Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

LUGLIO


 

Me han traído una caracola.

Dentro le canta
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de sombra y plata.

Me han traído una caracola.

(Federico Garcia Lorca)


 

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LA PIOGGIA, FINALMENTE !

Post n°1452 pubblicato il 25 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

ACQUAZZONE

 

 

Il primo acquazzone diurno degno di tale nome (non quelle tre gocce di pioggia venute ieri, in barba alle catastrofiche previsioni metereologiche) che dopo tempi immemorabili sia caduto a Firenze, per lo meno nella parte di città in cui abito io... me lo sono beccato tutto!

Stamattina non sembrava che il tempo dovesse cambiare, sì, c'era qualche nuvoletta in più, ma non copriva la cima di monte Morello (ricordate? "Se Monte Morello ha il cappello, quando esci prendi l'ombrello"), faceva un po' più fresco del solito, tanto che ne ho approfittato volentieri per un giro al mercato settimanale lungo l'Arno, dovevo fare provvista di frutta e verdura.

Verso la fine della passeggiata, mentre aspettavo il mio turno al banco dell'ortolano, una nuvola più grigia delle altre ha lasciato cadere goccioloni per qualche minuto, ma la metà si dissolvevano nell'aria e faceva anche piacere riceverli addosso.

Sembrava fosse tutto finito così, ancora sole fino all'attesa del secondo bus per il ritorno.

Poi all'improvviso... acqua!

E dalla discesa alla mia fermata, per i trecentocinquanta metri che mi fanno arrivare a casa mia il diluvio!

Se ci fosse stata una tettoia o simili mi sarei fermata, ma l'unica possibilità era sotto gli alberi, cosa molto sconsigliata durante i temporali. E allora via, più velocemente possibile.

Il mini ombrello che tengo sempre nella borsa e che in questa stagione è più facile aprirlo per proteggermi dal troppo sole, stile turista giapponese, ha fatto il suo dovere ma è riuscito a proteggermi solo la testa e le spalle, tutto il resto fradicio, compresa la borsa-carrello con gli acquisti, così sono rimasti al fresco.

Le ciabattine estive zuppe d'acqua, era come se camminassi scalza .

Però non mi dispiaceva: finalmente un po' di pioggia, la siccità sta diventando preoccupante, offrivo volentieri il mio "sacrificio" per l'innaffiatura di quel bel temporale che tutto sommato si stava comportando bene: abbondante, ma non troppo violento, senza quel vento quasi tornado che porta via. Spero solo che non si riacutizzino raffreddore e tosse che dopo la settimana di mare si mantengono al livello minimo sindacale.

E da bravo acquazzone non è durato molto, dopo mezz'ora c'era già il sole: la pioggia aspettava al varco proprio me! Nel primo pomeriggio acqua di nuovo, ora tutto finito.

Però la cosa strana è che in tutto questo tempo monte Morello ha mantenuto la sua cima bene in vista, sgombra di nuvole... Non ci si può più fidare dei vecchi proverbi? E' cambiato il clima anche in questo? Sarebbe parecchio scocciante...

 
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SALUTO

Post n°1451 pubblicato il 23 Luglio 2017 da atapo
 

MATURA

 

bandiera dello Sri Lanka


E' venuta a farmi visita quella mia ex scolara con cui per tutto il passato anno scolastico mi sono incontrata quasi tutte le settimane per fare conversazione di francese (ne avevo parlato anche qui). "Lavoro" che io avevo iniziato con qualche perplessità e timore, ma che poi si è rivelato più semplice del previsto, guardando film in lingua originale con sottotitoli come spunto per le conversazioni...E' stato piacevole oltre che utile... e non solo per lei!

Ora ha finito l'esame di maturità ed è stata molto contenta della votazione ottenuta, non il massimo, ma comunque un punteggio molto alto.

Anch'io ne sono stata contenta... mi azzardo a pensare di aver contribuito un poco anch'io e non solo dal punto di vista del francese in cui comunque ha ottenuto il massimo nella terza prova. Credo che in questi mesi sia diventata più sicura di sè, avevo cercato di aprirla ad un modo di conoscere e di ricercare che andasse oltre lo scolastico. La sua tesina di maturità ha affrontato un tema molto originale: "La fragilità dell'esistenza dell'uomo mostrata attraverso le fotografie". Mi ha raccontato che una profe della commissione si è commossa mentre lei la esponeva e alla fine si sono tutti complimentati. Io le avevo prestato il mio libro di Robert Capa "Leggermente fuori fuoco", da cui ha tratto immagini e citazioni...

Mi ha raccontato quindi con gioia del suo esame di maturità, affermando che ne manterrà un ricordo positivo: dice che è stata una prova difficile, ma in cui ha provato una bella soddisfazione. Io sono stata molto contenta di sentirla parlare in questo modo, è ciò che dovrebbe restare di un momento così importante della propria vita.

Mi ha lasciato in dono una copia della sua tesina ed io sono rimasta sorpresa e commossa: sarà anche per me un bel ricordo di questa esperienza di quasi-insegnamento un po'... strana, così fuori dal consueto.

Io le ho regalato uno dei miei libri su Picasso, visto il suo interesse per l'arte, soprattutto moderna, Picasso è una pietra miliare: che lo si ami oppure no, non se ne può fare a meno.

Adesso si gode le vacanze meritate: andrà fra poco per un mese con la famiglia in Sri Lanka, il suo paese d'origine, a trovare i nonni. Poi l'attende una vita nuova: è stata accettata in un'università inglese per continuare gli studi e si preparerà a partire.

Questo suo futuro mi emoziona come se fosse figlia mia: sarà un'esperienza forte e importante che lei affronterà con l'impegno, la perseveranza e l'equilibrio che ha sempre mostrato fin da quando la conobbi a sei anni nella mia ultima classe di prima elementare.

Salutandola l'ho abbracciata stretta, volevo passarle tutti gli auguri possibili per l'avverarsi dei suoi sogni...

 
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RIECCOMI

Post n°1450 pubblicato il 20 Luglio 2017 da atapo
 
Tag: viaggi

PRIMA  E  ULTIMA  VOLTA

(16-7-2017)

 


 

Il giorno della partenza, quando mio marito ha aperto la porta del camper, mi sono quasi sentita male: nemmeno le sedute erano montate! E, come temevo, tutto ancora buttato all'aria, uno sportello staccato e vagante, i suoi attrezzi e fili sparsi dappertutto.
Come la casa fino a qualche mese fa.
Roba da fare dietrofront, quello che vedevo mi dava il voltastomaco.
Infatti nei primi due giorni di vacanza LUI ha sistemato alla bell'e meglio, in modo da non sentirci troppo baraccati, ma dicendo che prossimamente deve fare ancora diversi lavoretti sul camper perché gli piace così tanto questo continuo bricolage…
Io cercavo di stare all'aperto il più possibile, con una seggiolina all'ombra sotto gli alberi se non ero in spiaggia o in piscina, avevo portato il minimo indispensabile di vestiti e attrezzature per non aumentare il caos.
E qualcos'altro ha funestato parte della settimana: da qualche giorno prima della partenza mi erano venuti mal di gola, tosse e raffreddore che andavano sempre aumentando, probabilmente a causa degli sbalzi tra il gran caldo esterno e l'aria condizionata di bus, negozi e uffici, prendevo il Fluimucil ma senza grandi effetti.
Insomma sono partita che stavo male, dicevo: -O il mare mi guarisce, o mi stronco del tutto…- decisa a non rinunciare a questa opportunità di andare fuori città dopo tanto tempo. Ho fatto come se fossi in piena forma, soprattutto non mi sono negata la spiaggia e i bagni nel mare e in piscina, l'acqua è la mia passione: infatti nei primi giorni sono peggiorata e confesso che mi stavo preoccupando, temevo di arrivare alla bronchite. Invece da mercoledì l'effetto benefico dell'aria marina ha cominciato a farmi guarire, piano piano. Peccato che sia già dovuta tornare a casa, lo so che mi vorrebbero mesi di soggiorni al mare per questi disturbi, non sono proprio in forma del tutto e temo la ripresa della vita cittadina, speriamo di non avere ricadute.
A parte tutto questo, la settimana è stata rilassante, come mi ero ripromessa ho mangiato del buon pesce fritto e sono stata il più possibile col mio nipotino che solitamente vedo di rado.
Anche stavolta gli ho prestato la mia tavola da surf: quando nel 2002 andammo al mare insieme e lui aveva due anni gli piaceva starci a cavalcioni e così vinceva la paura che allora aveva dell'acqua. Ora ha fatto i corsi in piscina, sa un po' stare a galla e con la tavola si è divertito moltissimo: appena l'ha avuta tra le mani quasi d'istinto ha ricordato le poche istruzioni che gli avevo dato a quel tempo su come tenerla e oltre che a nuotare e farsi trascinare dalle onde provava anche a salirci da solo e a cavalcarla in equilibrio.
Conclusione: ora la tavola la tiene lui per il resto dell'estate, perché tornerà al mare anche in agosto. Gli altri nipotini più grandi ce le hanno già, le hanno trovate per pochi euro ai mercatini dell'usato.
Per il resto, in quella zona non c'è niente: solo campeggi, stabilimenti balneari, due spiagge libere, pochi negozietti e qualche trattoria-rosticceria attorno ad un incrocio, per trovare attrattive o passare una serata bisogna fare chilometri, quindi occorre l'auto. Un solo vero ristorante, che abbiamo collaudato, per fortuna offre ottimi piatti.
Tutto e solo relax duro e puro… un po' eccessivo anche per noi.
Così un pomeriggio siamo andati sulle Alpi Apuane a vedere le cave di marmo. Ho scelto io questa meta, pensando che a Riccardo sarebbe piaciuta. Infatti è rimasto affascinato dal paesaggio, dai macchinari, dalle gallerie, interessatissimo al piccolo museo all'aperto sul lavoro dei cavatori, allestito alle cave di Fantiscritti. Sulla via del ritorno un passaggio a Colonnata dove oltre ad ammirare le cave è obbligatorio gustare il lardo squisito preparato nelle conche di marmo secondo ricette antiche. E' stata proprio una bella gita alla scoperta di un mondo che non avremmo mai immaginato.
Penso che sarà il ricordo più interessante di questa settimana, concordo con mio figlio quando dice:-Tornare in vacanza qui? Non mi vedranno più.- Aveva accettato solo perché una coppia di loro amici ci passa, da anni, tutte le ferie, per stare un po' di tempo anche in loro compagnia.

PS: solo oggi riesco a pubblicare, dopo vari giorni in cui nel blog non si poteva fare niente, spesso nemmeno aprirlo: Libero, che succede?

 
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SEI PIU' SEI

Post n°1449 pubblicato il 06 Luglio 2017 da atapo
 

A  META'

 

Marina di Massa

E' già passato mezzo anno... e in fretta, troppo in fretta. Più si avanza con l'età, più il tempo corre, chissà perchè questa sgradevole impressione, che tutti provano a quanto ho sentito.
Mi sono trascinata nei primi sei mesi le mie ansie, le mie amarezze e le mie stanchezze che durano da qualche anno e aumentano sempre più, avevo la speranza che l'estate avrebbe portato un po' di tregua e mi avrebbe consentito di rilassarmi e forse anche di chiudere qualche capitolo poco gradevole.
Invece niente, il caldo atroce si è sommato all'ultimo inconveniente cioè il dover restare tre mesi senza patente in famiglia: la fatica delle spese sempre col carrettino da trascinare, l'impossibilità di approfittare dei bei momenti culturali e festaioli che nella prima parte dell'estate abbondano a Firenze, ma sempre in orario tardo pomeridiano o serale naturalmente, per godersi il fresco...
Mio marito ha varie incombenze da sistemare e andava in giro in bicicletta: io stavo in ansia per il traffico e questo caldo assassino, alla sua età non c'è da scherzare! Infatti un giorno è caduto, ha preso una botta su una gamba che poi si è gonfiata, compresi piede e caviglia. Nulla di rotto per fortuna, ma la preoccupazione c'è stata e ora non può più andare nemmeno in bicicletta, nè camminare a lungo. Quasi bloccato pure lui!
Sto facendo il conto alla rovescia per arrivare a quel benedetto 27 luglio in cui farà la visita definitiva e spero che la risposta (e la patente) gliela diano subito, che non ci sia da aspettare per trafile burocratiche!
All'inizio del 2017, in una pagina nascosta dell'agenda, avevo scritto una lista di cose da fare in quest'anno. Non le ricordavo nemmeno più, a fine giugno sono andata a rileggerle: male!  Solo in una ho mantenuto per ora l'impegno: leggere molto, per "smaltire" un po' i libri che ho comprato perchè mi attiravano e che non ho ancora letto. Per il resto... altamente insufficiente!
Lo sapevo che sono inutili queste liste, avevo ceduto per la prima volta per vederne gli effetti... ci sono ancora altri sei mesi, chissà se recupererò qualcosa...Però è un po' deludente la situazione attuale!
Mio figlio ci è venuto in soccorso: la settimana prossima loro hanno preso un bungalow a Marina di Massa, in un campeggio. Ha proposto che sua moglie, figlio e bagagli andranno in auto, lui guiderà il nostro camper e andremo in campeggio insieme.
Confesso che dopo tutto quello che c'è stato le prime vacanze dal 2014 non volevo proprio farle in camper... nè in Versilia, ma a tutt'oggi questo passa il convento e mi devo accontentare.
Il camper però non era stato più riaperto dopo il nostro "soggiorno obbligato " di due mesi nel 2015, era da controllare, ripulire ecc. Quando andava in bici fino al rimessaggio mio marito ha fatto qualcosa, ma ora non può più: dopodomani dovremo partire così com'è e... finire di sistemarlo nella settimana in cui saremo al mare. Bella prospettiva vero? Questo ultimo imprevisto mi ha smorzato non poco la soddisfazione, anche se piccola, di mettere finalmente il naso fuori di casa.
Credo che la settimana prossima mi sembrerà di toccare il cielo con un dito se riuscirò a riposarmi su uno sdraio in riva al mare o in pineta, a fare qualche bagno, a leggere, a mangiare pesce fritto e naturalmente a giocare con quel nipotino che vedo così poco.
Per stavolta non ho voglia di nessuna altra avventura, sono troppo stanca, non assicuro nemmeno di scrivere qui.

 
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CENA PERUVIANA

Post n°1448 pubblicato il 02 Luglio 2017 da atapo
 

10  ANNI  DOPO

 

Patate alla Huancaina

 

Mi hanno invitata ad una cena di retrouvailles... con i miei ex alunni dell'ultima classe, quella che ho lasciato a metà percorso per motivi di salute, per andare in pensione.
La classe di cui ho parlato spesso agli esordi di questo blog, nato anche dal trauma e dalla solitudine di quel pensionamento improvviso e imprevisto.
Ben dieci anni fa! E questo mi porta ad altre riflessioni, che non saranno però l'argomento di oggi.
L'occasione dell'incontro è stata un po' particolare: tra di loro c'è una compagna down, che in questi giorni compie venti anni (è maggiore di un anno rispetto agli altri).

Un gruppetto di mamme aveva creato rapporti di amicizia al di fuori dell'ambito scolastico e ha continuato a mantenerli anche con la mamma di questa ragazza, che è sola a gestire la figlia, sempre circondandole di affetto e disponibilità.
Ed ora, poichè mamma e figlia sono di origine peruviana, hanno organizzato la cena di compleanno in un ristorante peruviano del quartiere.
Sono riuscite a rintracciare più di metà classe, tra gli assenti chi si è trasferito, chi ha perso i contatti... Insomma, alla cena eravamo in tanti, tra figli, fratelli e genitori: pensare che quasi tutti i presenti stanno affrontando gli esami di maturità, tranne due che hanno perso un anno durante il percorso, ma anche chi aveva la prova orale il giorno dopo non è voluto mancare. Una mi ha confessato che all'inizio si sentiva molto imbarazzata, temeva di non sapere cosa dire dopo tanti anni, ma poi è stata felicissima: il ghiaccio si è sciolto subito, hanno chiacchierato, riso e scherzato tutti insieme come se si fossero lasciati il giorno prima.
Invece sono passati 10 anni: ne avevano nove, ora ne hanno 19! Chi è cambiato molto ed è quasi irriconoscibile, chi è rimasto simile a quando era bambino, ma tutti sono ... bellissimi!
Già, ai miei tempi l'adolescenza era difficile anche fisicamente, in molti eravamo brutti e sgraziati, ora invece grazie allo sport, all'alimentazione, ad una maggiore cura di sè, hanno tutti una bellezza e una gradevolezza impensabili allora. E, da quanto mi hanno raccontato loro e i genitori, in genere si sono impegnati nello studio, io ho confermato che se c'era una caratteristica di quella classe era proprio questa, la grande volontà di fare bene, l'impegno in ogni proposta di lavoro, anche chi aveva difficoltà non si arrendeva mai. Io del loro gruppo ricordo principalmente questo, che aumentò in me il grande dispiacere provato nel lasciarli.
Anche in questa occasione sono stati molto affettuosi con la loro compagna festeggiata: ha ricevuto regali, una torta enorme e le candeline da spegnere... dopo che alla cena abbiamo gustato piatti e bevande tipiche della cucina peruviana, apprezzati da tutti. La mamma si è commossa e ha detto che si è sempre sentita come in una grande famiglia, insieme a questi compagni e genitori della prima scuola di sua figlia.
Una bellissima serata, anche per me commovente nei ricordi che mi ha ravvivato... e un mondo di auguri per gli esami, l'università, il lavoro, l'amore... il futuro di questi splendidi ragazzi!

 

PS: noto che ora con Libero si ragiona: posso mettere i colori, aggiornare i box... spero che duri!

 
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FINE DELLA SCUOLA

Post n°1447 pubblicato il 29 Giugno 2017 da atapo
 

PAGELLE, DIPLOMI… SENZA FESTA.

 


 

I miei due nipotini più grandi, già alla scuola primaria, hanno ricevuto le pagelle di fine anno scolastico: promossi, naturalmente, entrambi con voti molto alti. Lascio per un attimo perdere la questione “voti sì, voti no” e mi rallegro per questi loro risultati “burocratici”, ma sono più compiaciuta per i giudizi positivi scritti dalle maestre sui loro progressi di crescita “umana”.

Il nipotino che quest'anno conclude la scuola materna ha ricevuto, come si usa ora, il suo bel diploma e cappello col tocco, immortalati dalle foto di mamma e nonna che però qui non metterò (grazie Libero).

Tre anni dopo e nella stessa scuola del fratello maggiore, ma quanto diversa è stata la “cerimonia”!

Tre anni fa la raccontai anche qui: nel salone con tutti i compagni della scuola, anche quelli più piccoli, tutte le classi insieme, tutti i genitori e parenti vari, un solenne Inno di Mameli in apertura, tanti canti di tutti i bimbi insieme e dopo che ogni DIPLOMATO aveva avuto il suo attimo di celebrità in piedi sul tavolo fra gli applausi scroscianti… tutti al buffet della merenda per concludere insieme il pomeriggio in allegria.

Invece quest'anno solo i bimbi di cinque anni e due classi soltanto per volta erano nel salone, solo due adulti per bambino erano autorizzati a presenziare (nonna e mamma nel nostro caso, perché il babbo al lavoro avrebbe dovuto prendere permesso per appena un quarto d'ora…). Una canzoncina cantata dalla ventina di cinquenni emozionati allineati in semicerchio, la chiamata di ognuno al centro, la consegna di diploma e cappello, un applauso dei presenti, un saluto alle maestre e subito via, fuori, perché altre due classi dovevano fare la stessa cerimonia.

Come mai questa differenza e questo attuale squallore?

La causa sta nella dirigente dell'istituto comprensivo che c'è stata negli ultimi due anni, una persona fuori di testa che è riuscita a distruggere tutte le iniziative positive delle sue scuole e a rovinare il clima di accoglienza, partecipazione e impegno fra i docenti. E' dove ho lavorato anch'io e fra ciò che mi racconta mia figlia e ciò che ho saputo dagli ex-colleghi ho ben presente lo sfascio di un istituto comprensivo che in una zona difficile della città era da anni molto attivo nell'integrazione di ogni tipo di alunno. Questa preside ha proibito TUTTO quello che poteva proibire, ha annullato tutte le iniziative, ha gestito in maniera esclusivamente e ottusamente burocratica e personalistica ogni problematica sia delle famiglie che degli insegnanti. Tirando in ballo la responsabilità e la sicurezza da due anni non si sono più fatte feste per la fine della scuola (né per altre occasioni): quei bei pomeriggi organizzati tra genitori e insegnanti, che erano momenti di apertura al quartiere, di saluto e anche di incontro e ritrovo con gli ex alunni, a cui partecipavo anch'io, che ho raccontato qui. Anche per le gite ostacoli su ostacoli, molti insegnanti ci hanno rinunciato. Il nipotino che ora ha finito la terza primaria ha avuto un ultimo giorno di scuola come tutti gli altri, dice che sono stati solo di più in giardino a giocare con l'acqua.

Se avessi voluto continuare il mio corso extracurriculare di teatro in francese, non oso pensare a come mi avrebbe trattata, forse non l'avrebbe nemmeno più consentito…

E' riuscita così bene nel suo intento demolitore che ora ha tutti contro e ultimamente ha avuto due ispezioni ministeriali, pare che per l'anno prossimo verrà mandata via (a far danni da un'altra parte?) . Pare… ancora ufficialmente non si sa nulla…

E chi verrà si troverà una situazione disastrosa, avrà molto da fare… ci vorranno anni per ricostruire quel clima positivo e quell'entusiasmo che è andato perduto così in fretta.

 
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TUTTI SCRIVONO

Post n°1446 pubblicato il 25 Giugno 2017 da atapo
 

TUTTI  PUBBLICANO



Hermann Fenner Behmer, "What to write"


Chi mi legge da tempo sa che su facebook faccio parte di un gruppo che"gioca" con le parole e la scrittura: ogni settimana siamo invitati a scrivere un raccontino in 400 caratteri spazi compresi, che contenga due parole assegnate a caso dal coordinatore. Non si vince nulla, ci si diverte a leggere e commentare reciprocamente i nostri "capolavori".

E' naturale che in un gruppo simile ci siano anche SCRITTORI, più o meno "veri", oltre ad appassionati e dilettanti come me.Ogni tanto qualcuno di loro fa conoscere on line il suo ultimo libro pubblicato, a volte l'ho anche comperato e letto con interesse, qualcuno fa presentazioni in giro per l'Italia e quando una signora di queste capitò a presentare a Firenze la sua opera andai incuriosita ed ebbi modo così di conoscere una donna umanamente molto ricca ed interessante.

Poi ho un'amica che è un "pezzo grosso" in campo artistico, anche lei scrive e pubblica libri legati al suo ruolo lavorativo ed è naturale...

Qualche tempo fa raccontai qui di quell'altra amica che aveva pubblicato la sua autobiografia legata soprattutto alle sue imprese sportive e poco dopo pubblicò un libro con i suoi racconti...

Di un professore di francese che recitava con me sono usciti due romanzi.

Di un amico ho scoperto la pubblicazione di libri di poesie e ricerche storiche.

E ultimamente...

Ho ritrovato tramite facebook una compagna delle scuole medie, che ora vive in Australia. Ci siamo date l'amicizia e poco dopo lei ha pubblicato la sua autobiografia: ne ho lette diverse pagine on line,quelle che mettono per presentazione e, come avevo intuito, questa persona ha avuto una vita molto avventurosa e sopra le righe...impensabile, se ricordo come era ai tempi della scuola media!

L'ultima sorpresa l'ho avuta da una mia ex-collega insegnante: nonostante ci manteniamo in contatto e condividiamo un certo tipo di scuola accogliente e integrante, niente mi avrebbe fatto pensare che potesse pubblicare una storia di donne immigrate... Invece ecco il suo libretto fresco di stampa, da una casa editrice del sud Italia. E mi pare che con la stessa casa editrice abbia inserito dei suoi racconti per bambini in una antologia...

Per non parlare di mia zia e mia cugina, che mi hanno omaggiato dei libri con le loro poesie.

In genere tutti questi autori pubblicano con case editrici quasi sconosciute, oppure in quei sistemi di pubblicazione a loro spese...

Però, quanta gente si dà da fare per scrivere, inventare, far stampare e far conoscere le proprie storie, fantasie, esperienze!

E allora confesso che anche a me piacerebbe.

Ci provai, moltissimi anni fa appena arrivata a Firenze. Avevo scritto cose per bambini che avevo collaudato con successo tra i miei alunni e diffuso in fotocopie tra colleghi che le usavano nelle loro classi. Contattai una casa editrice fiorentina, mi dissero che prendevano in considerazione le mie proposte solo se mi fossi presentata con le tavole preparate da un illustratore... Cosa per me impensabile. Che fosse stato un modo gentile per togliermi dai piedi?

Però qualche anno dopo vidi pubblicate proposte molto simili alle mie...Qualcuno poi mi disse che bisogna essere presentati, avere conoscenze... e io lasciai perdere, delusa e scandalizzata..

Ora tutti pubblicano... a proprie spese magari, con diffusione solo tra amici e parenti o poco più, ma vuoi mettere la soddisfazione di passare ad altri storie e messaggi?

E io cosa scriverei? La mia autobiografia? Quella lavorativa potrebbe essere interessante, ne avevo l'intenzione appena andata in pensione, la scuola come ci ho lavorato io non esiste più, qualcuno la rimpiange, qualcuno la riscopre ora dopo lo sfascio che si è via via aggravato negli ultimi anni...

Ho qualche racconto nel cassetto, qualcuno era finito anche su queste pagine di blog anni fa ed era piaciuto ai lettori...

E da un po' di tempo ho una storia in mente, che ambiziosamente potrebbe diventare un romanzo... Una storia che inizia nel 1968 e arriva ad ora, una storia dove alcuni elementi ed episodi della mia vita danno il via ad altro di inventato. Ultimamente, quando dopo l'incontro con l'amica di Bologna sono riemersi dai ricordi e da internet fatti e persone di quel periodo, questa storia che si stava formando nella mia testa è come se si affacciasse con più forza, resta lì a dirmi:-Allora? Che ne fai di me?-

Poi mi dico che no, è tutto solo nelle mie fantasie, che gli altri scrivono senz'altro cose più interessanti delle mie, che non vale la pena perdermi anche dietro a questo, che a nessun editore interesserà e che è inutile buttare via denaro per autoincensarmi con una pubblicazione personale.

Ma la storia continua a restare lì, fissa. Per questo tempo fa mi colpì la citazione che diceva:

"Sono convinto che ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro.

Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia."

(da Trilogiadella città di K. di AgotaKristof)

L'ho sentita rivolta a me.



 

 
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ESAMI

Post n°1445 pubblicato il 21 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: memoria

OGGI e ... L'ALTRO IERI




Volevo scrivere di un altro argomento, ma oggi questo si impone e ciò che avevo in mente lo rimanderò ad altro momento.
Oggi iniziano gli esami di maturità, da vari anni non mi sentivo coinvolta, leggevo i titoli dei temi per curiosità e passavo ad altro, Ricordo una bellissima poesia di Quasimodo da commentare l'anno in cui sostenne l'esame mia nipote, alla quale avevo suggerito qualcosa per la sua tesina sugli Impressionisti...
Ecco, quest'anno è un po' così, perchè oggi comincia la prova quella mia ex-alunna originaria dello SriLanka che dall'autunno scorso viene a fare conversazione di francese con me. Conversazione in lingua sugli argomenti più disparati, ho già raccontato qui dell'idea di prendere in prestito dall'Istituto Francese i film in versione originale con sottotitoli in francese: ne abbiamo visti un certo numero, poi ad ogni film lei mi faceva il riassunto, mi presentava i personaggi, le tematiche dei film servivano ad ampliare i discorsi, a discutere opinioni, a cercare altre informazioni su internet.
E' una ragazza curiosa, interessata, spero di averle aumentato l'interesse ad approfondire, a ricercare, a collegare... cosa che nelle ore scolastiche mi pare facessero poco. Qualche giorno fa mi ha mandato i voti di ammissione all'esame: ha la media dell'8,25 e mi pare buona, ieri sera le ho inviato per SMS gli auguri scaramantici a cui lei ha risposto stamattina prestissimo, immagino prima di uscire per la grande prova. Se tutto va liscio l'anno prossimo frequenterà l'università in Inghilterra: viene da una famiglia modesta, ma che considera la cultura della massima importanza e per questo fa ogni sacrificio.

Come mi accade in queste situazioni ripenso al mio esame di maturità... nel 1969.
Era stato appena riformato e semplificato, noi avremmo fatto da cavie. Due prove scritte: italiano e una seconda che per noi fu matematica (All'istituto magistrale?! Mah!). Quattro materie decise dal ministero per l'orale: italiano, storia, filosofia, scienze; una l'avremmo scelta noi e l'altra veniva indicata per ognuno il giorno dell'orale dalla commissione che era tutta complosta di prof esterni, tranne uno della classe. Io naturalmente avevo deciso di portare italiano che era il mio forte, era quasi sicura che non mi avrebbero dato storia, troppo simile, pregavo ardentemente per scienze, dato che filosofia la odiavo e ci avevo sempre capito poco (grazie alla "sublime" insegnante). Mi andò bene, ebbi scienze. Lo scritto di italiano mi sembrò interessante, non ricordo il titolo esatto, scelsi un tema sulla condizione e le aspettative dei giovani, quanto mai di attualità in quell'anno successivo al '68, periodo turbolento in cui i giovani erano di attualità.
Ho ritrovato tempo fa fra documenti del passato un articolo di giornale che presentava il lavoro della mia commissione d'esame: perchè fui cavia due volte, il presidente volle fare all'orale gli esami di gruppo, entravamo tutti insieme i candidati del giorno e la conversazione era unica, si era chiamati a intervenire qua e là, non solo ad esporre del nostro. Un esame che durava tutta la mattina, un po' sfiancante, ma forse meno ansiogeno del trovarsi soli a tu per tu con la commissione.
Beh, io avevo dimenticato questo particolare organizzativo, quel ritaglio di giornale mi ha rinnovato la memoria, ma se dovessi raccontare come andò, cosa mi fu chiesto... buio totale! Ho rimosso quasi tutto.
Forse perchè quell'esame capitò in un momento molto difficile della mia vita: mio padre era ricoverato in ospedale, si andava aggravando e le speranze di guarigione si affievolivano. 

La mia mamma era quasi sempre da lui, io a casa col mio fratellino di 11 anni in quell'estate terribile (gli esami cominciavano allora il primo luglio e la prova orale per me fu dopo il 20, credo 21 o 23). Avevo studiato molto, ma c'erano gli impegni di casa, da andare a trovare papà per dare il cambio alla mamma (ricordo che studiavo anche in bus perchè l'ospedale era dall'altra parte della città), ogni giorno aumentava la preoccupazione per il futuro che si presentava molto tetro. Io che avrei voluto continuare a studiare avevo il forte timore di non potermelo permettere... E il giorno dopo l'esame orale il mio impegno al capezzale di papà aumentò, ora che non dovevo più prepararmi.
Ecco a cosa è fortemente legato il ricordo, vago, della mia maturità ... scolastica.
Perchè io mi sono sempre detta che il mio VERO esame di maturità cominciò un mese dopo, quando mio padre morì.

 
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PROVA

Post n°1444 pubblicato il 20 Giugno 2017 da atapo
Foto di atapo

E' un post di prova, per vedere cosa sta combinando oggi Libero: 

ogni giorno una novità
e sempre peggio...


 
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PRIMA GITA

Post n°1443 pubblicato il 16 Giugno 2017 da atapo
 

RITORNO  AL  CASTELLO

 

Parma. il castello di Torrechiara

Dicevo di aver voglia di vacanza…
Ho cominciato con l'organizzare qualcosa, anche se piccolo, un giorno solo di “fuga”
Un'amica di Bologna voleva acquistare alcuni piatti dell'eredità dei miei suoceri… ci dicevamo che prima o poi ci saremmo incontrate, intanto glieli avevo messi da parte.
Lo stesso per la mia amica che lavora al castello vicino Parma. Ora quest'ultima si è rotta una gamba: faccenda spiacevole, ma questo mese in cui non lavora ed è a riposo ha giocato a favore di un incontro a tre, con allegata consegna di stoviglie vintage.
Così ieri mattina sono partita di buon'ora con le stoviglie ben imballate nel carrello della spesa e ho preso il treno per Bologna: per fortuna non erano troppo pesanti, ma fragili sì e trattavo questo prezioso bagaglio con i guanti. Del resto mi bastava che arrivassero indenni a Bologna, dopo le abbiamo messe nel bagagliaio dell'auto dell'amica bolognese e siamo partite per le colline di Parma. Altre due ore di viaggio, senza navigatore, ma avevo stampato la carta di Google con le indicazioni stradali e mi sono ritrovata a fare io da navigatore, come quando andavamo in camper con mio marito: la sorte ci ha assistito e non abbiamo sbagliato strada nemmeno una volta.

Dopo un caldo soffocante a Bologna e lungo la strada, speravo che almeno sulla collina del castello ci sarebbe stata tregua e una temperatura più sopportabile. Macche! Caldo atroce anche lassù! Facendo corrente con varie finestre aperte, nonostante i muri spessi, si migliorava di poco. Impensabile anche soffermarsi nel bel camminamento sulle mura dove la nostra amica castellana coltiva nei vasi i fiori e le piante aromatiche: tanto profumo, ma anche un sole implacabile.
Comunque l'incontro di tre amiche che da tanto non si rivedono fa dimenticare ogni disagio e così abbiamo passato qualche ora piacevole a raccontarci di tutto e di più… di vita… di lavoro… di mariti, figli e nipoti…
Ne sentivo la necessità di un tempo così, ora che non si organizzano più le giornate tra “le dame della Montagnola”: sono i cambiamenti e le trasformazioni delle vite di tutti, allora è una gioia se si riesce a rinnovare in modi diversi le occasioni di stare insieme.
Io e l'amica castellana ci conosciamo ormai bene, con l'amica bolognese finora avevo avuto meno occasioni di rapporti e confidenze: ieri, in quattro ore di viaggio insieme fra andata e ritorno, direi che abbiamo recuperato. Anche lei è stata insegnante, ora è in pensione da due anni, anche lei ha lavorato in scuole e situazioni di frontiera, come è stato per me.

Non sapevo esattamente quanti anni avesse, ho scoperto che ha solo due anni meno di me, aveva frequentato a Bologna il mio stesso Istituto Magistrale e, senza conoscerci, per due anni vi abbiamo “coabitato”, io fra le più grandi, lei nelle classi inferiori. Era attorno al 1968, l'inizio del periodo “caldo” della contestazione a cui per diversi mesi partecipai anch'io, abbiamo ricordato nomi dei compagni più attivi e qualcuno lo conoscevamo entrambe: ieri sera tornata a casa sono andata a ricercarne tracce in internet… ho ritrovato vecchie foto che mi ricordavano la mia adolescenza contestatrice, ho identificato anche qualcuno che conoscevo, che era in classe con me… Chissà come sono ora, cosa gli ha riservato la vita?
Avevo una leggerissima nostalgia, quella che viene quando ci si immerge nei ricordi della propria gioventù e si sente che appartiene ad un periodo lontanissimo...


 
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ALLUVIONE IN SCENA

Post n°1442 pubblicato il 14 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: teatro

CALDA  REPLICA

Lo spettacolo sull'alluvione a Firenze in cui ho recitato nel novembre 2016 è stato messo nel cartellone estivo del nostro quartiere.

Si tratta di una serie di rappresentazioni (teatro, musica, danza) che da alcuni anni il quartiere offre gratuitamente ai cittadini una sera alla settimana, all'aperto, nel giardino di una villa.
C'è di che esserne fieri!
Però non era possibile replicare il nostro spettacolo esattamente come l'originale, c'è una bella differenza tra l'essere su un palcoscenico, con le quinte e gli spazi per gli oggetti di scena, e l'essere in un piccolo spiazzo alla base di una piccola scalinata. Allora la nostra regista ha trasformato le parti narrative in letture sceniche, mantenendo uguali le parti dell'inizio e della fine, in cui c'erano scene corali. Nell'ultimo mese ci siamo allenati per questa nuova versione, all'uso del leggìo, dei microfoni, dei nuovi spostamenti necessari. Anche se non c'era più il problema della memoria del testo, bastava leggere ciò che comunque tutti ricordavamo ancora abbastanza bene, era necessario allenare la memoria dei nuovi gesti e delle nuove posizioni.

 


E ieri sera siamo andati in scena. Ieri, giorno torrido come tutti questi ultimi precedenti, alle 19, quando ci siamo ritrovati alla villa per la prova tecnica prima dello spettacolo, il sole era ancora alto, caldissimo e di fronte ai nostri occhi, per cui noi ci scioglievamo quasi accecati...
A tratti arrivava il vento che, se mitigava un po' l'arsura, faceva però volare via i fogli dai leggii: abbiamo dovuto correre alla ricerca di mollette da bucato e imparare a staccare, voltare e riattaccare i fogli senza perderne nessuno, con abilità e indifferenza.
Alle 21.15 tutto è cominciato con i saluti delle autorità, finalmente il sole era tramontato, avevamo risolto il problema del vento... e tutto è filato liscio, con divertimento nostro e pare anche del pubblico, visti gli applausi alla fine e i complimenti dopo. Bene, così siamo abbastanza tranquilli che il quartiere sovvenzionerà il gruppo di teatro anche per l'anno prossimo... l'abbiamo fatto anche per questo, naturalmente!
Io ero solo preoccupata... dei fili! Sì, i fili dei microfoni e delle varie apparecchiature sonore che correvano sul pavimento, non come sul palcoscenico del teatro che è tutto sgombro: lì avevo paura di inciampare e di combinare qualche disastro! Per fortuna ho evitato questa figuraccia...
E ora vacanza dal teatro. Durante l'estate la regista di questo gruppo dovrebbe farci avere il nuovo copione, la regista degli "Spostati" ci ha già detto che vuole riprendere uno spettacolo degli anni passati, dove però io avrò una parte diversa... ma ci sarà tempo per pensarci.
Ora ho voglia di fare altro... più vacanziero!

Le foto che vedete sono state scattate da un amico fotografo, P.B., le ho copiate-incollate da Facebook, fra un po' spariranno...

 
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ERBA

Post n°1441 pubblicato il 12 Giugno 2017 da atapo
 

PRIMO TAGLIO

L'erba è già da tagliare. Non è che sia cresciuta proprio perfetta, da qualche parte è folta, in altri punti molto rada, comunque come primo esperimento bisogna accontentarsi.

Insieme all'erba sono cresciute le piante infestanti, andavano tolte via via, ma, si sa, LUI ha sempre altro di più importante... Comunque spero che il tagliaerba faccia il suo dovere spietato anche con quelle e, almeno per adesso, le tenga sotto controllo...

La lavanda ha dei fiori bellissimi e attira tutto un via vai di api e insetti, verrebbe voglia di mettere un'arnia per fare il miele di lavanda... Sogni!

Anche la yucca ereditata da mio figlio è rigogliosa, gli alberini nuovi sembrano tranquilli, con qualche fogliolina appena spuntata, così come i cespugli di spirea e di nandina. Invece i cespugli di corbezzolo e le piccole cicas mi pare stentino un po' ad ambientarsi, continuano ad avere delle foglie gialle.

Libero ha chiuso la possibilità di mettere foto negli album, qui provo a metterne una del giardino attuale, facendo un giro tortuoso per farla arrivare...

 


E se si confronta col giardino del marzo 2016... la differenza si vede!


 
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BUON APPETITO

Post n°1440 pubblicato il 07 Giugno 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

RISTORANTE

Al Merlo Ingordo



 

Quando l'anno scorso la vicina di casa decise di trasformare il suo giardino-giungla in un giardino serio ed eliminò un mucchio di piante e di fiori, ci regalò tre piantine di lamponi, un po' malandate, ma lei diceva che erano ancora vive. Non so perché proprio quelle, con tante che buttava via e che magari avrebbero un po' riempito il nostro giardino-deserto, comunque “a caval donato non si guarda in bocca” e le trasferimmo da noi al di qua della rete, a pochi metri di distanza da dove si trovavano prima. Ai primi tepori sono nate nuove foglie ed ora i frutti stanno maturando.

A me i lamponi piacciono moltissimo… sognavo di mangiarli così, appena raccolti, oppure affogati nello yogurt bianco o nel gelato di vaniglia. Maturano pian piano, non se ne possono raccogliere molti tutti insieme.

Però c'è qualche difficoltà: le piante sono distanti dal sentiero lastricato, bisognerebbe camminare sull'erba per avvicinarle, ma l'erba è ancora in crescita, è bassa, il giardiniere si è raccomandato di non camminarci sopra finché non è più alta, per non sciuparla. Così ammiro da lontano quelle invitanti palline rosse.

Invece c'è QUALCUNO che non ha bisogno di calpestare l'erba per arrivare ai lamponi! Ho scoperto che i merli sono ghiotti dei lamponi, abbiamo diversi merli che sostano nel giardino e che ormai non temono neppure più la nostra presenza, quasi ci zampettano in mezzo ai piedi.

E sfacciatamente mi guardano quando sui rami dei lamponi… zac! Staccano e mangiano quelli più grossi e più maturi! Ormai non riescono nemmeno più a maturare completamente!

Io osservo la crescita dell'erba e ricordo a mio marito che le innaffiature debbono essere frequenti e abbondanti (parole del giardiniere!): arriverò a poter raccogliere un po' di frutti prima della fine della stagione?

O per quest'anno saranno solo da dessert per gli alati autoinvitati?

 
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NUOVI AMICI

Post n°1439 pubblicato il 03 Giugno 2017 da atapo
 

SORPRESA

 

Pontassieve

Questo PONTE lungo e soleggiato da passare senza auto e con autobus dagli orari rigorosamente festivi, quindi molto diradati, non mi metteva certo di buonumore.

Poi ieri all'ora di pranzo mi ha telefonato un amico del teatro, dicendomi che il musicista-pittore della compagnia, un artista abbastanza originale che ci accompagna col pianoforte negli spettacoli e che dipinge i fondali delle scene, gli aveva riferito di aver terminato alcuni affreschi-murales che gli erano stati commissionati in uno spazio pubblico da un Comune verso la montagna fiorentina risalendo il corso dell'Arno e della Sieve. Se volevamo andarli a vedere...

E l'amico attore aveva pensato di approfittare della bella giornata per fare una piccola gita con sua moglie, salire in quel paese a vedere le pitture e a prendere un po' di fresco. Invitava anche me e mio marito, se volevamo unirci a loro, visto che non abbiamo la possibilità di usare l'auto...

Questo amico ha qualche anno più di me, come sua moglie, e sono due persone dal cuore d'oro. Non hanno avuto una vita facile, io conosco soprattutto lui perchè lavoriamo insieme fin dal corso al teatro Le Spiagge. Dato che abita dalle mie parti spesso mi dà un passaggio per andare e tornare dalle prove, così chiacchierando in auto ci siamo conosciuti meglio. Sua moglie invece è più facile che la incontri a fare la spesa al supermercato, ma prima di ieri non eravamo ancora molto in confidenza.

Ieri sono stata sorpresa e contenta che abbiano pensato a noi e ancora prima di parlarne con mio marito avevo già deciso di accettare. Così quando mio marito come al solito ha fatto il prezioso all'inizio sbuffando e facendo i soliti discorsi, gli ho detto:- Poche storie! Che tu venga o no, io ci vado! Non dovrò mica restare bloccata in casa a soffrire il caldo perchè tu non hai la patente!-

Così è venuto anche lui.

E' stato proprio un pomeriggio piacevole. Gli affreschi non li abbiamo visti, solo intravisti da un cancello semichiuso con una catena, perchè a quanto pare quello spazio è fruibile solo in certi orari che però non stavano scritti da nessuna parte e il nostro pittore al telefono non era raggiungibile.

In compenso nel paese c'era una festa che riguardava il vino, famoso prodotto locale, con bancarelle, sfilate, musica. Già il centro storico è carino per conto suo, ieri così addobbato e in festa era ancora più bello. E c'era un venticello proprio gradevole ad accompagnarci nella passeggiata.

Questa coppia è davvero simpatica e anche mio marito si è trovato a suo agio: lui e l'altro sono entrambi aggeggioni, amanti del bricolage e ne avevano da raccontarsi! La signora è molto diversa da me, però di argomenti in comune ce ne sono ugualmente, tra figli, nipoti, famiglie, cucina e... acciacchi!

Insomma, ieri sera quando siamo tornati a casa mi sentivo allegra e leggera e mentalmente inviavo un ultimo GRAZIE tutto mio personale a queste persone, dopo quelli doverosi quando ci hanno scaricati davanti a casa nostra al ritorno.

E dato che mio marito mi ha detto -Sarebbe ora che cominciassimo a invitare qualcuno a cena nella casa nuova!- (Con che coraggio non lo so, vista la confusione, gli scatoloni ancora in giro e i mille impegni che LUI dice di avere sempre per defilarsi da certi aiuti domestici...)... insomma, nella lista delle persone da invitare a cena inserisco senz'altro anche questa coppia di nuovi amici!

 

 
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CI RISIAMO

Post n°1438 pubblicato il 31 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: cronaca

LIBERO  CHE  FAI ?

Tornata la possibilità di caricare le mie foto negli album, ecco da ieri una nuova sgradevole sorpresa:

nei box qui accanto non posso fare niente, nè aggiungere, nè cambiare, nè inserire lihk.

Volevo aggiornare i libri letti, i collegamenti ai mesi passati... niente di tutto questo. 

Sono riuscita a inserire la poesia del mese nuovo, ma ho dovuto provare più volte.

Che succede? Viene una piccola voglia di emigrare in altre "terre"... come molti hanno già fatto...

E anche il mio PC ha ripreso ad esasperarmi con la sua lentezza e difficoltà di collegamenti...

 
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ACQUA !

Post n°1437 pubblicato il 27 Maggio 2017 da atapo
 

VISITA  DI  CONTROLLO

 

le mie calle appena sbocciate

Non si tratta di me stavolta, ma del giardino.
Il giardiniere, una volta seminata l'erba, potato il potabile e piantato il piantabile, aveva detto che sarebbe ritornato per controllare la situazione, raccomandandosi di innaffiare molto nel frattempo per agevolare la nascita e la crescita del prato.
Innaffiare... un  nuovo motivo di discussione in famiglia... perchè mio marito annaffierebbe col contagocce! E' sempre a contestarmi quando propongo di innaffiare, dice che io annego le piante. Sì, talvolta mi è successo, ma in passato, ora ci sto più attenta. Lui invece dà l'acqua quando la terra è secchissima, i fiori avvizziti e le foglie con le punte secche. E capita che sia troppo tardi, l'agonia è già iniziata e non più recuperabile.
Così per il prato, aspettava che la terra si crepasse per dare nuova acqua, tanto, diceva, sotto è ancora umida!
Infatti la diagnosi del giardiniere quando ieri è tornato è stata: -Troppo secco! Quanta acqua gli dai?-
-Cinque minuti di innaffiatura ogni volta.-
-Nooo! Almeno dieci minuti, con questo caldo che arriva, altrimenti l'erba non cresce. E poi devi innaffiare anche sotto i cespugli e togliere le campanelle striscianti che altrimenti soffocano tutto.-

Ecco, c'è un bel po' da fare! E si dovrebbero rinvasare anche certi fiorellini che stanno stretti nei vasetti di plastica del supermercato. Se mi metto ad aiutarlo naturalmente avrà presto da ridire su cosa faccio... come faccio... E poi LUI ha un sacco di altri impegni oltre il giardino... e i suoi telefilm da vedere...
Mah, come andrà a finire?

 
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AMBIGUO

Post n°1436 pubblicato il 24 Maggio 2017 da atapo
 

MAGGIO

Questo mese che lentamente si avvia alla fine anche quest'anno si è comportato come al solito: mi ha sempre offerto di tutto, è stato capace di darmi soddisfazioni e gioie grandissime o di sferrarmi colpi dolorosi da afforntare con difficoltà e stringendo i denti. Il mese del compleanno, quello che si vorrebbe ricordare solo con leggerezza...

Non mi soffermo sugli eventi internazionali che non aiutano certo l'ottimismo e aggiungono ansie e lutti...

Nel piccolo della mia insignificante vita commemoro ricordi tristi di questo mese nei tempi passati e vi aggiungo l'ultima perdita, anche se solo di un animaletto, temo per certe complicazioni che si palesano all'orizzonte familiare, vivo con fatica questo danno della mancanza di poter usare la patente da parte del marito.

Abbiamo saputo la data della fatidica visita per riaverla: il 27 luglio! PIU' DI TRE MESI APPIEDATI!

Non si uscirà più: lui non vuole andare in treno nè in corriera, il bus lo innervosisce con i tempi di attesa. E non parlo di grandi viaggi, che quelli ormai da tre anni ce li siamo scordati, ma nemmeno cinema, teatro, gite, sagre...insomma uscire di casa per una distrazione qualsiasi .

Stop ad uscite serali perchè qui dopo le 21 c'è un bus ogni ora e i taxi sono rari e carissimi. Se non si elemosina un passaggio da qualcuno... ma i nostri rapporti sociali non sono abbondanti.

Domenica in un paese confinante con Firenze c'era la sagra del lampredotto di cui lui è golosissimo: ci siamo andati, bus e passeggiata... che stress! Ha brontolato dall'inizio alla fine, per qualsiasi cosa soprattutto ciò che riguardava il percorso e i mezzi di trasporto! Si placava solo quando aveva la bocca piena! E abbiamo mangiato veramente bene, ma io mi chiedevo:-Chi me lo fa fare?- e dubitavo di reggere altre escursioni simili. La spesa mi tocca farla in bus e carrettino, poca per volta perchè non posso portare pesi, quindi più di frequente... Lui per ora è andato solo in bicicletta a comprarsi il vino che stava finendo, ho provato a dirgli di prendere anche qualcos'altro, ma sulla bici non ci stava!

Saltano anche i mercatini dell'usato che dovevo fare tra maggio e giugno, mia figlia non può essermi di aiuto, visto che sarebbero stati un po' lontani da casa.

Insomma, se il bel tempo pareva aiutarmi a riprendere un po' di ottimismo, questa storia va proprio in direzione contraria.

C'è solo la piccola consolazione che mi sta dando il mio giardino: l'erba spunta, timidamente e lentamente. Controllo con ansia le piantine verdi appena sistemate: mi sembra che non tutte attecchiscano in buona salute, venerdì tornerà il giardiniere per un controllo e mi dirà.

Però ci sono fiori: le calle come l'anno scorso, uno degli iris piantati da me è fiorito e, a sorpresa, sotto il melograno, tra foglie strane e sconosciute ancora dal "bosco" precedente a noi, ora sono comparsi piccoli iris gialli e azzurri, poco appariscenti, di forma un po' strana, probabilmente selvatici.


E Libero mi ha fatto una sorpresa: dopo tanto tempo riesco di nuovo a caricare le mie foto!!! La prima è il MIO iris appena fiorito, quello che vedete anche a ornare il blog.

Per la prossima foto del giardino attuale ho deciso di aspettare che l'erba sia cresciuta... e mi auguro che sia presto!

 

 

 

 
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GATTO E NON SOLO

Post n°1435 pubblicato il 19 Maggio 2017 da atapo
 

BETO


Entrò in casa mia a fine estate del 2000. Grande poco più del mio pugno, era un batuffolo peloso.

E urlante, anzi miagolante disperato. Il suo pianto l'avevo sentito ancor prima che si aprisse la porta e mia figlia ce lo mostrasse nella piccola scatola di cartone. Finalmente avevamo un gatto! Mio marito si era intenerito alle richieste insistenti di mia figlia e aveva ceduto... e prima che potesse cambiare idea arrivò Beto, da una cucciolata bastarda tra i monti del Casentino. Come calmarlo? Lo presi delicatamente dalla scatola, mi sistemai sul divano e lo appoggiai sul mio petto, dalla parte del cuore. Non si fa così con i cuccioli d'uomo appena nati? Lui si tranquillizzò... e da quel momento me ne innamorai... e forse anche per lui fu lo stesso.

Penso che troppo presto sia stato allontanato dalla mamma, la buona educazione da gatti l'ha sempre praticata in modo sommario, o forse è il suo carattere fatto proprio così, esuberante, cocciuto e indipendente, un vero gatto Alfa, come la scienza definisce i tipi come lui, infatti l'ho soprannominato AlfaBeto . Da giovane ne combinò di tutti i colori: passò in casa mia i primi sei anni della sua vita, il fior fiore della sua vitalità e capacità dispettosa e distruttiva... e lasciò tracce su mobili e divano. Mio marito tentava di educarlo a ciabattate, gli effetti erano nulli, allora mio marito disse che era allergico al pelo di gatto e tirò un sospiro di sollievo quando dopo sei anni mia figlia se lo portò con sè dopo il matrimonio. All'inizio lo prendevamo ancora a casa nostra durante i viaggi dei suoi padroni, però mio marito continuava a brontolare allora dato che abitavamo vicini Beto restava a casa sua da solo ed io divenni la sua cat-sitter. Negli anni in cui era ancora a casa nostra io ebbi grossi problemi di salute, alcuni interventi chirurgici mi costrinsero ferma per parecchio tempo: Bero è stato la mia pet therapy, così il nostro legame si è rafforzato, sembra che lui capisca le mie parole...

Col passare degli anni si è calmato, è diventato un bellissimo e dignitoso gattone rassegnato a convivere con una famiglia di umani sempre più affollata, quattro bimbi sono nati e hanno imparato a convivere con lui, ad accarezzarlo, giocando sotto il suo sguardo vigile e osservatore.

Diverse volte qui ho parlato di lui...

Gatto di casa, al massimo l'uscita nel loro piccolissimo giardino a scaldarsi al sole, ad acchiappare insetti, ad annusare tracce nell'erba. Le prime volte usciva con un guinzaglio, mia figlia aveva paura che scappasse, poi libero, perchè la vita "fuori" per lui non aveva attrattive. Solo l'estate scorsa una volta uscì da sotto le sbarre della recinzione. Nessuno se ne accorse, erano tutti in casa., dopo circa un'ora suonò una signora del vicinato per avvertire: -Il vostro gatto è fermo davanti al portone d'ingresso del palazzo, forse vuole rientrare.- Aveva fatto una passeggiata attorno all'isolato e gli era bastata... A volte mi chiedo se sia giusto tenere così in casa animali che sarebbero fatti per stare in mezzo alla natura, non mi convince ripetermi che poi si abituano alle esigenze di noi umani...

Diciassette anni sono passati e da stamattina Beto è salito sul ponte dell'arcobaleno.

La vecchiaia ha fatto il suo corso e la sua storia è terminata, spegnendosi pian piano...Le ultime carezze e gli ultimi grattini mi devono lasciare la sensazione del suo pelo morbido... Solo tre giorni fa, quando stava già male, gli avevo accarezzato una zampina e lui era riuscito a stringere piano le unghie prendendomi il dito, come faceva sempre, quasi a volermi dare la mano... ma i suoi bellissimi occhi continuavano a restare socchiusi. Mi manca come mancherebbe un amico che se ne va per sempre e mi sento molto triste. I bambini con stupore chiedono:-Ma allora non torna più? Non lo possiamo più accarezzare?- E' un nuovo mistero importante della vita, su cui stanno meditando.

In tutto questo, una cosa mi aiuta: l'abbiamo sepolto nel mio giardino, laggiù tra l'acero e la nuova piccola quercia. Quando al mattino farò la mia passeggiata quotidiana, oltre alle mie piante ci sarà un ricordo e un saluto anche per il mio "gattolone".


 
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ANFITRIONE

Post n°1434 pubblicato il 17 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

DOPO L' OLIMPO

 


Sono discesa dall'Olimpo…

Cioè: è finita l'impresa teatrale dell'Anfitrione.

Siamo stati proprio bravi, tutto è filato liscio, abbiamo aggiustato qualche momento in cui c'erano dimenticanze, come solo i bravi attori sanno fare (modesti eh!) e il pubblico ha assistito ad un bello spettacolo, ha applaudito e si è complimentato alla fine.

Io ho portato in scena, per esigenze di copione, una bellissima piantina di verbena che avevo acquistato il giorno prima e mantenuto con la massima cura perché aveva un ruolo importante: "è il fiore preferito dal re degli dei", diceva una mia battuta… e ora finirà nel mio giardino!

Ad un certo punto in scena alla regina Leda, che stava parlando con Alcmena, stava cadendo la treccia posticcia che aveva fissato con le forcine… Toccava a me entrare (io ero la nutrice di Alcmena) per dire loro alcune cose, allora prima di iniziare il mio discorso ho detto: “Permettete regina che vi aggiusti l'acconciatura?” e ho sistemato la faccenda che stava diventando un po' imbarazzante...e tutto è proseguito come se niente fosse.

Siamo tutti contenti, la regista è raggiante perché ha avuto elogi anche da persone importanti che conosce. Direi che lei ci è salita ora sull'Olimpo!




Stavolta abbiamo avuto un fotografo bravissimo che oltre a farci la ripresa video ci ha scattato foto eccezionali, è riuscito a far venire quasi bene anche me! Su Facebook ha già pubblicato l'album e stavolta sono le sole foto che avrò dello spettacolo, perché mio marito è stato impegnato con la gestione delle luci e della musica quindi non poteva fotografare. Se ne copio qualcuna qui poi fra poco tempo spariranno, non c'è sintonia fra Libero e Facebook!

Già abbiamo deciso la serata-pizza-di-lavoro-o-quasi, in cui fra un boccone e l'altro discuteremo (e non solo) di come è andata e dei progetti futuri: è quasi sicuro che lo replicheremo in autunno come facemmo con Brecht l'anno scorso, nello stesso teatro del pese vicino Firenze…

Ma per ora ci si riposa.

Io invece il giorno dopo, cioè domenica, avevo il mercatino svuotacantine del mio quartiere, organizzato con mia figlia facendo i salti mortali per trasportare le cose, visto la non-patente di mio marito. Così lunedì mi sono ritrovata distrutta e c'erano tante incombenze arretrate da smaltire, casalinghe e non, accumulate dal periodo delle prove continue.

Solo oggi è il primo giorno in cui mi sento “quasi normale” senza una stanchezza enorme e un sonno insopportabile.

Cercherò di gestire bene le mie forze, perché la stagione teatrale per me non è ancora finita: fra quasi un mese mi aspetta qualcosa al teatro delle Spiagge: sarà un lavoro facile, ma non per questo lo prenderò sottogamba e mi impegnerò come d'abitudine. E come al solito gli ultimi giorni precedenti saranno di fuoco...

 
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CI SIAMO

Post n°1433 pubblicato il 12 Maggio 2017 da atapo
 
Tag: teatro

ANFITRIONE

 


Alcmena e Zeus

 

Questo è il titolo dello spettacolo che presenteremo domani sera, noi della compagnia "Gli Spostati". Andiamo sul teatro classico greco stavolta, rielaborato dalla nostra estrosa regista.

La compagnia "funziona", qualcuno zoppica un po' di più, ma speriamo sempre che l'affiatamento che c'è fra noi ci aiuti se avremo momenti di esitazione...

Da una decina di giorni facciamo prove intense e prolungate, un giorno sì e uno no e il giorno di mezzo a me (e non solo) serve per riprendere le forze. Domani finalmente... MERDE, MERDE, MERDE!

Nelle ore precedenti, oltre al ripasso, devo preparare gli oggetti di scena che tocca a me portare e sistemarmi i capelli che saranno... alla greca, tirati in alto con tutti i ricciolini: niente parrucchiera, faccio da sola con l'aiutino di un gel leggero ma formidabile ad arricciare.

Stavolta il pubblico troverà sulle sedie un foglietto col "programma di sala", cioè la trama e una piccola spiegazione: in effetti la storia è un po' complicata. La regista ha incaricato me di scrivere questo programma (dice che dopo i raccontini su Facebook mi ritiene la più adatta), allora stavolta vi trascrivo qui quello che ho scritto per il pubblico, così lo racconto anche a voi...

 

"Il mito di Anfitrione è stato rappresentato nei secoli da vari autori: Plauto il primo, poi Molière, Giraudoux…

Come di ogni mito antico, ne esistono diverse versioni: a tutte le precedenti aggiungiamo ora questa che presentiamo oggi, rielaborata dalla regista ( .......). e messa in scena dalla compagnia “Gli Spostati”

Giove si innamora facilmente e questa volta i suoi sensi sono accesi per Alcmena, la bella regina di Tebe, moglie di Anfitrione.

E' una coppia felice e Alcmena è moglie fedele: dunque una conquista difficile!

Lo stratagemma escogitato da Giove con l'aiuto di Mercurio sarà di trasformarsi in Anfitrione, sostituendosi a lui, mandato in guerra, per una notte d'amore con l'ignara Alcmena. Da questa unione dovrà nascere Ercole.

Per Giove l'incontro è stato così affascinante che vorrebbe una seconda notte d'amore, ma stavolta non potrà ottenerla con l'inganno: le notizie scendono dall'Olimpo verso Tebe e si allargano per tutta la Grecia, il popolo è felice che la scelta divina cada sulla propria sovrana, porterà benefici e onori a tutta la città! Alcmena è disperata, rifiuta di cedere alla passione di Giove, anche lei pensa ad un inganno: quando Giove verrà sotto le spoglie di Anfitrione, nel buio incontrerà Leda regina di Sparta, così sarà salvo l'onore di Alcmena. Peccato che il primo ad arrivare sia invece il vero Anfitrione, che finirà tra le braccia di Leda credendola sua moglie.

Un doppio tradimento dagli sposi che si ritenevano fedeli…

Ma Giove trasformato in Anfitrione ha capito l'umanità e i sentimenti che provano i mortali, quindi donerà alla coppia di Alcmena e Anfitrione la sua amicizia e l'oblio di quanto è successo.

Loro continueranno ad amarsi ed Ercole nascerà."

 
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