Bagliori convessi…

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Quella fanciulla in orbita carica di fuoco bianco,
che i mortali chiamano Luna,
scivola luccicante sul mio pavimento simile a vello,
dalle brezze di mezzanotte sparse;
E dovunque il battito dei suoi piedi invisibili,
che solo gli angeli sentono,
può aver rotto la trama del tetto sottile della mia tenda,
Le stelle fanno capolino dietro di lei e scrutano;
E rido nel vederli turbinare e fuggire,
Come uno sciame di api dorate,
Quando allargo lo squarcio nella mia tenda costruita dal vento,
Finché non calmi i fiumi, i laghi e i mari,
Come le strisce di cielo cadute attraverso di me in alto,
Sono pavimentate con la luna e queste.

Sono la figlia della Terra e dell’Acqua,
e la nutrice del Cielo;
Passo attraverso i pori dell’oceano e delle rive;
Cambio, ma non posso morire.
Perché dopo la pioggia quando non ha mai una macchia
Il padiglione del cielo è nudo,
E i venti e i raggi del sole
con i loro bagliori convessi
costruiscono la cupola blu dell’aria,
io rido silenziosamente del mio stesso cenotafio,
e dalle caverne di pioggia,
come un bambino dal grembo materno,
come un fantasma dalla tomba,
mi alzo e lo ricostruisco di nuovo.

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