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I GUARDIANI DEI NOSTRI GIARDINI

Post n°545 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da amazzoneperforza

Una casa privata di Maggia ospita uno dei rarissimi centri specializzati in Svizzera nella cura e nel salvataggio dei ricci. Questi simpatici animali, tanto fragili ed indifesi lungo le strade, svolgono un ruolo molto utile nel ruolo di “guardiani” dei nostri giardini.

 

Squilla il telefono. Risponde Alex Andina. “Ha trovato un piccolo riccio? Mangia? Si muove? Uhm, lo tenga al caldo, in una scatola tranquilla e gli metta a disposizione una bacinella d’acqua ed un po’ di cibo per gatti o cani”, spiega Andina che, al pari di Elsa Hofmann-Perini, è fondatore, gestore e anima del Centro per la cura dei ricci di Maggia, villaggio dell’omonima valle poco a nord di Locarno.

“Se non dovesse mangiar nulla entro domani, ce lo porti che proveremo ad occuparcene noi”, dice alla signora all’altro capo del filo che telefona dal sud del Canton Ticino. Ogni giorno il centro di Maggia riceve tra 10 e 20 telefonate del genere provenienti dalla Svizzera italiana e dal Nord Italia.

A volte i ricci ritrovati dalla popolazione, persi, sfiniti o affamati, si riprendono rapidamente e possono essere liberati direttamente sul posto. Spesso però, specialmente in caso di ferimenti, un “ricovero” più o meno lungo presso il centro di Maggia si rende inevitabile.

Dalla sua apertura a fine 2001, il centro ha già accudito e successivamente re-inserito in natura circa 2000 ricci.

Una clinica molto vivace

Alex Andina e Elsa Hofmann-Perini vivono circondati dalla simpatica baraonda creata dalla loro vivacissima dozzina di cani e gatti. Al momento della nostra visita, la loro casa ospita anche una settantina di ricci. Questi ultimi sono sparsi in diverse zone della casa e del giardino in funzione del loro stato di salute. I cani ed i gatti di casa hanno imparato ad ignorare questi altri numerosi ospiti e, soprattutto, …i loro aguzzi aculei.

Al primo piano, in cucina e nel soggiorno trovano posto le gabbie di quelli più malandati e dunque più bisognosi di cure. Nello scantinato vivono quelli in convalescenza che necessitano però ancora di un rifugio al caldo. E nei box esterni quelli più fortunati, quasi pronti a lasciare il centro o ad entrare tranquillamente in letargo. Medicine, siringhe, minuscole bilance e strumenti sanitari si trovano un po’ ovunque.

“La degenza media dei ricci presso il nostro centro è di circa un mese, ma ovviamente molto dipende dalle loro condizioni”, rileva Elsa Hofmann-Perini. In alcuni casi alcune infusioni di vitamine o glucosio e un po’ di riposo bastano a farli riprendere. In altri, i trattamenti con antibiotici contro le infezioni e l’eliminazione di zecche, pulci o vermi necessitano di più tempo.

“Non sempre però riusciamo a salvarli”, aggiunge Andina. “Tra i loro più grandi nemici figurano le auto, che ogni anno in Europa ne schiacciano quasi un milione, e i decespugliatori (i cosiddetti zecky-boy), all’origine di terribili mutilazioni”. I ricci hanno infatti spesso il loro nido diurno sotto o nei cespugli, dove allevano anche i loro piccoli.


Utili in orti e giardini

Tradizionalmente, questi “pungenti” animaletti abitano le campagne, le zone cespugliose ai margini del bosco o le legnaie, costruendosi dei nidi d’erbe o foglie secche dove trascorrono l’inverno in letargo.

L’agricoltura moderna ed intensiva e l’urbanizzazione crescente del territorio hanno tuttavia notevolmente ridotto i loro spazi vitali originali. I ricci hanno così dovuto adattarsi a vivere negli agglomerati o nei loro dintorni, tanto che, come sa chi conosce le loro caratteristiche, sono divenuti graditi ospiti di orti e giardini.

Animali esclusivamente notturni (un riccio che s’aggira di giorno molto probabilmente sta male o si trova in grave difficoltà), sono voracissimi di insetti quali ragni, lombrichi, cavallette, coleotteri o chiocciole, di topi e di piccoli rettili.

Questa loro capacità di fungere da discreti “guardiani” notturni di orti e giardini dovrebbe convincere molti proprietari di spazi verdi a tollerare o addirittura facilitare il loro inserimento sul territorio. Ignoranza e abitudini errate, quali ad esempio quella di spargere prodotti chimici (insetticidi, diserbanti o concimi artificiali) in giardino, ostacolano però spesso irrimediabilmente la vita dei ricci.

“I giardini sterili non permettono la vita di nessuna specie”, sottolinea Elsa Hofmann-Perini. “Basterebbe dar spazio alla natura, lasciando qualche cespuglio qua e là e prevedendo degli abbeveratoi, perché ci pensino i ricci ad eliminare gli insetti che consideriamo dannosi”.


Marzio Pescia, swissinfo.ch

Associazione Amici del Riccio

 
 
 
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