Creato da dodici67 il 17/12/2007
anticomunista
 
 
 

I miei link preferiti

Ultime visite al Blog

boscia.maraCoachFactorymassimopierleonifranca.formenti3toscanoinfriulifronteverdeGUARDIA.DEL.CORPO67ForzaNuovaPonenteSuperfragilisticgiovanedestra_leccopamperoldlagunari.rodolceshevapsicologiaforense
 

Ultimi commenti

Burberry Scarf Coach Outlet Online Store
Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 08:13
 
Burberry Scarf Coach Outlet Online Store
Inviato da: CoachFactory
il 20/12/2011 alle 08:02
 
Faccio un po’ l’intellettuale fazioso, me ne sbatto di...
Inviato da: yusuff_1982
il 27/03/2008 alle 14:54
 
A NOI! ciao
Inviato da: dodici67
il 06/03/2008 alle 16:00
 
contintinua così dodici67! saluto romano! stammi bene!
Inviato da: your_angelO
il 06/03/2008 alle 02:19
 
 

GIORGIO ALMIRANTE

 

L'ANGOLO DEI BUGIARDI

 

CONFRONTI


 
 
 




Contatore sito








 

Contatta l'autore

Nickname: dodici67
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 54
Prov: RO
 

FACEBOOK

 
 
 
 

 

Post N° 100

Post n°100 pubblicato il 15 Aprile 2008 da dodici67

FINALMENTE!!!!!

A CASA GAY, TOSSICI, INCAPACI....

 
 
 

Da ansa

Post n°99 pubblicato il 13 Aprile 2008 da dodici67


VELTRONI-BERLUSCONI, COLPI DI SCIABOLA A 'MATRIX'ROMA - Sebbene soltanto virtuale, dagli studi di 'Matrix' su Canale 5, nell'ultimo giorno della campagna elettorale, va in onda un duello all'ok corral tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. I due non si sfiorano neppure, come gia' in Rai dieci giorni fa. Siedono uno dopo l'altro sulla stessa poltroncina in pelle bianca per due interviste di 45 minuti ciascuna, ma non si incrociano: Veltroni esce da una parte accompagnato da Mentana, Berlusconi entra dall'altra con in mano un foglietto dove si e' appuntato le ''bugie'' dell'avversario contro il quale si scaglia subito.

''Sono sconcertato per le dichiarazioni che ho sentito'', irrompe nello studio il Cavaliere con toni assai meno pacati di quelli usati da Veltroni, che parla per primo senza mai nominarlo, con toni mordibi, sorridendo spesso, accompagnando le parole con ampi gesti delle mani ed invocando ''una nuova primavera di serenita' e cambiamento, dopo un lungo autunno piovoso e livido''.
Berlusconi ribatte punto per punto alla ''impressionante serie di ribaltamenti della realta''' e alle favole di Veltroni, dopo essersele appuntate su un foglietto, mentre seguiva l'intervista da una stanza attigua. ''Non posso esimermi. Mi sarebbe piaciuto dirgliele in faccia...'', attacca mentre Mentana - che fino all'ultimo non ha smesso di sperare nello scontro diretto - suggerisce che Veltroni potrebbe essere ancora raggiunto in studio per un confronto. ''Non si puo', c'e' la legge, le staccherebbero le antenne...'', reagisce il Cavaliere, 'depositando' il documento della Agcom e ribadendo che il mancato confronto diretto e' frutto della ''insulsa e liberticida'' par condicio.


Berlusconi contesta concitato i passaggi centrali del discorso di Veltroni e alla fine sbotta: ''Mi dovevo togliere questo peso, non si puo' arrivare qui e fare i finti buoni...''. ''Era qualcosa che avevo qui - dice indicando la gola - e me lo sono dovuto togliere''. L'applauso del pubblico esplode , sebbene prima dell'inizio della trasmissione il conduttore avesse pregato le tifoserie opposte, entrambe assai rumorose, di ''applaudire in maniera giusta e parca, senza fare la claque e senza contestare''.
Veltroni finisce di parlare e se ne va a casa senza restare ad ascoltare l'avversario. ''Chi parla dopo ha naturalmente un vantaggio e so che qualsiasi cosa io diro' sara' usata contro di me - era stato facile profeta il leader del Pd - Ma e' andata cosi'. C'e' stato un sondaggio e va bene cosi'''. Mentana ribatte: ''Le ricordo che il Pd ha protestato quando si era detto che Berlusconi sarebbe stato il primo a parlare''.
Per Veltroni ''la partita e' piu' che aperta'' e Berlusconi resta ''il principale esponente dello schieramento avversario'', ma continua a non avere un nome ed un cognome ''per chiudere con i 15 anni in cui si e' parlato solo di stalinismo e dell'uomo che io non nomino''. Il candidato premier del Pd sceglie un abito blu, cravatta blu a puntini rossi, camicia celeste con bottoncini del colletto slacciati: un suo vezzo. Racconta del suo ''amore per la politica'' e punzecchia l'avversario sostenendo che ''chi fa politica non puo' dire che e' stanco, perche' se guidare un paese e' una missione civile bisogna avere entusiasmo'', tanto che lui dopo aver girato 110 province con il pullman andrebbe in altri 8000 comuni.
Veltroni gioca d'anticipo sulla 'sorpresa' programmatica che Berlusconi svelera' piu' tardi (abolire gradualmente il bollo di auto e moto). ''Alla fine della campagna elettorale - ironizza - escono fuori dal cilindro i conigli. Ma il problema e' che i conigli per camminare devono avere le zampe'', cioe' le necessaria copertura finanziaria. E il programma del Pdl, dice citando uno studio di Intesa Sanpaolo, manca di copertura per oltre 33 miliardi.
Berlusconi entra in studio come una delle Erinni, abito blu doppio petto e cartellina bordeaux sotto il braccio, stessa camicia azzurra e stessa cravatta a piccoli pois dell'avversario . Dopo aver demolito pezzo per pezzo il discorso di Veltroni riacquista il sorriso riassumendo le tante cose che il Popolo della Liberta' intende fare quando ''certo governera''', ma poi lo perde di nuovo quando Mentana gli parla di Casini e della Santanche'. Berlusconi si tocca il costato, come a dire che sono le sue 'spine nel fianco'. Poi rinnova per l'ennesima volta nella giornata l'appello al 'voto utile', rivelando sondaggi che darebbero in perdita i partiti minori. ''I sondaggi non sono citabili'', lo bacchetta Mentana. Ma il Cavaliere precisa che si riferisce agli ultimi dati pubblici, quelli di due settimane fa.

Se il match diretto Berlusconi-Veltroni non c'e' stato, si puo' dire che certamente non e' mancato un acceso confronto del Cavaliere con il conduttore di 'Matrix'. Tra i due c'e' un primo momento di scontro sui sondaggi, che si ripete quando alla fine il conduttore spiega davanti ad un tabellone il modo corretto di votare sulla scheda elettorale. Berlusconi, che gia' era uscito dallo studio, di nuovo vi fa irruzione e va alla lavagna per tentare di spiegare: ''Se si fa cosi', e' un voto nullo''. Ma Mentana e' inflessibile. ''Non c'e' piu' tempo'', non lo lascia parlare e fa partire i titoli di coda, tanto che il Cavaliere esce urlando dalla scena. ''Mi ha fatto fare una brutta figura'', dice ai primi che gli si fanno incontro.
Ma Berlusconi telefonera' a Veltroni, a risultati del voto acquisiti? ''Sono giovane e uso gli sms'', gigioneggia il Cavaliere. E Veltroni? ''Io sono soprattutto una persona educata, per merito della mia famiglia''. E che faranno i due candidati in caso di vittoria? ''Non ho mai festeggiato, comincero' a lavorare subito, non so se saro' in tv'', risponde il Cavaliere. Mentre Veltroni, a Mentana che lo invita in trasmissione lunedi', risponde ''Si puo' fare''.

 
 
 

Post N° 98

Post n°98 pubblicato il 11 Aprile 2008 da dodici67

09/04/2008 - ELEZIONI: LA RUSSA, VELTRONI FA SUONARE INNO MA NON NE CONOSCE LE PAROLE

"Bruno Vespa avrebbe fatto bene a sollecitare il leader del Pd a dare lui stesso dimostrazione della sua bravura canora". Lo dichiara Ignazio La Russa in riferimento all'invito rivolto da Walter Veltroni al conduttore di Porta a Porta a far cantare l'inno di Mameli ai rappresentanti della Lega ospiti di Porta a Porta. "Alleanza Ignazio La RussaNazionale - aggiunge La Russa -, che tre anni fa coniò lo slogan ‘Eravamo in pochi a chiamare Patria l'Italia. Oggi siamo la maggioranza', è fiera che dopo 40 anni di insegnamenti Veltroni si sia convinto della bontà dell'inno nazionale, tanto da farlo suonare prima di ogni comizio elettorale".

 
 
 

TORNA L'INCUBO WOODCOCK. STAVOLTA NEL MIRINO IL FROCIO DI PECORARO SCANIO

Post n°97 pubblicato il 06 Aprile 2008 da dodici67

  Segnala

pecoraro scanio e jerolino.jpgPotenza - Ormai è l'incubo di ministri, politici, vip, starlette, veline, principi. E' lui, il pm di Potenza Henry John Woodcock. Stavolta a finire nel mirino sono dirigenti del ministero dell'Ambiente e lo stesso ministro Alfonso Pecoraro Scanio. Secondo il pm di Potenza avrebbero ottenuto biglietti aerei gratis. Dalle notizie che sono trapelate, fra le persone indagate vi sarebbe un consulente di Pecoraro Scanio, un magistrato campano attualmente fuori ruolo. Il ministro, attraverso il suo portavoce, fa sapere di  essere "allibito".

Come riporta l'agenzia Ansa, l'indagine coordinata dal pm di Potenza era nata per verificare se un imprenditore di Policoro (Matera) fosse responsabile di smaltimento illecito di rifiuti. Il suo telefono è stato posto sotto controllo e dalle intercettazioni è scaturito il sospetto che una agenzia di viaggi di Perugia abbia fornito i biglietti aerei gratuiti a dirigenti del dicastero e alla stesso ministro. Nell'inchiesta, avviata da tempo, sarebbe coinvolta anche un'altra azienda di viaggi, collegata a quella umbra, con sede negli Stati Uniti.

Immediata la reazione de portavoce del ministro Pecoraro Scanio, il quale si dichiara "allibito dalla gravità delle notizie che peraltro arrivano sulle pagine dei giornali a pochi giorni dal voto". Il ministro, ha detto il portavoce "offrirà tutta la sua collaborazione alla magistratura perche' emerga in modo chiaro e rapido la verità" Pecoraro, ha detto ancora il portavoce, "ha dato mandato ai propri legali di assumere ogni iniziativa per fare chiarezza sull'intera vicenda a tutela dei propri comportamenti che sono sempre stati improntati al totale rispetto della legge".

 

 
 
 

Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 20 Marzo 2008 da dodici67

PADOA-SCHIOPPA: "CHI VUOLE ALITALIA SI FACCIA AVANTI SUBITO"
ROMA - 'Chi e' interessato ad Alitalia si faccia avanti con atti formali e atti concreti. I tempi sono ormai strettissimi''. E' quanto afferma il ministro del'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in una nota."I tempi ormai strettissimi sono dettati dalla condizione della compagnia e non possono dipendere dal calendario politico". Si rischia di "distruggere una possibilità di vendita anziché costruirne una nuova". Così il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa commenta "le recenti dichiarazioni su ipotetiche cordate di imprenditori italiani a rilevare Alitalia".

UE A TESORO: NO A GARANZIA NE' RISARCIMENTO A SEA
Lo Stato non potrà garantire a Air France-Klm la copertura di eventuali danni da corrispondere alla Sea perché l'operazione rappresenterebbe un aiuto di Stato contrario alle norme Ue. Il governo non potrà nemmeno procedere a compensazioni per risarcire la Sea del danno causato dall'abbandono di Malpensa da parte di Alitalia. Queste, a quanto si è appreso, le indicazioni emerse da un incontro tra rappresentanti del Tesoro e vertici della direzione per i trasporti della Commissione Europea svoltosi a Bruxelles. L'incontro, avvenuto ieri, è stato dedicato ad una prima analisi delle principali linee dell'operazione Alitalia-Air France-Klm incentrata soprattutto sull'aspetto di eventuali aiuti di Stato.

BERLUSCONI: HO CHIESTO A PRODI UN PRESTITO PONTE

ROMA - La proposta di Air France per Alitalia è "arrogante e irricevibile", dice Berlusconi. "Non penso che un Paese che vuole essere protagonista nel mondo possa rinunciare alla compagnia di bandiera". "Non c'e' nessun interesse da parte mia o di Fininvest ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario non si tirerebbero indietro". Così Silvio Berlusconi a margine dell'incontro con Confcooperative risponde a chi gli chiede se ci sia un suo interesse su Alitalia. "Penso che gli imprenditori più importanti dovrebbero sentirsi in dovere di dare una partecipazione".

"Di Alitalia ho parlato a Romano ProDi ed ho chiesto che faccia un prestito ponte in grado di far partire la cordata degli imprenditori italiani", ha aggiunto. In caso di nuove offerte per Alitalia queste dovranno essere serie e pervenire in tempi brevi, ha spiegato Prodi a Berlusconi. Il premier ha assicurato al Cavaliere che la vendita di Alitalia è sempre stata aperta ad altre offerte, qualora ci fossero state. Il premier però ha anche spiegato che la possibilità di un prestito ponte ad Alitalia è vincolata da parte di Bruxelles al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta. Anche Massimo D'Alema invita gli eventuali partner di una cordata italiana, "se ci sono", compreso Silvio Berlusconi, che ha espresso una disponibilità della sua famiglia a farsi avanti, ma avverte che per evitare il fallimento di Alitalia per il momento c'é solo l'offerta di Air France.

Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia, al termine dell'incontro con il numero uno della compagnia, sono compatte nel chiedere lo slittamento del termine del 31 marzo chiesto da Air France-Klm per chiudere l'operazione di acquisto e l'attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro. Lo si apprende da fonti sindacali. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltraporti,Ugl,Sdl, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia confermano "la disponibilità a qualunque incontro utile a costruire una soluzione ed un percorso per dare un futuro ad Alitalia e prospettive condivise per tutti i lavoratori del Gruppo".

Il presidente di Alitalia Maurizio Prato ha detto che "la trattativa con Air France-Klm è, ad ora, effettivamente prendere o lasciare". Ma, ha sottolineato, "l'offerta è industrialmente solida. Al contrario delle possibili cordate appoggiate dalle banche che poi farebbero gravare il debito sull'azienda. Dove sono le offerte di queste cordate strillate sulla stampa ma mai pervenute alla compagnia?".

"Un abbandono tout court della causa non è pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non è pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli". E' quanto dichiarato dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della società che gestisce gli scali milanesi. Bonomi ha anche ribadito che "l'azione giudiziale promossa contro Alitalia è un atto dovuto a tutela dell'integrità dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti".

 
 
 

Post N° 95

Post n°95 pubblicato il 20 Marzo 2008 da dodici67

Politica

Nella foto (infophoto) Gianfranco Fini
primo piano

Costi della politica, botta e risposta tra Veltroni e Fini
Il leader di An: ''Lui prende una pensione da 5.216 euro al mese''. Il segretario del Pd: ''Ha perso un'occasione per stare zitto''. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum

ascolta la notiziaascolta la notizia

Roma, 18 mar. - (Adnkronos) - Nel giorno in cui vengono rese pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari, Walter Veltroni è tornato sulla proposta di tagliare lo stipendio di deputati e senatori. "Non c'è in questa proposta alcuna suggestione per la demagogia populista, ma siamo in una situazione economica molto difficile", ha spiegato il segretario del Partito democratico. Tuttavia, è proprio l'accusa di demagogia da campagna elettorale quella che gli è stata rivolta dagli avversari, sia a destra che a sinistra.

Gianfranco Fini, cifre alla mano, ha tacciato Veltroni di ipocrisia: "Chi è in Italia il pensionato di 52 anni che prende 5.216 euro netti al mese di pensione? Si chiama Walter Veltroni. Certo lui dirà che li manda in Africa, ma non si possono fare dichiarazioni così ipocrite". A stretto giro è arrivata la replica dello stesso segretario del Pd: "Quei soldi li ho spesi nelle cose in cui credo, ho cercato di fare cose che facessero bene al prossimo, quindi l'onorevole Fini, a cui difetta il buon gusto, ha perso un'occasione per stare zitto". E Fini ha controreplicato: "L'ho preso, come si dice, con il sorcio in bocca".

La proposta era stata lanciata ieri da Novara e Veltroni l'ha ribadita nella tappa di Aosta, la cinquantenovesima del tour elettorale del leader del Pd: bisogna ridurre i costi della politica perche' il Paese ha bisogno di un segnale di sobrieta', ha detto. "Non c'è in questa proposta alcuna suggestione per la demagogia populista, ma siamo in una situazione economica molto difficile", ha aggiunto.

"C'è uno squilibrio -ha sottolineato Veltroni- tra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli degli altri colleghi europei, ed io credo che l'opinione pubblica amerebbe di più le istituzioni e la politica se questi dicessero una cosa naturale. Se le famiglie tirano la cinghia, facciamolo tutti insieme anche noi. Per questo confermo la convinzione di ridurre gli stipendi e mettere mano ai meccanismi di finanziamento dei partiti".

Ricordando poi che ci sono 51 partiti e 31 organi di partito e giornali che vengono finanziati dalle risorse pubbliche Veltroni ha concluso: "si può ampiamente ridurre, come abbiamo fatto per i partiti, questo esasperato uso per le risorse pubbliche che viene impiegato per mantenere la frantumazione".

La proposta di Veltroni sui costi della politica è stata bollata come demagogica dagli avversari. Duro Gianfranco Fini che ha accusato il leader del Pd di essere ipocrita: "Sui costi della politica dovrebbe esserci un limite alla propaganda del segretario del Pd che ha una faccia tosta quando denuncia lo scandalo dei parlamentari con le indennita' piu' alte nel Paese dei salari più bassi".

"Chi è in Italia il pensionato di 52 anni che prende 5.216 euro netti al mese di pensione? -ha incalzato il leader di An- Si chiama Walter Veltroni. Certo lui dira' che li manda in Africa, ma non si possono fare dichiarazioni cosi' ipocrite". Il leader di An si e' detto d'accordo sulla proposta di ridurre le indennita' di senatori e deputati ma "sarebbe stato sufficiente non far bocciare la nostra riforma costituzionale che prevedeva la riduzione del numero dei parlamentari" mentre nel corso "dell'ultimo dibattito sulla Finanziaria il Pd ha bocciato un emendamento di Fi, An, Udc e sinistra per la riduzione dell'indennita' stessa".

Pronta la replica Veltroni che ha risposto di utilizzare per "fare opere di bene" la pensione di cui ha parlato il leader di An: "Ho fatto una cosa da cui Fini potrebbe prendere insegnamento, quei soldi li ho spesi nelle cose in cui credo, ho cercato di fare cose che facessero bene al prossimo, quindi l'onorevole Fini, a cui difetta il buon gusto, ha perso un'occasione per stare zitto".

 
 
 

Post N° 94

Post n°94 pubblicato il 13 Marzo 2008 da dodici67

PDL: Fini, 13 aprile nuova festa della liberazione. Uniti si cambia l’Italia

PDL:Manifestazione elettorale a Milano con Berlusconi: “Alleanza nazionale non mette da parte la sua storia”
“Potremo intestare al Pdl di aver dato vita il 13 aprile ad una nuova stagione ma di liberazione”. Questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Gianfranco Fini nel corso della manifestazione elettorale al Palalido di Milano con il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi. “Facciamo del 13 aprile la nuova festa della liberazione dall’utopia, dagli inganni e dai fallimenti della sinistra - continua Fini - e certamente ci sono le condizioni perché tutto ciò accada e non perché lo dicono i sondaggi, ma perché gli italiani sanno fare il paragone di come stanno oggi e come stavano prima”. Alleanza Nazionale, spiega, “mette da parte il simbolo, ma non la sua storia. Abbiamo deciso di guardare al futuro”. Fini parla di “rivoluzione conservatrice che ci impegniamo a realizzare quando torneremo al governo”. “L’Italia - prosegue - ha la possibilità di dar vita alla rivoluzione dei meriti. Quello che ci chiedono, dal Nord al Sud, è una società in cui va avanti chi è bravo, chi si impegna”.
“Uniti si governa, uniti si cambia l’Italia. Caro Silvio, caro presidente del Consiglio…”. Così Fini conclude il suo discorso prima di dare la parola a Berlusconi.

Ecco di seguito, la versione ntegrale di uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Fini:
“Essere italiani significa in particolare avvertire il dovere di aiutare i popoli che soffrono più del nostro. E’ in questi valori del Partito popolare europeo il senso di appartenenza ad una comunità, l’identità, il grande valore rappresentato dalla libertà. Caro Silvio, non potevi scegliere riferimento più bello per questa avventura, per questo partito, di quello di Popolo della libertà. Perché un uomo non è tale se non è libero. E la libertà non è soltanto l’assenza di una coercizione, non si è liberi soltanto se si è in democrazia. Si è liberi quando in una democrazia si è nella condizione di esprimere ciò di cui si è capaci, e l’Italia ha la grande necessità di dar vita a quella rivoluzione dei meriti, che in qualche modo è la stella polare del manifesto dei valori del Popolo della Libertà. Proprio perchè crediamo nella libertà, proprio perché sappiamo che la democrazia è l’unico regime che può esaltare le libertà, proprio perché sappiamo che l’uguaglianza non sarà mai nella utopia di tutti i socialismi che continuano a pensare che nascerà un giorno l’alba che vedrà gli uomini tutti uguali nel punto di arrivo, proprio perché sappiamo che l’uguaglianza è valore soltanto se garanzia di partire alla pari, proprio perché sappiamo tutto ciò, sappiamo altrettanto bene che l’uguaglianza è un valore se si garantisce di partire alla pari. Ma quel che chiedono in particolare i più giovani, gli italiani, i nostri fratelli del sud è una società in cui va avanti chi se lo merita, chi è bravo, chi lavora, chi si impegna, chi studia, chi rappresenta la certezza di avere una fiducia nel futuro. Questo sarà possibile soltanto con i valori del Popolo della libertà e con quella moderna rivoluzione conservatrice che ci impegniamo a realizzare quando torneremo al governo”.

 
 
 

dal sito ufficiale di alleanza nazionale

Post n°92 pubblicato il 12 Marzo 2008 da dodici67

ELEZIONI: FINI, IPOTESI PAREGGIO EVAPORERA' IL 14 APRILE

 "Le ipotesi del pareggio, che tanti temono e qualcuno si augura, il 13 aprile scompariranno ed evaporeranno. Sono convinto che gli italiani nel momento in cui andranno a votare voteranno ricordandosi di tutti gli appelli affinché esca dalle urne una maggioranza che assicuri la governabilità". Così Gianfranco Fini risponde alle domande di Francesco Verderami, Carlo Fusi e Antonio Polito nel corso della presentazione della rivista ‘Con' di Italo Bocchino. E sul voto utile aggiunge: "L'elettore lo rende utile finalizzandolo a garantire governabilità, ergo dalle urne esce una maggioranza stabile".
Interrogato sulle riforme Fini sottolinea: "Il mio auspicio è che il governo rimetta al Parlamento, alla maggioranza e al dialogo con l'opposizione il compito di fare alcune riforme. Nei programmi sul tema on ci sono grosse differenze - conclude - quindi vedremo come si comporterà l'opposizione quando sarà il momento di farle".

 
 
 

Post N° 90

Post n°90 pubblicato il 06 Marzo 2008 da dodici67

 
 
 

Pier Ferdinando Casini distrugge Pecoraro Scanio.

Post n°88 pubblicato il 05 Marzo 2008 da dodici67

 
 
 
Successivi »