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Creato da gradiva1940 il 30/12/2010
i moti dell'anima
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da ''Il nuovo Spoon River'' di Edgar Lee MASTER
PHILIP EARLING
Ogni mia bellezza avvizzì alla fine,
di tutti i miei doni rimase la misera consolazione
di raccontare dei giorni della vita passata e dei sogni svaniti,
dolci come il miele selvatico, dicevano con la saggezza della
vecchiaia.
A che fine, Dei di misteri lungisaettanti,
udii una musica grandiosa prima di questa nascita in Spoon
River
e mai potei sulla terra sopportare la musica terrena?
E perchè il ricordo di visioni di catene di cristalli
e di pascoli di luce
che tornavano alla mia mente nella mia misera vita di doveri.
Io , il sognatore di volte proiettate nel futuro, il possente,
intrappolato in un Karma di sacrificio e di sudore
per guadagnare il pane per la prole, in lotta con l'Avidità e
L'Invidia?
Ero un serpente cacciato dal paradiso?
O un uomo predestinato ad essere il fratello di Michele,
tratto dal fango alle stelle della musica e dai sogni?
Che sempre mi chiamavano e mai mi davano pace?
Alla fine ero cieco, ma l'occhio interiore penetrava
le nebbie terrene fino al cielo! E che musica allora!
Al di sopra di qualsiasi musica mai udita in terra,
in accordo con le maree e la campana della boa,
che s'innalzava e s'abbassava con onde lunghe un miglio e
raccoglieva
nel suono e nel ribollire la luce del sole che affondava.
EDGAR LEE MASTER
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