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Un filo di trucco...

un filo di tacco e... perché no, un filo di perle!

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FANTASIA...

Avere a che fare con la Biò è come farsi lo Stelvio con una Graziella bucata.

Graziella bucata

 
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IN QUANTI STANNO CAZZEGGIANDO...

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IL COMPLIMENTO PIÙ ORIGINALE

Certo è che di intelligenze frizzanti come la tua non è facile trovarne, specie in questo mondo virtuale... devi essere un litro di coca-cola in una bottiglia da mezzo litro.

 

IL BIONDIZIONARIO DALLA A ALLA.... R

Aiutami a dire brutto = troppo brutto
Ammallopparsi = carezze/baci/abbracci etc
Ascolta una quaglia = vuoi ascoltarmi che ti devo dire una cosa?
Brutto che ci vogliono in due a dirlo = troppo brutto 2
Camuffa = di nascosto
Covare = rimanere sotto alle coperte alla domenica mattina
Culo che fa provincia = il mio!
Dimmimò = dimmi tutto
Divanata = seduta sul mio magnifico divano
Di un'altra = di una categoria superiore
Docciata = fatta la doccia
Essere schienata = sdraiata a terra modello tartaruga
Fanculato = mandare a fan culo
Fontaniere = idraulico
Gaio = gay
Garantito al limone = sicuro come la morte
GionBorno = buongiorno (ma solo quando sono particolarmente su di morale)
Gira e prilla = dai e dai
Gnola = storia lunga e piagnucolosa
Invornita = rincoglionita
Mi sta sul culo = mi sta antipatico
Mi ride anche il buco del culo = ridere di gusto
Mi tira una fetta di culo = sono leggermente contrariata
Mi trema l'orlo delle mutande = che paura!!!
Mortesquizza = schiacciata
Non ce ne vado fuori = non venirne a capo
Non la trovo mai pari = non mi va bene nulla
Non stai capito = non ti va in testa
Non sto più nelle mutande = sono in ansia/fremo
Paccare = non presentarsi ad un appuntamento
Padelunta = macchia di unto
Pandora = soprannome per mia figlia
Parla perchè ha del bagnato in bocca = parla a sproposito
Partire un embolo = fare una cazzata
Pentolino di cazzi tuoi = posso farmi gli affari tuoi?
Ramina = mestolo con i buchi

 

BIONDIZIONARIO DALLA S IN POI

Sbadacciarola = sbadigliare  
Scende la catena = Non reggo
Scaino = gridolini
Scardozzo = auto vecchia
Scofanare = mangiare  
Sdivanata = costretta ad alzare il sedere
Sei telefonabile = disponibile a 2 chiacchiere?
Sfrombolare = cadere svolazzando
Sgavagno = me la cavo
Sgnoccolone = uomo bello
Sguilla = scivola
Sladinata = che va via liscia
Smalvino = agitazione
Sono messa da culo = sono messa male
Sverzura = carica mentale
Ti fai una posizione = ti metti in una bella situazione
Ti va fatta bene = questa volta l'hai scampata
Tocciare = intingere
Tribolare = fare fatica  
Vai a fare uno squasso di pugnette = puoi simpaticamente andare a fare un giro
Vengo da te mangiata = vengo da te dopo cena
Zacloùna (zaccolona) = lavativa
Zagno = freddo

 

 

Partenza...

Post n°2311 pubblicato il 29 Aprile 2026 da bionda66

 

Sto preparando valigie e borse per il mio lungo weekend sulla Majella… e, come sempre quando viaggio con Cleo, più che una partenza sembra un trasloco con tanto di effetti personali, viveri e probabilmente anche qualche oggetto inutile infilato “nel dubbio” 😅

Il dilemma vero però non è mai l’abbigliamento da passeggiata (lì sono serena, pronta anche per scalare l’Everest)… ma quello per la sera.
Così, tutta convinta, faccio il cambio stagione direttamente in valigia: completi di mezza stagione, carini, leggeri… insomma, mi vedevo già a godermi l’aria fresca ma non troppo.

Poi arriva IL messaggio di chi è già lì:
“Temperature attuali: minime 3-4°, massime 12-15°”

Scusate… 3-4 gradi?!
Ma stiamo parlando di una vacanza o di un corso di sopravvivenza? 🥶

Risultato: valigia completamente rifatta. Dentro ora ho piumini, felpe, maglioni e probabilmente manca solo una stufa portatile.

Domani si parte… e io non so se sto andando in vacanza o in spedizione artica 🤣

 

 
 
 

Siamo in partenza

Post n°2310 pubblicato il 15 Aprile 2026 da bionda66

Siamo in partenza per una piccola vacanzina sulla Majella e quindi sono già alle prese con liste, sottoliste e controlli maniacali.

In questo frangente mi rendo conto di un dettaglio trascurabile: non possiedo una maglietta estiva stirata, sono tutte nel cestone... da circa 9 mesi. Praticamente reperti archeologici. 

Vabbè... procediamo con altre borse e l’unica perfettamente pronta è quella di Cleo.
Premietti ✔️
Pappe ✔️
Ciotole ✔️
Guinzagli ✔️
Museruola ✔️

Fin qui tutto normale… se non fosse che ho avuto la brillante idea di lasciare aperta la porta della cameretta dove stavo preparando il tutto.
E qui entra in scena lei: Cleo, cane con un master in “ricerca avanzata di cibo”.

Rientro lunedì a pranzo e trovo per terra una confezione in alluminio di pappa.
“Strano…” penso.
Poi parte il mio viaggio mentale tra raccolta differenziata, vetro, plastica, errori della settimana scorsa… insomma, mi autoconvinco che sia tutto normale.

Spoiler: NON ERA TUTTO NORMALE.

Passo per caso dalla cameretta ed ecco che mi si presenta la scena del crimine.
Un rotolo di carta assorbente distrutto tipo coriandoli di carnevale, sacchetti di premietti aperti e svuotati e scatolette di pappa elegantemente esposte sul letto, stile buffet.

In pratica, la signorina si è fatta fuori in una mattina la razione di due giorni.
Decisione: “ok, digiuno fino a domattina.”

Non avevo pensato però alle conseguenze e cioè notte degna di un film horror.

Flatulenze tali da trasformare la stanza in una camera a gas e in più, due uscite nel cuore della notte.

Quando si dice… una nottata di merda!

 

 
 
 

Forse non raggiungerò il mio obiettivo

Post n°2309 pubblicato il 25 Marzo 2026 da bionda66

Chi segue questo blog dalla preistoria (quando ancora contavo i passi e non i carboidrati) sa che il mio percorso di dimagrimento è stato lungo ed intensivo.

Sono partita dal palloncino intragastrico poi passata per una riduzione dello stomaco, ed infine operazioni di ricostruzione… 
E infatti avevo perso 60 kg e con un fisichino della madonna! 
Poi è arrivata la pandemia (quella maledetta) e, chilo dopo chilo, ne ho ripresi 30. 
Così, senza fare troppo rumore.

Una genialata, proprio!

Quindi il 9 febbraio ho deciso di riprendere in mano la situazione: da “carboidrati come se non ci fosse un domani” a “zero carboidrati, ciao proprio”.
Risultato? –6 kg.

Nel frattempo ho avvisato chiunque: amici, parenti, colleghi e pure la vicina: 
“Niente inviti, niente tentazioni, fate finta che io non esista"

Il problema è che tra qui e il 30 aprile, data alla quale volevo essere 4 kg meno di ora, si frappongono dettagli insignificanti come:
Pasqua.
Il compleanno di mia figlia.
Gli amici che “dai ma solo un aperitivo”.

Insomma, più che un percorso di dimagrimento sembra una prova di sopravvivenza.

Però volete mettere la soddisfazione quando ti senti dire: madonna se sei dimagrita! 

E questo non è niente... ! 

 

 
 
 

Tecnologiamente troppo avanzato

Post n°2308 pubblicato il 04 Marzo 2026 da bionda66

Ho un orologio super tecnologico comprato ai tempi d’oro delle camminate motivazionali, quando dovevo controllare i passi e cambiare podcast senza fermarmi ogni tre metri.

All’inizio lo usavo per cose semplici:
– passi
– musica
– “brava Mirca, oggi hai fatto 8.000 passi” 

Adesso invece ho deciso di esplorarne il lato oscuro.

Controllo il sonno, la pressione, lo stress, la frequenza cardiaca.

Tra un po’, con il prossimo aggiornamento, mi prepara anche il caffè e mi dice: “Guarda che oggi è meglio se non parli con nessuno”

Ma la vera svolta è stata scoprire che monitora il russare.

Vivendo da sola, a parte la mia pelosetta a quattro zampe che per ovvi motivi non collabora, nessuno mi dice se russo. E così, spinta dalla scienza e dalla curiosità, attivo la registrazione notturna.

Risultato? In una notte ho russato ben 10 volte.

E stikazzi!!

A questo punto devo dire una cosa: meno male che non ho un compagno nel letto.
Perché tra gomitate, calci negli stinchi e fischi nelle orecchie per farmi girare, qui finiva in rissa condominiale.

Nota positiva... ora i passi sono sempre sui 14.000 quindi una notta di russate me la sono quadagnata. 

 

 
 
 

Bionica o quasi

Post n°2307 pubblicato il 03 Marzo 2026 da bionda66

Ultimamente il mio declino fisico è talmente evidente da risultare imbarazzante.

Sono andata dal dottore, dal fisiatra e dall’ortopedico.

Dopo risonanze, raggi, visite, e un discreto salasso la sentenza è stata questa:

  • terapie per un piede

  • plantari

  • ginocchiere

  • infiltrazioni di acido ialuronico

  • dimagrire

Praticamente mi hanno proposta per un restyling completo.

Così sono partita con entusiasmo e spirito combattivo e per ora ho fatto:

  • plantari (che ovviamente hanno richiesto scarpe nuove, perché le mie erano tutte incompatibili)

  • ginocchiere (mi sento una pallavolista, ma senza talento)

  • dieta (il punto più doloroso di tutti, moralmente parlando)

Obiettivo: a maggio ho l’ennesimo lungo weekend di trekking e conto di arrivarci in forma (possobilmente non “rotonda”)

Vorrei gestire meglio le salite (quelle a piedi, perché quelle in auto per ora le affronto con grande sicurezza) e possibilmente non sciogliermi al primo raggio di sole (sul caldo la vedo dura, ma sognare non è vietato).

E comunque, se mi vedete arrancare su un sentiero con plantari, ginocchiere e sguardo determinato… sappiate che è tutto sotto controllo.

Più o meno.


 
 
 

Tripdoggy – Capitolo 3: la certezza

Post n°2306 pubblicato il 25 Febbraio 2026 da bionda66

E per concludere la nostra saga Tripdoggy… non perché sia finita la voglia, ma perché è finito l’anno, è arrivato il terzo viaggio.

Questa volta destinazione Monteriggioni e Via Francigena in compagnia della mitica Francesca. La Cleo la guarda con quell’aria da: “Ah, meno male, è tornata quella che sa parlare la mia lingua.”

Anche questa volta la location era strepitosa.
Una struttura tutta per noi, immersa nel verde, con spazi anche al chiuso dove i cani potevano stare liberi. Una specie di villaggio vacanze… ma con più pelo in giro e meno drammi da ombrellone.

Volendo, la sera si poteva pure tirare fuori un gioco da tavolo o un mazzo di carte e andare avanti fino a notte fonda.
Peccato che gli umani, dopo chilometri di camminate, avessero l’energia di una batteria al 3%.
I cani invece ancora arzilli, pronti per altri salti e giochi.

Di questo lungo weekend mi sono portata a casa tante cose.

  • Le chiacchierate di gruppo, quelle belle, nate per caso. Gente seduta per terra, altri su panchine sgangherate, mentre i cani ci giravano intorno liberi e felici.
  • E poi Trilly. Una schnauzer simpaticissima con cui Cleo ha legato tantissimo. Sempre insieme, sempre a cercarsi. E, di riflesso, io ho legato altrettanto con la sua umana.

Purtroppo, proprio in questi giorni, abbiamo saputo che per un grave problema Trilly ci ha lasciato.
Una di quelle notizie che arrivano all’improvviso e ti tolgono le parole. 
Siamo rimasti tutti con un nodo in gola e gli occhi pieni di lacrime, pensando a quei giorni felici in cui correva libera, circondata dal suo branco. 

Tre Tripdoggy, tre esperienze diverse, un filo conduttore chiaro:
tornare a casa più stanchi… ma anche un po’ più pieni.

E come non mettervi altre foto?! 

 

 

 

 

 
 
 

Caldaia

Post n°2305 pubblicato il 19 Febbraio 2026 da bionda66

Mi alzo alle 5:45, entro in doccia e scende acqua calda. Tutto regolare.

La sera, dopo la passeggiata con la mia pelosetta, apro l’acqua per lavarmi le mani… e mi investe una cascata artica.

“Che cazzo succede?!”

Guardo la caldaia, che è vecchia come un reperto archeologico, ed è in blocco.
Tutte le lucette accese e lampeggianti. Una discoteca anni ’90, ma senza musica e soprattutto senza divertimento.

Guardo la lancetta della pressione ed è a zero.

Ok. Calma. Posso farcela.

Prendo le “cagnette” (inteso come pinze) e provo ad aprire la valvola.
Provo nel senso che:

  1. È durissima.

  2. Non ricordo mai da che parte si gira.

  3. Ogni volta è un atto di fede.

Giro a destra poi a sinistra o viceversa e finalmente si apre.

Parte l’acqua. Bene. “Risolto”, penso ingenuamente.

Resetto. Niente.
Spengo. Niente.
Resetto con più convinzione. Niente.
Spengo e aspetto. Niente.
La caldaia continua a lampeggiare

A questo punto accetto il mio destino: domani chiamo il tecnico e inizio a pregare che il pezzo sia ancora in commercio e che non mi dica: “Signora… il pezzo non si trova più. È fuori produzione dal 1998.”

Vado a letto.
Accendo lo scaldasonno, almeno non muoio congelata, ma al solo pensiero di dovermi lavare mi vengono i brividi.

Ovviamente non sono tranquilla.
Ogni mezz’ora mi alzo, vado a controllare, faccio reset, spengo, riaccendo.

Alle 22… MIRACOLO.
Esce l’acqua calda.

Resto lì a fissarla come se avessi appena assistito a un’apparizione della Madonna.

Penso: “Se domattina ho i termosifoni caldi, anche stavolta l’abbiamo sfangata.”

E stamattina… il solito tepore in casa.

Lei è ancora viva, io pure.

Round rimandato, ma so che sta solo aspettando il momento giusto.

 

 
 
 

Tripdoggy – Capitolo 2: i casi della vita (e dei cani)

Post n°2304 pubblicato il 17 Febbraio 2026 da bionda66

La nostra seconda esperienza con Tripdoggy è nata completamente per caso.

Un giorno entro sul sito “tanto per dare un’occhiata”, la bugia che raccontiamo a noi stessi prima di prendere decisioni impulsive, e vedo che è rimasto un solo posto per un weekend a Orvieto e Civita di Bagnoregio.

Orvieto e Civita le avevo già “viste” due volte.
Una con la mia migliore amica.
Una con il mio ex moroso. E diciamo che, in quel secondo caso, il verbo vedere è un po’ ambizioso. “Forse intravedere” sarebbe stato più onesto.

Però l’idea di rifare quell’esperienza con un gruppo di persone accomunate dallo stesso obiettivo: camminare, stare nella natura, vivere il cane in modo consapevole, mi ispirava parecchio.
Quindi ho fatto quello che ogni adulto responsabile fa in questi casi: mi sono iscritta di impulso senza pensarci troppo.

Anche questa è stata una bella esperienza, ma stavolta ho avuto due note stonate.

  • La prima: l’istruttore. Molto preparato, per carità. Bravo, competente, niente da dire. Però ecco… empatia livello citofono. 
  • La seconda: una tizia con un labrador che definire “gestito male” è un eufemismo elegante. Di quelle persone che vogliono un cane formato peluche, obbediente, silenzioso e possibilmente con il tasto “pausa”.

Per fortuna, però, Tripdoggy è un po’ come le serie belle: se una puntata è così così, sai che la prossima può essere pazzesca.

Infatti da lì a poco avremmo fatto il terzo Tripdoggy… e questa volta avremmo ritrovato Francesca.

E quando c’è Francesca, sai già che torni a casa con le gambe stanche, il cuore pieno e un cane felice. 

E... via di foto! 

 

 

 

 

 
 
 

Mamma mia quanti soldi

Post n°2303 pubblicato il 15 Febbraio 2026 da bionda66

Negli ultimi giorni mi sono fatta una bella bottarella di conti!

Tutto parte dai miei soliti doloretti, niente di grave, si fa per dire, e dai vari “consigli sanitari” ricevuti:

Terapie al piede? Solo 110€ l’una... e a loro dire se ne devono fare non meno di 10.

Poi, ovviamente, servono i plantari su misura… ed altri 270 eurini.

E dopo i plantari serviranno delle scarpe di un certo tipo, soprattutto per quando vado a fare i miei trekking o anche le lunghe camminate con Cleo. 

A seguire le ginocchiere, che ho già comprato ma, credo di aver commesso la solita imprudenza... mi sono larghe e, le 2 volte che le ho messe, in pochi passi me le sono ritrovate sui polpacci.

Proseguendo poi con 3 punture di acido ialuronico nelle giunture ormai arrugginite e doloranti (ginocchia e una spalla, almeno per ora)

E per chiudere in bellezza il mio dottore mi ha proposto 4 punture miracolose da soli 375€ la confezione per perdere peso!

Insomma, credo che con tutto sto investimento potrei acquistare direttamente una cassa da morto deluxe e avanzare pure per un mazzo di fiori.

 
 
 

Tripdoggy: quando il viaggio lo scegli insieme al cane

Post n°2302 pubblicato il 10 Febbraio 2026 da bionda66

A un certo punto mi sono fatta una domanda esistenziale molto seria:
come posso unire movimento, viaggio e cane senza impazzire nell’organizzazione?

La risposta si chiama Tripdoggy.

Il primo Tripdoggy della mia vita è stato a Volterra, e già la parola Toscana mette addosso una certa poesia.
La location? Un agriturismo immerso nella natura, di quelli con i paesaggi talmente belli che ti viene voglia di fare foto anche ai sassi.
Camere accoglienti, silenzio, verde ovunque… e un ristorante capace di farti dimenticare qualsiasi velleità di dieta sana.

Eravamo 8 umani e 6 cani.
Un piccolo branco misto, sorprendentemente ben assortito.
Tutte persone fantastiche… tranne una tizia che era convinta di avere un peluche con le zampe invece di un barboncino vero. Ma vabbè, in ogni gruppo serve un elemento folkloristico.

Abbiamo fatto gruppo praticamente subito, anche grazie a Francesca, l’educatrice cinofila che ci ha accompagnati per tutta la vacanza.
Prima ci ha osservati in silenzio, studiando il comportamento di cani e umani.
Poi ha iniziato a farci fare esercizi, a spiegarci dinamiche, a correggere piccoli errori che nemmeno sapevamo di fare.
Infine ci ha portati in trekking spettacolari, tra sentieri nei boschi, panorami e cani felici che annusavano una nuova fetta di mondo.

La cosa bella è che non era solo una vacanza col cane.
Era un’esperienza in cui imparavi a capirlo meglio, a muoverti con lui nel modo giusto, a leggerlo davvero. E nel frattempo ti godevi la natura, il cibo, le chiacchiere e quella stanchezza sana che arriva dopo una giornata all’aria aperta.

Da questa esperienza mi sono portata a casa:

  • passeggiate spettacolari in posti che da sola non avrei mai scoperto

  • l’incontro con Francesca, educatrice fantastica e miniera di consigli utili

  • e soprattutto una certezza: voglio rifarlo.

Perché viaggiare è bello.
Viaggiare con il cane è ancora meglio.
Ma viaggiare con il cane, in mezzo alla natura, con qualcuno che ti insegna anche a farlo nel modo giusto… ecco, quello è proprio un altro livello.

 

 
 
 

Si cambia!

Post n°2301 pubblicato il 09 Febbraio 2026 da bionda66

A febbraio avevo un obiettivo chiaro, limpido, motivante: iniziare la dieta.

Non una di quelle simboliche tipo “mangio meno pane”.
No. Una roba seria. Con sacrifici, disciplina e probabilmente anche malumore.

Poi però mi sono detta: “Ma dai… sabato ho gente a cena. E domenica si festeggia coi ragazzi, mangiatina di pesce al mare.”

Quindi, con grande senso organizzativo: si parte lunedì 9. Che tanto i sacrifici iniziano sempre di lunedì.
È una legge universale.

Poi succede di tutto:

Gli amici che dovevano venire a cena sabato si lasciano dopo i famosi sette anni.
Cena saltata.

Dopo poco mi chiama una mia carissima amica: “Sabato siamo a Bologna, aperitivo?”

Io: Che culo! Mi sono appena liberata, per cui, affare fatto!

Comprato il vino, fatto una torta salata, fatta una torta di mele e stavo iniziando a pulire tutta casa… quando sento un motivetto che non preannuncia nulla di simpatico: Mi spiace, c’è stato un problema e dobbiamo annullare l’aperitivo.

Per domenica, giusto per non farci mancare niente, clima di merda e la pelosetta dei ragazzi con problemi gastrointestinali, finita in clinica veterinaria, per tanto saltata anche la frittura di pesce.

Morale della favola? Avrei potuto iniziare la dieta sette giorni fa, e da ora in poi non accetto e non farò più inviti (non do più a nessuno la soddisfazione di darmi buca). 

 

 
 
 

Routine

Post n°2300 pubblicato il 04 Febbraio 2026 da bionda66

Ho una vita scandita da grandi pilastri esistenziali: lavoro, cane, cibo.
In pratica, la mia esistenza si snoda tra l’ufficio, il supermercato e il parco.

Il fatto è che questa routine è diventata talmente solida che anche trovare spunti per scrivere sul blog è un’impresa. Un tempo bastava una serata fuori per avere un aneddoto.
Ora, per sentirmi una ribelle, guardo Falsissimo di Corona.

Che vi posso raccontare?

Potrei parlarvi della mia pelosetta a 4 zampe che stamattina, vedendo che diluviava, invece di dirigersi verso l’aiuola si è incamminata decisa verso la rampa dei garage.
Direzione: macchina.
Messaggio sottinteso: “Col cavolo che vado in giro sotto questo diluvio. Portami sotto un albero per espletare le due cose fondamentali e poi dritte sul divano.”

E io lì, sotto la pioggia, a pensare che il mio cane ha sviluppato capacità logiche che ho visto mancare a molti umani conosciuti nella mia vita.

Oppure potrei raccontarvi dell’ufficio.
Luogo magico dove incontri colleghe anagraficamente mature che, come massima espressione della loro evoluzione, fanno le bolle con la gomma da masticare.

E tu sei lì che pensi:
“Forse qualcosa nel processo evolutivo si è perso.”

E niente, questa è la mia vita quotidiana.
Niente viaggi esotici, niente colpi di scena: solo una donna, un cane meteoropatico e colleghe in piena regressione adolescenziale.

Ecco… diciamo che non la possiamo proprio annoverare tra le vite spericolate.

 

 
 
 

Censura

Post n°2299 pubblicato il 03 Febbraio 2026 da bionda66

Nel weekend mi è capitato di guardare un video con due storici sinceramente stupiti per la censura subita.
A uno hanno rimosso un video in cui esprimeva la sua opinione sul referendum.
All’altro hanno chiuso le sale dove avrebbe dovuto tenere conferenze sulla guerra in Ucraina.

E tutti lì a meravigliarsi.

Ma davvero vi sorprende?

Io, dopo quello che abbiamo visto durante il Covid, non mi stupisco più di nulla. Anzi, mi stupisco di chi si stupisce.
Quando, in nome dell’emergenza, sono stati sospesi diritti che pensavamo intoccabili… dov’erano tutti questi paladini della libertà di parola?
Dov’erano gli intellettuali, i difensori del pensiero critico, quelli che oggi cadono dal pero?

Il problema è che certe cose fanno scandalo solo quando toccano “le persone giuste”.
Finché succede agli altri, si chiama responsabilità.
Quando succede a noi, improvvisamente diventa censura.

Io ormai ho accettato di vivere in una specie di reality permanente, un enorme Grande Fratello dove puoi parlare… finché dici le cose consentite.
E sapete qual è l’unico modo che ho trovato per restare serena?
Occuparmi del mio piccolo orticello. Le persone che amo, le cose concrete, la vita vera fuori dallo schermo.

Non è menefreghismo. È sopravvivenza mentale.

Mi resta solo un grande dispiacere: l’idea di che mondo stiamo lasciando ai nostri figli.
Un mondo dove la libertà sembra garantita… finché non serve davvero.

E forse la cosa più inquietante non è la censura.
È l’abitudine.

 

 
 
 

Sbagli

Post n°2298 pubblicato il 29 Gennaio 2026 da bionda66

Non sono le persone a fare gli sbagli, ma sono gli sbagli a fare le persone.

 

Passiamo la vita a cercare di evitare gli sbagli, le cadute, le scelte storte, le figuracce e pure le occasioni perse.

Ci insegnano che sbagliare è un fallimento, che se sbagli, vali meno, che se sbagli troppo, sei tu quello “sbagliato”.

Ma, secondo me la verità è un’altra. Sono proprio gli sbagli che ci modellano che ci formano, che ti fanno diventare più paziente, che ti insegnano a riconoscere chi ti vuole bene davvero, che ti fanno crescere una pelle più spessa e un cuore più consapevole.

Le persone “brave e perfette” spesso sono solo persone che non hanno mai avuto il coraggio di rischiare, perché per sbagliare bisogna esporsi, provare e mettersi in gioco.

Ogni errore è una crepa da cui entra luce nuova, è una direzione che hai imparato a non prendere più, è un pezzo in più della tua storia.

Noi, alla fine, siamo la somma dei nostri fallimenti, siamo il risultato delle tue cadute e soprattutto delle nostre realzioni alla caduta. 

A volte si vince a volte si impara

 

 
 
 

Il prossimo weekend

Post n°2297 pubblicato il 27 Gennaio 2026 da bionda66

In italiano “il prossimo weekend” dovrebbe essere quello che arriva per primo dopo il momento in cui parlo.
Prossimo = il più vicino nel tempo.

Sono al telefono con mia figlia e dico: “Il prossimo weekend venite a pranzo?”
E lei: “Ahhh… quindi non questo, quello dopo…”

No cazzo. Questo che arriva. Non è un concetto filosofico da interpretare.

E infatti sempre più spesso ci si sente in obbligo di specificare:
“non questo, quello dopo”.

Ma allora perché lo chiamiamo prossimo?
Se serve chiarire, vuol dire che il significato si è perso per strada.

Siamo diventati imprecisi nel parlare o stiamo cambiando il senso delle parole senza accorgercene? O peggio ancora siamo diventati talmente capre che non sappiamo più cosa significano anche le parole più semplici? 


 

 
 
 

Natale 2

Post n°2296 pubblicato il 22 Gennaio 2026 da bionda66

Durante le mie feste partenopee mi è capitata una situazione a metà tra ansia e risate.

Siamo in zona San Gregorio Armeno, io mia figlia e il suo compagno, quando noto un quadretto di Totò e Peppino che mi garba parecchio.
Per la modica cifra di 15 euro rigorosamente in contanti e senza scontrino (questo sconosciuto) me lo compro.

Due passi dopo, in una piazzetta lì vicino…
Finanza.
“Documenti, per favore.”

Ora: eravamo a piedi, tranquilli, zero atteggiamenti sospetti.
Io, genuinamente sorpresa:
«Documenti?! Ma scusi… che abbiamo fatto?»

«Nulla signò, solo un controllo.»

Ok, nessun problema, io non ho nulla da nascondere. Ma la curiosità mi morde e chiedo:
«Mi tolga un dubbio: essendo a piedi, non avrei nemmeno l’obbligo di girare con i documenti. Se non li avessi avuti… che faceva, mi arrestava?»

Silenzio. Poi: «Ehhh signò… ma lei li ha…»

Touché.

Controllano, verificano, tutto ok.
Mi restituiscono i documenti e, in totale relax, il finanziere più anziano mi dice:
«Ma che coincidenza! Ho mio figlio che abita dalle sue parti… che ci fa qui a Napoli?»

Io penso: saranno anche cazzi miei 😌 Ma rispondo intonando il ritornello: 
«Io, mammeta… e tu» indicando i ragazzi.

Ma il vero spettacolo è stato mio genero, che ha tremato per tutto il tempo, pensando il quadretto nella borsina appesa al mio polso…

Manco avessimo contrabbandato diamanti e manco lui fosse bolzanino. 😅

 

 

 
 
 

E anche queste feste sono finite

Post n°2295 pubblicato il 06 Gennaio 2026 da bionda66

Reduce dall’ennesimo Natale partenopeo, confesso che vedere il cartello autostradale “Casalecchio di Reno” mi ha provocato la stessa emozione di un miraggio nel deserto: casa, pace, silenzio… paradiso.

Prima regola: non è umanamente possibile vivere 5 giorni pensando, parlando, organizzando e ingerendo esclusivamente cibo. A un certo punto smetti di mangiare per fame e continui per inerzia.

Seconda regola: quando i figli escono di casa, è giusto volersi bene… ma a debita distanza. Lo ammetto: non sono una persona di facile gestione e, soprattutto ora che l’età avanza, anche se amo profondamente mia figlia e adoro mio genero, arrivo a un livello di sofferenza che mi fa desiderare qualche decina di metri di separazione di sicurezza.

Mi spiego meglio…

Primo esempio: abbiamo entrambe una cagnolina, ma la gestione è agli antipodi.
Per mia figlia è una missione di controllo h24: chiamarla, fermarla, osservarla, monitorarla… più che un cane sembra una relazione sentimentale tossica. Non a caso Perla è isterica.

A un certo punto mi cade una nocciolina. Scena rallentata. Le cagnoline erano già appostate sotto al tavolo e Perla la afferra per prima. Immediatamente tutti sotto al tavolo come se fosse comparso un cecchino con il mitra spianato e, al grido di: «È TOSSICA!», le strappano la nocciolina dalla bocca.
Risultato: panico generale per una nocciolina grande quanto un granello di polvere. Nemmeno fosse uranio impoverito.

Altro esempio: la visita a Napoli.
Dopo 3 anni di Natale partenopeo posso dire con certezza di aver “visto” solo via Toledo. E quando dico “visto” lo intendo in senso filosofico: tu sei lì, ma non vedi nulla. Vieni semplicemente trascinata da una folla compatta come una pallina in un flipper umano.
Ogni volta che propongo percorsi alternativi, mi guardano come se avessi suggerito di trasferirci su Marte. Impensabile!

Il prossimo anno farò due cose molto sagge.
La prima: prenoterò la visita al Cristo Velato (così almeno una cosa la vedo davvero).
La seconda: resterò al massimo 3 giorni. Perché, come dice il saggio, “l’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza”.
E io, sinceramente, tengo molto alla mia reputazione… e al mio profumo.


 

 
 
 

Piccole differenze

Post n°2294 pubblicato il 03 Dicembre 2024 da bionda66

Ogni giorno che passa, mi rendo sempre più conto di che fortuna ho avuto a cambiare lavoro.

Primo episodio: la settimana scorsa mi è scoppiato il raffreddore della madonna e mercoledì ho sentito alzarsi anche la febbre. La notte è stata parecchia tribolata e la mattina dover andare in ufficio sarebbe stato davvero arduo. Fosse successo un anno fa mi sarei imbottita di aspirina e... avanti coi carri. Questa volta mi sono fatta 2 giorni di mutua senza sensi di colpa e cazziatoni.

Secondo episodio: vedo che una collega si prende una scatola da un bancale e vengo a scoprire che sono le nostre ceste natalizie ed il 14 sera siamo tutti invitati ad una cena aziendale a base di pesce. L'anno scorso abbiamo dovuto portare ognuno un piatto per una cena in sala riunioni, abbiamo assistito ad uno spettacolino imbarazzante di una collega che si è dovuta vestire da Babbo Natale e consegnare i regalini che NOI abbiamo acquistato e l'azienda ci ha regalato un panettone.

Uguale uguale ehh!?!?!

trova le differenze


 

 
 
 

Libero è sempre più complicato.

Post n°2293 pubblicato il 14 Ottobre 2024 da bionda66

Sono io a trovare sempre più complicato accedere al blog?

Scriverci con il carattere che più di aggrada...

Inserire foto... inserire box...

Ma farla più semplice no?

Era già un bagno di sangue anni fa quando frequentavo assiduamente, ora è un'agonia che ti fa perdere la voglia di scrivere e do frequentare, senza considerare che se lo fai dal cellulare o dal tablet ti può sparare.

Mi spiace abbandonare del tutto quello che è stato per tanto tempo una casa per me ma mi rendono sempre più difficile poterci accedere.

Evidentemente non gli rende quanto gli rendeva prima di Faccialibro e ammennicoli vari.

Prima o poi mi toccherà pensare di cambiare pure mail, l'ultimo baluardo per me.

 
 
 

Natale 2022

Post n°2292 pubblicato il 07 Ottobre 2024 da bionda66

Il Natale del 2022 l'ho trascorso a casa dei genitori di mio genero a Napoli.

Lui lavora in fabbrica a Modena e la chiusura festiva è sempre molto lunga, mia figlia è una parrucchiera e quelle settimane sono le più intense di tutto l'anno quindi fino alle 18 della vigilia è in negozio, per cui le feste natalizie sono sempre un patimento perché lui è combattuto tra partire e farsi il Natale con i suoi lasciando a casa Amò e mamma sua (io) a farsi la festività in solitaria oppure stare qui al nord e non fare le feste in famiglia. 

Siamo arrivati ad un compromesso: lui è partito appena iniziate le feste e mia figlia ed io, appena chiuso il negozio, siamo partite e siamo arrivate giusto in tempo per il cenone della vigilia. Purtroppo il 26 non ce lo siamo quasi goduto perché alle 16 avevamo il treno di rientro. 

Mai passato un Natale così bello accogliente ed avvolgente. Non scendo nei particolari riguardo il cibo, dico solo che non ho mai visto una roba del genere.

Il Natale 23 è stato decisamente diverso. Si è deciso di farlo qui da noi e mio genero è sceso il 26, mia figlia l'ha raggiunto per il capodanno ma non c'è stato paragone in tutti i punti di vista ma io avevo ancora un moroso...

Per cui, abbiamo già deciso che il prossimo Natale ce lo facciamo a Napoli ma a differenza di quello scorso, scenderemo in auto così possiamo fare gli orari che vogliamo.

Quindi da oggi.... DIETA!

Natale a Napoli


 

 

 
 
 
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MA QUANTO ERO GNOCCA?!

Mirca Piccola

 

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