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SULL' APPENNINO

Post n°1164 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA SPEDIZIONE

Oggi piove. Piove gentilmente, delicatamente, la vera pioggia autunnale che mancava ormai da molto tempo e che fa rassegnare alla stagione ormai avanzata...

Ma le previsioni metereologiche davano sole per oggi... ecco, c'è poco da fidarsi!

Per fortuna domenica scorsa ci azzeccarono...

Da giorni le tenevamo sotto controllo, io e mia figlia, per la famosa spedizione familiare alla casa dei suoceri in montagna: fra gli impegni degli uni e degli altri era l'unica domenica possibile e non volevamo rimandare tutto a novembre col buio che sarebbe arrivato prestissimo e di conseguenza il freddo lassù, senza neppure il riscaldamento!

Le previsioni davano sole anche domenica... In verità la partenza da Firenze è stata immersa nella nebbia e così fin dopo Pistoia. Io mi autoconvincevo che era nebbia di alta pressione, che poi si sarebbe alzata...

Invece ci siamo alzati noi e pochi chilometri dopo Pistoia, dopo i primi tornanti in direzione Abetone... che spettacolo! Siamo usciti dalla nebbia (o nuvole?), il cielo era azzurro terso e il sole faceva già caldo. Doveroso fermarsi per fotografare la pianura immersa nella nebbia da cui spuntavano qua e là cime di rilievi e non eravamo i soli ad avere la stessa idea!

 


 

Bellissime le sfumature autunnali dei monti intorno, poi la strada si immerge nelle faggete che ora sono dorate... E' un percorso che mi piace moltissimo e le due ore di viaggio volano. I nipotini dopo le prime curve si sono addormentati, avranno modo di ammirare quando saranno più grandi.

 


 

Così il bel tempo ci ha accompagnato per tutta la gita.

Arrivati al paesino siamo subito andati alla casa, che per i bimbi era tutta una scoperta... polverosa: su e giù per le scale di legno, cercavano un passaggio segreto in quello che a loro è sembrato un castello di legno e pietra, sollevavano i teli che ricoprivano i mobili, chiedevano cos'è su questo e quest'altro, chiedevano chi ci abitava e così gli abbiamo raccontato le storie della loro mamma e dello zio Marco quando erano piccoli e d'estate stavano lì, dove dormivano, dove giocavano sulle pietre dei vecchissimi passaggi e portici esterni. E storie di altri nonni e bisnonni che loro non hanno conosciuto, ma di cui hanno visto grigi ritratti incorniciati...

Mia figlia ritrovava i suoi ricordi e l'entusiasmo era vivo, sogna di poterci ritornare le prossime estati e di proseguire lassù la storia della famiglia... A mio genero sono piaciuti molto il luogo e la casa, ha aiutato mio marito a caricare alcuni oggetti pesanti e ascoltava con interesse i racconti e i progetti.

Un bel pranzo rustico e tipico in trattoria con razioni abbondanti di tigelle, gnocco fritto, salumi e formaggi, poi in passeggiata su strade e sentieri verso il torrente che scorre a valle del paese: Diletta si è addormentata nel marsupio, gli altri due sembravano ubriachi, a correre instancabili, a fermarsi di colpo davanti a qualcosa che li attirava: una foglia dal colore strano, un fungo, una chiocciola o un insetto spaventato... Bambini di città liberi nella natura, che euforia!

Al torrente ci siamo accampati sulla riva ed ora si aggiungeva l'acqua per i giochi... Poi i passaggi sui sassi aiutati dal loro babbo per esplorare anche le ampie isole sassose che si formano in mezzo al torrente. Era una bellezza vederli così allegri! Non saremmo mai ritornati indietro...

 


 

Ci ha fatti decidere il sole che si abbassava rapidamente e in pochi minuti ci avrebbe lasciati all'ombra e al fresco di montagna: in fondo è già passata la metà ottobre! Loro sono ripartiti prima di buio, io e mio marito dovevamo ancora prendere delle cose e ci siamo attardati un poco nelle stanze già fredde ed ora tornate silenziose.

Una bellissima gita, sono mancati solo gli asinelli fuori nel vicino campo di meli... spero che si faranno vedere una prossima volta... perché mi auguro che ci sia una prossima volta, anzi di più...

 
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PICCOLI PRINCIPI

Post n°1163 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SCEGLIERE

 


 

Ci stavo riflettendo da quando nacque Diletta...

Avevo sempre più chiara l'idea che il coinvolgimento sarebbe aumentato non solo per i suoi genitori, ma anche per noi nonni (diciamolo chiaramente, soprattutto per me). Tre bambini così piccoli non sono uno scherzo, nonostante l'aiuto di qualche babysitter aumentano occasioni, impegni e incastri di orari, visto che frequentano tre gradi di scuola diversi (nido, materna, primaria), senza contare gli imprevisti sempre in agguato! E vuoi rifiutarti di “ospitare” mia figlia a casa nostra per qualche ora, ogni tanto, così che si rilassa sul divano chiacchierando, mentre Diletta me la spupazzo io e gli altri due (se non sono a scuola) buttano all'aria tranquillamente lo scatolone dei giochi dei nonni che è sempre una novità fuori da casa loro...

Insomma, tutto si è fatto più faticoso da questa primavera, aggiungiamoci anche le incombenze dell'eredità, della casa nuova, l'essere sempre all'erta per le visite di chi potrebbe comperare la nostra (ma finora nulla di buono!)...

Io non ce la faccio, ho riesaminato l'uso del mio tempo, ho concluso che E' NECESSARIO TAGLIARE QUALCOSA!

E ho deciso, purtroppo: lascio i PICCOLI PRINCIPI.

Cioè quest'anno non farò il corso extracurriculare di teatro in francese per i bambini della mia ex scuola.

Lavorare con i bambini mi piaceva molto, mettere in scena uno spettacolo con loro mi piaceva moltissimo e alla fine ne ero sempre contenta, ma a costo di uno stress per l'organizzazione e una fatica personale che ogni anno è sempre più aumentata, come è aumentata anche la problematicità dei piccoli alunni... In questo momento particolare non mi occorre certo un volontariato che mi pesi così tanto: è un impegno e una responsabilità che non mi sento di continuare. Me ne dispiace, ma credo che non riuscirei a dare l'energia che serve per quel tipo di attività...

Mi resta come una spina nel cuore ciò che mi disse uno dei maestri che assisteva all'ultimo spettacolo: “Se sapessi quanto bene fai a questi bambini...” Lo so, me ne rendo conto, era un'opportunità che sfruttavano soprattutto bambini meno favoriti socialmente, essendo gratuita, ma in questo periodo proprio non mi sento le forze sufficienti, anche l'età avanza e tutto diventa più complesso. Ci ho pensato tanto, per tutta l'estate... mi era già venuta un'idea per la storia su cui lavorare quest'anno, poi alla fine proprio non me la sono sentita.

Tra i vestiti e gli accessori che ho usato in questi anni nei miei corsi, alcuni li ho dati ai miei nipoti per giocare, altri li ho portati al mio teatro delle Spiagge dove tengono corsi anche per i bambini, così sono sicura che vengono utilizzati. E...mai dire mai... se in futuro mi ricapitasse qualche altra occasione o collaborazione con qualche classe, dal teatro posso sempre riprenderli in prestito...

Qualcuno dirà: ci sono i nipotini! Certo, ma è una cosa diversa... fare la nonna è molto differente dal fare la maestra e soprattutto dal fare la maestra di teatro!

Per ora conservo i copioni, i video, le foto, i ricordi bellissimi di questa esperienza durata sette anni... forse ci saranno altre strade, altri percorsi d'ora in poi...


 

 
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MERCANTE IN FIERA

Post n°1162 pubblicato il 13 Ottobre 2014 da atapo
 

 

IMPARA L' ARTE...

Avevo già fatto l'apprendistato nel maggio scorso, quando la nuova amica già “esperta” mi aveva lasciato un po' posto nel suo banco allo “Svuota la cantina” del paese confinante con Firenze... Un'esperienza nuova e simpatica di cui avevo raccontato anche qui, appena prima che la sciatica colpisse duro mio marito e la nostra estate. Questa amica mi aveva suggerito altre date di mercatini nei mesi estivi a cui anche lei avrebbe partecipato, ma proprio per colpa della sciatica non avevamo potuto dare un seguito al… nuovo mestiere.

Intanto l'eredità dei miei suoceri tra la casa di città e quella di montagna ci obbliga a smaltire, oltre ai mobili, una quantità incredibile di oggetti, stoviglie, abiti, biancheria... A svuotare la casa di città ci ha già pensato quasi completamente un'associazione benefica, quella di montagna è ancora pressochè inviolata. Agli altri fratelli non interessa quasi nulla e avrebbero voluto buttare via tutto, ma ora tutto è fermo per i noti contrasti e anche per quel nostro desiderio di cercare di rilevarla noi. Ci sono cose buone e nuove che potrebbero essere vendute e servire ad altri, io ho detto a mio marito che vorrei ricavarci qualcosa, anche a rimborso di tutto lo stress che ci stanno facendo venire... L'ultima volta che siamo andati lassù abbiamo prelevato parecchio e nei giorni successivi ho controllato, sistemato, fatto prendere aria... figuratevi che da una cassetta piena di vetri e ceramiche, pronta per essere gettata ho “ricomposto” tre servizi completi di bicchieri e uno di tazze, scoprendo, fra i rimanenti, pezzi di Richard Ginori!

Alcuni vestiti molto appariscenti li ho portati al mio teatro e ho fatto la gioia della scenografa-costumista, altri, insieme a diverse borse, sono davvero “vintage” che adesso è così di moda.

Era l'ora di un nuovo mercatino! Ho lasciato perdere una prima data perché mio marito, che dovrebbe aiutarmi almeno a caricare e scaricare i pacchi degli oggetti, aveva cominciato, come è il suo stile, a tirare fuori tanti SE e tanti MA che mi ha fatto passare la voglia e spegnere le energie! Subito dopo però su internet ho trovato un bellissimo tavolo smontabile, con i due capretti, adatto non solo ai mercatini, ma anche per la famiglia in situazioni di... pranzi numerosi o con bambini (esempio noi nonni in certe rimpatriate familiari...). L'ho comperato pagandolo una sciocchezza ed ora non c'erano più scuse né obiezioni per boicottarmi i mercatini...

Mi sono prenotata per quello di ieri a San Piero a Sieve nel Mugello. C'era anche la festa delle castagne, speravo ci sarebbe stato un bel movimento...

Poichè bisognava presentarsi nella piazza del mercato alle 7,30 abbiamo pensato fosse meglio arrivare in loco la sera prima col camper e infatti alle 20 di sabato eravamo sistemati nell'area camper, lungo il fiume Sieve.

Una passeggiatina per vedere il paese, una cena in camper poi... è venuto giù il diluvio!!! Il vento fortissimo faceva oscillare il camper, tuoni e lampi spaventosi e continui, l'acqua a scrosci... per alcune ore! E lì, confesso, ho avuto davvero paura: con quello che accade in giro a causa delle bombe d'acqua, con la Sieve così vicina, fiume che notoriamente è “bizzoso” ed è stato spesso causa di disastri... Insomma, mi sembrava come minimo un avvertimento di malaugurio... Se pioveva dal mattino il mercato saltava, ma, peggio, se durante il giorno fosse venuto a piovere con i banchi aperti? Io non ho nemmeno il gazebo a proteggere!

Il mattino dopo era un po' grigio... poi per fortuna è arrivato il sole ed è stata la mia prima esperienza di mercantessa tutto da sola!!! Non c'era molto affollamento e mi avevano assegnato uno spazio al confine del mercato: gli abitudinari dicevano che con i nuovi fanno sempre così, poi se si continua assegnano posti più centrali.

Però non mi lamento ed anche mio marito si è meravigliato di quanto ho incassato, “tenuto conto” diceva “che i prezzi sono molto bassi”. Così spero sia più invogliato a fare altre spedizioni simili...

E' interessante e divertente scoprire la varietà delle persone che si fermano davanti al banchetto, come l'altra volta ho fatto incontri originali: un signore anziano cercava qualunque cosa che riguardasse Pinocchio e purtroppo non ho potuto accontentarlo.

Un altro cercava cartoline, ma solo che fossero ritratti di persone e ha gradito due cartoline provenienti dall'India con volti di ragazze indiane.

Una bambina di una decina d'anni ha provato tutti i cappelli (miei, di mia mamma, di mia suocera),la sua mamma diceva che sono la sua passione, alla fine ne ha comperato uno che le stava proprio bene pagandolo con i SUOI soldi e le ho fatto lo sconto di pochi centesimi perché non gliene erano rimasti abbastanza!

Una ragazza ha scelto una grande sciarpa fatta all'uncinetto dalla nonna di mio marito e raramente ho visto un capo che stesse così bene indosso a qualcuno, anche il colore sembrava ravvivato!

Una signora polacca ha trovato un cestino di metallo argentato che userà per fare un regalino a sua figlia ora che torna in Polonia, un'altra donna si è fiondata entusiasta su due spilloni per scialli a cui io non avrei dato un centesimo, una coppia ha apprezzato uno dei servizi di bicchieri “ricomposto”...

A riprova che il mondo è piccolo, ieri in una coppia poco più anziana di me, che sceglieva piccole borsette vintage da restaurare e rivendere, parlando insieme abbiamo scoperto che il marito è di origini bolognesi e abitava da giovane due strade sopra la mia! Abbiamo rievocato luoghi e persone e... lui era innamorato da ragazzo della sorella del mio migliore amico! Amore contrastato dai genitori di lei che erano severissimi, ma a quei tempi funzionava così.

Insomma la giornata è trascorsa, me la sono cavata, gli affari non sono andati male, al tramonto tutto era impacchettato di nuovo e caricato sul camper... appena in tempo perché ha cominciato a piovere! Ma ormai non mi faceva più paura.

Direi che l'arte l'ho imparata e che il battesimo da mercantessa l'ho avuto!





 
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LA CUCCIOLA

Post n°1161 pubblicato il 10 Ottobre 2014 da atapo
 

 

PRODEZZE

 


 

Diletta ha quasi sette mesi e comincia a gattonare. Sembra proprio un gattino quando a casa mia, se vado in cucina, pian piano a quattro zampe mi raggiunge lì, se torno in sala fa dietro front e dopo poco arriva anche lei...

Racconta la sua mamma che qualche giorno fa, in uno dei tanti pomeriggi in cui si erano ritrovati con famiglie giovani loro amiche, tutte con due o tre figli al di sotto dei sette anni ( che bella questa rete di relazioni sociali che li accomuna solidali nella dura vita con i figli piccoli!), in quell'occasione Diletta è stata molto attratta da un'altra bambina che ha circa tre mesi più di lei. Questa piccoletta si attaccava a tutto ciò che di basso poteva raggiungere (sedie, tavolini) e si tirava su con le braccia fino a rimanere in piedi sempre appoggiata, resisteva un poco poi... di nuovo a terra. E, ostinata, ricominciava. Diletta, seduta in terra lì accanto, la fissava attenta e seguiva interessata tutta la manovra, con l'aria di pensare: "Guarda un po' che sta facendo questa! Però, interessante..."

Poi sono tornati a casa. Appena entrati, appena Diletta è stata messa in terra si è diretta a quattro zampe verso uno dei tavolinetti dei suoi fratelli, si è attaccata al bordo e cercava di sollevarsi nello stesso modo che aveva visto fare dalla sua amica più "grande"... Naturalmente non c'è riuscita del tutto, ma l'intenzione era chiara, peccato che sia ancora un po' troppo giovane per queste prodezze! Ma non ci metterà tanto... pare proprio che in quanto a vivacità ed esuberanza motoria assomigli più a Martino che a Damiano... per la gioia di genitori e nonni!

 
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41

Post n°1160 pubblicato il 07 Ottobre 2014 da atapo
 

 

SULL' APPENNINO

 


 

Sono belli i boschi dell'Appennino in questo periodo, il verde pian piano sbiadisce e cede a tutte le sfumature di arancione, di giallo, di rosso.

Il viaggio in auto verso la casa dei miei suoceri è dunque così colorato vivacemente, tra querceti e faggete e sembra di arrivare più in fretta, anche lassù al paese i monti attorno stanno cambiando aspetto, dai comignoli si alza un filo di fumo fino a tarda mattinata e appena scendono le ombre della sera. Il cielo si mantiene terso e nelle ore centrali fa veramente caldo, nel campo di meli vicino alla casa i rami si incurvano sotto il peso dei frutti maturi e stavolta vi pascolano diversi asinelli.

Come sarebbero piaciuti a Martino e a tutti gli altri nipotini, se fossero venuti! Ma abbiamo già progettato una delle prossime domeniche di tornare lassù anche con loro e i loro genitori, se non arriverà il maltempo, magari gli asinelli usciranno ancora. Aspetto con curiosità le loro impressioni e le loro meraviglie esplorando il paesino, scendendo al fiume, aggirandosi in quella casa nelle stanze così un po' misteriose dai vecchi mobili severi, ma che abbiamo ancora tanta speranza di poter abitare e far rivivere vivacemente tutti insieme... chissà quando... chissà in quale estate...

Certo i piccoli saranno da sorvegliare a vista, ci sono diversi punti pericolosi, c'è polvere dappertutto, ma loro... sono o non sono dei supereroi? Supereranno la prova e alla fine concluderemo la gita nella trattoria dietro casa a rimpinzarci di tigelle e gnocco fritto con formaggi e prosciutto!

Nel passato fine settimana siamo stati lassù, abbiamo scattato foto dei mobili da mandare a un antiquario, abbiamo esplorato il contenuto di alcuni armadi da cui ho prelevato vari abiti vintage di mia suocera che porterò alla costumista del teatro delle Spiagge per il guardaroba teatrale: mi sembrano molto adatti a... salire sul palcoscenico e sarà per loro una nuova vita gloriosa!

Mentre facevamo tutto questo e i nostri pensieri tranquilli spaziavano tra i ricordi suscitati da ciò che stavamo trovando e le belle fantasie di immaginare un futuro prossimo per quella casa... ecco all'improvviso una serie di sms, di telefonate, di mail da parte dei fratelli “savi” di mio marito: la situazione dell'eredità si è inasprita ancora di più, tutto è di nuovo completamente bloccato, stavolta si rischia davvero di entrare in causa perché sono tutti stufi di sottostare alle farneticazioni e alle pretese del cognataccio. Non entro in dettagli, il resto della gita è stato rovinato...

Noi ora siamo seriamente preoccupati, abbiamo fatto e rifatto i conti: senza riuscire a vendere la nostra casa attuale (molti visitatori, ma nessuna offerta...), senza avere quella parte di liquidi dell'eredità che pareva dovessero arrivare a giorni e invece sono di nuovo bloccati, ci resta pochissimo, troppo poco per i lavori di ristrutturazione indispensabili ad entrare nella casa appena comperata.

E il sogno di rilevare la casetta in montagna si dilegua...

E se si arriva in tribunale ci sarà da dissanguarsi, fino a chissà quando!

Io sto perdendo la mia calma e lucidità: quella famiglia è una persecuzione! Quante volte ormai è riuscita ad avvelenarmi la vita!

Da ora in poi dovremo fare tutte le economie possibili per... contenere il danno e mettere tutto ciò che abbiamo nei lavori dei muratori, sperando in bene e che non ci siano imprevisti: viaggi, ristoranti, teatri, abbonamenti e corsi... tutto da rivedere, da tagliare...

E così oggi, nostro quarantunesimo anniversario di matrimonio, siamo andati a pranzo in pizzeria, in un locale che conosciamo: fanno una pizza napoletana che a noi piace molto e tengono i prezzi molto bassi...

 
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RISTRUTTURARE

Post n°1159 pubblicato il 03 Ottobre 2014 da atapo
 

 

ECCITAZIONE

 


 

No, non provouna eccitazione di novità, di voglia di fare” per la casa nuova.

Questa domanda, a commento dell'ultimo post, ha toccato un tasto dolente, delle sensazioni su cui vado riflettendo in questo periodo.

Diceva la mia mamma, in vari momenti non sempre facili della nostra vita insieme: “si fa di necessità virtù” ed è questo che mi torna ora in mente.

Dissi già all'inizio dell'avventura che un solo motivo mi ha convinto, o meglio costretto, ad accettare questo cambio di casa: i tre piani che ora costringono a salire le scale e che in un futuro, visti i problemi motori miei e del marito, correvano il rischio di diventare complicati da gestire, con montascale e, nella peggiore delle ipotesi, anche carrozzine. Ora i piani sono due, le scale sono larghe e nella ristrutturazione teniamo ben presente di eliminare tutto ciò che potrà costituire una barriera architettonica.

Ci abbiamo guadagnato un giardino e questo, devo essere sincera, mi dà una ventata di gioia. Ma bisognerà sistemarlo, mantenerlo, noi due non abbiamo più le forze per lavori nella terra, mio marito ha già detto che non ha nessuna intenzione di fare il contadino e poi, pigro com'è... dovremo mettere in conto anche un giardiniere (Ma allora perché ha voluto a tutti i costi il giardino e non si è accontentato di una terrazza?).

Prevedo mesi pesanti quando si dovranno scegliere mattonelle, colori delle pareti, sanitari e quant'altro, per non parlare della sistemazione dei mobili ed eventuali acquisti nuovi. Perchè ecco, in queste cose io e il marito QUASI MAI ci troviamo d'accordo e nascono discussioni interminabili, le mie idee sono spesso definite “strampalate” e se sono coinvolti anche aspetti tecnici ecco la frase: “tu non ne capisci niente” a cui si contrappone però l'altra sua frase “ma io voglio che decidiamo insieme”.

Mi ha già fatto notare che l'ultima volta che ristrutturammo il bagno lasciò decidere a me i colori delle mattonelle (un bagno che io amo moltissimo proprio per i suoi colori e mi dispiace tanto lasciare), mentre a lui non piacevano, così ora sceglierà lui. All'epoca, in realtà mi pareva che fosse anche lui soddisfatto della scelta, ma non mi stupisce questo cambiamento di pensiero, è già avvenuto in altre occasioni...

Spero che forse la presenza e i pareri dell'architetto e del capocantiere potranno fare una certa mediazione.

Di tutti i passaggi organizzativi e burocratici che riempiono questi giorni non devo perderne neppure uno e segnare con scrupolo sull'agenda ogni impegno, ogni variazione ed ogni telefonata da fare... e ricordargliele... e chiedere poi i risultati e le novità... e segnare anche quelli perché lui si dimentica facilmente, non si segna mai nulla o se lo fa è su dei “pizzini” che si disperdono nel mare magnum delle scartoffie che ci sono in giro, nonostante gli abbia preparato un raccoglitore ad anelli con le buste trasparenti in cui dovrebbe essere raccolto tutto ciò che riguarda questa titanica impresa. A volte si mette a fare ricerche, misure sulla pianta o telefonate quando io sono fuori e magari al ritorno se ci sono novità si dimentica di dirmele, ma lui pensa di averle riferite e così più in là salta fuori “Ma come? Non sai di questo o quest'altro?” Oppure me le dice o mi chiede pareri in certi momentini in cui ho sto facendo tutt'altro o sono stanchissima e dovrei mollare tutto e starlo ad ascoltare.

Inoltre c'è l'aspetto finanziario: l'eredità che doveva arrivare rapidamente ora si è di nuovo arenata, sempre a causa della stessa persona che non firma un documento in modo da permettere di sbloccare tutti i liquidi...

Ciò mi mette in ansia, contiamo su quelli per i lavori!

E l'eredità comporta anche altre questioni: per farla breve questo fine settimana dobbiamo fare di nuovo un salto alla casa in montagna per altre misure, altre foto, altro prelievo di oggetti... tutto naturalmente deciso all'ultimo momento, anzi, ancora nemmeno deciso del tutto perché mio marito ieri si è dimenticato di fare una telefonata e non sappiamo ancora se avremo la chiave a disposizione per aprire quella casa: può darsi che salti questo giro, per il quale avevo dovuto rinunciare ad una interessante iniziativa, solo su prenotazione, dell'istituto francese.

Come sempre, ancora più di prima, in casa nostra fare programmi è impensabile!

Ecco perché la mia “voglia di fare” è molto ridimensionata!

 

 
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PRIMO OTTOBRE

Post n°1158 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da atapo
 

 

LA FALSA ESTATE

 

Cassatt M, Autunno

Stamattina piove, come da previsioni metereologiche. Un primo ottobre piovoso è quasi ovvio, immerge realisticamente nell'autunno che è già iniziato anche se non sembrava. Ricordo quando la scuola iniziava il primo ottobre, molti anni fa, certi assembramenti di genitori e di ombrelli che rendevano ancora più duro il rientro... E un primo ottobre della mia adolescenza, all'istituto magistrale a Bologna, in cui pioveva così forte da obbligarmi ad indossare un orrendo ed enorme impermeabile rosso che non mi faceva sentire certo a mio agio... ma era dura ribellarsi alle imposizioni materne in fatto di abbigliamento dovute anche alle ristrettezze economiche, dovevo soffrire in silenzio sentendomi una delle più brutte ragazze in circolazione...

Invece quest'anno nelle scuole già iniziate da alcune settimane si è goduto uno scampolo piacevolissimo d'estate: dopo la tromba d'aria è tornato caldo, chi ha potuto è scappato ancora al mare, io ho cercato di stare all'aperto il più possibile inventandomi necessità per fare la spesa, per andare in centro, per vedere questo o quell'altro, se restavo in casa tenevo aperte le finestre il più a lungo possibile.

Sono i periodi più belli dell'anno: ancora non troppi impegni, giornate abbastanza lunghe, sole caldo e illusione che l'estate non debba finire. Ieri ho fatto il giro al mercato settimanale nel parco lungo l'Arno, insieme a mia figlia e a Diletta, tutte in canottiera, consapevoli che forse è stato uno degli ultimi regali della bella stagione...

Mi è sembrato questo l'unico vero mio periodo estivo quest'anno, dopo i mesi faticosi che ho passato. Come Hemingway amava a Parigi la sua “falsa primavera”, io qui a Firenze amo questa “falsa estate” che quasi sempre illude nelle prime settimane di autunno.

Oggi, con la pioggia, mi torna in mente che sono in arrivo giorni intensi, che sarà il momento di decisioni importanti, che sono da mettere in conto imprevisti come al solito, che bisognerà fare delle scelte e anch'io personalmente dovrò farne: mi sento un poco spaurita, non trovo in me l'energia sufficiente, avrei bisogno di qualcosa che mi ricaricasse perchè i mesi estivi non sono riusciti a farlo.

Vedremo che succederà...


 
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RETROUVAILLES

Post n°1157 pubblicato il 27 Settembre 2014 da atapo
 

 

IL GURU

 


 

All'inizio del 1976 lavoravo nel tempo pieno del Comune di Bologna, ospitavo in pancia il primogenito che doveva nascere in febbraio e avevo appena saputo di aver superato la prova scritta del concorso magistrale per insegnare nella scuola statale, ricordo ancora l'emozione di quando aprii la lettera che mi comunicava la notizia e la votazione altissima...

O la va o la spacca, mi dissi, devo ASSOLUTAMENTE vincerlo questo concorso e tra i primi posti, in modo da avere una sede vicina, in città, ora che sta per arrivare anche un figlio!

Stavo per imbarcarmi in un'impresa titanica: quella volta fu un CONCORSONE: dopo la prova scritta c'era l'obbligo di frequentare un corso quadrimestrale di aggiornamento didattico ed esercitazioni laboratoriali, con prova scritta ed orale alla fine. Chi l' avesse superato avrebbe poi dovuto sostenere un'ultima prova orale su un sacco di materie teoriche e pratiche, tipo pedagogia, legislazione, storia della scuola, igiene scolastica ecc. Tutto questo finì a metà agosto...

Un lavoro improbo, ma da quel corso quadrimestrale ebbi veramente un'ottima formazione, come non ne ho mai più avuta in tutto il resto della mia carriera...

Tralascio i salti mortali che feci per frequentarlo, mio figlio che nacque giusto nella settimana di interruzione tra i primi due periodi, io che andavo alle lezioni prima con una pancia enorme poi con mia madre che mi teneva il bimbo (non erano concesse molte assenze, pena l'annullamento...), gli incontri con altri colleghi con cui si lavorava in gruppo che si tenevano sempre a casa mia, così da poter accudire meglio mio figlio... Ho ricordi quasi drammatici di quei mesi, ma, come capita col passato difficile, rivissuti ora nella memoria con un alone di eroismo... Per la cronaca, riuscìì nel mio intento e l'anno successivo ero di ruolo a Bologna in una scuola abbastanza vicina a casa mia.

Dunque, tra i vari insegnanti di quel terribile corso c'era come coordinatore U.S.: era un direttore didattico che di nome conoscevo già perché scriveva sulla rivista scolastica a cui ero abbonata. Inoltre l'insegnante con cui stavo lavorando nel tempo pieno (quella che fece la staffetta partigiana) diversi anni prima era stata sua collega quando erano entrambi maestri e me ne aveva raccontato con entusiasmo...

Ebbene, fin dalle prime lezioni mi piacque moltissimo, me ne innamorai, dal punto di vista professionale s'intende, e per me diventò più che un insegnante, ma un amico, il vero MAESTRO che mi aiutava a scoprire come insegnare, come stare con i bambini, come organizzare il lavoro, che tipo di scelte fare... E questo accadeva a tutti coloro che facevano parte del mio corso, il suo entusiasmo era contagioso, tutti ci sentivamo destinati a fare grandi cose se avessimo vinto quel maledetto concorso! Non era più faticoso seguire le lezioni, studiare, ritrovarci e confrontarci tra noi, sentivamo che in quelle ore stavamo veramente crescendo professionalmente. Lui era capace di essere per noi l'insegnante serissimo e insieme il nostro amico di appena qualche anno di più, era diventato un idolo per tutti coloro che lavoravano, in qualche modo, con lui.

Naturalmente io in casa ne parlavo moltissimo e mio marito era diventato geloso, poi scoprì che questo... innamoramento era molto collettivo allora lo chiamava un po' sprezzantemente “il vostro guru” e forse il termine era azzeccato...

Lui ci parlava di come organizzava la sua scuola, ci portava i giornalini che pubblicavano le sue classi secondo la pedagogia attiva di Dewey e Freinet, ci invitava ad andare a visitare la sua scuola, cosa che per me in quel periodo era impossibile: non avevo tempo nemmeno per respirare!

Una volta vinto il concorso il nostro rapporto non si interruppe, anzi diventò ancora più personale, perché, dietro suo invito, io gli scrivevo di come stavo impostando il lavoro in quei primi anni, gli esponevo dubbi e gli chiedevo consigli, lui mi rispondeva e ci scambiavamo i giornalini preparati dagli alunni. Mi fece iniziare anche una bellissima corrispondenza tra la mia classe e una parallela della sua scuola, che durò per tutti i cinque anni e in quinta finalmente le due classi si incontrarono... Insomma continuò ad affiancarmi in quei primi anni di lavoro nella scuola statale.

Poi mi trasferii a Firenze. Ricordo che gli scrissi ancora, stavolta demoralizzata per la realtà fiorentina in cui mi trovavo a lavorare, che mi pareva arretrata anni luce rispetto a ciò che avevo costruito e lasciato a Bologna... Lui mi incoraggiò ancora, mi diede la spinta per non arrendermi, mi stimolò a mettere a frutto ciò che di importante avevo assimilato fino ad allora e ad avere pazienza. Come sempre, aveva ragione lui...

Cessò la nostra corrispondenza, io ero subissata dalla nuova vita fiorentina.

Lo rividi anni dopo a Bologna alla fiera del libro per ragazzi: mi riconobbe e ricordava tutto di me e della mia esperienza, chiacchierammo come se ci fossimo salutati il giorno prima.

Qualche giorno fa mi è tornato alla mente, insieme a tante cose di quegli anni. Come si usa oggi, l'ho cercato su Facebook: c'è, e non sembra cambiato per nulla: i capelli li aveva già bianchi, il sorriso sornione è sempre quello! Naturalmente è in pensione, ha una decina d'anni più di me, ma mantiene contatti col mondo scolastico bolognese, con progetti europei, viaggia in Francia...

E' raro che io chieda l'amicizia a qualcuno, soprattutto se non ho grandi rapporti, ma con lui... gliel'ho chiesta quasi senza rendermene conto, ero troppo contenta di averlo ritrovato! Chissà se mi avrebbe ricordato... Ebbene sì! Mi ha accettato tra gli amici, dicendomi che lui frequenta poco facebook, ma che è contento di aver ripreso il contatto. Ne sono stata contenta anch'io...

 
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A SCUOLA !

Post n°1156 pubblicato il 23 Settembre 2014 da atapo
 

 

ZAINI PICCOLI



 

E' passata già la prima settimana di scuola per i tre moschettieri.

Riccardo è al secondo anno di scuola materna, ha ritrovato maestre e compagni, ha ripreso tranquillamente. Nei primi giorni c'era orario ridotto e subito con uno sciopero, così meno tranquilli sono stati i suoi genitori: la baby sitter ha avuto un problema e non poteva essere a disposizione, allora siamo subentrati noi nonni e i genitori ce l'hanno portato, prendendo qualche ora di permesso dal lavoro a turno, da Montelupo a Firenze. Il bimbo si è stancato in tutti questi viaggi, però era contento di passare tante ore da noi, di aiutarmi, di venire con me a fare la spesa...


Invece nell'altra famiglia tutti hanno cominciato una nuova scuola.

Damiano è entrato alla materna, la stessa frequentata dal fratello, così conosce già l'ambiente e non ha problemi. Comunque lui è sempre molto ben disposto e curioso verso le esperienze nuove, anche se è un bambino silenzioso e tranquillo non gli sfugge niente ed è maturo e riflessivo per la sua età. Impara rapidissimamente tutto, è un tipo di... intellettuale puro, è più imbranato dal punto di vista motorio.

Ieri pomeriggio l'ho portato con me al teatro dove ho seguito i corsi negli anni passati, c'era la lezione aperta per i bambini, Martino non si è voluto fermare, invece Damiano è entrato volentieri ed è rimasto fino alla fine. Era il più piccolo fra i bambini presenti, ma si è inserito senza problemi.

Ha raccontato che nella sua scuola materna hanno la “chiave della parola”: una grossa chiave di cartone appesa al muro e quando lavorano solo il bambino che ha la chiave in mano può parlare e gli altri devono ascoltarlo... Cosa devono inventare le maestre per avere un po' di ordine!

 


Martino è alla scuola primaria, una volta si diceva "remigino".

Il primo giorno era un po' deluso: nella sua scuola il cortile è piccolo e notava che non c'erano giochi, però gli piaceva il banco col sottobanco e il gancio per lo zaino. Una delle sue maestre la conosco: molto tempo fa avevamo lavorato nello stesso gruppo docenti su alcune classi. E' una persona un po' particolare, a volte con gli adulti è un po' irruenta, ma con i bambini non ha mai avuto problemi e lavora con professionalità. A mia figlia è piaciuto come si è posta in questi primi giorni e Martino sembra tranquillo. La settimana scorsa hanno fatto orario ridotto, solo la mattina e domenica sera lui diceva alla sua mamma: -Indovina cosa succede domani?-

-Restate a scuola anche al pomeriggio.-

-Sì. E poi?-

-Mangiate a scuola.-

-Sì e poi?-

- Arriva anche un'altra maestra.-

-Sì e poi?-

- E poi cosa?- la mamma non trovava altro...

- E poi... FACCIAMO I COMPITI !!!- ha concluso trionfante Martino.

(Finalmente le cose serie... finora avevano scherzato!!!)

 
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IL MIO GIARDINO

Post n°1155 pubblicato il 20 Settembre 2014 da atapo
 

 

GIUNGLA

Nell'ultimo post qualcuno ha pensato che l'immagine messa fosse la mia nuova casa col giardino annesso...

Magari! Ci sarebbe poco da lavorarci!

Per togliere ogni dubbio ecco alcune foto di come è realmente il mio giardino, scattate giusto stamattina: non ha un leggero aspetto di foresta o di giungla? La casa si intravede bianca in fondo, ed è meglio non vederne di più per ora.

 

   

 

Ho deciso di documentare fotograficamente le trasformazioni, per quanto mi sarà possibile, comincio adesso che è ancora allo stato originario, prima che i muratori diano il via agli smantellamenti, così in futuro riguarderemo il tutto pensando alla strada percorsa...

Ora che abbiamo le chiavi comincio a sentirla davvero MIA e ad immaginarmi gli spazi riempiti dai mobili. Ho già raccolto tre piccole mele da uno degli alberi, le ho assaggiate: sono proprio buone!

E comincio a preoccuparmi delle sue condizioni...

Ieri a Firenze c'è stata quella forte tromba d'aria con la grandinata che ha imbiancato, con vari danneggiamenti, tutto il centro città: le immagini sono state diffuse dai giornali e dalla TV. Ecco, ieri sera avevo una forte preoccupazione: ci saranno stati danni alla casa nuova? E vedendo i grossi alberi sradicati lungo i viali cittadini temevo per i miei sei alberelli alti, sottili e anche un po' malconci dopo anni di incuria.

Così stamattina siamo andati a controllare: per fortuna tutto è a posto, il vento non ha abbattuto nemmeno quelle piante infestanti dalle bacche blu e dai fiorellini bianchi molto graziosi, ma alte più di mezzo metro, che stanno riempiendo ormai tutto lo spazio.

Ci avrebbe fatto comodo che il vento avesse alleggerito un po' il lavoro del giardiniere... ma solo per quanto riguarda le erbacce!

 

 

SOLANUM NIGRUM

 

 
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LE CHIAVI DI CASA

Post n°1154 pubblicato il 16 Settembre 2014 da atapo
 

 

FINE PRIMO TEMPO

 

questa NON è casa mia, è solo una foto presa dal web!

 

Abbiamo la casa!

Abbiamo appena firmato il rogito e pagato... pagato...

Come mi sento leggera! Calmata quell'ansia che mi attanagliava nei giorni scorsi in attesa della conclusione della vicenda, svuotato il conto in banca, ora tiro un attimo il fiato.

Avevo lasciato da tempo le cronache delle nostre ricerche, quando erano ancora infruttuose, poi c'è stata un po' di vacanza, l'eredità, altre vicende... ma intanto qualcosa si stava muovendo.

Una casa ci aveva colpito: proprio quel piano in meno e quella stanza in meno che cercavamo e, udite udite, un ampio giardino! Su internet non pareva un granchè, ma vedendola ci è scattato qualcosa: diffidando degli innamoramenti facili, ci siamo impegnati (soprattutto mio marito espertissimo in questo) a trovarle tutti i difetti possibili. E' sfiorata dalla solita rotta degli aerei, ha bisogno di una grossa ristrutturazione a cominciare dalla sistemazione del tetto e dal rifacimento degli impianti, il giardino non è curato da alcuni anni ed è diventato una foresta, con erbe e piante dappertutto di tutti i generi e sei alberi che speriamo non siano pericolanti.

Però ad ogni difetto trovavamo presto la soluzione.

Mio marito ha fatto varie misurazioni scoprendo che il rumore degli aerei in realtà non è superiore al rumore della strada di grande traffico su cui si affaccia la casa in cui abitiamo attualmente.

Per il giardino ho un amico del gruppo del teatro che lavora come giardiniere e progettista di giardini e mi ha assicurato che qualche suggerimento me lo darà volentieri, poi magari lo “noleggeremo” per i lavori più gravosi.

Ci spaventavano le grosse ristrutturazioni indispensabili per poterci abitare, i preventivi che ci facevano non erano indifferenti, ma quando l'eredità dei miei suoceri ha cominciato a sbloccarsi … abbiamo preso più coraggio...

E il porticato che corre lungo tutto un lato della casa, che la rende originale e amplia lo spazio al piano superiore continuava a sedurci...

Bisognava decidersi: avevo un po' indagato con fare noncurante presso le agenzie scoprendo che era in vendita già da qualche anno e c'erano almeno altre due persone interessate, ma aspettavano mutui o cose del genere... e se ce l'avessero soffiata sotto il naso? Effettivamente era la migliore che avessimo trovato in tutti quei mesi. Così abbiamo fatto un'offerta abbassando scandalosamente il prezzo che richiedevano: i proprietari hanno accettato con un piccolo rialzo che noi avevamo messo in conto. EVVAI!

Ora la casa è nostra, da oggi c'è un grosso mazzo di chiavi in più nel nostro cassetto portachiavi e ci sono molti euro in meno nel conto in banca, dobbiamo sperare che la spartizione dell'eredità proceda a passi veloci perché contiamo molto su questa per i lavori di ristrutturazione. Giovedì incontreremo la ditta per fare... il piano d'attacco e se ne sentiranno delle belle: mio marito ha sempre idee brillanti e grandiose, temo dovrà contenersi, già a tavolino gli ho fatto depennare io come NON URGENTI alcuni dei lavori che vorrebbe fare, viste le dubbiose finanze...

Purtroppo, la casa in cui abitiamo ora continua a ricevere visite di persone che vogliono acquistare, ma nessuno in seguito concretizza... e questo è un altro problema, a cominciare dal fatto che per ora la nuova è seconda casa e si pagano le tasse di conseguenza...

 
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BLOG FLORILEGIO ... a scuola

Post n°1153 pubblicato il 14 Settembre 2014 da atapo
 

Prof. ALESSANDRO

 

 


 


Venerdì era il giorno del blog-florilegio, ma a me premeva raccontare altro venerdì scorso.

Inoltre, in molte regioni d'Italia, compresa la Toscana, domani riapriranno le scuole e per me domani sarà un'emozione particolare perchè

Martino inizia la prima elementare!



 

Ha preparato tutto, comincia a leggiucchiare e a scribacchiare da solo, è un campione in matematica dove conta fino alle centinaia, somma e sottrae anche su numeri a due cifre nei giochi che si trovano sui giornaletti per bambini e che gli piace risolvere insieme a me. Domattina non andrò a vederlo, ci sarà una confusione enorme e credo sia un momento da condividere con genitori e fratellini. Spero che scatteranno qualche foto...


Ma torniamo al blog che voglio presentarvi: per l'occasione torno ad un blog... scolastico.

Conoscete il prof. Alessandro D'Avenia?

Oltre che insegnare, ha scritto due romanzi: "Bianca come il latte, rossa come il sangue" e "Cose che nessuno sa", dal primo è stato fatto anche il film. Io confesso di non averli ancora letti, non mi piace leggere i best-sellers mentre tutti ne parlano, preferisco leggerli con calma quando il clamore si è attenuato, mi sembra di farmi meno influenzare. Il primo comunque dovrebbe prestarmelo a breve un'amica.

Invece ogni tanto faccio un salto a leggere il blog che scrive questo autore: Prof 2.0, in cui tratta di tematiche scolastiche e del mondo giovanile. Lo leggo meno spesso di quanto vorrei e non riesco a seguire i commenti e le varie rubriche, ma di solito lo trovo interessante ed avvincente per l'entusiasmo che traspare dalle parole verso il lavoro dell'insegnante che ha la grande responsabilità di formare gli uomini del futuro. Pensando alla giovane età del prof. Alessandro, mi pare una meraviglia che sappia essere così vicino alle problematiche dei suoi ragazzi e nello stesso tempo così... saggio. Ce ne fossero dentro la scuola di insegnanti così!

 


 

E allora l' augurio per il nuovo anno scolastico, dedicato agli alunni e ai professori, lo voglio porgere attraverso alcune frasi tratte da questo blog:

"L’alternativa ad una scuola noiosa è una scuola “meravigliosa”, cioè capace di destare l’interesse attraverso la meraviglia. ...

Il compito di ogni insegnante è proprio quello di presentare nelle sue parole, nei suoi gesti, nei suoi occhi, la meraviglia verso l’oggetto in esame. Non esistono aspetti della realtà poco interessanti, esistono casomai persone poco interessate. ...

L’insegnante è un narratore-attore della meraviglia verso ciò che insegna..."

 
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PER UN POCO

Post n°1152 pubblicato il 12 Settembre 2014 da atapo
 

 

LIBERA

-Ci vado. E torno tardi!- Avviso il marito.

E' pomeriggio, mi preparo: pantaloni neri, lunga camicia dai colori vivaci e fantasie orientaleggianti, sottile golf grigio argento perché più tardi non si sa mai, trucco leggero e borsa nuova in cui ho travasato il contenuto della borsa ormai troppo estiva, sperando di non aver dimenticato nulla di importante. Alla fermata del bus scopro che ho dimenticato il cellulare, ma decido che fa lo stesso, posso, anzi voglio, restare senza.

E' un bellissimo pomeriggio soleggiato, una via di mezzo tra fine estate (se mai ce n'è stata una) e autunno incombente (che al mattino aveva minacciato pioggia): quella stagione che io preferisco, in qualunque mese capiti e sono contenta che capiti proprio oggi. Con la luce ideale anche per scattare foto, ma ora non è il mio scopo. Così mi godo il percorso nei due autobus, non importa se ritardano, sogguardo i compagni di viaggio che salgono e scendono con le proprie storie che mi piace immaginare dall'aspetto, dallo sguardo, da poche parole che scambiano tra loro. Guardo fuori la città che scorre nei suoi quartieri: le case popolari, poi i palazzoni che diventano via via più signorili e più antichi fino alle stradine medievali affollate quasi esclusivamente dai turisti, croce e delizia di Firenze.

Mi resta un ultimo tratto a piedi e infine (un po' in ritardo, ma chi se ne importa tanto a Firenze tutto comincia sempre in ritardo) entro nel complesso di edifici recentemente restaurati e destinati a diversi usi: lì, al caffè letterario, c'è la presentazione di un libro di una scrittrice francese, appena tradotto in italiano. Non ho voluto mancare a questo incontro perchè l'argomento mi interessa molto: si parla dei cambiamenti sociali in una famiglia, del rapporto figlia-padre, è autobiografico, non lo compro perché potrò leggerlo prendendolo in prestito all'Istituto Francese che ha organizzato la presentazione.

Si svolge all'aperto nella corte centrale, mentre ascolto mi guardo intorno e rifletto che è stato fatto un bel lavoro di recupero in quel complesso: ora ci sono appartamenti, negozi, ristoranti, centri culturali... si tengono concerti e altre manifestazioni quasi di continuo. Ed io... è la prima volta che ci metto piede. Non è vicinissimo a casa mia, ma se in famiglia ci fosse un po' più di interesse per uscite serali... però non voglio che pensieri simili mi sciupino questo momento, così li scaccio subito sperando che oggi possa essere una prima volta seguita da altre...

I discorsi sono interessanti, alla fine mi trattengo un poco a parlare con alcune amiche che fanno teatro con me, pure loro appassionate di tutto ciò che è francese.

Riprendo la strada del ritorno verso il capolinea del primo bus, controllo orari e coincidenze perché ormai è buio e i mezzi pubblici sono meno frequenti. Mi sento leggera, contenta delle ore appena trascorse e senza nessuna fretta né ansia di rientrare.

 


 

Mentre il bus passa su uno dei ponti sull'Arno, il sole appena tramontato mi offre uno spettacolo incredibile di colori nel cielo e nell'acqua, di luci che si riflettono dai palazzi... e improvvisamente capisco: LIBERA!

Come mi sono sentita libera in queste ore, come non mi sentivo da mesi...

...niente casalinga,  infermiera,  sciatica,  eredità,  cognati,  casa da comprare,  casa da vendere,  agenzia,  visite ad ogni orario,  banca,  soldi che ci sono,  soldi che mancano,  planimetrie,  progetti,  mobili,  caldo infernale,  piogge monsoniche,  figli,  nipoti,  imprevisti,  ansia,  mal di testa...

Per un poco ero riuscita a dimenticare tutto questo: ho fatto solo ciò che IO avevo piacere di fare!

E spero che mi abbia fatto bene come una medicina, anche se in fondo in fondo non so far tacere una piccola voce che mi sussurra: “Sei un po' egoista...” Ma credo sia un difetto di molte di noi...

 
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QUELLA CASA

Post n°1151 pubblicato il 09 Settembre 2014 da atapo
 

 

IN  MONTAGNA

 


 

Non è stato un weekend facile. No, non è successo niente di grave, anzi. Il tempo è stato buono, soprattutto in montagna, e abbiamo mangiato specialità locali...

Non è stato facile “dentro” di me. Non tanto a Bologna: in quel grande appartamento ora è tutto in subbuglio, sono già state tolte molte cose, molti armadi sono vuoti e spalancati, si accumulano scatoloni e restano spazi vuoti... come qualcosa che sta svanendo poco alla volta, le vicende di famiglia che si allontanano nel passato...

Mi ha rattristato molto di più riaprire la casa in montagna: da quanti anni noi non ci andavamo! E probabilmente, per i fatti accaduti, lì ormai da quattro o cinque anni non ci ha più abitato nessuno. Nelle ultime settimane qualche volta c'è stato il cognataccio, ha buttato un po' all'aria, ha preso da solo iniziative che gli altri fratelli in parte non condividono, però le tracce del suo passaggio sono minime in quegli ambienti in cui il tempo e la vita si sono fermati anni fa: l'odore di chiuso, gli avanzi di estati che non si sono più ripetute, le ragnatele che spadroneggiano, gli antichi mobili scuri che contengono ancora tutto lì addormentato.

Ho ripensato a quelle lontane estati in cui con i figli eravamo lassù in vacanza nella frescura delle stanze con i grossi muri di pietra, ai bambini che nelle cantine buie prendevano i giocattoli riscoperti da un anno all'altro, ho ricercato i mobili in cui trovavo le riviste di mia suocera con le storie d'amore, ho ritrovato ancora sull'acquaio i piatti di ceramica bianca in cui mangiavamo e il soppalco che diventava la nostra camera matrimoniale, ma sono sparite le piante di ortensia vicino all'ingresso e un albero è stato tagliato (grazie cognato!).

Nonostante tutto, allora lassù stavamo bene e i miei figli ne hanno ricordi ancora più sereni dei nostri, loro che erano bambini e non sapevano certi retroscena. Perchè i nonni, con loro, a quei tempi, in montagna si comportavano da nonni SUL SERIO. Mio figlio ha fatto un salto lassù sabato e ricordava l'ultima estate in cui c'era stato: andò in moto, doveva preparare un esame all'università, a Firenze faceva troppo caldo allora andò a studiare in montagna dai nonni... E mia figlia ne conserva ricordi ancora più lontani, ma noi abbiamo ritrovato in cantina uno scatolone chiuso con la scritta: “giocattoli Laura”. La calligrafia è della nonna, li aveva riposti in attesa di un'estate successiva che non ci fu. Glielo daremo così chiuso, lo aprirà lei...

Provavo sentimenti contrastanti: ogni tanto mi sentivo un'oppressione addosso, avevo bisogno di uscire, di fare un giretto per il piccolo paese che si è trasformato, ma non troppo, però quelle stanze mi attiravano, frugavo qua e là senza uno scopo preciso, solo per riprendere le fila del passato come se dovessi scoprire chissà cosa... Mio marito ha ritrovato dei suoi giocattoli, libri, quaderni di quando era piccolo: ecco, quell'aspetto di lui mi mancava, qualcosa ho scoperto davvero...

E ora? Bisogna pensare al futuro, a che farne di quella casa. A me e a mio marito piacerebbe tenerla, sarebbe una pacchia per sfuggire le afose estati fiorentine e anche mia figlia coi suoi marmocchi potrebbero sfruttarla. Però non è una decisione semplice: agli altri fratelli non interessa, dovremmo rilevarla da soli e questo non è affatto il momento adatto per le nostre finanze a causa dell'altra impresa di acquisto in cui ci stiamo imbarcando... E andrebbero fatti del lavori di ristrutturazione, anche minimi, ma qualcosa è indispensabile per metterla in sicurezza secondo le regole.

Occorre innanzitutto farla valutare, poi... il cognataccio troverà il modo di rendere la cosa il più complicata possibile, ne siamo certi! E non accetterà attese, sconti o dilazioni...


 
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RIPRESA

Post n°1150 pubblicato il 04 Settembre 2014 da atapo
 

 

LE ULTIME NOVITA'

Non sono passate quarant'otto ore dal rientro a Firenze che già i benefici rilassanti delle due settimane al mare stano andando a farsi benedire...

Perchè puntualissime al ritorno sono arrivate notizie dalla questione EREDITA': il cognataccio ha accettato le decisioni principali al momento della conciliazione, ma ha ripreso a fare questioni e contestazioni su ogni passo per suddividere o decidere cosa fare di tutti gli oggetti, mobili ecc. delle case da svuotare. Gli altri non ne possono più, sono esasperati. Compreso mio marito che è già ritornato al nervosismo e alle reazioni sgradevoli dei mesi scorsi. E mi sento di nuovo nervosa anch'io, quando ci sono certe telefonate o lui commenta la posta che gli arriva sul PC...


E mia figlia ha necessità di essere aiutata con la gestione dei tre marmocchi finché non riaprono le scuole. C'è stato un incidente: quando erano al mare il mese scorso Damiano, andando in bicicletta dietro al suo babbo, è rimasto col piede destro tra i raggi della ruota. Nonostante fosse tutto gonfio e nero il bambino ci camminava e i genitori hanno ritenuto che non ci fossero fratture e che guarisse pian piano. Così hanno sottovalutato l'ampia ferita che c'era posteriormente sopra al tallone, pensando che si sarebbe richiusa da sola. Quando l'avevo visto, appena prima di partire per Vada, ero rimasta impressionata per come si presentava, non mi piaceva per nulla come stava cicatrizzando: mia figlia diceva che sarebbero dovuti andare dal pediatra per i tagliandi di routine il giorno dopo e gli avrebbero fatto vedere anche il piede. Il pediatra l'ha mandato subito al pronto soccorso dell'ospedale Mayer, da lì è stato spedito al reparto ustioni dove hanno cominciato pomate più volte al giorno, medicazioni, fasciature...L'hanno rimandato a casa, ma periodicamente la mamma, con anche gli altri due al seguito, lo deve riportare per le cure.

Visto che noi ora siamo RIPOSATI dopo la vacanza, in quei giorni teniamo Martino (Diletta non si può perché fa ancora l'allattamento a richiesta) mentre gli altri vanno alla medicazione, poi tornano, restano tutti a pranzo da noi e magari ancora un po' nel pomeriggio, così se mia figlia ha da fare qualche commissione urgente può andare solo con Diletta.

E quando poi tutti se ne tornano a casa, io e mio marito ci accasciamo esausti sul divano... come è successo anche oggi!


Domani ripartiamo col camper: dobbiamo andare prima a Bologna, poi alla casa dei miei suoceri sull'Appennino, non per diletto, ma sempre per questioni legate all'eredità. Non sarà per niente facile nè rilassante...

 

Damiano, Martino e Diletta

(i due solo se guardano la TV stanno fermi)

 
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INDIMENTICABILE

Post n°1149 pubblicato il 01 Settembre 2014 da atapo
 

 

L' HO VISTO !

Al mare non ho dimenticato la mia passione... fotografica: i tramonti!

Non tutte le sere, ma quando non c'era troppo vento ed io ero libera, poco prima delle ore 20 uscivo dal campeggio sulla spiaggia con la mia fidata macchinetta e facevo il servizio fotografico al sole che pian piano spariva nel mare.

 


 

Ero sempre in buona compagnia, nelle serate più calde la spiaggia era quasi affollata: tanti, come me, uscivano apposta per godersi quegli spettacoli così suggestivi e per fotografarli, molti con attrezzature da professionisti. “Gli amanti dei tramonti” li chiamavo dentro di me, come se appartenessimo tutti ad una stessa confraternita... e quasi ci si salutava poi alla fine nel rientrare, come se la partecipazione a quell'esperienza creasse tra noi una comunanza nel desiderio di riempirci gli occhi e lo spirito con quel fascino celeste.

Una delle prime sere, questa:

 


 

appena il sole è sparito completamente sotto l'orizzonte... è stato un attimo: dove c'era il sole è comparso un bagliore molto vivo... di colore verde chiarissimo!!!

Brevissimo... è scomparso, con l'effetto di una stella cadente che appena la vedi e già non c'è più, resti a guardare il punto dove c'era e ti chiedi: “Ma ho visto bene oppure ho sognato?”

IL RAGGIO VERDE!

Proprio quello, raro, di cui avevo parlato qui. E il cielo non era nemmeno in quelle condizioni atmosferiche ideali che descrivono gli scienziati... Eppure era accaduto!

Mi sentivo emozionata: dopo averlo cercato in capo al mondo, nelle innumerevoli serate alle Canarie, ecco che lo vedo qui, quasi dietro l'angolo di casa mia!

E mi è venuto da pensare che è come quando cerchiamo la felicità a destra e a manca e a volte la vita ce la fa scoprire proprio a due passi da noi, così vicina...

Ancora temevo che fosse stata solo una suggestione, mai mi sarei aspettata di vederlo proprio in quel luogo: nelle sere successive sono stata attentissima ad ogni ultimo istante del sole che si tuffava nel mare, ma quel bagliore non è mai più tornato...


 
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IO E LUI

Post n°1148 pubblicato il 29 Agosto 2014 da atapo
 

DALLA  SPIAGGIA

 

 

"Ciao nonna, io sono in spiaggia dove ieri, se vuoi venire io ti aspetto. Riccardo"

"Noi andiamo in spiaggia dove stamani, te vuoi venire per favore? Riccardo"

Di questo tipo sono gli SMS che mi arrivano ogni giorno: Riccardo li detta a sua mamma per farci sapere dove si trovano e noi li raggiungiamo. Belle sono queste ore insieme, sotto ai due ombrelloni, tra asciugamani insabbiati, formine, secchielli e simili e giochi nuovi inventati tra terra e acqua... Gli ho comperato da uno dei tanti venditori ambulanti un pinguino-sempre-in-piedi: la nonna si potrà concedere di viziarlo un pochino! E' stato un regalo graditissimo: così leggero, in balia del vento e delle onde è come un altro piccolo amico che fa... quello che gli pare, scappa, bisogna rincorrerlo, ma insieme si fa maltrattare senza proteste, al massimo uno spruzzo d'acqua imprevisto se lo butta con troppa foga. Peccato che domani già loro ripartano e noi domenica! Questi ultimi giorni ci hanno donato un tempo bellissimo, sembra un'estate agli inizi, non verso la fine... Almeno queste brevi vacanze così agognate non ci hanno deluso!

Chi ci ha deluso invece qui è il collegamento a internet, quasi inesistente, nonostante ci avessero assicurato che c'era, anche se forse talvolta avrebbe avuto problemi... Tutto il contrario: TALVOLTA funziona! E mi viene in mente quanto scriveva Ody sui collegamenti degli hotel italiani...

Chissà quando riuscirò a collegarmi di nuovo... forse quando sarò ormai tornata a Firenze...

 
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SPIAGGE

Post n°1147 pubblicato il 23 Agosto 2014 da atapo
 

LE  SPIAGGE  BIANCHE

Rispondo qui ad alcuni commenti del post precedente, di chi ammira le belle immagini di spiaggia che ho messo e mi chiede se qui a Vada le spiagge sono proprio così... caraibiche.

Le foto che vedete in realtà sono di una famosissima spiaggia appena a nord del paese, chiamata appunto Spiagge Bianche, dove il colore pare dovuto anche a... residui di lavorazione degli stabilimenti Solvay, non tossici, assicurano. Io in questa spiaggia non sono mai stata, non si raggiunge in auto o in camper, ma con stradelle per ciclisti e camminatori. Come vorrei andarci! Chissà se in bicicletta, uno dei prossimi giorni...

Dipende dal tempo, mica possiamo farci sorprendere da un acquazzone a metà strada e qui oggi ha ricominciato a piovere, nuvoloni si alternano al sole, è parecchio ventoso.

Dipende da quanta voglia ha mio marito di venire con me, una gita così credo lo stancherebbe parecchio. Quando lavorava spesso veniva da queste parti a controllare impianti, ma dice che non ha mai avuto la curiosità di andare a vederle... Pensare che sono famosissime e citate nelle guide turistiche!

Comunque anche quelle normali non sono affatto brutte: la sabbia è chiara e fine, alle spalle ci sono le dune e una bella pineta, è spiaggia libera per lunghissimi tratti. Valutavo che magari i campeggi sono più cari che sull'Adriatico, però non si è obbligati a pagare gli stabilimenti balneari se vuoi andare in spiaggia. Ora sono ancora un po' affollate se il tempo è bello, ma ognuno ha il suo ombrellone differente e tutti quei colori mettono allegria...

 

spiaggia libera a Vada

Basta però che arrivi l'ora di cena e tutto ridiventa silenzioso, solitario, si sente solo il rumore del mare e del vento, ci si siede sulla sabbia ad aspettare il tramonto, magari per fotografarlo e sono sempre in compagnia di altri amanti delle foto ai tramonti. Il sole scende, la luce che cambia fa comparire più nitide all'orizzonte le sagome scure delle isole dell'arcipelago... L'ultimo raggio di sole potrebbe farti una sorpresa rara... ma di questo parlerò un'altra volta. 

 

 

 
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A VADA

Post n°1146 pubblicato il 21 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

QUI  SI  STA  BENE



 

Stanno passando tranquillamente questi primi giorni al mare.

A causa di un errore di percorso siamo arrivati lunedì al camping dove sta mio figlio appena in tempo per vederci soffiare davanti al naso da un altro camper l'ultimo posto libero... perchè purtroppo non accettavano prenotazioni. Per fortuna però abbiamo trovato nel campeggio accanto, così ci incontriamo in spiaggia, dandoci gli appuntamenti col cellulare.

Questi incontri in spiaggia con Riccardo hanno il potere di far venire in spiaggia senza fiatare anche il nonno... e non dico altro!

Il tempo regge, qualche nuvola e un po' di vento, speriamo continui, c'è ancora moltissima gente, credo che tutti speriamo finalmente in un periodo di bella stagione.

Io dormo moltissimo, credo sia per rilassarmi e ce n'era bisogno...

Vorrei raccontare ancora, ma la connessione internet del camping oggi è il primo giorno che ci funziona e spero non salti da un momento all'altro, come è spesso successo.

Allora per adesso pubblico, con un'altra immagine di repertorio, ci sentiremo ancora da qui, spero!

 
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VACANZA

Post n°1145 pubblicato il 17 Agosto 2014 da atapo
 
Tag: cronaca

 

SOLE (?) E MARE

 

Nomellini P., Bambine al mare

 

Domattina partiamo, in camper naturalmente. Mio marito ora se la sente di affrontare la guida del camper, non molto a lungo però e con soste previste nel caso si affaticasse troppo.

Non andiamo nemmeno troppo lontano, sulla costa toscana a Vada, dove mio figlio con la sua famiglia sono in campeggio da ieri fino a fine mese. Ed è stato proprio mio figlio, nelle scorse settimane, a proporci di andare al mare vicino a loro, così nel caso mio marito avesse problemi alla schiena ci potrebbe dare un aiuto. Credo che se non ci fosse stata questa offerta mio marito non si sarebbe deciso: ripeteva che sì, si sentiva in grado di viaggiare, ma non troppo, non lontano, sperando di non avere problemi... io gli dicevo: “Scegli tu il luogo” e lui non si decideva mai. Così come si ostinava a non prendere in considerazione la possibilità di un appartamentino o una pensione, da raggiungere in auto o in treno, senz'altro meno impegnativi che la guida del camper: ma lui o camper o niente! Ormai mi ero rassegnata al niente...

Comunque nel campeggio di mio figlio il posto non è per niente assicurato, anzi, fino a stasera è tutto pieno e non prendono prenotazioni per i prossimi giorni. Speriamo che andando domattina e con mio figlio già lì qualcosa si riesca a rimediare. Certo è costosissimo: per il camper e noi due pagheremo più di 40 euro al giorno! Per un pezzetto di terra forse nemmeno all'ombra, la possibilità di scarico e i servizi igienici che per noi non sono nemmeno indispensabili... In Francia (e non solo) è molto più economico. Ma questa estate va così, c'è solo da ringraziare se è uscita questa possibilità e da sperare che vengano finalmente un po' di giorni soleggiati, per curarmi gli acciacchi vecchi e nuovi.

Il campeggio è lo stesso in cui io sola andai due anni fa con mio figlio e il bimbo: mi ricorda che anche allora era un momento per me pesantissimo, là finalmente mi rilassavo, poi arrivò la notizia della morte tragica di mio suocero... nuovo stress, e da allora si sono aperte le altre questioni familiari. Forse avrei preferito non tornare proprio là, ma stavolta non si sceglie.

Il primo settembre dobbiamo essere improrogabilmente di nuovo a Firenze, ci sono già impegni. Sarà una breve vacanza. Il portatile è tra i bagagli, ma non so come saremo messi ad internet: visti i prezzi del camping temo costerà come l'oro e in questo caso, signori miei, ci risentiremo a settembre! Vorrà dire che al mare leggerò di più, oltre a giocare col nipotino.

 
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