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IL TEMPO E LO SPAZIO

Post n°151 pubblicato il 03 Ottobre 2018 da Coralie.fr
 

“Ma dai, davvero? Tutto questo tempo?”

Chiede Donatella all’amica, la quale per la terza volta le risponde:

“Si dall’ultima vacanza a Rocca, sono trascorsi più di venti anni.”

“Non è possibile!” incalza Donatella all’amica, la quale, senza minimamente scomporsi dalla panchina da dove le parlava, rimasta la stessa da decenni ma comunque cambiata: rifinita ridipinta sagomata lucidata -cosi conciata non penso potremmo sederci sullo schienale e probabilmente anche perché non siamo più delle quindicenni, aggiunge: “Eh già più di un quarto di secolo” e precisa: "l’ultima volta è stata nell’agosto 92".

Caspita quante cose sono cambiate, dentro e fuori di noi. I luoghi che hanno ospitato i nostri agosti in montagna hanno mutato non le fattezze, ma il decoro, l’arredamento. Prima cosa sconvolgente che noto è la facciata del municipio diversa rispetto al quarto di secolo fa: il colore giallino sbiadito e gli infissi delle finestre seppia pallidi, sono stati sostituiti dal rosso e dal giallo ambrato; e poi, gli scalini: sono diminuiti e rimpiccioliti per attrezzare lo scivolo per i disabili.

I nostri pomeriggi ad oziare seduti l’uno accanto all’altro, le gambe si toccavano, mani sulle punte dei capelli sfibrati dal mare a eliminare le doppie punte, aprendo in due ma anche in tre, il capello mentre ci si raccontava di quello e quella, delle tresche e inciuci, delle scenografie da preparare, delle battute da dire, dei dispetti da fare contro la nuova venuta direttamente dai Parioli, la nuova amica di Alessio di Anzio. “Esssè biatatté" conclude Fede sfregandosi le mani. Pronta all’attacco, solo verbale. Fine non veemente.

"Ora vedrai di cosa siamo capaci, ma tu perché ce sei venuta!?"

E si, perché ad agosto a Rocca ne eravamo tanti provenienti da ogni parte dello stivale. Amici per una ventina di estati, poi l’università, il lavoro, la vita da adulti.

La discussione per mettere in atto il piano d’attacco che non ricordavo mai come dovesse terminare, tranne con il pianto solito della malcapitata alla quale era capitato in sorte di mettersi insieme ad uno della compagnia, del gruppo, una sconosciuta e per giunta pariolina e poi noi, le femmine, dobbiamo fare gruppo ed essere unite per Novella e, per la nostra amica, anche quelle che fino alla sera prima ci litigavano alla maniera delle femmine, il giorno dopo erano tutte con lei, contro la pariolina.

Dicevo il piano per fronteggiare la situazione nuova, si spostava sotto al monumento ai caduti. Simpatica metafora devo riconoscerlo, ma spazio comodo, dotato di gradini sui quali potersi sedere in cerchio e osservare tutta la piazza “fino a quando l’occhio può spaziare”. Ora intorno al marmo bianco, il comune ha sistemato delle aiuole impossibili da valicare.

Nella maniera oziosa dei giapponesi, trascorrevamo incuranti di tutto, tranne della nostra adolescenza spensierata tipica di quelle estati meravigliose in vacanza, le nostre intere giornate, come i gatti sdraiati al sole. Le costruzioni e la vita porteranno in dono orpelli più o meno a noi confacenti e ragnatele sul cuore e sul cervello più o meno pensanti che toglieranno comunque e inevitabilmente ogni scintilla e battito di spensieratezza.

I cicli della vita li sento simili ai passaggi di questo bloglibero.it. Infatti da più di un paio di anni una blogamica va ripetendo che le cose sono cambiate, si lamenta perché la gente non c’è più; non scrive più e non è più la stessa, si lagna perché molti hanno chiuso baracca e burattini oppure perché sono andati da altre parti sempre con i blog. Anche i giochi per rimanere qua sono cambiati cosi come gli interessi, gli argomenti trattati, le vicende discusse e gli approcci a problematiche più o meno personali o più o meno pubbliche, i post più o meno lunghi, a volte brevi, più o meno attuali, altre volte di fantasia,  di imapatto, di memorie. Un'immagine, una citazione. È mutato tutto qui, in meno della metà di quel quarto di secolo di cui accennavo. Il mio blog aperto nel 2009 non si riconosce più qui, e io, sono invecchiata e non riconosco più i nick, non mi ritrovo più nei temi trattati, anche il linguaggio è diverso oltre alla forma e mutata è proprio la sostanza.

Mi sento décalée come nel fuso orario…sempre un po’ al di là. Écartée e quando sono qui dentro, non bene. Ci ho provato un po' perché assalita da una strana nostalgia e poi per la voglia improvvisa di mettere per iscritto alcune cose. Ma se indirettamente si cerca il confronto, perché non è un parlare allo specchio, ma è darsi ad un pubblico leggente e poi nello scritto, creato per dare forma alla parola, per cristallizzare la lettera, quindi lo scritto deformerebbe la parola che è riflesso del pensiero, può accadere che non ci si senta compresi oppure che lo scritto sia mal compreso. E questo è il rischio che corre l'autore. Scientemente nel mio caso. Lo scritto deforma la lingua, la parola e io qui ho avuto l’impressione di non essere più compresa o peggio di non capire più gli altri. Mi sono sentita distante, molto, molto. Ho provato a capire e ho capito di essere vecchia e che il tempo del blog di quel blog di 10 anni fa è decisamente passato. Mi ha fatto bene tornare, mi ha permesso di capire cosa intende dire la mia amica Teresa che lamenta delle inefficienze di libero, del deserto delle amicizie, emigrate in altri luoghi e della piattezza degli argomenti. E come darle torto. Minaccia di voler chiudere, ma alla fine sta sempre qua. Però, io qui in questo mese ho trovato e avuto molto di positivo e di nuovo. Per tale ragione ringrazio chi pur non conoscendomi e trovando sicuramente la mia maniera di scrivere alquanto Bizzarra*, a tratti ermetica, per non dire da vera snob, ha saputo apprezzare qualcosa, cogliere un effetto, domandarsi se "cìèocìfà" o ancora rispondermi per le rime, volendo giocare con me, assecondandomi. Ringrazio chi mi ha accettata comunque e condiviso con me pensieri e idee. Palleggiando provocazioni e scoperte. Grazie a questa persona in particolare ma a tutte quelle che non solo si sono fermate, ma hanno provato a lasciarmi la loro impronta, per me vale moltissimo.


* "Bizzarra è un personaggio dei fumetti pubblicati dalla DC Comics. È una versione distorta del personaggio di Wonder Woman, così come Bizzarro lo è di Superman. È un essere con un'intelligenza estremamente scarsa e si esprime affermando il contrario di ciò che vuole intendere." La definizione è di Wikipedia.

 
 
 
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