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LE VIE DEI COLORI

CLAUDIO BAGLIONI

 
Citazioni nei Blog Amici: 3
 

Film su artisti o loro opere

DREAMS "Vincent Van Gogh" by Akira Kurosawa

Altri Film:  The Eyes of Van Gogh - Vincent - The Yellow House - 

Van Gogh : The story of a dream - Vincent & Theo diretto da Robert Altman's

Goya

Film Goya's Ghosts

 

 

Artemisia - Passione estrema

Caravaggio

Questo è il quarto film sul grande pittore,con a.boni andato in onda nel gennaio 2008.Il primo con a.nazzari regia di alessandrini è del 1942.Il secondo con volontè regia di s.blasi e degli anni sessanta,per la televisione.il terzo del 1986 e del regista d.jarman

 

Giorgione da Castelfranco - sulle tracce del genio. Un film di Antonello Belluco

 

 

 

Jackson Pollock - film Pollock (2000) di Ed Harris

 

Modigliani - I Colori Dell'Anima

 

FACEBOOK

 
 
Creato da: sergiu310 il 24/09/2008
L'espressione artistica al femminile nei secoli.

 

 

MOSTRE DA VISITARE

Post n°68 pubblicato il 10 Marzo 2015 da sergiu310
 

MODIGLIANI E LA BOHÈME DI PARIGI
© Centre Pompidou, MNAM-CCI / Service de la documentation photographique du MNAM / Dist. RMN - GP | Amedeo Modigliani, Ritratto di Dèdie, 1918 Olio su tela, cm 114 × 75 Centre Pompidou, Parigi

 

 

Dal 14 Marzo 2015 al 12 Luglio 2015

TORINO

LUOGO: GAM - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 12, ridotto € 9

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 011 4429518

E-MAIL INFO: gam@fondazionetorinomusei.it

SITO UFFICIALE: http://www.gamtorino.it

MATER. PERCORSI SIMBOLICI SULLA MATERNITÀ
Mater. Percorsi Simbolici sulla maternità. Parma, Palazzo del Governatore

 

 

Dal 08 Marzo 2015 al 28 Giugno 2015

PARMA

LUOGO: Palazzo del Governatore

ENTI PROMOTORI:

  • MiBACT
  • Regione Emilia Romagna
  • Diocesi di Parma
  • Con il contributo e il sostegno di:
  • Barilla
  • Chiesi
  • Opem
  • Fondazione Monte di Parma
  • Fondazione Cariparma

 

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 10, ridotto € 8 / € 5, gratuito under 6

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 05 21218035

E-MAIL INFO: info@mostramaterparma.it

SITO UFFICIALE: http://www.mostramaterparma.it

 

HENRI MATISSE. ARABESQUE
© Succession H. Matisse by SIAE 2015 / Ph. Museo Statale di Belle Arti A. S. Puškin | Henri Matisse, I pesci rossi, 1911. Museo Statale di Belle Arti A. S. Puškin, Mosca

 

 

Dal 05 Marzo 2015 al 21 Giugno 2015

ROMA

LUOGO: Scuderie del Quirinale

CURATORI: Ester Coen

ENTI PROMOTORI:

  • Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
  • Roma Capitale – Assessorato alla Cultura Creatività Promozione Artistica e Turismo

 

COSTO DEL BIGLIETTO: intero € 12, ridotto € 9,50, ridotto 7-18 anni € 6, ingresso gratuito fino ai 6 anni

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 06 39967500 / 06 696270

SITO UFFICIALE: http://www.scuderiequirinale.it/Home.aspx

 

LA MENTE DI LEONARDO. DISEGNI DI LEONARDO DAL CODICE ATLANTICO
Leonardo da Vinci, Geometria f. 795 r Quadratura di porzioni di corone circolari e proporzionalità tra cerchi (BA) penna e inchiostro su carta mm 210 x 295 antica numerazione 225 C.A. 795 r (ex 291 v b) Circa 1508-10.

 

 

Dal 10 Marzo 2015 al 31 Ottobre 2015

MILANO

LUOGO: Biblioteca Ambrosiana / Sagrestia Monumentale del Bramante

COSTO DEL BIGLIETTO: Pinacoteca Ambrosiana: Intero: 15 €; Ridotto: 10 €; Scuole: 5 €; Universitari: 10 € (Pinacoteca e Sacrestia) Sagrestia del Bramante: Intero: 10 €; Scuole: 5 €; Universitari: 10 € (Pinacoteca e Sacrestia) Cumulativo (Pinacoteca + Sacrestia): Intero: 20 €; Ridotto: 15 €; Scuole: 8 €

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 02 80692248

E-MAIL INFO: prenotazione.visite@ambrosiana.it

SITO UFFICIALE: http://www.ambrosiana.eu

 
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Le mostre da visitare questa primavera

Post n°67 pubblicato il 23 Marzo 2014 da sergiu310
 

Klimt, le origini del mitoA Milano, a Palazzo Reale, una mostra che approfondisce gli inizi dell’arte klimtiana: gli anni giovanili e il contesto familiare, l’apprendistato alla Kunstgewerbeschule di Vienna, la pittura di decorazione degli edifici pubblici monumentali.

Venti oli di Gustav Klimt sono in mostraal Palazzo Reale di Milano dal 12 marzo al 13 luglio, un corpus eccezionale considerando che sono cento i dipinti e gli affreschi del maestro di cui si ha notizia.

 

 

Il Novecento inquieto e le prospettive del terzo millennioUna collettiva a Lucca ripercorre l'arte del secolo scorso e si sofferma sulle ricerche più recenti. Tra gli artisti selezionati Vedova, Vasarely, Christo, Cattelan e Hirst .

Dal 15 marzo è in mostra al Lucca Center of Contemporary Art (L.u.C.C.A.), “Inquieto Novecento. Vedova, Vasarely, Christo, Cattelan, Hirst e la genesi del terzo millennio”, progetto espositivo a cura di Stefano Cecchetto e Maurizio Vanni, visibile fino al 22 giugno, che mette a confronto opere del secolo scorsoprovenienti dalla Collezione R.E.D. con un corpus di lavori più contemporanei.

Oltre settanta opere, in un percorso che intende stimolare un dibattito sull’arte di oggi, articolato in quattro sezioni: “Il Novecento tra Figura e Figurazione”, con i lavori di Afro Basaldella, Massimo Campigli,Filippo De Pisis, Fortunato Depero, Virgilio Guidi, Antonio Mancini, Gino Severini, Mario Sironi, Emilio Vedova; “Segnali dalle Neo-Avanguardie”, con le opere di Carla Accardi, Enrico Baj, Agostino Bonalumi, Giuseppe Capogrossi, Enrico Castellani, Guglielmo Achille Cavellini, Roberto Crippa,Tano Festa, Pinot Gallizio, Hans Hartung, Asger Jorn, Georges Mathieu,Zoran Music, Tancredi Parmeggiani, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Jean Tinguely, Giulio Turcato, Victor Vasarely, Emilio Vedova; “Verso una nuova poetica” (Alighiero Boetti, Christo, Salvo, Daniel Spoerri) e infine “Azioni e riflessioni del terzo millennio”, dove trovano posto i lavori di Francesco Attolini, Christian Balzano, Maurizio Cattelan, Sandro Chia, Robert Combas,Democracia, Jak Espi, Regina José Galindo, Damien Hirst, Gianfranco Meggiato, Ciprian Muresan, Santiago Sierra.


 

Pissarro racconta l'ImpressionismoUna mostra a Pavia approfondisce le vicende dell'artista e dell'uomo, punto di riferimento per tutti i pittori della sua epoca per la saggezza e le doti pedagogiche. Il percorso espositivo è strutturato come una narrazione in prima persona attraverso le tappe fondamentali della sua attività artistica.

Fino al 2 giugno è possibile visitare la mostra "Camille Pissarro, l'anima dell'Impressionismo" ospitata dalleScuderie del Castello Visconteo di Pavia dal 21 febbraio scorso: decano degli Impressionisti, Camille Pissarro divenne punto di riferimento per tutti i suoi compagni e per molti giovani artisti indipendenti dell'epoca – come Paul Cézanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh – grazie al suo forte temperamento, alle sue doti pedagogiche e ai suoi saggi consigli.

 

 

 

 

“L’ossessione nordica”, la scoperta di una nuova sensibilitàUna mostra a Rovigo approfondisce, ripercorrendo le scelte delle prime Biennali, l’influenza esercitata sui pittori italiani dall’arte di area tedesca e scandinava (e in generale del Nord Europa) tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

la prima grande mostra incentrata sull’arte scandinava, baltica, scozzese e tedesca (nelle sue varie componenti) riletta alla luce dell’influenza esercitata in Italia. L’esposizione, curata da Giandomenico Romanelli con la collaborazione di Alessandra Tiddia, è in programma a Rovigo, a Palazzo Roverella, dal 22 febbraio al 21 giugno.

 

 

 

 

Matisse, la rivoluzione della figuraA Ferrara una mostra che ripercorre l'intera ricerca figurativa ma lontana dalla tradizione dell'artista francese, dalla stagione fauve al trionfo dell'armonia delle ultime opere.
organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte a Palazzo dei Diamanti dal 22 febbraio al 15 giugno, con la cura diIsabelle Monod-Fontaine.
 
Il fascino di Matisse per  larappresentazione della figura, soprattutto femminile, è il tema attorno a cui è incentrata l’esposizione che mette in luce le strette relazioni tra la sua produzione pittorica, scultorea e disegnativa e che intende proporre un ritratto a tuttotondo del maestro francese: vengono esaltate le sue doti di alchimista del colore, ma anche il suo grande talento grafico e scultoreo.

 
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Ritratti chez Nadar, nella Parigi dell’Ottocento

Post n°66 pubblicato il 08 Luglio 2013 da sergiu310

L’atelier Nadar, al n° 35 di boulevard des Capucines a Parigi, segnò un’età di grande fervore: laboratorio sperimentale della primissima tecnica fotografica, fu anche punto di riferimento delle personalità culturali dell’epoca. La mostra alla Ca’ di Fra’ espone una serie di ritratti tra il 1855 e 1875. Fino al 26 luglio 2013, a Milano. Ẻ principalmente conosciuto perché qui si svolse, nel 1874, l’esposizione di protesta anti-accademica messa in atto dagli impressionisti, ma l’atelier Nadar è stato un crocevia d’arte e cultura per diversi decenni. Uno tra i primi a occuparsi di fotografia in Francia, Gaspar-Félix Tournachon (Parigi, 1820-1910) – in arte, appunto, Nadar – fece del suo studio un laboratorio di sperimentazione, cimentandosi nella photoglyptye, particolare procedimento di riproduzione fotomeccanica a base di gelatina bicromata. I ritratti esposti in mostra , compongono un interessante spaccato della società ottocentesca: la nascente borghesia, con i suoi vezzi e le sue mode, così come le persone più umili, lasciano che la fotografia di Nadar sveli le loro identità, tradendo un’audace e nuova consapevolezza, a due passi dall’era moderna.

Milano -  fino al 26 luglio 2013 - Atelier Nadar - CA’ DI FRA’ -Via Farini 2 02 29002108

 
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Link interessanti

Post n°65 pubblicato il 30 Maggio 2013 da sergiu310
 

  • Vi suggerisco di vedere questa animazione in 3D a cura di Luca Agnani, visual designer, di alcune opere del celebre pittore  olandese in cui  dipinti prendono vita dandoci l'idea di essere nella mente di Van Gogh, di vedere con i suoi occhi.

http://albairatepostlandia.blogspot.it/2013/05/vincent-van-gogh-in-3d.html

 

 

  • Ammirate la bravura di Ilana Yahav  l'artista ucraina che "dipinge" con la sabbia

http://www.youtube.com/watch?v=nWvwMrtmbj4    

 

 

  • Una conferenza-lezione sulla relazione tra matematica e arte tenuta da Piergiorgio Odifreddi (docente  di matematica presso la facolta di informatica dell'Università di Torino): punti, linee, prospettiva, numeri, figure geometriche e formule matematiche concorrono a formare opere d'arte, dalla pittura alla scultura; l'astrattismo, il puntinismo e gli affreschi del rinascimento. Nella conferenza vengono analizzate le opere da Giotto a Dalì, da Piero della Francesca a Picasso, Paul Klee, Carrà, Kandinsky, Van Gogh, Malevich, Vasarely e i paradossi di Escher, il tutto spiegato in maniera semplice e comprensibile con la consueta simpatia di Piergiorgio Odifreddi. Questo video è la riedizione aggiornata con nuove immagini, video storici e dimostrazioni pratiche in teatro.

 

http://www.youtube.com/watch?v=lo68B9kGw8s

 

 

  • Link per Scaricare gratuitamente un programma per fare graffiti 3D

http://graffiti-analysis-capture.softonic.it/

 
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Consiglio di Visitare NOVECENTO. Arte e vita in Italia tra le due guerre a Forlì

Post n°64 pubblicato il 29 Maggio 2013 da sergiu310

NOVECENTO. Arte e vita in Italia tra le due guerre

Forlì, Musei San Domenico
Dal 2 febbraio al 16 giugno 2013



Dopo aver dedicato una grande mostra a un protagonista degli Anni Venti del Novecento come Wildt, Forlì intende approfondire un altro momento della cultura figurativa del secolo scorso, relativamente al clima di un’epoca che ha lasciato una forte impronta, soprattutto dal punto di vista urbanistico e architettonico, sulla città di Forlì e su molti altri centri della Romagna. 
Nel primo dopoguerra, da cui prende avvio la mostra per inoltrarsi fino all’epilogo tragico del secondo conflitto mondiale e del fatidico 1943, la cultura italiana, attraverso i suoi migliori esponenti, si sentì investita della missione di creare nuove espressioni artistiche per il Novecento,
secolo che non si era in realtà ancora rivelato. Il più lucido interprete di questa missione fu il letterato Massimo Bontempelli, che nel 1926 dando vita alla rivista “900” dichiarava: “Il Novecento ci ha messo molto a spuntare.
L’Ottocento non poté finire che nel 1914. Il Novecento non comincia che un poco dopo la guerra”. La nuova esposizione ai Musei San Domenico intende rievocare un clima che ha visto non solo architetti, pittori e scultori, ma anche designer, grafici, pubblicitari, ebanisti, orafi, creatori di moda cimentarsi in un grande progetto comune che rispondeva, attraverso una profonda revisione del ruolo dell’artista, alle istanze del cosiddetto “ritorno all’ordine”. Il rappel à l’ordre, manifestatosi già durante gli anni della guerra, scaturiva dalla crisi delle avanguardie storiche, in particolare il Cubismo e il Futurismo, considerate l’ultima espressione di un processo di dissolvimento dell’ideale classico che era iniziato con il Romanticismo e si era accentuato con l’Impressionismo e i movimenti come il Divisionismo e il Simbolismo che lo avevano seguito.
Nasceva non come semplice ritorno al passato, ma come ripresa dei soli canoni ritenuti adatti alla realizzazione di un pensiero e di una volontà artistica. “Una solida geometria di oggetti, una nuova classicità di forme”, per Carlo Carrà, mentre De Chirico concludeva il suo scritto programmatico sul ritorno della figura umana esclamando: “Pictor classicus sum”.
Il modello di una ritrovata armonia tra tradizione e modernità, sostenuto da questi artisti – tra cui ebbero un rilievo maggiore Felice Casorati, Achille Funi, Mario Sironi, Carlo Carrà, Adolfo Wildt e Arturo Martini – avrà, anche grazie allo spirito critico e organizzativo di Margherita Sarfatti, il sostegno da parte del regime che era alla ricerca della definizione di un’arte di Stato, come il lungo e differenziato dibattito sulle riviste dimostra. I regimi dittatoriali europei non mancheranno di utilizzare a fini propagandistici e di consenso il linguaggio classicista degli artisti e in molti casi la loro stessa complicità. Ma l’altezza della loro arte non può essere negletta o appiattita su ragioni ideologiche.
La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli artisti si prestarono a celebrare l’ideologia e i miti proposti dal Fascismo, basti pensare all’architettura pubblica, alla pittura murale e alla scultura monumentale. Verranno documentate la I (1926) e la II (1929) Mostra del Novecento Italiano; la grande Mostra della Rivoluzione Fascista, allestita a Roma nel 1932-1933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano (che vide la con-sacrazione della pittura murale intesa come arte nazionalpopolare volta a far rivivere una tradizione illustre); la rassegna dell’ E42 di Roma. La pittura murale e la scultura monumentale, che furono con l’architettura l’espressione più significativa e riuscita di quel periodo, vengono indagate all’interno degli edifici pubblici, come i palazzi di giustizia, delle poste, delle università. La considerazione delle più impegnative realizzazioni urbanistiche e architettoniche ci consente di capire quanto è stato realizzato anche a Forlì e in altri centri della Romagna. 
La mostra presenta i grandi temi affrontati nel Ventennio dagli artisti che hanno aderito alle direttive del regime, partecipando ai concorsi e aggiudicandosi le commissioni pubbliche, e da coloro che hanno attraversato quel clima alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l’arte e il pubblico. La presenza di dipinti, sculture, cartoni per affreschi, opere di grafica, cartelloni murali, mobili, oggetti d’arredo, gioielli, abiti, intende offrire una visione a tutto tondo del rapporto tra le arti e le espressioni del costume e della vita, confrontando artisti e materiali diversi. L’obiettivo comune era, infatti, quello di ridefinire ogni aspetto della realtà e della vita, passando dal mito classico a una mitologia tutta contemporanea.
Il compito dell’artista, così lo sintetizza Bontempelli, diviene quello di “inventare miti, favole, storie, che poi si allontanino da lui fino a perdere ogni legame con la sua persona, e in tal modo diventino patrimonio comune degli uomini e quasi cose della natura”.
Attraverso i maggiori protagonisti (pittori come Severini, Casorati, Carrà, De Chirico, Balla, Depero, Oppi, Cagnaccio di San Pietro, Donghi, Dudreville, Dottori, Funi, Sironi, Campigli, Conti, Guidi, Ferrazzi, Prampolini, Sbisà, Soffici, Maccari, Rosai, Guttuso, e scultori come Martini, Andreotti, Biancini, Baroni, Thayaht, Messina, Manzù, Rambelli) risalterà la varietà delle esperienze tra Metafisica, Realismo Magico e le grandi mitologie del Novecento.
Questo superamento della pittura da cavalletto per recuperare il rapporto tra la pittura e l’architettura significò il grande ritorno al Quattrocento italiano visto come fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei. Giotto, Masaccio, Mantegna, Piero della Francesca, per quel loro realismo preciso, avvolto in una atmosfera di stupore lucido, appaiono particolarmente vicini. Guardare al
Quattrocento o all’antichità non significava recidere i legami con l’arte contemporanea europea, certo non con quegli artisti che, come Picasso e Derain, a partire dal secondo decennio del Novecento avevano già fatto lo stesso percorso, passando dalla scomposizione e dall’astrazione
cubista alla ricomposizione della figura e a una nuova classicità in cui venivano presi a modello l’antico e la tradizione italiana.
Non solo i dipinti, le sculture o l’architettura, ma anche le opere di grafica e i manifesti diventarono parte integrante dell’immagine della città moderna. Il Novecento passò dall’arte alta agli oggetti della vita quotidiana, dove si respirava la stessa atmosfera di ritorno alla misura classica, anche nella manipolazione di materiali preziosi. Lo testimoniano gli splendidi mobili e gli altri oggetti di arredo disegnati da Piacentini, Cambellotti, Pagano, Montalcini, Muzio, Gio Ponti e i gioielli realizzati da Alfredo Ravasco. Mai come nel Novecento anche le vicende della moda si intrecciarono e si identificarono con quelle della cultura e della politica, originando, tra il sogno parigino e l’autarchia, la prospettiva della grande moda italiana.

NOVECENTO.
ARTE E VITA IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE
Forlì, Musei San Domenico, Piazza Guido da Montefeltro; 2 febbraio – 16 giugno 2013


Informazioni e prenotazioni mostra
Tel. 199 75 75 15
www.mostranovecento.it


Ufficio Stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
Tel. 049 66 34 99
Referente dr.ssa Stefania Bertelli; gestione1@studioesseci.net
www.studioesseci.net

 
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MOSTRE DI PRIMAVERA IN LOMBARDIA

Post n°63 pubblicato il 29 Maggio 2013 da sergiu310
 

BERGAMO

 Pop, Realismi e Politica. Brasile-Argentina, Anni Sessanta

8 marzo – 26 maggio 2013

La mostra presenta e analizza la produzione artistica in Brasile e in Argentina in una decade caratterizzata da profondi cambiamenti sociali.

Il titolo racchiude in sé un riferimento ai movimenti artistici cui si ispirano le opere in mostra e ai temi in essa trattati, primi tra tutti la Pop Art nordamericana e inglese e il Nouveau Réalisme, ma anche il Situazionismo, il movimento argentino Otra Figuración e i movimenti brasiliani Nova Objetividade e Tropicália.

La mostra riunisce un ricco insieme di lavori in dialogo, basati sulla condivisione del loro momento storico; circa 140 opere (video, dipinti, installazioni, disegni, fotografie e documenti) che presentano numerose affinità, a cominciare dai soggetti trattati: consumismo di massa, pubblicità, design, moda e, non da ultimo, la resistenza politica. Un’arte vitale, energica e anticonformista, che ha spesso causato polemiche e scandali e che ha abbattuto le convenzioni senza preoccuparsi delle forme, con lo scopo di non lasciare indifferente lo spettatore.

In mostra, tra gli altri, lavori di Antonio Berni, Delia Cancela, Eduardo Costa, Jorge de la Vega, Antonio Dias, Rubens Gerchman, Edgardo Giménez, Carmela Gross, Roberto Jacoby, Anna Maria Maiolino, Marta Minujín, Cildo Meireles, Pablo Menicucci, Hélio Oiticica, Lygia Pape, Evandro Teixeira, Claudio Tozzi.

GAMeC – Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Via San Tomaso, 53 - 24121 Bergamo

Tel. +39 035 270272

www.gamec.it

 

 

BRESCIA

 NOVECENTO MAI VISTO

Capolavori dalla Daimler Art Collection, From Albers to Warhol to (now) e Opere dalle Collezioni bresciane, Da de Chirico a Cattelan e oltre

8 marzo – 30 giugno 2013

Questa sarà un’occasione unica per visitare una fra le collezioni d’arte contemporanea più importanti d’Europa e che per la prima volta viene allestita in Italia, la DAIMLER ART COLLECTION con la grande mostra NOVECENTO MAI VISTO. From Albers to Warhol to (now) presentata da Mercedes Benz - Italy.

 La collezione Daimler conta quasi duemila opere di oltre settecento artisti internazionali: un percorso di grande interesse, che spazia dai classici dell’Arte Astratta, del Costruttivismo e dell’Arte Concreta, alle tendenze minimaliste e concettuali degli anni ‘60 e ’70, fino ad arrivare ai giorni nostri e ai lavori su commissione dedicati all’automobile.

Non solo. Brescia è anche una città forte della presenza di importantissime collezioni private, nonché di una quanto mai prestigiosa raccolta civica. Saranno queste collezioni insieme a dar vita alla mostra collaterale, NOVECENTO MAI VISTO. Da de Chirico a Cattelan e oltre.

 Santa Giulia ritrova, per lo spazio di questa mostra, le opere che qui furono esposte dal 1964 al 1972, in quella che all’epoca era la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea poi chiusa e trasferita nei depositi per lasciare spazio alle collezioni archeologiche e medievali che hanno reso celebre il museo bresciano.

 Un’occasione per ammirare una raccolta importante, tra le maggiori tra le collezioni pubbliche del settore in Italia, da 40 anni inaccessibile al pubblico. Con un plus non secondario: la proposta di altre opere di straordinario interesse e spesso inedite, concesse dalle notevoli collezioni private della città.

E infine dall’8 marzo riapre la splendida area archeologica del Capitolium, con un nuovo percorso museale, sia nell’allestimento delle grandi aule, sia nelle innovative modalità di comunicazione, frutto delle più moderne tecnologie. Una installazione multimediale permetterà ai visitatori di conoscere ed esplorare il sito così come doveva presentarsi in origine, valorizzando l’ambiente e consentendo di comprendere meglio il significato del Tempio e rendendo la visita indimenticabile.

Brescia: Museo di Santa Giulia

Orari: da lunedì a domenica ore 10.00 - 16.00

CUP (Centro Unico Prenotazioni)

tel. 030.2977833-834

www.bresciamusei.com

 

 CREMONA

 

Frammenti di Liuteria cremonese

Dal 14 maggio 2013 al 24 maggio 2013 

Cremona, Biblioteca Statale di Cremona, Via Ugolani Dati 4  
Orario: 9.00-13.00 - 15.00-18.00 
Telefono: 0372-495611 
Fax: 0372-455615 
E-mail: 
bs-cr@beniculturali.it

 

 

MANTOVA

 

OLTRE IL SISMA. Un anno dopo a Mantova

Dal 19 maggio 2013 al 14 luglio 2013 

Mantova, Palazzo Ducale di Mantova, Piazza Sordello 40  
Telefono: 041 241 1897 
E-mail: 
Sito web: 
http://www.mantovaducale.beniculturali.it

 

 

MILANO

 

 B come Bodoni - I caratteri di Bodoni a Brera e nella grafica contemporanea

Dal 21 maggio 2013 al 29 giugno 2013

Costo del biglietto: Riduzioni: Ingresso gratuito; Per informazioni 02 86460907 int. 536

Orario: Lunedì - sabato dalle 9,30 alle 13,30 
Milano, Biblioteca Nazionale Braidense, Via Brera  
Telefono: 02 86460907 
Fax: 02 72023910 
E-mail: 
b-brai@beniculturali.it 
Sito web: 
http://www.braidense.it/attivita/news.php?ID_news=405  

 

 

 

Simboli e geometria in Piero della Francesca. Una lettura di Chiara Dyny

Dal 16 maggio 2013 al 24 giugno 2013 

Costo del biglietto: intero € 9, ridotto € 6, gratuito fino ai 10 anni 
Milano, Museo Poldi Pezzoli, Via Manzoni 12

Telefono: 02 794889/ 02 796334 
Sito web: 
http://www.museopoldipezzoli.it

 

 

La tavola I TRE CROCIFISSI di Vincenzo Foppa

Dal 19 marzo 2013 al 02 giugno 2013 

Il Museo Diocesano di Milano ospita I tre crocifissi, lo straordinario dipinto di Vincenzo Foppa (1427 ca. - 1516 ca.), proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo.

Costo del biglietto: 8€; Riduzioni: 5€ Scolaresche € 2 Comitive e gruppi (min 15 max 25) € 6; Per informazioni 02 89420019 
Milano, Museo Diocesano, c.so Porta Ticinese n. 95  
Orario: mart.- dom.10,00 - 18,00 lun. chiuso eccetto festivi (la biglietteria chiude alle 17.30) 
Telefono: 02 89420019 
E-mail: nfo.biglietteria@museodiocesano.it 
Sito web: http://www.museodiocesano.it

 

 

Vincenzo Foppa. I Tre Crocifissi

19 marzo – 02 giugno 2013

Il Museo Diocesano di Milano ospita I tre crocifissi, lo straordinario dipinto di Vincenzo Foppa (1427 ca. - 1516 ca.), proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo, attualmente chiusa per importanti lavori di ristrutturazione.

Tradizionalmente datata al 1456, o riferita al 1450 in base alla recente rilettura dell'iscrizione da parte della critica, la tavola è considerata una delle opere più importanti di Vincenzo Foppa, agli esordi del suo percorso.

Milano – Museo Diocesano, Corso di Porta Ticinese, 95

Tel. 02 89420019

 

  

MODIGLIANI E GLI ARTISTI DI MONTPARNASSE

La Collezione Jonas Netter

metà febbraio – giugno 2013

La mostra presenta a Milano la ricca collezione di Jonas Netter, uno dei più grandi collezionisti del XX secolo: senza di lui Modigliani, Soutine ed Utrillo non sarebbero esistiti. Si ripercorre la produzione di Modigliani attraverso le opere (122 in mostra) che il collezionista comprò dal mercante Leopold Zwobroski, mai viste prima in Italia, insieme al gruppo di giovani artisti che vivevano e dipingevano nel quartiere parigino di Montparnasse: Soutine, Utrillo, Valadon, Kisling e molti altri.

Milano – Palazzo Reale, Piazza del Duomo

02 8846 5236

 

PAVIA

 

Immagini Libri e Carte.

Dal 20 aprile 2013 al 14 agosto 2013

Pavia, Salone Teresiano Biblioteca Universitaria, Strada Nuova, 65 
Orario: lunedì-venerdì 8.30-18.30; sabato 8.30-13.30 
Telefono: 0382 24764/33223 
Fax: 0382 25007 
E-mail: bu-pv@beniculturali.it 
Sito web: http://www.bibliotecauniversitariapavia.it/

 

 

 
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MOSTRE IN LOMBARDIA

Post n°62 pubblicato il 13 Gennaio 2013 da sergiu310
 

 

 

 

 

 
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Commento alla Mostra Artemisia Gentileschi

Post n°57 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da sergiu310
 
Foto di sergiu310

Giorno 8 dicembre ho visitato la mostra                

  _ Artemisia Gentileschi Storia di una passione_

Sono rimasta colpita da due opere in particolare, e dalle lettere scritte da lei al suo amato Nicholas Lanier. da entrambi traspare la sua forza e la sua fragilità, il suo amore per l'arte e per la vita. Le opere che più ho apprezzato sono quelle preparatorie meno leziose e di maniera, per poter affascinare i committenti, dove il colore e le luci appaiono di colpo freddi senza quell'incredibile fascino del primo abbozzo, caldo e soffuso, dai volti più veri.

Ho scoperto che amava il colore giallo e la musica (suonava il liuto).

Consiglio di visitare la mostra, ne resterete catturati   

 

 
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Ferrara - dal 10 settembre 2011 all'otto gennaio 2012

Post n°56 pubblicato il 11 Dicembre 2011 da sergiu310
 
Foto di sergiu310

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalí. 1918-1933

All'indomani della Grande Guerra e fino primi anni Trenta, Parigi è in pieno fermento: la sua atmosfera cosmopolita, mondana e liberale, l'esplosione del jazz, i teatri, i caffè e le gallerie attraggono da ogni angolo d'Europa e d'America le più grandi personalità dell'arte, della cultura, della musica e dello spettacolo, in un clima di rinascita che fa della città il laboratorio internazionale della creatività. Maestri della modernità, come Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí, sono i protagonisti di una grande mostra di Ferrara Arte che, attraverso una significativa selezione di opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private di ogni parte del mondo, racconta per la prima volta in Italia quel periodo aureo della ville lumière.

Nel dopoguerra sono ancora all'opera e fanno scuola due maestri impressionisti come Renoir e Monet: il primo guardando all'antico dipinge monumentali bagnanti, ammirate tra gli altri da Picasso, mentre il secondo si spinge alle soglie dell’astrazione nelle tele iridescenti ispirate al giardino di Giverny. Al contempo, sotto la sigla della "Scuola di Parigi", si afferma una nuova generazione di artisti stranieri, giovani talenti dallo spirito libero e irrequieto come Modigliani, Chagall, Van Dongen, Foujita o Soutine, nei cui nudi e ritratti rivive l’atmosfera bohémien e internazionale del quartiere di Montparnasse. Accanto a loro, i protagonisti della rivoluzione cubista sono ormai delle celebrità: Picasso, Braque, Legér e Gris firmano raffinati capolavori che evocano, nella vivace impaginazione di calici, bottiglie, quotidiani e strumenti musicali, il clima brillante e mondano dei caffè e dei salotti parigini.

Il teatro, il music hall e il circo – luoghi emblematici di quella "festa mobile" evocata da Hemingway nelle memorie di quegli anni – ispirano geniali interpretazioni in artisti e fotografi sedotti da quegli sfavillanti universi animati. Inoltre, personalità come Matisse, Larionov, Léger o De Chirico collaborano con maestri di altri ambiti creativi alle produzioni d'avanguardia dei Balletti russi e dei Balletti svedesi, dando vita a spettacolari "opere d'arte totale" di musica, danza e arti visive.

Allo stesso tempo emerge, anche come reazione ai traumi della guerra, un'aspirazione all'armonia, alla quiete e all'equilibrio. Le maestose maternità di Picasso, autentico genio multiforme, così come i possenti nudi di De Chirico o gli eleganti Pulcinella di Severini interpretano quel moderno classicismo che si impose negli anni Venti all'insegna di una ritrovata pienezza e armonia delle forme. A loro volta Matisse e Bonnard recuperano una vena naturalistica nei nudi sensuali bagnati di luce e negli interni e giardini saturi di colore, che sono una vera e propria festa per gli occhi. E sempre a Parigi, dove si trasferì nel 1919, l'olandese Mondrian crea le sue rivoluzionarie composizioni neoplastiche a griglie di colori puri, ispirate ad un principio di ordine universale.

La Parigi degli anni Venti fu anche il palcoscenico di alcune tra le più imprevedibili e radicali provocazioni artistiche del Novecento. Le convenzioni morali e culturali della società borghese sono il bersaglio delle creazioni dadaiste di Picabia, Duchamp, Arp e Man Ray, con il loro spirito ironico, ribelle e iconoclasta. Il sogno di un mondo migliore e, ad un tempo, la premonizione di nuovi scenari di guerra s'incarnano invece nelle tele e nelle sculture surrealiste di Ernst, Miró, Masson, Magritte, Tanguy, Giacometti e Dalí, dense di immagini oniriche e perturbanti come finestre affacciate sul meraviglioso, che invitano a vincere ogni inibizione e a risvegliare il desiderio e l'immaginazione.

 

 
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Suggerisco queste mostre

Post n°53 pubblicato il 01 Settembre 2011 da sergiu310
 
Foto di sergiu310

 

Milano - PALAZZO REALE
 dal 21 settembre 2011 al 29 gennaio 2012
Artemisia Gentileschi. Storia di una passione

La mostra, forte di oltre 40 opere e documenti inediti, si prefigge di equilibrare i favori a ragione tributati all’eccellente genitore Orazio Gentileschi, e presenta al pubblico ogni nodo essenziale e specifico della pittura di Artemisia.

 

 

Pavia - SCUDERIE DEL CASTELLO VISCONTEO  - dal 17 settembre al 18 dicembre 2011
Degas, Lautrec, Zando’. Les folies de Montmartre

 

 
 
 

La mostra raccoglierà i lavori di tre maestri della nouvelle peinture, quali Edgar Degas, Henri Toulouse-Lautrec e Federico Zandomeneghi, messi per la prima volta in dialogo sul mito di Montmartre, centro pulsante della vita artistica, e non solo, parigina di fine Ottocento e d’inizio Novecento. L’esposizione presenterà ottanta opere, tra pitture e grafiche, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e straniere, con un apporto speciale di prestiti dalla città di Toulouse

 

orario: lunedì - venerdì: 10.00 – 13.00 | 15.00 – 18.00
sabato, domenica e festivi: 10.00 – 13.00 | 1400 – 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

 

 

biglietti: intero: € 9.00
ridotto convenzionati: € 8.00
ridotto: € 7.00

curatori: Lorenza Tonani

autori: Henri de Toulouse-Lautrec, Edgar Degas, Federico Zandomeneghi

patrocini: Comune di Pavia

 

 
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Rintracciato in una raccolta privata spagnola Sant'Agostino; rottura tra gli studiosi sul dipinto inedito del Merisi

Post n°51 pubblicato il 15 Giugno 2011 da sergiu310
 
Foto di sergiu310

E’ guerra aperta tra Il Sole 24Ore e Il Giornale. Alle accuse giunte dal quotidiano feltriano da parte di Vittorio Sgarbi nella giornata di ieri, dove il critico avrebbe smentito l’autenticità dell’inedito Sant’Agostino del Caravaggio e aperto alla discussione sulla veridicità dell’attribuzione ad eccelsi studiosi, arriva prontissima la risposta del giornale torinese. Dalla loro, dati documentari accertati alla mano che attribuirebbero il dipinto al Merisi, ora in viaggio per Ottawa per una grande mostra dedicata al maestro. L'opera, inoltre, proverrebbe dalla collezione Giustiniani di Roma. Ben venga il dibattito tra gli esperti, scrivono su Il Sole 24 ore Marco Carminati e Silvia Danesi Squarzina (la storica dell’arte che ha scoperto l’opera in una collezione privata spagnola) ma "non si può parlare senza aver visto la tela” riferendosi a Sgarbi. Il Giornale intanto continua a sferrare duri colpi mettendo "le carte in regola" sui documenti presi in rassegna dalla Squarzina, che a quanto pare avrebbe curiosamente omesso aspetti importanti delle prove documentarie, che affiancherebbero al dipinto scoperto in Spagna un "pendant", un’altra opera di identica fattura e formato, raffigurante un San Gerolamo.

 
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Caravaggioin mostra a Milano

Post n°49 pubblicato il 25 Marzo 2011 da sergiu310
 

fino al 3.VII.2011

Gli Occhi di Caravaggio. Gli anni della formazione fra Venezia e Milano

Milano, Museo Diocesano

 

Una mostra nuova e, sopratutto, diversa da tutte le altre che in vario modo e a vario titolo hanno reso omaggi al genio del Caravaggio… 

 Gli occhi di Caravaggio. Gli anni della formazione fra Venezia e Milano, mostra curata da Vittorio Sgarbi e  aperta al Museo Diocesano di Milano fino al 3 luglio, indaga infatti, con un taglio inedito e particolarmente avvincente quello che Michelangelo Merisi ( Milano, 1571; Porto Ercole, 1610) può avere visto nei suoi anni giovanili  per riuscire a diventare  Caravaggio. Ed ecco allora del grande artista, nato  a Milano nel 1571 e scomparso  in modo tuttora misterioso nel 1610, quattro capolavori assoluti come la Murtola, del 1596, prima versione dell’altrettanto celebre Medusa  conservata agli Uffizi; Il riposo durante la fuga in Egitto della collezione romana Doria Pamphilj e la Flagellazione di Cristo prestata dal Museo Capodimonte di Napoli e non più vista, perlomeno a Milano, dai tempi della grande mostra del 1951.

Ma per arrivare alla pienezza del suo genio, Vittorio  Sgarbi, seguendo l’assunto di Roberto Longhi , ne indaga il vagabondaggio giovanile alla ricerca di fonti e di ispirazioni che lo porteranno verosimilmente  a Bergamo, a Brescia, a Cremona,  a Lodi e a Milano in una sorta di grand tour sentimentale e di conoscenza.  Divisa in 6 sezioni, la rassegna riunisce 60 opere e  prende il via dalla bottega  milanese di Simone Pederzano dove l’artista fu apprendista per quattro anni fino al 1588 e dove si lasciò letteralmente sedurre e suggestionare dai grandi interpreti della pittura veneta come Giorgione, Tiziano, Tintoretto e Bassano senza trascurare le soluzioni pittoriche e cromatiche dei maestri cremonesi, dei pittori bresciani come Moretto e Savoldo fino a perdersi e fare sua la fisiognomica del bergamasco Gian Battista Moroni.

Dall'11 marzo al 3 luglio 2011

Gli occhi di Caravaggio. Gli anni della Formazione tra Venezia e Milano

Museo Diocesano - Corso di Porta Ticinese 95, 20123 Milano

Orario: dal martedì alla domenica 10-18. chiuso il lunedì.

Ingresso: intero € 8 ridotto € 3

Catalogo Silvana Editoriale.

 

 

 
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Caravaggio

Post n°48 pubblicato il 25 Marzo 2011 da sergiu310
 

Fino al 29.V.2011

Caravaggio: La Bottega del Genio

Una mostra su Caravaggio senza quadri? Si, a Palazzo Venezia. Muniti di specchi, lenti…e una torcia, per far luce sui segreti che nasconde l’oscura bottega del maestro...

 Le sale quattrocentesche di Palazzo Venezia diventano possibili ricostruzioni della bottega romana del Genio, indagando le procedure esecutive delle sue opere, attraverso affascinanti sistemi ottici e possibili metodi di illuminazione, per fare il punto sulle più importanti teorie formulate fino ad oggi sulle scelte operative di Caravaggio (Milano,1571; Porto Ercole,1610). In mostra non è esposto nessun quadro con annessa cornice, nessun prodotto finito; il ragionamento è tutto in fieri. Si entra da spettatori ma, una volta varcato il sipario d’ingresso, nulla fa presagire di trovarsi alla solita mostra ovattata per turisti dai sandali aperti coi calzini bianchi. Passo dopo passo, si investiga come scienziati, ma si ragiona da pittori; e se ci si mette nei panni di Caravaggio, non può che avvenire al buio.


 

 Ciascuna stanza, volutamente poco illuminata, è una possibile alternativa di rappresentazione tridimensionale dello studio romano del maestro, il cui allestimento in mostra si basa su affascinanti teorie compiute su fonti storiche (dal Magiae Naturalis di Giovan Battista Della Porta a Giovan Pietro Bellori, da Leonardo da Vinci a Joachim von Sandrart) e su ultimissime ricerche di indagine diagnostica, esplicate con chiarezza nei pannelli di accompagnamento al percorso. In ciascuna delle ipotesi di ricostruzione, troviamo ciò che occorre per iniziare una composizione su tela, in primis i modelli: quattro riproduzioni a dimensione naturale in gomma siliconica e vetroresina dei soggetti protagonisti del Bacchino Malato, Canestro di frutta, San Girolamo scrivente, Medusa. E la magia si verifica sin dalla prima sala in cui lo spettatore si trova già posizionato e riflesso nello specchio del Bacchino, presunto autoritratto dell’artista, realizzato probabilmente con l’ausilio di uno specchio (nel 1605 tra i beni sequestrati nello studio di Caravaggio, per il mancato pagamento di quattro mesi d’affitto, viene menzionato uno "specchio grande” ed "un scudo a specchio”). Al Canestro è riservata, per la proiezione del soggetto su tela, una grande camera oscura, basata sul foro stenopeico, in tre modalità: con lente, diaframma e, per il ribaltamento dell’immagine, a specchio concavo. Nella stanza del San Girolamo si propone un metodo di simulazione per illuminare il modello a partire da una fonte di luce collocata in un angolo in alto del soffitto che, colpendo uno specchio, si riflette contemporaneamente sul soggetto e sulla tela, che il maestro incideva prima di adoperare le preparazioni brune. La riproduzione della testa di Medusa resta la più inquietante e accompagna lo spettatore nell’ultima sala dove è collocata la riproduzione sparsa degli oggetti presenti in bottega ed elencati nell’inventario dei beni confiscati all’artista. Un piccolo gioco finale per solleticare la vista: ad un occhio ben attento, non sfuggirà il ricordo di alcuni oggetti dipinti dal maestro, in altre opere non presenti in mostra, come gli orecchini indossati dalla modella della Giuditta, che sono gli stessi adoperati per la Maddalena Penitente. A dimostrazione che per allestire in bottega il set più opportuno per creare un vero capolavoro, al Genio non era necessario il denaro, quanto aguzzare l’ingegno. 

 

 dal 22 dicembre al 29 maggio 2011
Caravaggio: La Bottega del Genio
da un’idea di Rossella Vodret

a cura di Claudio Falcucci
Palazzo Venezia- Sale Quattrocentesche
Via del Plebiscito, 118 (zona Chiaia) - 00165 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 10-20
Ingresso: intero € 6,00 ridotto € 4,00 scuole € 3,00 

 

 

 

 

 

 

 
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Libro da nn perdere

Post n°46 pubblicato il 11 Gennaio 2011 da sergiu310
 
Foto di sergiu310

Si crede Picasso
(mondadori 2010)

Dopo Lo potevo fare anch’io e Dopotutto non è brutto - e in attesa di Dal Partenone al panettone - Bonami ci riprova. E la freccia che scocca sul mondo dell’arte va ancora a segno...

 

Nell’approcciarsi al contemporaneo, Bonami non rinnega gli strumenti interpretativi classici che, dal Vasari in giù, sono stati usati dagli storici dell’arte. Ma al metodo storico–filologico affianca una scrittura scanzonata, irriverente, avvincente, con la quale guida il lettore attraverso la comprensione sensoriale, nonché emotiva e intellettiva, dell’opera. Scopriamo allora che esistono artisti veri e artisti falsi, artisti buoni e artisti cattivi, sia tra i primi che tra i secondi, e per imparare a conoscerli è sufficiente avvicinarsi all’opera e a chi l’ha prodotta, senza preconcetti o influenze modaiole. Impariamo che c’è chi artista nasce e chi artista lo diventa, chi lo è suo malgrado e chi vuole esserlo malgrado tutto, chi lo è per un certo periodo e chi lo è per tutta la vita.
Certo, fa sorridere leggere che Jackson Pollock si sarebbe scolato una bottiglia di whisky se avesse saputo le quotazioni che avrebbero raggiunto i suoi quadri, e che Emilio Vedova, "l’intoccabile” veneziano, se fosse vissuto ai tempi di Tintoretto si sarebbe chiamato "Spatascetto”. Ma siamo tutti ragionevolmente d’accordo sul fatto che l’energia espressiva che scaturisce dalle loro opere è paragonabile a una creativa eiaculazione di colore e, parimenti, che la forza delle opere di Frida Kahlo e di Louise Bourgeois è direttamente proporzionale al difficile rapporto che le artiste ebbero con l’universo maschile, che è come dire inversamente proporzionale alla fragilità dei loro corpi.

Come non riconoscere al mistero pacato e un po’ opaco emanante dai quadri di Giorgio Morandi un legame ancestrale con l’universo casalingo costituito dal tinello della sua casa e da una vita trascorsa in compagnia delle tre sorelle zitelle? Come non ammettere che l’interesse di Burri per la materia ha a che vedere con i suoi studi di medicina? Molto calzante è l’immagine di Doug Aitken, il bell’artista californiano che "surfa” con la videoarte, simbolo ed erede del massiccio investimento che la generazione dei suoi genitori ha fatto nelle azioni della libertà.
Nell’arte ci sono artisti furbi che si credono intelligenti, come Bill Viola, capace di accontentare quei collezionisti incerti se acquistare videoarte o arte rinascimentale, e artisti intelligenti, ma non si sa quanto furbi, come de Chirico, che per fare troppo l’enigmatico a un certo punto ha iniziato ad apporre date false sui suoi quadri, finendo per confondere tutti, compreso se stesso. Ci sono, infine, artisti furbi e intelligenti allo stesso tempo, e Damien Hirst ne è un esempio, il quale non si è mai venduto al dio danaro, ma che col danaro ha comprato tutto ciò che ha voluto.

Bonami sostiene che ognuno è libero di fare arte (o di criticarla) come vuole, ma di esibirla impunemente nelle piazze e nei parchi di tutto il mondo, quello no. E occorrerebbe emanare una legge per evitare che l’avventato assessore di turno deturpi l’ambiente o rovini, col brutto esempio, i potenziali artisti.
Naturalmente si possono non condividere certi giudizi estetici di Bonami, ma il metodo suggerito per distinguere una vera opera d’arte da una falsa è infallibile. Poiché l’arte è come il sesso: c’è chi quando lo fa gode davvero e chi finge di godere, ma posti di fronte all’arte vera di certo si prova piacere.

*articolo pubblicato su Exibart


Francesco Bonami - Si crede Picasso
Mondadori, Milano 2010
Pagg. 120, € 17
ISBN 9788804600763

 
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Dipingere come Pollock? O come Picasso? Sul web si può

Post n°41 pubblicato il 04 Ottobre 2010 da sergiu310
 

Un dripping colorato si spande sullo spazio bianco di un'immateriale pagina web. I pixel diventano schizzi e macchie al passaggio del nostro mouse, trasformandoci in tecno-emulatori di Jackson Pollock. L'autore del sito è un artista contemporaneo, e anche piuttosto noto: si tratta di Miltos Manetas, che da anni registra domini web con nomi di artisti, curatori e uomini della culturadedicando ad ognuno un'elaborazione creativa diversa.
E se invece preferite realizzare un ritratto à la Picasso, il sito che fa per voi è il visitatissimo Mr PicassoHead. E non dimenticate di firmarlo.

link correlati
jacksonpollock.org
Mr Picassohead

                                               BUON DIVERTIMENTO!!!!!

 
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Museo D’Annunzio segreto

Post n°40 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da sergiu310
 

 

 
 
 
 
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Il “Vittoriale degli italiani” di Gardone Riviera, la cittadella voluta da Gabriele d’Annunzio - a memoria della propria vita d’eccezione e della guerra vittoriosa - con i cimeli delle sue imprese più audaci, si arricchirà di un nuovo spazio espositivo: il Museo “D’Annunzio segreto”.

orario: Orari: da aprile a settembre:
Vittoriale : 8.30/20.00
Museo D’Annunzio segreto: 8.30/20.00
Visite guidate: alla Prioria dal martedì alla domenica: 9.30/19.00
al Museo della Guerra dal giovedì al martedì: 9.30/19.00

da ottobre a marzo:
Vittoriale: 9.00/17.00
Museo D’Annunzio segreto: 9.00/13.00 – 14.00/17.00
Visite Guidate: alla Prioria dal martedì alla domenica: 9.00/13.00 – 14.00/17
(possono variare, verificare sempre via telefono)

 

biglietti: Vittoriale € 8
Vittoriale e visita guidata alla Prioria € 13
Vittoriale e visita guidata al Museo della Guerra € 13
Vittoriale e visite guidate alla Prioria e al Museo della Guerra € 16
Biglietto ridotto per bambini dai 7 ai 18 anni, studenti in comitiva e ultra sessantacinquenni

Via Vittoriale 22 (25063)

Il Vittoriale Degli Italiani

+39 0365296511

vittoriale@vittoriale.it

www.vittoriale.it

 

 

 

 

 

 
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Il sogno di Salvador Dalì

Post n°37 pubblicato il 20 Settembre 2010 da sergiu310
 

dal 22 settembre | palazzo reale | a cura di vincenzo trione | milano



Torna a Milano dopo 50 anni il genio di Salvador Dalí: a Palazzo Reale una mostra che indaga sul rapporto del grande artista spagnolo con il paesaggio, il sogno e il desiderio.

Salvador Dalí arriva a Milano. Dopo la personale che si tenne nell'ottobre del 1954 nella Sala delle Cariatidi, il genio surrealista ritorna a Palazzo Reale. La mostra, prodotta da Comune di Milano e da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, inaugura a Palazzo Reale il 22 settembre e termina il 30 gennaio 2011.
L'esposizione, curata da Vincenzo Trione, è resa possibile grazie alla straordinaria collaborazione della Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras e si avvale di importanti prestiti provenienti da musei nazionali e internazionali. L'allestimento è a cura dell'architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí: autore, insieme con il Maestro surrealista, della sala Mae West nel museo di Figueras e del famoso sofà Dalilips.

Per la prima volta la sala di Mae West verrà realizzata all'interno del percorso espositivo così come fu ideata dallo stesso Dalí: una sorprendente installazione contemporanea. Chiude il percorso il cortometraggio Destino di Salvador Dalì e Walt Disney, mai proiettato in Italia.

LE SEZIONI DELLA MOSTRA
La mostra intende approfondire il rapporto tra l'artista spagnolo e il tema del paesaggio. Si tratta di un aspetto poco conosciuto dal grande pubblico, che offre inattesi spunti di riflessione in merito al legame di Dalí con la pittura rinascimentale italiana, il surrealismo e la metafisica, in un processo che, secondo il curatore Vincenzo Trione, porta il pittore dal caos dell'inconscio al silenzio. Quadri che vogliono documentare un "altro" Dalì: mistico, religioso, spirituale.

Salvator Dalì. Il sogno si avvicina
22 settembre 2010 - 30 gennaio 2011
Milano, Palazzo Reale
Orari: mar > dom 9.30/19.30 - lun > 14.30/19.30 - gio e sab > 9.30/22.30
la biglietteria chiude un'ora prima

www.mostradali.it

Infoline e prevendita:
Tel.: 02 54913
www.ticket.it/dali
www.ticketone.it

 

 
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LA MISTERIOSA PITTRICE Greta Frau

Post n°36 pubblicato il 15 Settembre 2010 da sergiu310
 

Chi sia veramente Greta Frau non lo sa  nessuno per un bel pò, visto che l’artista rifiuta di apparire in pubblico e di presenziare alle inaugurazioni delle proprie mostre. Nessuno l’ha mai vista, ma di lei si sanno aneddoti e storie, raccontate dalle adepte della sua setta o scritte su carta. Con la sua biografia improbabile, Greta Frau è stata e permane un mistero. Greta Frau, è nata a Colonia nel maggio 1942 (secondo altri, nel 1952, o nel 1962). Nel 1987, allora ricercatrice di Immunologia presso il National Institute of Medical Resaerch di Londra, Greta rimane paralizzata agli arti inferiori in un terribile incidente durante un viaggio in Sardegna. Decide di rimanere nell’isola che l’ha voluta trattenere e da allora la sua vita riceve il dono della pittura e della visione. Greta individua nella Bellezza il motore primo del cosmo, e decide di diffondere questa sua filosofia attraverso “La Classe delle Trance”, una sorta di setta composta dalle sue ex-compagne di collegio, stranamente in continua crescita.

[Greta-Frau---Trancia-J302.jpg] 

Greta Frau è una pittrice con un unico soggetto, le ex compagne di classe che chiama TRANCE: da “trance” come fenomeno paranormale di dissociazione della personalità o di estasi mistica e anche da “trans”, prefisso indicante attraversamento e metamorfosi. Le trance le appaiono in stati di dissociazione psichica e Greta le educa alla filosofia della Bellezza intesa non solo come ideale estetico ma anche come ideale etico e conoscitivo. “TUTTO E’ BELLO, FATE” è il suo slogan preferito che utilizza con le sue trance nelle crociate in difesa della Bellezza universale. L’effige di ogni nuova recluta va ad aggiungersi alla serie numerata dei ritratti: d’ora in avanti il ritratto accompagnerà l’adepta nei momenti pubblici della sua militanza.  Le Trance infatti sono chiamate a dare testimonianza di Bellezza, portando ovunque il verbo di Greta.  In una galleria di autoritratti immaginari sfilano volti vagamente androgini, di una bellezza fuori dal tempo. Non sono maschere, quelle di Greta Frau, ma il loro contrario: essenze di anime. Tormentate negli occhi dalle palpebre arrossate; nella linea sottile, quasi una ferita, delle labbra; nelle acconciature che sembrano rubate agli Angeli. Le sue creature, dallo sguardo attonito, sembrano osservare il mondo con distacco, da un paradiso di armonia e silenzio.

In realtà Greta Frau non è altro che un'operazione di mercato costruita a tavolino da Giuliana Altea e Marco Magnani, Greta Frau - al secolo Aldo Tilocca - dopo quasi un decennio non appare più avvolta da quell’aura di mistero che l’ha caratterizzata, pur continuando a raccontare la favola che l’ha resa tanto celebre, ma che rischia ormai di fagocitare sé stessa.

 A questo punto se ho suscitato in voi curiosità, potete ammirare alcune sue opere presso la Galleria d'Arte Ariete di Bologna 

 

  

FEMININE

opening mercoledi 15 settembre 2010 | ore 18 | l'ariete | bologna

 

 

Una mostra dedicata al femminino, simbolo di idealità, identità e differenza dell'immagine femminile, nelle opere di alcuni fra i piu' significativi artisti contemporanei italiani ed europei. Dall'ideale femminile rinascimentale, riflesso di universale armonia, fino alla controversa e frantumata figura attuale, privata talora dell'appartenenza ad un 'genere' dai contorni definiti, l'immmagine femminile ha attraversato e segnato storia, mito, cultura, arte. La mostra 'Feminine' raccoglie attorno a questo tema opere, dalla pittura alla videoinstallazione, in cui il fascino, anche oscuro, ambiguo o provocatorio e il mistero dell'immagine femminile permangono essenza indefinibile.

Nelle opere di Chantal Joffe, figura di spicco degli Young British Artists, una pittura fluida e al contempo incisiva ed una sfacciata trasgressione di qualsiasi ordine formale delineano immagini femminili con una forza vitale che trascende il gesto pittorico. Il percorso di Nicola Samorì, artista fra i piu' apprezzati delle giovani generazioni, si incentra sull'utilizzo di carte strappate, impresse, dipinte e applicate su tela e parallelamente sulla continua riscrittura, stravolgendoli, di codici della pittura antica. In mostra, una sequenza di volti femminili, dei quali l'artista scrive 'ogni testa ritratta in questa raccolta si allarga a tratti e fra una sutura e l'altra avanza, voluto, uno spazio di respiro; silenzi e fratture che costringono l'immagine a mancare il bello, lasciando intatta la seduzione affidata ai mezzi propri dell'arte'. Ettore Frani, vincitore del Premio San Fedele Artivisive 2009 2010, con leggere e sapienti stratificazioni di pigmento ed olio su tavola, crea immagini in assoluta essenzialità tra luce e oscurità. L'assenza, nei suoi dipinti, diviene presenza, icona dell'irriproducibile. In mostra opere del ciclo 'Reliquie' e 'Vana immagine'. Nelle tavole dipinte da Greta Frau, le 'trance', volti femminili o androgini, ambigui e di rara sottigliezza psicologica, definiti da una pittura sapientissima, testimoniano una filosofia della Bellezza intesa non solo come ideale estetico ma anche etico e conoscitivo. Infine, il video 'Scriptorium trilogy#part one' dei Lemeh42, coppia di giovani artisti italiani, vincitori del Premio Iceberg 2009 e premiati nei maggiori contesti internazionali di video arte, dedicato ai rapporti fra segno e scrittura nel definire l'immagine femminile.

F E M I N I N E

opere di Chantal JOFFE|Nicola SAMORI'|Ettore FRANI|Greta FRAU|

Anteprima video LEMEH42 'Scriptorium trilogy#part one'

Dal 15 settembre al 10 novembre 2010

L' Ariete a r t e c o n t e m p o r a n e a

Via D'azeglio 42 Bologna

Orario > feriali 15.30-19.30

Sabato 25 settembre 2010

Serata d'autore per Arte Libro 20.30 - 22.30

Info 348 9870574 - www.galleriaariete.it

 

 
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LU.BE.C. 2010, UNA FINESTRA VIRTUALE SUL FUTURO DEI BENI CULTURALI

Post n°35 pubblicato il 14 Settembre 2010 da sergiu310
 


Immaginate di addentrarvi in un museo della Roma antica con un Giulio Cesare virtuale pronto ad accogliervi, a farvi da guida e (se necessario) a redarguirvi per la poca attenzione. Fantasia? Niente affatto, questa è solo una delle più innovative soluzioni realizzate dalle imprese dell'hi-tech e applicate alla valorizzazione del patrimonio culturale ed archeologico.
LuBeC 2010 sarà anche una panoramica su questo affascinante mondo in cui bit e capolavori sembrano andare a braccetto. Il 21 e 22 ottobre prossimi, la rassegna internazionale dedicata alle tecnologie per i beni culturali vi accoglierà per due giorni, nella splendida cornice del Real Collegio di Lucca.

Il 21 e il 22 ottobre 2010 al Real Collegio a Lucca

 
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UN MOTIVO IN PIU' PER VISITARE VENEZIA

Post n°34 pubblicato il 29 Agosto 2010 da sergiu310
 

Il  29 agosto apre a Venezia la dodicesima edizione della Biennale, diretta dalla giapponese premio Pritzker Kazuyo Sejima, prima donna della storica kermesse. Sul tema delle "relazioni dinamiche" 46 le partecipazioni tra architetti e artisti. 53  i Padiglioni Nazionali, con le new entry di Malesia e Tailandia.

Ci stupiranno Palafitte, altane e ponti per una laguna del 2060 in balia dell'Acqua alta, caustiche indagini  sulle identità architettoniche de L'Aquila all'indomani del terribile sisma, itinerari alla scoperta delle cantine d'autore, giardini globali e architetture "responsabili".

Oltre l'architettura, la città lagunare propone al pubblico il rinato gioiellino Palazzo Grimani a campo Santa Maria Formosa che accoglierà dal 29 agosto al 10 ottobre  una mostra sul Giorgione, nel quinto anniversario della morte, con tre capolavori, La Vecchia (1506), La Nuda (1508) e soprattutto il suo più lavoro noto, ammirato e ancora oggi di significato controverso, La Tempesta (1507-08).   Alla Cà Pesaro, Galleria d'arte moderna, dal 29 agosto al 9 gennaio l'inglese Tony Cragg classe '49 con un centinaio di opere, lo scultore "eco-sostenibile" virtuoso del riciclo di reperti di un'archeologia urbana con cui crea murales totem e installazioni e cattedrali a suon di vetri e legni, ferri e bronzi, plastiche e pietre.

 "La Biennale di Venezia. 12. Mostra Internazionale di Architettura. People meet in architecture", dal 29 agosto al 21 novembre 2010, Venezia (Giardini e Arsenale).
Orario: 10.00 - 18.00 (Giardini chiuso il lunedì escluso lunedì 30 agosto e lunedì 15 novembre 2010), Arsenale chiuso il martedì (escluso martedì 31 agosto e martedì 16 novembre 2010).
Ingresso: biglietterie Arsenale, Giardini e Ponte dei Pensieri, intero € 20,     
ridotto € 16
Informazioni:
www.labiennale.org, tel. 041 5218828
Catalogo: Marsilio

 
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