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Signora mia

Mezze stagioni e altri teoremi

 

 

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Post n°85 pubblicato il 12 Ottobre 2007 da jo_march1979
 

Una Vera Signora sa sempre come comportarsi e cosa dire in società. Le numerose occasioni di interazione non sono ovviamente afidate al caso o all’intuito, ma a un po’ di buon senso, unito a una ferrea mancanza di spontaneità.

La nascita. Va annunciata con poche righe scritte a mano su un biglietto da visita - non sta bene dirlo in giro prima perchè la gravidanza non va esibita: poi la gente pensa che chissà cosa abbiano fatto gli sposini-.

Nell’annuncio del lieto evento si evitino le formule fantasiose o spiritoselle, del tipo “Il 6 agosto è sceso dal cielo in casa Rossi il piccolo Sergio...”: Donna Letizia dice che chi riceve partecipazioni di questo tipo è autorizzato a dedurne che la felicità ha provocato deplorevoli turbamenti nel cervello dei neogenitori.

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Un'appropriata, dignitosa

partecipazione di nascita

Ovviamente si fa visita alla neomamma portando un regalo: la puerpera [...] ringrazia commossa anche se si tratta del ventesimo bavaglino della giornata.

L’ospite non può andarsene prima di aver visto il pupo e, qualunque sia il suo aspetto, sarà bene trovarlo graziosissimo.

 

Il fidanzamento. E’ cosa risaputa che il fidanzato, oggi, le ragazze se lo trovano da sè. Ma le famiglie hanno il dovere di testare il/la prescelto/a severamente. Va fatta un’eccezione nei casi gravi, come si spiega nel paragrafo del Saper Vivere di Donna Letizia intitolato “Se dopo i 25 anni...”. In questa infausta evenienza, se, passati i 23 o i 25 anni, la ragazza che fino a ieri era un fiore comincia improvisamente ad appassire, la madre si deve dar da fare agganciando signore con figli maschi, amiche che “conoscono tutti”; spronerà il marito a invitare il giovane ingegnere che è povero ma ha una zia ricchissima e zitella o l’avvocato Bianchi che non è più di primo pelo ma ha un appartamento arredato.

Una volta che il fidanzamento si è spontaneamente formato (per la proposta di di nozze, si veda il box qui a sinistra), parte la macchina da guerra del matrimonio. Il padre della fanciulla convoca il futuro genero, da solo e lo interroga cordialmente su soldi, posizione e famiglia ma non lo spaventerà con indagini troppo precise (perchè lo avrà già terrorizzato a sufficienza così).

Al termine del colloquio (perchè il marito è una professione, signora mia), madre e figlia potranno inserirsi con il pretesto di offrire un tè o un caffè. E’ implicito che le due saranno state con l’orecchio incollato alla porta tutto il tempo.

Se il futuro suocero ha fatto la parte del polizotto cattivo, la suocera recita invece il ruolo del poliziotto buono, che deve convincere lo spaventato genero a continuare il fidanzamento. Che non esageri però nel vantarsi la figlia, perchè una frase come “Lei non sa quale perla le regaliamo!” schiuderebbe allarmanti orizzonti al futuro genero. Quest’ultimo, una volta scappato dalla casa della fanciulla che fino a ieri gli piaceva tanto, non si illuderà di aver concluso, ma correrà dal fiorista e ordinerà delle rose per la futura suocera. Le accompagnerà con un biglietto da visita e due parole, spontanee e semplici, del tipo “Con commossa e devota gratitudine”.

Il giorno dopo, tocca a lei. Stavolta è la suocera a fare la parte del cattivo. La fidanzata, sia semplice e spontanea anche a costo di apparire terrorizzata. Il fine non è quello di essere se stesse -orrore- ma muovere a compassione la suocera, perchè  i suoi occhi attraversano i tessuti, indovinano strappi, spille da balia e ne traggono conclusioni, tipo “Mi pare che la ragazza si lavi poco”.

Anche alla fanciulla, dopo un giornatina del genere, spetta mandare dei fiori con un biglietto in cui si esprimeranno i ringraziamenti per la bella giornata trascorsa con lei.

 

Attenzione: ammesso che i fidanzati, dopo questa terribile esperienza, vogliano ancora convolare a nozze, o quantomeno rivolgersi la parola, si ricordino che quel giorno la complicata macchina del matrimonio ha avuto solo il primo giro di manovella.



PS. Per completare il quadro, consiglio vivamente la lettura del post di LivingCircle De Suoceribus. Come al solito, l'editor di Libero fa i capricci e non mi permette di inserire il link diretto. Ma con un paio di colpi di mouse potrete leggere una vera perla. E poi, vi vale come seminario per l'esame finale del corso di donnologia!

 
 
 
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