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Un blog creato da zapata71 il 08/02/2007

morire x gli indios

proxima estacion .. E S P E R A N Z A !

 
 
 
 
 
 

STOG A TREMIL' (LA CAPA GIRA)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

PENNE, PAROLE E COLORI

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 

LA BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO

 
 
 
 
 
 
 
 

A G A I N



You're tearing me apart
Crushing me inside
You used to lift me up
Now you get me down

If I
Was to walk away
From you my love
Could I laugh again ?

If I
Walk away from you
And leave my love
Could I laugh again ?
Again, again...

You're killing me again
Am I'm still in your head ?
You used to light me up
Now you shut me down

If I
Was to walk away
From you my love
Could I laugh again ?

If I
Walk away from you
And leave my love
Could I laugh again ?

I'm losing you again
Locking me inside
I used to lift you up
Now I get you down

Without your love
You're tearing me apart
With you close by
You're crushing me inside
Without your love
You're tearing me apart
Without your love
I'm dowsed in madness
Can't loose the sadness
I can't loose the sadness

Can't loose the sadness

You're tearing me apart
Crushing me inside
Without your love
(you used to lift me up)
You're crushing me inside
(now you get me down)
With you close by
I'm dowsed in madness
Can't lose the sadness
It's ripping me apart
It's tearing me apart
It's tearing me apart
I don't know how
It's ripping me apart
It's tearing me apart
It's tearing me apart
I don't know why
I don't know why
I don't know why
I don't know why
Without your love
Without your love
Without your love
Without your love
It's tearing me apart

 
 
 
 
 
 
 
 

IN ITALIA


 
 
 
 
 
 
 
 

E IO CI STO



ma io con la mia guerra
voglio andare ancora
AVANTI
e costi quel che costi
la vincerò non ci son santi
 
 
 
 
 
 
 

NONNA NINJA

 
 
 
 
 
 
 

PATATE E DEMOCRAZIA

 
 
 
 
 
 
 

'A LIVELLA


 
 
 
 
 
 
 
 

LIBERO



Mi domando perché
 quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente
 come fosse un anno
Mi domando perché
 non sono nato nel 50
Avrei saputo cosa fare io
 negli anni 70
Mi domando se sei mia
oppure fai finta
E se alla fine dei fatti
essere onesti conta
Mi domando se la storia
è stata scritta dagli eroi
O da qualcuno che pensava
 solamente ai cazzi suoi
Mi domando perché
 mi fa schifo la mia faccia
A volte si e a volte no
Perché a volte voglio avere
 solo quello che non ho
Mi domando soltanto perché
Gesù Cristo è morto in croce per me

Voglio sentirmi libero
da questa onda
Libero dalla convinzione
che la terra è tonda
Libero libero davvero
non per fare il duro
Libero libero
dalla paura del futuro
Libero perché ognuno
 è libero di andare
Libero da una storia
 che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane

Mi domando perché
pensare troppo mi turba
E se una volta almeno
mio padre ha fumato l’erba
Mi domando se avrò un figlio
E se mio figlio mi odierà
Perché purtroppo si odia
Chi troppo amore ci da
Mi domando se la mia
è una vita felice
E so rispondere solo che mi piace

Voglio sentirmi libero
 da questa onda
Libero dalla convinzione
che la terra è tonda
Libero libero davvero
 non per fare il duro
Libero libero
dalla paura del futuro
Libero perché ognuno
è libero di andare
Libero da una storia
 che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane

 
 
 
 
 
 
 
 

GABRY HA DETTO ...

Quando Fabio è triste trasmette elettricità.
Poche, schematiche, spietate parole
e apre serrature, innesca bombe,
come se la sua Tristezza s'incendiasse in collera
nel senso d'impotenza sulle situazioni intorno

 


 
 
 
 
 
 
 

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ULTIMI COMMENTI

peccato che le scuse, al momento, hai omesso di presentarle...
Inviato da: mio nome
il 23/09/2012 alle 18:55
 
Grazie ely, bonsoirè ;-)
Inviato da: zapata71
il 21/03/2012 alle 18:40
 
Grazie lady, ben ritrovata :-))
Inviato da: zapata71
il 21/03/2012 alle 18:38
 
Passata per caso, interessante il tuo blog. buonagiornata.
Inviato da: elyniwen
il 20/03/2012 alle 13:06
 
che belle!
Inviato da: ladymiss00
il 20/03/2012 alle 10:59
 
 
 
 
 
 
 
 

VIENI A BALLARE IN PUGLIA


 
 
 
 
 
 
 
 

LA LINEA DI OSVALDO CAVANDOLI


 
 
 
 
 
 
 

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Giovanni Passannante

Post n°386 pubblicato il 08 Febbraio 2013 da zapata71
 

 

 

Nato a Salvia di Lucania, Basilicata, c'era una volta Giovanni Passannante.

Napoli, 17 Novembre 1878: il re Umberto di Savoia, reduce da un lungo viaggio attraverso l’Italia, è accolto dal popolo a pecora devoto.

La carrozza nella quale viaggia il re, unitamente alla regina Margherita e Benedetto Cairoli, ministro dell’interno, percorre il tratto di strada che conduce dalla stazione ferroviaria al Palazzo Reale.

Poche ora prima, Passannante, 29 anni, vende al mercato dei panni vecchi la propria giacca per poter acquistare un coltellino di otto soldi, lama 'lunga' quattro dita.

Con quel coltellino, in nome della repubblica universale, compie un gesto di protesta scagliandosi contro il re d'Italia, Umberto I, il quale riporta solo una piccola ferita.

Fermato e subito arrestato.

Sottoposto a crudeli torture perchè sveli un'inesistente congiura contro il regno sabaudo.

All'agitazione che scuote il Paese si tenta di fare fronte con una pesante opera di repressione che investì l'intero territorio italiano: la magistratura istruisce circa 140 processi contro appartenenti a circoli anarchici.

L'intera famiglia dell'attentatore, composta dalla madre settantaseienne, due fratelli e tre sorelle - colpevoli solo d'essere consanguinei del Passannante - sono arrestati già il giorno dopo l'attentato e condotti nel manicomio criminale di Aversa dove restano internati fino alla morte.
Solo il fratello Pasquale riesce a fuggire.

Il sindaco di Salvia di Lucania, paese di origine di Passannante, è costretto a recarsi al cospetto del re implorando perdono e umiliandosi al punto di offrire di mutare il nome del comune in Savoia di Lucania, nome che porta ancor oggi.

Parenti e omonimi del Passannante devono lasciare il paese trasferendosi nei paesi limitrofi.

Malgrado questa repressione, non mancano numerose testimonianze di solidarietà: il grido sovversivo di "Viva Passannante!" echeggia da un capo all'altro della penisola.

Giovanni Pascoli scrive un'"Ode a Passannante" e patisce quattro mesi di carcere.

Nel processo farsa, si cerca a tutti i costi una cospirazione contro i savoia, si cerca di far passare Passannante per pazzo, lo si definisce anarchico e appartenente all'Internazionale, ma le sue dichiarazioni fugano ogni dubbio: “Non sono né internazionalista, né socialista. Non capisco anzi che cosa significhino le parole internazionalismo e socialismo. Il mio ideale è la Repubblica Universale”.

Gli psichiatri Biffi e Tamburini, incaricati della perizia al processo, dichiararono:

«Noi abbiamo esaminato attentamente le qualità psichiche del prevenuto e noi non vi abbiamo trovato nulla di anormale. L’attività produttiva della mente è in lui regolare; le espressioni di cui si serve non sono come comporterebbe la sua condizione sociale; le sue idee sono elevate e rivelano una cultura superiore. Le sue risposte denotano in lui una finezza ed una forza di pensiero non comune. Interrogato s’egli si credeva in diritto di fare violenza ai sentimenti della maggioranza, e di turbarne la tranquillità, ha risposto: “La maggioranza che si rassegna è colpevole e la minoranza ha il diritto di resisterle”.

Alla nostra domanda come mai lui, povero cuoco, aveva la presunzione di volere scrivere degli opuscoli, rispose: “Sovente gli ignoranti riescono là ove i sapienti inciampano”.

I sentimenti affettivi, quello del dovere soprattutto, sono in Giovanni Passannante pronunciatissimi.

Lo studio della sua vita anteriore non ci ha rivelato neppure un atto di disonestà. Infine egli ha volontà ferma, parola sicura, tagliente, che riflette fedelmente il suo pensiero. Ha una fisionomia dolce, sorridente qualche volta, ed ha un comportamento energico.

Interrogato se egli approvava che per la sua difesa lo si facesse passare per pazzo, rispose: “Io non temo punto la morte; non voglio passare per pazzo; sacrifico volentieri la mia vita ai miei principi”.

Giovanni Passannante, 29 anni, cuoco, a termine del processo è condannato a morte sebbene il codice penale prevedesse la pena capitale solo in caso di morte del re e non di ferimento.


Per crudeltà maggiore, il condannato è salvato dal patibolo per farlo morire cento volte al giorno nelle tetre segrete della
Torre.

Riceve, infatti, la 'benevola' clemenza del re: la pena capitale è convertita in ergastolo, da scontare sull’Isola d’Elba, presso Portoferraio, ove rimane interrato nella torre che da lui prese il nome per circa 10 anni!

E' segregato in una cella più bassa della sua altezza, situata al di sotto del livello dell'acqua, ciò lo costringe a stare necessariamente disteso per terra o in piedi ma curvo sulla schiena.
Sotto l’azione combinata dell’umidità e delle tenebre il suo corpo si spoglia di ogni pelo, perde colore e si gonfia in una guisa pietosa.

Trasorsi due anni circa, lo si fa passare per scale segrete e oscure, senza dargli possibilità alcuna di vedere un lembo di cielo, a una cella superiore. Là resta rinchiuso giorno e notte senza interruzione. Non riceve, mai, né lettere né visite.

Presto si ammala e inizia a nutrirsi dei propri escrementi. Tutto ciò lo conduce alla perdita della ragione, così viene trasferito nel manicomio criminale di Montelupo, ove in seguito muore cieco e completamente pazzo.

Dieci anni passati nel buio e nel silenzio di una tomba, buio e silenzio imposto anche a coloro che guardano a vista il condannato. Dieci anni nei quali, come detto, Giovanni Passannante perde la ragione e la salute.

Nessuno ha mai potuto “illustrare” le sofferenze di Giovanni Passannante.

Nessuno, tranne l'on. Bertani che, a seguito di insistenze, minacce e dispacci col ministero, dopo due anni dalla sua prima richiesta riesce a forzare la consegna: ottiene il permesso di guardare il prigioniero da un buco della porta, a condizione assoluta di non parlare, perché il prigioniero non deve accorgersi della presenza d’un visitatore. Dopo un certo tempo, necessario ad abituare l’occhio alle tenebre, Bertani intravede alla debolissima luce di una lanterna, situata nell’interno della cella, la figura del condannato ridotto in una condizione raccapricciante. Le sue membra gonfie, il viso cereo, Passannante giace su un tavolaccio ed emette dei rantoli continui e grida strazianti, tenendo sollevata con una mano una grossa catena di 18 chili ch’egli non può sopportare in altro modo data l’estrema sua debolezza.

Quel che è certo è che quando le pesanti porte della sua tetra e fetida prigione si aprono per lasciarlo passare, onde trasportarlo al manicomio di Montelupo, da quella tomba non esce che un corpo disfatto.

Lunedì 14 febbraio 1910, alle ore 10 del mattino, Giovanni Passannante muore per paralisi bronchiale nel manicomio giudiziario di Montelupo Fiorentino.

ma la Storia non finisce così, e no, troppo semplice ...

Grazie” alle teorie di un coglione dal nome cesare lombroso (criminologo, le cui opere si basano sul concetto del criminale per nascita: l'origine del comportamento criminale è insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, persona fisicamente differente dall'uomo normale in quanto dotata di anomalie ed atavismi, che ne determinano il comportamento criminale) al cadavere viene tagliata la testa: il cervello e il cranio, assieme ai suoi blocchi di appunti, vengono conservati presso l'istituto Superiore di Polizia associato al carcere giudiziario di "Regina Coeli" di Roma.

Di seguito, nel 1936, il tutto viene esposto al museo criminologico dell'amministrazione Penitenziaria del Ministro della Giustizia di Roma, ove c'è la possibilità di 'ammirarli' per quasi un secolo.

Da allora Passannante e la sua storia cadono nel dimenticatoio, fino a quando, negli anni '90, tre uomini testardi, idealisti e un po' incoscienti decidono di intraprendere una lunga battaglia per dare sepoltura ai resti del cuoco lucano, ancora conservati nel Museo Criminologico.

Un teatrante (Ulderico Pesce), un giornalista e un cantante (Andrea Satta dei Tetes de Bois) combattono la loro battaglia con tutti i mezzi: in teatro e nelle piazze davanti a gente inconsapevole e compassionevole, nei ministeri, in situazioni grottesche, davanti a funzionari inconsapevoli e indifferenti ...

Il 23 febbraio 1999, il ministro di Grazia e Giustizia, Oliviero Diliberto, firma il nulla osta alla traslazione dei resti del Passannante da Roma a Savoia di Lucania, che avviene solo otto anni dopo.

L'11 maggio 2007 è prevista la sepoltura di Passannante, da tenersi alle ore 11 nella chiesa madre di Savoia di Lucania.

La sepoltura, tuttavia, viene effettuata senza rito funebre il giorno precedente a quello stabilito, alla presenza del sindaco del paese Rosina Ricciardi, di un giornalista del quotidiano "La Nuova del Sud" e di una sottosegretaria del presidente della regione Basilicata Vito De Filippo. La decisione è giustificata con problemi di ordine pubblico ...

Grazie alle firme i resti di Passannante sono stati sepolti nel suo paese natale. Quel paese si chiamava Salvia, ma fu ribattezzato “Savoia di Lucania” come ancora oggi, purtroppo, si chiama.

Evviva i Savoia ...



 

 

 
 
 

Discorso all'Umanità

Post n°385 pubblicato il 01 Gennaio 2013 da zapata71

 
 
 

IS THERE ANYBODY OUT THERE ??????????

Post n°384 pubblicato il 07 Novembre 2012 da zapata71
 

"Pink, ormai completamente solo, vive l'ennesima delusione. Dopo aver lanciato, in Hey Yoy, il suo appello a quanti sono rimasti dall'altra parte del muro, non ottiene nessuna risposta.
Il dubbio si fa quindi strada in lui: "esisterà ancora qualcuno là fuori?".

In uno stato di alterazione visibile e crescente, lascia la sua stanza. Raggiunto il bagno, la sua innocente intenzione iniziale di radersi evolve macabramente. La rockstar si depila completamente petto e sopracciglia. Durante l'operazione si ferisce e perde del sangue che tinge di un rosso vivo l'acqua nel lavandino.

Un epilogo impressionante, tale da conferire all'intera sequenza un gusto forte, non previsto dal copione.

Geldof, ancora una volta, si lasciò trasportare dal personaggio che stava interpretando e ad Alan Parker, visto il risultato, non parve vero di poter inserire una scena così realistica nella sua opera.

La depilazione delle sopracciglia era un'operazione consueta per Barrett. Non a caso, molte delle persone che conobbero Syd, non riescono a trattenere le lacrime ogni volta che assistono a quella sequenza di The Wall."

tratto da "Le canzoni dei Pink Floyd" di Christian Diemoz

 
 
 

Buon Appetito

Post n°383 pubblicato il 23 Settembre 2012 da zapata71

"... mi dispiace per il ritardo, ti ho chiesto scusa, cos'altro posso fare?"

"A M M A Z Z A T I".

...

b u o n   a p p e t i t o

Sapessi che felicità mi dà l'idea di non vederti più, l'idea di non fidarmi più

qualsiasi cosa mi dirai 

Sapessi che felicità mi dà l'idea di non toccarti più, l'idea di non seguirti più

in tutto ciò che fai 

Ho messo le mani in tasca ed ho sputato sulla tavola, buon appetito amore mio! 

Sapessi che felicità mi dà l'idea di non sapere più quando cammini dove vai,

quando dormi con chi lo fai 

Di tutte le lacrime che hai quante ne piangerai? 

Quantificando il male che mi fai ho visto che non finisce mai 

Quindi ho messo le mani in tasca ed ho sputato sulla tavola,

buon appetito amore mio! 

Quando fai la spesa cosa comperi,

di che colore hai colorato i mobili, 

vorrei non sapere più nemmeno dove abiti

 



 
 
 

Chiedo

Post n°382 pubblicato il 08 Agosto 2012 da zapata71

Scusa per i baci che ti ho dato
scusa per le mille volte che ti ho toccato
scusa per averti conosciuto ed averti accompagnato
scusami se ti ho salutato baciandoti la mano
mi scuso per averti detto un giorno mi mancherai tantissimo
tdm scusa se ho insistito e non mi sono trattenuto, scusami
scusa se ho la faccia come il culo, scusa se non ti ho capito
scusa per gli inviti e le colline e le feste di paese
scusa per i cambi di stagione che vivo ad ogni mese
scusa per la mia felicità ogni primo di gennaio
scusa tutto quello che ho bevuto e quello che non ho taciuto
scusami per quello che ti ho dato, se ti ho desiderato
oltremodo scusami
scusami se non ti ho baciato qualche volta,scusami
scusami quando è capitato che non ti ho toccato
scusami se non ti ho conosciuto e non ti ho accompagnato
scusami se non ti ho salutato baciandoti la mano
mi scuso per averti detto un giorno "vai, ti aspetto qui"
scusa se mi sono trattenuto e se non ho insistito scusami
scusa se ho la faccia e se la uso e se in fondo ti ho capito
scusa se la fine di stagione non coincide questo mese
scusa per la tua felicità il primo di gennaio
scusa quello che non ho bevuto e quello che ho taciuto
scusami per ciò che non ti ho dato, se mi hai desiderato
in qualche modo scusami

(Dente)

 
 
 

PLACES. Scorci dell'anima

Post n°381 pubblicato il 13 Luglio 2012 da zapata71

Places

In viaggio o durante una passeggiata nella propria città.

La passione per la fotografia. Una reflex appesa al collo. Lo sguardo curioso e indagatore che esplora il mondo circostante.

Un click e… l’autenticità di un luogo, un volto, un gesto, catturato per sempre.

Ecco come la fotografia riesce a restituire i veri significati della realtà in un mondo che si muove velocemente e alla rinfusa, fagocitando tutto.

Nascono così gli scatti di Roberto Cassanelli, Lucrezia Di Pilato, Roberto Mastrodonato, Fabio Palmisano, Cristina Soldano e Dario Amoroso d’Aragona.

Dal 13 al 22 Luglio sarà possibile ammirarli presso la Galleria Spazio Giovani, in Via Venezia n. 41 nella II edizione della collettiva fotografica dal titolo “PLACES. Scorci dell’anima”.

Trenta istantanee interpretate secondo una sapiente combinazione di inventiva, immaginazione, ispirazione e percezione con l’obiettivo di far emergere la vera identità e l’”anima” dei soggetti immortalati.

La I edizione della mostra fotografica si è svolta a Bisceglie presso la Biblioteca “don Michele Cafagna” dal 15 al 22 Aprile scorso, nell’ambito della Settimana della Cultura, rivelandosi uno degli eventi di maggior successo.

La mostra, patrocinata dal Comune di Bari, che si avvale ancora dello sforzo organizzativo della Biblioteca “don Michele Cafagna”, sarà inaugurata venerdì 13 alle ore 20:30.

Dal 14 al 22 Luglio 2012 la mostra sarà visitabile dalle 17:30 alle 21:30.

 

Luca La Notte

Biblioteca “don Michele Cafagna”

 
 
 

c'eravamo abbastanza amati

Post n°380 pubblicato il 29 Giugno 2012 da zapata71

c'eravamo abbastanza amati 
poi siamo volati su dei campi di grano rettangolari 
non pensarmi non pensarmi 
mi dicevi mentre atterravi  
tra i tuoi capelli dei fiori di camomilla dei fiori diventavano rossi 
i tuoi 23 anni i miei 26 anni 
alla radio hanno detto che i nostri corpi hanno causato solo alcuni rallentamenti
i tuoi 23 anni i miei 26 anni 


mi hai detto solo così solo con queste esplosioni
possiamo creare quei soli  che si vedono di notte in nord Europa 
ma non c'ho mai capito un cazzo dei tuoi discorsi 


un anno prima sul litorale con le stelle bianche e il bar chiusi perché non lasciavano dormire il ritmico piovere
e noi due attaccati a una parete per ripararci. Con questo tempo è meglio non prendere gli ascensori, in questi periodi neri spettacolari 

e per scaldarci non ci basteranno le nostre mani,
con gli occhi azzurri sempre più chiari
almeno alla fine c'erano dei bellissimi cieli autunnali 


e quando ti ho dato tre fazzoletti di carta per pulirti la bocca 
quando l'ultima volta ti ho chiamata, non ti sei neanche girata, eri così seria. 
Eri già volata, eri nella stratosfera. 
Era per amore o per un'emorragia interna. 
Mi dicevi pensa quando sulla superficie terrestre resteranno soltanto dei sacchetti di plastica svolazzanti, dei libri fotografici. 

se solo anche tu fossi stata di plastica o di un altro materiale stabile non degradabile. 

guarda com'è lunga questa eclissi. chiamami anche sul tardi. 
con questo tempo è meglio non tenersi troppo lontani, 
in questi periodi neri spettacolari 

c'eravamo abbastanza amati 
poi siamo volati su dei campi di grano rettangolari 
non pensarmi non pensarmi 
mi dicevi mentre atterravi 
tra i tuoi capelli dei fiori di camomilla 
dei fiori diventavano rossi 
i tuoi 23 anni i miei 26 anni 
alla radio hanno detto che i nostri corpi hanno causato solo alcuni rallentamenti i tuoi 23 anni i miei 26 anni 

mi hai detto solo così solo con queste esplosioni possiamo creare quei soli 
che si vedono di notte in nord Europa 
ma non c'ho mai capito un cazzo dei tuoi discorsi

 

 
 
 

time

Post n°379 pubblicato il 10 Giugno 2012 da zapata71
 

... and then one day you find ten years have got behind you

No one told you when to run, you missed the starting gun ...

and you run and you run to catch up with the sun but it's sinking

t i m e

 
 
 

Fiori & Piante

Post n°378 pubblicato il 28 Marzo 2012 da zapata71

c l i c k

 
 
 

vista sul molo

Post n°377 pubblicato il 26 Marzo 2012 da zapata71

B a r i 

 
 
 

le foto segnalibri

Post n°376 pubblicato il 20 Marzo 2012 da zapata71

Dalla passione per la fotografia

dall'amore per la natura

nascono le foto segnalibri

click

 
 
 

Bari, Piazza del Ferrarese

Post n°375 pubblicato il 15 Marzo 2012 da zapata71
 

Bari

 
 
 

Con una rosa ...

Post n°374 pubblicato il 02 Marzo 2012 da zapata71
 

 

 

 

 

 

 

con una rosa

 
 
 

una pallina di latte materno

Post n°373 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da zapata71
 

Linda allatta Frida. Ogni giorno. Più volte al giorno. Da quasi sei mesi.

E Frida cresce.

Questo pensiero della crescita, legato all'allattamento materno, mi provoca un'Emozione fortissima.

Perchè è incredibile quel che la Natura è in grado di fare. E vedere il legame che si è creato tra mamma e figlia è meraviglioso!

Linda, sei la mamma migliore che Frida potesse scegliere.

Fabio

 
 
 

l'amour

Post n°372 pubblicato il 23 Febbraio 2012 da zapata71
 

Amore a lume di candela

 
 
 
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... IN CROCE ...

 
 
 
 
 
 
 

CALPESTATI, CI VENDICAMMO



La Storia Bandita
è la storia
volutamente
dimenticata
di Carmine Crocco
e del popolo lucano,
una storia di
angherie
umiliazioni
fame e povertà
rimossa come la
memoria delle ragioni
ke diedero vita
al brigantaggio
 
 
 
 
 
 
 

UN UOMO

 
 
 
 
 
 
 

BIRMANIA LIBERA

 
 
 
 
 
 
 

PER NON DIMENTICARE

 
 
 
 
 
 
 

SACCO & VANZETTI

  
giustizia: oggi come ieri

 
 
 
 
 
 
 

ANNA POLITKOVSKSYA

per non dimenticare ANNA

 
 
 
 
 
 
 

UNA DONNA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

NOI



.. e son ricordi, eh ..
 
 
 
 
 
 
 
 

P R E S O B L U

Ma quanta arroganza si spreca,
per quali mediocri orizzonti,
il senso di vaga impotenza,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

Con quali blindate paure
confonde l'amaro tra i denti,
l'insipido blu polizia,
di un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in giorni di pioggia.

ma sai dirmi dove sei,
se ti chiedo dove sei,
ti nascondi dove sei.

Il vuoto delle tue certezze tra le tue
pareti che ora inchiodano
il silenzio tra noi due
disordine interiore ma ordine nel paese
prigioni tribunali cellulari o forse chiese,
paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso paura del possibile.

In quali silenzi riecheggia
la rabbia delle tue certezze,
perché non ci provi ad arrenderti
a un giorno di pioggia,
al gusto di pioggia,
in anni di pioggia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

BOOKS

 
 
 
 
 
 
 

QUASI 40



Oh mamma ho quasi quarant’anni
che cazzo ho fatto fino adesso
ho avuto il modo ed anche il tempo di cambiare
e l’ho passato a improvvisare
ma mi vuoi bene lo stesso
oh mamma mamma ti ricordi
per me ti preoccupavi spesso
e invece vedi, sono diventato un uomo
mi sposo e faccio un figlio adesso
così lo porti a spasso
e ho avuto culo di non perdermi per strada
e non drogarmi troppo
e se non fosse stato per la musica
magari sarei morto
chissà chissà
tu sai che alla realtà
oh mamma
oh mamma
oh mamma
Oh mamma ho quasi quarant’anni
non me ne sento neanche venti
e ho realizzato che il tempo è maledetto
e si diverte a passare
per vederci cambiare
tu invece mamma resti uguale
anzi mi sembri anche più bella
sono sicuro
che magari tra cent’anni
volerai su una stella
per brillare sulla terra
io nel frattempo continuo a improvvisare
non preoccuparti troppo
anche se sono già passati quarant’anni
non me ne sono accorto
chissà chissà
chissà
chissà come sarà
oh mamma
oh mamma
oh mamma
oh mamma
 
 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 28
 
 
 
 
 
 
 

.. POLVERE ..




Piano americano
e sfioro il tavolo con una mano.
Pomeriggio strano,
e un desiderio che è fuggito lontano.

Polvere, gran confusione,
un grigio salone,
in quale direzione
io caccerò la
polvere dai miei pensieri?
E quanti misteri
coi pochi poteri
che la mia condizione mi dà.

Aria un po’ viziata,
quella finestra andrebbe spalancata.
Tela rovinata,
e la cornice tutta consumata.

Polvere, troppi ricordi,
è meglio esser sordi
e forse è già tardi
per togliere la
polvere dagli ingranaggi,
dai volti dei saggi
coi pochi vantaggi
che la mia condizione mi dà.
(dà, dà, dà, dà, dà)
Non mi cercare
(shhhhhh)
chè non mi riconoscerai
(shhhhhh)