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"Confermo i miei atti e rido dei miei castighi. E adesso condannatemi".

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Post n°550 pubblicato il 23 Giugno 2010 da 72rosalux72

 

Abbiamo faticato a trovare un lavoratore contrario alla proposta fiat” dice tutta contenta un'inviata di minzolini qualche giorno fa. Eppure uno su tre non è d'accordo, ma scommetto che la giornalista non arriva a capire perchè nessuno si sia precipitato al suo microfono per dirlo.
Quindi non capisco cosa voglia dire bonanni quando parla di vittoria nonostante lo sciacallaggio mediatico. Evidentemente si aspettava di più da questi cafoni che manco sotto ricatto rinunciano ai loro diritti.
“Uomini fiat” che suonano al citofono dei lavoratori, consegnano lettere e cd da ascoltare, la voce del padrone ti chiama alla responsabilità, cazzo hai una famiglia, figli, ci pensi a cosa gli darai da mangiare se vince la linea della fiom? Questa roba sacconi e bonanni la chiamano “collaborazione delle parti”, e chissà allora che intendono loro per ricatto.

Ma va così, ormai la confusione è totale. Fossi stata una maturanda avrei svolto il tema sui giovani e la politica- bellissimo argomento- contestando prima di tutto la scelta delle citazioni fatta da chi ha compilato le tracce, per poi ficcarle tutte nella categoria “leader”.
Speriamo che qualcuno l'abbia fatto, argomentando che mussolini non è stato un leader ma un dittatore che ha distrutto l'italia, e che si potevano trovare esempi migliori di un pavido dittatore e di un papa per invogliare i maturandi a scrivere sul loro rapporto con la politica.
Ma sopra ogni cosa, avrei scritto che riportare nella traccia del tema le frasi del dittatore con le quali si assume davanti alla camera la responsabilità dell'omicidio di matteotti è una cosa disgustosa.
Non abbiamo proprio nessun altro esempio?
Oh sì. A cominciare da matteotti, che per la politica si è fatto uccidere. E spieghiamo ai giovani d'oggi che per matteotti la politica era la vita, e che lui doveva stare sulla traccia del tema, non il suo assassino.

La prima, essenziale, semplice verità che va ricordata a tutti i giovani è che se la politica non la faranno loro, essa rimarrà appanaggio degli altri, mentre sono loro, i giovani, che hanno l’interesse fondamentale a costruire il proprio futuro e innanzitutto a garantire che un futuro vi sia.
Enrico Berlinguer




 
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