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Creato da gradiva1940 il 30/12/2010
i moti dell'anima
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"LA MORTE FELICE"di Albert CAMUS
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Il mattino che spuntò fu pieno di uccelli e di fresco.
Il sole si alzò rapidamente e con un balzo fu sopra
l'orizzonte. La terra si coprì d'oro e di caldo. Nel
mattino il cielo e il mare si coprivano di chiazze sal-
tellanti di luce azzurra e gialla. Si era alzato un ven-
to leggero e dalla finestra veniva a rinfrescare le ma-
ni di M.... un'aria che sapeva di sale. A mezzogiorno
il vento cessò, la giornata scoppiò come un frutto
maturo e colò su tutta la distesa del mondo come
un succo tiepido e soffocante, in un improvviso con-
certo di cicale. Il mare si coprì di questo succo dora-
to come di un olio e respinse sulla terra oppressa di
sole un alito caldo che l'aprì e lasciò esalare profumi
di assenzio, di rosmarino e di pietra calda. Dal suo
letto M.... avvertì quest'urto e questa offerta e aprì
gli occhi sul mare immenso e curvo, smagliante, ani-
mato dai sorrisi dei suoi iddii. Improvvisamente si
accorse di essere seduto sul letto e che il viso di L...
era vicinissimo al suo. In lui saliva lentamente, come
dal ventre, un sasso che si arrampicava fino alla go-
la. Respirava sempre più in fretta, approfittando dei
varchi. Saliva sempre. Guardò L... . Sorrise senza
una contrazione, e anche questo sorriso veniva da
dentro. Si rovesciò sul letto e percepì dentro di sé
la lenta salita. Guardò le labbra carnose di L. ... e,
dietro di lei, il sorriso della terra. Li guardava con
uno stesso sguardo e con lo stesso desiderio.
"Tra un minuto, tra un secondo" pensò. La salita si
fermò. E pietra tra le pietre, ritornò nella gioia del
suo cuore alla verità dei mondi immobili.
ALBERT CAMUS
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