DarkSoul

La mia vita dopo la tossicodipendenza

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

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"Papą e la partita"

Post n°274 pubblicato il 01 Settembre 2018 da mygangsta

 

Nel titolo ho scritto "papà" e non "padre" perchè era così che chiamavo mio padre all'epoca di questo aneddoto che porto sempre con me e che mi viene spesso in mente, soprattutto ora che sono più di 15 anni che non ho relazione con lui e dopo aver visto qualche settimana fa come sta invecchiando.

Non erano molte le occasioni in cui mio padre si mostrava confidenziale e amichevole con me perchè, a differenza delle mie sorelle con cui era un amico, in me vedeva "colui in cui avrebbe dovuto rispecchiarsi, il suo alter ego, l'ambito figlio che doveva diventare una sua 'estensione" ma ricordo che andare allo stadio a seguire le partite della squadra della nostra città era un momento "solo io e lui".

Mio padre era ed è un grande tifoso e questa passione me l'ha trasmessa molto bene. Da bambino aspettavo sempre con adrenalina di andare allo stadio con "mio papà", lì era disteso, amico, giocava ai pronostici con me, ci divertivamo ed era una cosa che condividevamo soltanto io e lui.

E mi ricordo una volta in cui prima di entrare allo stadio mi regalò la sciarpa della nostra squadra, uguale alla sua e io ne fui davvero felice ed elettrizzato. Un'altra cosa da condividere con "mio papà". Ho il ricordo della squadra che vince e di "mio papà" che mi prende in braccio e mi dice "Questa è la sciarpa della vittoria, non dimenticartela mai". E poi mi porta a mangiare qualcosa in uno dei bar più belli della città.

Non avrebbe mai immaginato che poi quel bambino avrebbe rischiato la sua vita per un'overdose dopo anni di sostanze... Ho sbagliato tutto con mio padre, è vero, lo ammetto. Non avrei dovuto diventare schiavo di quella roba ma tanto indietro non si torna.

Sono più di 15 anni che vorrei tornare a chiedergli un parere, a parlare con lui, a fare due passi, a seguire insieme la squadra, a ricucire e, anzi, migliorare il rapporto padre-figlio che c'era.

Ovviamente se io non avessi preferito per anni le sostanze a tutto il resto ora avrei un padre. Nel tempo ho recuperato studio, lavoro, madre e sorelle, matrimonio ma non mio "papà".

Andandosene dopo avermi accompagnato in comunità, mi disse: "Oggi è finita per sempre. Io non ho più un figlio e tu non hai più un padre. Hai tradito la mia fiducia. Mi hai colpito al cuore ed è una delle ferite più grandi. Finisce qui, addio".

 

La sciarpa l'ho sempre conservata gelosamente. Uno dei pochi oggetti che posso ancora prendere in mano e, chiudendo gli occhi, immaginare "mio papà" accanto a me.

 

 
 
 

Non ho saputo resistere

Post n°273 pubblicato il 25 Agosto 2018 da mygangsta

 

Qualche giorno fa ho partecipato al compleanno di uno dei miei nipoti.

Tutti i familiari e parenti riuniti, anche io e mio padre. Né lo zio né il nonno volevano fare un torto a questo bambino che non ne può nulla per cui ok, siamo andati entrambi.

Tutto come da copione degli anni passati (o di altre sporadiche riunioni con entrambi presenti): tutti i presenti conoscono bene la nostra situazione per cui si fa finta di nulla: io e mio padre stiamo bene attenti a non incrociarci mai e a tavola stiamo il più lontano possibile.

Tutto penosamente uguale.

Ma questa volta ho cercato di guardarlo senza farmene accorgere. Erano mesi che non lo vedevo con il fatto che ora abito a 125 km e tra noi non c'è relazione.

Gli anni stanno passando veloci sul suo volto e il suo sorriso si spegne a poco a poco. Non rimane molto del ferreo e grintoso professionista che era, di quell'uomo che sembrava invincibile e che per me era, contemporaneamente, un esempio da seguire e un personaggio ingombrante da evitare.

Mentre pranzavamo e tutti parlavano del più e del meno, io lo guardavo e non riuscivo a farmi una ragione di non poter tornare a essere suo figlio, almeno per qualche tempo ancora.

Così, al termine della festa, quando tutti si stavano congedando e io e mia moglie stavamo per partire per tornare a casa, me ne sono fregato di tutto e l'ho raggiunto mentre stava bevendo ancora un bicchiere d'acqua in cucina ed era momentaneamente lontano da tutti.

O la va o la spacca, non mi importa.

Così, a sorpresa, gli ho detto soltanto questo, rapidamente prima di tornare all'auto, prima che quella giornata di festa potesse avere un finale di tensione: "Spero che un giorno ti renderai conto che il tempo passa e che sarà sempre più difficile recuperare anche soltanto un'ora di tutto quello che abbiamo perso"

Non ho voluto rimanere un secondo di più ma ho colto nei suoi occhi un velo di tristezza. Chissà che avrà mai pensato, chissà cosa starà pensando ora.

Ieri notte ho sognato che tornava a parlarmi.

Ma il sogno lo scriverò in questo diario virtuale un'altra volta.

 
 
 

Estate. Raccontiamo.

Post n°272 pubblicato il 30 Luglio 2018 da mygangsta

 

Giornate calde. Estate. Torna sempre, tutto questo torna sempre.

Raccontiamo ancora.

Sì, d'estate, nonostante il mio maestro, la meditazione, tutti i percorsi psicologici che ho fatto negli anni, la filosofia e tutto, io spesso soffro di attacchi di panico e ansia generalizzata.

La notte gli incubi diventano forti d'estate, all'improvviso spesso mi sveglio ricordando alcune scene del passato o sentendo sensazioni di quel passato.

Alla fine si lascia indietro il passato, si costruisce un presente diverso, migliore ma le cicatrici rimangono. Sì, mi sono rimaste delle cicatrici che conosco e sento soltanto io dentro di me, gli altri non le vedono e non le sanno (a parte mia moglie, un caro amico e i miei familiari tranne mio padre ovvio).

A volte sembra che io rida e scherzi addirittura ma dentro di me con questo caldo e luce vivida io sento un terremoto che mi riporta a sensazioni mai dimenticate.

Come scrivevo in questo blog anni fa, ogni agosto io fuggivo via dalla mia città natale verso la cara montagna che ora è finalmente casa mia. E questo perchè rivedere certe zone e certe vie con queste condizioni climatiche mi mandava ancora più in tilt. Ma non razionalmente, proprio a livello inconscio.

Ora vivo in montagna con mia moglie e la gente pensa che sia tutto magicamente risolto. Ovviamente sono molto più felice di prima ma non posso fingere di non avere panico e ansia in certe giornate calde e luminose.

Beh, una volta uno psichiatra mi disse che io ero diventato ormai una "persona speciale", che avrei dovuto aspettarmi ricadute nel panico e nell'ansia perchè i livelli cui ero arrivato non avevano certamente aiutato né il mio corpo né la mia psiche.

Le ricadute purtroppo fanno parte del gioco. Un anno dopo essere uscito dalla comunità mi sorpresi a fumarmene una. E fu una lotta continua per un bel pò di tempo per non ricascarci ancora, soprattutto nei periodi di forte stress o ansia. Ma ho tenuto duro e ora mai più lo rifarei.

Il panico e l'ansia invece sono rimasti e talvolta mi vengono a trovare, d'estate soprattutto. Sono la mia "saltuaria espiazione" per quanto combinato in passato.

E quanti attacchi di panico ebbi mentre mi facevo di quella roba... Finii a mangiare soltanto gelato per un'estate intera.

Ma lo racconto un'altra volta.

 

 

 
 
 

Raccontiamo ancora

Post n°271 pubblicato il 26 Luglio 2018 da mygangsta

 

Sì, raccontiamo ancora in questa calda sera dopo una calda giornata che mi ha messo duramente alla prova.

Raccontiamo di quando da ragazzino avevo tre amici, tre bravi ragazzi, e uscivamo insieme a fare due passi, serate e sano divertimento.

E poi quando io, l'estate fatidica, incontrai un ragazzo molto più grande di me e la sua banda di amici e, insieme a loro, incontrai anche qualcos'altro: le sostanze.

Bene, i tre bravi amici di sempre continuavano a invitarmi a uscire anche quell'estate. Ma io ero già altrove, già in un mondo parallelo e, insieme al benessere fittizio e momentaneo, provavo anche moltissime altre sensazioni non troppo esaltanti.

Io inventavo scuse, mi inventai un'esaurimento nervoso dovuto al troppo studio dei mesi scolastici e andavo dicendo che il troppo stress mi aveva causato un malessere che, speravo, sarebbe scomparso da lì a pochi giorni.

Avevo appena iniziato con le scuse e le bugie che avrei accampato per anni con chiunque. Vabbè, un pomeriggio decisi di farmi vedere comunque, mi domandarono se stavo bene, camminavo decisamente instabile e chiedevo spesso di sedermi. Me ne andai dopo appena un'ora con la scusa del caldo e dei postumi da stress.

Mi chiamarono ancora e io non c'ero mai. "Tu non fai più le serate con noi?" "No, vado a letto presto, ho sempre bisogno di dormire, sapete l'esaurimento..."

Andai un altro pomeriggio, dopo circa un mese. Mi guardarono strano, mi chiesero se l'esaurimento non passava, perchè fossi così "diverso" e nervoso. Non avevo voglia di parlare, rigiravo il bicchiere per sottrarmi a quella sensazione di "testa leggera", me ne andai di nuovo.

Quello non era più il mio posto. Smisero di chiamarmi e continuarono a vivere la loro estate spensierata mentre io vivevo la mia nel peggiore dei modi possibili.

Persi i contatti con loro ma poi quando, anni dopo, uscì fuori che ero entrato nel tunnel della dipendenza e stavo in comunità, uno di loro venne a trovarmi e rimase così scioccato da quella scoperta che mi disse che non voleva più avere niente a che fare con me, che non se lo sarebbe mai immaginato e che gli facevo paura.

Non biasimo lui come nessun altro. Non è stato facile all'epoca e non è facile adesso. Talvolta mi tornano ancora attacchi di panico a ciel sereno, soprattutto d'estate quando fa caldo e la luce è forte. E mi capita ancora, soprattutto d'estate, di svegliarmi la notte all'improvviso come se "una mano mi afferrasse all'improvviso".

Nessuno mi aveva detto che sarebbe stato facile, non dopo tutto ciò che ho fatto e assunto per anni e anni.

Ma questo lo racconto un'altra volta.

 

 
 
 

Raccontiamolo

Post n°270 pubblicato il 24 Luglio 2018 da mygangsta

 

Sì, raccontiamo.

Raccontiamo in queste calde giornate che mi riportano talvolta "indietro nel tempo" delle prime volte che assumevo sostanze e dovevo cercare lo stesso di fare la vita di sempre mentre dentro di me si scatenava, spesso, il "terremoto".

Un pomeriggio di agosto mio padre invitò degli amici al pomeriggio e avevano piacere di salutarmi, come di solito. Mi ero strafatto per bene e vedevo la stanza girare, avrei soltanto voluto starmene a letto ma lui mi chiamò e io gli dissi di no ma lui non ne capiva il motivo, gli dissi che stavo poco bene e allora disse di fare loro almeno un saluto veloce... Il caldo era feroce, io cercavo di reggermi in piedi tenendomi ai muri, arrivai in giardino, loro ridevano e scherzavano, io non riuscivo a sopportare la luce ne a vedere bene da lontano, vista sfocata... Mi sembrava di stare in un mondo lontano da loro, cercavo di salutare e sorridere mentre mi sentivo "cadere nel vuoto"... Fu davvero difficile resistere lì seduto per quei pochi minuti e dire qualcosa di sensato e mi sembrava strano ciò che prima era normale...

 

Un'altra volta mi coricai un pomeriggio e poi non riuscivo più ad alzarmi, se tentavo di alzarmi mi sentivo cadere nel vuoto e scivolare giù dal letto, vedevo la stanza girare e poi mi sentivo girare io mentre la stanza rimaneva ferma, insomma, un momento in un modo e un momento nell'altro... Riuscii ad alzarmi dopo 6 ore quando il malessere si attenuò quel tanto da poter stare in piedi appoggiandomi al muro.

Poi vabbè, non ha senso nasconderlo, appena prendevo una di quelle sostanze, mi davano anche sensazioni piacevoli, certo: l'illusione iniziale era sempre quella, relax, serenità, sorriso, caspita avrei spaccato il mondo... Risate, benessere, uao vedevo tutto rosa, che spettacolo!

Ma lo spettacolo durava poco e poi durava sempre meno e allora quelle terribili sensazioni venivano a trovarmi ed ero soltanto l'ombra di me stesso.

E allora meglio prenderne ancora, meglio prenderne di più ma a volte non erano subito reperibili e allora io stavo male, non riuscivo a stare in equilibrio, avevo un'ansia pazzesca e inventavo scuse su scuse per non farmi più vedere dagli amici di sempre, quelli bravi per intenderci.

Ma questo lo racconto un'altra volta.

 

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: mygangsta
Data di creazione: 18/05/2008
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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