IL NOSTRO CALCIO ERA VERAMENTE MALATO O SIAMO STATI VITTIME DI UNA TRUFFA COLOSSALE? IL PENSIERO ASSAI REALISTICO DEL PROCURATORE VINCENZO MORABITO:
“I TIFOSI PIAN PIANO SI PREPARANO A RIDISEGNARE GLI STRISCIONI: NON PIÙ "MOGGI IN GALERA" MA TANTI "ROSSI VATTENE" E "MOGGI TORNA DA NOI"…

E' passato ferragosto, siamo tornati al calcio giocato, la vittoria del mondiale appartiene ormai agli archivi storici. E' passato lo "tsunami del cacio". Il più violento, il più devastante della storia del pallone italico. Uno tsunami che ha colpito con violenza non uniforme ma concentrata su poche "aree". Lo tsunami è passato e ora si deve ricostruire. Il calcio italiano è sepolto sotto le macerie: vertici federali nuovi ed inadeguati, vertici arbitrali guidati da un ex dirigente di club, presidenza della Lega ad un Matarrese che, come diceva scherzando anche lui, si era dato da tempo "all'ippica". Via Lippi, via Gentile, allenatori federali di successo. Dentro le forze pulite come li chiamano gli argonauti federali. Criteri di scelta particolari, senza tener conto di gerarchie e di valori. Ha deciso Albertini la scelta del suo ex compagno Donadoni (entrambi calciatori appartenenti alla scuderia di Giovanni Branchini, procuratore molto interista e molto morattiano, l'uomo che decise il destino di Ronaldo strappandolo alla Lazio di Cragnotti). C'è anche tanto Campana dietro queste scelte.
Tre mesi è durato lo tsunami: danni per tanti, calcio italiano devastato e qualcuno invece si è visto assegnare uno scudetto che "con orgoglio" ha attaccato subito al petto. Qualcuno, piano piano, a spintarelle è arrivato dalla Coppa UEFA, direttamente in Champions, senza passare per i preliminari. Qualcuno si permette di comprare tutto e tutti sul mercato allestendo non una ma due formazioni da scudetto. Qualcuno invece è stato condannato a svendere campioni che appena tre mesi fa erano inavvicinabili. E allora passato l'uragano, il sisma violento, ci si chiede cosa è successo veramente. C'era una volta, prima dello Tsunami, un uomo che tutti osannavano, tutti volevano. Chi vinceva era fiero di averlo, chi perdeva lo corteggiava un giorno si e l'altro pure. Quest'uomo era Luciano Moggi. Voluto alla Juve da Antonio Giraudo, formavano entrambi una coppia che ha permesso alla Juve di dominare in Italia e all'estero per tanti anni. Una coppia voluta e sostenuta da Umberto Agnelli. Ma si sa, vincere è permesso, stravincere no. E il Lucianone toscano oltre a vincere gli ultimi tempi si era messo anche a deridere i propri avversari, soprattutto colui che ogni anno spendeva più di tutti sul mercato e poi restava regolarmente con un pugno di mosche in mano. E alla fine Luciano divenne insopportabile. Lui era fedele alla Juventus e malgrado i corteggiamenti milanesi non se ne parlava proprio di abbandonare la vecchia Signora. Toglierlo di mezzo non era possibile perchè Luciano aveva le radici forti, ben piantate, una quercia secolare. Ci voleva un tornado, uno tsunami asiatico. Luciano Moggi e il suo sistema. Tanti amici, tanti favori dati e tanti favori ricevuti. Una rete capillare, alleanze importanti di mercato, amicizie importanti. Ma tutti lo volevano, juventini e no e Luciano era osannato da Nord a Sud: il Re del Mercato. Un sistema di questo tipo, "all'italiana", tu mi fai un favore a me e io ne faccio uno a te. Favori tanti....illeciti....nessuno. Un Moggi così sarebbe durato altri vent'anni, inossidabile, inattaccabile, imbattibile. Lui e Giraudo i veri dominatori, i veri innovatori e Galliani che aveva sposato la vecchia teoria..if you cannot beat them..join them...se non puoi sconfiggere il tuo nemico...alleati con lui! Un'alleanza importante da cui dipendeva il destino del 90% dei club italiani. E poi c'era sempre lui, figlio di quel grande Moratti che aveva dominato gli anni settanta. Ma Massimo aveva speso più di 150 miliardi vincendo appena una Coppa Uefa e una Coppa Italia. Moratti l'aveva cercato a più riprese Don Luciano. C'era un contratto pronto che Moggi non firmò mai..Moratti sconfitto in campo e fuori, eterno perdente. Pirlo, Seedorf, Cannavaro...tanti calciatori regalati a parametro zero agli avversari. Il fortino della Lega inavvicinabile per il padron nerazzurro. Tutto questo era insopportabile. Il sistema Moggi andava demolito e l'unica arma di demolizione possibile era un forte tsunami che avrebbe travolto Moggi, Giraudo, la Juventus e passando avrebbe staccato anche qualche alberello qua e là (Lazio, Fiorentina, Milan). Era necessario sacrificare gli alberelli, era doloroso abbattersi violentemente sul calcio italiano, ma era l'unico modo per eliminare quest'uomo invincibile. Lo tsunami fu confezionato: una bella campagna mediatica. Ci si svegliò una mattina e telegiornali, prime pagine: tutti con il faccione di Moggi, il mostro, il Girolimoni, l'eretico da bruciare.
E così per alcune settimane ci fu il processo e la conseguente condanna mediatica: ergastolo per Moggi e Co. Il calcio italiano era malato. Calciopoli. Tutti i fedeli amici di Lucianone alla gogna mediatica: dirigenti, arbitri, giornalisti. Liste di nomi sui giornali. Intercettazioni terribili...tante frasi ad effetto...tanto fumo...ma l'arrosto?? Uno tsunami di telefonate....tutte finite nelle prime pagine dei giornali (e questo si che è un illecito!). Sentenze mediatiche seguite dalle sentenze di una giustizia sportiva super rapida in un paese dove i processi durano anni. Tanta fretta per sfruttare l'onda mediatica e l'ira della gente, dei tifosi, contro i grandi inquinatori del calcio italiano. Sentenze in fotocopia, durissime, pesanti. Tutti colpevoli: club, dirigenti, arbitri. Classifiche rivoluzionate, partecipazioni alle coppe europee decise a tavolino, mercato con l'Inter per la prima volta a farla da padrone. Ma soprattutto Luciano Moggi, l'uomo onnipotente, il re del calcio italiano completamente nudo, in lacrime, polverizzato. Il sistema "ruspante" di Don Luciano raso al suolo e insieme a lui tanta parte del calcio italiano. E mentre lo tsunami faceva danni irreparabili, otto giocatori di Lucianone si giocavano una finale mondiale e il CT che tanti volevano far fuori prima della partenza per la Germania, portava alla vittoria un gruppo di "onesti" calciatori guidato da tre campioni juventini: Buffon, Cannavaro e Zambrotta. Ridisegnati i vertici federali, assegnato lo scudetto all'Inter, messe al sicuro le partecipazioni dei club italiani alle coppe europee, lo tsunami si è placato, i giornali hanno esaurito le intercettazioni da pubblicare, la giustizia ordinaria ha preso atto del materiale in suo possesso e la rapida giustizia sportiva si è messa finalmente a riesaminare, con calma, gli atti processuali. E così si scoprì che non c'erano illeciti, che Moggi non aveva comprato nessun arbitro, che Lotito aveva fatto il suo lavoro di Presidente intrattenendosi con i vertici federali, che il dirigente Meani aveva un pò esagerato, che Della Valle (disperato) aveva telefonato a destra e a manca per denunciare le sviste arbitrali. Tanti comportamenti irregolari...nessun illecito! Nessun arbitro da condannare...Presidente Federale assolto e penalizzazioni per i club da ridurre. Una marcia indietro brusca, ma dovuta. Non un colpo di spugna, ma un'analisi vera, reale e lucida dei fatti. Senza il polverone della gogna mediatica. Tanti comportamenti scorretti come la presenza dei dirigenti juventini nello spogliatoio di Paparesta...ma quale sequestro di persona!...una goliardata di Lucianone e ne faceva tante di queste...Ma nessuno si era preso la briga di denunciare Stankovic per aver chiuso le porte degli spogliatoi davanti alle TV di tutto il mondo. Tante piccole scorrettezze, piccoli abusi di potere...nessun illecito ma soprattutto nulla in confronto alle fidejussioni false, ai passaporti falsi, alle plusvalenze e ai bilanci taroccati..questi si fatti gravi e rilevanti dal punto di vista penale! E così piano piano...lo Tsunami ha assolto il suo compito: il calcio italiano si è liberato di Luciano Moggi e anche se i tribunali lo riabiliteranno, ormai il leone resterà per sempre in gabbia e avrà smesso di ruggire. Tanto rumore per nulla....? No...perchè il sistema Moggi è stato sconfitto e di fatto siamo forse tornati trent'anni indietro, al dominio nerazzurro.... In tutto questo casino i piccoli alberelli travolti...piano piano..si stanno risollevando e pazienza se hanno perso qualche ramo...l'eliminazione di Moggi valeva qualche sacrificio qua e là. Nel frattempo il campionato italiano non è il più bello del mondo, la "nazionale" è diventata un'armata brancaleone, nella Champions League il Chievo rimedia due pappine dai modesti bulgari. E poi via Zambrotta, Cannavaro, Thuram, Sheva, persino la "stellina" Tavano...Tutti verso Spagna ed Inghilterra...i veri dominatori del calcio europeo di club!
L'Italia è diventata "italietta" e i tifosi pian piano si preparano a ridisegnare gli striscioni da esibire negli stadi...non più "Moggi ladrone"..."Moggi in galera"...ma tanti "Rossi vattene" e "Moggi torna da noi"
PS. Mi rendo conto che sono riflessioni forti, che ancora tanti di voi non condividono. Non è l'avvio di un processo di "beatificazione" di Luciano Moggi, al cui "sistema" non sono mai appartenuto. E' solo un'attenta e lucida riflessione su quello che è successo...il tentativo di capire se il nostro calcio era veramente malato o se invece siamo stati vittime di una truffa colossale...Io ho meditato..mi piacerebbe che lo facesse anche voi..con serenità..anche criticando però con civiltà. PSS. In tutto questo succedersi di avvenimenti, mi ha colpito molto il comportamento della dirigenza juventina. Nessuna ribellione nella fase di dibattimento davanti la Corte Federale. Un'accettazione passiva delle sentenze, pesantissime. Chiunque altro avrebbe urlato con forza: dove sono gli illeciti? Gli avvocati juventini hanno chiesto ed ottenuto la Serie B! Viera e Ibra venduti all'Inter. Buffon e Trezeguet negati al Milan. Moggi e Giraudo rinnegati e ripudiati..ma il terzo della Triade, Roberto Bettega, a fare il mercato della Juve. Un allenatore nuovo, Deschamps. Finita l'era di Alessandro Moggi, ecco il procuratore francese di Didier, il signor Jeanol Verth, che fa incette di procure in Francia (Boumsong, Faty, ecc..) promettendo ai suoi assistiti che vestiranno la maglia bianconera. Qualcuno mi dice che tanti personaggi della Famiglia Agnelli (soprattutto i due giovani fratellini) hanno tirato un sospiro di sollievo vedendo il faccione di Luciano piangente negli spogliatoi di Bari. Qualcuno mi dice che se Giovanni ed Umberto fossero ancora vivi....questo tsunami sarebbe andato ad abbattersi su qualche area deserta del nostro pianeta.... (Dagospia)
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il 14/05/2026 alle 08:05
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