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i moti dell'anima

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da ''Il nuovo Spoon River'' di Edgar Lee MASTER

Post n°490 pubblicato il 04 Giugno 2011 da gradiva1940

STANLEY LOCKHARDT

Ero uno la cui presenza nel mondo

risvegliva il potere psicotropico di un nemico

astuto e instancabile.

Comparve all'inizio con dei doni, ma con sinistri sorrisi.

Era discreto, ma sempre percepibile,

e faceva sempre la sua comparsa nei momenti critici.

Appariva per osservarmi attentamente, per prendere appunti.

Assente, seguiva le mie tracce, conosceva i miei movimenti,

i miei successi, i miei rovesci.

Il giorno del mio più grande trionfo

sedeva tra il pubblico, gli occhi accesi dall'invidia,

le labbra piegate in una smorfia denigratoria.

Appariva nei silenzi della vita,

come uno potrebbe svegliarsi dal sonno per ritrovarsi

          la testa di un pitone

sollevata di fronte al proprio viso, con lo sguardo fisso  nei

          propri occhi.

Lo persi infine, sembrava definitivamente scomparso.

Ma il mio essere si sgretolò. Fu il disastro -

Poi arrivò lui a completare la mia rovina -

Perchè?

                      EDGAR LEE MASTER

 
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