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DA UNA CASA ALL'ALTRA 3

Post n°1196 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da atapo
 

 

"Il piccolo Marroncini"

 


 

Il titolo di questo post è quello di un racconto per bambini, un libretto della collana Tantibambini famosa negli anni '70 del secolo scorso tra le famiglie e gli insegnanti un po' rivoluzionari e contestatori... ma questa sarebbe un'altra storia...

Parla di un bambino, figlio unico dei signori Marroncini, che vive in un ambiente molto serio, monotono, noioso, con i genitori occupati solo in cose serissime, anche i colori che lo circondano sono non-colori, solo sfumature tristi di grigi e marroni. Poi un giorno con l'aiuto della cameriera finalmente passerà una giornata felice, incontrerà gente nuova e farà nuove esperienze, insomma, colorerà la sua vita...

Che c'entra questo con la mia "casa-novelas"?

Ecco, ultimamente mi è tornata in mente questa storia...

Dunque, stiamo cominciando ad interessarci di COLORI: muri esterni, pareti delle stanze, anche qualche mobile che probabilmente cambieremo... Sembra prematuro se guardiamo come la casa è ancora ridotta a scheletro, ma i giorni volano, i tempi di attesa delle ditte sono imprevedibili quindi meglio non attardarci.

Nei negozi in cui ci rechiamo ci propongono subito i colori "di moda": sorpresa! La moda ora vuole colori spenti, neutri, tutta la gamma di grigi, marroncini slavati, bianchi opachi e velati, il massimo della vivacità è quello che chiamano il color tortora, proprio il colore delle piume delle tortore. Esiste qualche altro colore, soprattutto in tonalità acide o fosforescenti, con cui magari fare uno sportello qua e là per ravvivare.

"Molto distinti, molto signorili" ci dicono i commessi, ma a me sembrano soltanto MOLTO TRISTI! Già tendo a deprimermi per conto mio, figuriamoci se in casa dovessi vivere avvolta in grigi e marroncini! Neppure mio marito ne è entusiasta, dice che vanno di moda questi tristi perchè siamo in periodo di crisi e c'è poco da stare allegri...

Un giorno siamo andati a trovare la giovane coppia dei nostri amici del "matrimonio perfetto": i muratori che stanno lavorando da noi sono gli stessi che avevano ristrutturato la loro casa e volevamo vederne il risultato. Niente da ridire, hanno lavorato proprio bene e questo ci rincuora per il nostro esito finale.

Loro, sposini giovani, hanno arredato la casa all'ultima moda, sembra di vedere una rivista d'arredamento (anche perchè è tutto ordinatissimo, da veri "sposi perfetti"): ecco quindi la cucina color bianco e marroncino col pavimento grigio, la camera da letto serissima giocata su varie tonalità di marrone e grigio, pareti comprese, il bagno rivestito di pietra grigia, il soggiorno con un enorme mobile bianco e grigio ravvivato da alcune ante rosso sangue... che secondo me è una tonalità di rosso che non ravviva granchè, anzi mi fa un po' impressione.

Se penso che non hanno nemmeno trenta anni... la loro casa mi sembra così triste... più vecchia di loro, mi viene da chiamarli signori Marroncini!

Insomma, le nostre prime ricerche non sono entusiasmanti! Non troviamo molto per osare e folleggiare...


 
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RESTAURO

Post n°1195 pubblicato il 25 Gennaio 2015 da atapo
 
Tag: memoria

 

STORIA DI UN ANELLO




Un Senegalese, dopo tanto tempo che faceva il venditore ambulante in Italia, finalmente trovò un lavoro fisso, qui a Firenze. Ormai la paccottiglia e la mercanzia che ogni giorno trascinava nel borsone non gli sarebbe più servita: aveva anche una scatola con oggetti, ornamenti, piccoli gioielli del suo paese, etnici li chiamano in Italia e incuriosiscono qualche compratore.

Passò dal mercato delle Cascine, il più conosciuto e frequentato di Firenze, donò quella scatola ad una signora anziana che tiene un banco particolare: “Gli amici del cane e del gatto”, rivende un po' di tutto, oggetti e usato che le lascia la gente, ciò che ricava serve a mantenere un canile e gattile per gli animali abbandonati.

Le raccontò la sua storia: “Adesso questa merce non mi serve più... penso che possa essere utile ad altri.” E se ne andò verso la sua nuova vita.

A quel banco passai io qualche giorno dopo, sempre alla ricerca di cose originali e di storie nuove da conservare dentro di me. Da quella scatola africana mi “chiamarono” strani anelli di legno, alti, un po' arrotondati e con una punta leggermente conica come fosse una montagna, o meglio un vulcano, avevano colori brillanti e tutti diversi. La venditrice, che ben mi conosce per i miei frequenti passaggi ed acquisti, me ne raccontò la provenienza, mentre io me li provavo: ognuno aveva una misura differente... Ne scelsi due, uno turchese che mi entrava nel mignolo, uno rosso per l'anulare.

Dopo qualche tempo, in partenza per la magnifica avventura greca del giugno 2011, misi in valigia quello rosso insieme a collanine e braccialetti: volevo portare gioielli semplici, poco impegnativi per quel viaggio così un po' fuori dalle mie abitudini...

Laggiù, nelle conversazioni con i nostri ospiti greci, scherzando dicevano che io e mia cognata risultavamo nubili, quindi appetibili dai signori locali, perché là gli ortodossi portano la fede alla mano destra mentre noi l'avevamo alla sinistra e la destra era libera... Così per scherzo e per evitare eventuali approcci, magari in lingua greca, cominciai a portare l'anello di legno rosso all'anulare della mano destra...

e da quei giorni non l'ho più lasciato!

Perchè è bello, originale, luminoso, me lo sento come se fosse una parte di me... diverse persone l'hanno apprezzato, a molti ho raccontato la sua storia...

Purtroppo col passare del tempo e l'uso continuo il colore rosso brillante è sbiadito, prima sulla punta poi tutt'attorno, era rimasto il legno qua e là un po' rosato, solo nell'interno si intravedeva un po' il colore originario. Che peccato! Era come se ciò che mi ricordava quell'anello, giorni bellissimi, si stessero allontanando e scomparendo dalla mia vita. Continuavo a portarlo, non mi decidevo a toglierlo e riporlo, o a buttarlo, ma se lo guardavo sentivo ora una punta di tristezza.


Poi l'ha notato quell'amica che mi ha insegnato a fare i mercatini, le ho raccontato la sua storia e le mie malinconie. Lei è abilissima nei lavori manuali e d'artigianato, le ho chiesto consiglio: con quale tipo di colore, lucido, resistente ecc... avrei potuto rinnovarlo? E lei mi ha suggerito di tentare con lo SMALTO PER UNGHIE! Quel giorno a casa sua abbiamo fatto la prova con uno dei suoi smalti in un angolo dell'anello, poi ho aspettato qualche giorno, pareva tutto a posto, allora ho comperato la tonalità di rosso che mi è sembrata più simile all'originale: una boccettina mini, solo per questo lavoro perché sulle mie unghie lo smalto rosso non mi piace, io lo uso blu, verde scuro, lavanda...

E con pazienza ho fatto l'operazione di restauro, ho dipinto tutto l'anello: lucido, bello, bellissimo!

A rivederlo come era all'inizio mi sono un po' emozionata... perché quell'anello resta il simbolo di un periodo della vita che è stato molto felice e che ora si può solo ritrovare nei ricordi e nei sogni...

Ora tutto così rinnovato spero anche che mi porti fortuna!

E se pian piano scolorirà di nuovo so come fare...


 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 2

Post n°1194 pubblicato il 21 Gennaio 2015 da atapo
 

 

NUOVI PADRONI

 

E. Hopper

Da ieri viviamo in una casa che non è più nostra.

Davanti agli occhi vigili del notaio, dopo la lettura di pagine su pagine di bla bla descrittivi nei minimi dettagli..., dopo un'infinità di firme, dopo il passaggio degli ultimi assegni...

...la casa in cui abbiamo abitato dal 1981 ha nuovi proprietari!

Noi siamo autorizzati a restarvi fino al 31 marzo.

Che dire? I problemi finanziari sono risolti, ma il cuore è lo stesso pesante...

Mentre il notaio leggeva ripercorrevo nella mente tutti gli anni trascorsi qui a Firenze, tutti i passaggi da quando mi pareva di abitare in un rudere medievale ed era affascinante solo per i nostri figli bambini e i loro amici che venivano a giocare da noi, alle prime migliorie costate svariati milioni, enormi disagi e per me mesi di allergia alla polvere. Tutti gli spostamenti da un piano all'altro che mi facevano andare fuori di testa e che inghiottivano nel dimenticatoio un numero mai quantificato di oggetti i quali, se andava bene, ricomparivano dopo mesi o anni, spesso ormai inservibili o sostituiti... Ora però era diventata proprio bella, tanto è vero che i nuovi proprietari cambieranno pochissimo...

Che malinconia lasciarla!

Dopo questo atto definitivo, a pranzo, io e mio marito eravamo molto silenziosi. Lui ha detto: “Avremmo dovuto venderla diversi anni fa.”

Perchè?” gli ho chiesto, ma avevo intuito che non si trattava di motivi finanziari, degli anni in cui avremmo potuto guadagnarci di più...

Perchè non ci saremmo ancora affezionati così tanto.”

Aveva ragione. Non ho infierito ricordandogli che in fondo è stato lui ad intestardirsi e ritenere la cosa indispensabile... forse l'ostacolo dei tre piani, volendo, si poteva rimediare in altro modo. Ho pensato che ecco, anche stavolta era riuscito a trovare la strada più complicata, per rendere a sé e agli altri la vita faticosa... E' il suo stile: “ufficio complicazioni affari semplici”, dice sua figlia.

Ormai non si torna più indietro.” Ho chiuso il discorso con questa ovvietà, per non dire altro... ora si deve guardare solo avanti.

La settimana scorsa per un intero pomeriggio la coppia dei nuovi padroni sono venuti in casa col seguito di chi gli sistemerà le stanze: architetto, idraulico, elettricista... Hanno controllato, misurato, picchiettato dappertutto, ci sono attacchi da spostare... giravano e frugavano qua e là, per fortuna in previsione avevo fatto un riordino come quando venivano le visite dell'agenzia! Io e mio marito eravamo completamente esclusi, tranne che per mostragli gli interruttori e rispondere ai loro quesiti tecnici: mi sono sentita proprio estranea in casa mia, ho avuto la prima sgradevole sensazione del dover abbandonare, anzi, dell'aver già abbandonato in sostanza... Non sapevo nemmeno se seguirli nei loro spostamenti (non volevo sembrare curiosa) o restare in una stanza come se niente fosse...

Quando se ne sono andati, ho scoperto che in cucina, dove avevano discusso a lungo la disposizione dei loro mobili ed elettrodomestici, per prendere le misure hanno fatto sulle mattonelle e sul muro degli evidenti segni a matita! Avrebbero potuto anche chiederlo, avvisarmi, non mi è sembrato carino. E ci sono rimasta proprio male.

 
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DA UNA CASA ALL'ALTRA 1

Post n°1193 pubblicato il 17 Gennaio 2015 da atapo
 

 

"FERMI TUTTI !!!"

Visto che probabilmente i miei prossimi racconti verteranno principalmente sull'impresa della nuova casa, poi del trasloco, e pochi saranno i miei avvenimenti notevoli di altro genere nei prossimi mesi...

... allora che impresa sia!

E metterò un titolo apposta per questa casanovelas, per contarne poi, alla fine, le puntate, come accadde nel periodo dell'abitare in camper dietro casa...

Il conteggio avrei potuto già cominciarlo da prima di Natale, in verità...

Così, se qualche lettore fosse preso dall'insana voglia di ristrutturarsi completamente una casa sa cosa l'aspetta!!!

Dopo la sosta di fine anno tutto è ripreso se possibile ancora più vorticoso: ora siamo sommersi da rubinetterie, sanitari, scale, balaustre, caloriferi, le porte le abbiamo dovute tutte rivedere perchè abbiamo avuto un coup de coeur all'ultimo momento e la scelta è stata cambiata! Mio marito fa le nottate (ma tanto soffrirebbe di insonnia ugualmente) a conteggiare le calorie necessarie al riscaldamento nelle varie stanze per scegliere caloriferi adeguati: l'aveva già fatto anche per la nostra casa attuale, ma in tempi più lunghi e rilassati all'epoca... ci mettemmo vari mesi prima di entrare in casa, qui a fine marzo deve essere tutto a posto!

Ieri mattina avevamo queste intenzioni: un passaggio rapido alla casa per scattare alcune foto che ci sarebbero servite nei negozi da esplorare subito dopo, argomentodel giorno: corrimani, ringhiere e compagnia.

Ogni cosa sembrava procedere regolarmente nel rudere tutto buchi che è adesso l'abitazione, con fili e cavi che serpeggiano dappertutto, lui al pianterreno scattava foto, io per curiosità sono salita al primo piano. Lì ho gettato l'occhio dentro all'enorme bagno, che pochi giorni fa avevano cominciato a smantellare per rifarlo suddividendolo in due: bagno e stanzetta antibagno. Ormai mi è venuto un colpo: il muratore stava innalzando a velocità incredibile il muro divisorio di mattoni... quel muro che noi avevamo pensato invece di fare nella parte alta con blocchi di vetro cemento per dare luminosità! E stavano sistemando mattoni proprio nella parte alta!

"ALT ! FERMI TUTTI !"

Mi era venuto un terribile dubbio... Ho fatto salire con urgenza mio marito: "Ma glielo avevi detto che non volevamo il muro normale?"

"No, non ancora! Non credevo che i lavori avanzassero così rapidamente e che fossero già a questo punto!"

Certo che se il suo metro di confronto sono i SUOI tempi tecnici... Però con tutto quello che c'è da decidere tutto insieme, è comprensibile che qualcosa resti indietro!

Il muratore era rimasto bloccato sulla scala, un mattone in una mano, la spatola con la malta nell'altra mano: "Che faccio?"

Ho detto: "Mi pare che le soluzioni siano due: o rinunciamo al vetrocemento e lui continua, o se si può toglie quello che è stato già murato e si va DI VOLATA a scegliere il vetro cemento!"

Il muratore suggeriva che era un peccato rinunciare alla possibilità di aumentare la luce, lui non avrebbe avuto problemi a togliere i mattoni già collocati, però la decisione doveva essere rapida, altrimenti tutto si induriva e diventava più complicato, ci ha anche suggerito due posti dove si comperavano bene... Noi avevamo già gli impegni in mattinata per i negozi di scale, al pomeriggio io avevo il teatro in francese.

"Senti, ho detto al marito, in fondo di questi mattoni ne abbiamo già visti qua e là, abbiamo deciso come li vogliamo, puoi andare da solo nel pomeriggio nei posti indicati, a sceglierli, magari li comperi anche e li porti qui entro stasera. E non telefonarmi per chiedere nulla perchè al teatro io spengo il cellulare."

Stavolta la mia presenza non mi sembrava così necessaria da rinunciare ad una delle poche cose mie che tengo a fatica in piedi in questo periodo. Era un po' tentennante, ma... o così o il muro chiuso: lunedì la parete va completata. Allora è stato COSI': è andato da solo.

Li ha visti, ma non li ha comperati, ieri sera me li ha descritti: dato che erano dello stesso tipo in entrambi i negozi, ma in uno costavano quasi il doppio dell'altro, anche se c'erano più varietà di colori, e date le spese impreviste che stanno saltando fuori (come in tutte le ristrutturazioni che si rispettino), direi che non avrebbe dovuto avere dubbi sulla scelta!

Per finire: oggi siamo andati a comperarli e li porterà alla casa lunedì mattina PRESTO (altra parola poco in uso nel suo stile di vita) e visto che questo magazzino è vicino a un supermercato, siamo riusciti a fare anche un po' di spesa come si deve per la sopravvivenza normale, finalmente!

Tanto per stare sempre in allerta, ecco notizie dell'ultima ora sull'eredità: il cognataccio ha messo in vendita la famosa casetta in montagna senza dire nulla agli altri fratelli eredi! Tempeste in arrivo da questa parte...

...è solo per dare l'idea, ma non sarà così.

 
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L' AVVENTURA

Post n°1192 pubblicato il 14 Gennaio 2015 da atapo
 
Tag: Francia

 

“Paris sera toujours Paris"

 


 

Mi rendo conto che ultimamente le mie parole vanno quasi solo in una direzione, quella dei miei pensieri: gli impegni pressanti per la nuova casa. E' ciò che coinvolge e stravolge le mie giornate, non posso farci niente, tutto il resto ne consegue...

Stavolta però ho una storia diversa, quasi un sogno con appena una puntina di invidia...

Ho un'amica, si chiama C., che ha partecipato fino all'anno scorso al teatro in francese e agli spettacoli organizzati dalla mia amica regista. E' più giovane di me, fa l'insegnante di francese nella scuola media, è una persona seria e molto impegnata in ciò che fa. In autunno abbiamo saputo che quest'anno non avrebbe recitato con noi, qualcuno ha detto che era a Parigi per un progetto... Mi ero ricordata che tempo prima mi aveva accennato in effetti a qualcosa del genere, pensavo fosse uno dei progetti europei che le scuole mettono in piedi e che impegnano moltissimo gli insegnanti coinvolti (ne ho fatti anch'io, ai miei tempi...), quindi vista la scrupolosità della mia amica non ritrovasse il tempo anche per il teatro, che comunque la appassiona molto. La curiosità di saperne di più mi ha spinto a scriverle (siamo amiche anche su Facebook), lei mi ha risposto subito con entusiasmo, poi ci siamo sentite anche per telefono, visto che ha una convenzione particolare per cui può permettersi di chiacchierare comodamente qualche volta tra Parigi e Firenze.

E ho saputo... dell'avventura che sta vivendo!

Nessun progetto europeo, né la sua scuola coinvolta! Anzi, dall'insegnamento ha preso un anno di aspettativa, perché... a Parigi ci è andata per conto suo, ci resterà per tutto l'anno scolastico! Era il sogno della sua vita!

Passare un anno a Parigi, entrare DENTRO alla città e al suo mondo...

C'era già stata qualche estate fa una quindicina di giorni, aveva raccolto materiale per i suoi studenti (come facevo anch'io, ai miei tempi...) e quel soggiorno aveva solo reso più acuto il desiderio di realizzare il suo sogno!

Allora suo marito (è sposata, ma non ha figli) le ha detto:- Se ci tieni tanto, vai...-

Hanno contato se finanziarmente ce la potevano fare (perché lei resta senza stipendio durante l'aspettativa) ed è partita. Lui ogni tanto la va a trovare, per alcuni giorni. Quando ho raccontato a mio marito tutto questo è rimasto allibito, ha detto che lui non avrebbe mai acconsentito a una simile pazzia! E anche la mia amica regista, che ha qualche anno più di me, mi confidava che suo marito avrebbe fatto uguale... Diverse generazioni di mariti...

Che fa C. a Parigi? Lei vorrebbe trovare una scuola in cui inserirsi attivando qualche progetto didattico, per entrare anche nel sistema scolastico, ma quando ci siamo telefonate questo era ancora in alto mare, stava solo prendendo contatti. Intanto ha trovato lavoro come baby sitter in una famiglia italo francese, vive in uno studio piccolissimo, partecipa alla vita parigina ed è entusiasta del suo sogno che sta diventando realtà.

I nostri rapidi contatti su Facebook continuano, io ora ho pochissimo tempo per corrispondenze e telefonate... Dopo gli ultimi tragici avvenimenti a Parigi io e molti amici di teatro le abbiamo scritto per solidarietà: immagino il suo stato d'animo, ma è una persona forte, continuerà ciò che ha iniziato. Vorrei solo trovare un po' di tempo per scriverle con calma, sapere come se la passa, se è riuscita finalmente ad inserirsi nel mondo scolastico... Sognerò con lei, tanto è inutile invidiarla ormai: per me, l'età e la situazione non aiutano...

 
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CONSEGUENZE

Post n°1191 pubblicato il 11 Gennaio 2015 da atapo
 
Tag: cronaca

 

NON C'E' PIU' IL FISICO

 

G. Caillebotte, I piallatori di parquet

 

Quando si riescono a radunare tutti gli “esperti” che lavorano alla ristrutturazione della nostra casa e si trova giorno e orario giusto... non bisogna lasciarseli scappare, ma discutere e decidere il più possibile per far proseguire celermente i lavori. Tutto il resto passa in secondo piano ...

Così mercoledì mattina c'è stato uno di questi incontri al vertice, io non ci capisco molto, ma voglio essere presente e non ho ritegno a chiedere, fare proposte o mettere veti se qualcosa non mi pare funzionale: ci dovrò vivere e lavorare io lì dentro! Tre ore a discutere in quella casa che adesso è tutto un buco, col freddo di gennaio e l'umido aggiunto delle gettate di cemento, ma certe cose vanno viste e studiate in situazione... Mi si congelavano i piedi e il naso! Sapevo i rischi che correvo col freddo, è già successo altre volte che poi ho avuto malanni.

Ho lasciato mio marito con gli esperti a mezzogiorno, sono corsa a casa di mia figlia: lei era al lavoro, Damiano era ammalato e la babysitter non poteva coprire tutto l'orario: un'emergenza saputa solo dalla sera prima!

Mia figlia è tornata alle 14, io avevo promesso che alle 16 mi sarei ritrovata a casa di un'amica del teatro francese, in centro a Firenze: con qualcun altro volevamo passare un po' di tempo insieme e provare le nostre parti. Mi sentivo già stanca, ma...rinunciare? Una delle poche occasioni che mi rilassano e mi permettono di incontrare amici, soprattutto in questo periodo! Sono andata, ma avevo addosso tanto freddo accumulato nella mattina che mi sono fermata in un bar a bere un thè caldo. Qualche ora di piacevole compagnia, con pizzette e altre leccornie natalizie tipo aperi-cena, poi un salto a casa...

Alle 20,30 c'era la ripresa del corso di teatro alle Spiagge: prima lezione dopo le vacanze, importante per impostare il prossimo lavoro... non si poteva mancare! Sempre più stanca, ho detto a mio marito che se peggioravo gli avrei telefonato per farmi venire a prendere prima. Lezione tranquilla, lettura di testi, ma il raffreddore diventava sempre più potente...

L'ho pagata: dal giorno successivo sono stata male, raffreddore, tosse potente, mal di schiena, nausea, stanchezza infinita quasi coma... Febbre nulla, ma a me la febbre non viene quasi mai. E ciò che è successo in Francia mi ha aggiunto un'angoscia enorme, per quelle povere vittime, per l'insicurezza generale, per il fanatismo cieco... avrei voluto partecipare alle iniziative di queste sere nel mio istituto francese, ma non era proprio il caso...

C'è stata ancora necessità di babysitteraggio, necessità di uscire per rivedere infissi e radiatori... ora che i lavori procedono veloci altrettanto velocemente ci sono da fare scelte e da prendere decisioni che saranno irrevocabili, non si può rimandare niente! Tutti i momenti liberi (e non sono molti) li passo a dormire, ma non miglioro... mi sa che domani pomeriggio dovrò fare un salto dal medico!

Istituto Francese di Firenze, venerdì sera


 
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FINE VACANZE

Post n°1190 pubblicato il 06 Gennaio 2015 da atapo
 

 

CIAO BEFANA...!


 

Giorni di inizio d'anno con in testa quasi soltanto la nuova casa: domani avremo un incontro generale con tutti quelli che si occupano della ristrutturazione e mio marito ha passato questi giorni a progettare, controllare, ricercare su internet... con la sua pignoleria non è mai soddisfatto e si dà da fare strenuamente per evitare, per quanto gli è possibile, che ci siano poi cose che non tornano o di cui in seguito ci si debba pentire. Naturalmente anch'io sono chiamata in causa, perché mi spiega (anche se di certi aspetti ne capisco il giusto), mi chiede pareri o preferenze. Così per ore e ore: lui al pc ed io che gli sto nelle vicinanze per rispondere ai suoi richiami e chiedergli ogni tanto come va...

Giorni di un po' di riordino in casa e comincia a far capolino il pensiero del trasloco... un brivido!

Giorni in cui ho ricominciato a prendere in mano il prossimo copione, ma in modo leggero, poco più di una lettura...

Giorni in cui mi torna in mente più facilmente il passato... ed ecco la carrellata dei miei capodanni raccontati da queste parti...

Giorni in cui mi è anche tornato il ricordo di quando, avrò avuto 12 o 13 anni, recitai in parrocchia in una piccola commedia che avevamo preparato nel gruppo dei giovani: il mio primo palcoscenico! E il mio personaggio fu... la Befana! Non lo voleva fare nessuna ragazza perché avevano paura che poi i maschi le avrebbero derise, io invece lo sentivo molto mio: non avevo un bel rapporto col mio aspetto fisico a quell'epoca! Neppure dopo, in verità... In seguito a quello spettacolo i miei genitori mi raccontarono che il mio papà da giovane aveva recitato anche lui con passione, in una compagnia teatrale nata proprio in quello stesso teatro della parrocchia: si parlava degli anni attorno al 1940...

Giorni che man mano che si avvicinava l'Epifania mi hanno fatto aumentare la nostalgia delle Canarie... quest'anno quanto mi mancheranno! Il ricordo dell'arrivo dei Magi laggiù, delle celebrazioni vivaci e piene di colore in questa festa da loro così sentita, dentro e fuori le chiese...

Giorni in cui ho passato qualche ora con Martino, Damiano e Diletta: Diletta è sempre più vivace, Damiano ha la febbre, Martino ha finito i compiti delle vacanze e ha imparato a leggere.

Oggi Martino con la mamma è venuto da me, si è preso delle schede che usavo con gli scolari in prima elementare e me le renderà quando ha finito di leggerle... Insieme siamo andati a vedere il presepio vivente di fronte a casa mia: bello il suo stupore di fronte agli antichi mestieri e al re mago che era un mio amico della scuola di teatro e ha fatto la foto con lui!


Ma da domani il ritmo cambierà... e andrà in accelerazione da subito!

 

 
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SPIRITO DEL PASSATO

Post n°1189 pubblicato il 04 Gennaio 2015 da atapo
 
Tag: memoria

 

CAPODANNI-SHOW



 

Il capodanno tipico e tradizionale dei Bolognesi si festeggia in piazza Maggiore, talmente affollata che non si sente il freddo umido padano: tutti a guardare a mezzanotte il rogo del “vecchione”, grande pupazzo che simboleggia l'anno vecchio, eretto nei giorni precedenti al centro della piazza. E dai giorni precedenti i vecchi Bolognesi esperti lo commentano dal punto di vista estetico (“l'era méi quèl de l'an passé”=era meglio quello dell'anno scorso”) e funzionale (“me a degg ch'al brusa miga fèt acsé”=io dico che non brucia fatto così). Poi dal rogo e dai successivi fuochi artificiali si traggono gli auspici per l'anno nuovo...

Questi furono i miei primi capodanni di bambina, issata sulle spalle di papà, era un rito da non mancare, un po' impressionante per i miei pochissimi anni, però amavo quelle sensazioni forti, perché papà mi avrebbe sempre protetta. E mi piaceva tenere in mano le girandole, i bastoncini grigi che accesi sprigionavano le scintille... Poi tornavamo a casa nella notte fonda, camminando veloci sotto i portici scuri, per non perdere l'ultimo autobus. Solo un anno ci fu concesso un posto d'onore: papà aveva il laboratorio in una soffitta di un palazzo antico che si affacciava proprio sulla piazza, invitammo qualche parente, assistemmo allo spettacolo dal laboratorio, al riparo dal freddo, distribuendoci i chicchi d'uva portafortuna, costati una follia...

Il primo dell'anno in casa mia c'erano due “tradizioni” per me terribili. La prima era la scampanellata, al mattino presto, di uno zio fratello di mia mamma, che partiva da casa sua in bici chissà a che ora, penso prima dell'alba, e faceva il giro dei parenti a portare gli auguri: poiché pareva che portasse fortuna vedere per primo un uomo, lui voleva assicurare una buona dose di fortuna ai suoi parenti: senz'altro così facendo assicurava a se stesso una buona dose di ***.

Anche se non ci fosse stato lo zio, da una certa età in poi ero lo stesso costretta ad alzarmi presto: la mia nonna Margherita (di cui ho riassunto la vita qualche tempo fa) era morta proprio il 1° gennaio 1953 e il mio nonno faceva sempre dire una messa in suo suffragio ogni 1° gennaio... ma alla prima messa, quella delle 7 o 8 del mattino!!! Nonno e zii erano sempre presenti, si mettevano tutti insieme nei banchi in fondo alla chiesa ed anch'io ero obbligata a partecipare... fino alla morte del nonno: dopo nessuno osò più mantenere la tradizione...

Da adolescente ricordo una festicciola concessa con gli amici d'infanzia, due di loro abitavano all'ultimo piano di casa mia (cioè di mio nonno, che affittava alcuni appartamenti) e c'era solo da salire le scale...

Il capodanno del 1968 fu la svolta: ero arrabbiatissima perché i miei non mi avevano concesso di andare ad una festa, invitata da un ragazzo a cui tenevo tanto, che però loro non conoscevano, la storia che è finita anche nel mio monologo... Mi concedevano solo di andare in parrocchia, alla cena e caccia al tesoro per adolescenti. E lì a tavola si sedette di fronte a me un ragazzo magro, nuovo del gruppo, appena arrivato a Bologna... Era abbastanza simpatico, finì nella mia squadra per la caccia al tesoro e da quel giorno nelle iniziative della parrocchia ce lo trovavo quasi sempre. Io avevo anche altri interessi, fu un mio breve momento di impegno politico, e fino ad ottobre lui rimase solo uno fra i tanti amici. Lui dice che invece da quel capodanno lo avevo già colpito, ma ci vollero dieci mesi perché io me ne accorgessi... Insomma, da quel capodanno i successivi li abbiamo sempre passati insieme, fino ad ora!

Ci sposammo dopo cinque anni e dal nostro appartamentino di periferia, al quinto piano, si vedevano i tetti di Bologna, così i fuochi d'artificio di piazza Maggiore ce li potevamo godere comodamente dalla terrazza, magari insieme ad un gruppo di amici, finché non arrivarono i figli...

Fra questi amici c'era quasi sempre la coppia con cui siamo andati alle Canarie. Trasferiti a Firenze, loro sono venuti da noi con i loro figli, in alcuni capodanni: un po' affollati in casa nostra, ma stavamo bene, grandi e piccoli. Un anno invece lo passammo tutti nella loro casa in Romagna, una bella trasferta al mare d'inverno!

Oppure andavamo a Pordenone (congelamento assicurato) dai parenti di mio marito, quando ancora c'era un buon accordo tra fratelli e pareva che le famiglie potessero restare “normali”.

Un anno festeggiammo con le famiglie della classe in cui insegnavo, erano famiglie eccezionali...

Poi, dal 2000, ci sono stati i capodanni al caldo: potevamo sfuggire al gelo solo durante le vacanze natalizie perchè io ancora insegnavo e non potevo prendere ferie in altri periodi. Eravamo costretti a pagare profumatamente il cenone e spesso il successivo spettacolo... Non sempre gli hotel organizzavano bene, spesso se la cavavano aprendo la sala da ballo verso mezzanotte... Però alle Canarie ci sono i sacchi con cotillons e regalini a sorpresa, c'è il rito del mascherarsi e dei 12 chicchi d'uva da mangiare ai 12 rintocchi per accaparrarsi la SUERTE...

 


Più belli gli spettacoli in Tunisia, con fantasisti, danza del ventre, mangiatori di fuoco, prestigiatori, suonatori di strumenti e musiche tradizionali... un mondo orientale ricreato per l'occasione!

Negli ultimi anni abbiamo sempre passato il capodanno a teatro, una passione comune a entrambi: viaggiare al freddo notturno d'inverno ci affatica, le nostre conoscenze e amicizie qui sono scarse, in fondo questa soluzione ci accontenta... e gli anni passano.

E ricordando questa carrellata, mi sono venuti in mente alcuni capodanni particolari, per chi ha la pazienza di continuare e forse alla fine riderà un po'...

CAPODANNI SFIGATI

ASSALTO AL BUDINO

Ci eravamo sposati in ottobre e il 31 dicembre avevamo invitato i migliori amici nel nostro “nido d'amore” per una cena insieme, come dessert mio marito aveva promesso il favoloso budino al cacao: una ricetta della sua mamma, buonissimo e famosissimo tra gli amici perché lui non faceva altro che parlarne: era diventato un mito culinario nel nostro gruppo e tutti erano ansiosi di assaggiarlo.

Lui l'aveva già preparato varie volte, era quindi allenato e non c'erano problemi.

Però, al momento in cui dallo stampo capovolto sul piatto avrebbe dovuto staccarsi il budino... accadde un imprevisto: da sotto allo stampo cominciò a gocciolare cioccolato... il budino non era abbastanza solido e... giù a sformarsi e a colare da tutte le parti! Stupore generale, sbiancamento di mio marito, un OH!!! collettivo, ma senza perderci d'animo ognuno ha agguantato un cucchiaio e si è lanciato a raccogliere ( e a mangiare) quanto più budino possibile... assicurando però che anche in quel modo era squisito!

Abbiamo rifatto il budino altre volte, non è mai più successo un simile disastro, chissà perché quella sera... E' rimasto nella storia della famiglia come un punto di disonore per le capacità culinarie di mio marito!


MALEDETTA INFLUENZA

Era il capodanno del 1976, io avevo una pancia enorme, mio figlio sarebbe nato dopo poco più di un mese. Consapevoli che sarebbe stato l'ultimo capodanno di baldoria per chissà quanti anni, con la coppia di cui parlavo sopra dovevamo andare da altri amici a passare la notte in una casa di montagna: falò all'aperto, polentata, salsicce allo spiedo... un po' di avventura a cui partecipavo volentieri anche se incinta. Però a mio marito venne l'influenza proprio il 30, con la febbre a 40° nella notte del 31! Sì, sospirammo parecchio in quella notte, per quello che ci perdevamo... e non erano sospiri di passione...

 

LE MADONNINE

Abitavamo già a Firenze, mio marito si stava inserendo con entusiasmo nelle attività parrocchiali, i figli ormai grandi uscivano con amici, noi fummo invitati alla cena e brindisi da una famiglia nella cui casa ci ritrovammo con una decina di parrocchiani tra i più “devoti”, sposati, nubili o celibi già di una certa età. Ebbene, gli argomenti di conversazione di tutta la serata furono: pellegrinaggi, organizzazione delle liturgie, riordino dei paramenti sacri, pettegolezzi sui sacerdoti conosciuti, dislocazioni ottimali nelle stanze di quadri sacri e Madonnine di Lourdes e simili...

Io arrivai distrutta al brindisi di mezzanotte, pure mio marito era abbastanza stravolto e mi confessò in seguito che... sì... forse erano un po' eccessivi anche per i suoi gusti! Per fortuna non ci hanno più invitati, forse non eravamo abbastanza dotati per sostenere una conversazione così ispirata...


 
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INIZIO

Post n°1188 pubblicato il 01 Gennaio 2015 da atapo
 

 

UN  LUNGO  CAPODANNO



Se l'avere messo un fiore ogni mese ad ornare il mio blog nel 2014 mi ha portato un giardino,

mettere un gatto per mese nel 2015 mi porterà un gatto vero?

Mi piacerebbe, ma ne dubito: mio marito non li sopporta! Nei giorni scorsi, parlando di porte-finestre per la casa nuova, gli ho suggerito: "Quella che abbiamo scelto tra cucina e giardino è proprio del tipo che può avere la porticina basculante in basso per fare uscire e rientrare il gatto..."

Non l'avessi mai detto! Ormai scoppiava... Ma credo che in quel giardino qualche gatto poi verrà a gironzolare, anche senza addomesticarlo (se mai si può addomesticare un gatto)...

Allora senza illusioni via con i 12 gatti, tutti rigorosamente fotografati da me durante i miei viaggi, cominciando, naturalmente, con il meraviglioso Beto, il gatto "di famiglia" (un giorno merita che vi racconti la sua storia...)

E torniamo a questo capodanno, che per me è durato... 24 ore di più!

Come in questi ultimi anni, volevamo andare a teatro la sera del 31. Da un pezzo avevamo scelto uno spettacolo comico in cui recita Anna Meacci, una delle mie insegnanti al teatro delle Spiagge, reduce da un intervento chirurgico per guarire dal malanno di cui soffriva e che in brevissimo tempo è già tornata sul palcoscenico! Però, sopraffatti dagli impegni per la ristrutturazione della casa, non si riusciva mai a trovare il tempo e a ricordarsi di fare i biglietti, quando finalmente ci siamo attivati... troppo tardi: per il 31 tutto esaurito!!!

Che fare? Cambiare spettacolo? Però l'Anna volevo vederla, anche salutarla...

Allora abbiamo deciso che saremmo andati allo spettacolo del 30 dicembre (con una spesa dimezzata...). Per il 31 avevo adocchiato in TV un film che volevo vedere da tempo, "Hugo Cabret", poi saremmo usciti a fare un giro per qualche piazza festaiola della città.

Tutte queste decisioni prima dell'arrivo del mal di schiena a mio marito... che fino all'ultimo ci ha tenuto sulle spine: per il 30 sarebbe almeno diminuito, oppure a teatro ci sarei andata da sola, tornando in taxi?

Insomma, ce l'abbiamo fatta, anche se lui, fermo sulla poltroncina, verso la fine ha abbastanza "sofferto", ma ormai c'era e ha resistito.

Lo spettacolo è stato molto divertente, dopo ho potuto salutare Anna e scambiare quattro chiacchiere, mi ha abbracciata dicendo ai presenti: "Questa è la mia allieva!"

Da quella serata, nelle ore successive io ho avuto l'impressione... che fosse già capodanno e il 31 per me è stato come un giorno sospeso, qualcosa che non era previsto nel mio tempo, un di più nè carne nè pesce. Con un vento gelido, una leggera nevicata che mi sconsigliava di uscire a fare la spesa, ma non ne avevo nemmeno voglia, il ritorno da un viaggio a Napoli di mia figlia con tutta la sua tribù e la sua visita per portarci qualche sfogliatella, un po' di tempo al pc per scambi di notizie e di auguri anche con chi non risentivo da tanto e mi ha dato un piacere raddoppiato... A me sembrava già anno nuovo.

Abbiamo deciso di cenare in casa, ordinando al ristorante cinese una ricca cena coi piatti che preferiamo, da gustare davanti al film previsto in TV, dopo non era il caso di uscire, con quel freddo e col residuo di mal di schiena. A mezzanotte un brindisi tra noi due con uno spumante scadentissimo che ci siamo ritrovati in casa senza ricordarci la provenienza, poi... SORPRESA!

Sono cominciati i botti e i fuochi artificiali un po' dappertutto... siamo saliti all'ultimo piano di casa nostra, da una finestra potevamo vedere... che spettacolo! Si alzavano fontane colorate da tutti i quartieri di Firenze, anche dai paesi attorno che si intravedono dal mio terzo piano, addirittura dai locali in cima a Monte Morello, sullo sfondo!

UNA BELLISSIMA SORPRESA!

Negli ultimi anni eravamo sempre stati a teatro, non mi ricordavo che fosse così spettacolare il panorama da quella finestra la notte di capodanno! Insieme a questa meraviglia però, un pizzico di maliconia: tutto questo lo perderò nella casa nuova, con un piano in meno non si arriva a vedere un panorama così vasto!

E così è iniziato ufficilamente il mio 2015.

 
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VERSO LA FINE

Post n°1187 pubblicato il 31 Dicembre 2014 da atapo
 

 

L' ANNO FIORITO

Eccoli qua, tutti insieme, i fiori da me fotografati in tanti luoghi del mondo, che hanno accompagnato il blog durante il 2014...

 


 

Cosa mi hanno portato questi fiori durante l'anno? La risposta mi viene immediata: UN GIARDINO!

Chi avrebbe mai pensato, il primo gennaio scorso, che ora mi sarei trovata proprietaria di un giardino, ancora molto selvaggio, ma è solo l'inizio! E' come se fossi ritornata alla mia infanzia... non si dice che da vecchi si ritorna bambini? Ecco mi sto avviando...

Scherzi a parte, se ripenso all'anno che sta finendo vedo una salita, una lunga salita, con qualche piccola sosta per tirare il fiato, ma in complesso è la fatica che fa da padrona. Niente fatti drammatici, per fortuna, però le vicende hanno preso accelerate e direzioni molto coinvolgenti e molto impegnative, con scelte e rinunce non sempre facili. Io ho deciso che VOGLIO avere le forze per superare tutto questo senza perdere troppo di me stessa, senza “sciuparmi” troppo, attaccandomi a ciò che ho di bello e prezioso per riprendere energie ed affrontare il resto meno piacevole.

Mi accorgo che, a differenza di altri anni, non mi sento ora nell'atteggiamento soltanto di ricordare e magari rimpiangere il passato, quello bello naturalmente, nemmeno mi viene da dire “aspetto ciò che arriverà" e basta: invece mi scopro ad osare un piccolo sguardo al futuro, a progettare di nuovo, a sperare anche, ma con tranquillità, aggiungendo a questi pensieri un “sarebbe bello, speriamo, ma potrebbe anche andare diversamente...”

Ci sono vari aspetti della mia vita in sospeso in questo momento, è lecito augurarmi che vadano al meglio, se non sarà così... soffrirò, ma poi volgerò le mie energie in altro modo e in altra direzione: in fondo i cambiamenti non mi hanno mai spaventata troppo, anche il nome del mio blog ha questo senso: quante volte ormai ho ricominciato...

Poi racconterò del mio capodanno... intanto auguro a tutti quelli che passano di qua...

BUON ANNO !

(quale fiore vi piace di più?)

 
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MALANNI

Post n°1186 pubblicato il 28 Dicembre 2014 da atapo
 

 

TORNATO !

Il giorno di Santo Stefano a casa mia è spesso dedicato all'uscita per andare al cinema, col solito rito: io propongo al marito una lista di film che mi piacerebbe vedere, lui ne legge le trame su internet, guarda gli orari poi decide.

Ieri l'altro però c'era un sole talmente splendido che era un peccato chiudersi in un cinema, meglio fare una gita...

Perché non andare in qualche paese attorno a Firenze, dove ci sono manifestazioni natalizie, magari rassegne di presepi che a noi piacciono tanto? Mio marito ha accettato, ha accettato anche di partire nel primissimo pomeriggio per godere le ore più calde e, udite udite, ha proposto lui di prendere con noi il giornale cosicchè al ritorno, quando sarebbe già venuto buio e freddo, saremmo andati direttamente al cinema senza passare da casa!

Abbiamo scelto Cerreto Guidi, dove non eravamo mai stati: un bel paesino in cui hanno allestito la via dei presepi, ma io direi meglio la città dei presepi, perché ne hanno esposti dappertutto, di tutti i tipi, fatti da … tutti: famiglie, scuole, associazioni... Ne trovi di enormi, minuscoli, tradizionali, creativi, per le strade, i negozi, sulle finestre, dovunque ci sia uno spazio occupabile... è occupato da un presepio! Davvero non immaginavo tanta abbondanza e originalità, era molto piacevole passeggiare, scoprire, ammirare, fotografare...


 

Naturalmente dicevo che sarebbe bello ritornarci anche per visitare la villa Medicea, per ammirare il panorama dei monti fiorentini nelle altre stagioni... e intanto veniva il tramonto, un bellissimo tramonto, si accendevano ancora più luci natalizie per le vie.


 

Essendo un paese in alto e ventilato, l'aria già frizzantina si faceva via via sempre più fredda, ma l'avevo immaginato e avevo portato con me una grande sciarpa calda. Improvvisamente mio marito ha detto: “Mi è venuto mal di schiena, aumenta sempre più...” Allora via verso l'auto il più velocemente possibile, il ritorno a casa, niente cinema, ma letto e aspirina...

E siamo tornati quasi come all'inizio dell'estate: ora si muove pochissimo e tutto curvo. In più gli è venuto anche un forte dolore alla mano destra, sempre per problemi di artrosi.

Ci mancava proprio questo revival!!!

Io ho idea che con tutta l'umidità presa nei giorni prima di Natale, nelle nostre visite alla casa ora sventrata, quando ci siamo incontrati con l'architetto e i muratori, questo abbia fatto il danno maggiore...

E l'inverno vero è appena all'inizio... e non ci saranno le Canarie a riscaldarci...

Mi pare che non si prospetti un capodanno particolarmente attraente!



 
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NATALE 2014

Post n°1185 pubblicato il 25 Dicembre 2014 da atapo
 

 

NATALE CANTATO

 

Dove va questa lunga fila di piccoli gnomi aiutanti di Babbo Natale?

 



Eccoli arrivati alla prima tappa: sono tutti i bambini della scuola di Martino che quest'anno hanno festeggiato il Natale portando gli auguri attraverso le canzoni natalizie per il quartiere, fermandosi nelle piazze principali ad allietare i passanti con il loro coro, ultima tappa è stata la scuola materna frequentata da Damiano e qui si sono aggiunti anche i bambini più piccoli... Bella iniziativa! La nonna naturalmente è addetta al servizio fotografico: quest'anno è da sfruttare perchè Martino è in prima quindi fra i più piccoli e nel coro stava davanti...



Io mi ero illusa che questi ultimi giorni fossero più tranquilli dopo le corse folli delle passate settimane... Macchè! Le nostre scelte fra preventivi non sono state indolori perchè non ci ricordavamo più le cose viste per prime, così abbamo dovuto fare qualche altro viaggetto, poi incontrarci a lungo con l'architetto: ora, a casa sventrata, bisogna fare velocemente alcune scelte architettoniche...

Però abbiamo detto a tutti che mercoledì, la vigilia, non c'eravamo per nessuno!!! Io ho passato ore a fare pacchetti regalo, con un po' di panico perchè qualche regalo... non si trovava più, era stato ben nascosto negli armadi, poi lo stress di quest'ultimo periodo...  Doveva essere tutto pronto per la cena di famiglia con i Bimbi-Natale, a casa da mia figlia che così non dove spostare la numerosa tribù. A noi toccava portare cinghiale e polenta, il cinghiale per fortuna era stato preparato in tempi non sospetti e congelato!


 

Eravamo talmente pieni di pacchi che un regalo per Riccardo particolarmente ingombrante l'abbiamo dimenticato a casa e mio marito ha fatto il Babbo Natale doppio per correre a riprenderlo (per fortuna non abitiamo troppo lontano) mentre i cuccioli si intrattenevano con i primi regali aperti... Quest'anno che Martino ha imparato a leggere è toccato a lui il compito di leggere sui bigliettini i nomi dei destinatari dei pacchetti.

Quattro bimbi in giro hanno fatto una bella confusione! E ancora Diletta ha un raggio d'azione abbastanza limitato, ieri sera si incantava a lungo, in braccio a me, a giocherellare con la mia collana: io l'avevo immaginato che finiva così e avevo scelto una collana appariscente, ma di poco valore, se fosse successo un incidente... il danno non sarebbe stato grave.




Beto riusciva a dormicchiare accanto ai tre moschettieri che picchiavano sui tasti di un gioco rumorosissimo...


 



Martino è felice del nuovo portafoglio: ne aveva uno malridotto della sua mamma, ora ha qualche soldino e ama collezionare le tesserine, i biglietti... In quello nuovo ci sono spazi appositi a volontà!

Damiano apprezza la palla, che non prende quasi mai quando qualcuno gliela tira, però si sta perfezionando, come sempre con impegno prova, riprova... e alla fine riesce!

Riccardo è estasiato per la nuova cucina con attrezzatura per fare il cuoco, compresa pasta da modellare apposita per preparare le pizze: ama moltissimo questo gioco, quando andiamo a casa sua ci prepara sempre splendidi manicaretti... finti! Avremo in futuro un grande chef?

La colonna sonora di questa serata sono stati i canti dei tre: Martino ci riproponeva le canzoni della sua scuola, che anche Damiano sa a furia di sentirle dal fratello, compresa Jingle Bells in inglese (o quasi), Damiano ci cantava quelle della scuola materna, che sa anche Martino perchè andava alla stessa scuola, Riccardo aggiungeva le sue e imparava in fretta quelle degli altri. Un tempo i bambini dicevano le poesie, ora cantano! Un bel coro, con e senza pronunciare le R... E Diletta batte le mani...

La canzone preferita da tutti i cuccioli è questa, diciamo il tormentone di famiglia del Natale 2014: altrochè le nenie natalizie... godetela anche voi e

BUON NATALE !





 
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ATTORI

Post n°1184 pubblicato il 22 Dicembre 2014 da atapo
 
Tag: teatro

 

TEATRI DIFFICILI

Dopo le mie scelte meditate e sofferte, i miei teatri quest'anno promettevano bene, invece anche qui tutto è stato in salita... pare che la crisi generale in cui ci dibattiamo abbia contribuito non poco.

Al teatro francese per la prima volta da tanti anni avevamo in mente già dall'inizio il testo su cui lavorare approvato con entusiasmo da tutti... quelli che si erano incontrati dopo le vacanze ad una cena di retrouvailles! I quali poi, in quanto ad iscriversi realmente... di tutto è successo: a chi non andava più bene l'orario (sembrava dovesse cambiare e poi no), chi ha cambiato città, chi ha trovato un lavoro troppo impegnativo, chi ha avuto problemi grossi in famiglia... Le defezioni hanno rischiato di annullare tutto il progetto: sotto un certo numero di persone il prezzo sarebbe stato troppo alto e il testo impossibile da mettere in scena Siamo rimasti in pochi, il minimo indispensabile e il regista ha dovuto affrontare un grosso lavoro di taglio e di eliminazione di personaggi in modo che restassero la logica del testo e le parti più interessanti, purtroppo con enormi “sacrifici” e riduzioni, ma speriamo di riuscire ugualmente a decidere se “La guerre de Troie n'aura pas lieu”, abbiamo tempo ancora tre mesi...


Destino simile, se non peggio, è toccato al teatro delle Spiagge: eravamo solo una decina l'anno scorso, quest'anno qualcuno ha cambiato lavoro e città, qualcuno frequenta corsi più vicini a casa sua, qualcuno non era soddisfatto dai cambi di insegnante... insomma ora siamo rimasti in quattro! Per fortuna due uomini e due donne, almeno un certo equilibrio!

Come avevo già detto, l'insegnante era Anna Meacci, con lei avevamo iniziato a lavorare su monologhi composti da noi, uno aveva l'obiettivo di essere presentato allo spettacolo di scambio auguri natalizi che il teatro offriva ieri sera. Poichè ognuno di noi raccontava un fatto che gli era realmente accaduto nel passato stavamo cercando di ricreare l'atmosfera del tempo, con le musiche dell'epoca, gli avvenimenti e la mentalità...

Però l'Anna si è ammalata seriamente, tanto da non garantire la sua presenza perché è in attesa di un intervento chirurgico, così è stata sostituita da Vania Rotondi, un'altra attrice della compagnia di quel teatro. Non è stato facile né per noi né per lei inserirsi rapidamente nel lavoro avviato, lei stessa diceva che il lavoro sul monologo non è il suo forte, il suo gusto di regista era diverso da quello di Anna, però come docente secondo me è molto brava, incontentabile, ma molto propositiva: non per niente è insegnante nei corsi di teatro dei bambini e ragazzi, questo ci accomuna e mi fa sentire ancora più in sintonia con lei... infatti ci siamo spesso scambiate opinioni in questo campo...

Scrivi, cancella e riscrivi, aggiungi, taglia, prova e riprova, per lo spettacolo del 21 dicembre avremmo avuti i monologhi pronti! Dato che anche il gruppo degli adolescenti aveva lavorato sui monologhi, nel loro caso non di vita personale, ma su personaggi di fantasia in cui ognuno si era identificato, Vania ha pensato di unire noi quattro a loro (una decina) per un unico spettacolo “Parliamo di...” o qualcosa del genere.

Così ieri nel pomeriggio all'ultima prova abbiamo conosciuto i nostri giovani colleghi, sui 15-17 anni (che caos facevano!) e abbiamo preparato insieme la poesia di auguri finale per un brindisi col pubblico. Tra loro c'è anche il ragazzo che la scorsa primavera lavorò con me a “Histoire du soldat”, gli avevo parlato del corso e lui è molto contento di essersi iscritto.

Mi sono sentita ringiovanire in mezzo a loro... forse anche perché il mio monologo raccontava qualcosa che avevo scritto anche qui, tanto tempo fa: si sono ritrovati nei miei 15 anni, anche se le ragazze a scuola non portano più il grembiule nero e il colletto bianco, come era obbligatorio per me ed era anche il mio costume di scena di ieri sera. Non vi dico la fatica per trovarne uno autentico! Pare sia un capo d'abbigliamento talmente vintage che nessuno lo conserva più!

Siamo stati tutti bravi, giovani e vecchi! Il direttore artistico del teatro mi ha detto che il mio monologo gli ha fatto venire in mente il film di Pupi Avati “Una gita scolastica” che per lui è uno dei film più perfetti: l'ho preso come un complimento importante...

Ora vacanza! A gennaio vedremo che sorpresa ci prepara Vania... perché dovremo scegliere con lei il testo da rappresentare per fine anno... naturalmente noi le chiediamo che sia facile, molto facile e lei fa finta di scandalizzarsi: “Ma come, siete già all'ultimo anno!”

la colonna sonora del mio monologo,

l'atmosfera di quegli anni...

 

 
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STOP!

Post n°1183 pubblicato il 20 Dicembre 2014 da atapo
 

 

AL TRAGUARDO (quasi)

 


 

E con ieri, accompagnati dalle scosse del terremoto, dovremmo avere finito.

Abbiamo deciso che l'enorme magazzino visitato ieri a Empoli sarebbe stato l'ultima tappa: ormai abbiamo visionato abbastanza pavimenti, bagni, finestre, porte e compagnia bella, ci siamo fatti un'idea, anzi più di una e cominciamo ad immaginare meglio come potrebbe venire fuori la nuova casa! Abbiamo trovato combinazioni originali, soluzioni carine, anche proposte nuove e interessanti rispetto alle idee di partenza. Ora siamo inondati dai preventivi, gli ultimi dettagli ci arriveranno lunedì o martedì, ma le peregrinazioni sono finite!!!

Cominciano i confronti e le decisioni, che per fortuna si fanno in casa nostra... ora entra in ballo la questione PREZZI, che sarà fondamentale: abbiamo visto cifre da dissanguamento, che fanno subito diventare brutto qualsiasi materiale ci sembrasse bello in precedenza! Capita che un'unica piastrella appena un po' decorata costi come una parete intera di quelle a tinta unita!

Daremo un po' di numeri nei prossimi giorni, ma entro Natale penso sia bene fare le ordinazioni, anche perché dopo tutte le ditte chiudono per un bel po' e a gennaio i tempi di consegna potrebbero essere al limite... Stavolta è necessario che non si arrivi all'ultimo minuto ed io assillerò il marito più che mai!

Comunque oggi mi sento più sollevata, posso dedicarmi con più energia alle faccende natalizie... ed anche ad altro...

Sarà così...

 

...o così? ah ah ah!





 
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DI NOI

Post n°1182 pubblicato il 16 Dicembre 2014 da atapo
 

 

LUI E' COSI'

Domenica mattina, ore 9,30, sms tra me e mio figlio:

"Oggi pomeriggio verremo al mercatino lì a Montelupo. Se ci siete possiamo fare un giro insieme."

"Ci siamo. Riccardo vorrebbe che restaste anche a cena"

Informo il marito del desiderio del nipotino.

LUI: "No, assolutamente non è possibile: io voglio tornare a casa presto perchè devo preparare un incontro per la parrocchia"

Io: "Visto che a te i mercatini non interessano molto, io posso andare a Montelupo presto col treno mentre tu prepari l'incontro, più tardi ci raggiungi e restiamo là a cena."

LUI (un po' alterato): "E chi ha detto che il mercato non mi interessa?! No, si va e si torna presto, niente cena!" Chiuso il discorso, esce veloce perchè gli è venuto in mente che deve fare un salto alla casa nuova a prendere delle misure prima che andiamo a messa.

Riferisco al figlio, dispiaciuta... Riccardo lo vediamo così poco!

LUI rientra alle 11, giusto dieci minuti prima dell'orario di uscita per la messa... con una brillante idea:

"Potremmo andare a Montelupo subito dopo la messa, stare a pranzo con loro, girare il mercatino e tornare a casa presto!"

A me non sembra carino fare la parte dei suoceri che si autoinvitano a pranzo all'ultimo minuto, forse mia nuora ci manda volentieri a quel paese, gli dico: "Chiamalo un po' tu, senti se è il caso..." Aggiungo di riferire che possiamo portare, oltre al vino, la mozzarella di bufala che avevo già preparato per pranzo, magari qualcos'altro, se serve...

Ok, accettati insieme a vino e mozzarella, tanto mio figlio ormai ci conosce... Ma dovremo partire subito dopo la messa senza ripassare da casa.

Poi il resto della giornata è trascorso bene, con le bancarelle e con il nipotino che ha incontrato Mamma Natale, cioè la mia amica che vende ai mercati e che si era travestita...

la bancarella della mia amica a Montelupo

Ma...

...era una delle non numerose uscite di "diletto" che facevo con lui, avrei voluto mettermi un po' in ghingheri, truccarmi bene, magari un look un po' originale, insomma sentirmi in festa... un modo di vestirmi diverso da quello che uso per andare a messa, anche perchè la chiesa è umida e gelida e devo coprirmi come la befana per non ritrovarmi raffreddata dopo poche ore (garantito, è già successo). Ma il tempo per cambiarmi non c'è stato.

E questo succede quasi sempre nelle uscite con LUI: decide o cambia programma all'ultimo minuto, non so mai cosa devo aspettarmi, capita che in questo modo nell'organizzare le nostre giornate lui mandi all'aria anche ciò che vorrei fare io, non so mai se, iniziato un lavoro un po' lungo o programmata un'uscita, posso portarlo a termine oppure devo lasciarlo a metà perchè salta fuori all'improvviso qualcosa da fare insieme subito per la casa o per le nostre faccende comuni. Ed è ancora più frequente in questo momento "storico", con la casa nuova di mezzo...

Qualche volta lui si lamenta: "Quando vai fuori dagli amici del teatro o per conto tuo sei sempre tutta in ghingheri, truccata, chissà perchè?"

Perchè non me ne lasci il tempo, sei sempre quello dell'ultimo minuto... e me ne fai passare anche la voglia!

Anche stamattina: LUI doveva andare in un ufficio, solo alle 11,30 ha cominciato a cercare per la casa i documenti che gli servivano, verso mezzogiorno mi ha chiamato in fretta perchè lo aiutassi a compilare dei fogli, ma non si capiva bene e tra una compilazione e l'altra ha dovuto cercare lumi su internet... io perplessa gli ho chiesto: "Ma che orari fa questo ufficio?"

"Chiude alle 14,30"

E' uscito alle 12,30, sperando di aver compilato senza errori...

Tornato per le 14,30, pranzato di conseguenza...

Non poteva anticipare ed iniziare le manovre per esempio... verso le 9,30?

MA LUI E' COSI' !  (e invecchiando non migliora!)

 
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CHE DICEMBRE !!!

Post n°1181 pubblicato il 12 Dicembre 2014 da atapo
 

 

TERMOMETRO DEL CAOS

 


 

I contenitori della biancheria da lavare sono strapieni e qualcosa inizia ad accumularsi in un certo angolo nascosto...

La pila dei panni da stirare continua a crescere, sta cominciando ad inclinarsi minacciosamente...

La lavapiatti viene svuotata al rallentatore, di conseguenza il lavello resta strapieno...

In compenso il frigorifero mostra ampie zone deserte e si stanno esaurendo anche i contenitori da mezzo litro del latte nel congelatore, come le riserve di pane tagliato a fette...

I giornali comperati e le riviste arrivate per posta spesso restano intonsi avvolti nella loro plastica o vengono appena sfogliati...

Minacciosi bioccoli di polvere cominciano a spuntare qua e là!

Situazione casalinga degna dei peggiori tempi di quando insegnavo, per esempio durante i periodi delle programmazioni annuali o delle verifiche da correggere, o dei giudizi e del compilare le schede di valutazione.

Nonostante il mio essere negata ai lavori casalinghi ora che sono in pensione tutto era migliorato e diventato più normale anche se ben lontano dalla perfezione... ma ora ci siamo ricascati in pieno!

Ciò che si vede in casa mia è il termometro del caos delle nostre giornate in questo mese di dicembre.

In aggiunta, rispetto al passato, le scartoffie e i "pizzini" di appunti si accumulano e si incrociano nella zona riservata ai lavori di mio marito: si mescola ciò che riguarda la maledetta eredità a ciò che riguarda la nostra nuova casa, nonostante io gli abbia preparato un raccoglitore per il materiale di quest'ultima.

Dicembre, che è già un mese affollato per conto suo, oltre a tutto il resto è "invaso" dalle incombenze per la nuova casa: dopo i solleciti del muratore, come prevedevo quasi tutti i giorni c'è qualcosa da decidere o da esaminare, o alla casa per controllare i lavori oppure ore e ore in magazzini e laboratori per scegliere... di tutto! Si sa quando si entra ma non quando si esce, bisogna esaminare vari modelli, chiedere spiegazioni, farci illustrare le caratteristiche, riflettere sulle misure e gli abbinamenti, farci fare i preventivi... Di solito ne usciamo molto più tardi di quanto avevamo preventivato, spesso non sono neanche luoghi dietro l'angolo e attraversiamo la città augurandoci di non rimanere imbottigliati in qualche ingorgo di traffico, i nostri pasti si spostano ad orari strani, magari poi dobbiamo anche correre trafelati ai nostri altri impegni che avevamo in precedenza...

Io, dopo ore a girare, guardare, valutare, scegliere, mi sento sempre stanchissima, mi butterei subito a letto, invece c'è la vita normale che incombe, la piscina che ci vuole altrimenti la schiena si sbriciola, le visite mediche, i nipotini che hanno qualche necessità improvvisa nonostante le babysitter. Ho da studiare per un piccolo spettacolo natalizio di auguri che faremo al teatro delle Spiagge, non è complicato, ma il tempo per imparare bene la parte bisogna trovarlo!

La settimana scorsa ho avuto anche un fortissimo raffreddore, mi erano tornate le vertigini che avevo nella primavera scorsa e cominciavo a preoccuparmi... per fortuna in questi ultimi giorni sono meno frequenti e meno forti...cerco di non ascoltarle!

E il Natale porta i soliti impegni irrinunciabili di ricerca-regali che richiedono applicazione e girate di qua e di là... e presto porterà qualche "performance" delle classi dei nipotini a cui probabilmente saranno invitati anche i nonni... come si fa a mancare? Poi bisognerà inventare qualcosa per la cena dei "bimbi-Natale"...

E la parrocchia richiama all'ordine mio marito: per le cerimonie natalizie c'è tanto da preparare in chiesa: presepio, luci, addobbi, impianto di amplificazione, senza contare incontri vari di catechesi o preparazione spirituali che lo coinvolgono... e lui mi sparisce quasi tutti i pomeriggi o le serate.

Temo che più degli altri anni mi ritroverò esausta a capodanno e avrò trascurato senz'altro qualcosa di importante... Ed è meglio che allontani per ora il pensiero che con il nuovo anno si avvicinerà pure il trasloco!!!

E' un dicembre molto impegnativo, mi sento solo un po' sollevata quando alla sera riesco a cancellare almeno una voce dal lungo elenco di cose da portare a termine, che mi scrivo come promemoria... ma non sempre succede!

 
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VENDO TUTTO

Post n°1180 pubblicato il 08 Dicembre 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

SUI TETTI DI FIRENZE


 

 

Cominciano i giorni in cui penso ai regali natalizi e, come è mia abitudine, passo in rassegna pian piano tutti i mercatini e le occasioni in cui certe organizzazioni vendono per beneficenza, o dell'etnico, o dell'equo-solidale... perché preferisco cercare in questo modo i regali che farò, rivolgendomi ai negozi solo all'ultimo se proprio mi manca qualcosa, ma succede di rado... Naturalmente seguo gli annunci di questo genere un po' dappertutto: giornali, riviste, annunci pescati qua e là, new letters, gruppi su facebook.

Proprio su facebook qualche giorno fa ho letto qualcosa che mi ha incuriosito: una signora diceva: “Vado via da Firenze e vuoto casa, vendo tutto! Venite a trovarmi, guardate e comperate ciò che volete!” Seguivano orari, indirizzo, moltissime foto di ciò che mette in vendita.

Già le foto mi avevano colpito: oggetti di comune uso domestico, ma anche oggetti strani provenienti da terre lontane... E pensavo come si possa così “cedere” tutto per rifarsi la vita da un'altra parte, io che sono così legata a ciò che ho e che sono già in crisi per il trasloco che mi obbligherebbe a fare un po' di vuoto...

Tra tutte le foto c'era anche un libro che cercavo da tempo, allora ho deciso che sarei andata a trovarla. Sabato, un bellissimo pomeriggio che invitava a girare per la città e a fare shopping, dopo aver studiato a tavolino la combinazione dei bus da prendere perché abita Oltrarno, ho messo anche un salto da lei tra le mete della mia passeggiata.

Arrivata sotto casa sua ho pensato bene di telefonarle: era in un orario tra quelli che lei aveva indicato, ma mi sembrava indelicato presentarmi all'improvviso, visto che neppure ci conoscevamo.

Prego, venga pure, sono all'ultimo piano...” gentilissima, però a quel punto ho avuto un attimo di esitazione, quasi un po' di paura: se ne sentono tante in giro... sarà tutto vero ciò che dice... potrebbe essere una trappola... in fondo non so niente di lei e di tutta la faccenda...

Non avevo neppure detto a mio marito dove andavo, volevo fosse una sorpresa se avessi trovato qualche regalo per lui, e ora non avrebbe potuto rintracciarmi nel caso in cui...

Ma via, che pensieri fai, mi dicevo, la tua solita fervida fantasia, ma cerca di essere fiduciosa e coraggiosa...

Ho suonato il campanello e ho cominciato a salire le scale di un antico e dignitoso palazzo, sempre più in su, senza ascensore, fino al quarto piano, ad un appartamento le cui finestre danno sui tetti di Firenze. Mi ha accolto una signora circa della mia età, grassoccia, capelli rossi e occhi azzurri, che mi ha svelato le sue meraviglie: quattro stanzette stipate di un po' di tutto, ciò che si vede nelle foto e molto altro... da non sapere da dove cominciare...

 


Io ero incredula: “Ma davvero vende tutto?”

Certo, dopo lascio l'Italia definitivamente e torno a Londra” e pian piano, illustrandomi ciò che vedevo, mi ha raccontato: ha viaggiato e soggiornato in tutti i continenti, da cui ha portato un po' di tutto, anche mobili, parla il cinese perché ha vissuto in Cina, da giovane è stata molto impegnata politicamente e ha tanti ricordi degli studi e delle lotte femministe, ha svariati oggetti anche antichi provenienti dall'Inghilterra da cui venivano i suoi genitori, biancheria ricamata finemente di un secolo fa, stoviglie, soprammobili...

Ho trovato il libro che mi interessava, ho preso anche una statuetta egiziana della dea-gatta Bastet, fatta di un granito che mi ricorda le tombe dei faraoni, c'erano altre cose che mi piacevano, ma mi sono imposta di non comperare altro perché se mi lasciavo andare... Nel congedarmi si raccomandava di far sapere in giro di lei e di mandarle persone, perché vuole svuotare in fretta!

A casa non ho potuto fare a meno di raccontare a mio marito (tacendogli della gatta Bastet) di quella persona e di tutto il bazar di casa sua, lui si è molto incuriosito e, come avevo fatto io, è andato subito a curiosare su facebook... e affascinato dalle foto di maschere africane ha deciso che il giorno dopo, cioè ieri, ci saremmo ritornati insieme...

La signora era sempre molto accogliente e un po' sorpresa: “Però, ha fatto presto a portarmi qualcun altro! Ah, è il marito! Prego...”

Mio marito era stupefatto dalla quantità e varietà di oggetti, le maschere dal vero non gli piacevano abbastanza, ma ha scovato dei fumetti che gli mancavano...

Per me era il secondo giro e ho guardato con più attenzione anche le cose minuscole, tipo i gioielli, ho scelto un paio di orecchini. Insieme abbiamo scelto una pittura messicana su corteccia e un piccolo camaleonte di legno proveniente dal Madagascar.

 


Io mi sono innamorata (già dal giorno prima) di questo tavolino portagioie del primo '900:


 

non avevo mai visto un pezzo simile e pensavo che ci starebbe benissimo in camera mia per le mie collane, braccialetti ecc... Il prezzo però è alto e in questo momento non è nemmeno da pensarci...

Però me lo segno... chissà!

Insomma, quasi quasi lascio il link... se qualche fiorentino volesse farci un salto...

 

 
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AUGURI

Post n°1179 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da atapo
 

FESTA  DOPPIA



 

Oggi Martino compie 6 anni: un numero importante, quando può già leggere da solo il biglietto di auguri, scritto in stampatello, che io e il nonno gli abbiamo portato insieme al regalo.

Lo abbiamo aspettato a casa sua al ritorno da scuola, facendo i babysitter ai fratellini mentre la sua mamma lo andava a prendere.

E' stata una sorpresa per lui, trovarsi a casa i nonni con il regalo e il biglietto... ma anche lui aveva una sorpresa da fare a tutti noi:

Oggi a scuola gli è caduto il primo dentino... anzi, è caduto pure il secondo! Due denti in un giorno solo e proprio quello del compleanno! Dondolavano da tempo e Martino era impaziente, perchè tutti i suoi amici ne avevano già persi... ora si è rimesso in pari! E' diventato molto più grande di colpo! La maestra glieli ha impacchettati ben bene in due fogli di scottex, scrivendo: DENTINO 1 e DENTINO 2.

A Martino piacciono molto, denti e pacchetti, e ora non sa decidersi: conservare questi due dentini per ricordo o... regalarli al famoso topino che in cambio gli lascerà una moneta?

Vedremo come sceglierà.

Quasi quasi oggi il compleanno non era poi così importante per lui, anche se il regalo lo ha gradito molto: delle costruzioni un po' complesse, da grande...

Lo festeggerà con più energia sabato con i suoi amici, a quelle feste tutte bambini e confusione da cui, per fortuna, i nonni sono esonerati...



 

 
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EVVAI !

Post n°1178 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da atapo
 

 

PRIMI COLPI DI PICCONE

Ce n'è voluto! Questioni burocratiche, misure che non tornavano, l' architetto che sta bene in coppia con mio marito, perché entrambi si prendono tempi tecnici rilassati,

ma finalmente VIA !!! Da qualche giorno sono iniziati i lavori di ristrutturazione nella nuova casa!!!

Per ora è più che altro distruzione... e allagamento, ma poi sarà tutto da sostituire.

Stamattina siamo stati là: il capocantiere ci ha presentato una sua conoscente che ha un grosso magazzino di tutto ciò che potrebbe servire: piastrelle, sanitari, porte ecc., per accordarci su quando andare a visionarlo.

 


Mi ha fatto un certo effetto arrivare alla casa e vedere finalmente le finestre tutte aperte, come se fossero già più accoglienti. Poi si entra e subito... ecco i primi risultati di questo inizio...

 


 

Il muratore ha detto chiaramente che ora che sono partiti viaggeranno veloci per finire entro marzo come stabilito, che per la fine di dicembre noi dovremo avergli già dato tutte le misure e le indicazioni sulle scelte di pavimenti, rivestimenti, attacchi, porte e serramenti vari: ciò vuol dire aver già scelto TUTTO, ciò vuol dire mettere in conto ore e ore di giri per negozi e magazzini, senza rinvii e temporeggiamenti, senza perdere giornate... Noi avevamo già cominciato a girellare, ad osservare, ma con molta calma!

Ho visto mio marito barcollare... qualcuno che gli mette fretta! E' l'ultima delle cose che lui vuole dalla vita! Eppure i tempi sono questi, se si considera che poi per le feste natalizie e gli inventari che i negozi fanno a cavallo dell'anno nuovo si rischia dopo di restare fermi troppo a lungo...

Mentre lui barcollava io tiravo fuori l'agenda per decidere, fra tutti i nostri impegni che forse d'ora in poi dovranno essere ridimensionati o prorogati, il giorno della visita al magazzino di questa signora, anche lei stava già consultando la sua... Noi donne andiamo subito al sodo!

Sarà per la mattinata di martedì prossimo, rinuncerò alla piscina, ma non si riusciva a fare diversamente.

 
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TERZA ETA'

Post n°1177 pubblicato il 29 Novembre 2014 da atapo
 

 

FOREVER YOUNG

 


 

Una mail ha diffuso fra noi, gruppo storico dei teatranti in lingua francese, l'invito ad un apericena (orrendo, ma efficace neologismo) che poi si è rivelato molto più cena che aperitivo vista l'abbondanza di cibarie e il protrarsi dell'incontro...

L'invito era ancora a casa di N. l'amica ungherese di cui ho già parlato qualche anno fa (forse qualche antico lettore ricorda la descrizione del suo sublime gulasch): allora era un arrivederci perchè tornava in Ungheria.

Stavolta ci si ritrovava in un'altra casa perchè lei è andata, è ritornata, ha trovato un nuovo lavoro e affittato un nuovo appartamento, ha passato dei mesi a Livorno che le è piaciuta tanto, ha recitato ancora con noi e con altri gruppi fiorentini, ma non più quest'anno perchè sta per ripartire verso la sua terra natale, per fare un po' di vacanza stavolta, così ci ha detto. Spirito vagabondo... ha quasi cinquant'anni anche se pare una ragazzina e come una ragazzina continua a vivere, curiosa del mondo e senza fretta di mettere radici.

Tutti le sono molto legati per la sua gentilezza e simpatia, in una decina abbiamo accettato l'invito.

Lei non aveva preparato il gulasch stavolta, ma un sacco di buone cosine: aperitivo al karkadè, crostini vari, spezzatino e patate, yogurt al mirtillo, salumi e formaggi... Ognuno di noi aveva aggiunto qualcosa: dolci, bottiglie di vino, anche un regalino per lei e la cena è diventata sontuosa!

Era molto curiosa di sapere come sta andando il teatro in francese di quest'anno e poichè il regista ci ha appena assegnato i personaggi questo è stato subito il più importante argomento di conversazione, le abbiamo spiegato un po' di tutto, qualcuno si è anche esibito nelle prime battute che ha già imparato (o nel loro riassunto...) Il bello è che in questo spettacolo ancora non è stato deciso come sarà la parte finale, il regista ascolta tutti, ma ha già detto che farà come gli pare, intanto noi continuiamo a inventare le conclusioni... e così abbiamo fatto anche durante la cena, divertendo molto la nostra amica.

Poi, una chiacchiera tira l'altra, non ricordo come qualcuno abbia cominciato a cantare "Avevo una casetta piccolina in Canadà...", tutti la conoscevamo e abbiamo fatto coro. La nostra ospite invece non la sapeva ... così come non sapeva altre canzoni di quel lontano periodo che subito dopo le abbiamo cantato: sfido, è più giovane di noi e non credo che fossero arrivate fino in Ungheria!

E da lì... non abbiamo più smesso di cantare!

Sapete come succede, uno dice: "E questa ve la ricordate?" e la intona.

"Sììì!" rispondono gli altri unendosi al coro e chi non la ricorda tutta canta quello che sa.

Insomma per il resto della serata abbiamo passato in rassegna le canzoni più famose dei primissimi Sanremo, degli anni '50, poi '60, poi le canzoni di lotta del '68, e così via di seguito, riconoscendo naturalmente un posto d'onore a Fabrizio De Andrè...

Io le sapevo quasi tutte. Man mano che si cantava percepivo nell'atmosfera una velata nostalgia per quel che rappresentavano per noi, una giovinezza ormai molto lontana...

Scoprivo anche che le canzoni più "antiche" io le ricordavo legate ai miei 3-4 anni, mentre per i miei compagni di serata (ad eccezione di N.) appartenevano a quando erano già più grandi... Ho scoperto così che io in quel gruppo di attori e per l'occasione anche cantanti sono la più giovane!!! Qualcuno è più anziano di me di oltre 10 anni! Ma per tutti è ancora così intensa la voglia di vita, di esperienze e di soddisfazioni...

Poi la nostra ospite si è esibita per noi in una pizzica salentina, perchè va anche a scuola di pizzica e non aveva avuto ancora l'occasione di mostrarci quanto è brava...

Avremmo continuato per un pezzo, ma forse i vicini avrebbero avuto da ridire... Abbiamo deciso di accomiatarci, dopo alcune foto-ricordo tutti insieme, che era quasi mezzanotte: una strana mezzaluna appena velata da un alone di nebbia che le dava un tono di mistero o di nostalgia ha accompagnato, verso le auto parcheggiate, la nostra allegria per la bellissima serata!

 
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