Creato da tiger_papier4ever il 18/03/2009 |


AMADOU E MARIAM SENEGAL FAST FOOD
DEDICATO A CHI VIENE TRATTENUTO NEI C.I.E. PER LA SOLA COLPA DI ESSERE SENZA
DOCUMENTI![]()
IS THERE ANYBODY OUT THERE?
LA CENSURA SU YOU TUBE
LO SPOT CENSURATO
Erano due gli spot censurati ma questo mi sembra davvero pericoloso come contenuto...
direi che rischirebbe di fare pensare troppo!![]()
LONDON CALLING
MAU MAU CORTO MALTESE
FILMATO AUTOPRODOTTO
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POLITECNICO DI TORINO CONFRONTO NO TAV SI TAV
Questo articolo di Torino Cronaca fa un resconto monetario dell dispendio di soldi di questo weekend… La “scampagnata” dei No Tav di domenica è costata alla collettività la bellezza di due milioni e 250mila euro. Poco più, poco meno. Cifra confermata ieri da diverse sigle sindacali e indicata già domenica sera, seppur in modo approssimativo, da alcuni dirigenti di polizia presenti alla Maddalena. Michel Tell'Onestà, Luisa Dalla Costa liked this post
NO TAV, DOVE SONO I BLACK BLOC? ottobre 25, 2011 Tony
di Luca Mercalli – 24 Ottobre 2011 La Val di Susa risponde nel modo migliore ai giornali che per giorni hanno accostato gli scontri di Roma al movimento No Tav. In 20mila hanno manifestato pacificamente. I valsusini delusi dai giornali e da quel piano che cerca di ghettizzare il problema alta velocità Nei giorni degli scontri a Roma, i giornali (tutti i giornali) avevano parlato di black bloc addestrati in Val di Susa. Ieri, proprio dalla Val di Susa, è arrivata la risposta più bella: in 20mila hanno manifestato pacificamente contro la Tav. E infatti la notizia è sparita dai giornali…Alla fine ieri non è successo nulla… “Non è successo nulla di grave, di condannabile come peraltro era intendimento della cittadinanza valsusina proprio per rispondere alle provocazioni dopo i fatti di Roma. Al contrario, è successo qualcosa che forse stavolta avrebbe meritato le notizie sui giornali, perché migliaia di persone hanno saputo dimostrare la necessità di prendere in considerazione i problemi civili di una comunità in modo pacifico, anzi addirittura direi gioioso. Chi ha seguito la manifestazione avrà visto persone assolutamente normali, giovani, anziani, lavoratori, pensionati, tante donne, tanti bambini con musica popolare, con polenta e castagne arrosto, tutti fermamente convinti però che le istituzioni non devono soltanto limitarsi a condannare, quando capitano, fatti di violenza, ignorando la protesta. Quello che mi meraviglia è che molti politici hanno detto: “sì, il diritto a manifestare deve essere garantito”, ma è chiaro che nessuno manifesta soltanto per sentirsi dire: “bene, ti ho lasciato manifestare, e adesso che è finita tutto il mondo resta come prima”. Se si manifesta, è per esprimere un’esigenza e questa esigenza deve essere considerata, e lo sappiamo e lo ripetiamo da 20 anni. Questa esigenza è che sia data una risposta a tutte le criticità negative e di inutilità sollevate da questa opera. Finché la politica non si decide a dare una risposta precisa e non propagandistica ai dubbi sulla necessità di questa opera, la gente continuerà a scendere in piazza e a manifestare.” Da Valusino come aveva reagito ai titoli dei giornali che accostavano Black bloc e No Tav? “Questa è una cosa grave, bastava una risata per reagire a una panzana di questo genere, in una valle turistica, a poche decine di chilometri da Torino, sembrava che ci fossero i campi di addestramento dei talebani come in Afghanistan, ma per favore! Facciamoci una risata!” Anche i giornali storicamente più vicini ai movimenti e ai bisogni reali della gente pare vi abbiano abbandonato. Hanno titolato per primi il connubio “No Tav – Black bloc”. I valsusini si sentono traditi? “Molto, ma questa non è una novità, ci sentiamo traditi ormai da decenni. La gente si sente ghettizzata e si sente oggetto di un piano ormai assolutamente preordinato per scoraggiare ogni tipo di riflessione civile su questo problema”. E adesso? Cosa vi aspetta? “Direi che forse uno dei momenti più interessanti che abbiamo davanti a noi è il convegno al Politecnico di Torino previsto per il 4 novembre alle ore 18, nel quale due tecnici No Tav si confronteranno con due tecnici Sì Tav. Un dibattito rigorosamente in un’area neutra qual è una grande università tecnica, nessun politico ammesso a porre domande, semplicemente un confronto basato sui fatti, sui numeri e sulle simulazioni di quest’opera.” |

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