Creato da atapo il 15/09/2007
Once I was a teacher

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Isabel Allende
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IL NOME

Post n°1356 pubblicato il 26 Luglio 2016 da atapo
 

FLASH

 


 

Quando i nipotini ci telefonano l'inizio della telefonata è sempre una confusione di voci e di saluti, poi è Martino il primo interlocutore comprensibile, un po' il diritto di primogenitura un po' che lui è in tutti i casi quello che grida più forte e che fa più confusione. Poi ci passa anche gli altri due e le telefonate sono sempre molto lunghe.

Allora è da Martino che abbiamo avuto la notizia:

-E' un maschio! Abbiamo visto la fotografia!-

Traduzione: siamo andati con la mamma a fare l'ecografia e abbiamo visto che sarà un maschio.

Così 3 a 1, Diletta resta unica. Per il resto tutto a posto, pare che il nuovo cucciolo abbia la testa tonda come Martino e Diletta, le gambe lunghe come Damiano.

Mia figlia commenta che almeno c'è Diletta per scoprire e costruire un rapporto e una complicità tra madre e figlia.

Hanno tempo fino a dicembre per decidere il nome, nemmeno con gli altri fu una scelta veloce...

Ho chiesto ai due fratelli maggiori se avevano in mente qualche nome per il fratellino, Martino ha risposto: -Batman, Superman oppure Flash.-

Damiano più concreto vorrebbe Federico.

Ci hanno confessato che però questi nomi ai loro genitori non piacciono...

Per scherzo, quando parlo del nuovo bimbo a volte lo chiamo Flash: mi piace, mi fa allegria..

-Come sta oggi Flash?- Chiedo agli altri due e loro ridono.

 
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SCHIZOFRENIA DA PC

Post n°1355 pubblicato il 22 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

DUE

 

 

Qui ho scritto qualcosa, ma ciò non vuol dire che la situazione del mio computer si sia normalizzata....

Mio marito ha continuato ogni tanto a fare prove, tentativi, cambiamenti, ma senza risultati. La conclusione è che il mio PC è vecchio, sarebbe ora di cambiarlo, cioè mio marito rinnoverebbe il suo e quello che usa ora lo passerebbe a me... insomma, come al solito, per me di seconda mano.

Questo in teoria, perchè in realtà in questo momento i soldi per un nuovo computer non ci sono... Abbiamo ancora una marea di fatture da pagare, non si può andare in vacanza e si incrociano le dita perchè non capitino spese straordinarie inderogabili...

In pratica in casa ora ho "a disposizione" due computer e me li devo giostrare così:

quello di mio marito, se lui non deve usarlo, funziona abbastanza normalmente. Lì posso collegarmi a internet, leggere, rispondere, MA... non posso accedere a nulla delle mie cartelle, foto, documenti, nè scrivere file o scaricare foto da salvare in cartelle mie.

In questo caso devo per forza usare il mio computer, dove per fortuna il marito ha reso accessibili tutti i miei documenti dopo che erano diventati irraggiungibili nei primi tentativi di cure, MA... devo armarmi della santa pazienza di Giobbe per la lentezza esasperante, i blocchi continui ecc. di cui ho già parlato. Mi conviene tenermi accanto un libro da leggere nell'attesa dei tempi lunghissimi di reazione... E se aggiungo che il mio PC è in una delle stanze che ancora non hanno le persiane ed è rivolta a sud, restare seduta lì davanti a lungo con questa calura diventa proprio infernale in tutti i sensi. Mi fa passare ogni velleità.


Anche col cellulare non ho maggiore fortuna: dopo l'annegamento del mio storico ho tenuto per un po' quello che era di mia suocera, un modello preistorico che comperammo apposta per lei, con solo le funzioni essenziali: telefonate, messaggeria, rubrica. Eravamo in attesa di uno smartphone che avevamo ottenuto in omaggio con un abbonamento... Finalmente è arrivato, ma si sta rivelando un cesso: si scollega improvvisamente da tutto, i messaggi arrivano e partono quando gli pare, i modi per collegarsi a internet funzionano a singhiozzo, in compenso funzionano benissimo le pubblicità che riempiono metà schermo. Prima mio marito diceva che ero io la solita incapace, ora si sta convincendo che dovrà proprio comperarne uno decente e ha iniziato i confronti fra le innumerevoli proposte sul mercato. L'unica cosa che ho imparato e che funziona nell'attuale cesso sono le foto, compresi i selfie che ho provato per curiosità, e che posso subito inviarmi tramite mail, quando questa funziona.

Insomma, continua a non essere un periodo tecnologicamente facile per me...

 
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QUOTIDIANITA'

Post n°1354 pubblicato il 19 Luglio 2016 da atapo
 

PENSIERI



 

La sera del 14 luglio, quando stavo seduta ad un tavolino sulla piazza davanti all'Istituto Francese di Firenze e godevo della musica e del buon sapore di una crepe bretone, ad un tratto mi aveva attraversato la mente un pensiero:

"Ecco, questa è una situazione da attentati... Si festeggia proprio tutto ciò che QUELLI vogliono annientare... In ogni città della Francia si festeggia... chissà in quale potrebbe capitare...

Anche qui, è la stessa cosa, stiamo festeggiando uguale... ma forse non è così importante questo piccolo ballo in questa piccola piazza italiana..."

Avevo provato un brivido e mi ero guardata attorno in modo diverso da come facevo fino a un attimo prima: notavo che eravamo seduti verso il bordo della piazza, un amico ci aveva detto: -Perchè qui in fondo? Venite più in mezzo!-

-Perchè quando siamo arrivati in mezzo era tutto occupato!-

Ora invece ecco l'idea che se fosse successo qualcosa avremmo avuto una via di fuga più facile e ho controllato l'accesso alle strade che sbucano sulla piazza...

Poi avevo cancellato questi pensieri, ma al ritorno avevo ascoltato e visto in televisione la tragedia di Nizza... tutto mi è ritornato in mente nei giorni successivi e mi ha angosciato a lungo ancora di più.

Un caso, certo, ma casi simili mi erano già capitati, molti anni fa quando ero giovane, in seguito ad uno che mi colpì più di altri che avevo etichettato come "coincidenze" avevo deciso di non coltivare più certe mie sensibilità...


Comunque ci siamo dentro tutti, nessuno è al sicuro, me lo ricorda tristemente la quotidianità dei militari armati che pattugliano il centro di Firenze...

 
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NIZZA

Post n°1353 pubblicato il 15 Luglio 2016 da atapo
 

SE...

 

spiaggia di Nizza, foto scattata da me durante una passeggiata

 

Se questa fosse un'estate normale, è facile che saremmo andati col camper in Francia da cui manchiamo già da diverse estati.

Probabilmente saremmo partiti all'inizio di luglio pensando di fare un po' di soggiorno rilassante sul mar Mediterraneo in quel bel campeggino tranquillo poco dopo Nizza dove siamo già stati varie volte.

Poichè ormai conosciamo le abitudini degli abitanti d'oltralpe, sappiamo che il luogo resta tranquillo fino al 14 luglio perché è dopo la loro festa nazionale che i Francesi partono in massa per le ferie e affollano soprattutto le spiagge mediterranee, loro che per la maggior parte vivono in regioni più “nordiche” e fredde. Noi invece dopo il 14 luglio gli avremmo ceduto il posto e saremmo partiti verso nuove contrade dell'interno, come è già successo altre volte.

Però i fuochi della sera del 14 luglio saremmo andati a vederli: ne abbiamo ammirati tanti in tante città in cui abbiamo passato questa serata durante i nostri viaggi...

Quasi di sicuro avremmo scelto Nizza, così vicina, con quella lunghissima “promenade” dove c'è spazio per tutti a guardare i fuochi artificiali magari mangiando un gelato molto... italiano, perché Nizza resta italiana anche per quello.

Oppure mio marito avrebbe sbuffato: “Ancora i fuochi? Ma ne abbiamo visti tanti... E poi quelli Italiani restano sempre i migliori.”

Allora quasi di sicuro lui sarebbe rimasto in camper ed io avrei preso da sola il piccolo autobus che già altre volte mi ha portato a Nizza per delle passeggiate solitarie. Tanto i fuochi li fanno presto, verso le 22, e il servizio dei bus c'è anche per il ritorno e senz'altro ne approfitteranno molti turisti...

Se... e il destino è in attesa.

Ecco, oltre al dolore, i miei pensieri di stanotte, di stamattina.

Invece ieri sera ero a Firenze a festeggiare come l'anno scorso il 14 luglio nella piazza davanti all'Istituto Francese: c'erano musica, balli, vino, crepes e qualche amico ancora in città da salutare. Ce ne siamo andati prima che si diffondessero le notizie tragiche, abbiamo appreso a casa, dalla televisione.

E un'angoscia in più: l'amica regista che ha la mamma francese era partita una decina di giorni fa, mi aveva detto: “Sto un po' a Nizza dai miei parenti, poi vado in Lussemburgo da mia figlia.”

Dove si trovava ora? Come stava?

Stamattina presto le ho mandato un messaggio e non sono stata tranquilla finché non ho ricevuto la risposta: “Sono in Lussemburgo, ma triste.”

 

 
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LA MIA FRANCIA 7

Post n°1352 pubblicato il 11 Luglio 2016 da atapo
 

LA ROCHELLE

 


 

Già da diverse estati passavamo le vacanze in Francia: avevamo costeggiato il Mediterraneo (la Grande Bleue), assaggiato il Mare del Nord... ora mancava l'oceano!

Così un anno, decidendo all'ultimo momento come in molti dei nostri viaggi, attraversammo col camper quasi di corsa le grandi pianure del centro della Francia e senza una meta predefinita arrivammo all'oceano, fermandoci a La Rochelle.

La scelta era forse influenzata da ricordi di antiche letture che avevano affascinato me e mio marito per lungo tempo: la saga di Angelica, di Anne Serge Golon. L'eroina nel corso delle sue innumerevoli imprese passa in questa città  e da qui partirà ad un certo punto per sfuggire le mire del re di Francia e farsi una vita completamente nuova, ma sempre piena di imprevisti e avventure nelle terre appena scoperte dell'America del Nord.

Ecco perché ci attirava questa città: per noi era un percorso letterario prima di tutto.

Trovammo posto col camper in un'area tranquilla poco fuori dal centro storico che potevamo raggiungere comodamente in bicicletta o in autobus. Quasi sempre in autobus, andò a finire, perché anche se era di luglio beccammo una settimana di maltempo terribile. Piogge quotidiane e se non pioveva c'era vento freddo e piuttosto violento.

Però apprezzai lo stesso questa città marinara dalla storia turbolenta come l'eroina dei romanzi: dalla navigazione e dal commercio trasse nei secoli la sua ricchezza, dal suo essere roccaforte dei protestanti francesi venne la sua rovina, perché fu completamente distrutta dal cardinale Richelieu nel perseguire la riunificazione politica della Francia verso il potere assoluto. Ci mise poco però a risollevarsi e a tornare florida grazie ai commerci col nuovo mondo: dal suo porto partivano navi dirette alle Antille e al Canada, i possedimenti coloniali francesi, ed era un via vai di merci e di avventure.

I coloni si imbarcavano per le terre selvagge del Canada e si parla anche di ragazze intrepide della Rochelle che attraversavano l'oceano per raggiungerli laggiù e sposarli. C'è una canzone popolare che ricorda questi viaggi di donne che solcavano i mari:

“Le belles filles de La Rochelle ont armé un batiment

pour aller faire les courses dedans les mers du levant...”

La canzone prosegue con varie strofe inneggianti alle loro doti... anche con qualche doppio senso... Ce n'è più di una versione, più o meno... spinte, come capita spesso nel canti popolari...Trovai laggiù una bella cartolina col testo completo, solo diversi anni dopo quando ci fu Youtube riuscii a scoprirne anche la musica.



La maggior parte del centro storico ha edifici dal 1600 in poi, in pietra chiara, molto eleganti e, oh gioia, con moltissimi portici! Quasi come la mia Bologna! Senza questi girellare col maltempo sarebbe stato impossibile! Ma spossati dalla pioggia fu l'unica città in cui visitammo diversi musei: di solito la prima volta in una città sconosciuta preferiamo vedere “gli esterni”, ma lì era l'unico modo per passare le ore all'asciutto. L'offerta era varia e allettante: cito il museo delle belle arti, il museo degli automi, ma quello che mi affascinò di più fu il museo del nuovo mondo, documenti, oggetti, immagini che tracciano una storia accurata dei rapporti tra la Francia e le Americhe nei secoli delle conquiste coloniali e delle emigrazioni. E per me, appassionata delle popolazioni Pellerossa e della loro storia, fu una visita indimenticabile!

 


 

Ora La Rochelle è un importantissimo porto turistico sull'Atlantico, l'entrata ai bacini più antichi è protetta da due possenti torri storiche che sono il simbolo della città: la torre della Catena e la torre di San Nicola. Il porto è naturalmente una zona vivacissima e soprattutto d'estate è una festa dietro l'altra, noi capitammo durante le Francofolies, ogni sera un concerto di cantanti famosi, che noi, se non pioveva e se non eravamo troppo stanchi, ascoltavamo dall'esterno...




Al mercato scoprii e assaggiai per la prima volta le ostriche: enormi, provenienti dall'Atlantico...

E l'oceano? Quello che desideravo tanto conoscere riuscii a godermelo ben poco col maltempo: un pomeriggio quasi di sole facemmo un giro in bici lungo la pista che costeggiava l'oceano verso le spiagge inutilizzabili per il vento, percepii una vastità e imponenza... ma avrei dovuto aspettare ancora qualche anno per fare amicizia...

Di fronte alla città ci sono alcune isole importanti: ile de Ré, ile d'Oleron, ile d'Aix, avrei voluto visitarle, ma a quell'epoca mio marito aveva l'angoscia di soffrire il mal di mare e rifiutava categoricamente di metter piede su un'imbarcazione. Inutile chiedere e discutere...

Invece il maltempo ci spinse a conoscere “a fondo” gli enormi centri commerciali attorno alla città... sono importanti e istruttivi anche quelli...

Rientrando in Italia dicevamo che La Rochelle ci era piaciuta moltissimo, che avremmo dovuto tornarci con la stagione migliore... non ci siamo più tornati.

Per me questa città è rimasta come qualcosa di incompiuto… come un amore a cui ho detto “Aspettami”, ma che finora non ho potuto ritrovare...

 

 

 

 
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MAH !

Post n°1351 pubblicato il 05 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

PARERE  TECNICO

"Ogni volta che provo a metterci le mani... trovo sempre dei casini nuovi!"

Questo il commento ultimo di mio marito che ogni tanto passa un po' di tempo a cercare di far rinsavire il mio computer.

Pare che Libero abbia sviluppato un'allergia incontrollabile al mio PC... o, mettiamola diversamente, il mio PC è troppo vecchio per sopportare Libero. E questo problema danneggia tutto il resto.

Così siamo sempre in alto mare, cioè io sono ormai un naufrago quasi affogato, perchè adesso sono fuori uso anche tutti i file che non c'entrano niente con internet, cioè i documenti, le foto, gli scritti, tutto inutilizzabile...

 
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IN CURA

Post n°1350 pubblicato il 01 Luglio 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

CI  SIAMO

Mio marito ha smontato, vivisezionato, passato al setaccio tutto il mio computer e...

...l'ha lasciato lì, non funzionante, in attesa di nuove prove, nuovi aggeggiamenti, nuovi... non so nemmeno io cosa!

Perchè naturalmente ha altro di più urgente da fare, "altro" che aveva lasciato a mezzo precedentemente!

Così mi è negato l'accesso a questo "passatempo" che per me è anche molto di più...

Finchè va così, qui passerò ancora meno, solo un'occhiata quando è disponibile il PC di mio marito. Vabbè, mi dedicherò di più alla lettura, però sono tristissima, quasi in crisi d'astinenza.

 

 

 
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TRE PIU' UNO

Post n°1349 pubblicato il 28 Giugno 2016 da atapo
 

NOTIZIE SPARSE DALLA TRIBU'

 

Klimt, Speranza II

Diletta, per non essere da meno dei suoi fratelli, nei giorni scorsi ha avuto il suo battesimo all'ospedale pediatrico Meyer: è caduta in casa, buco in testa, sangue e spavento, tre punti sopportati con coraggio e self control, ha detto la mamma. Per fortuna sono dietro, anche se rimarrà una cicatrice sarà nascosta sotto i capelli.

Damiano nelle scorse giornate torride ha preso il suo annuale colpo di calore: alle prime giornate di caldo improvviso gli viene un attacco di febbre alta e non c'è cappello né acqua di borraccia che finora l'abbia impedito. A casa lo tengono protetto, ma alla scuola materna ci stanno meno attenti ed ecco che un giorno ritorna a sera rosso come un peperone e con la febbre... e ci risiamo! Ora sta quasi bene, ma a scuola non c'è più tornato, per precauzione, perchè la tribù dovrebbe partire sabato per una settimana al mare e deve assolutamente essere in forma.

Martino dopo la chiusura della scuola (promosso con tutti 9, 10 in matematica e 8 in musica) va ai centri estivi e dice che si diverte più dell'anno scorso. Non ha iniziato subito però: mia figlia, che è già a casa dal lavoro per gravidanza a rischio, gli ha lasciato una settimana di vera vacanza in cui ha potuto godersi la mamma come se fosse figlio unico. Sono venuti anche da noi dove Martino ha scoperto con grande entusiasmo la collezione di album a fumetti del nonno e si è immerso nella loro lettura...

-Se lo merita, ha detto la mamma, quest'anno non si è mai ammalato e ci sono stata così poco solo con lui.-

Svantaggi della primogenitura... E quando arriverà il quarto bebè il tempo sarà ancora più da suddividere.

Già, il quarto: dal mese prossimo si potrà sapere se è maschio o femmina, origliando alla porta della loro cameretta una sera prima che si addormentassero mia figlia li ha sentiti parlare di questo nuovo arrivo, convenivano che sarebbe meglio una femmina per essere pari, due e due. I due grandi non hanno mostrato particolare entusiasmo all'annuncio quando la pancia della mamma ha cominciato a farsi evidente: Damiano diceva che c'era UN FIGLIO, non lo considerava un fratello, Martino chiamava QUELLA LI' DENTRO indicando la pancia della mamma. Certo i loro spazi sono così ristretti che ci vorrà pazienza e adattamento per tutti...

Comincia anche il toto-nomi. Diletta ha già idee chiare e decise: se è maschio si chiama FRATELLINO e se è una femmina SORELLINA. Non ha ancora interiorizzato che occorre qualcos'altro...

Un giorno eravamo dall'ortolano, io, mia figlia e Martino. L'ortolano, mentre offriva a Martino le pesche, gli ha chiesto:-Sei contento che arriva un fratellino? Così sarete in due!-

Risposta di Martino:-No! Saremo in quattro!- e gli ha aggiornato lo stato di famiglia.

L'ortolano è sbiancato, ha deglutito... a stento ha fatto le sue congratulazioni e tanti, tanti auguri.

Commentando con mio marito l'episodio notavamo che:

all'annuncio del primo figlio la gente si rallegra, si congratula ecc.

all'annuncio del secondo dice:- Bene, così si fanno compagnia.-

al terzo: -Ma che bravi!-

al quarto qualcuno resta choccato e il commento più frequente è -Che coraggio!-

 

 
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UFFA !!!

Post n°1348 pubblicato il 26 Giugno 2016 da atapo
 
Tag: cronaca

LIBERO REMA CONTRO

Will Barnet, Donna del mare

Ultimamente da queste parti passo meno e mi soffermo più brevemente.

Non tanto a causa di impegni improvvisi o di incombenze domestiche e familiari, ma per colpa di Libero. Per qualche motivo finora sconosciuto quando mi collego a Libero cominciano i guai, sia nella community sia nella gestione della posta: tutto rallenta, sia il passaggio da una pagina all'altra sia lo scorrere della schermata, oppure dopo molti secondi di immobilità procede a scatti rendendo quasi impossibile la lettura continuativa perchè magari salta in fondo alla pagina, se clicco da qualche parte nel momento in cui si decide a "muoversi" apro finestre o faccio cose indesiderate. Ugualmente se scrivo il procedere a scatti fa comparire le parole battute dopo diversi secondi, anche una frase intera tutta in una volta e se devo correggere è un supplizio di attese.

Quella rotellina in alto che gira, che gira... prima di risolversi se obbedire ai miei ordini o se continuare in eterno perchè tutto si è bloccato... mi fa innervosire...

E se prima il fenomeno era saltuario e sopportabile, magari accadeva dopo che avevo tenuto acceso il pc a lungo e avevo viaggiato in altri siti, via via si è fatto più intenso e frequente, ora è arrivato al punto che quando accendo e passo subito su Libero almeno per leggere la posta dopo pochi minuti inizia il rallentamento e la situazione precipita, al punto che non mi riesce a fare nulla se non con attese eterne e il rischio che si blocchi tutto e mi tocchi spegnere e riavviare il pc, meglio se dopo aver atteso un bel po'.

Se voglio navigare da altre parti, mi conviene farlo subito appena acceso il computer, quando poi da altri siti tento di passare a Libero, è come se di colpo il collegamento mettesse il freno a mano e... siamo alle solite! E ultimamente anche su altri siti va peggiorando, addirittura su Youtube spesso non riesco ad ascoltare la musica, è come un contagio e compare la scritta malefica "uno script presente in questa pagina ha smesso di rispondere ecc ecc" come era già successo tempo fa (fenomeno che nemmeno il tecnico marito sapeva spiegarsi) e poi aveva smesso misteriosamente e tutto si era normalizzato.

Capite che è uno stress "lottare" così, tutta la piacevolezza dello scrivere, del leggere dagli altri e commentare... tutto va a farsi friggere! Mi dispiace molto che questo luogo che mi fa così piacere, mi distrae e mi dà le soddisfazioni di incontri e scambi, ora mi crei tanti ostacoli soprattutto in questo periodo così poco entusiasmante della mia vita

Mio marito dice che è il momento di installare un nuovo sistema operativo e che presto lo farà, ma i suoi "presto" sono dipendenti dalle sue liste d'attesa dei lavori IMPORTANTI che deve fare e in questi tempi in casa di lavori importanti per lui ce ne sono parecchi... Dice che quando lo farà il mio computer sarà inutilizzabile per circa due giorni... pazienza, se almeno servirà a farlo guarire!

E vedremo DOPO: quando fa modifiche grosse al mio pc dopo ho sempre avuto bisogno di un certo tempo per capire e padroneggiare tutte le novità che via via scopro nelle sue innovazioni...

 
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SOLSTIZIO

Post n°1347 pubblicato il 22 Giugno 2016 da atapo
 

LUNA DI FRAGOLA


 

E' il nome che i Pellerossa hanno dato alla luna piena di giugno, il mese in cui facevano la raccolta delle fragole. Quest'anno la luna piena ha coinciso con il solstizio, era dal 1967 che non succedeva e si ripeterà solo nel 2062... e considerando che a quell'epoca io avrò certamente... cambiato dimora, mi è convenuto ammirarla ora, questa luna piena nel giorno più lungo dell'anno.

L'inizio dell'estate è sempre affascinante: la luce sembra non calare mai, un pomeriggio interminabile e la meraviglia nello scoprire a un tratto che l'orologio invece ha continuato a camminare... Se poi il tempo è bello la sera è tiepida e il momento di coricarsi si allontana: si ha voglia di mare, di lucciole, di affetti...

Luna di fragola fa sentire il sapore dolce di questo frutto, come la dolcezza che si vorrebbe nella vita e nell'estate in particolare.

Ho scoperto che in questi ultimi anni la sera del solstizio d'estate l'ho spesso trascorsa fuori casa: al piazzale Michelangelo, in una casa di campagna con amici tra i colli fiorentini, al circolo dei Canottieri per la cena-spettacolo sull'Arno... E' capitato così, per coincidenza, un'uscita che diventa la celebrazione d'inizio estate.

Anche quest'anno: ieri sera ero in pizzeria con i colleghi del teatro di Brecht. Una serata piacevolissima, abbiamo formato davvero un gruppo simpatico e tutti speriamo di continuare il sodalizio nel futuro. Qualcuno ha ricordato che l'ingresso dei nuovi attori provenienti dalla scuola di teatro delle Spiagge è stato merito mio che li ho presentati alla regista, tutti sono ora contenti di lavorare ancora insieme e mi hanno ringraziato.

La regista ha aggiunto che fare Brecht era da tempo il suo sogno, ma non aveva ancora trovato l'attore giusto per la parte del protagonista. Quando l'anno scorso mi raccontò questo, io le dissi: "Forse conosco qualcuno che mi sembra adatto...", poi tra lei e il mio amico attore delle Spiagge, appena si telefonarono, scattò subito un grande "amore" professionale... e ieri sera ci ha ricordato questo colpo di fulmine!

Così ci ritroveremo in settembre e qualcosa di nuovo già bolle in pentola: forse repliche di Brecht, collaborazioni con associazioni, nuove sceneggiature... una l'ho proposta ieri alla regista, le darò il libro di storie su cui mi piacerebbe lavorare e lei vedrà se è fattibile, se le viene qualche ispirazione...

Alla fine baci, abbracci, saluti e auguri di BUONA ESTATE.

Che estate sarà per me? Io non ho progetti, pare che neppure ci saranno quelle CONCLUSIONI che vorrei tanto quindi per ora mi basta arrivare alla fine di ogni giornata senza troppi contrattempi... e che sia finalmente avviata un po' di stagione calda veramente estiva, come è stata in questi ultimi due giorni...

 
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IN GITA

Post n°1346 pubblicato il 20 Giugno 2016 da atapo
 

                   CAFFE'  AL  CASTELLO

Dove inizia l'Appennino, sulle prime colline attorno alla città di Parma... un castello, che domina la vallata e il corso del fiume...


Langhirano, castello di Torrechiara

Un incontro con l'amica che vive e lavora in questo castello, gita da tempo pensata, semi-organizzata, sempre rinviata...
Un imprevisto nelle organizzazioni familiari fa “precipitare” la situazione e in poche ore eccoci in auto per Parma: ora o chissà quando!
Un servizio da caffè vintage che ha “viaggiato” da Bologna a Firenze e adesso è tornato verso nord... e mi pare che si intoni bene con l'ambiente castellano.
Un'abbuffata di tortelli, di prosciutto, una carrellata di assaggi di squisite salsine e marmellate fatte in casa dall'amica castellana...
Una rigenerante passeggiata nel verde e nella tranquillità del piccolo borgo sotto le mura...
La visita  al castello, la narrazione dell'amore di chi ci abitò e ne fu padrone all'inizio della sua storia...
La meraviglia della Stanza d'oro, in cui quella storia d'amore è raccontata per immagini...




Un grande cane dolcissimo ed una piccola gatta morbida, bianca e rossa...
Ma soprattutto la bellezza dell'incontro e dell'amicizia che si rinnova dopo molto tempo e molti fatti da raccontare...
Ecco la trama di una domenica  in cui  la pioggia ci è stata risparmiata, in questo giugno così poco estivo, più autunnale che primaverile.
Grazie Margy per la bellissima giornata!


 
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FINE SCUOLA

Post n°1345 pubblicato il 15 Giugno 2016 da atapo
 

FESTE e DIPLOMI

Fine della scuola!

Ancora una volta: una vita fa come alunna, poi come insegnante, adesso come nonna!

L'asilo nido e la scuola materna restano aperti fino al termine di giugno, per la gioia dei genitori, però le “cerimonie” di chiusura dell'anno scolastico si sono già svolte, dato che in giugno molti bimbi non frequentano, partono per il mare, la maggior parte affidati ai nonni. Non è il nostro caso...

Così c'è stato il pomeriggio di festa al nido di Diletta: pare d'essere in famiglia, è il terzo nipote che ci passa, inoltre è “sotto casa”, ci incontro altri nonni miei coetanei che un tempo erano genitori di miei alunni e quegli stessi alunni che ora portano al nido i pargoli, gli amichetti di Diletta. E' tutto un salutarsi, abbracciarsi e ricordare bei tempi passati. Tutti continuano a dire che Diletta mi assomiglia tanto: devo esserne contenta?

Un gruppetto di genitori aveva preparato lo spettacolo, mettendo in scena la storia del pesciolino Arcobaleno ed è stato proprio divertente, il finale ha visto la distribuzione di una scatolina per fare le bolle di sapone ad ogni bambino presente. Mmmm... quasi copiato dal mio ultimo spettacolo in francese, ah ah! Per combinazione, la stessa storia di Arcobaleno è in un libro che avevo regalato poche settimane fa ai nipotini, con gli adesivi e le immagini da colorare.

Invece nella scuola materna di Damiano e nella primaria di Martino i festeggiamenti sono stati molto contenuti, solo all'interno delle classi, con una pesca di beneficenza (pro scuola... sempre al verde) all'uscita, ma senza altri momenti di presenza o coinvolgimento delle famiglie. Entrambe le scuole appartengono allo stesso istituto comprensivo, dove lavoravo io, e fino all'anno scorso c'era l'ultimo pomeriggio di scuola aperta, con pesca, giochi, musica, buffet, tutto preparato dai genitori e aperto a tutti, anche ex alunni ed ex insegnanti. Io avevo partecipato anche se già in pensione.

Ma quest'anno pare che la terribile nuova dirigente, che ha fatto vedere i sorci verdi a tutti, che ha paura di tutto, ligia all'estremo alla burocrazia, abbia avuto... una certa parte nel cambiamento delle abitudini... Peccato! Era un bel momento socializzante!

A Montelupo, dove c'è Riccardo, tutte le sezioni della sua scuola materna sono state coinvolte in un bello spettacolo a conclusione di un progetto di animazione... scientifica nientemeno che sull'origine del mondo, l'evoluzione, i quattro elementi della Terra, il sistema solare... Concetti difficili per bambini così piccoli? Eppure sono stati trattati e rappresentati da loro coinvolgendoli con tutti i cinque sensi, danzando, cantando, manipolando materiali sulla scena, in uno spettacolo bellissimo e molto poetico. Si è svolto nel giardino della scuola e i familiari guardavano dall'esterno, oltre la cancellata: mio figlio ha fatto il filmino dall'inizio alla fine e un giorno quando siamo stati a casa loro ce lo fatto vedere: Riccardo era orgoglioso! Io mi sono quasi commossa, non solo per mio nipote, ma perchè ripensavo a tanti spettacoli che avevo preparato anch'io, uno più bello dell'altro, per tanti ultimi giorni di scuola e non solo... all'impegno dei bambini e alla magia di quei momenti, nonostante la fatica...

-Come mi piacerebbe farne ancora!- sospiravo.

-Ma non avresti nemmeno più il fiato!- ha commentato mio marito, forse non ha torto...

Riccardo è stato “diplomato”, col tocco in testa e la pergamena arrotolata in mano: come si usa ora alla fine dei tre anni di scuola dell'infanzia. Già ci è passato Martino, lo raccontai anche qui, e l'anno prossimo toccherà a Damiano... mamma mia, come vola il tempo! Anche Riccardo è ormai tra i bambini “grandi”: è bello, però mi lascia un sottile fondo di malinconia per gli anni che passano così veloci...


 

 
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LA MIA FRANCIA 6

Post n°1344 pubblicato il 11 Giugno 2016 da atapo
 

REIMS


Ange au sourire

Sulla cattedrale di Reims ce ne sono scolpiti moltissimi di angeli che sorridono, c'è solo l'imbarazzo della scelta per decidere quale fotografare o quale mettere come simbolo della città. Infatti spesso se ne trova uno ad emblema di Reims, questa città dal nome quasi impronunciabile per chi non è francofono: la sequenza di lettere, le regole di pronuncia e il rispetto dei suoni nasali approdano ad un suono unico e abbastanza strano... che ho scoperto solo quando sono stata là e ho tentato di imitare nelle conversazioni, con quali risultati... beh, i miei interlocutori erano molto gentili e indulgenti...

Reims è gemellata con Firenze. Così fu molto facile organizzare tra i due Comuni l'abbinamento tra una delle mie classi quinte e una parallela di lassù, la corrispondenza tra i bambini e le settimane di scambio tra le classi: loro a Firenze, poi noi a Reims. Le due città, a quei tempi ancora non di crisi, facevano scambi con tutti i livelli di scuole.

Per me fu l'ultima esperienza di questo tipo, la più semplice dal punto di vista organizzativo e la meno stancante perchè lassù avevamo due "angeli custodi", due educatori del comune francese che ci affiancavano in ogni momento e passavano con noi anche il tempo libero prima di cena organizzando giochi con i nostri alunni e alleggerendo non poco la fatica di noi insegnanti.

Poi tornai a Reims in camper col marito durante un viaggio estivo nella Francia del nord e vidi ciò che nel primo soggiorno mi era stato solo raccontato: al tramonto di una giornata serena, sulla piazza davanti alla bellissima cattedrale la cui facciata è rivolta ad ovest, i raggi del sole la illuminano e quasi la incendiano, entrano dal portone centrale e dalle grandi vetrate colorate in un bagliore di luce incredibile... anche gli angeli sembrano, se possibile, ancora più sorridenti e sul punto di muoversi, scendere fra noi o volare via in alto... Peccato che lassù le giornate di sole non siano molto frequenti.

E' detta "Notre Dame des Anges" la cattedrale, per i suoi personaggi alati e sorridenti, non seri, mistici o in preghiera come in molte altre chiese.

 


 

Reims fu una città gallo-romana, conserva nel museo reperti del periodo ed esiste ancora un criptoportico visitabile vicino alla piazza del Foro: era a quel tempo la zona centrale e di mercato, pare di essere in una città italiana fondata o conquistata dai Romani.

E' la città in cui venivano incoronati i re di Francia, accanto alla cattedrale nel palazzo del Tau era ospitata la corte presente all'incoronazione, in un'enorme sala si svolgeva il banchetto per i festeggiamenti. Nel museo di Saint Remi è conservata l'ampolla per l'olio che ungeva i re, consacrandoli. In questo museo c'è un grande e bel ritratto del re Luigi XV nel giorno della sua incoronazione: aveva 11 anni! Ricordo che impressionò moltissimo i miei scolari, che avevano la stessa età...

 


 

Insieme agli angeli, un altro simbolo ha Reims: lo champagne!

 


 

E' il capoluogo proprio della regione Champagne, è immersa in un mare ondulato di colline tutte coltivate a vite, le caves à champagne sono dappertutto in città e nelle cittadine della regione, per esempio Epernay, dove ho visitato entrambe le volte la cave (cantina, in senso lato, cioè azienda che produce vino) della maison Mercier: le gallerie scavate sotto la collina sono così tante e imponenti che si percorrono con un trenino, sostando ogni tanto per ammirare cose che non avrei mai immaginato e per ascoltare spiegazioni sulla preparazione dello champagne e aneddoti curiosi sulla Maison.

 


 

Inutile dire quante volte ci è stato offerto champagne... che viene sempre servito come aperitivo un po' in tutta la Francia, ma lì è un punto d'onore. Beh, mi sono adeguata volentieri, mio marito sostiene che il Prosecco italiano è migliore, so che è una competizione storica fra le due nazioni...

Ho riguardato il raccoglitore in cui conservo documenti di questi due viaggi e ho ritrovato la verifica che propinai agli alunni quando tornammo in Italia: la metto qui sotto, per chi volesse divertirsi... Vi sono anche argomenti di cui non ho parlato sopra, riguardano sempre la zona attorno a Reims, se qualcuno si incuriosisce basta cercare su Google... Per la cronaca, agli alunni la verifica in generale andò bene, io, come insegnante, ne fui soddisfatta.

SETTIMANA A REIMS DAL 3 AL 7 MAGGIO 2004

Completa le frasi scegliendo fra le tre possibilità.

  1. Reims era una città gallo romana; il suo nome era

  1. Asterix

  2. Durocortorum

  3. Vercingetorix


  1. Sul blason di Reims ci sono rappresentati

  1. i gigli e l’olivo

  2. i tulipani e la vite

  3. le rose e gli abeti


  1. Ai tempi dei Gallo-Romani nel criptoportico di Reims c’erano

  1. le prigioni

  2. i bagni pubblici

  3. le botteghe


  1. La cattedrale di Reims viene chiamata “Notre Dame des anges” perché

  1. è così bella che pare costruita dagli angeli

  2. ci sono molte pitture che rappresentano angeli

  3. ci sono molte sculture che rappresentano angeli


  1. Le statue della cattedrale di Reims sono alte in media

  1. 4 centimetri

  2. 4 decimetri

  3. 4 metri


  1. Nel palais du Tau si faceva un festino

  1. dopo l’incoronazione del re di Francia

  2. dopo il matrimonio del re di Francia

  3. dopo il funerale al re di Francia


  1. Le “foudre” alla “cave Mercier” è

  1. una enorme botte che trasportò lo champagne fino a Parigi

  2. il nome del trenino per visitare le cantine Mercier

  3. una famosa marca di champagne


  1. Per farsi pubblicità, Eugène Mercier fece assaggiare il suo champagne a delle persone

  1. in un sottomarino

  2. su una mongolfiera

  3. su un’astronave


  1. Nelle “caves” la temperatura è di

  1. 0 gradi

  2. 10 gradi

  3. 30 gradi


  1. Dal faro di Verzenay si possono vedere

  1. i vigneti e il territorio attorno a Reims

  2. la città di Parigi e il mare del Nord

  3. la foce dell’Arno e il mar Tirreno


  1. Les faux de Verzy” sono

  1. faggi che servono per fabbricare le botti usate per lo champagne

  2. faggi che crescono con il tronco e i rami molto contorti

  3. faggi da cui si raccoglie l’uva migliore per lo champagne


  1. Nel “blason” del castello di Montmort vi sono rappresentati

  1. tulipani

  2. rose

  3. carciofi


  1. Durante la visita al chateau di Montmort siamo scesi per mezzo di

  1. una scala mobile

  2. uno scalone di marmo

  3. una scala per i cavalli


  1. Nel museo di Saint Remi c’è il ritratto del re Luigi XV all’età di undici anni

  1. quando fu incoronato re

  2. quando festeggiò il suo compleanno

  3. quando fu il suo primo giorno di scuola

Ora cerca le parole scritte in grassetto : sono parole in francese, ricopiale e scrivi la traduzione in italiano.


Magari nei commenti potrei mettere le risposte esatte, che dite?

 
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CASANOVELA

Post n°1343 pubblicato il 08 Giugno 2016 da atapo
 

DOPPIO GRRRRR

 


Grrr n°1

A fine aprile, alla famosa fiera dell'artigianato di Firenze, ordinammo un divano letto da un artigiano della Brianza.

Ne abbiamo già uno che funziona bene, ha solo il rivestimento rovinato dagli anni e dal gatto Beto quando abitava con noi. Rifarlo costerebbe parecchio, poi... insomma è fra i "pezzi" che mio marito insisteva per cambiare (come quel famoso mobile della sala).

Si innamorò letteralmente di quello della fiera, a me piaceva il giusto pur senza eccessivi entusiasmi, il mobiliere ribassò la prima richiesta al punto tale da convincerci. Aggiunta importante, nel contratto di vendita era scritto che se necessario si impegnavano a portarci via il vecchio alla consegna del nuovo. Già, perchè con la casa ancora nelle note condizioni ci manca anche l'incombenza di tenere o smaltire noi il vecchio. Data di consegna prevista: verso la metà di giugno.

Bene, dissi io, abbiamo tutto il tempo per svuotare, quindi togliere, gli scatoloni che ora stanno sul divano-letto, gli faccio qualche foto, provo a metterlo in vendita: chissà che non riusciamo a liberarcene raggranellando qualcosa. Ho svuotato e spostato le scatole più leggere, poi avrebbe dovuto subentrare mio marito... che aveva sempre qualcosa di più urgente da fare.

Qualche settimana fa a sorpresa telefonò il mobiliere: il divano nuovo era già pronto, l'avrebbero consegnato anche subito... Riuscimmo a rimandare a data da destinarsi. Nonostante i miei solleciti, nessun altro scatolone pesante si spostò dal divano, quindi nessuna foto e nessuna messa in vendita.

Ieri mattina ha richiamato: passano da Firenze per consegne giovedì, cioè domani, ed hanno anche il nostro divano. Se vogliamo rimandare ancora dovranno fare un giro apposta e addebitarcelo. Non si può più dilazionare, anche perchè, dopo la pessima esperienza del mobile della sala, vorrei evitare spiacevoli sorprese.

E il divano vecchio? Loro dovrebbero riprenderlo, ma io mi sono molto scocciata di non avrer potuto fare nemmeno un tentativo di venderlo, con tutte le spese che abbiamo...

Naturalmente abbiamo litigato e mio marito alla fine ha detto che in fondo possiamo anche tenercelo per un altro po' e se non si riesce a vendere lo faremo portare via dal servizio apposito della nettezza urbana. E' una soluzione, anche se voglio vedere come ci si muoverà in quella sala, con DUE divani letto e tutti gli scatoloni che ci sono ancora. Intanto è da ieri sera che svuotiamo o spostiamo scatole per fare posto alla new entry...

 

Grrr n° 2

Finalmente nei giorni scorsi è venuto il piastrellista a mettere le mattonelle sotto il portico e all'esterno nella piccola corte prima del giardino. Alleluia!

Lavoro che necessita di sole per asciugare bene e in fretta, mentre con gli acquazzoni di questi giorni non è stato il massimo. Un pomeriggio, aveva appena incollato le mattonelle in una zona aperta, in pochi minuti è venuto vento forte, nuvoloni, pioggia... Ci siamo dovuti precipitare tutti e tre (lui, marito ed io) a ricoprire con grandi teli di plastica, a fermarli con vasi, sassi, mattonelle avanzate, mentre il vento faceva vela e sollevava tutto. Questo per fare un po' di folclore! Da due giorni, un po' per i miei impegni, un po' per il fango, un po' perchè con le piastrelle fresche i camminamenti erano off-limits, avevo saltato le passeggiatine di controllo in giardino.

Stamattina presto sono andata: il terreno livellato dove stanno spuntando lentamente i piccoli polloni di yucca è tutto grigio! Pare cemento anzichè terra, quelle puntine verdi sono grigie e quasi sommerse!!! Mi precipito in casa, lo dico al marito, lui esce a vedere...

-Ah sì, è stato il piastrellista che ha buttato l'acqua con i residui di colla per incollare le mattonelle.-

MA PROPRIO LI' ???!!!

Con 200 mq di giardino schifoso e allo stato brado doveva proprio INCOLLARE i getti della yucca che stanno (o stavano?) spuntando!

E' successo ieri l'altro, pare, e ieri mio marito è stato fuori a sradicare erbacce... possibile che non se ne sia accorto, almeno per lavare via al più presto quello strato grigio???!!!

Stavolta sono diventata furiosa. Mentre ne dicevo di tutti i colori sono arrivati i muratori che devono rifinire un battiscopa. Me ne sono andata, sentivo che LUI gli raccontava il fatto e loro dicevano: -Basta lavarlo...- Dopo due giorni? Mah! Comunque per ora non si lava niente perchè stanno lavorando.

Però poco fa mio marito è andato a vuotare TUTTI i bidoni della raccolta differenziata ed erano due giorni che glielo chiedevo invano... forse spera di rabbonirmi...

E quando dico che NON NE POSSO PIU'...


aggiornamento serale: non solo ha vuotato i bidoni, ma nel resto della giornata ha lavato accuratamente il terreno dove era stata buttata l'acqua con la colla, ha sradicato parecchie delle erbe infestanti, addirittura ha rinvasato una piantina di fragole che avevo acquistato io e che ormai stava stretta nel vaso d'origine. Forse la sfuriata è servita, almeno per oggi...

 
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HANNO DETTO, HANNO SCRITTO

Post n°1342 pubblicato il 04 Giugno 2016 da atapo
 

ANDANDO  LENTAMENTE

 

“ Mentre camminavo mi sono finite addosso molte storie e tante altre se ne potrebbero raccogliere. Le ho viste uscire dai sassi, dagli alberi, dai tavolini dei bar. Un genius loci che non è trascendenza, venerabile tradizione, identità dorata da appuntarsi sul petto. Un genius che esce dalla lampada, modella il paesaggio e canta le sue fiabe.

...Posso cominciare a raccontartene qualcuna.”

(Wu Ming 2, "Il sentiero degli dei")

 
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SULL' APPENNINO 2

Post n°1341 pubblicato il 01 Giugno 2016 da atapo
 

DALLA FATA AGLI DEI

Nell'unica giornata di tempo bello e stabile, da vera fine di maggio, siamo riusciti finalmente ad andare ai giardini del Casoncello! Quelli rinviati da un mese: la visita già prenotata era stata annullata a causa del maltempo.

Direi che la loro bellezza ci ha ripagati dell'attesa e ciò che mostrano le foto sul sito è, se possibile, superato dalla realtà. Si trovano ben nascosti sull'Appennino, a metà fra Firenze e Bologna e stavolta l'appuntamento con la coppia dei nostri amici era all'ingresso dei giardini, alle 10 di mattina per la visita guidata. Il primo pensiero corre a Ninfa, con cui hanno parecchio in comune pur nella diversità dell'ambiente e della storia.

Al Casoncello non ci sono nobili, ma una “fatina”, una signora di 75 anni, eterea ed entusiasta, che da giovane fu maestra all'avanguardia, poi animatrice di teatro per ragazzi, fino a dedicarsi esclusivamente a questa proprietà del Casoncello che aveva ereditato dalla famiglia.

Che fare di un grande terreno sul pendio della montagna, disabitato da anni, incolto, rinselvatichito, dove le bombe del fronte sulla linea gotica avevano distrutto la casa padronale lasciando solo piccoli edifici di servizio? La passione per il giardinaggio naturale, gli studi e i viaggi di conoscenza nei giardini inglesi e francesi l'hanno spinta a trasformare tutto questo in un giardino ricchissimo, con zone a bosco, altre più aperte, alcune coltivate leggermente a orto, lasciando il più possibile le piante spontanee ed introducendone altre che fossero compatibili con quelle e con l'ambiente. Ci sta dedicando tutta la vita e dopo 30 anni di cura il risultato è affascinante...

Metto alcune foto, ma invito caldamente a visitare il sito e, se possibile, il giardino vero nei pochi giorni annuali di apertura.


 

Naturalmente ciò che ho visto mi ha dato spunti e suggerimenti anche per il mio giardino, così come la conversazione con la “fatina” alla fine dell'incontro, davanti ad una tisana che ci aveva preparato usando la melissa del giardino. Un giardino naturale... il mio sogno! Ma ci vuole tanta pazienza ed anche studio, ammesso che riesca ad avviarmi su questa strada i tempi sono molto lunghi, sarebbe un'eredità per i nipoti...

Non saremmo mai usciti da quel paradiso ancora più bello nel sole di quella giornata! Ma all'ora di pranzo dovevamo congedarci, lei aveva da guidare un'altra visita nel primo pomeriggio e l'età e il caldo la affaticavano abbastanza.

Noi, dopo il pranzo al ristorante Montevenere in centro a Monzuno (consigliato: buona cucina e buoni prezzi) ci siamo diretti più a nord lungo le strade secondarie nei saliscendi tra gole, boschi e campi e siamo arrivati a Brento, un piccolo paese, ma di nobili origini etrusche, ai piedi del monte Adone. Lì si trova un piccolo centro di informazioni sulla zona: la Riserva Naturale del Contrafforte Pliocenico. E' una piccola catena di monti e colline che in origine costituivano il fondo di un grande mare, poi sollevatosi in epoche remote. Sono formati principalmente da arenaria, che sarebbero come sabbie fossili, è facilissimo trovarvi conchiglie ed altri resti di animali e piante marine, in val di Zena fu trovata anche una balena che ora è al museo zoologico di Bologna. Quando ero piccola la mia mamma, originaria di quelle zone, già mi raccontava di questi ritrovamenti...

L'addetto al centro diceva che la salita al monte Adone non era difficile né troppo lunga, così... ci abbiamo provato. Nel primo tratto di sentiero pare quasi di passeggiare vicino al mare: è proprio sabbia grigia sotto i piedi, solo molto compatta, e si distinguono benissimo i resti fossili, ti aspetti di veder comparire il mare dopo ogni curva.

 

Invece pian piano si sale, si entra nei veri boschi: alberi, felci enormi, fiori selvatici... e il sentiero che proprio facile non è, soprattutto per noi vecchietti cittadini! Ritorna abbastanza pianeggiante quando si addentra in una vera foresta di ginestre fiorite e profumatissime, poi c'è lo strappo finale! Per fortuna i quercioli attorno al sentiero offrono appigli per l'arrampicata. Siamo arrivati ormai alla cima, mancavano pochi metri ma molto ripidi e molto esposti sullo strapiombo: non abbiamo voluto osare troppo, già da lì la vista era impagabile: su un versante la vallata del fiume Savena, sull'altro la vallata del fiume Setta con le striscie “umane” di autostrade e ferrovie. Era dall'adolescenza che non “scalavo” montagne!

valle del Savena

valle del Setta

Il nostro percorso fa parte del “Sentiero degli dei”, per andare a piedi da Bologna a Firenze lungo vie antiche ora rimesse in uso per chi ama viaggiare lentamente e descritte in vari libri, uno dei quali l'ho appena terminato di leggere.


 

Ah! Avere un po' di anni di meno e le gambe buone! Che avventura sarebbe! Sapete perchè si chiama così? Perchè passa da monte Adone, monte Venere e da altri luoghi il cui nome riporta a divinità antiche.

Ci siamo accontentati della nostra piccola avventura e della bellissima giornata che la stagione mutevole ci ha concesso.

Ritornando a casa, appena l'autostrada ci ha scodellato nella piana fiorentina, alla fine brusca del verde appenninico sostituito dal grigiore dominante di fabbriche e case ho sentito quasi un moto di repulsione e di disagio, dopo tutte quelle ore passate in mezzo alla natura...

 

 
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CASANOVELA

Post n°1340 pubblicato il 28 Maggio 2016 da atapo
 

...E IL GIARDINO DEL POVERO

Anzi della povera, che sarei io. Non poverissima, ma in confronto al principe Hercolani...

E il mio giardino, l'ho detto e ridetto, non è certo da ammirare! Però...

Notate che ho "adornato" la pagina di questo blog con foglie verdi e fiorellini bianchi: sono zagare, fiorite sull'alberino di limone che ora abita il MIO giardino!

 


 

Qualcosa sta cambiando: a un mercatino di beneficenza mio marito ha comperato alcune piantine grasse di cui è appassionato, poi qualche geranio in offerta speciale...

Nei supermercati ci sono molte offerte di piante in questo periodo, volevo approfittarne, ma LUI dice che le piante dei supermercati sono "pompate" e stressate, che non campano, per ora ho lasciato perdere...

Un giorno su un gruppo compra-vendita di Facebook una signora svendeva causa trasloco le piante del suo giardino: mi interessava un bel cespuglio di rosmarino, siamo andati a casa sua e ne siamo usciti non solo col rosmarino, ma con altre piante grasse, l'alberino di limone in vaso e un fascio di piante di calle, queste ultime ce le ha regalate, ma anche il resto era a prezzi molto ragionevoli.

Beh, per ora sta sopravvivendo tutto!

Le povere zagare sono state molto strapazzate dai vento furiosi dei giorni scorsi, ma anche se i petali sono caduti mi pare di vedere già molti limoncini neonati.... Le calle continuano a fiorire, nonostante il vento e la pioggia, sembra che la posizione scelta per trapiantarle sia di loro gradimento.

Il ceppo della yucca tagliata dalla casa di mio figlio da pochi giorni ha aperto due piccolissime gemme: evviva! Forse ce la faremo ad avere una nuova pianta! Anche un cactus ha dei boccioli.

E ciò che non mi aspettavo è il melograno che si sta riempiendo di fiori rossi: l'anno scorso ne fece circa una decina e basta, ora si è svegliato! Forse si sente più a suo agio quest'anno, senza avere addosso i lavori dei muratori...

Sono rispuntate anche piantine di belle di notte che erano sparite al momento del taglio generale e, in un angolo, piccoli tralci di una vite mai vista prima si stanno arrampicando sul muro di confine. Le piante infestanti stanno crescendo e le teniamo d'occhio, sono da tagliare prima che facciano fiori e semi, ma intanto per ora mettono un po' di verde sul terreno senza erba.

L'oleandro, unica pianta che traslocò con noi e sopravvisse, si sta azzardando a fiorire...

Insomma, nonostante i molti residui dei muratori ancora in giro, il giardino sta acquistando un minimo aspetto da... GIARDINO, anche se molto selvaggio e disordinato

Ed io ogni mattina faccio la passeggiatina di controllo e di saluto alla vegetazione, arrivo fino in fondo, ad omaggiare il sempre più frondoso acer negundo.

 
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PICCOLI BIRBANTI

Post n°1339 pubblicato il 24 Maggio 2016 da atapo
 
Tag: memoria

IL GIARDINO DEL PRINCIPE

 

Qualche giorno fa seguivo distrattamente il blabla della tv (in coda al telegiornale, annuncio di aperture straordinarie di ville e luoghi italici normalmente chiusi al pubblico) e alcune parole mi hanno colpito all'improvviso: "Bologna... villa Hercolani...", poi le immagini di salotti sontuosi e stanze principesche.

Non mi era nuovo quel nome, aveva mosso in me qualcosa... ma che avevo in comune io con "villa Hercolani"?

Ho cercato su Google...Google maps... ho visto in quale zona di Bologna si trova questa villa ed ecco l'illuminazione! Ho ricordato tutto...


Avevo 8 o 9 anni, erano i tempi del castellaccio (vedi qui) e della polveriera (vedi qui), quando con le mie amichette A e M insieme ad altri bambini passavamo i pomeriggi dopo la scuola a zonzo per le colline dietro casa, esplorando e cercando avventure...

Come tutti i cuccioli curiosi ogni tanto prendevamo strade nuove per vedere dove portavano, se mai avessimo trovato altri angoli perfetti per i nostri giochi.

Un giorno ci avventurammo lungo una strada appena asfaltata che tagliava la collina, su cui si affacciavano palazzine con giardini e cantieri di nuove costruzioni, si era alla fine degli anni '50 quando un boom edilizio ricopriva pian piano di quartieri residenziali le terre che erano state dei contadini e boscaioli. Nulla di interessante per noi, nemmeno un prato o un frutteto sfuggito agli sbancamenti e alle nuove case. Eravamo arrivate abbastanza lontano...

A un tratto la sequenza di case si interruppe e cominciò un bosco: scuro, enorme, alberi centenari altissimi, un sottobosco folto di cespugli, una meraviglia! Peccato che fosse recintato da una rete metallica più alta di noi. Il marciapiede costeggiava questo bosco fino all'incrocio con una stradina stretta, ripida, a curve e senza marciapiede, che saliva su per la collina sempre costeggiando il bosco recintato e gli alberi enormi la rendevano cupa e poco invitante anche per tre bambine avventurose come noi. Allora tornammo indietro osservando meglio, sbirciando tra la rete e i punti in cui gli alberi erano meno folti: si intravedevano al di là dei grandi prati, poi in fondo altri boschi, dietro a tutto una traccia di tetti di un grande palazzo appariva a tratti tra il verde. Silenzio e nessuna persona in quel luogo meraviglioso. Eravamo eccitate dalla scoperta, dalla bellezza, dall'impossibilità di penetrare in quel paradiso che il reticolato ci proibiva.

A casa raccontai tutto alla mamma che mi spiegò: -E' il palazzo dei principi Ercolani!-

Principi! Tutto diventava ancora più fiabesco! Dissi alla mamma che mi sarebbe piaciuto entrare in quel parco, chissà se la rete era rotta da qualche parte (come già ci era successo in altre occasioni)...

-Non ci provate! Si raccomandò la mamma, -Nella villa tengono i cani da guardia, non cacciatevi nei guai!-

Che fosse vero o no, l'argomento era convincente, ma la tentazione era grande.

Noi tre amiche tornavamo quasi tutti i giorni a passeggiare lungo quella rete, a fantasticare su quel luogo, a immaginare carrozze, principi e principesse in abiti antichi che andavano e venivano al palazzo, come nelle illustrazioni dei nostri libri di fiabe. L'ingresso non era su quel lato, non vedevamo mai nessuno, nemmeno cani, però si sentiva abbaiare a volte, giusto per ricordarci le raccomandazioni materne, ma forse chi abbaiava non era nemmeno lì, ma in altri giardini più moderni e meno affascinanti.

Avevamo coinvolto in questi giri anche due amichetti coetanei, M e L e fra tutti e cinque il desiderio di trovare un modo per entrare e godere di quel luogo di delizie andava aumentando sempre più. La rete in alto non aveva nemmeno il filo spinato, si fantasticava di scalarla, oppure di abbassarla... Intanto ad ogni passeggiata osservavamo tutto con sempre maggiore attenzione finchè scoprimmo che in un punto in basso, seminascosto tra l'erba, i ferri che intrecciavano la rete erano un po'... allentati. Forse se avessimo continuato con pazienza il lavoro di disintreccio dei fili di ferro saremmo riusciti ad aprirla a sufficienza per passare... E così dal basso il danno non sarebbe stato molto evidente.

Il lavoro durò diversi pomeriggi e fu un lavoro organizzato: a turni qualcuno districava pian piano i fili della rete, allargando e sfilando, altri coprivano questo manovale stando davanti seduti sul marciapiede a chiacchierare, qualcuno, un po' distante, controllava e avvisava se lungo la strada si avvicinava un passante, in modo da sospendere il lavoro. Arrivava l'ora di rientrare a casa, coprivamo il buco alla meglio con erba e rami, il giorno dopo si continuava. Volevamo fare un'apertura comoda, perchè doveva essere una via di fuga agevole nel caso in cui, una volta entrati, si fossero visti i terribili CANI, da noi temuti più di eventuali esseri umani.

Un giorno finalmente riuscimmo ad intrufolarci, ma era tardi, era ormai ora di rincasare, facemmo qualche passo col fiato sospeso in quel posto magico... tutto tranquillo, nessun cane, solo i rami che frusciavano e scricchiolavano al nostro passaggio. L'emozione era così forte che uscimmo quasi subito, riaccostammo i lembi dell'apertura tirando la rete e mettendo erba, progettando di fare ben altro e più avventuroso la volta successiva!

Che non ci fu mai, perchè quando ritornammo trovammo tutto richiuso, tutto ben rammendato con nuovo filo di ferro, ancora più stretto!

Eravamo stati scoperti! Non avremmo visto nè principi nè principesse!

Un po' di delusione, ma i bambini hanno mille risorse... e ci rivolgemmo ad altre avventure in altri luoghi.

Ora in questa villa principesca dal parco enorme fanno visite guidate... mi piacerebbe andarci, finalmente entrando dall'ingresso principale... chissà se quella rete c'è ancora, col suo rattoppo...

Ecco una foto di villa Hercolani, che ho trovato in rete...


 
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FOTO DI SCENA 2

Post n°1338 pubblicato il 21 Maggio 2016 da atapo
 
Tag: teatro

FOTO  di  MAUPASSANT

 

Ecco alcune foto dell'altro spettacolo: "Mademoiselle Rousset", tratto dalla novella "Boule de suif" di Maupassant.

Stavolta mio marito non aveva compiti particolari, si era anche piazzato bene per scattare foto, ma i movimenti di noi attori hanno creato lo stesso problema: difficile trovare scatti in cui tutti fossimo a fuoco... Eccone alcuni non male...

l'attesa della diligenza per Le Havre

 

durante il viaggio... buon appetito!

 

l'ufficiale prussiano controlla i documenti

 

la persuasione

 

il viaggio riprende

 
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FOTO DI SCENA 1

Post n°1337 pubblicato il 19 Maggio 2016 da atapo
 

FOTO  di  BRECHT.

Poichè mio marito stavolta era impegnato come tecnico delle luci, non ha potuto scattare facilmente delle foto. Anzi, nella prima parte dello spettacolo non ne ha scattate affatto, poi è riuscito ad organizzarsi spostandosi quel tanto che bastava...

Molte foto purtroppo non sono venute bene, dice che ci muovevamo troppo... ma le scene erano vivaci!

Pazienza! Però si vede bene il fondale (che non si muoveva!), con disegni riassuntivi di tutta la storia, dipinto da un artista che, oltre che pittore, ha suonato il pianoforte per accompagnarci nelle parti cantate.

Mi sono divertita a mettere come didascalie alcune battute dello spettacolo...

"Costringere una madre onorata a venire in carcere, a tirarti fuori!"
"Lasciami qui mamma, tu non sai..."

 

"Signora, dunque non possiamo ricevere l'onorario per aver assicurato Mac alla giustizia?"

 

"Ah signor Macheath!

E pensare che ancora una settimana fa ballavamo insieme all'hotel della Seppia!"

 

"Oh, chi vien? Del re un messaggero vien!"

 

"Tutto è finito, tutto è sistemato.

Sarebbe bello il mondo se davvero al punto giusto arrivasse il messaggero!"

 
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