Community
 
Boycott
   
 

Boycott ©®

Responsabilizziamoci:"Questo Mondo alla rovescia ci insegna a subire la realtà invece di cambiarla,a dimenticare il passato invece di ascoltarlo e ad accettare il futuro invece di immaginarlo.Vediamo di vivere e lavorare per un mondo 'altro' "

 

AMARCORD


 
 
Citazioni nei Blog Amici: 116
 

AREA PERSONALE

 

ULTIMI COMMENTI

Il chinotto recoaro il top!!! Peccato che questo prodotto...
Inviato da: Andrea
il 09/07/2014 alle 22:10
 
Grazzie!
Inviato da: L'île au trésor
il 07/08/2013 alle 11:32
 
La informazione da voi data non corrisponde alla verità dei...
Inviato da: Zingaro Carlo
il 07/05/2012 alle 00:40
 
Ma invece di perdere tempo con questo giocattolo senza...
Inviato da: Sergio
il 02/12/2010 alle 22:36
 
tante belle parole ma mi dispiace dirlo,TU NON SAI NEPPURE...
Inviato da: Sergio
il 02/12/2010 alle 22:23
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

silviathebest98smartolina0dglromu68tititta2010annushka14mariano6sbognostunis81pierparacadutepianojazz1977massacribelmare59luca051993valente_silviaelenapiovano
 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Boycott
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 33
Prov: VR
 

FACEBOOK

 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

 

« Siamo dei cartelloni pub...Non sono libri come altri »

Prima di comprare un gioiello...pensaci!

Post n°46 pubblicato il 16 Dicembre 2005 da Boycott
 
Foto di Boycott

Molte persone hanno in mente di regalare un gioiello per Natale ...si leggano bene qui di seguito di quale complicità rischiano di macchiarsi e si assumano le dovute responsabilità...oppure regalino qualcosa che non sia ingiusto...
  
Nel 1998 una banda di ragazzini di Londra, come il Financial Times ha definito gli attivisti di Global Witness, pubblica un rapporto in cui dimostra come i diamanti di contrabbando provenienti da Angola, Congo e Sierra Leone vengano acquistati dal monopolista De Beers , che dal 1934 controlla il mercato e la Borsa internazionale di Anversa con una politica commerciale molto semplice: acquistare tutti i diamanti per costituire immense scorte e tenere alti i prezzi . La De Beers ha agito in Africa in palese violazione delle direttive Ocse sul comportamento delle multinazionali in Paesi in guerra. 
  
Ovviamente l’azienda smentisce e sottovaluta l’impatto sull’opinione pubblica dell’inchiesta. E sbaglia. Il rapporto colpisce i media e il pubblico con due messaggi choccanti legati all’infanzia violata: i piccoli schiavi  dei ribelli obbligati a scavare a mani nude nei giacimenti  controllati dai ribelli e l’immagine dei bambini soldato della Sierra Leone armati grazie al traffico illegale dei diamanti, che infliggono terribili mutilazioni agli avversari.
  
Il termine “diamanti insanguinati”, si imprime in maniera indelebile nella mente di molti consumatori. L’anno dopo De Beers è costretta a investire 120 milioni di dollari in pubblicità  con la famosa campagna “un diamante è per sempre” , ma comincia a perdere colpi e quote di mercato. Le azioni, quotate a Johannesburg, perdono nel 2000 il 70%, nel 2001 la De Beers perde un terzo del mercato  e le prospettive di crescita, sotto i colpi della recessione, sono inferiori a quelle degli altri marchi del lusso. I “ragazzini” hanno lanciato nel frattempo la contro-campagna “un’amputazione è per sempre”  contro i diamanti insanguinati. Sono andati lontano, hanno tenuto un’audizione alle Nazioni Unite, hanno convinto il governo britannico e l’ambasciatore canadese all’Onu a sostenerli , hanno stretto un’alleanza con Amnesty e altre Ong impegnate a denunciare le atrocità dei conflitti africani e il silenzio dei media occidentali. Nel 2000 De Beers cambia politica su pressione degli azionisti e di tutto il sistema, dal comparto estrattivo al commerciale fino al manufatturiero, che teme un boicottaggio  come quello che ha rovinato l’industria delle pellicce vent’anni fa. De Beers rinuncia al controllo di tutto il mercato, sceglie di vendere parte delle sue scorte e accetta il dialogo con la società civile per arrivare a una certificazione delle pietre . Un esempio che ha indotto il mondo dei diamanti a cedere è quello di Global vision, una rete di chiese protestanti che ha minacciato di persuadere 36.000 coppie di fidanzati a rinunciare al classico solitario. Così, nel 2000, parte il “Kimberley process” nella città sudafricana dove partì nell’800 la corsa ai diamanti e dove la De Beers ha sede. 
   Purtroppo
un recente rapporto di Global Witness documenta che i “diamanti insanguinati” possono ancora essere venduti nei negozi occidentali
  
Gli addetti dell’ong britannica hanno passato in rassegna trenta gioiellerie delle quattro principali metropoli statunitensi scoprendo che su trenta ditte mondiali di gioielleria ben venticinque - tra cui Bulgari, Cartier e Harry Winston  - non hanno risposto alla richiesta dell’ong britannica circa le disposizioni riguardanti i diamanti provenienti da zone di guerra e come esse assicurano che non siano venduti nelle proprie catene di negozi. “I diamanti continuano ad alimentare conflitti, violazioni dei diritti umani e terrorismo” - ha commentato Corinna Gilfillan, portavoce di Global Witness. Ma le Ong, pur non accontentandosi, pensano di poter raggiungere il traguardo nei prossimi anni.

 Fonti: www.globalwitness.org/reports; www.unimondo.it;www.survival-international.org/it; www.debeers.com; www.amnesty.it; www.vita.it

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: Boycott
Data di creazione: 14/11/2005
 

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

 

TELEFONA GRATIS

immagineimmagine
 

LA TV SUL TUO PC

immagine
immagine
immagine
 

GIORNALI SUL TUO PC

immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine


immagine