la bradipessa

alla ricerca dei propri limiti, delle proprie potenzialità e di (un po') di autostima

 

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Nickname: sillylamb
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 42
Prov: MI
 

DEDICATO A S.

 

"Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perché insieme è gioia...                                          


Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto."


Neruda

 

 

 

DEDICATO AL LEO, AL KIMBA E A DIVERIA

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Dio creò il Persiano perchè l'uomo potesse accarezzare il leone.

Dovremmo essere saggi la metà dei gatti. E anche belli la metà.

I gatti sono stati messi al mondo per contraddire il dogma secondo il quale tutte le cose sarebbero state create per servire l'uomo.

 

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MALVASSORA, BELLA E AFFOLLATA

Post n°1734 pubblicato il 30 Agosto 2016 da sillylamb
 

Sinceramente nn so sempre come vengo a conoscenza dei luoghi e delle vie... E questo è uno di quei casi. NN ricordo assolutamente chi mi abbia parlato dei Becchi della Tribolazione. Fatto sta che il nome mi girava in testa, così curiosando in internet ho scoperto che c'era una sola via fattibile da me: la Malvassora. Via classica, su difficoltà classiche, con lungo avvicinamento che la rende una gita completa. Si parte sabato, per una volta con calma. Si sale al rifugio Pontese dove ci aspetta una cena discreta e una notte tranquilla in cameretta. La mattina dopo ci si alza prima dell'alba (giuro che quando sarò vecchia mi troverò un hobby che sia compatibile con un numero di ore di sonno ragionevole) e ci si mette in cammino: 2h30 con le corde sulle spalle di cui la metà su una via di mezzo tra una pietraia e un ghiaione; decisamente disagevole. Arriviamo all'attacco insieme ad altre 4 cordate. All'inizio sinceramente ero preoccupata: soffro di ansia da prestazione e di contro aspettare che partissero tutti mi seccava un po'. In realtà la cosa è stata più semplice del previsto: loro erano simpatici, nn mettevano fretta e la via nn era obbligata per cui nn ci siamo dati fastidio più di tanto; abbiamo anche messo in comune le corde per la discesa velocizzandola nn poco. La via è bella sia per l'ambiente che per la varietà di passaggi; mi sono piaciuti spt L3 e L4, mentre ho fatto più fatica a fare il primo passo di L5 (azzerabile) che il caminetto del tiro chiave. Discesa lunghissima, ma mi sono così divertita che mi sento di dire che la via vale tutta la fatica fatta.

Relazione qui e schemino qui.
Tutte le soste sono state riattrezzate l'anno scorso e sono su spit con anello di calata. S3 nn è di facile individuazione: è necessario salire un diedro sopra S2 e nn spostarsi a destra come riportato da altre relazioni. Discesa su Gran Finale: sufficienti corde da 50m.

 
 
 

COURMAYEUR 2016 3, CYCLING

Post n°1733 pubblicato il 29 Agosto 2016 da sillylamb
 

E) Vallone di Vertosan
Naturalmente nn poteva mancare la parte ciclistica della vacanza. Il giro mi è piaciuto, anche se i posti li conoscevo già. Bella la discesa dall'alpeggio Or de Fra: per la prima volta mi sono divertita anche in discesa. Grazie, Cannondale! Molto belli anche i sentieri, a parte l'ultimo che è decisamente troppo difficile per me.
Lunghezza: 34km, 1200m di dislivello
Tipo di itinerario: Itinerario su asfalto e sterrato (75%; carraecce e sentieri MC/S2)
Periodo consigliato: L'itinerario è in genere percorribile da giugno a ottobre. Io l'ho fatto venerdì 19-8-16 
Tempi di percorrenza: 4h30
Descrizione: parcheggiata l'auto nella piazza centrale di St Nicholas (1213m), ci si porta sulla SR26 che si imbocca verso sinistra. La si segue con saliscendi per alcuni km per poi prendere sulla destra la strada che sale a Vedun (1510m). Qui inizia lo sterrato che si segue toccando i vari alpeggi (Dzette, Nette Veuille, Or de Bard, Bard Damon) e ignorando 2 bivi sulla destra che portano al fondovalle. Toccato il punto più alto dell'itinerario (quota 2200m), una lieve discesa ci porta nei pressi dell'alpeggio Or de Fra da dove inizia una discesa a tornanti che termina nei pressi dell'alpeggio Fra e subito dopo a un ponte in fondovalle (1850m). Attraversato il ponte, prendendo a sinistra in breve si raggiunge Jovencan (acqua e punto ristoro). Tornati a ritroso, si percorre la strada che si mantiene sulla sinistra idrografica del vallone dapprima in leggera discesa, per poi risalire fino al Col du Joux (1930m; fontana). Senza scendere al lago, si imbocca sulla sinistra una pista forestale un po' inerbita che dopo un tratto un po' ripido in salita, corre nel bosco con andamento quasi pianeggiante, trasformandosi poi in sentiero (segnavia 17). Sfociati su una poderale, la si imbocca a destra in discesa, confluendo in breve su asfalto. Si scende a sinistra e, superato l'abitato di Vens, dopo un tornante, si imbocca a sinistra un sentiero. Ad un quadrivio seguire il segnavia 27 che in piano fiancheggia un rue senz'acqua. Il tracciato è stretto ma ciclabile. Giunti nei pressi di un torrente, occorre fare un breve tratto a mano per superare un breve tratto roccioso e un guado. Sull'altra sponda il percorso torna ad essere ciclabile e in breve si trasforma in strada sterrata. Prendere quindi un bivio a destra (segnavia 25): è un sentiero abbastanza tecnico che con stretti tornanti termina di nuovo sulla SR26. Imboccarla a sinistra e tornare al punto di partenza.

F) Da La Thuile al Colle Belvedere
Questa gita è stato un po' un ripiego. NN sapevamo bene dove andare e nn avevamo voglia di fare troppa strada in auto. Così abbiamo deciso per questo itinerario estremamente panoramico, anche se purtroppo in parte deturpato dagli impianti da sci. Peccato solo per il vento freddo che ha reso la salita decisamente faticosa e mi ha lasciato così intirizzita che una volta arrivata all'asfalto, avevo solo voglia di scendere velocemente e quindi nn l'ho più mollato. Mi è dispiaciuto perchè raggiungere la colle del Piccolo S. Bernardo in bici era una cosa che mi affascinava e così me la sono goduta proprio poco.
Lunghezza: 28km, 1200m di dislivello
Tipo di itinerario: Itinerario su asfalto e sterrato (60%; carraecce MC)
Periodo consigliato: L'itinerario è in genere percorribile da giugno a ottobre. Io l'ho fatto domenica 21-8-16 
Tempi di percorrenza: 4h
Descrizione: parcheggiata l'auto all'imbocco del paese di La Thuile (1480m), si inizia a pedalare lungo la strada che porta a Le Joux. Si passa davanti alla cabinovia e poco dopo si imbocca a destra una strada sterrata che sale fino a Les Suches (2140m). Ora la strada si fa per un breve tratto asfaltata e risale tra case sparse, per poi tornare sterrata e condurci con pendenze minori e qualche saliscendi al colle Belvedere (2575m). Si scende a sinistra raggiungendo la stazione a monte di uno skilift che si segue in discesa per poi imboccare a destra una pista inerbita che sfiora il Lac Longet e scende fino al Colle del Piccolo S. Bernardo. Si scende quindi su asfalto fino a tornare a La Thuile.

 
 
 

COURMAYEUR 2016 2, HIKING

Post n°1732 pubblicato il 26 Agosto 2016 da sillylamb
 

c) Tra escursionismo e alpinismo: il Gran Tournalin
Dopo 2 vie di roccia, il programma originale prevedeva un'uscita su ghiaccio, ma dopo la fatica alla Pyramid du Tacul nn avevo tanta voglia nè di avvicinamenti eterni nè di sveglie antelucane. Così per nn proporre a RV un'escursione che mi sembrava un po' riduttiva, ho optato per il Gran Tournalin, cima che era stata al centro di infinite chiacchiere con un amico di mio padre perchè se la cima Sud è un'escursionistica, la cima Nord richiede doti alpinistiche. Certo che portarsi su la corda per fare una cresta lunga sì e no 60m nn è proprio il massimo. Cmq l'abbiamo fatto per scoprire che di corde ne sarebbero servite ben 2: manca l'ancoraggio per la doppia che si fa su spuntone, però poi è impossibile tirar giù la corda che a me sarebbe servita per superare il successivo passo di III, solo 6-8m in mezzo a una marea di sfasciumi. Quindi ci siamo fermati all'intaglio, alla cima Nord è arrivato solo S che ha passo più sicuro. Per me cmq è fatto e RV era concorde; ha commentato: "Fosse almeno una bella cima... Invece è un ammasso di sfasciumi..."
Regione: Val d'Aosta, Valtournenche
Località di partenza: uscita A5 Chatillon; si risale la Valtournenche fino al comune omonimo dove si prende a destra per Cheneil (2023m)
Meta: Gran Tournalin (3370m la Cima Sud, 3379m la Cima Nord)
Dislivello: 1400m circa
Punti di appoggio: nessuno
Periodo:l'itinerario è percorribile da luglio a ottobre;  io l'ho fatto mercoledì 17-8-16
tempo di percorrenza: 3h30 solo salita
cartografia Kompass
Tipo di percorso: itinerario parzialmente ad anello su sentieri ben segnati
Difficoltà: EE per la cima sud, PD per la cima Nord
attrezzatura necessaria: imbrago e 2 spezzoni di corda, una da 40 e uno da 15m
Presenza di acqua lungo il percorso: no
Itinerario: Parcheggiata l'auto nell'apposito piazzale, si sale a Cheneil per mulattiera. Qui si imbocca il sentiero 30 che sale in diagonale nel boco. Trascurata la deviazione sulla destra per il santuario della Clavalitè, si compie un lungo traverso per prati. Al bivio successivo occorre tenere la destra e salire su una morena ormai inerbita fino a raggiungere la conca che ospitava l'antico ghiacciaio. Qui il paesaggio si fa più selvaggio e si procede su pietraia, talvolta sui resti dell'antico sentiero lastricato che conduceva fino in vetta. Si supera un ricovero in pietra e si raggiunge il colle tra il Petit e il Gran Tournalin. Si inizia quindi a seguire il filo di cresta verso sinistra, tra grossi massi, aiutati dai numerosi ometti. Si supera il così detto Mauvais Pass (tratto esposto, assicurato con catene) e si prosegue fino alla spianata sommitale della cima Sud. Si percorre la cresta per poche decine di metri fino a dove precipita verso un intaglio. Si fa una doppia di circa 15m su spuntone, poi si traversa brevemente sul lato della Valtournenche per poi cambiare versante
 e superare un breve passo di III (6-7m; chiodo utile per la discesa). Da qui per sfasciumi in breve in vetta.
Discesa: rimontata la paretina dove si è effettuata la calata (III-II; no punti di assicurazione; utile usare la corda lasciata in precedenza) si segue lo stesso itinerario fino all'ultimo bivio. Qui si imbocca il sentiero 29 che risale brevemente per poi scendere con strette svolte sulla sinistra idrografica di un torrentello fino a raggiungere la spianata dove sorge Cheneil. Raggiunto l'abitato, in breve all'auto per il percorso dell'andata.

D) Panorami inaspettati e miniere alla cima Creya
Alla fine della vacanza l'idea dell'uscita su ghiacciaio riprendeva interesse, ma S ha iniziato a lamentarsi della caviglia. In fondo in 10gg abbiamo fatto ben 7 uscite. Così di nuovo abbiamo ripiegato sull'escursionismo. Deludente il lago di Money, mentre il panorama ha davvero saputo stupirmi: si allargava ad ogni passo e alla fine spaziava a 360° su tutti i 4000 della valle, dal Cervino al Gran Paradiso, passando dal Bianco e dal Rosa.
Regione
: Val d'Aosta, Valle di Cogne
Località di partenza: uscita A5 Aosta Ovest; si risale la valle fino a Cogne dove si prende a destra per Gimillan (1787m)
Meta: cima creya (3025m)
Dislivello: 1300m circa
Punti di appoggio: nessuno
Periodo:l'itinerario è percorribile da luglio a ottobre;  io l'ho fatto lunedì 22-8-16
tempo di percorrenza: 5h30 per l'intero giro
cartografia Kompass
Tipo di percorso: itinerario ad anello su sentieri ben segnati
Difficoltà: E
Presenza di acqua lungo il percorso: no
Itinerario: Parcheggiata l'auto
 all'ingresso del paese, si prende il sentiero con segnavia 4 indicato come "panoramica" che sale nei prati alle spalle delle case. Si ignora un primo bivio a destra, si raggiunge una cappelletta e si ignora il bivio successivo a sinistra. Il sentiero scende ora brevemente raggiungendo un ponte (1940m) superato il quale si entra nel vallone di Grauson che si risale lungamente sulla sinistra idrografica. Raggiunta una croce con palina segnaletica (1h30), si prende il sentiero a destra che per prati raggiunge in breve il lago di Money (30'; 2558m). Prima di arrivare al lago, si piega a destra a rimontare un ripido costone erboso fino a giungere in cresta. La si segue brevemente verso sinistra fino in vetta (1h).
Discesa: ci si abbassa nel versante opposto fino a raggiungere la conca di Licony dove sorgeva la vecchia miniera e i vicini fabbricati di Colonna (2400m). Il sentiero taglia ora a mezza costa (breve tratto franato attrezzato con catene; qualche pezzo un po' esposto), si ignora un bivio a sinistra che scende a Montroz e si entra nel bosco. Ci si abbassa ora con più decisione e, in corrispondenza di un impluvio, si trascura il bivio a destra e si prosegue nella medesima direzione. Giunti in un bosco la pendenza diminuisce e il sentiero si fa meno evidente, ma le frecce gialle ci guidano facendoci in breve tornare al ponte a quota 1940m. Da qui a Gimillan per il percorso fatto all'andata.

 
 
 

COURMAYEUR 2016 1, CLIMBING

Post n°1731 pubblicato il 25 Agosto 2016 da sillylamb
 

A) Velociraptor in compagnia
Qualche tempo fa RV mi ha chiesto perchè io nn ripeta mai una via. In realtà nn è che ci sia proprio un perchè, è una cosa che ho iniziato a dire quando ho cominicato ad andare in montagna da sola e poi è diventata una delle cose che la gente si aspetta da me, un pezzetto della mia maschera. Perchè tutti indossiamo una maschera. Il mio vantaggio è che a me la mia maschera piace molto. Cmq parlando con lei mi sono accorta che questa è solo una parte della verità. All'inizio questa cosa è nata per la mia ansia di vivere: ci sono così tante montagne nel mondo che se inizio a tornare dove sono già stata, nn riuscirò mai  vederle tutte. In realtà ora questa ansia si è un po' mitigata ed è subentrata la paura della delusione. Ho una buona memoria e spesso conservo dei buoni ricordi di posti che col passare del tempo si sono trasformati e ho paura di rimanere delusa se dovessi tornarci. La ferrata che sale al Monzino ne è l'esempio lampante. E' stata la mia prima ferrata, una sorta di battesimo della roccia a 9 anni e ne conservavo un ricordo particolare, forse legato all'età di allora, di una via abbastanza impegnativa con caminetti e una semplice catena. La ferrata è stata rifatta qualche anno fa e secondo me è uno scempio: una fila ininterrotta di scalini metallici che rendono di certo la progressione più agevole, ma secondo me hanno snaturato la montagna. Insomma, l'avvicinamento nn mi è piaciuto per niente. In montagna c'è posto per tutti, perchè inventare scorciatoie semplicemente per portare più gente in un rifugio? La mia nn è presunzione, ma semplicemente rispetto per la montagna.
La via invece è carina. Protetta nei punti giusti, mai eccessivamente difficile, in un bell'ambiente. La cosa più buffa è che siamo arrivati per primi all'attacco; eravamo 4 cordate (io e S, RV e CdS, Rello e 3 amici) e subito dopo sono arrivate altre 3 cordate. S è partito per primo, legando male una delle due mezze; quando me ne sono accorta, gliel'ho urlato e magicamente dietro di noi si è fatto il vuoto.

Relazione qui 

B) Prima volta sui satelliti del Bianco, via Ottoz alla Pyramid du Tacul
Per il giorno dopo Rello e amici avevano in programma l'Aiguille Croux con pernottamento al Monzino. Nessuna delle vie però mi convinceva: la normale mi sembrava troppo banale, mentre la via Ottoz era troppo difficile e nemmeno su buona roccia. Così alla fine della Velociraptor ci siamo salutati e noi siamo tornati a valle. Il giorno dopo abbiamo preso la famosa skyway. NN avrei mai immaginato di prenderla al primo anno di funzionamento. Di certo è più comoda della precedente, anche se il fatto che ruoti su se stessa, io l'ho trovato abbastanza irritante. Notte al Torino e alle 4 colazione. Meta: la Pyramid du Tacul. Solita alba spettacolare sul Dente e poi arriviamo nei pressi del nostro sperone. Visto da sotto, sembrava il più brutto e il più basso di tutti satelliti, nulla a che vedere con la svettante eleganza del Grand Capucin. NN so se sia offeso per quest miei pensieri, ma si è rivelato molto più duro del previsto. Innanzitutto per arrivare all'attacco bisogna passare la terminale su un ponte di neve dall'aspetto per nulla rassicurante. Poi la via nn era così di immediata lettura. Le relazioni parlavano di III, ma io di III ne ho fatto ben poco. Nulla di veramente difficile, ma sono arrivata su ben stanca. Nemmeno le doppie sono state di facile reperimento. Mi è sembrato di farne ben di più di quelle previste e talvolta su cordini marciotti; credo che se fossimo stati in altra situazione, nn ci saremmo mai calati su cose del genere. Inutile dire che abbiamo perso la funivia, per cui abbiamo trascorso un'altra notte al Torino e mentre ci tornavamo mi chiedevo se Bonatti nn avesse mai avuto lo sconforto. Il che nn vuol dire sdraiarsi sul ghiacciaio ad aspettare la morte, ma chiedersi perchè bisogna sempre cacciarsi in situazioni così faticose. In realtà già la mattina la dopo, guardandoci indietro, eravamo tutti concordi di aver vissuto una bellissima avventura, una di quelle che si ricordano per tutta la vita.

Relazione qui e schemino qui e qui 

 
 
 

16Bis: ALLALINHORN PER LA CRESTA EST

Post n°1730 pubblicato il 11 Agosto 2016 da sillylamb
 

Bonatti diceva: "La montagne mi hanno insegnato a essere onesto con me stesso, a nn barare". C'è una profonda verità in queste parole. Avevo tentato l'Allalinhorn qualche anno fa con gli sci. Dopo uno Stralhorn glorioso, avevo mancato la cime per 100m causa stanchezza e maltempo incipiente. Lì per lì mi ero detta che era come se l'avessi fatto. Però mi era rimasto qualcosa dentro, sentivo che nn ero stata onesta nè con me nè con la montagna. Così lo scorso we ho deciso che era il momento di chiudere il cerchio. Siccome io nn ripeto, ho deciso di salirlo dall'altro versante, lungo la Hohlaubgrat. La prima considerazione è che d'inverno l'ambiente è sicuramente più bello. La seconda è che nemmeno lassù la maleducazione viene lasciata a casa; in fondo portarla nello zaino nn pesa. Forse ho sbagliato io a scegliere uno dei 4000 più facili e brevi nel primo we di agosto, ma dopo un'ora e mezza di coda per fare gli ultimi 50m con le cordate che nn rispettavano l'ordine di arrivo, sinceramente mi era passata tutta la poesia. Quindi giusto una foto in vetta e poi giù. Mi è dispiaciuto ma cmq il cerchio è chiuso.

I GIORNO, SALITA AL RIFUGIO
Regione
: Svizzera, Vallese
Località di partenza: A26 fino a Gravellona Toce; proseguire fino al confine di stato, salire al passo del Sempione, scendere a Briga, proseguire per Visp, quindi prendere a sinistra e risalire la valle fino a Saas Fee.
Da qui è possibile portarsi in quota con gli impianti di risalita. Noi abbiamo scelto di prendere la cabinovia che conduce a Plattjen (2570m; 25CHF solo salita)
Meta: Britanniahutte (3030m): di proprietà del CAS, è aperta con servizio di alberghetto da metà marzo a fine maggio e da metà giugno a metà settembre; dispone di 134 posti letto; 65CHF la mezza pensione, standard di pulizia buoni, cena discreta
Dislivello: 500m
Punti di appoggio: bar a Plattjen
Periodo:l'itinerario è percorribile da fine giugno a inizio ottobre; io l'ho fatto sabato 6-8-16
tempo di percorrenza: 2h solo salita
cartografia Kompass 
Tipo di percorso: traversata d'alta montagna con attraversamento di nevai e brevi tratti attrezzati
Difficoltà: EE 
Presenza di acqua lungo il percorso: no
Itinerario: Da Plattjen si imbocca un sentiero che taglia la montagna a mezza costa. Si ignora un primo bivio a destra per il mittaghorn e 2 successivi a sinistra. Manetnendo sempre la medesima direzione si raggiunge un pianoro dove sorgono alcuni laghetti glaciali e si rimonta un ultimo pendio nevoso che conduce alla capanna.

II GIORNO: LA VETTA
Località di partenza
: Britanniahutte (3030m)
Meta: Allalinhorn (4027m)
Dislivello: 1100m
Punti di appoggio: nessuno
Periodo:l'itinerario è percorribile da fine giugno a settembre; io l'ho fatto domenica 7-8-16: ghiacciaio in buone condizioni, crepacci per lo più chiusi e ponti di neve ben portanti, ottima traccia. Tantissima gente sul percorso. Sconsigliato nei we per l'affollamento.
tempo di percorrenza: 5h salita e discesa (partenza alle 4.50; alle 9.20 eravamo a quota 3970; 11.20 in vetta; 13 al Metroalpin)
Equipaggiamento: normale da ghiacciaio (corda, imbrago, picozza, ramponi)
Tipo di percorso: traversata su ghiacciaio
Difficoltà: PD + (pendii fino a 40°, crepacci, rocce fino II+ ma attrezzate con fittoni utili per l'assicurazione)
Itinerario: dalla Britanniahutte si imbocca un sentierino che scende in direzione sud ovest. Si lascia la traccia che porta allo Stralhorn e si piega a destra mettendo in preve piede sull'
Hohlaubglatscher che si risale tenendosi sulla destra con ampio giro verso sinistra. Si affornta un pendio più ripido portandosi a una sella a quota 3597m. Da qui si segue fedelmente la cresta nevosa fino a quota 3970m dove si trovano delle roccette da risalire (II+). Un ultimo tratto quasi pianeggiante conduce alla croce di vetta.
Discesa: dalla cresta si scende verso sinistra lungo la via normale. Si raggiunge il feejoch (3825m), si passa tra seracchi e crepacci sempre su ottima traccia fino a raggiungere le piste. Da qui in breve alla stazione a monte del Metroalpin che ci riporta in breve a SaasFee  

 
 
 

IN PUNTA DI PIEDI SUL CORNO STELLA

Post n°1729 pubblicato il 01 Agosto 2016 da sillylamb
 

Ennesimo we di maltempo sulle Alpi di questa strana estate che ti fa schiattare di caldo in città ma nn ti regala niente nel we. Annullata pertanto la prenotazione alla Britanniahutte, mi ritrovo col solito problema: che si fa? Il solito studio delle mappe meteo rivela una finestra nel cuneese. NN è vicino, ma decidiamo di crederci. In fondo il Corno Stella era uno dei posti dove volevo andare a mettere il naso. Anche questa volta l'abbiamo indovinata.
Sabato saliamo al rifugio Bozano su buon sentiero in 2h15 sotto uno zaino che pare un macigno. Solo l'anfiteatro dove sorge, chiuso da imponenti pareti di roccia, per me merita la salita. Prima di cena abbiamo un po' di tempo e lo passo su una sdraio al sole sfogliando il libro delle arrampicate della zona e pensando che sto vivendo la vita che voglio. La cena è buona, la notte discreta. La mattina dopo c'è vento e qualche nuvola ci fa temere che le previsioni fossero sbagliate, ma gli arrampicatori partono e lo facciamo anche noi. La via scelta è la più facile di tutte: la de Cessole, classificata D, prevalentemente III, qualche passo di IV e uno di IV+. So che sono difficoltà che fanno ridere i polli, ma sono quelle su cui mi muovo meglio, a volte mi sembra quasi di essere elegante o di danzare. Cmq nn conosco la roccia e decido di partire da lì. Che poi è anche la prima via aperta su quella meravigliosa lama di roccia. L'itinerario mi piace molto. Il traverso di III (che S nn ha protetto per niente) è un bellissimo viaggio nel cuore della parete. Sostare sulla vena di quarzo è emozionante. Dalla cima guardo le altre guglie e cerco di immaginare quale sarà la prossima. Perchè è un posto dove bisogna assolutamente tornare. Un po' noiose le doppie (ma si sa che io detesto la discesa, in qualunque forma si svolga) e poi giù fino al Gias delle Mosche dove si aprono le cataratte del cielo proprio mentre stavamo per salire in auto. Ottima cena a Cuneo. Un we perfetto.

RELAZIONI:
- questa è un po' datata, ma segue l'itenarario corretto
- questa è più recente, ma all'altezza di S7 esce di via
Cmq l'itinerario è chiodato dove serve, noi nn abbiamo usato nè nuts nè friends, giusto qualche cordino. Le soste ci sono tutte, quasi tutte fatte da 2 spit da collegare; si è rotto il cordone di S7 ma è facilmente sostituibile da una fettuccia. L9 è lunghissimo: o lo si fa in conserva o lo si spezza in 2 facendo una sosta su spuntoni o massi incastrati. Mezza da 50m sufficienti (l'ultima doppia è proprio a pelo, ma si arriva giù senza bisogna di utilizzare la sosta intermedia). 

 
 
 

UN PERTUSIO RUBATO AL MALTEMPO

Post n°1728 pubblicato il 28 Luglio 2016 da sillylamb
 

Per un errore nel prendere un appuntamento, ieri mi sono trovata disoccupata. S è presissimo col lavoro (secondo me prima o poi dovrà anche darci un taglio se nn vuol finire gravemente esaurito) e così mi sono accordata con RV per andare in Grignetta. Ovviamente ieri le previsioni erano confusamente instabili e alle 7.20 lei mi manda un messaggio: "Verso le montagne è tutto nero... Dici che ne vale la pena?" E io: "Ormai siamo sveglie e abbiamo gli zaini fatti. Proviamo." A Lissone pioveva e io mi sentivo abbastanza stupida. A Galbiate sul Cornizzole era bello, mentre la Grigna era avvolta dalle nubi. All'ingresso della Valsassina RV mi fa: "Continuiamo col piano A?" La realtà era che nn avevo un vero piano B e quindi si prosegue. Ai Resinelli il cielo è plumbeo ma se nn altro nn piove. Ci carichiamo gli zaini in spalla e si va. All'attacco i tuoni rumoreggiavano sopra le nostre teste e alle nostre spalle pioveva. Disfiamo le corde, prendiamo tempo... NN inizia a piovere e la sosta è proprio sopra di noi: si va, al limite ci caleremo. Invece finito il primo tiro, le nuvole si squarciano rivelando il cielo azzurro e noi finiamo la via. Devo dire di essere molto soddisfatta: nonostante fosse una vita che nn arrampicavo, me la sono cavata più che discretamente. Anche il tratto di V+ si è rivelato meno ostico del previsto e nn ho nemmeno tirato il chiodo. Un grazie infinito a RV che ha tirato tutto da prima e come sempre il meteo aiuta gli audaci!

Relazione qui e qui.

 
 
 

INSEGUENDO IL SOLE SULLA SBRINZROUTE

Post n°1727 pubblicato il 25 Luglio 2016 da sillylamb
 

Inizio a sviluppare una grave idiosincrasia verso l'estate. Credo sia uno dei sintomi del fatto che sto invecchiando, ma mai come quest'anno sono insofferente al caldo e alle zanzare. Se poi nei we di luglio (che è il mese principe per le alte quote), il meteo fa pure le bizze, ecco il quadro di una stagione di cui potrei benissimo fare a meno... Cmq come sempre tempo, cul e siori, i fà sempre chel che vol lori e così ho rinunciato al mio we arrampicatorio (e pensare che avevo pensato ai 2 capi dell'Italia, Bardonecchia e Piccole Dolomii, dicendomi che almeno da una delle 2 sarebbe stato bello; e invece no...) e dopo i soliti studi delle mappe metereologiche abbiamo deciso per un giro in MTB in Ossola: il tempo lì sembrava un po' meno peggio e nn saremmo stati distanti dalla SS, via di fuga in caso di intenso maltempo. In realtà come sempre alla fine il tempo è stato migliore del previsto: alla mattina cielo azzurrissimo, qualche scroscio nel pomeriggio ma per lo più brevi e nn particolarmente intensi. Il giro mi è piaciuto, tocca diverse frazioni dove il tempo sembra essersi fermato, collegate da mulattiere ancora in ottimo stato. Sono anche riuscita a visitare gli orridi di Uriezzo che era uno di quei posti che mi incuriosivano che per i quali nn c'era mai stata occasione: molto belli. E pur restando gravemente imbranata, con la bici nuova inizio a osare un po' di più.

Lunghezza: 53km, 900m di dislivello

Tipo di itinerario: itinerario su prevalentemente su asfalto e sterrato (30%, sentieri S1-S2)

Tempi di percorrenza: 5h per l'intero giro 

Periodo consigliato: l'itinerario è percorribile da marzo a novembre. Io l'ho fatta domenica 24-7-16

Descrizione: parcheggiata l'auto nella parte di bassa di Crevoladossola (VCO; 303m), nei pressi del ponte sul torrente Diveria, si inizia a pedalare in direzione Masera. Passati sotto la SS, si imbocca la strada asfaltata che conduce a Roledo tra i campi. Si sale alla parte alta del paese e, sempre su asfalto, si raggiunge Lomese (481m). Attraversato l'abitato, inizia lo sterrato, dapprima su strada e poi per mulattiera che lo collega a Pontemaglio. Mantenendosi alti, si affronta un breve tratto di mulattiera per poi confluire in una pista sterrata che corre a breve distanza dal Toce. Si raggiunge così Alpiano Inferiore dove una strada asfaltata secondaria ci accompagna fino a Alpiano Superiore. Poco prima di raggiungere il paese, si attraversa il Toce portandosi sulla destra idrografica e si continua paralleli a questo su pista inerbita a breve distanza dalla SS. Giunti nei pressi di una recinzione, ocorre attraversare un prato a sinistra, scavalcare un muretto e portarsi sull'asfalto che si segue brevemente verso destra per superare il Toce tramite un ponte. Su asfalto si raggiunge la località Cantoni dove ci si porta nuovamente sulla destra idrografica raggiungendo in breve Verampio. Qui si prende una sterrata sulla destra. Si passa nei prssi delle marmitte dei giganti, poi la strada inizia a salire. Si oltrepassa l'ingresso dell'orrido di Uriezzo Sud e dopo un tornante torna a farsi asfaltata nei pressi di una falesia. Si raggiunge così la SS all'altezza di Premia (723m), la si imbocca per poche decine di metri verso destra per lasciarla quasi subito per un sentiero che scende in un prato. Ci si porta sulla sinistra idrografica del Toce e, tramite una mulattiera nn ciclabile, ci si porta a Cagiogno dove si trova di nuovo l'asfalto. Ci si abbassa e, nei pressi di un ponte sul Toce, si prosegue dritto su pista dapprima asfaltata, poi sterrata, infine inerbita. Sempre proseguendo lungo la stessa, si arriva a Case Cini (885m) dove si attraversa il Toce per iniziare il percorso di ritorno che noi abbiamo fatto lungo la SS fino a Pontemaglio. Qui l'abbiamo lasciata immettendoci su una strada asfaltata secondaria. Senza entrare in paese, abbiamo bypassato una galleria e ci siamo portati a Canova dove abbiamo proseguito su sentiero che si rimmette su asfalto a poca distanza dal comune di Crevoladossola. Su asfalto si fa ritorno al punto di partenza.

Note: capisco che la descrizione possa nn essere molto esauriente. Se cercate la traccia gps, noi abbiamo fatto un mix di questi 2:
http://www.distrettolaghi.it/it/percorsi/mappa-percorsi-bicicletta-%E2%80%93-n5-percorso-del-toce-mtb 
http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/5039

 
 
 

ALLA MALGA DOSSO ROTONDO PER PROVARE LA NUOVA BICI

Post n°1726 pubblicato il 18 Luglio 2016 da sillylamb
 

NN ho mai amato la mia Syntesi. Secondo me era troppo grossa. L'acquisto della nuova però si è rivelato cosa molto complessa, tra misure del telaio, delle ruote e difficoltà a trovarla esposta. Evidentemente le donne che vanno in MTB sono davvero poche. Poi ho trovato un'offerta della Cannondale e ho deciso di prenderla a scatola chiusa, anche perchè avevo la testa il loop. E' arrivata un paio di settimane fa, blu e bellissima. Ci ho montato dei pedali da 70€, ci sono tornata a casa e poi l'ho messa in box, assorbite com'ero dalla preparazione al Bianco. Ora però era tempo di tirarla fuori e provarla. L'itinerario scelto era nelle Giudicarie, una zona che frequento poco (e visto il traffico al rientro, mi sono anche ricordata il perchè). Aveva lunghi tratti in asfalto perchè l'idea era di prendere confidenza su un terreno facile. Morale: io sono sempre imbranata uguale, la bici mi piace, l'itineraio invece si è rivelato molto deludente. Troppo asfalto ripido, chiuso nel bosco senza panorami; un po' meglio il tratto sterrato, ma era davvero così breve che nn ripagava di tutta la fatica fatta per raggiungerlo. Io poi nn ero particolarmente allenata e arrivata a Faserno avrei anche gettato la spugna. S in realtà ha insistito così tanto che piano piano ho concluso l'anello. Avesse insistito anche solo la metà settimana scorsa, credo proprio che il Bianco l'avremmo portato a casa.

Lunghezza: 42km, 1500m di dislivello

Tipo di itinerario: itinerario su prevalentemente su asfalto (90%); sterrato semplice (sentieri S1)

Tempi di percorrenza: 5h per l'intero giro 

Periodo consigliato: l'itinerario è percorribile da maggio a ottobre. Io l'ho fatta domenica 17-7-16

Descrizione: parcheggiata l'auto a Ca' Rossa (frazione di Storo, TN; 396m) nello slargo dopo il ponte sul Chiese, nei pressi della ciclabile, attraversare il ponte sul Chiese e imboccare il sottopasso. Inizia quindi la lunga salita che con infiniti tornanti conduce a Faserno (1436m). Seguire quindi le indicazioni per Malga Vacil, sempre su asfalto e in salita. Arrivati al bivio per il punto panoramico Dos della Cruz (1798m), finalmente la strada spiana. A breve distanza dalla malga Vacil, tenere la sinistra e raggiungere la malga Dosso Rotondo (1771m) dove termina l'asfalto. Si prende la mulattiera, nel primo tratto ripida e sconnessa. Si raggiungono così i prati sovrastanti e la traccia si allarga trasformandosi in una strada inerbita che conduce a quota 1942m. Qui si confluisce su un'altra sterrata che va imboccata verso sinistra, in discesa. A breve la strada si fa cementata e poi asfaltata e conduce a Riccomassimo. Sempre in discesa, si raggiunge Lodrone nel fondovalle. All'incrocio con la SS, prendere a destra per poche decine di metri, poi imboccare la prima strada a sinistra che, oltrepassato il Chiese, incontra la ciclabile. Seguirla verso sinistra fino a far ritorno al punto di partenza.

 
 
 

INSALATA DI GRANO SARACENO

Post n°1725 pubblicato il 16 Luglio 2016 da sillylamb
 

Un po' di tempo fa mi era capitato tra le mani l'ultimo libro di K. Ishiguro, "Il gigante sepolto". Ambientato nell' Inghilterra post-arturiana che è un periodo che mi ha affascinata molto durante l'adolescenza, l'ho trovato molto delicato ed evocativo. Così ho pensato di leggere qualcosaltro dello stesso autore e ho scelto "Quel che resta del giorno": le recensioni parlavano di capolavoro e mi piaceva che anche quello ruotasse intorno al ruolo della memoria. Mi è piaciuto molto meno, l'ho trovato lento e a volte faticoso. Un libro da centellinare quando si ha un po' di tempo. E' un libro triste, ma la parte finale risulta molto poetica. E cmq tratta di argomenti profondi, per cui forse si meriterebbe una lettura da parte di tutti.

Bisogna essere felici. La sera è la parte più bella della giornata. Hai concluso una giornata di lavoro e adesso puoi sederti ed essere felice.
[...] Dovrei smettere di pensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. Dopotutto che cosa c'è mai da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato?

Ingredienti (per 2 persone): 100g di grano saraceno, 100g di prugne, 150g di pomodorini, 100g di mozzarella, menta, crescione, scorza di limone, olio, sale
Preparazione: lessate il grano saraceno in acqua bollente salata per il tempo indicato sulla confezione; scolarlo e farlo raffreddare. Tagliare a pezzetti le prugne, i pomodori e la mozzarella. Tritare le erbe con la scorza di limone. Unire tutti gli ingredienti in una ciotola, profumare con il trito aromatico, completare con l'olio e lasciar riposare qualche ora l fresco prima di servire. 

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: sillylamb
Data di creazione: 26/01/2006
 

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Le montagne sono le preghiere di Dio

 

LE MIE MONTAGNE IN LOMBARDIA (2008-2013)

Provincia di Lecco:
- Grignone per la cresta di Piancaformia (alpinismo invernale)
Giro delle Grigne
- Zucco Sileggio

Provincia di Sondrio:
Pizzo Olano (scialp)
Salmurano (scialp)
- lago del Truzzo
- Surettahorn (scialp)
Bernina (alpinismo)
- bivacco Colombo, Palon de la Mare, monte Vioz (alpinismo)
Disgrazia (alpinismo)
- Gran Zebrù (alpinismo)
- Forcellino (scialp)
- Passo Porcile (scialp)
- il bivacco Ca' Bianca (scialp)
- Da Isola a Frondaglio (ciaspole)
- il lago di Colina (MTB)
-  il Cevedale (alpinismo)

Provincia di Bergamo:
- Bronzone
- Sasna (scialp)
- Mte Misma
Traversata delle creste della Presolana (alpinismo)
- Araralta e baciamorti (ciaspole)
- Pizzo Arera

Provincia di Brescia:
- Adamello (scialp)
- Monte Carone
- Guglielmo (ciaspole)

Provincia di Varese:
- Mte Settetermini (MTB)

 

LE MIE MONTAGNE IN LOMBARDIA, 3

Provincia di Sondrio:
- Punta dgli spiriti (scialp)
Gole Cardinello e lago d'Emet
- Tambò (scialp)
- Cima pesciola (scialp)
- Meriggio (scialp)
- Alpe Bondeno (ciaspole)
- Tresero (scialp)
- Cassandra (scialp)
- Ferrè (alpinismo)
- Scalino (scialp)
- Dosdè (scialp) 

Provincia di Como:
- Bregagno (scialp)
- Cima Pianchette (ciaspole)
- Berlinghera 

Provincia di Bergamo:
- Pizzo delle Segade (ciaspole)
- anello dei Campelli
- Vodala by night (scialp)
- Pizzo del Becco 

Provincia di Lecco:
- San Primo (scialp)
- Legnone da Colico
- Resegone (ciaspole)
- Moregallo (per il canalone Belasa)
- Grignone in invernale 

Provincia di Brescia:
- Frerone (scialp)
- Monte Creino 

Provincia di Varese:
-
 Pizzoni Laveno & Mte Nudo
Piambello (MTB) 

 

LE MIE MONTAGNE IN VALLE D'AOSTA(2008-2009-2010)

LE MIE MONTAGNE IN VALLE D'AOSTA (2011 E SEGG)

- Saron (scialp)
- Oilletta (scialp)
- Col Chavacourt (scialp)
Cima di Creya
- Gran Tournalin
- Roccia nera e Gemello del Breithorn (alpinismo)
- Dome de Gouter (alpinismo)
- Mont Avic
- 2 itinerari con le ciaspole in valdigne: alpeggi Tirecorne e lago d'Arpy
- Spalla W Becca Trecare (scialp)
- Tour Ronde (alpinismo)
- Breithorn Centrale (scialp)
Roisetta (scialp)
- Bieteron (scialp)
- Zumstein (scialp)
- Cleve de Moula
- Gran Cima (scialp)
- Tsaplana
(ciaspole)
- Gran Pays (scialp)
- Croce di fana (ciaspole)
- intorno all becca di Viou
-  da Bard a Machaby
- 2 itinerari in MTB: lago Miserin e Pointe de Chaligne
-  colle Champillon (scialp)
- S. Ambrogio 2011: a piedi sulle mulattiere di Quart, scialp al colle della Croce, ciaspolata notturna all'alpe Arp Vieille
- lago di Zuckie
(ante)cima d'Entrelor (scialp)
- lago Cignana (MTB)
- Bivacco Gervasutti
- Nei valloni di Leviona e Pesson 

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE (2006-07)

PIEMONTE:
Verbano-Cusio-Ossola:
- il rifugio Maria Luisa e il Grieshorn (ciaspole)
- Massa del Turlo
- l'anello di Pogallo
- Pizzo Diei e Monte Cistella
- Corona dei Troggi (ciaspole)
- Monte Massone
- Monte Cazzola (ciaspole)
Provincia di Biella:
- Monte Bo
Provincia di Torino:
-
Colma di Mombarone
Provincia di Alessandria:
- Monti Ebro e Chiappo (ciaspole)
- Monte Tobbio

LIGURIA:
Provincia di Savona:
- L'anello del Beigua
- L'anello del Monte Sordo
- L'anello di Finale
- Da Varigotti a Noli
Provincia di Genova:
punta Martin
il sentiero del Brugneto
- sui sentieri dell'ardesia: Monte Zatta e il Monte S. Giacomo
- Monti Reixa e Argentea

TOSCANA
- nelle foreste casentinesi: le cascate dell'acqua Cheta e il Monte Falterona

ESTERO
Francia:
- il mio Verdon: l'Imbut, il Breis e il Martel
- Cret de la Neige
- Le lac Blanc
Svizzera:
- Val di Campo: il rifugio Val Viola e la forcola di Cardan (ciaspole)
- Poncione d'Alnasca
- Traversata S. Carlo - Foroglio per la bocchetta della Crosa
- Il lago di Cama
- Monte Bar (ciaspole)
- La capanna Cremorasco e il Pizzo Corgella

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE (2008-09)

Piemonte
Provincia di Torino:
-
3 itinerari con le ciaspole dal rifugio Selleries: il lago Laus, il colle del Sabbione, il monte Orsiera
- il Rocciamelone
- il sentiero delle anime
- Punta Mariasco
Verbano-Cusio-Ossola:
- Alpe Veglia e dintorni
- Monte Togano

Emilia Romagna
Provincia di Piacenza:
- Monti Bue, Maggiorasca e Nero (ciaspole)
- Monte Alfeo
Provincia di Parma:
- traversata del parco dei 100 laghi
- Monte Orsaro

Liguria:
-
Manico del Lume (GE) e giro della Palmaria (SP)

Trentino Alto Adige:
Provincia di Bolzano:
- l'Ortles (alpinismo)

Toscana:
Provincia di Massa-Carrara:
- 2 ferrate nelle Apuane: il Monte Forato e il Pizzo Uccello

Estero:
Svizzera:
- capanna Gesero e Monte Marmontana
- Chuebodenhorn
- val Vergeletto, quota 2108
- Magehorn (scialpinismo)
- Piz Grevasalvas (scialpinismo)
- Capanna Poncione di Braga (ciaspole)
- Piz cadreigh (scialpinismo)
- Monte Fumadiga
- Pizzo Claro
- l'Adula (alpinismo)
Francia:
-
Fort de la Croix de Bretagne
- Mont Buet

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE, 3 (2009-2010-2011)

Estero:
Svizzera:
- Poncione di Valpiana (scialp)
- Cima dell'Uomo
- Nella valle dei Cani
Piz lagrev (scialp)
- Breithorn (scialp)
Piz Scalotta (scialp)
- Piz Uccello (scialp)
- Foisc (scialp)
- Piz Rondadura (scialp)
Marocco:
-
scialp sull'Atlante: Toubkal, Ras, Timesguida, colle quota 3850m nei pressi dell'Akioud
USA (California):
- Alta Peak
- Sierra Nevada Summit Lake
- Yosemite North Rim
- Sta Cruz Island

Trentino Alto Adige:
- Rifugio Trivena e Passo delle marmotte (ciaspole)
- Alpe di Villandro (ciaspole)
- valle del Ciamin
(ciaspole)
- ciaspole e torggelen: Cornetto e da Soprabolzano a Collalbo

Piemonte:
Provincia di Torino:
- Dormillouse (scialp)
- Testa di Money (alpinismo)
- Rifugio Mautino e Monte Corbiun (ciaspole)
- scialp e ciaspole in Valle Stretta: Colle di valle Stretta, col des Muandes, lago Verde, vallone di Rochemolles
Verbano-Cusio-Ossola
- Arbola
(scialp)
- Cima Valrossa (scialp)
- Mte Capio
Provincia di Vercelli:
- Monte Bo valsesiano (scialp)

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE, 4

Piemonte:
Provincia di Cuneo:
- Monviso (alpinismo)
- sentiero Frassati in Val Maira
- cima delle Rossette (scialp)
- Cima genova per la cresta Sigismondi (alpinismo)
Provincia di Torino:
- rifugio Jervis e Punta barant (ciaspole)
- Cima del bosco (scialp)
- Cima delle Liste (scialp)
Punta delle vallette (scialp)
Provincia di Novara:
- Mte Fenera (MTB)
VCO:
-
Corno orientale nefelgiù (scialp)
- Monte Faiè
- cima Jazzi (alpinismo)
Provincia di Biella:
- cresta dei carisey (alpinismo)

Emilia Romagna:
Provincia di Reggio Emilia:
- Monte Cusna

Trentino Alto Adige:
- rifugio Lancia e Col santo (ciaspole)
- Tra i masi della val Sarentino

Estero:
Svizzera:
-
Mte Gambarogno
- lago di Canee
- Palù (scialp)
- Bishorn (scialp)
- Punta di Stou (scialp)
- Piz Surgonda (scialp)
- Capanna campo tencia e lago Morghirolo (ciaspole)
Austria:
- Feldalphorn (ciaspole)
Francia:
- Dom de la Neige des Ecrins (alpinismmo)

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE, 5

Piemonte:
Provincia di Torino:
- Punta d'Almiane (scialp)
- Cavalcurt
- Forte di Foens (MTB)
- Roc Peirous (scialp)
- colle della battaglia (scialp)
- prato in fiera (scialp)
- Monte Lion (scialp)
Provincia di Cuneo:
-
Colle Ciaslaràs (scialp)
- Piovosa (scialp)
Provincia di Vercelli:
-
colle della piana (scialp)
- colle Piccolo Altare (scialp)
VCO:
- Corbernas (scialp)
giro dei 5 passi

Trentino Alto Adige:
Provincia di Bolzano:
- anello Brugger Schupfer (ciaspole)
- Laite Va Spiz (scialp)

Estero:
Norvegia:
- scialp alle Lofoten: Fagerfjellet e Stormheimfjellet
Svizzera:
- Septimerpass (MTB)
- Nadelhorn (alpinismo)
- Stotzigen fisten (scialp)
- Tallihorn (scialp)
- Chilchalphorn (scialp)
- Pigna d'Arolla (scialp)
- Strahlorn e Allainhorn (scialp)
- Generoso
Francia:
-
refuge de Gouter
Argentina:
- Cerro des los Cristales

 

LE MIE MONTAGNE ALTROVE, 6

Estero:
Svizzera:
- Chili Bielenhorn (scialp)
- Lucendro (scialp)
- Alphubel (scialp)
Piz d'Emmat Dadaint (scialp)
- Straffelgrat (scialp)
- Einshorn (scialp)
- Weissmies (alpinismo)
- Allainhorn, cresta Est (alpinismo)
- Piz Arpiglia (scialp)
- Piz Mezdì (scialp)
- Boshorn (scialp) 

Piemonte:
Provincia di Torino:
- colle delle Lance (scialp)
- Blegier (scialp)
- Giornalet (scialp)
VCO:
- Basodino (scialp) 
- traversata Veglia-Devero
- Mater & Margineta
alpeggi sopra Cannobio
Provincia di Cuneo:
- Chersogno (scialp)
- Oronaye (alpinismo)
- Colle della Lausa & anello Collalunga (scialp)
Colle Sagneres (scialp) 

Trentino Alto Adige:
- Presanella (alpinismo)
 

Veneto:
Provincia di Belluno:
- Pavione
Mont'Alt de Framont
Provincia di Verona:
- giro delle 5 cime
Monte Sparavero

 

PICCOLE SODDISFAZIONI

Anche se quello a cui tengo di più è la parte "alpinistica", qualcuno ha notato e apprezzato le mie ricette. Questo blog pertanto è segnalato su Petitchef.com

Ricette di cucina