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Prove tecniche di scrittura (o corso di scuola guida): prima lezione

Post n°112 pubblicato il 21 Aprile 2007 da ditz
 

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Si scrive con una sana voglia di sconfiggere l'ansia cronica. Si distende il foglio virtuale e si getta l'attacco.

Come viene. Più o meno. Di solito le mani vanno sole. Disegnano cerchi confusi. Fanno casino. Sembra cercare chissà che. Invece niente. Non trovano niente. Poi all'improvviso, nella tasca sinistra della giacca, eccola: la chiave per aprire la portiera. E la stessa chiave per mettere in moto.

Attenzione: questa cosa di quando stiamo per mettere in moto è tutto quello che  sta per diventare incipit ma non è ancora incipit.

1) Si chiama "attacco". L'attacco è la prima parola poi la seconda e la terza e qualche altra: come mettere in moto la macchina. Può succedere che non ti parta. Allora riprovi. Ma se giri quella chiave e clicchete e clacchete ma niente, allora lascia perdere. Il problema è la batteria. Scarica. O peggio.

Una questione meccanica. Quello è l'attacco. Pura meccanica. Solo che oggi quando si parla di meccanica si parla anche di centralina, di elettronica. Tutto dipende dalla centralina. Tutto dipende dall'elettronica. Ormai le auto full optional hanno tutta la serie di spie a segnalare il guasto. Poco ci vuole che te l'aggiustano pure. Senza meccanici di mezzo, in quelle sale chirurgiche per veicoli che non si muovono più.

Ci trovi di tutto nel corridoio davanti a quella clinica per vetture, alla sala operatoria per lamiere e contagiri. Pure qualche 500 bella e andata. Solo che l'hanno lasciata lì sperando in un miracolo. Una resurrezione.

Tornando a noi: se parte non c'è problema. L'attacco c'è. Questo è il primo punto. Non si può sbagliare. Te ne accorgi. Dal rumore del motore, ovviamente.

2) Segue l'incipit. Che non è la stessa cosa dell'attacco. L'incipit è quando l'attacco è partito bene. Allora dai due colpi d'acceleratore - non si sa mai - e poi premi la frizione e via con la prima.

Ecco, l'incipit è la prima. E la macchina si muove.

(continua, quando non so)

 
 
 
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È RIDICOLO CREDERE

È ridicolo credere
che gli uomini di domani
possano essere uomini,
ridicolo pensare
che la scimmia sperasse
di camminare un giorno
su due zampe

é ridicolo
ipotecare il tempo
e lo è altrettanto
immaginare un tempo
suddiviso in piú tempi

e piú che mai
supporre che qualcosa
esista
fuori dall'esistibile,
il solo che si guarda
dall'esistere.



(Eugenio Montale, Satura; Satura II)

 
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TAMARA

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PARANOID ANDROID - RADIOHEAD

Please could you stop the noise
I'm trying to get some rest?
From all the unborn chicken voices in my head
What's that, what's that

When I am king you will be first against the wall
With your opinion which is of no consequence at all
What's that, what's that

Ambition makes you look pretty ugly
Kicking squealing gucci little piggy

You don't remember, you don't remember,
why don't you remember my name
Off with his head man, off with his head man
Why don't you remember my name?
I guess he does

Rain down, rain down, come on rain down on me
From a great height, from a great height, height
Rain down, rain down, come on rain down on me
From a great height, from a great height, height

That's it sir, you're leaving,
the crackle of pig skin,
the dust and the screaming
The yuppies networking
the panic, the vomit,
the panic, the vomit
God loves his children,
God loves his children, yeah

 
 

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