Creato da ansa007 il 19/10/2005

Grapewine

"Ogni momento accade due volte: all'interno e all'esterno, e sono due storie diverse" (Cit).

 

Passioni

Post n°454 pubblicato il 06 Gennaio 2017 da ansa007
 

Le passioni sono quelle robe che quando le vivi ti si illuminano gli occhi.

Ci sono passioni palesate, quelle che ti attraversano o quelle che si vorrebbero vivere.
A volte si lotta per far sì che possano essere realizzate. Altre volte sono là, come quei soprammobili inutili pieni di polvere, che a furia di guardarle diventano arredamento di quella stanza. Ci sono, sono date per scontato ma non si toccano. Inafferrabili. Le guardi da lontano quasi con reverenza perchè ormai sono diventate una reliquia archeologica, dei piccoli tesori che osservi da lontano e sorridi perchè ormai è passato tanto di quel tempo che è impensabile essere in grado di poterle vivere.
Ecco, il tempo...quella cosa che non puoi misurare se non sulla tua stessa pelle contando le prime rughe e contemplando un colorito che non è più vivace come prima. Quel nemico contro cui lottare perchè non è mai a nostro favore.

Alzi la mano chi ha mai avuto tutto il tempo che voleva per poter combattere una battaglia con tutto l'equipaggiamento necessario.
L'età ma non i soldi, il tempo ma non più l'eta, i soldi ma non il tempo. Fortunato è colui che ha tutti e tre elementi.

Poi ci sono le passioni inespresse, quelle che hai dentro e nemmeno le guardi in faccia per paura di conoscersi e non piacersi. Le passioni sono alchimie fatte di una materia non tangibile, difficile da lavorare.

Quest'anno vorrei tirarne fuori il più possibile dal mio cappello magico, infondo "gli appassionati sollevano il mondo, e gli scettici lo lasciano ricadere" (Cit. Albert Guinon) e io voglio fare tante, troppe cose.


 
 
 

Cambiamenti...

Post n°453 pubblicato il 04 Dicembre 2015 da ansa007
 
Tag: vita

Cambiare per tornare indietro. Cambiare per andare avanti. Sto davvero cambiando?
Essere adulti significa spesso prendere decisioni importanti, alcune più di altre condizionano pesantemente la vita, e così mi ritrovo con una e-mail in bianco davanti allo schermo da inviare entro le ore 13.
Ancora due anni di apnea, resisterò? Si dice che fare dei sacrifici porta sempre a dei risultati, ma io questa volta ho  tanta paura o forse è solo adrenalina che mi scorre nelle vene, come quando i giocatori d'azzardo puntano tutto su una scommessa. Ecco, sto scommettendo ancora una volta sulla mia vita e questa volta rischio di perdere totalmente la mia indipendenza.
Ci sono certe scelte che andrebbero seriamente ponderate e due giorni di tempo non bastano per prendere una decisione o forse è semplicemente la mancanza di coraggio che mi spinge a tergiversare, ma il tempo passa ed è giusto dare una risposta. Quanto sarebbe bello poter leggere per un attimo il futuro e sapere, quanto vorrei parlarne con un punto di riferimento che però non c'è e allora continuo a massacrarmi di domande, paure ed ansie ma non sono un oracolo e risposte non ne ho.
Forse sto sbagliando tutto o magari potrei finalmente realizzare quello che per anni ho studiato e poi accantonato, in fondo la vita è una e a trentatrè anni ho ancora tempo per riprovarci. Perchè avere rimorsi per qualcosa che non si è fatto?
Sì, ho scelto e adesso ho solo bisogno di tanto coraggio e determinazione.


 
 
 

Crash emozionale

Post n°452 pubblicato il 30 Novembre 2015 da ansa007

Succede che un bel giorno ti svegli e ti ritrovi indietro di 10 anni davanti ad una cascata fatta di domande: dove sei finita? Cosa sei diventata? Perchè hai abbandonato quella strada anche se hai lottato tanto per arrivarci? Il tempo è davvero così lineare come tutti pensano? Vivere e sognare non possono coesistere?
Accade proprio che hai davanti agli occhi un bel crash emozionale, un big bang dove tutto si confonde e si mescola e la realtà non la distingui più dai sogni. Sai che vuoi, hai vissuto sulla tua pelle che accontentarsi porta a nulla, ma che per raggiungere qualcosa serve invece avere oltre che delle basi solide, tanta fortuna che ahimé manca spesso di tempismo.
Occasioni e tempi si fondono e creano una nuova dimensione fatta di nuovi incroci. Le scelte sono sempre le stesse ma l'anima e il corpo hanno dieci anni di immaturità in più. Una volta avevi le armi ma non una guerra in cui utilizzarle, adesso c'è la guera ma quelle armi ormai consumate non servono più.
Il gioco dell'assurdo, quello che ti prende in giro perchè quando desideri qualcosa non puoi ottenerla, ma poi cresci e quando la ritrovi sarebbe il caso di rifiutarla. E' tutto un grande punto interrogativo e mi chiedo se affrontare una sfida vecchia di dieci anni ne valga ancora la pena.

 
 
 

Il pigiama bianco con le paperette

Post n°451 pubblicato il 24 Luglio 2015 da ansa007
 

Da una scatola contenente vestiti estivi degli anni precedenti, ho tirato fuori il mio pigiama bianco "con le paperette": canottiera con una papera e la scritta "With love...Duck" e pantaloncini corti con tante papere malcucite. E' buffo, è vecchio, non lo indossavo da circa un paio di anni ma lo adoro. Mi sono docciata poco fa, ho i capelli bagnati e l'insano bisogno di scrivere, quello che prima mi faceva aggiornare il blog.
Ricordo ancora quando l'ho indossato una sera a casa sua, l'unica volta in cui ho dormito là, in un'altra stanza che qualche tempo dopo diventò la sua. Ha riso tanto quando mi ha visto in pigiama, chissà cosa avrà pensato. Ero più rotonda, più impacciata, ancora più ermetica di ora. Volevo apparire "simpatica" ma probabilmente sono risultata semplicemente buffa, eppure quei sorrisi arrivarono e a me piaceva tanto quando sorrideva.
Esattamente un anno fa era mercoledì sera. No, era ieri perchè non è cambiato nulla dentro di me. Neanche il mio desktop è cambiato. Forse regna un caos più ordinato, come la scena di una catastrofe naturale dove tutto è transennato ma allo stesso tempo immutato. Ecco, è quel tipico caos che produce un'esplosione. Dettaglio: io implodo, non esplodo.
Ho sempre avuto delle remore inconsce (che no ho mai saputo interpretare nei suoi confronti), forse anche per questo non mi sono mai completamente aperta. Qualche mese prima avevo deciso di togliermi definitivamente quel fardello dallo stomaco, quel "peccato originale" che mal si conciliava con il bel rapporto che era nato (o almeno io lo volevo vedere così), perchè non era giusto nei suoi confronti e nemmeno nei miei. Doveva essere una stupida confessione innocente, nulla di più: "Ah proposito, sai una cosa? A me è iniziata così!"...serviva solo trovare l'inizio di quella matassa complicata per iniziare a sbrogliare tutto e mostrare quel pezzo di mondo di cui ero, come lo sono ancora adesso, tanto gelosa. Quel mondo soffocato e parallelo che la mia irrazionalità non ha ancora completamente seppellito. Avevo trovato perfino un oggetto con cui cominciare a raccontare quello che era stato per me il capitolo più importante della mia vita: un regalo mai dato.
Invece le cose non sono andate così e quello che avrei voluto raccontare morirà con me insieme a tanta rabbia perchè questo capitolo è iniziato e si è esaurito come un'ombra qualunque, un fantasma che passa e devi fingere di non vedere.

Penso di essere una persona trasparente, una che purtroppo sa comunicare fin troppo bene ma non arriva a tutti ed è giusto così. Nemmeno Dio è universale, figuriamoci io. L'ermeticismo è quel valore aggiunto che può essere capito solo da chi possiede (e sa usare) la giusta chiave di lettura e io non ho ancora trovato nessuno che sappia leggermi come so fare io con il prossimo. Ora è il 24 luglio, i miei capelli sono quasi asciutti e non mi recrimino più nulla. Sono io, sono Claudia e non mi logorerò più per chi non ha voglia vedere al di là di un vetro o al di là di un buffo pigiama con le paperette.

 
 
 

L'attenzione

Post n°450 pubblicato il 10 Maggio 2015 da ansa007

Tante vicissitudini, diversi brevi istanti, infinite emozioni.
Mesi che non scrivo e un mondo sommerso che pian piano sta prendendo forma.
A volte un gioco, a volte una dramma, a volte superficialità che non lascia tracce, ma la vita continua e con tanta difficoltà mi sto allontandando da quel buco nero che mi ha procurato così tante lesioni.
Incroci di storie, vite, sensazioni, labirinti emotivi che prendono luce e quell'infinito sconosciuto che vive in me inizia a prendere forma grazie alla terapia. Il bene ed il male, l'oggettivo ed il soggettivo, l'apparenza e l'essenza, la rieducazione alla comunicazione. E' tutto in continua evoluzione, un non-definito. L'unica certezza è la voglia di conoscere i miei mille perchè, acquisire strumenti che mi permettano di essere più leggera e allo stesso tempo più consapevole.
Le parole sono un'arma che senza gli sguardi, la gestualità e tutto ciò che concerne la metacomunicazione non sono nulla. Eppure non tutti la sanno leggere e capire. Questione di sensibilità, di umanità, di attenzione. Ecco, è proprio quello che manca a tante persone: l'attenzione.
Dovremmo imparare ad essere più selettivi sulla base di questo criterio perchè è più genuino vivere in solitudine piuttosto che essere circondati da persone che non ne hanno effettivamente data e non sono stati in grado di cogliere minimamente anche solo piccole tracce di te, cogliendo solamente ciò che fa egoisticamente comodo. Ed in questa fase della mia vita sto seguendo un mood basato su questa stupida parola.
L'attenzione, come d'altronde il tempo, è un bene di lusso e non lo concederò più a chi non lo merita.

 

 

E in sottofondo i Balmorhea.

 


 
 
 
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