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Confronto tra i giovani e la politica

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La filastrocca dell'elemosina

Post n°2601 pubblicato il 25 Marzo 2009 da Antalb
 

Attenti, è scoppiata la guerra dell’elemosina. Ci avete fatto caso? «Elemosina» è diventata la nuova parola chiave, il marchio d’infamia, il liquidatore rapido di ogni proposta. Il governo non ha fatto in tempo a presentare il piano di aiuti per chi perde il lavoro e già era arrivata la bolla epifanica della Cgil: «È un’elemosina». Sono stati velocissimi, davvero: roba che al confronto Speedy Gonzales è un tricheco. Probabilmente non avevano nemmeno letto fino in fondo il provvedimento, ma che importa? «Un’elemosina», e via. Il certificato di fetenzia, ormai, non si nega più a nessuno.
La social card? Un’elemosina di Stato. Il bonus per le famiglie? Un’elemosina di Stato. Il prestito per bebé? Un’elemosina di Stato. L’intervento sui mutui? Un’elemosina di Stato. E quello sulle bollette? Pure. Il contratto con gli statali? Va da sé: un’elemosina di Stato. L’elemosina è più trasversale di Mastella, più presenzialista di Crepet e salta fuori ormai con una frequenza da far invidia a Pippo Baudo in tv. Ne parlano tutti, dai radicali ai vecchi democristiani, da Berlusconi a Ferrero. C’è qualcosa che non ti va? È un’elemosina. C’è qualcosa che non ti piace? È elemosina. Ancora un po’ e, vedrete, i politici useranno la filastrocca anche per scaricare le amanti sgradite: «Ti lascio, sei solo un’elemosina...».
Vi dico la verità: non ho mai amato molto l’elemosina, ma a questo punto comincia a diventarmi persino simpatica. Ne parlano tutti così male che mi viene da pensare, non foss’altro per spirito di contraddizione, che bisognerebbe cominciare a dirne bene. Elogio dell’elemosina: perché no? In fondo dietro a tante prese di posizione contro gli aiuti, si possono leggere segni evidenti dello snobismo radical chic di chi i poveri li ha visti, al massimo, dalle finestre del salotto di casa Angiolillo.
A conti fatti non so se gli aiuti decisi per chi ha perso il lavoro siano un’elemosina. Così come non so se la social card e il bonus famiglie siano elemosine. Quello che so è che, un’elemosina dopo l'altra, mai erano stati fatti tanti interventi a sostegno delle famiglie e di chi è in difficoltà. Quello che so è che, per quanto i soldi siano pochi, è sempre meglio un governo che li mette in tasca di uno che li toglie, come erano soliti fare l’aspiratutto Visco e il suo sodale, Padoa-Schioppa, l’uomo per cui le tasse erano bellissime. E quello che so, infine, è