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Creato da gradiva1940 il 30/12/2010
i moti dell'anima
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| « " HO AFFIDATO..." | " CON IL CUORE in GOLA "... » |
" ADDIO "da tutte le poesie di Arthur RIMBAUD
Già l'autunno! - Ma perchè rimpiangere un eterno
sole, se siamo impegnati nella scoperta della luce di-
vina, - lontano dalla gente che muore sulle stagioni?
L'autunno. La nostra barca, alta nelle nebbie immobili,
punta verso il porto della miseria, verso la città enorme
dal cielo chiazzato di fuoco e di fango. Ah! gli stracci im-
putriditi, il pane inzuppato di pioggia, l'ebrezza, i mille
amori che mi hanno crocifisso! Non la smetterà dunque
mai questa lamia, regina di milioni di anime e di corpi
morti che saranno giudicati? Mi rivedo con la pelle corro-
sa dal fango e dalla peste, coi capelli e le ascelle piene
di vermi, e con dei vermi ancora più grossi nel cuore, di-
steso fra gli sconosciuti senza età, senza sentimenti...
Avrei potuto morirci... Spaventosa evocazione! Aborro
la miseria.
E temo l'inverno perchè è la stagione delle comodità!
- Talvolta vedo in cielo plaghe sconfinate coperte
di bianche nazioni festanti. Un grande vascello d'oro,
sopra di me, sventola le sue bandiere variopinte alla brez-
za del mattino. Ho creato tutte le feste, tutti i trionfi, tut-
ti i drammi. Ho cercato d'inventare nuovi fiori, nuovi astri,
nuove carni, nuove lingue. Ho creduto d'acquistare poteri
soprannaturali. Ebbene! Devo seppellire la mia immagina-
zione e i miei ricordi! Una bella gloria d'artista e di narrato-
re andata a monte!
Io! io che mi sono detto mago o angelo, dispensato da
ogni morale, sono restituito alla terra, con un dovere da
cercare, e la rugosa realtà da stringere! Bifolco!
Sono stato ingannato? la carità sarebbe dunque sorella
della morte, per me?
Insomma, chiederò perdono per essermi nutrito di men-
zogne. E andiamo.
Ma neppure una mano amica! e dove trovare aiuto?
* * *
Sì, l'ora nuova è almeno molto severa.
Posso dire comunque che la vittoria è mia: il digrignar
di denti, i sibili del fuoco, i sospiri appestati si moderano.
Tutti i ricordi immondi svaniscono. I miei ultimi rimpianti
fuggono via, - qualche invidia per i mendicanti, i briganti,
gli amici della morte, i ritardati d'ogni specie. - Dannati ,
e se mi vendicassi?
Bisogna essere assolutamente moderni.
Niente cantici: conservare il passo conquistato. Dura
notte! Il sangue disseccato mi fuma sulla faccia e non
ho nient'altro dietro a me che quell'orribile alberello!...
La lotta spirituale è brutale quanto una battaglia fra uo-
mini; ma la visione della giustizia è un piacere conces-
so solo a Dio.
Intanto è la vigilia. Accogliamo tutti gli influssi di vi-
gore e di tenerezza vera. E all'aurora, armati di un'ar -
dente pazienza, entreremo nelle splendide città.
Cho cosa mai dicevo di una mano amica! E' un bel
vantaggio che io possa ridere dei vecchi amori menzo-
gneri, e coprire di vergogna quelle coppie bugiarde, - ho
visto l'nferno delle donne, laggiù; - e mi sarà lecito pos-
sedere la verità in un'anima e in un corpo.
ARTHUR RIMBAUD
aprile - agosto 1873
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