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DE ANDRE' E GUCCINI


Il cuore mio non dorme mai
Sa che di un altro adesso sei
Tua madre va dicendo che
A maggio un uomo sposerai
Ma se in fondo al cuore tuo
C'è un ragazzo sono io
Ma chi l'ha detto ma perché
Non devo più pensare a te
Nessuno sa chi sono io
Ma il primo bacio è stato mio
Impazzisco senza te
E ogno notte ti rivedo accanto a me
Se bruciasse la città
Da te da te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
Lo so lo so tu cercheresti me
Anche dopo il nostro addio l'amore sono io per te
Il cuore mio non dorme mai per inventarti accanto a me
Non brucia mai questa città
C'è ancora un uomo insieme a te
Ma se in fondo al cuore tuo
C'è un ragazzo sono io
Quel prato di periferia ti ha visto tante volte mia
E' troppo tempo che non sa dov'è la mia felicità
Impazzisco senza te
E ogni notte ti rivedo accanto a me
Se bruciasse la città
Da teda te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
lo so lo so tu chercheresti me
Anche dopo il nostro addio l'amore sono io per te per te
 

2 domande

domanda 1 Se conoscessi una donna incinta che avesse già 8 figli, di cui tre sordi, due ciechi, uno ritardato mentale, e lei avesse la sifilide... Le consiglieresti di abortire?

domanda 2  E' il momento di eleggere il Nuovo Leader del Mondo e….. il tuo voto conta molto.

Candidato A: è in combutta con politici corrotti,consulta gli astrologi.Ha due amanti. Fuma come un turco e si beve dagli 8 ai 10 martini al giorno.

Candidato B: è stato rimosso dal suo incarico due volte, dorme fino a mezzogiorno, all'università si faceva di oppio e ogni sera beve un litro di whisky.

Candidato C: è un eroe di guerra decorato.E‘ vegetariano, non fuma, beve una birra una volta ogni tanto e non ha mai avuto relazioni extraconiugali.

Quale di questi tre candidati sceglieresti?

Prima decidi, senza barare,poi vai a vedere…


Il candidato A è :
Franklin Delano Roosevelt

.
il candidato B è :
Winston Churchill


il candidato C è :
Adolf Hitler

 

E a proposito... risposta alla domanda sull'aborto...
Se hai risposto Si


hai appena ucciso Ludwig van Beethoven.

Interessante vero? Fa riflettere...
E ricorda sempre che i dilettanti hanno costruito l'Arca……
i professionisti il Titanic….

 
 

 

UN ESEMPIO DI CIVILTà

Post n°603 pubblicato il 13 Giugno 2011 da milionidieuro
 
Foto di milionidieuro

I cittadini italiani fortunatamente sono meglio dei politicanti che li governano.

Uno schiaffo è stato dato ai politici che hanno dichiarato: "IO NON ANDRO A VOTARE", invitando quindi i cittadini dello stesso credo politico a fare altrettanto.

Uno schiaffo, a chi non curante del ruolo che ricopre, CHE dovrebbe dare l'esempio invitando i cittadini ad esercitare uno dei MASSIMI DIRITTI DEMOCRATICI sperava nell'astenzione e nel menefreghismo.

Uno schiaffo a chi schiaffeggia tutti i giorni i cittadini sperperando il denaro pubblico in inutili manovre che non portano mai nessun miglioramento se non profitti per la solita CASTA.

Quindi grazie a chi è andato a votare è a messo la croce sul "si" e un grazie a chi è andato a votare è si è espresso per il "no" , TUTTI insieme hanno fatto si che il Nostro diritto ad esprimerci direttamente sulle scelte politiche rimanesse vivo.

I CITTADINI SONO MEGLIO DEI PAGLIACPOLITICI

 

 
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tumori : “IL CANCRO È UNA MALATTIA PURAMENTE ARTIFICIALE”, PAROLA DI SCIENZIATI

Post n°601 pubblicato il 04 Dicembre 2010 da milionidieuro
 

Evviva, ci sono arrivati perfino gli scienziati: il cancro è una malattia artificiale! Meglio tardi che mai, possiamo dire. Dopo innumerevoli tentativi – tuttora in corso – di farci credere che il cancro è un difetto genetico, un microbo errante o peggio ancora un virus, arriva, dagli stessi ambienti dell’establishment medico-scientifico, una notizia alquanto interessante. Una notizia che smentisce loro stessi. In Inghilterra, per l’esattezza all’Università di Manchester, un gruppo di ricercatori dopo una lunga ricerca che ha scandagliato e perlustrato migliaia di anni di storia, dalle mummie egiziane fino ad alcuni corpi del Sud America, hanno concluso che le patologie tumorali erano pressoché sconosciute dagli esseri umani dell’antichità.

Lo studio, capeggiato dal professor Michael Zimmerman e collega Rosalie David, è stato pubblicato nella rivista scientifica Nature Reviews Cancer. Zimmerman ha espressamente detto che “l’assenza di neoplasie in mummie deve essere interpretato come indicazione della loro rarità nell’antichità, indicando che i fattori che causano il cancro sono limitati alle società moderne industrializzate”. Hanno esaminato al microscopio innumerevoli reperti fossili di corpi mummificati, centinaia e centinaia di mummie egiziane, risultato: un solo caso di cancro confermato.

I ricercatori hanno poi rigettato la classica tesi secondo la quale gli antichi egizi non vivevano abbastanza a lungo per sviluppare il cancro, portando invece le prove oggettive del riscontro di altre malattie legate proprio all’avanzare dell’età: indurimento arterioso e ossa fragili. Per tanto la quasi totale assenza di tumori non è da imputarsi alla brevità della vita. D’altronde basta studiare attentamente la storia (non quella dei sussidiari moderni, scritti dalla propaganda di Regime), per rendersi conto che per esempio nell’antica Grecia la longevità era fatto assolutamente normale e che superava anche le nostre attuali tendenze.

Un’ulteriore conferma delle scoperte degli scienziati britannici è venuta dallo studio di migliaia di ossa di uomini di Neanderthal: un solo esempio di un tumore. Mentre le prove di cancro descritte negli antichi testi egizi, secondo i ricercatori sarebbero state causate da vene varicose, lebbra o altro, ma non tumore. Gli antichi greci furono probabilmente i primi a definire il cancro come una malattia specifica, distinguendo tra tumori benigni e maligni, e tale lavoro è stato portato avanti dal padre della medicina moderna, il grande Ippocrate. I professori di Manchester continuano la loro requisitoria ricordando che solo nel XVII° secolo vi furono le prime vere descrizioni di operazioni al seno per tumori, e i primi rapporti nella letteratura scientifica di tumori ben distinti si verificarono solo negli ultimi 200 anni o poco più (il cancro ai testicoli negli spazzacamini nel 1775 e il cancro al naso nelle persone che fiutavano il tabacco nel 1761). In conclusione, il tasso di insorgenza di tumori (soprattutto nei bambini, cioè nelle persone più indifese e sensibili della società) è aumentato esponenzialmente dopo la grande rivoluzione industriale, dimostrando inequivocabilmente che tale aumento non è dovuto alla maggiore longevità delle persone ma all’enorme inquinamento ambientale.

Il professor Rosalie David, che ha presentato i risultati allo zar britannico del cancro Mike Richards, in una recente conferenza, ha detto: “Nella società industrializzata, come causa di morte il cancro è secondo solo alle malattie cardiovascolari. Ma nei tempi antichi, era estremamente raro. Non c’è nulla nell’ambiente naturale che possa provocare il cancro. Quindi deve essere una malattia artificiale, inquinamento e cambiamenti della nostra dieta e del nostro stile di vita. Abbiamo osservato millenni e non centinaia di anni”.

A tal proposito, il dottor Rachel Thompson, del World Cancer Research Fund, ha detto che “questa ricerca è molto interessante. Circa una persona su tre nel Regno Unito avrà il cancro per cui è abbastanza comune nel mondo moderno.

Una persona su tre, secondo oncologi, in Inghilterra manifesterà il cancro; ogni anno ne muoiono proprio per questa malattia o per le cure associate, oltre 150.000. Dati allarmanti che dovrebbero farci tutti riflettere, anche perché, molto probabilmente la mortalità per cancro non è seconda alle malattie cardiovascolari. Quando infatti muore una persona (per cancro o anche per cause naturali) normalmente viene scritto nell’atto di decesso: “arresto cardiorespiratorio” o “arresto cardio-circolatorio”, e questi dati potrebbero andare a gonfiare le statistiche delle mortalità per malattie cardiovascolari, posizionandole al primo posto almeno nel mondo occidentale.

Ufficialmente le cause di morte sono le seguenti: 1° malattie cardiovascolari 2° tumori 3° cause iatrogene: medici stessi. La realtà, come sempre, è assai diversa dalle cose che ci raccontano gli “esperti”. Ufficiosamente le principali cause di morte sono le seguenti: 1° tumori 2° malattie cardiovascolari 3° cause iatrogene: medici stessi. Quello che probabilmente rimane invariato sono proprio le morti iatrogene, cioè indotte e/o provocate da errori medici (farmaci, operazioni, ecc.).

Dal punto di vista igienistico, non ha molto senso tale diversificazione tra malattie cardiovascolari e tumorali, perché entrambe sono il risultato finale dello stile di vita! Per riprendere il titolo della ricerca britannica e del presente articolo, le odierne malattie che stanno mietendo vittime ogni secondo nel mondo industrializzato, sono assolutamente artificiali e non naturali. Perciò non dobbiamo dare la colpa ad un gene viziato o difettoso, ad un microbo (i quali vivono in simbiosi, con noi e dentro di noi, da centinaia di migliaia di anni e sono di vitale importanza per l’economia organica), o ad un esserino un milione di volte più piccolo di una cellula, come il virus, perché è molto più semplice incolpare qualcuno esterno a noi, qualcuno che ci deresponsabilizzi, che ci tolga lo specchio per non guardare la nostra stessa esistenza.

Così facciamo sistematicamente da decenni e i frutti sono sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere! I numeri sono allarmanti e i tempi sono assolutamente maturi per prendere coscienza del fenomeno e soprattutto per muoversi. Ora gli stessi scienziati dicono che una dieta sana, un’attività fisica regolare, un peso sano possono prevenire circa un terzo dei tumori più comuni. Un terzo. Poco importa la riduzione di un terzo, piuttosto che tre quarti, sono soltanto numeri, e in quanto tali manipolabili a proprio piacimento. La cosa fondamentale è capire che lo stile di vita ha sempre fatto in passato e fa ancor oggi una grande differenza.

Cosa s’intende per stile di vita? Per stile di vita s’intende tutto: quello che mangiamo, respiriamo e beviamo, pensiamo, sentiamo e proviamo; è l’intero mondo dei sentimenti, il corretto del corpo, il riposo, l’aspetto spirituale, ecc.

- Un’alimentazione sana nel rispetto della Natura e delle corrette combinazioni e sequenze, è un’alimentazione basata su alimenti vivi e vitali, non morti (raffinati, pastorizzati) o pregni di chimica tossica e cancerogena (additivi, aromi, edulcoranti, zuccheri, ecc.) o acidificanti come tutte le proteine di origine animale (carne, pesce, uova, latticini).

Una alimentazione sana aiuta ad avere digestioni rapidi e veloci, riducendo le tossine derivate da fermentazioni e putrefazioni intestinali, e fornendo oltre all’energia vitale anche le sostanze nutrizionali (vitamine, sali minerali, enzimi) fondamentali per un corretto funzionamento organico e cellulare. Se è vero, come è vero, che la malattia acuta è una “eliminazione vicariante” delle tossine, cioè il meccanismo intelligente messo in atto dalla Natura per eliminare o abbassare il carico tossico, viene da sé che diminuendo la quantità delle tossine endogene prodotte con l’alimentazione, si riduce la cosiddetta “malattia”.

- L’attività fisica regolare non è intesa per modellare esteticamente il corpo, ma per smuovere il sistema linfatico. Tramite la linfa infatti avviene da una parte il trasporto di alcuni importanti nutrimenti, e dall’altra l’espulsione delle scorie tossiche che produciamo. Basti pensare che ogni giorno, per l’intera nostra esistenza, muoiono circa 70 miliardi di cellule. Una parte di queste viene riciclata dal corpo stesso, mentre il resto deve essere espulso dal corpo intossicante. Inoltre il movimento smuovendo muscoli e articolazioni, li mantiene efficienti e attivi (come per esempio il classico esercizio per gli addominali che è straordinario per la funzionalità degli intestini e non solo).

- Il Sole è fonte di vita. Nonostante alcune assurde indicazioni mediche, esporre il più possibile il corpo nudo anche d’inverno fa bene a tutto l’organismo. Nella pelle esposta al Sole si produce per esempio la Vitamina D, l’unica che possiamo correttamente assimilare a differenza di quella di sintesi. Va fatta molta attenzione, durante il periodo estivo, agli orari più caldi per non incorrere in ustioni cutanee gratuite! Ultima precisazione, qui si sta parlando del Sole e non delle deleterie lampade artificiali, perché l’essere umano ha bisogno di tutto lo spettro della radiazione stellare e non di una piccola parte di esso.


- L’aspetto emozionale gioca un ruolo estremamente importante. La televisione per esempio, oltreché strumento di controllo mentale, serve proprio a veicolare spazzatura per la mente, spazzatura emozionale sotto forma di pseudo-notizie (stupri, assassinii, massacri, violenze, terremoti, uragani, ecc.) che inculcano il senso di impotenza; programmi d’intrattenimento beceri e assurdi che hanno l’obiettivo d’ingolfarci la corteccia prefrontale del cervello per far sì che le redini dei comandi (consci e inconsci) vengano prese dal cervello limbico, quello antico, e guarda caso il “cervello emozionale”… Per questo e per moltissimo altro ancora, la tivù va gettata nella spazzatura quanto prima o centellinata con il contagocce, soprattutto se ci sono bambini. Ci sarebbe ovviamente molto altro da dire, ma la cosa importante è diventare una volta per tutte responsabili della propria salute e soprattutto della propria malattia.

Basta dare la colpa a esseri microscopici come i batteri o invisibili come i virus; basta incolpare la Natura per un corredo genetico imperfetto o difettoso. Ricordiamo quello che disse Louis Pasteur sul letto di morte, e cioè che il microbo non è niente in confronto al terreno. Il terreno è il nostro intero organismo: cellule, liquidi (sangue, linfa e liquidi extracellulari), organi, muscoli, apparati, ecc. Poco importa se fu davvero Pasteur a dire quelle parole: sono una profonda e sacrosanta Verità, il Terreno è tutto! Un terreno inquinato, tossico, acido e pregno di tossine endogene (fermentazioni e putrefazioni intestinali dovute ad una alimentazione innaturale basata su proteine animali e nelle scorrette combinazioni e sequenze, ecc.) e tossine esogene (vaccini, inquinanti, metalli pesanti, nano particelle, droghe e farmaci, ecc.) è il preludio di ogni malattia. Viceversa, un terreno biologico sano, predispone alla salute organica. Detto questo, e tenendo in considerazione che nel Sistema-Uomo, Corpo e Mente viaggiano in due binari paralleli ma collegati e interagenti tra loro, star bene dal punto di vista organico, significa riflettere tale stato nell’aspetto mentale. Ridurre le tossine prodotte nel corpo (e quindi presenti nel sangue) significa ridurre il rischio che tali tossine penetrino la barriera emato-encefalica (B.E.E.) entrando direttamente e pericolosamente nel cervello. Possiamo a questo punto immaginare quali potrebbero essere le conseguenze di tale ingerenza, nell’eziologia o nell’aggravamento di serie problematiche (Alzheimer, Parkinson, Sclerosi, depressione, iperattività, ecc.) aumentate negli ultimi anni a livelli esponenziali.

Ci hanno sempre rassicurati che la BEE è una barriera insuperabile, eppure sempre più esami autoptici riscontrano sostanze tossiche e velenose direttamente nel cervello! Uno degli accessi diretti al cervello è la cosiddetta “via del glutammato”, cioè delle eccitotossine: acido aspartico (vedi aspartame) e acido glutammico (vedi glutammato e glutammato monosodico, MSG).[1] Quando sono presenti nel nostro organismo in quantità elevata, “aprono”, grazie ai recettori presenti dentro e fuori la BEE, un accesso diretto al cervello[2]. Questo potrebbe essere uno dei meccanismi che permette l’entrata dei metalli pesanti (iniettati in vena tramite i vaccini o introdotti con l’alimentazione o la respirazione), come alluminio, mercurio, bario, cadmio, piombo e di tutte le altre tossine presenti nel sangue, come le proteine non completamente digerite (soprattutto “glutine”, la proteina di alcuni cereali, e “caseina” quella dei latticini), candida, scarti e residui metabolici tossici delle proteine animali (indòlo, scatòlo, cadaverina, putrescina, ecc.). Ecco perché il nostro stile di vita può fare la differenza! fonte: http://www.stampalibera.com/?p=18706

 
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Banche: I vizi capitali delle banche

Post n°600 pubblicato il 30 Maggio 2010 da milionidieuro
 

L’appoggio offerto alle aziende che producono armi, analizzato a fondo oggi a Firenze nell’ambito di Terra Futura, è solo uno dei “sette vizi capitali” degli istituti di credito, a giudizio di una serie di associazioni che hanno promosso un’iniziativa “per far luce sulle responsabilità delle banche nei processi di impoverimento e di erosione dei beni comuni”. I sette vizi capitali, dai quali prende il nome anche il sito che lancia l’iniziativa, sono armamenti, impatto sociale, impatto ambientale, paradisi fiscali, tutela del risparmiatore, nucleare civile e privatizzazione dei servizi idrici.

Per ciascuno di questi criteri si esamina il comportamento delle prime dieci banche italiane e di tre istituti atipici, e cioè Banca Etica, Credito Cooperativo e Banco Posta. “Mai come oggi infatti le scelte economiche del Paese dipendono dal sistema bancario, che spesso ne decide le sorti in base alle prospettive di guadagno. Per questo diventa importante riscoprire il ruolo del consumatore e del risparmiatore, come parte attiva di un percorso di cambiamento”, spiegano i promotori dell’iniziativa. Per esempio, per quanto riguarda la voce ‘paradisi fiscali’, Vizicapitali ricorda che Unicredit “ha controllate, dirette o indirette, in Lussemburgo, Delaware, Svizzera, San Marino, Dublino.

Attraverso Pioneer controlla istituti a Hong Kong, Dublino, Delaware, Lussemburgo e nelle Bermuda. La controllata HypoVereinsbank è presente a Singapore, Lussemburgo, Londra, Hong Kong, Amsterdam e alle Isole Cayman. Mediante Bank of Austria si appoggia a controllate a George Town (Cayman)”. Sotto il profilo “impatto sociale e ambientale”, il sito denuncia che “Bnp Paribas è tra i finanziatori del progetto di centrale idroelettrica Theun-Hinboun Expansion, nel Laos Centrale, che costituisce una seria minaccia per la sopravvivenza delle comunità locali. Esso sta causando lo spostamento forzato di 4.186 indigeni e coinvolgerà altre 51.441 persone, in violazione delle stesse leggi del Laos e degli Equator Principle”.

Ancora: alla voce ‘nucleare’ si legge che “Bnp – Paribas ha deciso di finanziare con 250 milioni di euro il reattore nucleare di Belene, in Bulgaria. Tra i molti e gravi problemi di sicurezza, la zona dove dovrebbe sorgere la centrale è fortemente sismica”.
fonte:disarmo.org

 
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Armi :l'export che ignora la crisi Nell'ultimo biennio aumento del 74%

Post n°599 pubblicato il 30 Maggio 2010 da milionidieuro
 

C'è un export che non conosce crisi, quello delle armi. Tra il 2008 e il 2009, quando tutti i settori produttivi, senza eccezioni, ripiegavano su percentuali negative (dalle quali stentano a riprendersi) l'esportazione italiana di armamenti ha raggiunto un picco del +74 per cento. Il dato emerge dal rapporto "Finanza e armamenti: le connessioni di un mercato globale", presentato stamane a "Terra Futura", a Firenze, dall'Ires Toscana. "E' perché si tratta di un trend legato al terrorismo internazionale, sganciato quindi dalla crisi. I committenti sono Paesi che si trovano in aree critiche, che si sentono minacciati.

Infatti negli ultimi due anni ci sono state grosse commesse alle imprese italiane da parte di Arabia Saudita, Turchia, Iraq e Libia", spiega uno degli autori della ricerca, Giorgio Beretta, caporedattore di Unimondo. Nell'ultimo decennio, attesta il rapporto, sono state autorizzate agli istituti di credito italiani operazioni relative a esportazioni di armamenti italiani per un valore di 15,5 miliardi di euro. Per l'esportazione, le imprese italiane si appoggiano in molti casi alle banche italiane. Nel solo 2009 gli istituti di credito del nostro Paese si sono ripartiti operazioni di incasso da vendite dell'industria italiana di prodotti per la "sicurezza e difesa" pari a 3,79 miliardi di euro, su un totale di commesse autorizzate alle aziende pari a 4,9 miliardi che, con una crescita del 61% rispetto al 2008, rappresentano il record ventennale dell'esportazione del settore. "Più del 55% delle operazioni relative alle esportazioni - spiegano Beretta e Chiara Bonaiuti, l'altra autrice del rapporto - sono ripartite in maniera abbastamza uniforme fra tre gruppi bancari: il gruppo BNL-BNP Paribas, che ha assunto operazioni per oltre 3,3 miliardi di euro (cioè il 21,5% del totale); il gruppo Capitalia-Unicredit che - soprattutto per le operazioni autorizzate alla Banca di Roma - ne ha assunte per oltre 2,65 miliardi di euro, cioè il 17,2%, e infine il gruppo Intesa-SanPaolo, che ne ha svolte per oltre 2,62 miliardi di euro (16,91%)". Tuttavia, spiega Beretta, "negli ultimi tre anni Intesa-SanPaolo e Unicredit hanno limitato e contenuto le loro operazioni, soprattutto Intesa, mentre BNL-BNP ha comunque una policy piuttosto rigorosa, restringe le operazioni a Paesi Nato e dell'Unione Europea".

Dunque ultimamente sono altre le banche che si contendono le operazioni di appoggio all'esportazione delle imprese italiane. Quali, e in che misura, dice Beretta, è però complicato sapere dal momento che "da tre anni a questa parte è sparito "l'elenco di dettaglio degli istituti di credito" che dal 1990 veniva pubblicato a cura delle presidenza del Consiglio. E quindi i ricercatori devono accontentarsi dei dati sulle operazioni autorizzate e delle autocertificazioni delle banche. Altro campo d'indagine del rapporto è quello dei fondi comuni d'investimento venduti ai risparmiatori dalle banche: il 70% contiene azioni di aziende a produzione militare. L'unica società d'intermediazione italiana che non ha alcun coinvolgimento in materia è Etica Sgr (Banca Etica).

Al primo posto, emerge dal rapporto, si colloca Unicredit (478 milioni di euro investiti in aziende produttrici di armi), seguono Mediolanum (207 milioni di euro), Intesa SanPaolo (189 milioni di euro). "I fondi più esposti sono quelli tematici con focus geografico o tecnologico - spiega Chiara Bonaiuti - ad esempio il cliente che abbia acquistato il fondo Pioneer SF US Equità Market Plus, ha investito in 13 delle prime 100 aziende a produzione militare, tra le quali Boeing, Lookheed Martin, General Dynamics, Textron, Rayteon, United Technologies, due delle quali producono armi nucleari e tre munizioni cluster. Altro fondo esposto è l'Eurizon Easy Fund di Equity Industrial"

. Se la stragrande maggioranza dei fondi comuni d'investimento contiene partecipazioni in aziende che producono armi, qualche investimento di questo tipo è stato rilevato dai ricercatori anche nell'ambito dei fondi pensione. "Si tratta di investimenti marginali rispetto a quelli dei grandi fondi pensione americani, ma sempre significativi da un punto di vista qualitativo", dice Franco Bortolotti, coordinatore scientifico di Ires Toscana. fonte:repubblica.it

 
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Proliferazione armi nucleari : Usa, accordo sul nucleare nessuno avrà l'atomica, neanche in Medio Oriente

Post n°598 pubblicato il 30 Maggio 2010 da milionidieuro
 

È la prima volta in 10 anni che si raggiunge un’intesa nel campo della non proliferazione nucleare. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: "Successo raggiunto grazie a un grande spirito di compromesso e di cooperazione". Sì anche di Iran e Siria.

La Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp) ha concluso oggi i suoi lavori a New York raggiungendo un consenso sull’idea di un Medio Oriente senza armi atomiche. È la prima volta in 10 anni che si raggiunge un’intesa nel campo della non proliferazione nucleare e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha parlato di un "successo" raggiunto grazie "a un grande spirito di compromesso e di cooperazione" di cui hanno dato prova i 189 paesi intervenuti alla conferenza. Nonostante tutti i partecipanti abbiano approvato il documento finale nel quale viene delineato un piano di azione contro il riarmo atomico, Stati Uniti e Paesi arabi rimangono divisi sui passi chiesti ad Israele, che tutti considerano una potenza nucleare, ma che non ha mai aderito al Tnp e che non ha mai ammesso di possedere ’la bombà.

Medio Oriente E continua a preoccupare il caso dell’Iran, che fa parte del Tnp e che, secondo i paesi occidentali, con il suo controverso programma nucleare punta decisamente all’arma atomica. Il documento finale di 28 pagine, approvato all’unanimità, auspica che Israele aderisca al Trattato mettendo le sue testate sotto il controllo dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Pur non essendosi opposti al documenti, gli Stati Uniti hanno tuttavia voluto sottolineare il loro "rammarico" per la menzione di Israele, una citazione esplicita che "mette a rischio" il successo della conferenza internazionale da convocare entro il 2012 per discutere di un Medio Oriente totalmente denuclearizzato senza eccezioni per nessuno.

Sì di Iran e Siria Nonostante i timori dell’ultimo minuto, due paesi restii come la Siria e l’Iran, che avevano espresso riserve sulla dichiarazione finale, non hanno bloccato il documento. Malgrado le diverse posizioni, si è quindi evitato il ripetersi del fallimento di cinque anni fa, quando non c’era stato alcun accordo alla Conferenza di revisione. Gli Stati Uniti hanno duramente criticato l’Iran, accusato di non volere rispettare il Trattato. La delegata degli Usa, Ellen Tauscher, ha sottolineato il fatto che la Repubblica islamica "rimane l’unico Paese ad aver apertamente violato il Trattato" e "non fa nulla per rassicurare la comunità internazionale sulle sue reali intenzioni". Da Washington, un’esponente dell’amministrazione le ha fatto eco affermando che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu deve continuare a lavorare su nuove sanzioni contro l’Iran definendo ancora una volta "inaccettabile" la soluzione di compromesso proposta da Brasile e Turchia per uno scambio di uranio a basso arricchimento con combustibile nucleare da effettuarsi in territorio turco.

Ali Asghar Soltanieh, capo negoziatore dell’Iran, ha attaccato a sua volta gli Stati Uniti, accusandoli di «continuare ad investire nel loro sistema atomico". Per Teheran la dichiarazione finale "non punta all’abolizione dell’arma nucleare, e non interviene sulla posizione delle potenze atomiche", cioè Usa, Gb, Francia, Russia e Cina, Paesi ai quali il Trattato permette di mantenere gli arsenali che si sono comunque impegnati a ridurre i loro arsenali.

 
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centrali nucleari in Italia:L'abc del decreto sul nucleare

Post n°597 pubblicato il 14 Febbraio 2010 da milionidieuro
 
Foto di milionidieuro

Il Governo ha definito le linee guida e i criteri per il ritorno al nucleare in Italia. Ecco in estrema sintesi i contenuti del provvedimento.

Criteri per la localizzazione degli impianti. Il decreto individua i criteri generali per l'idoneità dei territori ad ospitare un impianto. Saranno le imprese interessate a indicare i siti, che dovranno rispettare le caratteristiche previste dalla normativa. Misure compensative per chi ospita i siti.

Il decreto stabilisce che vengano riconosciuti benefici economici per le popolazioni, le imprese e gli enti locali dei territori interessati dalla realizzazione di impianti nucleari. I benefici sono a carico dei soggetti coinvolti nella costruzione e nell'esercizio degli impianti.

Si tratta, in particolare, della riduzione della spesa energetica dei consumatori finali del territorio interessato, della Tarsu, dell'addizionale Irpef, dell'Irpeg e dell'Ico.

Partecipazione di enti locali e popolazione. Il decreto prevede la partecipazione di regioni, enti locali e popolazioni, anche attraverso consultazioni, sulle procedure autorizzative, sulla realizzazione, sull'esercizio e sulla disattivazione degli impianti nucleari, così come sulle misure di protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente.

Procedure autorizzative. Il processo autorizzativo si basa sull'«autorizzazione unica» per la realizzazione e l'esercizio di ogni singolo impianto, che prevede un massiccio coinvolgimento delle Regioni interessate. Smantellamento impianti e deposito. I costi relativi allo smantellamento degli impianti a termine esercizio sono a carico degli operatori che hanno realizzato le stesse installazioni, per il tramite di un apposito fondo.

Lo smantellamento è affidato a Sogin. Prevista la creazione di un deposito nazionale realizzato in un più ampio Parco tecnologico che conterrà anche un centro di ricerca sul trattamento delle scorie nucleari.

 
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Bolletta salata per quelle vecchie scorie, l’Ue bacchetta l’Italia

Da quando il governo Berlusconi ha riaperto il tema del nucleare, ministri ed eminenti esponenti del centro-destra hanno fatto a gara nel proclamare che l’energia elettrica in Italia è più cara perché il nostro paese non ha le centrali nucleari.

Ebbene, tutti questi “pasdaran” del ritorno all’energia nucleare sono stati smentiti dalla Commissione Europea che manda un monito all’Italia per abolire, entro due mesi, i costi dello smaltimento delle scorie radioattive, che compaiono ancora nella bolletta dell’ENEL (voce A2) e che la Commissione ritiene ingiustificati.

Questi costi impediscono la riduzione delle tariffe elettriche perché «la produzione nazionale di elettricità beneficia degli oneri a carico dei clienti, usufruendo dei vantaggi derivanti da quegli stessi sovrapprezzi, laddove per le imprese straniere questi sovrapprezzi costituiscono un onere netto, che aumenta il prezzo finale del loro prodotto».

Insomma, le autorità di Bruxelles sostengono la tesi opposta a quella di Scajola e di Berlusconi: i prezzi dell’energia elettrica sono maggiori in Italia perché gravati dai costi dello smaltimento delle centrali in esercizio negli anni 70-80 che, anche se non più attive, comportano enormi spese per il trattamento delle scorie radioattive. Questi costi dovrebbero essere a carico dell’ENEL e non scaricati invece sugli utenti.

Secondo la UE: «Tali costi (…) devono essere sopportati dai produttori di elettricità», «Secondo il principio “chi inquina paga”, una quota delle risorse finanziarie avrebbe dovuto essere messa da parte dagli operatori nucleari per il trattamento dei residui e il loro stoccaggio a lungo termine in previsione dello smantellamento».

Di questi temi e delle bugie della propaganda governativa occorrerebbe parlarne durante la prossima campagna elettorale per le regionali. I cittadini devono sapere cosa comporta per la collettività l’opzione nucleare e quali sono i rischi ed i costi veri delle “cattedrali atomiche” che il centro-destra vorrebbe realizzare in Italia. E’ una elemento di trasparenza per poter scegliere democraticamente i Presidenti delle regioni, anche sulla base delle loro posizioni sul tema del nucleare.

Finora, il governo ha scelto la strada opposta. Ha evitato di ufficializzare i siti e vorrebbe gestire centralmente la localizzazione delle future centrali, in barba al federalismo tanto sbandierato quanto calpestato. Ne è prova la decisione di impugnare, dinnanzi alla Corte Costituzionale, le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori.

Proprio i risultati della Puglia hanno dimostrato come lo sviluppo delle energie rinnovabili sia, nei fatti, lo strumento prioritario per ridurre i costi energetici, diminuire l’impatto ambientale e creare nuovi posti di lavoro.
fonte:sinistraeliberta.eu

 
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CERVELLO: NON PUO' GESTIRE PIU' DI 150 AMICI FACEBOOK

Post n°595 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da milionidieuro
 
Foto di milionidieuro

Su Facebook avete piu' di 150 contatti? Attenzione alle ''false amicizie'': il cervello, infatti, non riesce a gestirne oltre 150. Che fine fanno le altre? Piu' o meno come nella vita reale: abbandonato lo status di ''amici'', diventano parte della cerchia delle ''conoscenze''. Un saluto ogni tanto - per chat o per posta elettronica - un aperitivo all'anno, e niente di piu'. A dimostrarlo uno studio condotto da Robin Dunbar, docente di antropologia evolutiva all'Universita' di Oxford (Regno Unito), da cui emerge che la dimensione della neocorteccia cerebrale - la parte del cervello usata per elaborare il pensiero cosciente e il linguaggio - limita le nostre performance alla gestione di circa 150 persone.

È inutile che vi sforzate di aggiungere migliaia di amici su Facebook. Il numero massimo di relazioni che si riescono a gestire sui social network online è molto più basso: non supera le 150 persone, così come accade nella vita reale.

facebook42a.jpgLIMITI CEREBRALI - È quanto emerge dalla ricerca condotta dall'antropologo dell'Università di Oxford Robin Dunbar, anticipata sull'ultimo numero del Sunday Times. Dunbar ha studiato il fenomeno delle relazioni virtuali su social network come Facebook, MySpace e Bebo. Ed è arrivato alla conclusione che, a causa dei limiti fisici della neocorteccia cerebrale, è del tutto impossibile essere amici con più di 150 persone. Il che sembra concordare anche con le statistiche ufficiali di Facebook , secondo cui l'utente medio presenta circa 130 amici. Non sono quindi da prendere sul serio quei profili che fanno bella mostra di migliaia di amici. «L'aspetto interessante è che puoi anche avere 1.500 amici, ma quando si osserva il traffico all’interno dei social-network, si nota che le persone si muovono sempre all'interno di un cerchio di 150 persone», ha spiegato Dunbar al Sunday Times, sottolineando alcune differenze di genere: «Le donne sono in grado di mantenere relazioni anche a distanza. Mentre i maschi hanno più bisogno di incontrarsi fisicamente».


IL NUMERO DI DUNBAR - Robin Dunbar studia da anni la struttura delle relazioni sociali tra i gruppi di adolescenti, negli ambienti di lavoro, come pure nelle tribù preistoriche. Negli anni '90 ha dimostrato come, in qualsiasi contesto e periodo storico, gli esseri umani riescano a mantenere relazioni significative con un massimo di 150 individui. Oltre questa soglia non si è grado di tenere traccia di tutto i membri del gruppo e i rapporti tendono inevitabilmente a deteriorarsi. L'assenza di limiti fisici e la facilità di comunicazione online non bastano quindi a superare questo soglia antropologica: anche sui social network rimangono gli stessi limiti della vita reale.

Lo studioso, riferisce il quotidiano britannico Daily Mail.

5400 amici??? QUASI, QUASI DOMANI INVADO L'AUSTRIA!!!!!!


 
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giustizia: FAREMO TUTTI FESTA!!!!

Post n°594 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da milionidieuro
 

Giustizia I delinquenti perché non andranno in galera. Le loro famiglie perché li potranno continuare a vedere ogni giorno. I magistrati perché lavoreranno molto meno, non dovendo scrivere le complesse sentenze. I cancellieri perché non dovranno fare assistenza alle udienze. La polizia penitenziaria perché non dovrà sorvegliare. I politici indagati perché la faranno franca. I magistrati che dovrebbero giudicarli perché non saranno vittime di attacchi mediatici, ormai abituali.

Queste sono solo alcune tra le buone ragioni per le quali le disposizioni sul processo breve dovrebbero fare felici coloro che ne sono interessati, in un modo o nell'altro. E invece no.
Ci sono sempre loro. Sempre questi magistrati politicizzati. Quelli che vivono in trincea, rischiando di saltare per aria con il tritolo, e quelli che finiscono in tv perché portano i calzini turchesi. Quelli che fanno i pm in un piccolo paesino di provincia, con turni di reperibilità h24 una settimana ogni due, e quelli che 300 giorni l'anno sono di turno per gli eventuali giudizi direttissimi. Quelli che vorrebbero i tornelli perché tanto stanno in ufficio fino alle 23 ogni sera e magari così gli pagano lo straordinario (che per i magistrati non esiste) e quelli che un ufficio, invece, lo vorrebbero e basta, ma non ci sono spazi per assicurar loro una scrivania, e quindi lavorano a casa.
Quelli che devono fare i salti mortali per decidere il caso di eutanasia, senza uno straccio di legge che li illumini su cosa fare, e quelli che la legge l'hanno appena studiata, ma si sono dovuti comprare il codice da soli, perché non ci sono i fondi. Sempre loro.
Tra qualche giorno li vedremo in massa, come già accaduto, formalizzare l'ennesimo, eversivo, rivoluzionario, dissacrante segno di protesta: si alzeranno dalle loro sedie.
Lo faranno quando dovranno parlare i delegati dal Ministro, nelle varie cerimonie di inaugurazione degli anni giudiziari. Perché se non c'è dialogo, è inutile sedersi ad un tavolo. Perché se la procedura impone cavilli e garanzie tali (ai delinquenti, beninteso, e mai alle vittime) da richiedere una durata di oltre 24 mesi per compiere i minimi adempimenti burocratici è impossibile fare i processi in meno di due anni.
Se si vuole un risultato, bisogna dare mezzi e strumenti, non un cronometro.
Una contraddizione che sembra quasi voluta dal legislatore, che negli anni ha aggiunto adempimenti su adempimenti. Una volta c'era il pretore (o il tribunale), la Corte di Appello e la Cassazione. Ora c'è anche il gip, il gup, il Tribunale del riesame, il tribunale di sorveglianza ecc. Insomma, lo stesso processo è stato calcolato che potrebbero essere costretti a studiarlo anche oltre 50 magistrati, cioè il 5% dei giudici in servizio, a causa della moltiplicazione delle cause di incompatibilità e dei gradi/fasi di giudizio.
Se lo moltiplichiamo per i milioni di processi pendenti, è facile capire perché il processo breve ne rende impossibile la celebrazione. Ma allora, visto che di lavoro ce n'è sin troppo, e tutto questo darebbe anche ai magistrati un po' di respiro in più... perché questa forma di protesta? E se fosse che questi Giudici credono davvero nel loro lavoro?
La scommessa sarà proprio questa: quella di far comprendere ai cittadini, schiacciati da una presenza mediatica di soli avvocati e politici (magari indagati), perché la Giustizia va difesa, e perché il processo va velocizzato, non reso impossibile.
Diminuire qualche garanzia per i criminali, magari colti in flagranza di reato, consentirebbe forse di ottenere lo stesso risultato. Acquisire una denuncia scritta, in cui il proprietario di una autovettura dichiara che gli è stata rubata, eviterebbe una udienza apposita.
Il magistrato vorrebbe una legge che gli consentisse di rendere più effettivo il suo lavoro. Davanti a quelle sedie vuote, forse qualcuno si accorgerà che, di fatto, i magistrati applicano solo la legge, ma, in silenzio, chiedono una legge che sia applicabile.

fonte: verdi.it

 
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