DUE DI DUE
"...la prima volta che ho visto Guido Laremi eravamo tutti e due cosi' magri e perplessi ,cosi' provvisori nelle nostre vite da stare a guardare come spettatori mentre quello che ci succedeva intorno entrava a far parte del passato. Il ricordo che ho del nostro primo incontro e' in realta' una ricostruzione ,fatta di dettagli cancellati e poi modificati . In questo ricordo io sono in piedi al lato della strada ho le mani in tasca e il bavero del cappotto alzato e cerco di assumere disperatamente un senso di non appartenenza al mondo . Ma ho 14 anni ed odio i vestiti che indosso , odio il mio aspetto in generale , e l'idea di essere qui in questo momento..."
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| « LE DITA DEL PIEDE | IL MONDO DI OGGI » |
UNA PERGAMENA NEL CIELOE’ comprensibile, comunque, che, immersi come siamo nel caos, tendiamo a stemperare l’ossessiva paura del contingente convincendoci che certe cose ci capitano perché così deve essere, quindi conferendo intenzionalmente al caos della vita un sostegno e una direzione. Sebbene i dadi possano cadere in un gran numero di combinazioni, freneticamente noi redigiamo modelli deterministici, soprattutto volendo credere all’inevitabilità che un giorno ci innamoreremo. Ci illudiamo quindi che l’incontro con chi ci riscatta, oggettivamente accidentale e quindi poco probabile, sia stato pre-scritto in una pergamena che lentamente si spiega nel cielo, e che il tempo (per quanto fino ad allora reticente) deve alla fine rivelarci le sembianze del nostro predestinato. Cosa c’è dietro questa tendenza a leggere le cose come parte di un destino? Forse solo il suo opposto, l’ansia della contingenza, il timore che quel po’ di significato che ha la nostra vita derivi soltanto dalle nostre scelte, che non ci sia la pergamena (e quindi nessun destino pre-figurato per noi) e che ciò che può, o non può, accaderci (chi possiamo o meno incontrare su un aereo) non abbia nessun significato oltre a quello che noi stessi decidiamo di attribuirgli: in breve, l’ansia che nessun Dio ci dica la nostra storia e quindi assicuri i nostri amori.
(dal libro ESERCIZI D’AMORE di Alain de Botton) |
LIBRI CONSIGLIATI
POESIA
"Il tempo perso" di Jacques Prévert
Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?
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il 10/08/2018 alle 18:01
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