: presepio, luci, addobbi, impianto di amplificazione, senza contare incontri vari di catechesi o preparazione spirituali che lo coinvolgono... e lui mi sparisce quasi tutti i pomeriggi o le serate.

Temo che più degli altri anni mi ritroverò esausta a capodanno e avrò trascurato senz'altro qualcosa di importante... Ed è meglio che allontani per ora il pensiero che con il nuovo anno si avvicinerà pure il trasloco!!!

E' un dicembre molto impegnativo, mi sento solo un po' sollevata quando alla sera riesco a cancellare almeno una voce dal lungo elenco di cose da portare a termine, che mi scrivo come promemoria... ma non sempre succede!

 
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VENDO TUTTO

Post n°1180 pubblicato il 08 Dicembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

SUI TETTI DI FIRENZE


 

 

Cominciano i giorni in cui penso ai regali natalizi e, come è mia abitudine, passo in rassegna pian piano tutti i mercatini e le occasioni in cui certe organizzazioni vendono per beneficenza, o dell'etnico, o dell'equo-solidale... perché preferisco cercare in questo modo i regali che farò, rivolgendomi ai negozi solo all'ultimo se proprio mi manca qualcosa, ma succede di rado... Naturalmente seguo gli annunci di questo genere un po' dappertutto: giornali, riviste, annunci pescati qua e là, new letters, gruppi su facebook.

Proprio su facebook qualche giorno fa ho letto qualcosa che mi ha incuriosito: una signora diceva: “Vado via da Firenze e vuoto casa, vendo tutto! Venite a trovarmi, guardate e comperate ciò che volete!” Seguivano orari, indirizzo, moltissime foto di ciò che mette in vendita.

Già le foto mi avevano colpito: oggetti di comune uso domestico, ma anche oggetti strani provenienti da terre lontane... E pensavo come si possa così “cedere” tutto per rifarsi la vita da un'altra parte, io che sono così legata a ciò che ho e che sono già in crisi per il trasloco che mi obbligherebbe a fare un po' di vuoto...

Tra tutte le foto c'era anche un libro che cercavo da tempo, allora ho deciso che sarei andata a trovarla. Sabato, un bellissimo pomeriggio che invitava a girare per la città e a fare shopping, dopo aver studiato a tavolino la combinazione dei bus da prendere perché abita Oltrarno, ho messo anche un salto da lei tra le mete della mia passeggiata.

Arrivata sotto casa sua ho pensato bene di telefonarle: era in un orario tra quelli che lei aveva indicato, ma mi sembrava indelicato presentarmi all'improvviso, visto che neppure ci conoscevamo.

Prego, venga pure, sono all'ultimo piano...” gentilissima, però a quel punto ho avuto un attimo di esitazione, quasi un po' di paura: se ne sentono tante in giro... sarà tutto vero ciò che dice... potrebbe essere una trappola... in fondo non so niente di lei e di tutta la faccenda...

Non avevo neppure detto a mio marito dove andavo, volevo fosse una sorpresa se avessi trovato qualche regalo per lui, e ora non avrebbe potuto rintracciarmi nel caso in cui...

Ma via, che pensieri fai, mi dicevo, la tua solita fervida fantasia, ma cerca di essere fiduciosa e coraggiosa...

Ho suonato il campanello e ho cominciato a salire le scale di un antico e dignitoso palazzo, sempre più in su, senza ascensore, fino al quarto piano, ad un appartamento le cui finestre danno sui tetti di Firenze. Mi ha accolto una signora circa della mia età, grassoccia, capelli rossi e occhi azzurri, che mi ha svelato le sue meraviglie: quattro stanzette stipate di un po' di tutto, ciò che si vede nelle foto e molto altro... da non sapere da dove cominciare...

 


Io ero incredula: “Ma davvero vende tutto?”

Certo, dopo lascio l'Italia definitivamente e torno a Londra” e pian piano, illustrandomi ciò che vedevo, mi ha raccontato: ha viaggiato e soggiornato in tutti i continenti, da cui ha portato un po' di tutto, anche mobili, parla il cinese perché ha vissuto in Cina, da giovane è stata molto impegnata politicamente e ha tanti ricordi degli studi e delle lotte femministe, ha svariati oggetti anche antichi provenienti dall'Inghilterra da cui venivano i suoi genitori, biancheria ricamata finemente di un secolo fa, stoviglie, soprammobili...

Ho trovato il libro che mi interessava, ho preso anche una statuetta egiziana della dea-gatta Bastet, fatta di un granito che mi ricorda le tombe dei faraoni, c'erano altre cose che mi piacevano, ma mi sono imposta di non comperare altro perché se mi lasciavo andare... Nel congedarmi si raccomandava di far sapere in giro di lei e di mandarle persone, perché vuole svuotare in fretta!

A casa non ho potuto fare a meno di raccontare a mio marito (tacendogli della gatta Bastet) di quella persona e di tutto il bazar di casa sua, lui si è molto incuriosito e, come avevo fatto io, è andato subito a curiosare su facebook... e affascinato dalle foto di maschere africane ha deciso che il giorno dopo, cioè ieri, ci saremmo ritornati insieme...

La signora era sempre molto accogliente e un po' sorpresa: “Però, ha fatto presto a portarmi qualcun altro! Ah, è il marito! Prego...”

Mio marito era stupefatto dalla quantità e varietà di oggetti, le maschere dal vero non gli piacevano abbastanza, ma ha scovato dei fumetti che gli mancavano...

Per me era il secondo giro e ho guardato con più attenzione anche le cose minuscole, tipo i gioielli, ho scelto un paio di orecchini. Insieme abbiamo scelto una pittura messicana su corteccia e un piccolo camaleonte di legno proveniente dal Madagascar.

 


Io mi sono innamorata (già dal giorno prima) di questo tavolino portagioie del primo '900:


 

non avevo mai visto un pezzo simile e pensavo che ci starebbe benissimo in camera mia per le mie collane, braccialetti ecc... Il prezzo però è alto e in questo momento non è nemmeno da pensarci...

Però me lo segno... chissà!

Insomma, quasi quasi lascio il link... se qualche fiorentino volesse farci un salto...

 

 
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AUGURI

Post n°1179 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da atapo
 

FESTA  DOPPIA



 

Oggi Martino compie 6 anni: un numero importante, quando può già leggere da solo il biglietto di auguri, scritto in stampatello, che io e il nonno gli abbiamo portato insieme al regalo.

Lo abbiamo aspettato a casa sua al ritorno da scuola, facendo i babysitter ai fratellini mentre la sua mamma lo andava a prendere.

E' stata una sorpresa per lui, trovarsi a casa i nonni con il regalo e il biglietto... ma anche lui aveva una sorpresa da fare a tutti noi:

Oggi a scuola gli è caduto il primo dentino... anzi, è caduto pure il secondo! Due denti in un giorno solo e proprio quello del compleanno! Dondolavano da tempo e Martino era impaziente, perchè tutti i suoi amici ne avevano già persi... ora si è rimesso in pari! E' diventato molto più grande di colpo! La maestra glieli ha impacchettati ben bene in due fogli di scottex, scrivendo: DENTINO 1 e DENTINO 2.

A Martino piacciono molto, denti e pacchetti, e ora non sa decidersi: conservare questi due dentini per ricordo o... regalarli al famoso topino che in cambio gli lascerà una moneta?

Vedremo come sceglierà.

Quasi quasi oggi il compleanno non era poi così importante per lui, anche se il regalo lo ha gradito molto: delle costruzioni un po' complesse, da grande...

Lo festeggerà con più energia sabato con i suoi amici, a quelle feste tutte bambini e confusione da cui, per fortuna, i nonni sono esonerati...



 

 
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EVVAI !

Post n°1178 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da atapo
 

 

PRIMI COLPI DI PICCONE

Ce n'è voluto! Questioni burocratiche, misure che non tornavano, l' architetto che sta bene in coppia con mio marito, perché entrambi si prendono tempi tecnici rilassati,

ma finalmente VIA !!! Da qualche giorno sono iniziati i lavori di ristrutturazione nella nuova casa!!!

Per ora è più che altro distruzione... e allagamento, ma poi sarà tutto da sostituire.

Stamattina siamo stati là: il capocantiere ci ha presentato una sua conoscente che ha un grosso magazzino di tutto ciò che potrebbe servire: piastrelle, sanitari, porte ecc., per accordarci su quando andare a visionarlo.

 


Mi ha fatto un certo effetto arrivare alla casa e vedere finalmente le finestre tutte aperte, come se fossero già più accoglienti. Poi si entra e subito... ecco i primi risultati di questo inizio...

 


 

Il muratore ha detto chiaramente che ora che sono partiti viaggeranno veloci per finire entro marzo come stabilito, che per la fine di dicembre noi dovremo avergli già dato tutte le misure e le indicazioni sulle scelte di pavimenti, rivestimenti, attacchi, porte e serramenti vari: ciò vuol dire aver già scelto TUTTO, ciò vuol dire mettere in conto ore e ore di giri per negozi e magazzini, senza rinvii e temporeggiamenti, senza perdere giornate... Noi avevamo già cominciato a girellare, ad osservare, ma con molta calma!

Ho visto mio marito barcollare... qualcuno che gli mette fretta! E' l'ultima delle cose che lui vuole dalla vita! Eppure i tempi sono questi, se si considera che poi per le feste natalizie e gli inventari che i negozi fanno a cavallo dell'anno nuovo si rischia dopo di restare fermi troppo a lungo...

Mentre lui barcollava io tiravo fuori l'agenda per decidere, fra tutti i nostri impegni che forse d'ora in poi dovranno essere ridimensionati o prorogati, il giorno della visita al magazzino di questa signora, anche lei stava già consultando la sua... Noi donne andiamo subito al sodo!

Sarà per la mattinata di martedì prossimo, rinuncerò alla piscina, ma non si riusciva a fare diversamente.

 
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TERZA ETA'

Post n°1177 pubblicato il 29 Novembre 2014 da atapo
 

 

FOREVER YOUNG

 


 

Una mail ha diffuso fra noi, gruppo storico dei teatranti in lingua francese, l'invito ad un apericena (orrendo, ma efficace neologismo) che poi si è rivelato molto più cena che aperitivo vista l'abbondanza di cibarie e il protrarsi dell'incontro...

L'invito era ancora a casa di N. l'amica ungherese di cui ho già parlato qualche anno fa (forse qualche antico lettore ricorda la descrizione del suo sublime gulasch): allora era un arrivederci perchè tornava in Ungheria.

Stavolta ci si ritrovava in un'altra casa perchè lei è andata, è ritornata, ha trovato un nuovo lavoro e affittato un nuovo appartamento, ha passato dei mesi a Livorno che le è piaciuta tanto, ha recitato ancora con noi e con altri gruppi fiorentini, ma non più quest'anno perchè sta per ripartire verso la sua terra natale, per fare un po' di vacanza stavolta, così ci ha detto. Spirito vagabondo... ha quasi cinquant'anni anche se pare una ragazzina e come una ragazzina continua a vivere, curiosa del mondo e senza fretta di mettere radici.

Tutti le sono molto legati per la sua gentilezza e simpatia, in una decina abbiamo accettato l'invito.

Lei non aveva preparato il gulasch stavolta, ma un sacco di buone cosine: aperitivo al karkadè, crostini vari, spezzatino e patate, yogurt al mirtillo, salumi e formaggi... Ognuno di noi aveva aggiunto qualcosa: dolci, bottiglie di vino, anche un regalino per lei e la cena è diventata sontuosa!

Era molto curiosa di sapere come sta andando il teatro in francese di quest'anno e poichè il regista ci ha appena assegnato i personaggi questo è stato subito il più importante argomento di conversazione, le abbiamo spiegato un po' di tutto, qualcuno si è anche esibito nelle prime battute che ha già imparato (o nel loro riassunto...) Il bello è che in questo spettacolo ancora non è stato deciso come sarà la parte finale, il regista ascolta tutti, ma ha già detto che farà come gli pare, intanto noi continuiamo a inventare le conclusioni... e così abbiamo fatto anche durante la cena, divertendo molto la nostra amica.

Poi, una chiacchiera tira l'altra, non ricordo come qualcuno abbia cominciato a cantare "Avevo una casetta piccolina in Canadà...", tutti la conoscevamo e abbiamo fatto coro. La nostra ospite invece non la sapeva ... così come non sapeva altre canzoni di quel lontano periodo che subito dopo le abbiamo cantato: sfido, è più giovane di noi e non credo che fossero arrivate fino in Ungheria!

E da lì... non abbiamo più smesso di cantare!

Sapete come succede, uno dice: "E questa ve la ricordate?" e la intona.

"Sììì!" rispondono gli altri unendosi al coro e chi non la ricorda tutta canta quello che sa.

Insomma per il resto della serata abbiamo passato in rassegna le canzoni più famose dei primissimi Sanremo, degli anni '50, poi '60, poi le canzoni di lotta del '68, e così via di seguito, riconoscendo naturalmente un posto d'onore a Fabrizio De Andrè...

Io le sapevo quasi tutte. Man mano che si cantava percepivo nell'atmosfera una velata nostalgia per quel che rappresentavano per noi, una giovinezza ormai molto lontana...

Scoprivo anche che le canzoni più "antiche" io le ricordavo legate ai miei 3-4 anni, mentre per i miei compagni di serata (ad eccezione di N.) appartenevano a quando erano già più grandi... Ho scoperto così che io in quel gruppo di attori e per l'occasione anche cantanti sono la più giovane!!! Qualcuno è più anziano di me di oltre 10 anni! Ma per tutti è ancora così intensa la voglia di vita, di esperienze e di soddisfazioni...

Poi la nostra ospite si è esibita per noi in una pizzica salentina, perchè va anche a scuola di pizzica e non aveva avuto ancora l'occasione di mostrarci quanto è brava...

Avremmo continuato per un pezzo, ma forse i vicini avrebbero avuto da ridire... Abbiamo deciso di accomiatarci, dopo alcune foto-ricordo tutti insieme, che era quasi mezzanotte: una strana mezzaluna appena velata da un alone di nebbia che le dava un tono di mistero o di nostalgia ha accompagnato, verso le auto parcheggiate, la nostra allegria per la bellissima serata!

 
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ANTENATI

Post n°1176 pubblicato il 27 Novembre 2014 da atapo
 

 

IMMAGINI

Dove ero andata domenica scorsa, così nell'illegalità... sans papiers?

A Padova, in compagnia di alcune amiche per visitare la mostra di Vittorio Corcos, pittore della Belle Epoque.

Ricca di opere, mi è piaciuta molto. I suoi ritratti sono davvero “vivi”, soprattutto molti di quelli femminili hanno una delicatezza e un fascino particolari che quasi invitano a rivolgere la parola a quelle bambine, ragazze, donne, per sapere di più su di loro, sulla loro vita e i loro sogni.

 


Tutte persone benestanti, di un buon livello sociale, che si facevano ritrarre dall'artista di grande fama e risultavano tutte belle e affascinanti... E' solo una fetta del mondo di quel tempo, la Belle Epoque, le persone povere, la fatica del lavoro duro, le miserie di tanti in quel tempo non compaiono nelle tele esposte... E' il ritratto di un mondo quasi di sogno...



 

Come altri artisti di quel periodo, italiani o francesi, ha per me un fascino particolare perché mi fa pensare a immagini e storie che ho avuto attorno fin da quando ero piccolissima, che fanno parte di me come un'eredità involontaria che mi accompagna...

Mi permetto di raccontarvi una di queste storie, attraverso alcune vecchissime immagini...

 


Due sorelline, diversissime una dall'altra: Margherita a sinistra, occhi e capelli neri, Virginia a destra, bionda dagli occhi azzurri. Sono gli ultimi anni del XIX secolo, dato che Margherita è nata nel 1893...

 

Margherita è cresciuta, è con mamma Sofia e papà Aristide, di mestiere orologiaio. Sono nel giardino della loro casa a Bologna in via Fondazza, dove abitava anche il pittore Giorgio Morandi. Chissà se l'hanno conosciuto...

 


Margherita ha trovato l'amore: è Giovanni, un giovane marchigiano un po' originale che, fuggito da casa sua per cercar fortuna, arrivò a Bologna e finì a imparare il mestiere di orologiaio proprio nella bottega di Aristide... In questa foto forse sono già sposati, potrebbe essere verso il 1914...

 


Ecco i primi due figli della coppia: Giuseppe nato nel 1915 e Luigi nato nel 1917. Ne arriveranno poi altri tre: Carlo, Maria e Anna.

 


Infine il ritratto di Margherita, un po' di anni dopo, ma non tanti se si considera che è morta nel gennaio 1953...

...LA MIA NONNA MARGHERITA.

 

 

 
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PREGO, DOCUMENTI

Post n°1175 pubblicato il 24 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SANS PAPIERS

 

Monet, Gare Saint Lazare

 

Venerdì scorso in mattinata attraversai in bus la città per recarmi ad un ufficio pubblico: dovevo prendere informazioni e ritirare moduli per richiedere un'eventuale sovvenzione , visto che nella ristrutturazione della nuova casa vorremmo eliminare le barriere architettoniche che possono creare ostacoli alle nostre condizioni fisiche e di salute.

Ci sono leggi e delibere, procedure e burocrazie... figuriamoci! Quando avevo telefonato l'impiegato mi aveva risposto che era complicato e impossibile da spiegare per telefono e mi aveva invitato ad andare di persona.

Eccomi quindi dall'usciere a cui domando dove sta la stanza che mi serve. Lui mi richiede un documento, gli lascio la carta d'identità che ripone nei suoi schedari e in cambio mi dà il badge col numero e l'intestazione dell'ufficio pubblico. Ora posso salire e intrattenermi piacevolmente con un impiegato molto gentile che mi riempie di fascicoli cartacei da compilare, mi martella di articoli, codici, procedure, risponde alle mie perplessità... la sua cortesia arriva fino a compilarmi a matita ciò che è già compilabile. Alla fine mi congeda con un bel sorriso che accompagna la frase “Le possibilità che riceva la sovvenzione sono pochissime visto che i fondi ogni anno diminuiscono, ma può tentare... Arrivederci e auguri!”

Io mi avvio all'uscita con la testa in cui si accavallano tutte le regole che ho appena ascoltato, che spero di avere capito e che ora devo ricordare. E sono così presa da tutto questo che dimentico di rendere il badge, che avevo messo in borsa, e di riprendere la mia carta d'identità.

E me ne dimentico molto a lungo... lo scopro solo sabato sera, quando faccio un cambio di borsetta perché la domenica mattina devo partire, cerco la carta d'identità e mi ritrovo in mano il badge!!!

Sono senza documenti! Perchè io non ho la patente, la carta d'identità è l'unico che possiedo!

La mattina dopo devo partire, viaggiare in treno, visitare musei. Ho già preparato tutto per questo viaggio tramite internet, ho stampato i biglietti del treno e le prenotazioni per i musei, ma ci sono quelle scritte in piccolo che dicono: “potrebbe essere richiesto un documento d'identità” che non mi lasciano tranquilla, non ricordo l' abbiano mai chiesta, però... Che gli racconterei? Gli faccio vedere il badge?

Qualcosa che assomiglia a un documento in realtà ce l'ho, è la tessera dell'invalidità dove c'è anche la mia foto, non so quanto potrebbe servire, di sicuro dovrò mostrarla dove ho prenotato l'ingresso a tariffa agevolata per questo motivo, spero che si accontentino e per fortuna che quella mi è rimasta...

Insomma, ieri mi sono sentita un pochino “sans papiers” e quando mi tornava in mente non ero tranquilla, immaginavo come si sente chi i documenti non li ha proprio del tutto. Ma sono arrivata alla fine della giornata e al ritorno a casa senza... incidenti diplomatici.

Stamattina naturalmente mi sono precipitata a riattraversare la città in bus, scoprendo che, a differenza del venerdì, il lunedì mattina c'è pochissimo traffico, sembra che sia quasi sabato, i Fiorentini hanno il risveglio lento.

Il mio usciere aveva già rintracciato il mio numero telefonico e chiamato a casa mia, mentre io arrivavo. Tutto risolto, il ritorno l'ho preso con calma e mi sono fermata al mercato più economico della città, dal banco del pane che preferisco: ottimo pane del Mugello e panettiere senegalese. E per festeggiare il ricongiungimento alla mia carta d'identità mi sono concessa una collanina con ciondolo indiano (ecco la scusa...).

 
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ARRIVATA !!!

Post n°1174 pubblicato il 20 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

LA  BELLA  NOTIZIA

Le belle notizie non si trattengono, è la gioia che le fa sfuggire, saltellare qua e là, diffondersi... ecco allora una bella notizia che ho ricevuto: la condivido anche qui, non riesco a tenerla solo per me ed è bello farne partecipi gli amici...

Ricordate quella coppia di amici francesi, che vi avevo presentato qui, di cui avevo fatto conoscere il loro blog del periodo in cui hanno abitato a Firenze...

... stavano aspettando una bambina che avevano adottato nella Repubblica Centroafricana, luogo in cui la situazione si è fatta sempre più rischiosa a causa della ennesima guerra... tutti eravamo in ansia per loro e per la conclusione della loro vicenda che si protraeva ormai da più di un anno...

Finalmente la bimba è arrivata in Francia

e per i genitori adottivi è terminato l'incubo e inizia la nuova vita in tre!

Ho ricevuto la loro mail che hanno mandato agli amici per condividere questa grande gioia. Appena l'ho letta mi sono commossa...

Dalle foto che hanno allegato... vi presento la piccola Amaia, a cui è stato aggiunto il nome francese Agnès!

 
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L' ULTIMO

Post n°1173 pubblicato il 17 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

FINE STAGIONE

Montelupo Fiorentino è un paese famoso per le sue fabbriche di ceramiche e per il Museo della Ceramica.



 

È un paese tranquillo dove ci si vive bene e le case si trovano ancora a prezzi ragionevoli, si sta espandendo anche per questo motivo.

E' il paese in cui vive (bene) mio figlio, con moglie e Riccardo.

 

Montelupo fiorentino

centro storico

E' un paese intelligente che tra le varie manifestazioni domenicali ogni due mesi fa il Super Kaos, cioè lo svuota cantine aperto a tutti, dietro al pagamento di una cifra d'iscrizione abbastanza ragionevole.

Così ho deciso che avrei fatto lì l'ultimo mio mercatino della stagione... peccato che l'attuale stagione non sia molto invitante per i mercati all'aperto: il meteo di ieri dava un po' di tutto: sole, nuvole, pioggia... Ho cercato inutimente a destra e a manca un piccolo gazebo, mio marito non lo vuole comperare nemmeno dicendogli che poi servirà per il giardino della nuova casa, allora ho racimolato da mia figlia due tavoli col buco per infilarci gli ombrelloni da spiaggia e mi sono accontentata di affrontare così la giornata.

Il meteo aveva ragione: c'è stato un po' di tutto, così la giornata si è vivacizzata a ricoprire con fogli di plastica ciò che non veniva protetto dagli ombrelloni nei momenti in cui pioveva, a scoprire tutto quando tornava il sole: non mi sono per niente annoiata!

Posso dire di aver ricevuto il battesimo proprio con l'acqua stavolta!

Parecchia gente passava, più di quanta mi aspettassi visto il tempo incerto e anche stavolta sono stata soddisfatta delle vendite e del ricavato.

Il valore aggiunto della spedizione di ieri è dato dal fatto che siamo arrivati la sera prima col camper e abbiamo cenato insieme alla famiglia di mio figlio: un'occasione per incontrarci, con loro abbiamo qualche difficoltà ad organizzare, mentre con mia figlia è tutto più semplice e più frequente. E a me dispiace di incontrare questo nipotino molto meno degli altri...

Riccardo col papà hanno visitato il mercatino in mattinata: la scuola materna teneva un banco in cui vendeva oggetti portati dai genitori per racimolare qualcosa per le attività scolastiche e questo l'ho trovato ingegnoso: ecco un'altra finalità di queste iniziative, vista la situazione economica delle scuole! Riccardo ha comperato un gioco di macchinine per contribuire e quando sono passati da me a salutarmi non ha voluto uno dei peluche che gli avrei regalato volentieri, diceva che un gioco l'aveva già preso... Che piccolo saggio! O forse per i peluche è già troppo grande, ma erano le uniche cose che avessi per i bambini...

Con questo mercatino ho chiuso la stagione. Ormai alle 17 fa già buio, il freddo aumenta e non mi fa bene stare all'aperto tante ore, anche se fino ad ora non ne ho avuto nessuna conseguenza, forse perchè in fondo mi piace questa occupazione, è anche un po' artistica: sistemare il banco in modo piacevole, individuare i gusti di chi si ferma a guardare, buttare lì quella mezza parola che può invogliare ad un acquisto, poi convincere, poi definire il prezzo... Ieri avevo anche alcuni giacconi e cappotti, li facevo provare, invitavo a fare un giretto e a specchiarsi nelle vetrine dietro ai nostri spazi, ne raccontavo anche la storia ... E mi sento molto soddisfatta se chi lo acquista dice che indosso se lo sente così bene...

Se ne riparlerà a primavera, se arriverà altra mercanzia dai miei suoceri... e se mio marito avrà voglia di continuare a scaricarmi in loco tutti gli scatoloni e le borse di mattina presto... perchè dopo aver fatto questo lui "scappa" e si fa rivedere solo a sera quando io ho rimesso tutto in ordine e a lui resta solo da ricaricare...

la piazza nella zona moderna di Montelupo in cui si svolge il SuperKaos

 
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BLOG FLORILEGIO d'arte

Post n°1172 pubblicato il 14 Novembre 2014 da atapo
 

 

IL RITORNO-BLOG



 

Come avevo preannunciato all'inizio del giochino proposto da Ody, ho finito rapidamente la lista dei blog in cui vado a curiosare ogni tanto (…accade molto raramente in questi tempi) e che ben volentieri vi ho già segnalato, in venerdì ormai abbastanza passati, affinché anche altri possano goderne.

Da un pezzo non ne presentavo più... ma alcuni giorni fa, non ricordo più nemmeno come, sono capitata per caso su un nuovo blog che mi ha subito attirata, l'ho esplorato un poco (… ma proprio poco) e mi sono convinta che valga la pena di annotarlo e di farlo conoscere.

Si intitola SENZA DEDICA e parla di arte. Sulla destra ha una specie di indice in ordine alfabetico: nomi di artisti, di luoghi, di argomenti tutti legati in qualche modo all'arte, in modo da trovare rapidamente ciò che si vuole.

Chi scrive è una donna, immagino lavori in questo campo altrimenti non ne parlerebbe con tanta sicurezza e, mi pare, competenza, ciò che mi è piaciuto è il suo stile così... narrativo e così semplice, sembra un'amica che ti racconta davanti a un caffè e a una fetta di torta. Mi fa pensare a Ody... ce ne fossero di “specialisti” così! Questa però parla solo di argomenti artistici, a meno che non mi siano sfuggiti post più personali, cosa facilissima visto che non l'ho “percorso” a fondo... lascio a voi lettori la delizia di continuarne la scoperta e, se è il caso, il compito di smentirmi!

Se poi avete la passione artistica, ma più tempo libero di me, in questo blog ci sono anche le indicazioni per raggiungere altri blog, alcuni mi pare sullo stesso stampo: c'è da partire per un viaggio infinito...

L'immagine che ho messo qui sopra è tratta da questo blog, rappresenta Novembre in un ciclo dei mesi: quei bassorilievi medievali che ornano chiese e palazzi, veri libri per istruire il popolo illetterato del tempo. Per ogni mese del 2014 nel blog c'è la sua raffigurazione tratta da questo ciclo: il calendario di pietra”.

E confesso che era un'idea venuta anche a me, magari per uno dei prossimi anni, dopo l'anno delle donne, dei fiori e forse di qualcos'altro!

 

 
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11 NOVEMBRE

Post n°1171 pubblicato il 12 Novembre 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

FARE SAN MARTINO

 

Ieri, 11 novembre giorno di san Martino, pensieri e ricordi mi sono passati per la testa...

Stavolta non si è trattato di Martino, il mio nipotino più grande,

non del famoso santo che mi sta così simpatico, di cui ho visitato la bella città di Tours qualche estate fa restando con la voglia di un nuovo viaggio da quelle parti,

nemmeno della ricorrenza della fine “ufficiale” della seconda guerra mondiale, data che in Francia è festa nazionale.

Cercavo ispirazione per il raccontino settimanale nei 400 caratteri, per il gruppo di Facebook , le due parole (bidone/scritta) non erano semplici, mi era balenata l'idea di viaggio... trasloco... e a un tratto tra le idee che mi nascevano in testa e si scontravano tra loro ho risentito qualcosa che diceva la mia mamma: “Fare San Martino” per dire di traslocare o fare grandi spostamenti di cose ingombranti.

 


 

Io ancora piccola le chiedevo cosa c'entrasse San Martino in quelle faccende e lei mi spiegava che una volta i traslochi si facevano l'11 novembre. Io ridevo e insistevo (già un po' ribelle alle regole preconfezionate): “E se uno voleva traslocare in un altro giorno cosa succedeva?”

Le solite sue risposte laconiche: Nulla, però il giorno era quello” e il discorso si chiudeva lì, mentre io rimuginavo sul perché si dovesse scegliere proprio un giorno d'autunno che, anche se si sperava nell'estate di San Martino, almeno a Bologna era spesso umido e nebbioso.

Poi uscì il bellissimo film “L'albero degli zoccoli”, ero già adulta e capii qualcosa di più: nelle cascine della pianura padana i contadini che alla fine dell'anno agrario (il 10 novembre) non si vedevano rinnovare il contratto dal padrone dovevano andarsene il giorno dopo a cercare lavoro in un'altra cascina, portandosi via famiglia e masserizie, un trasloco insomma: tutto caricato sul carro, un bue o un cavallo a tirare e via, nella nebbia della pianura. Che vita...


 

La sequenza di questo triste sgombero, che vidi nel film, negli anni successivi mi fornì le immagini per una mia personale e tutta interiore immaginazione di un'altra scena che era avvenuta realmente nella vita della mia mamma, nel 1929, storia tragica che avevo già raccontato:

un carro caricato con povere masserizie, un uomo che aveva appena perduto la moglie e aveva caricato sul carro i suoi otto figli, le maggiori che stringevano i più piccoli a dargli un'idea del calore della mamma perduta... In tutti il cuore gonfio di dolore e di preoccupazione per il futuro incerto, un viaggio triste da un paesino di montagna che ora non esiste più, fino alla grande città, a Bologna, dove avrebbero dovuto ricominciare tutto.

Non so se andò proprio così, non so se avvenne proprio il giorno di San Martino, forse la mia mamma mi ha raccontato a volte qualcosa che ha aiutato la mia fantasia a creare queste immagini... Ne parlava così poco e così malvolentieri, però il detto “fare San Martino” lo usava spesso. Io l'avevo dimenticato, fino a ieri...

E allora l'ispirazione per il raccontino si è organizzata in 400 caratteri:

ALBA DI SAN MARTINO

Un bidone con gli oggetti di casa, le valigie con la biancheria, tutto era già sul carro. L'uomo aiutò moglie e figli a salire e a sistemarsi avvolti in coperte.

Il cavallo puntò e lento il carro si mosse.

L'aria bagnava fino alle ossa, il sole saliva bianco tra la nebbia: silenzio e ombre nella pianura.

La strada per la nuova cascina in cui avrebbero lavorato era scritta su un foglio spiegazzato...


 
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PRESENTAZIONE

Post n°1170 pubblicato il 11 Novembre 2014 da atapo
 

INCONTRO

 

Chi o cosa guardano tutte queste persone?

Chi o cosa stanno fotografando?

Ecco...

 

Ieri pomeriggio a Firenze, alla libreria Feltrinelli, è stato presentato un romanzo giallo,

scritto da Loriano Machiavelli e Grancesco Guccini.

 

 

E' stata un'ora di piacevole conversazione, i due autori, entrambi con l'accento emiliano (vengono dalla mia terra...), mi facevano sentire ancora di più a mio agio e coinvolta nelle loro dissertazioni.

Non ha cantato, però Guccini è sempre Guccini anche quando racconta, spiega, dice battute... godibilissimo!

Ero arrivata molto in anticipo, ma tutte le seggiole predisposte nello spazio della libreria erano già occupate... restavano liberi solo alcuni cuscini a terra davanti alle sedie, forse più scomodi ma... proprio IN PRIMA FILA!

Così ho potuto fotografare comodamente (a parte la luce non ideale) ed ecco la foto che ritengo migliore:

il MAESTRONE che ride!

Non mi è capitato spesso di vedere foto in cui lui è così allegro... è quasi uno scoop!

(ho voluto intitolare questo post come una canzone di Francesco Guccini,

per rendergli un piccolo omaggio...)

 

 

 
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CADONO PENSIERI COME FOGLIE

Post n°1169 pubblicato il 08 Novembre 2014 da atapo
 

 

ROSSO AUTUNNO

 


 

Il mio messaggero dell'autunno è un albero che cresce di fronte alla finestra della mia camera: quando ormai sono arrivati vento e pioggia,

è sparita l'ora legale e il buio cala a sorpresa sempre troppo presto,

le maniche corte sono da impavidi anche nelle ore centrali della giornata...

ecco che rapidissimamente, quasi da un giorno all'altro, le foglie di questo albero diventano tutte rossastre e quelle che cominciano a cadere fanno un tappeto rosso sul marciapiede. Se c'è il sole non si nota molto, ma basta una giornata nuvolosa e piovosa ed ecco che quel rosso acceso "squilla" e mi dice: - E' fatta! Fine della bella stagione, d'ora in poi sarà dura!- Così mi accorgo che il calendario è quasi finito, si corre alla conclusione dell'anno.

Volano queste giornate e mi trovano sempre indaffarata, non so nemmeno io come, mi pare di non fare niente di straordinario... ed è già sera. Gli impegni del teatro non mi prendono ancora nello studio delle parti, quindi mi ritrovo a dare una mano un po' più consistente a mia figlia con i suoi tre marmocchi, ci sono gli impegni e lo star dietro alla burocrazia (ancora, non sono ancora iniziati in concreto i lavori!) per ciò che riguarda la nuova casa, ci sono da gestire e da "digerire" gli imprevisti di quella maledetta eredità, c'è la ginnastica in acqua per continuare a "stare in piedi", ci sono le incombenze della vita casalinga e familiare: spesa, pasti, riordini ecc.

Ebbene, riuscire a ritagliarmi il tempo per stare al pc a scrivere o a leggere, il tempo per la lettura di libri e giornali, il tempo per un giro a bighellonare in centro... tutto ciò mi diventa sempre più arduo, forse sono io che ho meno energie col passare degli anni, forse sono davvero molto più stanca di altri periodi, forse è che l'organizzazione delle giornate così facilmente viene buttata all'aria in questi ultimi tempi... insomma mi ritrovo stanca, insoddisfatta e vuota, mi fa fatica pure pensare a qualcosa che non sia come far quadrare il tutto delle mie giornate. Mi scopro spesso in ansia, mi viene in mente una mia collega di scuola che nel lavoro correva, così, diceva, si "avvantaggiava": ecco, ora mi sento così anch'io, ho il timore di farmi cogliere impreparata dagli imprevisti, di ritrovarmi ad accumulare incombenze che mi vengono richieste e che non ce la faccio a smaltire. E ho perso la forza di mandare un po' a quel paese tutto e tutti, anche se mi irrito facilmente e fatico a sopportare le magagne di chi mi sta vicino, forse in questo periodo troppo appiccicato e probabilmente più lamentoso del solito...

Mi diverto, mi rilasso, gioco soltanto quando sto con gli amici ai corsi di teatro e cerco ancora di più di viverli con leggerezza soprattutto perchè li sento come uniche occasioni di responsabilità meno assillanti.

L'autunno non è mai stata per me una stagione facile, io vivo meglio nella primavera, ora tendo ad incupirmi, nei pomeriggi scuri e piovosi mi rintanerei sotto le coperte a dormire o a leggere un libro, quasi a desiderare di cadere in letargo per risvegliarmi in momenti migliori. A volte mi rintano davvero nella mia stanza preferita, quella più vicina al cielo, a passare almeno una manciata di minuti di letture o di ricordi, anche solo a stirare che mi concilia la calma, sperando che ciò mi faccia riprendere fiato...

L'albero ormai tutto rosso fuori dalla mia finestra all'improvviso mi ha fatto sentire di più la stagione e la pesantezza: ho pensato in questi giorni che è l'ultimo anno che lo vedrò, l'autunno prossimo sarò nella casa nuova e vedrò gli alberi del mio giardino: il leccio è sempreverde, gli altri no e chissà attraverso quali colori passeranno, ma non credo avranno un rosso così vivo. Mi accorgo che in tanti anni non ho mai fatto caso a che razza di albero sia, così rosso, di sicuro non è un acero... mi dispiace non saperne il nome, devo ricordarmi, la prima volta che esco, di attraversare la strada e raccogliere alcune foglie per scoprirlo: chiamare per nome qualcuno o qualcosa è riconoscerne l'importanza...

 
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DOPO DI NOI

Post n°1168 pubblicato il 04 Novembre 2014 da atapo
 

 

UN PASSO AVANTI



 

Le visite di eventuali compratori alla nostra casa in vendita si susseguivano incessanti, a volte con un preavviso minimo facendo saltare o spostare altri nostri impegni, a volte dovevo nascondere in fretta gli abiti in giro per il cambio di stagione o gli oggetti dei mercatini, dovevo affrettarmi a riempire la lavapiatti e a riordinare dappertutto.

Ormai ci avevamo fatto l'occhio e, appena usciti i visitatori, io e mio marito facevamo congetture su di loro dalle poche informazioni sulla casa che ci avevano chiesto, dalle loro considerazioni e dalle espressioni che gli scrutavamo in volto. Mmmh, chi aveva figli piccoli non si sarebbe arrampicato per due piani oltre il pianterreno, chi era anziano idem, chi era solo in due o tre in famiglia non aveva bisogno di una casa così grande... Qualcuno guardava e valutava con l'occhio critico del costruttore che poi si rivelava di essere, che avrebbe buttato all'aria tutto e ricavato almeno due mini-appartamenti da rivendere o affittare. Insomma le possibilità si restringevano, il tempo passava, cominciavamo ad avere qualche preoccupazione per i noti motivi...

Poi dall'agenzia ci hanno avvisato che una famiglia voleva rivedere la casa per la seconda volta... Stavamo col fiato sospeso e quando sono tornati li avremmo invitati anche a pranzo, se ciò li avesse convinti ad acquistare... Hanno chiesto di tutto e di più, il capofamiglia si è trovato in sintonia con mio marito: entrambi amanti del bricolage si scambiavano informazioni su coibentature, passaggi di tubi, abbattimeno e rifacimento di muri...

E finalmente ecco la proposta di acquisto! Il prezzo a cui si è giunti nella contrattazione ci accontenta molto, quindi ci siamo!

Sono tornati una terza volta, con due figlie (hanno anche due maschi più grandi) e il loro architetto di fiducia che desse un parere in merito ad alcune variazioni che vorrebbero apportare; poca cosa, sostanzialmente non cambieranno nulla, gli ambienti non verranno stravolti, credo anche che terranno i pavimenti di ora quasi dappertutto. Stavolta mi pareva proprio che sentissero la casa già come “casa loro”: gli uomini misuravano altezze ed armadi, con la signora parlavamo della sistemazione della cucina, le due ragazzine si sono scelte la loro camera...

Ecco, sono contenta che venga questa famiglia, la trovo adatta, ci sta bene in casa MIA...

La faccenda si va concretizzando, già un primo assegno è scivolato nella nostra banca che l'aspettava a braccia aperte...

Ma non finiremo la faccenda in tempi rapidi: per loro si tratta di motivi economici, per noi si tratta che finché non è ristrutturata la casa nuova non possiamo toglierci dai piedi... insomma gli accordi sono che il tutto si concluderà alla fine di marzo 2015. C'è tempo, ma passerà in fretta...

Intanto però, finalmente, sono FINITE le visite di gente interessata all'acquisto, che cacciava il naso dappertutto, che mi faceva tanto sentire come dentro a un museo...

Ho ancora qualche mese per distaccarmi da questa casa che ci ha ospitato per più di trent'anni qui a Firenze: mi ci abituerò pian piano, che è la cosa migliore, curerò con pazienza la nostalgia della mia vita fra queste mura, posso dire che sono invecchiata qui e mi sono trasformata tante volte, forse sentirò la necessità di riparlarne e di raccontare qualcosa per non dimenticare...

Intanto è arrivato il momento di sollecitare l'inizio dei lavori nella nostra casa nuova: per marzo c'è tempo e i muratori ci hanno assicurato... ma è meglio non indugiare!

 
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VOGLIA DI CASA

Post n°1167 pubblicato il 01 Novembre 2014 da atapo
 

 

LA CASA E IL GIARDINO

 

Credo che oggi sia stato un giorno importante per la mia famiglia, famiglia in senso allargato: noi, figli, nipoti, ma anche mio fratello con sua moglie e i loro due figli.

G., la nipote figlia di mio fratello, di cui parlai già diverso tempo fa, quella un po' artista che ama fare la fotografa (come la sua mamma), in giugno ha preso la maturità artistica. Continuerà a studiare, aveva provato ad ottenere una borsa di studio in una importante scuola di specializzazione per il design, che è la sua passione, ma non avendola ottenuta si è iscritta all'Accademia, per Scenografia, qui a Firenze! Da molti mesi si parlava di questo in famiglia: in un primo tempo pareva che G. venisse ad abitare da noi almeno per i primi mesi di studio, poi le cose sono cambiate: noi ci siamo imbarcati in questa avventura del cambio di casa e non si sa quando traslocheremo, lei sta passando un periodo di crisi di crescita personale, è in rotta con i suoi genitori i quali hanno saggiamente pensato che non fosse il caso di darci la responsabilità di gestire la ragazza in questo momento difficile, soprattutto conoscendo la severità e il carattere di mio marito. D'altra parte lei ha desiderio di indipendenza (e ne ha anche bisogno, per cominciare a capire cosa significa gestirsi da soli la vita), così hanno cercato una stanza e fortunatamente l'hanno trovata proprio nel centro di Firenze in una casa con altri appartamenti di studenti, di proprietà di una signora loro conoscente a Ferrara.

Direi che meglio di così non poteva andare! Lei sa che qui in città gli zii ci sono se dovesse avere necessità, però è per conto suo... I corsi cominciano lunedì e oggi è scesa con tutta la famiglia a prendere possesso della nuova abitazione.

Così ne hanno approfittato per venire tutti da noi a pranzo. TUTTI significa anche i figli e i nipotini, un'occasione per ritrovarci finalmente insieme.

Io e mio marito abbiamo cucinato ieri per tutta la giornata, poi alla sera avevamo preso da tempo i biglietti e siamo andati a teatro per vedere Lavia in “Sei personaggi in cerca d'autore”, sapevamo che avremmo fatto molto tardi, ma almeno stamattina ci sarebbe rimasto poco da preparare.

Ma il forno oggi funzionava a singhiozzo, facendo saltare la corrente in tutta la casa e ha messo seriamente a rischio la doratura della besciamella sulla pasta al forno... per fortuna la crostata con marmellata ai frutti di bosco l'avevo già cotta ieri ed è venuta squisita! L'hanno spazzolata tutta e anche del resto non è rimasto molto! Siamo già così in tanti... abbiamo dato fondo a quasi tutti i piatti di casa, le pentole e le teglie sono bastate a stento, ora la lavapiatti funzionerà di continuo per molte ore...

Dopo il pranzo, che si è un po' dilungato, abbiamo tralasciato di sparecchiare e finché c'era un po' di sole siamo usciti: ci attendeva la meta che incuriosiva tutta la famiglia (tranne me e mio marito): la visita a quella che sarà la nostra nuova casa, non ci erano ancora mai venuti!

Scherzavo con i miei figli dicendo loro: “Questa è l'eredità che vi lasceremo!”, ma sarà proprio così... Ora l'interno è poco invitante, così pieno di magagne e tutto da sistemare, ma abbiamo già le idee abbastanza chiare su come diventerà e cercavamo di trasmetterle agli altri... I bambini correvano e gridavano a rotta di collo per le stanze vuote che rimbombavano, Martino mi chiedeva dove sarebbero stati messi i giochi per loro.

 


 

Ma dove si sono scatenati al massimo è stato nel giardino! I muratori nelle loro prime azioni hanno tagliato gli arbusti, però resta sempre un'idea di selvatico, di boscoso, che affascina soprattutto i bambini di città come i miei: raccoglievano rametti, foglie e ghiande, abbracciavano alberi, scavalcavano muretti, entravano nei ripostigli sfidando il buio. Martino ha voluto provare ad arrampicarsi sul fico e il nonno l'ha aiutato: penso sia la sua prima esperienza a due metri da terra, quelle cose che i bambini di una volta (io compresa) facevano normalmente... Anche Damiano ha voluto provare, ma si è fermato più in basso. Riccardo guardava solo, in ambienti nuovi è sempre molto timido all'inizio: quando si è lanciato e ha cominciato a scorrazzare veniva buio ed era l'ora di andare via...

I vicini di casa (e di giardino) si sono affacciati a salutare incuriositi, credo anche un po' preoccupati, forse temevano che venisse ad abitare lì tutta quella chiassosa tribù! Ci siamo affrettati a fare le presentazioni e a rassicurarli...

Io lavoravo già con la fantasia, immaginavo l'estate prossima e i bambini a divertirsi nel giardino, magari con una piccola piscina di gomma: che bello! Provavo un assaggio di serenità in cui non voglio cullarmi troppo, per scaramanzia... Perchè la via della ristrutturazione non è nemmeno cominciata, magari di questo parlerò un'altra volta, per non guastare il sapore di felicità in questa bellissima giornata...

le ultime belle di notte nel mio giardino


 
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NONNE

Post n°1166 pubblicato il 27 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: memoria

 

IO NON LE CONOSCEVO BENE

Per quasi trent'anni ho abitato in un'altra città (cioè a Firenze) rispetto alla mia mamma che stava prima a Bologna poi a Ferrara, i nostri incontri erano saltuari, poche volte durante l'anno, il contatto si manteneva però assiduo tramite le telefonate, piccoli appuntamenti fissi della domenica e poi negli ultimi anni anche del mercoledì. A lei piaceva in questo modo, diceva che le andava bene così, io qui ero sempre molto impegnata tra lavoro e famiglia e me ne accontentavo. Dopo la sua morte però mi sono resa conto di quanto avessi perduto della sua vita, c'erano aspetti e momenti vissuti che avevo poco presenti, di cui mi hanno raccontato mio fratello e mia cognata e alla sofferenza per la sua perdita si è aggiunto un misto di rimpianto e di gelosia per essere stata così lontana per così tanti anni. Al momento di sistemare i suoi vestiti e oggetti personali ho scoperto qualcosa che per me è stata una sorpresa: i cappelli! Ne aveva parecchi chiusi negli armadi, la maggior parte dei quali non glieli avevo mai visti indossare... Erano cappellini di lana invernali fatti da lei a maglia o all'uncinetto, uno diverso dall'altro, altri primaverili di stoffa o velluto sempre creati da lei, infine alcuni di panno, questi comperati, di fogge originali che mi facevano pensare agli anni tra il 1940 e il 1950. Mi sono ricordata che in alcune foto dell'epoca, quelle scattate dai fotografi per strada, la mia mamma portava sempre il cappello e che quando ero piccolissima mi ripeteva: "Una vera signora, anche se è senza soldi, non esce mai senza i guanti e il cappello!"

Mode del tempo... I cappelli dovevano piacerle tanto, al di là delle mode, se li aveva conservati per tutto quel tempo e se continuava a sbizzarrirsi nel confezionarli! Come tutte le donne di una volta era molto esperta nel cucito, nella sartoria e nel confezionamento di accessori: da ragazzina aveva lavorato in fabbriche che usavano tessuti e pellami e aveva imparato un po' di tutto...

 

mamma e papà a passeggio negli anni '40

(notare cappellino e guanti)

 

Aver scoperto solo dopo la sua morte questa passione per i cappelli, uguale a me, di cui prima non mi ero resa conto, mi ha commosso e tutti i cappelli che ho trovato li ho portati a Firenze e me li sono provati... ahimè! Io ho la testa più grossa della sua, in questo assomiglio al papà e non a lei, e dei suoi cappelli quasi nessuno mi va bene! I pochi che posso usare provocano sguardi di disgusto da parte di mio marito che per principio non ama i cappelli originali... ma io continuo a portarli! E gli altri? Li tenevo nell'armadio, non trovavo il coraggio di disfarmene...

 

Nel frattempo è morta anche mia suocera. Durante le prime esplorazioni a casa sua, prima che la questione dell'eredità si complicasse, ho scoperto che anche lei aveva una passione segreta: non i cappelli, ma le borsette! Ne ho trovate tante, la maggior parte molto "vintage", come si usa dire adesso... Questa passione non è la mia, i nostri gusti in questo campo erano molto differenti, riconosco che alcune sono belle, ma io non le "sento" addosso a me, quindi che farne?

Sto trovando una sistemazione nei mercatini che ho cominciato a frequentare da venditrice, anche ieri sono andata allo "svuotacantine" nel paese vicino a Firenze a cui possono iscriversi solo i residenti, quindi mi ha ospitato nel suo banchetto l'amica che mi aveva accolto anche in maggio.

Espongo lì, fra altre cose, anche le borsette della suocera e i cappelli della mamma. Non sono per tutti, sono oggetti particolari e attirano donne che amano l'originalità, cioè soprattutto ragazze giovani... Scelgono, provano, si guardano allo specchio, pensano agli abbinamenti con ciò che già hanno... se tutto fila liscio comprano, pagano il poco che chiedo e se ne vanno contente col cappellino in testa o la borsetta al braccio.

Allora mi sento anch'io molto contenta, la loro soddisfazione è contagiosa e oso pensare che da lassù anche le mie due vecchiette prime proprietarie siano d'accordo sulla nuova vita che cerco di dare a ciò che mi hanno lasciato...

 
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SCEGLIERE, ANCORA

Post n°1165 pubblicato il 25 Ottobre 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

DEI TEATRI

 


 

Proseguo il discorso del penultimo post sulle mie scelte di quest'anno, per i prossimi mesi...

L'anno scorso sono stata molto impegnata nei corsi e nelle rappresentazioni teatrali, forse troppo, alla fine mi rendevo conto che stavo tenendo un ritmo di lavoro pesante, che non avrei potuto immaginare di continuare così... Ora si sono aggiunti anche i problemi finanziari, perché i corsi di teatro costano parecchio e finora negli spettacoli che ho fatto non ho guadagnato un euro, ma solo applausi, lodi e... una rosa!

Qualcosa si è risolto da solo: la mia amica regista che mi aveva voluto nella sua compagnia negli ultimi tre anni questa estate si è rotta un braccio e sta avendo una ripresa lenta, visto che è più anziana di me e l'età non aiuta. Così si è un po' depressa e ha deciso di non fare nulla di nuovo finché non si sentirà in forma. Mi dispiace per lei, ma per me questa sosta è arrivata molto opportunamente al momento giusto...

 

Il corso teatrale a cui non avrei MAI rinunciato, quello che viene prima di tutti, è senz'altro quello in francese, che mi permette di mantenere allenata la lingua, ora poi che neppure con i bambini la uso più. E questo corso è appena ripartito, si è riformato il gruppo con qualcuno che è uscito e qualche nuovo arrivato, guidati dal nostro super-regista franco canadese. Alla fine dell'estate ci eravamo ritrovati una sera a casa della professoressa organizzatrice e davanti alla tavola imbandita, a cui avevo contribuito con una torta salata alle zucchine (molto apprezzata), avevamo discusso e deciso su cosa lavorare: metteremo in scena La guerre de Troie n'aura pas lieu” (“La guerra di Troia non ci sarà”) di Jean Giraudoux, così da allora ho avuto modo di leggere questo testo che mi è piaciuto moltissimo, le tematiche mi sembrano molto attuali, anzi, universali: è stata scritta e rappresentata nel 1935, l'autore aveva ancora nella mente il ricordo della prima guerra mondiale e si percepivano nuovi segnali di guerra...

Ancora non sappiamo come verranno assegnati i personaggi, ma il regista ha detto che ha già le idee abbastanza chiare...

 

Per quanto riguarda il corso nel teatro “importante” avevo molte perplessità: questo è il terzo anno, l'ultimo, quello conclusivo che dà alla fine un titolo valido e anche... spendibile, se capitasse mai l'opportunità, non proseguire sarebbe stato lasciare qualcosa di incompiuto, qualcosa che per me era importante e sarebbe stata l'ennesima rinuncia... per causa di altri, come è già successo diverse volte nella mia vita... però questo corso è davvero costoso...

Ne ho parlato con la segretaria, chiedendole se era possibile saltare quest'anno poi, magari, fare il terzo corso l'anno prossimo, anche se avrei cambiato così il gruppo di lavoro perché non avrei più ritrovato i compagni con cui ero partita. Lei mi ha detto che é preferibile che io termini ora, che non mi devo preoccupare per i pagamenti perché, dato che ormai ci conosciamo, potrò saldare anche poco alla volta, o più avanti, o quando potrò. Nel frattempo le sto passando per il guardaroba del teatro un bel po' di abiti vintage che ho trovato in montagna negli armadi di mia suocera e che sembrano molto interessanti come costumi di scena...

Un sospiro di sollievo... e così ho ricominciato anche quest'ultimo corso, dove ho avuto una bella sorpresa: nei primi mesi abbiamo come insegnante l'attrice Anna Meacci che ci “allena” ai monologhi, non solo a recitarli, ma anche a costruirli, cioè ce li stiamo scrivendo da soli su argomenti assegnati. Così diventa anche un corso di... scrittura creativa e ne sono particolarmente contenta: dopo l'esperienza fatta a Bologna in luglio e con i raccontini che continuo a scrivere nel gruppo di Facebook mi era proprio venuta voglia di perfezionarmi nella scrittura, ma naturalmente era impensabile di questi tempi frequentare anche un corso... In questo modo mi sto dilettando ugualmente nella scrittura creativa... e, come i miei compagni di corso, uno dei miei testi dovrò metterlo anche in scena, perché proprio su questo allestiremo il nostro primo spettacolo, poco prima di Natale...

Ed ora... les jeux sont faits... almeno per diversi mesi!

 

 
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SULL' APPENNINO

Post n°1164 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA SPEDIZIONE

Oggi piove. Piove gentilmente, delicatamente, la vera pioggia autunnale che mancava ormai da molto tempo e che fa rassegnare alla stagione ormai avanzata...

Ma le previsioni metereologiche davano sole per oggi... ecco, c'è poco da fidarsi!

Per fortuna domenica scorsa ci azzeccarono...

Da giorni le tenevamo sotto controllo, io e mia figlia, per la famosa spedizione familiare alla casa dei suoceri in montagna: fra gli impegni degli uni e degli altri era l'unica domenica possibile e non volevamo rimandare tutto a novembre col buio che sarebbe arrivato prestissimo e di conseguenza il freddo lassù, senza neppure il riscaldamento!

Le previsioni davano sole anche domenica... In verità la partenza da Firenze è stata immersa nella nebbia e così fin dopo Pistoia. Io mi autoconvincevo che era nebbia di alta pressione, che poi si sarebbe alzata...

Invece ci siamo alzati noi e pochi chilometri dopo Pistoia, dopo i primi tornanti in direzione Abetone... che spettacolo! Siamo usciti dalla nebbia (o nuvole?), il cielo era azzurro terso e il sole faceva già caldo. Doveroso fermarsi per fotografare la pianura immersa nella nebbia da cui spuntavano qua e là cime di rilievi e non eravamo i soli ad avere la stessa idea!

 


 

Bellissime le sfumature autunnali dei monti intorno, poi la strada si immerge nelle faggete che ora sono dorate... E' un percorso che mi piace moltissimo e le due ore di viaggio volano. I nipotini dopo le prime curve si sono addormentati, avranno modo di ammirare quando saranno più grandi.

 


 

Così il bel tempo ci ha accompagnato per tutta la gita.

Arrivati al paesino siamo subito andati alla casa, che per i bimbi era tutta una scoperta... polverosa: su e giù per le scale di legno, cercavano un passaggio segreto in quello che a loro è sembrato un castello di legno e pietra, sollevavano i teli che ricoprivano i mobili, chiedevano cos'è su questo e quest'altro, chiedevano chi ci abitava e così gli abbiamo raccontato le storie della loro mamma e dello zio Marco quando erano piccoli e d'estate stavano lì, dove dormivano, dove giocavano sulle pietre dei vecchissimi passaggi e portici esterni. E storie di altri nonni e bisnonni che loro non hanno conosciuto, ma di cui hanno visto grigi ritratti incorniciati...

Mia figlia ritrovava i suoi ricordi e l'entusiasmo era vivo, sogna di poterci ritornare le prossime estati e di proseguire lassù la storia della famiglia... A mio genero sono piaciuti molto il luogo e la casa, ha aiutato mio marito a caricare alcuni oggetti pesanti e ascoltava con interesse i racconti e i progetti.

Un bel pranzo rustico e tipico in trattoria con razioni abbondanti di tigelle, gnocco fritto, salumi e formaggi, poi in passeggiata su strade e sentieri verso il torrente che scorre a valle del paese: Diletta si è addormentata nel marsupio, gli altri due sembravano ubriachi, a correre instancabili, a fermarsi di colpo davanti a qualcosa che li attirava: una foglia dal colore strano, un fungo, una chiocciola o un insetto spaventato... Bambini di città liberi nella natura, che euforia!

Al torrente ci siamo accampati sulla riva ed ora si aggiungeva l'acqua per i giochi... Poi i passaggi sui sassi aiutati dal loro babbo per esplorare anche le ampie isole sassose che si formano in mezzo al torrente. Era una bellezza vederli così allegri! Non saremmo mai ritornati indietro...

 


 

Ci ha fatti decidere il sole che si abbassava rapidamente e in pochi minuti ci avrebbe lasciati all'ombra e al fresco di montagna: in fondo è già passata la metà ottobre! Loro sono ripartiti prima di buio, io e mio marito dovevamo ancora prendere delle cose e ci siamo attardati un poco nelle stanze già fredde ed ora tornate silenziose.

Una bellissima gita, sono mancati solo gli asinelli fuori nel vicino campo di meli... spero che si faranno vedere una prossima volta... perché mi auguro che ci sia una prossima volta, anzi di più...

 
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PICCOLI PRINCIPI

Post n°1163 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SCEGLIERE

 


 

Ci stavo riflettendo da quando nacque Diletta...

Avevo sempre più chiara l'idea che il coinvolgimento sarebbe aumentato non solo per i suoi genitori, ma anche per noi nonni (diciamolo chiaramente, soprattutto per me). Tre bambini così piccoli non sono uno scherzo, nonostante l'aiuto di qualche babysitter aumentano occasioni, impegni e incastri di orari, visto che frequentano tre gradi di scuola diversi (nido, materna, primaria), senza contare gli imprevisti sempre in agguato! E vuoi rifiutarti di “ospitare” mia figlia a casa nostra per qualche ora, ogni tanto, così che si rilassa sul divano chiacchierando, mentre Diletta me la spupazzo io e gli altri due (se non sono a scuola) buttano all'aria tranquillamente lo scatolone dei giochi dei nonni che è sempre una novità fuori da casa loro...

Insomma, tutto si è fatto più faticoso da questa primavera, aggiungiamoci anche le incombenze dell'eredità, della casa nuova, l'essere sempre all'erta per le visite di chi potrebbe comperare la nostra (ma finora nulla di buono!)...

Io non ce la faccio, ho riesaminato l'uso del mio tempo, ho concluso che E' NECESSARIO TAGLIARE QUALCOSA!

E ho deciso, purtroppo: lascio i PICCOLI PRINCIPI.

Cioè quest'anno non farò il corso extracurriculare di teatro in francese per i bambini della mia ex scuola.

Lavorare con i bambini mi piaceva molto, mettere in scena uno spettacolo con loro mi piaceva moltissimo e alla fine ne ero sempre contenta, ma a costo di uno stress per l'organizzazione e una fatica personale che ogni anno è sempre più aumentata, come è aumentata anche la problematicità dei piccoli alunni... In questo momento particolare non mi occorre certo un volontariato che mi pesi così tanto: è un impegno e una responsabilità che non mi sento di continuare. Me ne dispiace, ma credo che non riuscirei a dare l'energia che serve per quel tipo di attività...

Mi resta come una spina nel cuore ciò che mi disse uno dei maestri che assisteva all'ultimo spettacolo: “Se sapessi quanto bene fai a questi bambini...” Lo so, me ne rendo conto, era un'opportunità che sfruttavano soprattutto bambini meno favoriti socialmente, essendo gratuita, ma in questo periodo proprio non mi sento le forze sufficienti, anche l'età avanza e tutto diventa più complesso. Ci ho pensato tanto, per tutta l'estate... mi era già venuta un'idea per la storia su cui lavorare quest'anno, poi alla fine proprio non me la sono sentita.

Tra i vestiti e gli accessori che ho usato in questi anni nei miei corsi, alcuni li ho dati ai miei nipoti per giocare, altri li ho portati al mio teatro delle Spiagge dove tengono corsi anche per i bambini, così sono sicura che vengono utilizzati. E...mai dire mai... se in futuro mi ricapitasse qualche altra occasione o collaborazione con qualche classe, dal teatro posso sempre riprenderli in prestito...

Qualcuno dirà: ci sono i nipotini! Certo, ma è una cosa diversa... fare la nonna è molto differente dal fare la maestra e soprattutto dal fare la maestra di teatro!

Per ora conservo i copioni, i video, le foto, i ricordi bellissimi di questa esperienza durata sette anni... forse ci saranno altre strade, altri percorsi d'ora in poi...


 

 
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