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" ELEGIA DEL SILENZIO " di Federico Garcia LORCA

Post n°1188 pubblicato il 03 Dicembre 2012 da gradiva1940
Foto di gradiva1940

Silenzio, dove porti

il tuo vetro appannato

di sorrisi, di parole

e di pianti dell'albero?

Come pulisci, silenzio,

la rugiada del canto

e le macchie sonore

che i mari lontani

lasciano sul bianco

sereno del tuo velo?

Chi chiude le tue ferite

quando sopra i campi

qualche vecchia noria

pianta il suo lento dardo

sul tuo vetro immenso?

Dove vai se al tramonto

ti feriscono le campane

e spezzano il tuo riposo

gli sciami delle strofe

e il gran rumore dorato

che cade sopra i monti

azzurri singhiozzando?

L'aria dell'inverno

spezza il tuo azzurro

e taglia le tue foreste

il lamento muto

di qualche fonte fredda.

Dove posi le mani,

la spina del riso

o il brulicante fendente

della passione trovi.

Se vai agli astri

il solenne concerto

degli uccelli azzurri

rompe il grande equilibrio

del tuo segreto pensiero.

Fuggendo il suono

sei anche tu suono,

spettro d'armonia,

fumo di grido e di canto.

Vieni a dirci

la parola infinita

nelle notti oscure

senza alito, senza labbra.

Trafitto da stelle

e maturo di musica,

dove porti, silenzio,

il tuo dolore extraumano,

dolor di esser prigioniero

nella ragnatela melodica,

cieco per sempre

il tuo sacro fonte?

Oggi le tue onde trascinano

con i torbidi pensieri

la cenere sonora

e il dolore del passato.

Gli echi dei gridi

che svanirono per sempre.

Il tuono remoto

del mare, mummificato.

Se Geova dorme

sali al trono splendente,

spezzagli in fronte

una stella spenta

e lascia davvero

la musica eterna,

l'armonia sonora

di luce, e intanto

torna alla tua fonte,

dove nella notte eterna,

prima di Dio e del tempo

sgorgavi in pace.

                 FEDERICO GARCIA LORCA

                         [luglio 1920]

 
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