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da ''53 POESIE'' di Cesare PAVESE

Post n°448 pubblicato il 26 Maggio 2011 da gradiva1940

SOGNO

Ride ancora il tuo corpo all'acuta carezza

della mano o dell'aria, e ritrova nell'aria

qualche volta altri corpi? Ne ritornano tanti

da un tremore del sangue, da un nulla. Anche il corpo

che si stese al tuo fianco, ti ricerca in quel nulla.

Era un gioco leggero pensare che un giorno

la carezza dell'aria sarebbe riemersa

improvviso ricordo nel nulla. Il tuo corpo

si sarebbe svegliato un mattino, amoroso

del suo stesso tepore, sotto l'alba deserta.

Un acuto ricordo ti avrebbe percorsa

e un acuto sorriso. Quell'alba non torna?

Si sarebbe premuta al suo corpo nell'aria

quella fresca carezza, nell'intimo sangue,

e tu avresti saputo che il tiepido istante

rispondeva nell'alba a un tremore diverso,

un tremore dal nulla. L'avresti saputo

come un giorno lontano sapevi che un corpo

era steso al tuo fianco.

                                        Dormivi leggera

sotto un'aria ridente di labili corpi,

amorosa di un nulla. E l'acuto sorriso

ti percorse sbarrandoti gli occhi stupiti.

Non è più ritornata, dal nulla quell'alba?

          CESARE PAVESE

 
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