Creato da atapo il 15/09/2007
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CHE NOTTE

Post n°1364 pubblicato il 24 Agosto 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

DOWN

Una notte dai cento risvegli per dare la caccia alle zanzare che su di me hanno fatto cena di gala e anche qualcosa di più ...

...ogni risveglio con forte mal di testa a causa di un raffreddore estivo (grazie all'aria condizionata di bus e supermercati) che non riesce a sfogarsi, sfido io! Il rimedio sarebbe aria di mare per almeno dieci giorni...


Poi, quando finalmente dormo profondamente, ma sono già le 7,30, la radio-sveglia mi fa iniziare la giornata con la notizia del terremoto sugli Appennini, dalle parti dove viaggiammo nel 2012 tra i monti Sibillini.

Forse nel mio dormire male avevo inconsciamente "sentito" qualcosa delle scosse che molti hanno avvertito anche qui a Firenze?

Ed ho subito un brivido e il cuore in gola, il terremoto è quanto di più subdolo e angoscioso ci possa essere e dopo averlo provato forte a Ferrara mi fa ancora più impressione. E le notizie dei disastri e dei morti che aumentano si susseguono...

Come inizio di giornata non c'è male.

 
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GITE

Post n°1363 pubblicato il 21 Agosto 2016 da atapo
 

MA DOVE VAI...

 

Siamo tornati a Monte Senario. Stavolta ci abbiamo accompagnato la coppia di nostri amici bolognesi con cui ci incontriamo per una giornata ogni tanto, visto che da un po' le vacanze alle Canarie con loro non riusciamo a farle più...

Abbiamo notato che in tanti anni che abitiamo a Firenze, in tante volte che li abbiamo ospitati, fra i tanti luoghi belli fiorentini che gli abbiamo fatto conoscere... Monte Senario ci mancava!

E così eccoci lassù per qualche ora al fresco. Sono rimasti anche loro colpiti da quel luogo, abbiamo scoperto che c'è un nuovo sentiero (oltre a quello che percorrevo con i miei alunni) che attraversa altre zone di quel monte, forse una prossima volta lo collauderemo. Lassù in un giorno di metà settimana non c'è il pienone del weekend e l'atmosfera della foresta cupa e solitaria è ancora più affascinante: le pochissime persone che abbiamo incrociato ci salutavano, come si fa per i sentieri di montagna.

 

bosco a monte Senario

 

Quel giorno siamo rientrati a casa soddisfatti e ritemprati. Appena a casa ha telefonato mio figlio, ci invitava a passare una giornata al mare da loro il giorno dopo...

Tutta vita! Pensavo. Finalmente ci si movimenta un po'!

Ma la mattina successiva, già con lo zaino dei costumi pronto, sul piede di partenza, ecco una nuova telefonata di mio figlio: al mare aveva piovuto la notte, c'era vento forte e nuvoloni neri all'interno... chissà se sarebbero tornati sulla costa? Fare 150 Km e rischiare di trovarsi a prendere freddo e forse pioggia non ci sembrava intelligente, così abbiamo rinunciato. Sì, ci sono rimasta male, mi sono sentita un po'...xxx... una volta tanto che... Quel giorno è stato il giorno col tempo peggiore di tutta la settimana passata.

Abbiamo rimandato alla settimana prossima, vedremo se nella data scelta la sorte metereologica ci sarà più benevola.

 
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GATTI & C.

Post n°1362 pubblicato il 16 Agosto 2016 da atapo
 

THE DAY AFTER

Ferragosto alternativo... potrei chiamarlo con un po' di sarcasmo... dedicato principalmente ai gatti.

I figli con le rispettive famiglie sono partiti in vacanza, ogni figlio ha un gatto. Con Beto è ormai un'abitudine che tocchi a noi (me) accudirlo, una passeggiata quotidiana di 10 minuti fino a casa sua e l'ora d'aria per lui con pulizia della lettiera, rinnovo della pappa, razione di carezze e grattatine.

Chilly è "nuovo" e anche se l'organizzazione familiare prevede che mentre i padroni sono in vacanza lui vada in trasferta presso i suoceri pistoiesi, restava un "buco" di due giorni . Dato che noi siamo qui... in fondo una gitarella a Montelupo poteva essere un diversivo: avremmo anche innaffiato il loro giardino e raccolto per noi l'abbondanza dei pomodori ciliegini che sono cresciuti sulle loro piante. Chilly è timidissimo e quando ci sono ospiti si rintana sempre nel suo spazio preferito e irraggiungibile, un pertugio tra le valigie. Invece quando siamo arrivati la sua curiosità e forse la solitudine che sentiva lo ha fatto comparire, avvicinarsi, ha accettato una fugace carezza e si è installato ad osservarci da una distanza ragionevole. Si è lasciato perfino fotografare, mia nuora ha detto che è un grosso progresso.


 

E il giro a Montelupo è stata l'unica uscita di questo ferragosto, se si eccettuano le due messe quasi deserte dove perfino il prete era in vacanza e c'era un supplente.

Un ferragosto doppio, col fatto che domenica e lunedì sono stati due squallidi festivi che mi hanno rigirato il coltello nella piaga.

Se avessimo goduto ogni tanto di qualche distrazione, una pizza, una serata al cinema, una sagra, una gita, qualche altra scappata al mare, un'uscita a cercare le stelle cadenti, avrei sopportato come gli altri anni l'abitudine del marito al RINTANAMENTO perchè si sa che a Ferragosto c'è l'odiata confusione dappertutto, ma adesso che il mese di agosto è stato ancora più solitario e tristone del mese di luglio, io non ce l'ho più fatta!!!

Gli avevo proposto qualcosa... non mi risponde nemmeno, mi sono stancata di chiedergli. Lavoro, LAVORO, LAVORO: "Devo fare, devo fare..."

Poi alla fine delle giornate mal di schiena, mali dappertutto, insonnia notturna alle stelle e per recuperare dormite nelle ore più improbabili. Per riposarsi c'è la TV, i suoi amati telefilm sono stati sostituiti dalle olimpiadi, sacre perchè vengono ogni quattro anni e non si possono perdere.

Insomma, io ieri ho avuto un attacco di depressione spaventoso, non mi serviva cercare di ragionare sui soliti argomenti ragionevoli, non ne avevo proprio più voglia, anzi non avevo voglia di nulla, anche il cucinare una cena leggermente più elaborata del solito non mi ha dato alcuna soddisfazione. Avrei potuto approfittare per fare anch'io qualcosa qui in casa, e ce ne sarebbe, ma ora mi fa solo innervosire ancora di più. L'insonnia sta attaccando anche me.

Non vedevo l'ora che il nulla di queste giornate festive finisse.

E oggi... non è che sia cambiato molto, ma almeno c'è qualche autobus in più, anche se pochi, posso cercare di raccogliere le forze, se riesco, e andarmene a fare un giro oltre la casa di Beto...

 

 
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SULL' ALBERO

Post n°1361 pubblicato il 13 Agosto 2016 da atapo
 

PICCOLI INQUILINI

Tra i rami del leccio del mio giardino, quello che arriva all'altezza della finestra della mia camera da letto, l'estate scorsa scoprii il nido di tortore e i due "tortorini", così li chiamavo, prima di imparare a volare passeggiavano sui ponteggi dei muratori proprio davanti alla mia finestra.

A fine estate se ne andò tutta la famiglia alata, con la nuova primavera mi chiedevo se qualcuno sarebbe ritornato. Una coppia di tortore si fece vedere sui rami per alcuni giorni, mi sembravano giovani e pensavo che fossero i pulcini dell'anno prima venuti a rivedere la casa natia... Sparirono dopo poco.

Peccato! Mi dicevo che ormai per quest'anno niente ospiti sul leccio.

Invece una mattina si sentì un grande svolazzare tra le foglie, dal mio osservatorio nascosto della camera vidi che qualcuno era arrivato ed era deciso a restare: una coppia di colombacci, quelli che io definisco "da arrosto" si erano installati ed avevano iniziato a fare il nido, o meglio a sistemare, restaurare e ingrandire quel po' che era rimasto dall'anno scorso. Due bellissimi esemplari, grandi, dai colori vivaci e cangianti, con un bel collare di piume bianche e brillanti.

Per tutto quel giorno fu un'attività frenetica: lui andava e veniva con rametti nel becco e li trovava facilmente attorno al leccio in ciò che pomposamente chiamo giardino, lei li sistemava, li intrecciava nell'incavo tra i rami. Proprio quel giorno c'erano i nipotini a casa nostra ed erano eccitati a spiare da dietro le persiane... e dovevano fare silenzio per non disturbare...

Nei giorni successivi, calma assoluta: si intravedeva una sagoma grigia immobile, era in cova...

Non so dopo quanto si schiudano le uova, ma finalmente la sagoma grigia ha ricominciato a muoversi...

Ogni giorno controllavo dalla mia postazione e finalmente ogni tanto si intravedeva una pallottola piumosa che si agitava. Una o due? Non si capiva ancora, finchè, cresciuti velocemente, sono diventati ingombranti e due testoline ogni tanto si allungavano insieme al di sopra del bordo del nido.

Naturalmente ad ogni arrivo dei nipotini era prioritario un controllo silenzioso dietro le persiane e fu proprio Martino, che ci vede meglio di me, a scoprire che erano due!

Pochi giorni fa sono usciti da nido ed hanno cominciato a passeggiare lungo i rami, allargando ogni tanto le ali. I ponteggi non ci sono più, si devono accontentare. Ogni tanto arriva un genitore per nutrirli sul ramo: pescano col becco il cibo rigurgitato all'interno del becco dell'adulto.

Ed io spiavo e scattavo foto...

Peccato che i nipotini ora siano partiti per il mare, sarebbe stato interessante per loro vedere anche i pasti.

Stamattina... sorpresa! Non c'è più nessuno! Nido vuoto, rami vuoti. Hanno preso il volo! Chissà se stasera ritorneranno almeno a dormire o se la loro vita sarà vagabonda?

Ma ho letto che i colombacci possono fare anche tre covate prima del freddo... forse i genitori ci riproveranno nel nido sul mio leccio, la buona stagione è ancora lunga...

 

AGGIORNAMENTO SERALE:

poco prima del tramonto sono tornati e fino a buio hanno svolazzato sui rami degli alberi nella serie di giardinetti delle case a schiera o sulle tettoie, con molto impegno ma ancora con poco stile.

MA... uno dei gatti più o meno randagi che bazzicano per i nostri giardinetti li seguiva sotto gli alberi, col muso all'insù sperando di poter cenare con un piccioncino! Gli è andata male...

due nel nido

due sul ramo

l'ora della pappa


 

 

 
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NATURA o CULTURA ?

Post n°1360 pubblicato il 10 Agosto 2016 da atapo
 

ROSA



In questo periodo io e mia figlia ci siamo spesso scambiate informazioni e impressioni su Diletta e ci poniamo domande…

Fino a poco prima del suo secondo compleanno nel marzo scorso Diletta usava i giocattoli dei suoi fratelli: palle, macchinine, costruzioni, pupazzi di personaggi fantastici. A casa loro c'erano alcuni bambolotti, quelli che erano stati di mia figlia bambina: né Diletta né i fratellini ci prestavano particolari attenzioni, erano usati come gli altri.

Ricordo che quando Diletta compì un anno e qualcuno le regalò un servizio di piattini per bambole mia figlia mi sussurrò sbuffando:-Ecco, adesso si comincia con i giochi da femmina!- Ma i piattini non avevano avuto successo ed erano finiti in un cestone insieme ad altri oggetti.

Alla fine dell'inverno passato Diletta cominciò ad usare le “bamboline”, alcune piccole che avevano in casa, ma queste bamboline andavano a cavallo, salivano sui castelli o sulla nave dei pirati… Anche a casa mia toglieva le bamboline etniche che tengo nel mobile coi libri e giochi per loro, le voleva tenere tutte fra le braccia portandole in giro qua e là. -Così piccole sono alla sua portata-commentava mia figlia.

Poi ci fu la fase del Cicciobello, il pupazzo senza gambe, mezzo orsetto mezzo umano, che era stato di sua mamma: le avevano regalato un passeggino rosa con cui portava sempre con sé il povero mutilato.

Ma la svolta ci fu quando per il secondo compleanno le fu regalata una buffa torta di legno, tutta rosa, già divisa in spicchi: li poteva riunire per ricomporre la torta, metterci le candeline di legno, suddividere le porzioni e offrirle a… bambole o umani che giocavano con lei. Ecco che riscoprì i piattini dell'anno prima e da lì a diventare una premurosa “mammina” per i bambolotti di casa sua il passo è stato brevissimo. Ora è una perfetta mamma e donnina di casa, cura i bambolotti come figli, è molto accudente, ogni tanto:-Io puliscio.-e parte con strofinacci e acqua, fra la costernazione mia e di mia figlia che mai l'abbiamo indirizzata…

I giocattoli dei fratelli ormai non li considera più.

-Forse imita ciò che fanno all'asilo nido- ho ipotizzato, mia figlia mi ha risposto che all'asilo hanno giochi di tutti i generi e non è certo l'ambiente in cui indirizzino le bimbe verso certi comportamenti…

Contemporaneamente è scoppiata la passione per il colore rosa (“il losa”): sceglie sempre quello per primo, a cominciare dalle matite colorate e le brillano gli occhi al vederlo. Da un gelataio perse la testa per il gusto “pompelmo rosa” , che è molto raro a trovarsi, anche la fragola può andare, ma quel pompelmo continua a richiederlo ad ogni gelateria… Nel mio frigorifero scoprì una bottiglia di yogurt alla melagrana (colore: rosa!) che avevo trovato in un negozio marocchino e le piacque moltissimo, tanto che me lo richiede sempre (lei dice che è un succo di frutta), ma purtroppo non è proprio facile procurarlo. Naturalmente da me ha subito individuato un bicchiere di plastica ROSA e si raccomanda:-Nonna, il MIO bicchiere rosa.-

La bambola preferita di questo periodo è enorme, fatica a portarla in braccio, per cui ha preso il posto del Cicciobello nel passeggino, non aveva nome, io gliene suggerii diversi ma non le piacevano, poi proposi ROSA e… indovinate un po' come si chiama ora la bambola?

Se va con la mamma a comperarsi vestiti o biancheria naturalmente preferisce dove c'è almeno un po' di rosa quando la mamma le dice:-Scegli.- e lei risponde:-Sceglio io!-

Così un giorno che andammo tutti insieme ad un mercato, ma avevamo un po' fretta e non ci fermavamo alle bancarelle dei vestiti e simili, ad un tratto ha domandato un po' spazientita:-Ma quand'è che scegliamo?-

-Bene! Ci siamo dette, è già avviata sulla via tutta femminile dello shopping!-

Ci chiediamo allora, io e mia figlia, quanto di tutto questo venga dalle suggestioni di ciò che le sta attorno anche se noi non la indirizziamo, o quanto invece sia connaturato alla sua essenza femminile, qualcosa che c'è già innato… Vedremo gli sviluppi.

 
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LA MIA FRANCIA 8

Post n°1359 pubblicato il 05 Agosto 2016 da atapo
 

LES LANDES

 


Dopo La Rochelle, dovetti rimandare di qualche anno il mio appuntamento con l'Oceano.

Ci riprovammo nell'estate del 2003, in un viaggio in camper che ci avrebbe condotto laggiù, ma un po' più a sud..

Primo assaggio fu Bordeaux, visitata rapidamente e con difficoltà perchè il centro era sventrato dai lavori per la tramvia (toh, guarda, ora a Firenze c'è lo stesso problema...), lasciata con la solita promessa finora vana:. "Ci torneremo in un momento migliore".

Comunque in quell'estate non erano le città importanti ad attirarci...

Mio marito era attirato, come sempre, dagli "chateaux" vinicoli e conseguenti acquisti e se ne tolse la voglia attorno a Bordeaux, nella zona del Medoc che dopo la città dovemmo attraversare per arrivare finalmente all'oceano.

 


 

Così scoprimmo Les Landes, una regione naturale talmente bella da togliermi il fiato.

Immaginate un territorio grande all'incirca come la Toscana, confrontai sull'atlante, ricoperto quasi completamente da pinete, poi laghi costieri, spiagge infinite, dune altissime che separano dall'oceano.

Un territorio che nel passato era paludoso, poi bonificato attraverso queste immense foreste di pini marittimi che hanno permesso nell'interno lo sviluppo dell'agricoltura.


 

Ma i turisti, come eravamo noi in quell'inizio di agosto, apprezzano soprattutto la costa...Vi sono centri balneari molto ricercati: Lacanau, Cap Ferret, Biganos, Mimizan, Biscarrosse... I due luoghi più famosi della costa sono il Bassin d'Arcachon, una enorme laguna famosa per gli allevamenti di ostriche e la Dune du Pilat, uno dei siti naturali più affascinanti di Francia, dicono: è una duna costiera lunga quasi tre chilometri, larga 500 metri, alta sui 100 metri... Da lassù il panorama su tutta la zona è unico... dicono, perchè purtroppo noi non ci salimmo ed è stata una delle rinunce che mi è dispiaciuta di più.

Nei giorni del nostro arrivo laggù, ad inizio agosto del 2003, ci fu in tutta Europa quella terribile esplosione di calore... che poi iniziò a diventare più frequente nelle estati successive. Ogni giorno le temperature arrivavano a 40°, mai successo in quel clima oceanico, nel nostro camper senza aria condizionata era un problema, mio marito stava peggio di me, dovevamo assolutamente sostare in luoghi ombreggiati... che non era semplice trovare nè in campeggio nè in aree attrezzate per camper, perchè in pieno periodo turistico tutti i posti buoni erano occupati.

Ricordo che facemmo il giro del Bassin d'Arcachon, termometro fisso sui 40°, senza trovar da fermarci fino alla cittadina di Arcachon, dove parcheggiammo alla meglio e scappammo letteralmente dal camper, passammo il resto del pomeriggio spossati su una panchina all'ombra nel giardino pubblico, mangiando gelati e bevendo acqua dalla fontanella. Poi costeggiammo la duna del Pilat: non c'era da fermarsi, strapieno di turisti, proseguimmo fino al primo campeggio in pineta che aveva un posto ancora libero, pagato come l'oro, ma finalmente all'ombra.

-Torneremo alla duna uno dei prossimi giorni- dicevamo, ma quel giorno deve ancora arrivare... continuava a fare troppo caldo per affrontare quella scalata...

bassin d'Arcachon

dune du Pilat

A parte queste disavventure, ricordo quei giorni e le soste in vari punti della regione con tanto piacere: le onnipresenti piste ciclabili attraverso la pineta ci conducevano alle spiagge oppure dalla parte opposta sulle rive ombreggiate dei tranquilli laghi costieri. Ogni mattina ci svegliavamo immersi in una nebbiolina che nei primi giorni ci faceva temere il maltempo, ma poi capimmo che era l'umidità dell'oceano, si dissolveva in poco tempo sciolta dal sole che si alzava tra i pini con riflessi quasi da sogno...

 

Le cittadine erano molto piacevoli anche se un po' invase dai villeggianti (perfino qualche Italiano), costruite sulle antiche dune costiere, per cui alcuni quartieri hanno strade... in salita, prima di arrivare a vedere l'Oceano.

Già, finalmente l'Oceano: mi piaceva fermarmi prima di scendere alla spiaggia, lungo i sentieri tra gli arbusti delle dune, per abbracciarne con lo sguardo tutta la vastità, o per vederlo scintillare molto in fondo ad una specie di deserto paludoso nella bassa marea...


 

Le maree infatti la fanno da padrone e regolano le attività marittime e balneari: dappertutto si trovano affissi gli orari delle maree e su questi è bene decidere quando scendere in spiaggia o fare il bagno. Scoprii che in certi orari è proibito perchè pericolosissimo: ci sono le baïnes, delle specie di gorghi che si formano in momenti ben precisi dell'alzarsi e abbassarsi dell'acqua e i bagnini con i loro potenti fischietti fanno uscire tutti dall'acqua quando arriva l'ora x.

Laggiù mi innamorai del surf: ammiravo per ore le evoluzioni dei surfisti, scoprii il bodyboard in cui sono esperti tutti i bambini francesi e la possibilità anche per me di scivolare sulle onde stesa sulla tavola... Nelle librerie dei paesi c'erano tantissimi libri sul surf e mi piaceva leggiucchiarne ... la teoria, finchè presi il coraggio a quattro mani e passai... alla pratica: sotto lo sguardo tra lo scettico e il compassionevole di mio marito mi comprai la tavola da bodyboard adatta a me e... mi divertii ancora di più!!!


 

Insomma, peccato che Les Landes siano così lontane, ci tornerei al mare ad ogni estate!

Qualche anno fa uscì un film francese: "Les petits mouchoirs", in italiano tradotto in "Piccole bugie tra amici". Lo andai a vedere ed ebbi letteralmente un tuffo al cuore quando mi accorsi che la storia del gruppo di amici in vacanza era ambientata proprio nelle Lande, rividi le pinete, le spiagge, la luminosità, risentii dentro di me la bellezza di quegli spazi e tanta, tanta nostalgia...


 
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SACRO E PROFANO

Post n°1358 pubblicato il 01 Agosto 2016 da atapo
 

DAI  SANTI   AI  GITANTI

Circa alla metà del 1200, sette giovani nobili fiorentini dopo aver dato ai poveri i loro beni, come san Francesco, decisero di ritirarsi a fare vita da eremiti e si stabilirono in alcune grotte tra i boschi di una collina quasi montagna, a circa 20 chilometri a nord di Firenze. La loro fama di santità faceva salire lassù i devoti, venne costruita una prima chiesetta, poi un convento che nei secolì subì danni, traversie, rifacimenti con stili e ambienti aggiunti e sovrapposti. I sette santi fondatori dell'ordine dei Servi di Maria sono molto popolari tra i cattolici fiorentini e molto amato è questo loro primo convento di Monte Senario che ancora oggi è aperto e abitato dai frati dell'ordine. Pellegrinaggi e passeggiate lassù in mezzo a folti boschi di macchia, di abeti e di agrifogli sono una abitudine di molti Fiorentini.Dallo spiazzo del convento esposto a nord si ammira tutta la vallata del Mugello.

 



Tutto questo me lo raccontava, nei primi anni del mio stare a Firenze, il collega insegnante che lavorò con me per otto anni e con pazienza ed entusiasmo mi aiutò ad ambientarmi nella nuova città. Diceva che d'estate quando aveva troppo caldo a Firenze lui saliva a Monte Senario e passava qualche ora al fresco, leggendo un libro o conversando col priore. Lui, ateo incallito, trovava lassù una pace speciale. Questo luogo per me divenne un po' mitico e gli chiesi dopo qualche anno di organizzare lassù una gita di classe. Ne fu felicissimo, un bel mattino di maggio partimmo in due classi da Firenze, la corriera di linea ci avrebbe portato fino all'ultimo paese (Bivigliano), poi saremmo saliti a piedi per alcuni chilometri fino al convento, lassù spiegazioni, pic nic, giochi e ritorno di nuovo con la corriera.

Ma non andò tutto come previsto.

Il viaggio in corriera di mattina presto provocò un forte malessere in una bambina e arrivati a Bivigliano capimmo che non si sarebbe ripresa per continuare la gita a piedi. Il maestro telefonò (dal posto pubblico, erano gli anni '80, niente cellulari) ai genitori che sarebbero venuti a riprenderla.

-Nel frattempo, ci disse, io resto con lei, ma voi potete cominciare a salire lentamente con gli altri, poi vi raggiungerò.- Lungo il tragitto, poco sotto la strada, un breve sentiero ci avrebbe condotto ad una ghiacciaia rinascimentale, una specie di grotta metà naturale metà artificiale dove si raccoglieva la neve d'inverno, da cui i Medici prelevavano ghiaccio che veniva portato nelle loro ville di Firenze e del contado per stupire gli ospiti ai banchetti principeschi. C'era in programma di farci una piccola sosta per mostrarla agli alunni.

Il maestro diceva che era tutto molto facile, potevamo fare anche senza di lui... così partimmo, arrivammo alla ghiacciaia in mezzo al bosco... stupore, racconti, domande...

Poi continuammo per il sentiero che avrebbe dovuto farci ritornare sulla strada carrabile e salire al monte. All'inizio fu un grande entusiasmo, in mezzo al bosco fitto era un'esperienza nuova per molti bambini, arrivammo a una radura che a tutti ricordò quella descritta in un romanzo per ragazzi, "PelleRossa" che stavamo leggendo proprio in quel periodo e ci pareva di essere entrati nella storia, ma dopo il percorso non finiva mai, il sentiero diventava più impervio, i bambini erano affaticati e iniziavano a lamentarsi... io e le colleghe dell'altra classe cominciammo a temere di aver capito male le spiegazioni del maestro sul cammino da seguire e... dove saremmo finiti? Niente cellulari all'epoca, già immaginavo la cronaca: "due classi disperse ..." e le nostre responsabilità di adulti... Io, come faccio nei casi disperati, tentai di orientarmi col sole e intuii che anzichè salire diretti stavamo lentamente salendo ma facendo il giro intorno al monte... sperai con tutto il cuore di incrociare al più presto una strada di qualsiasi genere che arrivasse al santuario dal lato opposto... Infatti, dopo circa due ore di cammino nel bosco fitto, fu così e quando tornammo a mettere i piedi sull'asfalto e a vedere di nuovo la costruzione in alto, molto in alto... ringraziai sentitamente i Sette Santi Fondatori! Lassù in cima c'era il maestro che scrutava preoccupato la vallata e quando ci vide si mise ad agitare le braccia prima di correrci incontro lungo l'ultimo tratto che, manco a dirlo, era tutto al sole! Il resto della gita andò splendidamente, ai bambini facemmo credere che il giro nel bosco fosse stato programmato e per loro fu l'esperienza più emozionante della giornata...

 


 

Anni dopo, quando il maestro non lavorava più con me, pensai di riportare a Monte Senario la classe quinta che avevo, rifacendo quel percorso emozionante in mezzo al bosco. Stavolta però per sicurezza mi accordai con una guida del WWF: lui disse che era una buona idea, il giro era molto interessante e lui ci avrebbe spiegato notizie naturalistiche sull'ambiente... Così stavolta potei godermelo senza preoccupazioni, nei bambini ritrovai lo stesso piacere e le stesse emozioni di quelli che c'erano stati cinque anni prima...

In quegli anni presi anch'io l'abitudine d'estate di salire qualche volta con la corriera al mattino, fare la strada a piedi (quella breve, senza sbagliare), restare lassù al fresco fino al pomeriggio, rincasare per cena... A volte andai con i miei figli, più spesso da sola. E' un luogo che ristora, lassù sei portato a incontrare te stesso, a ripensare alla tua vita, si torna a Firenze e si sta meglio non solo fisicamente... So che anche per altri conoscenti è così...

Forse un piccolo miracolo i Sette Santi lo hanno fatto anche ieri: mio marito si è convinto a sfuggire per qualche ora il caldo insopportabile della città e a salire lassù, a rifugiarci in pineta fino al tramonto. La pineta, come sempre nelle domeniche estive, era affollatissima di persone che cercavano il fresco come noi.


 
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CASANOVELAS ESTIVE

Post n°1357 pubblicato il 30 Luglio 2016 da atapo
 

GODOT  DI  MEZZ' ESTATE

 

 

E' la fine del mese di luglio e non me ne sono nemmeno accorta.

L'estate è arrivata al suo giro di boa in questa atmosfera appiccicosa e come sospesa in giorni più o meno tutti uguali, che non sanno quasi di nulla, con ben poco da segnalare.

Aspettando… Godot e…

... il ciclo giornaliero della calura insopportabile che blocca dalle 10 del mattino fino a tarda sera quando si possono riaprire porte e finestre, innaffiare le piante esauste nel cosiddetto giardino, fare l'ultima doccia per affrontare la notte sempre troppo calda...

... le telefonate di varie maestranze che dovevano finire alcuni lavoretti alla casa, promettendo vagamente “Verremo appena possibile”, quando chiamano dicono che è possibile proprio nei giorni in cui noi avevamo tentato di fare altri progetti…

...tipo andare al mare: una nostra amica che ha preso l'ombrellone per tutta la stagione a Lido di Camaiore era partita in viaggio e ci aveva offerto di utilizzarlo nei giorni in cui lei era via… solo due volte abbiamo potuto farlo, perché naturalmente i muratori erano liberi proprio in quel periodo, se non si “accoglievano” chissà quando li avremmo rivisti...

... i lavori alla casa che ora fa mio marito, impianti elettrici, spostamenti di cose sue che devono tornare nel casotto esterno regno del bricolage: quindi fili e attrezzature sparsi dappertutto, gli orari dei pasti variabilissimi perché “aspetta che devo finire”. Così guai a parlare di gite fuori porta! In altre stagioni avrei cercato di fuggire, uscire di casa il più spesso possibile, ma ora con questo caldo sarebbe un suicidio, mi sono accorta che l'età mi sta regalando che non mi senta bene fuori se fa troppo caldo e allora ecco la convivenza forzata che arriva anche a esasperarmi tra le stanze-cantiere, la TV sempre accesa su ogni genere di telefilm, soprattutto serie americane dai gialli ai revival di decine di anni fa…uguale a sua madre in questo e mi tornano in mente i mesi passati con la suocera e i suoi telefilm… Arriva alla sera che naturalmente è distrutto, talvolta gli ho proposto di uscire col fresco per un gelato o un film nelle arene, come succedeva (di rado, ma almeno…) gli altri anni, ma è troppo stanco e non gli va, allora ancora telefilm o computer fino a notte fonda visto che la sua insonnia è aumentata…

...insieme al nervosismo perché dopo mesi di silenzio si è “riattivata” la questione eredità, ma non in senso positivo, che diamine! Intrecci di mail di fuoco, telefonate eterne coi cognati, proposte, controproposte… si mangeranno tutto gli avvocati, credo io, altrochè contare sull'eredità per completare casa nostra, sarà già molto se non ci rimetteremo di tasca nostra!

Io invece dormo molto, sia al pomeriggio sia alla notte, nonostante il caldo: non ho molto altro di interessante da fare, a parte i lavori domestici che detesto e lo svuotamento di qualche scatolone residuo, sempre che per il contenuto si intraveda già un minimo di possibilità di sistemazione, cosa per nulla sicura. Dormire è dimenticare la realtà, sperare in bei sogni che non sempre arrivano o non sempre ricordo… Credo di essere esaurita anch'io.

Gestisco i due PC, collaudando le novità che ogni tanto a sorpresa mio marito continua a installare nel mio con la speranza di dargli un “elisir di giovinezza”, ma i risultati sono minimi.

E leggo, leggo tanto: rimettendo i libri negli armadi ho realizzato che per leggere tutti quelli che ho dovrei arrivare ad essere centenaria e non è affatto la mia aspirazione. Leggere è vivere molte vite, ha detto qualcuno, per me ora leggere è anche colorare un po' un'estate così scialba…


Uno scossone lo danno i nipotini: ogni tanto vengono da noi, poco perché causa i lavori in atto del marito la casa non è proprio a misura di bambino. Mia figlia li porta al mattino e se ne va per qualche incombenza o per fare la spesa. Al mattino il giardino è ancora in ombra e loro si possono scatenare all'aperto, stanno fuori anche a fare i giochi di società che scoprono nell'armadio che ho allestito per loro. Gli abbiamo montato uno scivolo di plastica che qualcuno ci aveva donato, dopo che con grande impegno i tre avevano pulito e lavato tutti i pezzi. Non dobbiamo perderli di vista, in quelle mattine il nostro compito è stare con loro, poi pranziamo tutti insieme quando torna mia figlia, insalatone di pasta fredda e succhi di frutta che corrono a fiumi… Dopo pranzo se ne vanno a casa per il riposino e anche noi nonni abbiamo bisogno di riposo, prima di affrontare il riordino e il riempimento della lavapiatti. Però, devo dire, per fortuna che ci sono loro a movimentare un po'! Fra poco andranno al mare, agosto per noi sarà ancora più solitario.

 
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IL NOME

Post n°1356 pubblicato il 26 Luglio 2016 da atapo
 

FLASH

 


 

Quando i nipotini ci telefonano l'inizio della telefonata è sempre una confusione di voci e di saluti, poi è Martino il primo interlocutore comprensibile, un po' il diritto di primogenitura un po' che lui è in tutti i casi quello che grida più forte e che fa più confusione. Poi ci passa anche gli altri due e le telefonate sono sempre molto lunghe.

Allora è da Martino che abbiamo avuto la notizia:

-E' un maschio! Abbiamo visto la fotografia!-

Traduzione: siamo andati con la mamma a fare l'ecografia e abbiamo visto che sarà un maschio.

Così 3 a 1, Diletta resta unica. Per il resto tutto a posto, pare che il nuovo cucciolo abbia la testa tonda come Martino e Diletta, le gambe lunghe come Damiano.

Mia figlia commenta che almeno c'è Diletta per scoprire e costruire un rapporto e una complicità tra madre e figlia.

Hanno tempo fino a dicembre per decidere il nome, nemmeno con gli altri fu una scelta veloce...

Ho chiesto ai due fratelli maggiori se avevano in mente qualche nome per il fratellino, Martino ha risposto: -Batman, Superman oppure Flash.-

Damiano più concreto vorrebbe Federico.

Ci hanno confessato che però questi nomi ai loro genitori non piacciono...

Per scherzo, quando parlo del nuovo bimbo a volte lo chiamo Flash: mi piace, mi fa allegria..

-Come sta oggi Flash?- Chiedo agli altri due e loro ridono.

 
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SCHIZOFRENIA DA PC

Post n°1355 pubblicato il 22 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

DUE

 

 

Qui ho scritto qualcosa, ma ciò non vuol dire che la situazione del mio computer si sia normalizzata....

Mio marito ha continuato ogni tanto a fare prove, tentativi, cambiamenti, ma senza risultati. La conclusione è che il mio PC è vecchio, sarebbe ora di cambiarlo, cioè mio marito rinnoverebbe il suo e quello che usa ora lo passerebbe a me... insomma, come al solito, per me di seconda mano.

Questo in teoria, perchè in realtà in questo momento i soldi per un nuovo computer non ci sono... Abbiamo ancora una marea di fatture da pagare, non si può andare in vacanza e si incrociano le dita perchè non capitino spese straordinarie inderogabili...

In pratica in casa ora ho "a disposizione" due computer e me li devo giostrare così:

quello di mio marito, se lui non deve usarlo, funziona abbastanza normalmente. Lì posso collegarmi a internet, leggere, rispondere, MA... non posso accedere a nulla delle mie cartelle, foto, documenti, nè scrivere file o scaricare foto da salvare in cartelle mie.

In questo caso devo per forza usare il mio computer, dove per fortuna il marito ha reso accessibili tutti i miei documenti dopo che erano diventati irraggiungibili nei primi tentativi di cure, MA... devo armarmi della santa pazienza di Giobbe per la lentezza esasperante, i blocchi continui ecc. di cui ho già parlato. Mi conviene tenermi accanto un libro da leggere nell'attesa dei tempi lunghissimi di reazione... E se aggiungo che il mio PC è in una delle stanze che ancora non hanno le persiane ed è rivolta a sud, restare seduta lì davanti a lungo con questa calura diventa proprio infernale in tutti i sensi. Mi fa passare ogni velleità.


Anche col cellulare non ho maggiore fortuna: dopo l'annegamento del mio storico ho tenuto per un po' quello che era di mia suocera, un modello preistorico che comperammo apposta per lei, con solo le funzioni essenziali: telefonate, messaggeria, rubrica. Eravamo in attesa di uno smartphone che avevamo ottenuto in omaggio con un abbonamento... Finalmente è arrivato, ma si sta rivelando un cesso: si scollega improvvisamente da tutto, i messaggi arrivano e partono quando gli pare, i modi per collegarsi a internet funzionano a singhiozzo, in compenso funzionano benissimo le pubblicità che riempiono metà schermo. Prima mio marito diceva che ero io la solita incapace, ora si sta convincendo che dovrà proprio comperarne uno decente e ha iniziato i confronti fra le innumerevoli proposte sul mercato. L'unica cosa che ho imparato e che funziona nell'attuale cesso sono le foto, compresi i selfie che ho provato per curiosità, e che posso subito inviarmi tramite mail, quando questa funziona.

Insomma, continua a non essere un periodo tecnologicamente facile per me...

 
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QUOTIDIANITA'

Post n°1354 pubblicato il 19 Luglio 2016 da atapo
 

PENSIERI



 

La sera del 14 luglio, quando stavo seduta ad un tavolino sulla piazza davanti all'Istituto Francese di Firenze e godevo della musica e del buon sapore di una crepe bretone, ad un tratto mi aveva attraversato la mente un pensiero:

"Ecco, questa è una situazione da attentati... Si festeggia proprio tutto ciò che QUELLI vogliono annientare... In ogni città della Francia si festeggia... chissà in quale potrebbe capitare...

Anche qui, è la stessa cosa, stiamo festeggiando uguale... ma forse non è così importante questo piccolo ballo in questa piccola piazza italiana..."

Avevo provato un brivido e mi ero guardata attorno in modo diverso da come facevo fino a un attimo prima: notavo che eravamo seduti verso il bordo della piazza, un amico ci aveva detto: -Perchè qui in fondo? Venite più in mezzo!-

-Perchè quando siamo arrivati in mezzo era tutto occupato!-

Ora invece ecco l'idea che se fosse successo qualcosa avremmo avuto una via di fuga più facile e ho controllato l'accesso alle strade che sbucano sulla piazza...

Poi avevo cancellato questi pensieri, ma al ritorno avevo ascoltato e visto in televisione la tragedia di Nizza... tutto mi è ritornato in mente nei giorni successivi e mi ha angosciato a lungo ancora di più.

Un caso, certo, ma casi simili mi erano già capitati, molti anni fa quando ero giovane, in seguito ad uno che mi colpì più di altri che avevo etichettato come "coincidenze" avevo deciso di non coltivare più certe mie sensibilità...


Comunque ci siamo dentro tutti, nessuno è al sicuro, me lo ricorda tristemente la quotidianità dei militari armati che pattugliano il centro di Firenze...

 
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NIZZA

Post n°1353 pubblicato il 15 Luglio 2016 da atapo
 

SE...

 

spiaggia di Nizza, foto scattata da me durante una passeggiata

 

Se questa fosse un'estate normale, è facile che saremmo andati col camper in Francia da cui manchiamo già da diverse estati.

Probabilmente saremmo partiti all'inizio di luglio pensando di fare un po' di soggiorno rilassante sul mar Mediterraneo in quel bel campeggino tranquillo poco dopo Nizza dove siamo già stati varie volte.

Poichè ormai conosciamo le abitudini degli abitanti d'oltralpe, sappiamo che il luogo resta tranquillo fino al 14 luglio perché è dopo la loro festa nazionale che i Francesi partono in massa per le ferie e affollano soprattutto le spiagge mediterranee, loro che per la maggior parte vivono in regioni più “nordiche” e fredde. Noi invece dopo il 14 luglio gli avremmo ceduto il posto e saremmo partiti verso nuove contrade dell'interno, come è già successo altre volte.

Però i fuochi della sera del 14 luglio saremmo andati a vederli: ne abbiamo ammirati tanti in tante città in cui abbiamo passato questa serata durante i nostri viaggi...

Quasi di sicuro avremmo scelto Nizza, così vicina, con quella lunghissima “promenade” dove c'è spazio per tutti a guardare i fuochi artificiali magari mangiando un gelato molto... italiano, perché Nizza resta italiana anche per quello.

Oppure mio marito avrebbe sbuffato: “Ancora i fuochi? Ma ne abbiamo visti tanti... E poi quelli Italiani restano sempre i migliori.”

Allora quasi di sicuro lui sarebbe rimasto in camper ed io avrei preso da sola il piccolo autobus che già altre volte mi ha portato a Nizza per delle passeggiate solitarie. Tanto i fuochi li fanno presto, verso le 22, e il servizio dei bus c'è anche per il ritorno e senz'altro ne approfitteranno molti turisti...

Se... e il destino è in attesa.

Ecco, oltre al dolore, i miei pensieri di stanotte, di stamattina.

Invece ieri sera ero a Firenze a festeggiare come l'anno scorso il 14 luglio nella piazza davanti all'Istituto Francese: c'erano musica, balli, vino, crepes e qualche amico ancora in città da salutare. Ce ne siamo andati prima che si diffondessero le notizie tragiche, abbiamo appreso a casa, dalla televisione.

E un'angoscia in più: l'amica regista che ha la mamma francese era partita una decina di giorni fa, mi aveva detto: “Sto un po' a Nizza dai miei parenti, poi vado in Lussemburgo da mia figlia.”

Dove si trovava ora? Come stava?

Stamattina presto le ho mandato un messaggio e non sono stata tranquilla finché non ho ricevuto la risposta: “Sono in Lussemburgo, ma triste.”

 

 
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LA MIA FRANCIA 7

Post n°1352 pubblicato il 11 Luglio 2016 da atapo
 

LA ROCHELLE

 


 

Già da diverse estati passavamo le vacanze in Francia: avevamo costeggiato il Mediterraneo (la Grande Bleue), assaggiato il Mare del Nord... ora mancava l'oceano!

Così un anno, decidendo all'ultimo momento come in molti dei nostri viaggi, attraversammo col camper quasi di corsa le grandi pianure del centro della Francia e senza una meta predefinita arrivammo all'oceano, fermandoci a La Rochelle.

La scelta era forse influenzata da ricordi di antiche letture che avevano affascinato me e mio marito per lungo tempo: la saga di Angelica, di Anne Serge Golon. L'eroina nel corso delle sue innumerevoli imprese passa in questa città  e da qui partirà ad un certo punto per sfuggire le mire del re di Francia e farsi una vita completamente nuova, ma sempre piena di imprevisti e avventure nelle terre appena scoperte dell'America del Nord.

Ecco perché ci attirava questa città: per noi era un percorso letterario prima di tutto.

Trovammo posto col camper in un'area tranquilla poco fuori dal centro storico che potevamo raggiungere comodamente in bicicletta o in autobus. Quasi sempre in autobus, andò a finire, perché anche se era di luglio beccammo una settimana di maltempo terribile. Piogge quotidiane e se non pioveva c'era vento freddo e piuttosto violento.

Però apprezzai lo stesso questa città marinara dalla storia turbolenta come l'eroina dei romanzi: dalla navigazione e dal commercio trasse nei secoli la sua ricchezza, dal suo essere roccaforte dei protestanti francesi venne la sua rovina, perché fu completamente distrutta dal cardinale Richelieu nel perseguire la riunificazione politica della Francia verso il potere assoluto. Ci mise poco però a risollevarsi e a tornare florida grazie ai commerci col nuovo mondo: dal suo porto partivano navi dirette alle Antille e al Canada, i possedimenti coloniali francesi, ed era un via vai di merci e di avventure.

I coloni si imbarcavano per le terre selvagge del Canada e si parla anche di ragazze intrepide della Rochelle che attraversavano l'oceano per raggiungerli laggiù e sposarli. C'è una canzone popolare che ricorda questi viaggi di donne che solcavano i mari:

“Le belles filles de La Rochelle ont armé un batiment

pour aller faire les courses dedans les mers du levant...”

La canzone prosegue con varie strofe inneggianti alle loro doti... anche con qualche doppio senso... Ce n'è più di una versione, più o meno... spinte, come capita spesso nel canti popolari...Trovai laggiù una bella cartolina col testo completo, solo diversi anni dopo quando ci fu Youtube riuscii a scoprirne anche la musica.



La maggior parte del centro storico ha edifici dal 1600 in poi, in pietra chiara, molto eleganti e, oh gioia, con moltissimi portici! Quasi come la mia Bologna! Senza questi girellare col maltempo sarebbe stato impossibile! Ma spossati dalla pioggia fu l'unica città in cui visitammo diversi musei: di solito la prima volta in una città sconosciuta preferiamo vedere “gli esterni”, ma lì era l'unico modo per passare le ore all'asciutto. L'offerta era varia e allettante: cito il museo delle belle arti, il museo degli automi, ma quello che mi affascinò di più fu il museo del nuovo mondo, documenti, oggetti, immagini che tracciano una storia accurata dei rapporti tra la Francia e le Americhe nei secoli delle conquiste coloniali e delle emigrazioni. E per me, appassionata delle popolazioni Pellerossa e della loro storia, fu una visita indimenticabile!

 


 

Ora La Rochelle è un importantissimo porto turistico sull'Atlantico, l'entrata ai bacini più antichi è protetta da due possenti torri storiche che sono il simbolo della città: la torre della Catena e la torre di San Nicola. Il porto è naturalmente una zona vivacissima e soprattutto d'estate è una festa dietro l'altra, noi capitammo durante le Francofolies, ogni sera un concerto di cantanti famosi, che noi, se non pioveva e se non eravamo troppo stanchi, ascoltavamo dall'esterno...




Al mercato scoprii e assaggiai per la prima volta le ostriche: enormi, provenienti dall'Atlantico...

E l'oceano? Quello che desideravo tanto conoscere riuscii a godermelo ben poco col maltempo: un pomeriggio quasi di sole facemmo un giro in bici lungo la pista che costeggiava l'oceano verso le spiagge inutilizzabili per il vento, percepii una vastità e imponenza... ma avrei dovuto aspettare ancora qualche anno per fare amicizia...

Di fronte alla città ci sono alcune isole importanti: ile de Ré, ile d'Oleron, ile d'Aix, avrei voluto visitarle, ma a quell'epoca mio marito aveva l'angoscia di soffrire il mal di mare e rifiutava categoricamente di metter piede su un'imbarcazione. Inutile chiedere e discutere...

Invece il maltempo ci spinse a conoscere “a fondo” gli enormi centri commerciali attorno alla città... sono importanti e istruttivi anche quelli...

Rientrando in Italia dicevamo che La Rochelle ci era piaciuta moltissimo, che avremmo dovuto tornarci con la stagione migliore... non ci siamo più tornati.

Per me questa città è rimasta come qualcosa di incompiuto… come un amore a cui ho detto “Aspettami”, ma che finora non ho potuto ritrovare...

 

 

 

 
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MAH !

Post n°1351 pubblicato il 05 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

PARERE  TECNICO

"Ogni volta che provo a metterci le mani... trovo sempre dei casini nuovi!"

Questo il commento ultimo di mio marito che ogni tanto passa un po' di tempo a cercare di far rinsavire il mio computer.

Pare che Libero abbia sviluppato un'allergia incontrollabile al mio PC... o, mettiamola diversamente, il mio PC è troppo vecchio per sopportare Libero. E questo problema danneggia tutto il resto.

Così siamo sempre in alto mare, cioè io sono ormai un naufrago quasi affogato, perchè adesso sono fuori uso anche tutti i file che non c'entrano niente con internet, cioè i documenti, le foto, gli scritti, tutto inutilizzabile...

 
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IN CURA

Post n°1350 pubblicato il 01 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

CI  SIAMO

Mio marito ha smontato, vivisezionato, passato al setaccio tutto il mio computer e...

...l'ha lasciato lì, non funzionante, in attesa di nuove prove, nuovi aggeggiamenti, nuovi... non so nemmeno io cosa!

Perchè naturalmente ha altro di più urgente da fare, "altro" che aveva lasciato a mezzo precedentemente!

Così mi è negato l'accesso a questo "passatempo" che per me è anche molto di più...

Finchè va così, qui passerò ancora meno, solo un'occhiata quando è disponibile il PC di mio marito. Vabbè, mi dedicherò di più alla lettura, però sono tristissima, quasi in crisi d'astinenza.

 

 

 
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TRE PIU' UNO

Post n°1349 pubblicato il 28 Giugno 2016 da atapo
 

NOTIZIE SPARSE DALLA TRIBU'

 

Klimt, Speranza II

Diletta, per non essere da meno dei suoi fratelli, nei giorni scorsi ha avuto il suo battesimo all'ospedale pediatrico Meyer: è caduta in casa, buco in testa, sangue e spavento, tre punti sopportati con coraggio e self control, ha detto la mamma. Per fortuna sono dietro, anche se rimarrà una cicatrice sarà nascosta sotto i capelli.

Damiano nelle scorse giornate torride ha preso il suo annuale colpo di calore: alle prime giornate di caldo improvviso gli viene un attacco di febbre alta e non c'è cappello né acqua di borraccia che finora l'abbia impedito. A casa lo tengono protetto, ma alla scuola materna ci stanno meno attenti ed ecco che un giorno ritorna a sera rosso come un peperone e con la febbre... e ci risiamo! Ora sta quasi bene, ma a scuola non c'è più tornato, per precauzione, perchè la tribù dovrebbe partire sabato per una settimana al mare e deve assolutamente essere in forma.

Martino dopo la chiusura della scuola (promosso con tutti 9, 10 in matematica e 8 in musica) va ai centri estivi e dice che si diverte più dell'anno scorso. Non ha iniziato subito però: mia figlia, che è già a casa dal lavoro per gravidanza a rischio, gli ha lasciato una settimana di vera vacanza in cui ha potuto godersi la mamma come se fosse figlio unico. Sono venuti anche da noi dove Martino ha scoperto con grande entusiasmo la collezione di album a fumetti del nonno e si è immerso nella loro lettura...

-Se lo merita, ha detto la mamma, quest'anno non si è mai ammalato e ci sono stata così poco solo con lui.-

Svantaggi della primogenitura... E quando arriverà il quarto bebè il tempo sarà ancora più da suddividere.

Già, il quarto: dal mese prossimo si potrà sapere se è maschio o femmina, origliando alla porta della loro cameretta una sera prima che si addormentassero mia figlia li ha sentiti parlare di questo nuovo arrivo, convenivano che sarebbe meglio una femmina per essere pari, due e due. I due grandi non hanno mostrato particolare entusiasmo all'annuncio quando la pancia della mamma ha cominciato a farsi evidente: Damiano diceva che c'era UN FIGLIO, non lo considerava un fratello, Martino chiamava QUELLA LI' DENTRO indicando la pancia della mamma. Certo i loro spazi sono così ristretti che ci vorrà pazienza e adattamento per tutti...

Comincia anche il toto-nomi. Diletta ha già idee chiare e decise: se è maschio si chiama FRATELLINO e se è una femmina SORELLINA. Non ha ancora interiorizzato che occorre qualcos'altro...

Un giorno eravamo dall'ortolano, io, mia figlia e Martino. L'ortolano, mentre offriva a Martino le pesche, gli ha chiesto:-Sei contento che arriva un fratellino? Così sarete in due!-

Risposta di Martino:-No! Saremo in quattro!- e gli ha aggiornato lo stato di famiglia.

L'ortolano è sbiancato, ha deglutito... a stento ha fatto le sue congratulazioni e tanti, tanti auguri.

Commentando con mio marito l'episodio notavamo che:

all'annuncio del primo figlio la gente si rallegra, si congratula ecc.

all'annuncio del secondo dice:- Bene, così si fanno compagnia.-

al terzo: -Ma che bravi!-

al quarto qualcuno resta choccato e il commento più frequente è -Che coraggio!-

 

 
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UFFA !!!

Post n°1348 pubblicato il 26 Giugno 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

LIBERO REMA CONTRO

Will Barnet, Donna del mare

Ultimamente da queste parti passo meno e mi soffermo più brevemente.

Non tanto a causa di impegni improvvisi o di incombenze domestiche e familiari, ma per colpa di Libero. Per qualche motivo finora sconosciuto quando mi collego a Libero cominciano i guai, sia nella community sia nella gestione della posta: tutto rallenta, sia il passaggio da una pagina all'altra sia lo scorrere della schermata, oppure dopo molti secondi di immobilità procede a scatti rendendo quasi impossibile la lettura continuativa perchè magari salta in fondo alla pagina, se clicco da qualche parte nel momento in cui si decide a "muoversi" apro finestre o faccio cose indesiderate. Ugualmente se scrivo il procedere a scatti fa comparire le parole battute dopo diversi secondi, anche una frase intera tutta in una volta e se devo correggere è un supplizio di attese.

Quella rotellina in alto che gira, che gira... prima di risolversi se obbedire ai miei ordini o se continuare in eterno perchè tutto si è bloccato... mi fa innervosire...

E se prima il fenomeno era saltuario e sopportabile, magari accadeva dopo che avevo tenuto acceso il pc a lungo e avevo viaggiato in altri siti, via via si è fatto più intenso e frequente, ora è arrivato al punto che quando accendo e passo subito su Libero almeno per leggere la posta dopo pochi minuti inizia il rallentamento e la situazione precipita, al punto che non mi riesce a fare nulla se non con attese eterne e il rischio che si blocchi tutto e mi tocchi spegnere e riavviare il pc, meglio se dopo aver atteso un bel po'.

Se voglio navigare da altre parti, mi conviene farlo subito appena acceso il computer, quando poi da altri siti tento di passare a Libero, è come se di colpo il collegamento mettesse il freno a mano e... siamo alle solite! E ultimamente anche su altri siti va peggiorando, addirittura su Youtube spesso non riesco ad ascoltare la musica, è come un contagio e compare la scritta malefica "uno script presente in questa pagina ha smesso di rispondere ecc ecc" come era già successo tempo fa (fenomeno che nemmeno il tecnico marito sapeva spiegarsi) e poi aveva smesso misteriosamente e tutto si era normalizzato.

Capite che è uno stress "lottare" così, tutta la piacevolezza dello scrivere, del leggere dagli altri e commentare... tutto va a farsi friggere! Mi dispiace molto che questo luogo che mi fa così piacere, mi distrae e mi dà le soddisfazioni di incontri e scambi, ora mi crei tanti ostacoli soprattutto in questo periodo così poco entusiasmante della mia vita

Mio marito dice che è il momento di installare un nuovo sistema operativo e che presto lo farà, ma i suoi "presto" sono dipendenti dalle sue liste d'attesa dei lavori IMPORTANTI che deve fare e in questi tempi in casa di lavori importanti per lui ce ne sono parecchi... Dice che quando lo farà il mio computer sarà inutilizzabile per circa due giorni... pazienza, se almeno servirà a farlo guarire!

E vedremo DOPO: quando fa modifiche grosse al mio pc dopo ho sempre avuto bisogno di un certo tempo per capire e padroneggiare tutte le novità che via via scopro nelle sue innovazioni...

 
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SOLSTIZIO

Post n°1347 pubblicato il 22 Giugno 2016 da atapo
 

LUNA DI FRAGOLA


 

E' il nome che i Pellerossa hanno dato alla luna piena di giugno, il mese in cui facevano la raccolta delle fragole. Quest'anno la luna piena ha coinciso con il solstizio, era dal 1967 che non succedeva e si ripeterà solo nel 2062... e considerando che a quell'epoca io avrò certamente... cambiato dimora, mi è convenuto ammirarla ora, questa luna piena nel giorno più lungo dell'anno.

L'inizio dell'estate è sempre affascinante: la luce sembra non calare mai, un pomeriggio interminabile e la meraviglia nello scoprire a un tratto che l'orologio invece ha continuato a camminare... Se poi il tempo è bello la sera è tiepida e il momento di coricarsi si allontana: si ha voglia di mare, di lucciole, di affetti...

Luna di fragola fa sentire il sapore dolce di questo frutto, come la dolcezza che si vorrebbe nella vita e nell'estate in particolare.

Ho scoperto che in questi ultimi anni la sera del solstizio d'estate l'ho spesso trascorsa fuori casa: al piazzale Michelangelo, in una casa di campagna con amici tra i colli fiorentini, al circolo dei Canottieri per la cena-spettacolo sull'Arno... E' capitato così, per coincidenza, un'uscita che diventa la celebrazione d'inizio estate.

Anche quest'anno: ieri sera ero in pizzeria con i colleghi del teatro di Brecht. Una serata piacevolissima, abbiamo formato davvero un gruppo simpatico e tutti speriamo di continuare il sodalizio nel futuro. Qualcuno ha ricordato che l'ingresso dei nuovi attori provenienti dalla scuola di teatro delle Spiagge è stato merito mio che li ho presentati alla regista, tutti sono ora contenti di lavorare ancora insieme e mi hanno ringraziato.

La regista ha aggiunto che fare Brecht era da tempo il suo sogno, ma non aveva ancora trovato l'attore giusto per la parte del protagonista. Quando l'anno scorso mi raccontò questo, io le dissi: "Forse conosco qualcuno che mi sembra adatto...", poi tra lei e il mio amico attore delle Spiagge, appena si telefonarono, scattò subito un grande "amore" professionale... e ieri sera ci ha ricordato questo colpo di fulmine!

Così ci ritroveremo in settembre e qualcosa di nuovo già bolle in pentola: forse repliche di Brecht, collaborazioni con associazioni, nuove sceneggiature... una l'ho proposta ieri alla regista, le darò il libro di storie su cui mi piacerebbe lavorare e lei vedrà se è fattibile, se le viene qualche ispirazione...

Alla fine baci, abbracci, saluti e auguri di BUONA ESTATE.

Che estate sarà per me? Io non ho progetti, pare che neppure ci saranno quelle CONCLUSIONI che vorrei tanto quindi per ora mi basta arrivare alla fine di ogni giornata senza troppi contrattempi... e che sia finalmente avviata un po' di stagione calda veramente estiva, come è stata in questi ultimi due giorni...

 
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IN GITA

Post n°1346 pubblicato il 20 Giugno 2016 da atapo
 

                   CAFFE'  AL  CASTELLO

Dove inizia l'Appennino, sulle prime colline attorno alla città di Parma... un castello, che domina la vallata e il corso del fiume...


Langhirano, castello di Torrechiara

Un incontro con l'amica che vive e lavora in questo castello, gita da tempo pensata, semi-organizzata, sempre rinviata...
Un imprevisto nelle organizzazioni familiari fa “precipitare” la situazione e in poche ore eccoci in auto per Parma: ora o chissà quando!
Un servizio da caffè vintage che ha “viaggiato” da Bologna a Firenze e adesso è tornato verso nord... e mi pare che si intoni bene con l'ambiente castellano.
Un'abbuffata di tortelli, di prosciutto, una carrellata di assaggi di squisite salsine e marmellate fatte in casa dall'amica castellana...
Una rigenerante passeggiata nel verde e nella tranquillità del piccolo borgo sotto le mura...
La visita  al castello, la narrazione dell'amore di chi ci abitò e ne fu padrone all'inizio della sua storia...
La meraviglia della Stanza d'oro, in cui quella storia d'amore è raccontata per immagini...




Un grande cane dolcissimo ed una piccola gatta morbida, bianca e rossa...
Ma soprattutto la bellezza dell'incontro e dell'amicizia che si rinnova dopo molto tempo e molti fatti da raccontare...
Ecco la trama di una domenica  in cui  la pioggia ci è stata risparmiata, in questo giugno così poco estivo, più autunnale che primaverile.
Grazie Margy per la bellissima giornata!


 
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FINE SCUOLA

Post n°1345 pubblicato il 15 Giugno 2016 da atapo
 

FESTE e DIPLOMI

Fine della scuola!

Ancora una volta: una vita fa come alunna, poi come insegnante, adesso come nonna!

L'asilo nido e la scuola materna restano aperti fino al termine di giugno, per la gioia dei genitori, però le “cerimonie” di chiusura dell'anno scolastico si sono già svolte, dato che in giugno molti bimbi non frequentano, partono per il mare, la maggior parte affidati ai nonni. Non è il nostro caso...

Così c'è stato il pomeriggio di festa al nido di Diletta: pare d'essere in famiglia, è il terzo nipote che ci passa, inoltre è “sotto casa”, ci incontro altri nonni miei coetanei che un tempo erano genitori di miei alunni e quegli stessi alunni che ora portano al nido i pargoli, gli amichetti di Diletta. E' tutto un salutarsi, abbracciarsi e ricordare bei tempi passati. Tutti continuano a dire che Diletta mi assomiglia tanto: devo esserne contenta?

Un gruppetto di genitori aveva preparato lo spettacolo, mettendo in scena la storia del pesciolino Arcobaleno ed è stato proprio divertente, il finale ha visto la distribuzione di una scatolina per fare le bolle di sapone ad ogni bambino presente. Mmmm... quasi copiato dal mio ultimo spettacolo in francese, ah ah! Per combinazione, la stessa storia di Arcobaleno è in un libro che avevo regalato poche settimane fa ai nipotini, con gli adesivi e le immagini da colorare.

Invece nella scuola materna di Damiano e nella primaria di Martino i festeggiamenti sono stati molto contenuti, solo all'interno delle classi, con una pesca di beneficenza (pro scuola... sempre al verde) all'uscita, ma senza altri momenti di presenza o coinvolgimento delle famiglie. Entrambe le scuole appartengono allo stesso istituto comprensivo, dove lavoravo io, e fino all'anno scorso c'era l'ultimo pomeriggio di scuola aperta, con pesca, giochi, musica, buffet, tutto preparato dai genitori e aperto a tutti, anche ex alunni ed ex insegnanti. Io avevo partecipato anche se già in pensione.

Ma quest'anno pare che la terribile nuova dirigente, che ha fatto vedere i sorci verdi a tutti, che ha paura di tutto, ligia all'estremo alla burocrazia, abbia avuto... una certa parte nel cambiamento delle abitudini... Peccato! Era un bel momento socializzante!

A Montelupo, dove c'è Riccardo, tutte le sezioni della sua scuola materna sono state coinvolte in un bello spettacolo a conclusione di un progetto di animazione... scientifica nientemeno che sull'origine del mondo, l'evoluzione, i quattro elementi della Terra, il sistema solare... Concetti difficili per bambini così piccoli? Eppure sono stati trattati e rappresentati da loro coinvolgendoli con tutti i cinque sensi, danzando, cantando, manipolando materiali sulla scena, in uno spettacolo bellissimo e molto poetico. Si è svolto nel giardino della scuola e i familiari guardavano dall'esterno, oltre la cancellata: mio figlio ha fatto il filmino dall'inizio alla fine e un giorno quando siamo stati a casa loro ce lo fatto vedere: Riccardo era orgoglioso! Io mi sono quasi commossa, non solo per mio nipote, ma perchè ripensavo a tanti spettacoli che avevo preparato anch'io, uno più bello dell'altro, per tanti ultimi giorni di scuola e non solo... all'impegno dei bambini e alla magia di quei momenti, nonostante la fatica...

-Come mi piacerebbe farne ancora!- sospiravo.

-Ma non avresti nemmeno più il fiato!- ha commentato mio marito, forse non ha torto...

Riccardo è stato “diplomato”, col tocco in testa e la pergamena arrotolata in mano: come si usa ora alla fine dei tre anni di scuola dell'infanzia. Già ci è passato Martino, lo raccontai anche qui, e l'anno prossimo toccherà a Damiano... mamma mia, come vola il tempo! Anche Riccardo è ormai tra i bambini “grandi”: è bello, però mi lascia un sottile fondo di malinconia per gli anni che passano così veloci...


 

 
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