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ANGOLO DELLO STERMINATORE

ULTIMA FRASE DELLO STERMINATORE

Niente che possa essere fatto con la volontà umana è utopico

VECCHIE FRASI DELLO STERMINATORE

Lo sterminatore odia essere aiutato dagli alleati, vuole essere sempre da solo sul campo

Lo sterminatore o e testa o e croce: non conosce le vie di mezzo

NUOVE FRASI DELLO STERMINATORE

Lo sterminatore è sempre in prima linea nel mediare tra due parti, ma guai a loro se non trovano un accordo...

Bisogna essere duri senza perdere mai la tenerezza (Ernesto Che Guevara)

Questa frase dell'indimentacabile Che Guevara l'ho presa a modello x il mio stile di vita... Duro e determinato nell'affrontare le varie prove della vita, ma senza dimenticare la tenerezza che rende chiunque una brava persona (se non bleffa...), e solo con chi se lo merita esco la tenerezza, occhio quindi a non farmi saltare qualche nervo di troppo...

La verità è sempre rivoluzionaria!

 

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Creato da: sterminatore1986 il 22/10/2005
in questo blog voglio che tutte le più elementari forme di libertà (di parola, di pensiero, di respirare anche...) vengano rispettate!!!

 

 

LO STERMINATORE E' TORNATO

Post n°928 pubblicato il 05 Luglio 2011 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

Dopo tanto tempo, finalmente lo sterminatore torna, ancora più incazzato e determinato del passato.. Voi direte, ti abbiamo già conosciuto che eri veramente rivoluzionario, chissà che è successo x renderti ancora più deciso e determinato.. Lo scoprirete presto, intanto inizio brevemente a parlare della guerra in Val di Susa, dove pochi sanno che c'è già stato un morto, una camionetta dei carabinieri a investito e ucciso una signora uscendo da un distributore di benzina.. E il procuratore Caselli prova ad intomidire con avvisi di garanzia i capi della rivolta in val di susa, accusati tra le varie cazzate che hanno scritto, di incitamento alla resistenza.. IO LO GRIDO INSIEME A LORO, RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE!!! ADESSO INDAGACI TUTTI BASTARDO!!!

 
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RINNOVARE LA POLITICA!

Post n°927 pubblicato il 13 Maggio 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

La gente è stufa della politica attuata in questi anni... Parole, parole, parole e niente fatti... Ecco perchè ora è così disincantata che non crede più a niente, vuole solo fatti, ed è questo quello che noi giovani ci dobbiamo porre come obiettivo principale, proporre e attuare i fatti, basta con slogan stravaganti, parlare dei partiti in tutte le loro sfaccettature... Dei partiti bisogna solo dire che non fanno l'ìinteresse del popolo, che bisogna mandare gente nuova con idee nuove, gente che ha la seria intenzione di mettere in pratica quello che dice di voler fare, e non come i partiti classici, che quando scrivono il programma elettorale mettono una clausola così piccola, ma così piccola che nessuno la viene a sapere, che è la seguente: data di scadenza del programma elettorale coincide con la chiusura delle urne... Poi fanno solo i cavoli loro, e se ne fregano delle promesse fatte alla gente... Ci vuole grinta, determinazione, chiarezza e voglia di cambiare veramente il modo di fare politica, il clientelismo imperante ad Ostuni deve essere sconfitto una volta per tutte, restituiamo alla città, alla gente quella dignità che hanno perso per colpa di questo clientelismo che ha comprato tante persone che ora sono legate e non possono (o non vogliono) liberarsi da queste catene... Il coraggio delle idee, il coraggio di combattere senza timore questa casta che soffoca la democrazia, questo ci vuole, qualsiasi debolezza viene letta dalla gente come una resa ancora prima di iniziare a combattere... Coraggio di affrontare a viso aperto questa casta, denunciare tutto il malaffare, il malcostume e la cattiva amministrazione che le voci che girano denunciano in maniera consistente, però nessuno ha il coraggio di dirle in pubblico, nessuno che ha il coraggio di denunciarle queste cose che si dicono in giro, per paura di minacce, ritorsioni, querele varie... Di questo passo non ci libereremo mai di questa casta, la democrazia resterà una parola morta in questa città, cominciamo a denunciarli, rompiamo questo muro di omertà che li circonda, sputtianiamo tutto il loro schifo in pubblico, la gente si deve rendere conto che noi siamo determinatissimi a rovesciare tutto ciò, affinche a tutto questo si ponga fine una volta per tutte, restituiamo Ostuni ai suoi cittadini, perchè si devono sentire una volta per tutte veramente rappresentati, veramente ascoltati in tutte le istanze che pongono... Se la gente mi appoggerà e mi manderà in consiglio, mi farò portatore di tutte le battaglie per la libertà, per la democrazia, la voce di chi in questi anni ha avuto paura di denunciare mazzette, tangenti e ricatti per ottenere qualcosa in cambio, perchè le voci dicono anche questo, però nessuno ha le palle di denunciare ciò... Il diritto ci spetta perchè è un nostro diritto, non dobbiamo ringraziare nessuno per averlo avuto, c'è questa cultura di ringraziare per qualsiasi cosa ottenuta, senza sapere che era un nostro diritto... Bisogna fare una campagna di informazione a livello comunale verso i cittadini, dicendo loro quali sono i nostri diritti, perchè li devono conoscere per evitare di essere presi per il culo dal primo furbacchione di turno... Se mi manderete in consiglio, mi troverete sempre, per qualsiasi proposta, istanza, lamentela da farmi, mi troverete sempre, e risponderò sempre a tutte le vostre domande e a tutte le vostre lamentele... Mi assumo questo doveroso e scontato impegno, perchè ci vuole vera trasparenza, e io voglio dare l'esempio di come bisogna rinnovare questa politica, affinche la gente si riappropri del primo articolo della nostra Costituzione, che recita a chiare lettere che "il potere appartiene al popolo", quindi i nostri rappresentanti devono essere vincolati al popolo, e fare solo ed esclusivamente l'interesse collettivo, e non quello personale, ed essere sempre a disposizione per qualsiasi cosa, senza delegare nessuno in nome loro... PERCHE' LORO SONO STATI ELETTI, E LORO DEVONO RISPONDERE DELLE LORO AZIONI! RIDIAMO AL POPOLO IL POTERE CHE IN QUESTI ANNI HA PERSO!!! IL POTERE APPARTIENE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE AL POPOLO, E A NESSUN'ALTRO!!!

 
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Il castello dei misteri

Post n°926 pubblicato il 21 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

di Salvatore Borsellino
Fonte: Antimafia 2000

Erano le tre di notte ai primi di marzo di quest'anno, a Palermo. Mi sono svegliato di soprassalto, mi sono alzato e sono andato a guardare, dal balconde al nono piano della casa dove dormivo, il monte che sovrasta Palermo.

Non c'era la luna, non c'erano le stelle, il cielo era nero, ma sulla cima del monte si stagliava un castello.
Emanava un lieve chiarore, come se fosse fosforescente, dotato di una luce propria, forse perché lo ho guardato a lungo tante volte illuminato dal sole, e quell'immagine si è ormai stampata nella mia memoria.
Ogni volta che vado in Via D'Amelio vado vicino all'olivo che mia madre ha fatto piantare nel punto in cui era stata piazzata la macchina piena di esplosivo, nel punto dove sono stati massacrati Paolo e i suoi ragazzi, alzo gli occhi, lo vedo e sto a lungo a guardarlo.
Chissà se Paolo prima di alzare il braccio per suonare il campanello del citofono della casa di nostra madre ha alzato gli occhi e lo ha visto per l'ultima volta, chissà se anche i suoi ragazzi prima di essere fatti a pezzi lo hanno guardato.
Di certo qualcuno da una finestra di quel castello li stava osservando e aspettava il momento migliore per azionare il detonatore.
Di certo Gioacchino Genchi arrivando in Via D'Amelio due ore dopo la strage ha distolto gli occhi dal tronco di Paolo in mezzo alle macerie del numero 19 di Via D'Amelio, ha distolto gli occhi dai pezzi di Emanuela Loi che ancora si staccavano dall'intonaco del palazzo dove abitava la mamma di Paolo e ha visto quel castello.
Quel castello, l'unico punto, come subito capì, da dove poteva essere stato azionato il comando che aveva causato quella strage.
E allora prese l'auto, fece quei pochi chilometri in salita che separano Via D'Amelio da quello sperone del Monte Pellegrino, andò davanti al cancello di quel castello e suonò un altro campanello, lo suonò a lungo ma nessuno gli aprì nonostante la dentro ci fossero tante persone come poté stabilire qualche tempo dopo elaborando, come solo lui è in grado di fare, i tabulati telefonici dove sono riportati le posizioni e le chiamate dei telefoni cellulari e dei telefoni fissi.
Incrociando quelle telefonate si riescono a stabilire delle verità che nemmeno le intercettazioni sono in grado di fare.
Si riesce a sapere che da un certo numero di ville situate sulla strada tra Villagrazia di Carini e Palermo una serie di telefonate partì per segnalare che Paolo stava arrivando al suo appuntamento con la morte.
Si riesce a stabilire che nei 140 secondi intorno all'ora. minuti e secondi dell'esplosione che causò la strage, delle telefonate partirono e arrivarono da una barca ormeggiata nel golfo di Palermo per segnalare che Paolo era arrivato al suo ultimo appuntamento e che l'esplosione era stata perfettamente sincronizzata con il suo arrivo.
Su quella barca c'era Bruno Contrada ed altri componenti dei servizi segreti civili, dentro quel castello, insieme a persone che Genchi, con le sue tecniche è in grado di individuare e avrebbe già individuato se non lo avessero subito fermato, c'era Musco, una lugubre figura appartenente e animatore di logge massoniche deviate che dovrebbe essere inquisito per tanti elementi che invece oggi si trovano solo come spunto nelle sentenze di archiviazione di processi che non hanno potuto svolgersi.
Che forse non si svolgeranno mai, protetti come sono da un segreto di Stato non dichiarato ma non per questo meno forte perché retto dai ricatti incrociati basati sul contenuto di una Agenda Rossa..
Perché invece di portare avanti quei processi si emanano sentenze assurde e vergognose come come quella che ha mandato assolto il Cap. Arcangioli, l'uomo fotografato e ripreso subito dopo l'esplosione in Via D'Amelio, con in mano la borsa di cuoio di Paolo che sicuramente conteneva l'agenda rossa.
Perché invece si svolgere altri processi che vanno a toccare i fili scoperti delle consorterie di magistrati, uomini di governo, massoni e servizi deviati, si massacrano altri giudici, non più con il tritolo, ma con metodi nuovi che non fanno rumore, non fanno indignare l'opinione pubblica, come le bombe che in Palestina amputano gli arti di civili palestinesi senza che venga versato del sangue.
Massacri, vere e proprie esecuzioni davanti a plotoni di esecuzione composti da altri magistrati, come la decimazione della Procura di Salerno, che vengono presentate da una stampa ormai asservita e pavida di fronte al sistema di potere con un'ottica completamente distorta e fuorviante.
Perché il percolo rappresentato da Genchi e dalle sue consulenze in un eventuale processo agli esecutori occulti di questa strage, anche se forse non si svolgerà mai, viene eliminato preventivamentre eliminando la possibilità di un utilizzo delle sue raffinate tecniche di indagine in grado di inchiodare i responsabili materiali di quella strage.
Almeno fino a quando, e non è impossibile che accada, qualcuno non deciderà che sia necessaria la sua eliminazione anche fisica sfidando le reazioni che questa potrebbe provocare nell'opinione pubblica.
Alla stessa maniera in cui fu sfidata questa reazione quando fu necessario eliminare in fretta Paolo per potere rimuovere del tutto l'unico ostacolo che si frapponeva al portare avanti una ignobile trattativa tra mafia e Stato, portata avanti, in prima persona, dai più alti gradi del ROS. Quella trattativa della quale oggi, punto per punto e in mezzo all'indiferenza e all'assuefazione dell'opinione pubblica, vengono realizzati quei punti contenuti nel 'papello' e che sanciscono la definitiva sconfitta dello Stato di diritto.
Vogliamo anche noi dichiararci sconfitti, vogliamo anche noi chinare il capo e dichiararci servi, vogliamo anche noi rinunciare alla nostra libertà?
Il 19 luglio non è lontano. Prepariamoci.
Quest'anno da quella via in cui tutto è cominciato alle 5 del pomeriggio di 17 anni fa, dovrà nascere e non dovrà più fermarsi la nostra RESISTENZA.
Non dovrà più fermarsi fino a quando non sarà fatta Giustizia, fino a quando quei criminali che, anche dentro le istituzioni, stanno oggi godendo i frutti di quella strage non saranno spazzati via per sempre.

 
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Notizie italiane all'estero

Post n°925 pubblicato il 20 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

La Lega impone a Berlusconi la data del referendum

Il referendum per riformare la legge elettorale in vigore
in Italia, la cosiddetta legge "porcata", non si terrà in
coincidenza con le elezioni europee e municipali del sette
giugno, come chiedeva il centro sinistra. Secondo
l'opposizione, l'anticipazione del referendum avrebbe
permesso di risparmiare circa 400 milioni di euro, che
potevano essere utilizzati per sostenere le vittime del
terremoto in Abruzzo. Ma la Lega nord si è opposta con
forza e, minacciando la crisi di governo, è riuscita a
convincere il premier Silvio Berlusconi a tenere separate
le due votazioni. La posizione della Lega deriva da un
semplice calcolo politico: la legge "porcata" è stata
scritta da uno dei suoi esponenti, Roberto Calderoli. E il
partito pensa che votando separatamente per il referendum
sia più difficile raggiungere il quorum necessario per
approvare la nuova legge elettorale, che sarebbe meno
federalista, e quindi contraria agli interessi del partito.


El País, Spagna

http://www.elpais.com/articulo/internacional/Liga/impone/Berlusconi/fecha/referendum/electoral/elpepuinteur/20090416elpepuint_13/Tes

 
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LA TRUFFA DEL 5 PER 1000

Post n°924 pubblicato il 14 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

Che il Cavaliere in politica ci sappia fare dovrebbe oramai esserci tristemente noto. Certamente la prova d’Abruzzo dal suo punto di vista la sta affrontando alla grande. La sua presenza sul teatro della tragedia è costante e meticolosamente seguita dai mass-media. I sorrisi a trentadue denti hanno lasciato il posto alle scene di commozione. Le gaffes si sono rarefatte e si impongono dichiarazioni all’apparenza sofferte e meditate. Insomma per Berlusconi l’Abruzzo è diventata la migliore campagna elettorale possibile, per giunta giocata in largo anticipo e in totale assenza delle forze dell’opposizione parlamentare. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco. Se si stesse tutti più attenti i motivi per mettere perfino in ridicolo le scelte del governo non mancano davvero. Roberta Carlini su www.sbilanciamoci.info ci mette giustamente in guardia contro la bufala del 5 per mille per i terremotati d’Abruzzo. Tra pochi giorni, infatti, quando compileremo la annuale dichiarazione dei redditi quelli che come noi non evadono il fisco avranno anche la possibilità di compiere un gesto di solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto destinando ad esse il 5 per mille. Tutto ciò sarebbe il frutto della generosità e della capacità amministrativa del governo che metterebbe a disposizione dei cittadini una nuova via con la quale esercitare il loro senso di solidarietà.

Ma le cose non stanno affatto in questi termini. Il 5 per mille non è affatto una tassa aggiuntiva di scopo. Quei soldi sono già destinati al mondo del volontariato e della ricerca scientifica. Perciò non si tratterebbe di soldi “freschi”, ma semplicemente dello spostamento di fondi già previsti per iniziative sociali ai terremotati d’Abruzzo. Questo spostamento può avvenire sia dal mondo del volontariato e non profit, che dallo Stato ai terremotati. Sarebbe quindi molto meglio che non si togliessero soldi al volontariato, lo stesso che viene chiamato in causa e glorificato per i suoi atti di generosità nella circostanza di calamità naturali, perché in questo modo non si fa altro che indebolirlo. Sarebbe molto meglio che non si togliessero fondi alla ricerca medico-farmacologica per sconfiggere nuove e vecchie malattie e invece si annullasse, ad esempio, l’estensione dell’abolizione dell’Ici anche alle case dei ceti più abbienti che questo governo ha introdotto con la passata legge finanziaria.

Ma la truffa non finisce qui. Ancora oggi è in corso la ripartizione del 5 per mille versato nel 2007. Quindi è prevedibile, con buona possibilità di indovinarla, che i soldi che verranno versati con l’imminente dichiarazione dei redditi 2009 verranno ripartiti e portati a destinazione solo due anni dopo. In sostanza i terremotati riceveranno quanto la solidarietà convinta, ma un po’ ingenua, dei cittadini ha destinato loro non prima del 2011, con buona pace della velocità della ricostruzione assicurata dalle dichiarazioni governative di questi giorni.

In sostanza l’operazione del governo è chiara. La solidarietà dei cittadini italiani, cosa assai reale e consistente come si è visto in questi giorni, viene strumentalizzata dalla retorica governativa allo scopo di non ledere gli interessi delle classi più abbienti e di non rinunciare ad inutili o dannosi e faraonici progetti di spesa. Fra questi vi è, come è noto, la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma anche la consumazione dell’inutile rito del G8 alla Maddalena – ancora più superfluo dopo il flop del fratello maggiore, il G20 di Londra - i cui costi, 400 milioni di euro secondo le stime della stessa presidenza del Consiglio, sono curiosamente pari proprio alla cifra complessiva del 5 per mille espresso dai contribuenti per l’anno 2006. Basterebbe dunque rinunciare all’appuntamento della Maddalena e si otterrebbe il risultato multiplo di non tagliare i fondi al volontariato, di soccorrere e sostenere effettivamente le popolazioni d’Abruzzo, infine di evitare una farsa dai risvolti spesso tragici che si chiama G8.

Dal blog di siamo_vivipuglia

 
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SEMPRE GLI STESSI

Post n°923 pubblicato il 09 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

IMPREGILO S.p.A.

E' una multinazionale e principale gruppo italiano nel settore costruzioni e ingegneria: costruzioni ferroviarie, autostradali; trattamento delle acque reflue e dissalatori; opere per l'ambiente e territorio.

Nel 90 la FIAT Impresit e Cogefar si fusero e successivamente si unirono le società GIROLA, LODIGIANI e CASTELLI nominando presidente del gruppo FRANCO CARRARO(uno di quelli che riescono ad avere mille incarichi diversi e importanti allo stesso momento).

Nel 2006 si inizia a parlare di una possibile fusione con il gruppo ASTALDI.

Nel 2005 si aggiudicherà la gara internazionale per la realizzazione del ponte nello Stretto di Messina ( contratto firmato dal governo Berlusconi il 23/03/2006 ,nello studio di progettazione faceva parte l'allora Ministro delle infrastrutture Pietro Lunardi) , avevano 10 mesi per recedere, e più il tempo passava e più penali venivano pagate....ci misero 19 mesi per votare il definitivo accantonamento sulla proposta del successivo governo PRODI, proposta bocciata a causa del voto contrario del gruppo di Antonio di Pietro che proponevano di accorporare lo Stretto di Messina all'ANAS.

Nel 2000 la FIBE, controllata sempre al 100% da IMPREGILO, si aggiudica l'appalto statale per l'ntero ciclo di raccolta e smaltimento industriale dei rifiuti della Campania.

Avevano promesso tempi cortissimi per la realizzazione degli inceneritori.

All'inizio del 2008 i lavori non erano ancora finiti...con le gravi conseguenze che sappiamo.

La magistratura di Napoli nel frattempo congela i c/c italiani del gruppo IMPREGILO per un valore di 750 miliono di euro e li interdice per un anno alle gare pubbliche per quanto riguarda lo smaltimento rifiuti.. in seguito vengono arrestate 25 persone tra cui l'amm. delegato MASSIMO MALVAGNA.

Presente nei lavori di Salerno-Reggio Calabria, allunga i tempi ottenendo altri fondi

E' presente nella costruzione dell'ospedale nuovo dell'Aquila...ne prese l'appalto nel 1991..lavori che finirono nel 2002..ma all'inagurazione dello stesso nel 2000...venne considerato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema sanitario...costruito con materiali di scarsa qualità....un impianto obsoleto.

Vari scandali e atti di corruzione e concussione hanno visto inquisiti i  vari amministratori della società del gruppo IMPREGILO .

All'estero..in particolare in America Latina e in Africa...è coinvolta e citata in giudizio in reati riguardanti l'ambiente e la salute delle popolazioni locali in cui le grandi opere venivano edificate.

Gruppo a cui verrà affidata la costruzione delle centrali nucleari...........a cui saranno affidati i lavori in Libia sull'accordo ITALIA-LIBIA per una compensazione ai danni causati all'epoca del colonialismo.

Il pacchetto di controllo di IMPREGILO è detenuto da IGLI S.p.A.(29,866) , a questa società fanno capo al 33%: Autostrade per l'Italia S.p.A.( gruppo BENETTON); Argo Finanziaria(gruppo GAVIO); Immobiliare Lombardia(gruppo Fondiaria Sai).

Azionisti minori sono varie Assicurazioni Generali, Banca Popolare di Milano e The Royal Banch of Scotland Plc.

MA COME MAI MALGRADO TUTTO...I GOVERNI....TUTTI I POLITICI SONO COSI' CONSENZIENTI CON QUESTO GRUPPO?.

AMANO COCCOLARLA E TENERLA AL RIPARO...LA NUTRONO...LA RIPARANO..LA SOSTENGONO.......

VOGLIAMO DARCI UNA RISPOSTA?

O VOGLIAMO CONTINUARE A GIRARCI DALL'ALTRA PARTE CONVINTI CHE NON SAREMO NOI A PAGARNE LE CONSEGUENZE?

MA QUALCUNO LE HA GIA' PAGATE

Dal blog di red5706

 
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MISTERI DI STATO/SCOPERTO ECHELON ITALIA

Post n°922 pubblicato il 08 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
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Nonostante la gravità del terremoto in Abruzzo, devo assolutamente pubblicare il link ad un'articolo che rivela una realtà sconvolgente... Tutte le procure d'Italia sarebbero spiate e controllate dal Ministero della Giustizia... Non vi anticipo nient'altro, nonostante ho coscienza delle merde che governano il paese, questa notizia mi ha ugualmente sconvolto...

http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=199

Buona sconvolgente lettura... Questa è vera informazione, altro che Mediaset...

 
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BLOG IN LUTTO...

Post n°921 pubblicato il 07 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
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Stendo poche righe per testimoniare la mia solidarietà e vicinanza ai popoli dell’Abruzzo colpiti da un terremoto non fortissimo ma devastante nei suoi effetti, a causa di tecniche di costruzione e di materiali sbagliati o scadenti… In Giappone vige l'obbligo di costruire con metodi anti-sismici... Se in Italia ci fossero le stesse leggi, oggi non piangeremmo tutti quei morti a L'Aquila... Perchè queste leggi non ci sono in Italia?

 

 
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Blitz anti-estorsione nella Città Bianca: arrestati quattro ostunesi

Post n°920 pubblicato il 01 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
Tag: Ostuni
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Dopo gli ultimi episodi criminosi che hanno creato tensione e paura nella Città Bianca e che hanno preso di mira amministratori pubblici e facoltosi imprenditori locali, è stata attivata alle prime ore di questa mattina una importante operazione condotta dalla polizia di Brindisi congiuntamente agli agenti del commissariato di Ostuni, che ha permesso di sgominare una cellula della criminalità organizzata del territorio. Quattro i soggetti arrestati: Alfredo Capone, classe '58, Giovanni Basile, classe '77, Pierluigi Cisaria, classe '67 e Denis Loparco, classe '71. La Direzione distrettuale antimafia di Lecce ha contestato ai destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere oltre 10 capi d'imputazione, tra cui tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, tentata estorsione aggravata, danneggiamenti, porto e detenzione illegale di materiale esplodente ed arma da fuoco, incendi dolosi, furto ed altro. Le indagini hanno portato gli inquirenti a dichiarare che il gruppo criminale, composto da "soggetti di eccezionale pericolosità", ha agito allo scopo di "soggiogare e controllare le iniziative economiche sia dei più facoltosi imprenditori della zona che degli amministratori dell'ente comunale". Oltre al vicesindaco, Vincenzo Pomes, infatti, sono stati presi di mira il Primo Cittadino di Ostuni, Domenico Tanzarella, alcuni assessori ed anche qualche facoltoso imprenditore locale sottoposto a ripetuti tentativi di estorsione. Secondo gli inquirenti pare che la banda criminale pare agisse in collegamento con l'organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita, avvalendosi quindi della forza di intimidazione del vincolo associativo.

Fonte: www.trcb.it

NOTE DELLO STERMINATORE DOPO LA LETTURA: Questi fatti criminosi erano arrivati addirittura all'attenzione dei TG nazionali, sicuramente non sono solo questi 4 ad aver fatto tutto quelle azioni, però un primo colpo alla criminalità è stato sferrato... Speriamo che le cose migliorino... I politici e gli imprenditori facoltosi si abbattono con la rivoluzione, di certo non con questi gesti ignobili... E tocca alla gente comune cambiare la società, non ai criminali...

 
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GUARDATE CHE COSA SCRIVONO I GIORNALI STRANIERI SUL CAPO DI QUESTO REGIME

Post n°919 pubblicato il 01 Aprile 2009 da sterminatore1986
 
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L'ombra del fascismo sull'Italia

L'obiettivo principale di Silvio Berlusconi come presidente
del consiglio italiano è sempre sembrato sfacciatamente
ovvio: proteggere se stesso e il suo impero mediatico. Ma
la sua ultima mossa – la fusione tra il suo partito Forza
Italia e Alleanza nazionale – lascerà un segno molto più
forte sulla vita pubblica dell'Italia di qualsiasi altra
sua scelta politica. Diversamente dalla Germania, l'Italia
del dopoguerra non ha mai fatto i conti con l'eredità del
fascismo.    

The Guardian, Gran Bretagna

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/mar/30/silvio-berlusconi-fascism-italy-g20

Più poteri per il presidente del consiglio

Il 29 marzo Silvio Berlusconi è stato eletto all'unanimità
come presidente del Popolo della libertà da quasi seimila
delegati. In quest'occasione ha dichiarato che riformerà la
costituzione per rafforzare i poteri del primo ministro. In
Italia, sostiene Berlusconi, il premier non ha gli stessi
poteri delle altre grandi democrazie: la soluzione è un
nuovo equilibrio e una nuova separazione dei poteri. 

El País, Spagna

http://www.elpais.com/articulo/internacional/Berlusconi/exige/poderes/primer/ministro/elpepuint/20090329elpepuint_11/Tes

La lista di Berlusconi

Da qualche parte in una delle sue ville, Silvio Berlusconi
deve avere una lista degli ostacoli che gli impediscono di
avere il controllo totale sull'Italia. Questo fine
settimana è riuscito a cancellare un'altro nome da quella
lista. Adesso in Italia c'è un solo grande partito di
centrodestra e Berlusconi è il suo leader incontestato. Dal
2001 al 2006 il Cavaliere ha affrontato i suoi problemi
economic e penali. In questo mandato come premier vuole
lasciare il segno della sua era "berlusconiana".

The Guardian, Gran Bretagna

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/mar/31/italy-silvio-berlusconi

NOTE DELLO STERMINATORE DOPO LA LETTURA: Secondo i giornali esteri, gli unici che diffondono una parvenza di realtà al du fuori del mondo di internet, il capo del regime (mi rifiuto di nominarlo per nome, mi fa troppo schifo) non ha mai fatto i conti con l'eredità del fascismo (e grazie le approva certe idee questo dittatore) e inoltre vorrebbe sempre più poteri, come se il posto di capo del governo, il controllo dei mass media e la maestria delle mazzette non gli basti... ABBATTIAMOLO!

 
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Sicilia nucleare: il caso Pasquasia

Post n°918 pubblicato il 24 Marzo 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

E' una di quelle storie mai venute alla luce, di quelle che però sembrano "segreti di pulcinella": verità che tutti sanno, ma da non ammettere mai ufficialmente. Sembra che al centro della Sicilia, è per la precisione nei pressi di Enna, in località Pasquasia, ci sarebbero rifiuti nucleari. Lo sostiene il periodico L’Ora Siciliana, che in un'inchiesta condotta dal suo direttore, Angelo Severino, cita anche dell'esistenza di documenti che lo dimostrerebbero. Le scorie sarebbero custodite all'interno di una vecchia miniera di solfati, situata in una zona di tipo argilloso. E' proprio la tipologia del sottosuolo di Pasquasia ad essere appetibile per una discarica nucleare: si tratta delle formazioni più idonee per la sistemazione definitiva di scorie nucleari, comprese quelle ad altissima intensità di radiazione. Secondo l'inchiesta, fin dal 1995 vi sarebbero depositate scorie di medio livello, ma si ipotizza addirittura un inaspettato incidente nucleare verificatosi probabilmente intorno al 1995 durante una fase sperimentale di laboratorio per verificare la reale consistenza del sottosuolo della miniera su eventuali dispersioni di radiazioni. Lo testimonierebbe la presenza di Cesio 137 nelle vicinanze di Pasquasia, riscontrata dall’Usl nel 1997 in concentrazione ben superiore alla norma. Ricordiamo che il Cesio 137 è un radionuclide che viene liberato normalmente in caso di fughe all’interno di centrali nucleari.


La miniera di Pasquasia, chiusa nel 1992 per ragioni non ancora completamente appurate, era la più importante miniera di superficie per l'estrazione di zolfo e solfato di potassio della Sicilia, situata in provincia di Enna, in territorio della città capoluogo. Le voci su Pasquasia non sono nuove. Ci sono da decenni. E da decenni manca una presa di posizione ufficiale. Già nel 1996, l'onorevole Giuseppe Scozzari aveva condotto un'indagine, terminata con un'interrogazione parlamentare. Secondo Scozzari, già all'epoca l'ex miniera di Pasquasia era stata trasformata in un deposito di scorie radioattive, senza nessun consenso formale da parte dello Stato, e gestito da organizzazioni criminali. L'indagine dell'onorevole Scozzari era partita da un documento diffuso a Washington all'inizio del 1995, durante una conferenza sul combustibile nucleare esausto. In questo documento si leggeva che "In Europa occidentale ci sono una mezza dozzina di siti perfettamente funzionanti dove si depositano scorie di basso e medio livello". Tra questi c'era anche la miniera ennese.

L'unico errore di Scozzari sta nel fatto che non risulta per niente che la miniera fosse gestita da organizzazioni criminali, quanto piuttosto dalle stesse istituzioni europee. Fatto sta che, secondo il periodico siciliano, l'ex miniera già nel 1995 era un deposito di scorie di medio livello radioattivo. Il tutto mentre nulla trapelava, e la popolazione locale veniva tenuta rigorosamente all'oscuro.

Ancora oggi, le istituzioni - sia italiane sia internazionali – negano circa la presenza di scorie nucleari a Pasquasia, come oltre dieci anni fa negarono a Scozzari di poter entrare nel sito. Ma la cosa più preoccupante sarebbe che dal 2010 a Pasquasia potrebbero finire anche le scorie classificate HLW di terza categoria, ossia le scorie la cui radioattività decade nel corso di migliaia di anni.

Secondo quando afferma ancora L’Ora Siciliana, se così fosse allora oltre al danno ci sarebbe anche la beffa, perché se effettivamente nelle viscere di Pasquasia ci fossero le scorie, "dovremmo drammaticamente chiederci dove finisce la gran quantità di denaro erogato dall’Euratom come indennizzo per le vittime innocenti, morte di tumore, e come affitto per il deposito finale di rifiuti radioattivi a Pasquasia". Infatti, sull'argomento l'onorevole Ugo Maria Grimaldi non ha mai esitato ad esprimere preoccupazioni da molti anni: "Nel 1997 ebbi a dichiarare la mia grande preoccupazione perché su un'indagine che era stata condotta dall'oncologo Cammarata su casi di leucemia e tumori, si era verificato un certo preoccupante loro incremento. Allora, abbiamo iniziato ad occuparci della miniera di Pasquasia".

Proprio nel '97, Grimaldi era Assessore al Territorio e Ambiente alla Regione Siciliana e, in tale veste, tentò di far luce su quanto stesse avvenendo: "Quando cercai di entrare a Pasquasia con dei tecnici, con degli esperti del mio assessorato, ebbi grande difficoltà ad accedervi, perché non volevano che entrasse la televisione. Non volevano nel modo più assoluto che si vedessero i pozzi. Quando poi sono riuscito ad entrare all'interno della miniera, la cosa più strana che vidi era che uno di quei pozzi, che loro chiamavano bocche d'aria o sfiatatoi enormi e profondi di diametro più di 15 metri, era stato riempito con materiale che di sicuro era stato trasportato all'interno della miniera per chiudere, per tappare in modo definitivo quella bocca. E non si tratta di materiale buttato dentro casualmente come può verificarsi in una miniera temporaneamente chiusa, come quando qualcuno che vede una pietra e che la butta dentro. Qui si tratta di TIR carichi di materiale che poi hanno buttato dentro appositamente per seppellire e nascondere un qualcosa".

Già nel 1984 l'Enea avviò a Pasquasia uno studio geologico, geochimico e microbiologico sulla formazione argillosa e sulla sua resistenza alle scorie nucleari attraverso la costruzione di una galleria profonda 50 metri successivamente chiusa con dei cancelli. Venti anni dopo, uno studio epidemiologico, effettuato nella provincia di Enna, con particolare riferimento al territorio di Pietraperzia e Barrafranca, ha rilevato un inquietante incremento di tumori, carcinomi e sclerosi a placche già a partire dai primi anni novanta, con un aumento dell'incidenza quantificabile attorno al 20% nel solo biennio '95-'96. Tale studio rileverebbe un eventuale utilizzo della miniera di Pasquasia come deposito di scorie radioattive ancor prima della sua dismissione, avvenuta nel luglio del 1992. Dopo il 1992, il Corpo regionale delle miniere ha interrotto l'attività di vigilanza e di manutenzione degli impianti e la Regione ha affidato il controllo degli accessi alle miniere a quattro società di sicurezza privata, attualmente rimosse dall'incarico. Dopo, la questione Pasquasia è caduta nel solito silenzio all'italiana. Silenzio che adesso L’Ora Siciliana cerca di rompere.

Fonte: ariannaeditrice.it

Ringrazio cuccuruccuz per la notizia

 
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Guadalupa: una vittoria internazionalista

Post n°916 pubblicato il 24 Marzo 2009 da sterminatore1986
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Guadalupa
Una vittoria dei lavoratori
nelle Antille e in Francia

di Enrica Franco

Dopo 44 giorni di sciopero generale che ha paralizzato l'isola di Guadalupa (Antille, nel "Dipartimento d'Oltremare della Francia) la Confindustria francese ha sottoscritto l'accordo che comprende ben 165 articoli e prevede principalmente l’aumento di 200 euro per i salari più bassi, oltre alla diminuzione del prezzo del pane, un nuovo reclutamento di insegnanti, biglietti aerei a prezzi ridotti, ecc..
In Martinica, dove il fuoco della rivolta si era propagato già dal 5 febbraio scorso, i negoziati continuano. La maggior parte degli esercizi commerciali sono ancora chiusi e i posti di blocco paralizzano l’attività economica dell’isola. Intanto, a quarantamila chilometri di distanza, si è aperto un altro fronte: il collettivo Cospar di Reunione (collettivo delle organizzazioni sindacali, politiche e associative dell'isola) ha annunciato uno sciopero generale a partire da martedì prossimo. La principale rivendicazione del Cospar è l’aumento di 200 euro netti dei bassi salari, come nelle Antille.

 
Carovita e retaggi del colonialismo
Il conflitto sociale nelle isole francesi delle Antille è legato anche a una questione identitaria ed etnica. La classe operaia e quella contadina della Guadalupa provengono direttamente dallo schiavismo. La Guadalupa è diventata dipartimento nel 1946, quando è ufficialmente finito il colonialismo, ma anche nelle manifestazioni di questo febbraio si vede che il colonialismo non è cosa del passato.  L'80% delle attività produttive e commerciali dei territori francesi d'oltremare è nelle mani dell'1% della popolazione, cioè dei bianchi. I prezzi (di beni di prima necessità, ma anche dei carburanti) sono fino a sei volte più elevati di quelli francesi in quanto tutte le merci sono importate dalla Francia continentale, dall'altro lato dell'Atlantico. Nei negozi, i bianchi vendono, i neri comprano. Quasi tutti gli uffici dell'amministrazione pubblica sono occupati da bianchi.
La disoccupazione raggiunge cifre record: un quarto della popolazione di Reunione, Guadalupa, Martinica e Guiana francese è senza lavoro. Il 56% dei giovani di meno di 24 anni in Guadalupa è disoccupato.
Nei Caraibi francesi ogni crisi porta quindi in sé la possibilità della svolta indipendentista.
Elie Domota, portavoce del Lkp (il collettivo "Lyannaj Kont Pwofitasyo" - Dritti in piedi contro i profittatori), denuncia una "società schiavista" e chiede la "condivisione delle ricchezze".
 
Sciopero a oltranza e solidarietà dei lavoratori francesi
Lo sciopero generale è iniziato il 20 gennaio in Guadalupa, per denunciare appunto una situazione di carovita ormai insostenibile, e si è presto propagato nella vicina Martinica. Alcune organizzazioni padronali minori hanno accettato quasi subito le rivendicazioni sindacali, mentre la Confindustria francese, il Medef, ha tentato di resistere a lungo, ma è stata infine sconfitta dalla rivolta popolare.
A Parigi, secondo vari sondaggi, si è sviluppato un sentimento di solidarietà con i lavoratori in lotta nelle isole, sentimento che ha preoccupato non poco il governo francese. Una grande folla ha invaso le strade per manifestare il proprio sostegno e per ricordare Jacques Bino, il sindacalista ucciso nei pressi delle barricate erette a Pointe-a'-Pitre.
La stessa Francia sta vivendo in questi ultimi mesi momenti di forte tensione sociale:  il 29 gennaio sono scese in strada circa 2,5 milioni di persone per protestare contro le politiche adottate da Sarkozy per affrontare la crisi economica. Le burocrazie sindacali fanno però di tutto per smorzare gli animi esasperati dei lavoratori, dopo l'enorme successo del 29 gennaio è stato infatti indetta un'altra manifestazione soltanto per il 19 marzo.
I lavoratori delle Antille hanno invece dimostrato ancora una volta che, nonostante lo spauracchio della crisi, attraverso lo sciopero generale a oltranza si ottengono grandi risultati, un esempio formidabile da seguire in Francia come nel resto del mondo.

NOTE DELLO STERMINATORE DOPO LA LETTURA: Usando un termine fiorelliano, perchè la Skraiset tace in un silenzio assordante su queste notizie? Perchè non le sbandiera in tutti i TG queste notizie? Questa è informazione, quella vera, e non lo loro spazzatura che ci mostrano tutti i giorni

 
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UN NUOVO VENTO DI LOTTA IN EUROPA

Post n°915 pubblicato il 23 Marzo 2009 da sterminatore1986
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NOTE DELLO STERMINATORE PRIMA DELLA LETTURA: Il Partito di Alternativa Comunista (PdAC) l'ho seguito da vicino per un anno e, nonostante quello che scrivono e propagandano sia giusto, sono chiusi sulle loro posizioni e non vogliono assolutamente discutere con tutti i partiti e movimenti comunisti l'ipotesi di creare un'unico immenso partito comunista. Dicono sempre: Con quelli no, sono settari, non sono trozkisti, stalinisti, maoisti, castristi, che guevaristi... Questo continuo additare gli altri tutto il brutto e il torto e a loro il giusto è sbagliato... Invece di accusare tutto e tutti e rinchiudersi sulle loro posizioni, bisognerebbe sedersi tutti attorno ad un tavolo, e discutere su quali siano i veri principi del comunismo (Ovvero basarsi solo su Marx, Engels e Lenin come padri del comunismo) e al limite aggiungerci personaggi che hanno seguito, diffuso e applicato il loro pensiero come Che Guevara e Gramsci... Su tutti gli altri c'è da fare un'analisi approfondita per vedere chi può essere veramente citato come vero comunista e chi ha usato il nome comunismo solo per applicare una dittatura personale... Da queste basi si dovrebbe partire, basta scissioni, individualismi e mini-gruppi e mini-partiti che non hanno alcuna efficacia nella vita di tutti i giorni... VOGLIAMO UNIRCI VERAMENTE? E ALLORA NON PERDIAMO TEMPO E COMINCIAMO A FARE QUELLO CHE HO SCRITTO IN QUESTO BREVE ARTICOLO!

Le prime ricadute politiche della crisi economica.
In Islanda e Lettonia i lavoratori assaltano i parlamenti
 
 
 
 
di Elder Rambaldi
 
 
L'attuale crisi economica di portata mondiale sta già provocando nella sfera politica i primi  effetti, conseguenza della scesa in campo della lotta dei lavoratori e delle masse popolari. Questi ultimi infatti sono i soggetti su cui i governi, le banche ed i padroni riversano la crisi; le politiche si traducono, in generale, in un peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro: perdita del posto di lavoro, perdita del potere d'acquisto dei salari, peggioramento delle tutele, taglio dei servizi. Ciò che fa crescere la disponibilità dei lavoratori a scendere in piazza, come appunto stiamo vedendo in Italia e in Europa.
La crisi sta colpendo in maniera pesante l'Europa, quella più avanzata industrialmente ma anche quella orientale. Le risposte della classe lavoratrice cominciano a farsi sentire: in Italia è stata ampia la partecipazione allo sciopero generale del 12 dicembre e allo sciopero dei metalmeccanici e dei lavoratori del settore pubblico del 13 febbraio; in Francia si sono svolte manifestazioni di salariati che, per il numero, non si vedevano da vent'anni (anche in Gudalupa sono sorte lotte);  in Spagna ed in Portogallo sono soprattutto gli insegnanti e gli studenti a portare avanti la lotta; anche in Irlanda si stanno svolgendo grandi manifestazioni dei lavoratori e ci sono casi di occupazione di fabbriche; in Inghilterra si verificano grandi scioperi “selvaggi” degli edili e dimostrazioni di solidarietà tra lavoratori; in Bulgaria a metà gennaio si sono svolte manifestazioni, con scontri con la polizia, per protestare contro il malessere dovuto alla mancanza del gas e ai gravi problemi di corruzione del Paese; la Grecia, con i fuochi e con con gli scontri contro la polizia dei mesi scorsi, le molotov contro il parlamento borghese, rappresenta il punto più avanzato della lotta della classe lavoratrice e dei giovani rivoluzionari in Europa.
Spesso però sono proprio i sindacati concertativi e riformisti a limitare la lotta o addirittura a fermarla: in Spagna le centrali sindacali boicottano gli scioperi e le manifestazioni indette dai sindacati di base; in Inghilterra le Trade Unions, assieme ai media, strumentalizzano le lotte facendole rientrare in una prospettiva nazionalistica; in Italia, e negli altri Paesi, i sindacati che guidano le lotte non vogliono far accrescere la coscienza dei lavoratori, portarli verso una lotta veramente efficace e verso uno scontro frontale contro la classe nemica.
Abbiamo dedicato altri articoli su questo sito alle lotte in Spagna, Portogallo, Francia, ecc. Stavolta ci soffermiamo su due lotte esemplari su cui si è letto poco in Italia: Islanda e Lettonia.
 

Islanda: parlamento accerchiato, cade il governo
 
 
Nello scorso ottobre scoppia una forte crisi economica in Islanda, un piccolo Paese che conta appena 300 mila abitanti. Dopo il fallimento della famosa Lehman Brothers statunitense, una bolla speculativa fa collassare le tre principali banche dell'Islanda e con esse i milioni di dollari di investitori europei. Il valore della moneta scende in picchiata e l'inflazione arriva oltre il 20%, il 70% delle imprese fallite creano un repentino aumento della disoccupazione.
Dalla data del tonfo economico inizia una serie crescente di mobilitazioni delle masse popolari, si arriva a metà gennaio con un'imponente manifestazione (considerate le dimensioni del Paese) a Reykjavik che accerchia il Parlamento e riesce a far cadere il governo liberal-conservatore (formato dal Partito di Alleanza Socialdemocratica e dal Partito dell'Indipendenza) guidato dal conservatore Geir Haarde. Scontri con la polizia e partecipazione così ampia non si vedevano dal 1949, quando l'Islanda entrava a far parte della Nato.
L'Islanda, prima della crisi, era considerato un Paese tra i più fiorenti e i più agiati d'Europa, le politiche di liberalizzazione finanziaria avevano attratto i finanziatori e speculatori internazionali.
L'Islanda è molto legata economicamente agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, ai Paesi scandinavi e alla Danimarca. E' uno dei pochi Paesi a non possedere un proprio esercito, la protezione del suolo e dei cieli è affidata agli Stati Uniti d'America.
Dopo la nazionalizzazione delle banche e il prestito dal Fondo Monetario Internazionale di 6 miliardi di dollari (condizionato da tagli alla pensioni e alla spesa pubblica) il Presidente del Paese ha invitato alla formazione di un nuovo governo composto da forze socialdemocratiche (Partito dell'Alleanza Socialdemocratica e Movimento della Sinistra-Verde) con primo ministro l'ex ministro degli affari sociali Sigurdardottir, fino alle prossime elezioni del 25 aprile. L'intenzione del neo primo ministro è quella di traghettare il Paese all'adozione dell'Euro, l'euroscetticismo molto forte è in poco tempo vaporizzato.
Con il cambio di governo e le nuove elezioni la borghesia islandese intende darsi un nuovo volto, pulito agli occhi delle masse, bloccare così la mobilitazione popolare. Purtroppo manca una tradizione rivoluzionaria o di lotta di classe, in questo Paese le tracce di un partito comunista si trovano a fatica: nel 1930 nasce da una costola della socialdemocrazia il Partito Comunista d'Islanda, ma già nel 1938, su indicazione del Comintern stalinizzato (vedi teoria del fronte popolare contro il fascismo), il partito si fonde con un altro pezzo della socialdemocrazia formando il Partito di Unità Popolare – Partito Socialista; quest'ultimo si trasformerà in seguito in un partito socialdemocratico.
 
Lettonia e Lituania: sommosse di piazza e le pietre contro il parlamento
In Lettonia, mentre gli occhi del mondo erano puntati su Gaza ed Israele, si svolgeva una  manifestazione di piazza a Riga che, per la partecipazione, non si vedeva dal '91; partita inizialmente come manifestazione pacifica è poi evoluta in atti di sommossa e di violenza, con lancio di pietre verso il Parlamento e con scontri con la polizia. I manifestanti, portati in piazza dall'opposizione e dai sindacati contro le misure del governo che scaricava gli effetti della crisi sulla popolazione, chiedevano le dimissioni del premier Godmanis e nuove elezioni; la popolazione protestava allo stesso tempo contro la corruzione che investe pesantemente i vertici del Paese. Si stima che quest'anno la crescita della Lettonia sarà negativa di 7 punti e la disoccupazione aumenterà del 10%.
Il 20 febbraio Godmanis, viste le pressioni, è stato costretto a dimettersi. Il capo dello Stato Valdis Zatlers nomina l'ex Ministro delle Finanze Valdis Dombrovskis nuovo Primo Ministro.
In Lituania è presto arrivata la voce delle mobilitazioni dei vicini di casa, ed anche qui quindi sono cominciate le proteste, molto agguerrite, contro il governo. Medesime scene: scontri con la polizia, accerchiamento del Parlamento, lanci di sassi e uova, sindacati in prima fila e parole d'ordine contro il governo e contro la situazione economica del Paese.
Nei Paesi baltici le organizzazioni comuniste sono messe al bando, ed il pensiero comunista, tra la popolazione, è purtroppo associato all'esperienza stalinista.
 
Un nuovo vento di lotta. Servono nuove direzioni politiche
Come si vede anche da queste vicende in generale ignorate dalla stampa (inclusa quella di sinistra) c'è un nuovo vento che sta soffiando in Europa. Le masse europee, con vari gradi di differenziazione, stanno sentendo man mano sulla loro pelle gli effetti della crisi capitalista. Torna quindi la disponibilità delle masse popolari a scendere in piazza e a protestare, con tutti i possibili limiti di una lotta che inizia: rivendicazioni arretrate, assenza di una tradizione recente di lotta di classe, assenza di una direzione rivoluzionaria, presenza di apparati burocratici di sindacati e della socialdemocrazia che cercano di frenare.
Il cambio dei governi in una logica di alternanza non rappresentano nessuna conquista per i lavoratori, la borghesia anzi, con questa mossa, mantiene il suo potere e si lava la faccia: può di nuovo continuare a colpire e a riversare sulle masse popolari gli effetti della crisi. L'unica via d'uscita è rappresentata da una lotta rivoluzionaria non per il cambio di un governo borghese con un altro governo borghese, ma per la fine dei governi della borghesia, per un governo dei lavoratori e per un sistema socialista. Perché le lotte odierne possano crescere e arrivare a quell'obiettivo finale (l'unico in grado di soddisfare le esigenze di milioni di persone) serve una direzione proletaria rivoluzionaria e con influenza di massa sia a livello nazionale che a livello internazionale. Noi. nella modestia delle nostre forze, siamo impegnati in questi due fronti, in Italia (con il Partito di Alternativa Comunista) e nel mondo (con la Lega Internazionale dei Lavoratori – Quarta Internazionale).

 
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RICORDATE LA VERGOGNOSA FRASE DEL NANOMALEFICO SUI DESAPARECIDOS?

Post n°914 pubblicato il 23 Marzo 2009 da sterminatore1986
 
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NOTE DELLO STERMINATORE PRIMA DELLA LETTURA: Ricordate che cosa disse il nanomalefico a proposito? Che erano belle giornate e che li mandavano a farsi il bagno a mare... Se la frase letteralmente non era così, il significato fu chiaro a molti... Qui sotto trovate un'agghiacciante retroscena, che spiegherebbe in parte la frase del nanomalefico (discepolo 1816 della P2):

Licio Gelli e la dittatura argentina

Licio Gelli, l'ex capo della loggia massonica P2, operò in
segreto per facilitare il ritorno al potere, nel 1972, di
Juan Domingo Perón in Argentina e strinse accordi con i
gerarchi della dittatura militare (1976-1981). L'ha
raccontato per la prima volta ai giornalisti David Cox e
Damián Nabot, che l'hanno intervistato nella sua casa di
Arezzo.

Clarín, Argentina

http://www.clarin.com:80/diario/2009/03/03/elpais/p-01869277.htm

 
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I POTENTI DELLA TERRA A ISTANBUL: "L'ACQUA NON E' UN DIRITTO!"

Post n°913 pubblicato il 23 Marzo 2009 da sterminatore1986
 
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La scandalosa conclusione del'incontro tra i potenti della terra a Istanbul sul tema dell'acqua... Hanno soltanto concluso con una bozza generica che non verrà applicata che dice mi migliorare le condizioni igieniche dell'acqua nei paesi poveri e cercare di aiutarli nella distribuzione dell'acqua potabile... Cioè si rimanda tutto ai dittatori dei paesi poveri (africani in particolare) che non hanno mai aiutato la popolazione per farla accedere all'acqua potabile, e c'è il serio rischio che l'acqua diventi come il petrolio, una risorsa su cui fare soldi, e scoppieranno molte guerre sicuramente per questo bene primario, aggravando sempre di più le condizioni di vita delle popolzaioni e si permetterà alle schifose e bastarde multinazionali di fare soldi anche sull'acqua, il bene primario più importante per noi esseri umani... Ricordatevi che se non c'è acqua non c'è vita... Intere popolazione verranno condannate a morte in nome del dio denaro delle multinazionali... CHE CREPINO ALL'INFERNO LE MULTINAZIONALI! BOICOTTIMOLE TUTTE!

 
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NUCLEARE = TERRORISMO AMBIENTALE

Post n°912 pubblicato il 01 Marzo 2009 da sterminatore1986
Foto di sterminatore1986

Per iniziare prendo dal sito della Treccani la definizione della parola terrorismo, così evitiamo confusioni:
terrorismo
terrorismo s. m. [dal fr. terrorisme]. - 1. a. (stor.) Il governo del Terrore in Francia, durante la Rivoluzione. b. (estens.) Regime politico, metodo di governo fondato sul terrore. 2. (polit.) Azione e metodo di lotta politica (per sovvertire o destabilizzare una struttura di potere) che, per imporsi, fa uso di atti di estrema violenza, come attentati e sabotaggi, anche nei confronti di persone innocenti, allo scopo di suscitare il panico: il fenomeno del t.; t. di estrema sinistra o destra. 3. (fig.) Metodo di pressione psicologica fondato sull'uso di argomenti intimidatori: t. culturale, psicologico.

Come potete leggere nel punto 1b si parla di regime politico, quindi purtroppo rientriamo in questa fascia, e di metodo di governo fondato sul terrore. Infatti il referendum del 1987 ha sancito che l'Italia rifiuta la costruzione di centrali nucleari nel proprio paese, e inoltre rifiuta di finanziarne la costruzione all'estero, per ovvia coerenza. Quando un referendum passa positivamente, diventa automaticamente una legge non a tempo ma definitiva. Questo regime, in barba alla volontà popolare, vuole costruire ben 4 centrali nucleare da attivare a partire dal 2020, terrorizzando le popolazioni che si verrebbero a trovare vicino ad una di esse. Chi è che vorrebbe vivere vicino ad una centrale nucleare? La disinformazione che questo regime porta avanti verte principalmente su un punto, ovvero la maggiore sicurezza delle centrali nucleari. Più sicure da che cosa? Perchè dicendo più sicurezza vuol dire affrontare un qualcosa che è più pericoloso rispetto al passato, quindi in questo caso il combustibile trattato con le tecnologie di oggi è più pericoloso di quello che c'era a Cernobyl, tanto per fare un esempio... Quindi fino a quando non ci sarà un errore umano o un guasto/difetto meccanico potrebbe non succedere niente, ma sarebbe comunque una situazione costantemente precaria, visto che potrebbe scoppiare da un momento all'altro, con danni ambientali e per la nostra salute irreversibili, anche peggiori di quelle viste a Cernobyl, vista la maggiore pericolosità del materiale impiegato... E come la storia degli incentivi statali, ci fanno credere che sono più pulite ma invece fanno più danni delle versioni precedenti... Inoltre c'è la questione dello smaltimento delle scorie, tema su cui nessuno fino ad ora è riuscito a trovare una risposta definitiva, visto che anche le cave di salgemma, ritenute infallibili per lo stoccaggio di queste maledette scorie, hanno delle minime dispersione del materiale che contengono, avvelenando per millenni i territori circostanti... E in Italia siamo già pieni di emergenze ambientali, ora ci manca solo il nucleare... Chi è che vivrebbe vicino a questi depositi di stoccaggio, visto che sono pericolosi almeno quanto le centrali? I mass-media minimizzano tutti coloro che criticano il nucleare, e enfatizzano queste presunte nuove tecnologie spacciandole per sicure ed affidabili... Tutto ciò che sapete da loro E' FALSO! Tocca a noi cittadini riballarci a questo stato di cose e impedire questo ennesimo scempio della nostra Italia, sì perchè l'Italia appartiene a tutti noi e dobbiamo mantenerla nel migliore modo possibile, sicuramente non così, violando referendum, Costituzione e volontà popolare, volontà sancità dall'articolo 1 della Costituzione che da il vero potere dello stato al popolo, a cui chi governa deve sottostare, e non comportarci come un dittatore, che fa ciò che gli pare e piace senza che nessuno lo ostacoli... Ciò avviene in parlamento, ma nella società le cose sono diverse... Infine c'è la questione dello smantellamento delle stesse, visto che dopo circa 40 anni cessano la loro attività e devono essere smantellate, ma visto che stiamo in Italia... Per costruirle ci vogliono minimo 10 anni, ma guardando opere come la Salerno-Reggio Calabria, che è da 35 anni un cantiere, potete immaginare quanto tempo ci vorrà... E visto che nel nostro paese si parla soltanto e non si fa niente, è probabile che le centrali nucleari, una volta cessata la loro attività, vengano abbandonate e lasciate preda dell'usura del tempo e dei vandali... Ma anche se venissero costruite in 10 anni e smantellate come si deve, oltre a stoccare magari in un solo punto di stoccaggio le scorie, chi pagherà tutto questo? Noi cittadini ovviamente, con le nostre tasse! Oltre al danno x la costruzioni di questi mostri ecologici, anche la beffa che il tutto verrà fatto con i nostri soldi... e se la criminalità ci mette il naso in questi affari... Ci metteranno minimo 50 anni per costruirle, le scorie stoccate come qualsiasi altro rifiuto (immaginate un pò i danni che causeranno), e, come ho già ribadito, le centrali verranno abbandonate al degrado totale... Ci si può fidare? Ovviamente no, ribadendo comunque che il tutto per legge non può essere fatto, il referendum può essere cambiato soltanto con un altro referendum... Voi vi chiederete: il nano malefico perchè non ne indice uno? Tanto la sua potenza mediatica lo farebbe vincere... E no! I cittadini hanno molta consapevolezza su queste tematiche, e non si farebbero fare fessi da qualche mese di bugie targate Rai-Mediaset, e una sconfitta al referendum costringerebbe per una volta il dittatore a sottostare alla volontà popolare, cosa a cui non è interessato x niente... Quindi preferisce fare come ha sempre fatto, violando le leggi e poi modificarle per far rientrare il tutto nelle leggi... Prima danneggio e poi riparo a modo mio, questo è il succo della sua azione politica... Concludo questa analisi sul nucleare mettendomi il link di una puntata di report dove si parla appunto delle scorie (poche per fortuna) che sono state prodotte in Italia prima che il referendum chiudesse le centrali già funzionanti. Ecco il link: l'eredità nucleare in Italia. Per vedere il video è necessario avere installato Microsoft Silverlight.

In questi ultimi giorni è sorta un'altra emergenza, che oramai stanno diventando numerosissime, e mi riferisco alla riforma degli scioperi nel settore dei trasporti (per ora, così come ha dichiarato il regime)... Un diritto costituzionalmente garantito viene imbrigliato in una lunghissima burocrazia che limiterà nei fatti il diritto di sciopero... A breve cercherò di scrivere un articolo su questa emergenza... Nel frattempo riflettete, gente, riflettete...

 
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INCENTIVI STATALI, DOV'E' IL TRUCCO?

Post n°911 pubblicato il 19 Febbraio 2009 da sterminatore1986
 
Foto di sterminatore1986

In questi giorni il governo sta incoraggiando le persone a comprare le automobili con gli incentivi statali... Innanzitutto c'è da dire che fa finta di aiutare le persone, visto che i soldi degli incentivi vanno nelle tasche delle case automobilistiche, e non nelle nostre... Quei soldi nemmeno li vediamo, il giro che fanno e tra il governo e le case automobilistiche, facendoci sconti che potrebbero fare tranquillamente anche senza gli incentivi, visto che il prezzo delle automobili è troppo elevato, dovrebbero scendere di almeno il 25% i prezzi all'istante, e lo possono fare tranquillamente... Però poi come fanno a comprarsi le villazze e le barche extralusso? Poverino, me lo immagino lapo elkann senza le sue scampagnate con la barca in giro x il mondo... Che dramma per lui... MA VAFFANCULO! La gente fa fatica a vivere, e lui non può rinunciare alle sue uscite (feste, viaggi e quant'altro) perchè ci starebbe male... LA CRISI LA DOVETE PAGARE VOI CAPITALISTI, NON NOI! Inoltre in molti paesi europei gli aiuti al settore auto sono legati a ricerca, sviluppo, rispetto dell'ambiente e impiego delle energie rinnovabili (idrogeno, auto elettrica, ibrida), mentre qui in Italia non c'è niente di tutto ciò , sempre la stessa politica di aiuto ai ricconi che non vogliono cambiare lo stato attuale delle cose... Perderanno molto presto con questo loro modo di fare, in tutto il mondo si useranno i carburanti meno inquinanti, mentre qui in Italia le lobby dell'auto e del petrolio sono perfettamente d'accordo per mantenere le cose così come stanno... Sennò Moratti come se li comprerebbe tutti quei giocatori, strapagandoli e ritrovandosi con un buco nel bilancio di più di 100 milioni di euro (ci sono indagini in corso su acquisti e plusvalenze dell'Inter, quindi attendo comunque che le indagini arrivino alla conclusione)... Che secondo voi come fa a strapagare tutti i suoi dipendenti se gli viene a mancare l'introito del petrolio? Poverino, me lo vedo al livello dei bilanci delle squadre piccole... Un bagno di umiltà non gli guasterebbe... Come vedete il discorso degli incentivi statali per le auto prende molti settori: + auto vendute + petrolio consumato dagli italiani + soldi per chi ci mangia in questo sistema, come moratti, che così avrebbe ancora più soldi per riempire il suo pancino... Come vedete, a guadagnarci saranno sempre gli stessi, e noi spenderemo una considerevole parte del nostro budget annuale nell'acquiesto di auto, e poi? Dopo questa fiamma illusoria il settore auto rischia di morire, perchè più nessuno potrà permettersi l'acquisto di un'auto nuova, ripiegando verso le molto più economiche auto usate... Le immatricolazioni diminuiranno costantemente... Ah, ce un'altra cosa che non vi dicono, e che è una fregatura colossale... Gli incentivi sono anche legati all'acquisto di vetture che non emettano più di 130 gr./km di anidride carbonica... Voi direte ben venga, e invece... L'anidride carbonica e solo uno dei valori con cui si misura l'inquinamento, e non è nemmeno la più pericolosa, perchè gli inquinanti più pericolosi in assoluto sono i famigerati PM (In tv sentiamo sempre questi maledetti PM 10, ma questi sono quelli meno pericolosi, perchè avendo massa 10 entrano più difficilmente nel nostro organismo)... I PM più sono piccoli più pericolosi, perchè superano tutte le barriere del nostro organismo, si legano ai globuli rossi e vengono portate a spasso x l'organismo, fino a quando non entrano in qualche cellula e fanno nascere dei tumori (anche se i polmoni di solito sono i più colpiti)... Anche la diossina compie più o meno gli stessi danni... Queste nano-particelle, ricordatevelo sempre, più piccole sono peggio è... Tornando al discorso delle auto, le auto Euro 4, Euro 5, Euro 6 e compagnia bella, emettono si meno anidride carbonica, ma i PM li frammenta in pezzi sempre più piccoli man mano che sale la categora euro... Quindi ci fanno credere che queste vetture sono più ecologiche, che inquinano di meno, e invece... Non è affatto così, queste nano-particelle faranno sorgere tantissimi tumori e nessuno saprà spiegare il perchè della loro formazione... Ecco, questo è uno di quei perchè, saranno la causa di parte dei tumori in futuro (gli inceneritori, la diossina, inquinamento chimico e quant'altro sono anche loro causa di tumori, come le onde elettromagnetiche, ma non si sa ancora come funziona questo fenomeno, perchè nessuno ha interesse nel fare ricerche per dimostrare la loro dannosità)... Se le cose andranno così, sarà sempre peggio per la nostra salute e il nostro portafoglio... Non resta che pregare (per chi crede e per chi odia la violenza), e non resta che la rivoluzione per chi vorrà cambiare lo stato attuale delle cose...

Riflettete, gente, riflettete...

 
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CON IL PACCHETTO SICUREZZA IL GOVERNO IMBAVAGLIA LA RETE

Post n°910 pubblicato il 13 Febbraio 2009 da sterminatore1986
 
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NOTE DELLO STERMINATORE PRIMA DELLA LETTURA: Di solito non amo pubblicare più post nella stessa giornata, ma l'argomento di questo articolo riguarda la libertà dell'informazione, garantita dall'articolo 21 della Costituzione, messa pesantemente a rischio da questo sciacallaggio politico... L'emergenza democratica è gravissima, e non possiamo fare finta di niente... Dobbiamo agire immediatamente protestando ad oltranza contro questa censura legalizzata... VERGOGNATEVI POLITICI, NON AVETE UN CUORE!

L'articolo 50-bis del disegno di legge 733, noto come il "pacchetto sicurezza", passato ieri al Senato e che deve essere adesso sottoposto alla Camera, costringe gli Internet provider a filtrare i contenuti a caccia di istigazioni a delinquere e apologie di reato, e Facebook  in Italia rischia di non poter più proseguire la sua avventura. Una volta emesso il decreto, gli Internet provider dovranno innescare "appositi strumenti di filtraggio" e isolare la pagina incriminata entro 24 ore, pena una multa da 50 mia a 250 mila euro, e l'accusa di concorso di "apologia o di istigazione in via telematica sulla rete Internet", un'imputazione punita con il carcere (articolo 414 e 414 c.cp.): da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Ma secondo i giuristi esperti della materia, i reati d'opinione potrebbero sovrapporsi con la manifestazione del pensiero dell'individuo: diritto tutelato dall'articolo 21 della Costituzione. Ciò praticamente significa: ADDIO LIBERTÀ D’ESPRESSIONE!

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=2&ID_articolo=816&ID_sezione=&sezione=

Dal blog di dottor.jones

 
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FIDEL CASTRO E' COLPEVOLE DELLA MORTE DEL CHE?

Post n°909 pubblicato il 13 Febbraio 2009 da sterminatore1986
 
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Accusa L’ex guerrigliero, condannato a morte, dal 1996 vive a Parigi
«Che Guevara tradito da Castro su ordine dell’Unione Sovietica»
Parla uno dei tre sopravvissuti al commando in Bolivia

PARIGI — È l’ultimo che ha visto il Che nella giungla della Bolivia. È l’ultimo testimone di un’esecuzione ancora oggi oscura. Dariel Alarcón Ramírez, detto «Benigno», ex guerrigliero della rivoluzione cubana, vive dal 1996 a Parigi, inseguito da una condanna a morte e dall’accusa di aver tradito il regime per il quale ha combattuto con onore. Che Guevara fu il capo seguito fino alla fine, un fratello che gli insegnò «a leggere e scrivere» e a «rispettare i nemici e i prigionieri». Ha ancora gli occhi umidi, Benigno, quando racconta la «trappola mortale» in cui cadde il mito rivoluzionario di intere generazioni.

E sfoga rabbia e delusione per una «macchinazione di cui furono responsabili Fidel Castro e l’Unione Sovietica ». «Volevamo esportare la rivoluzione. Fummo abbandonati nella giungla. Il Che andò incontro alla morte, sapendo di essere stato tradito. Il 9 ottobre 1967, eravamo a pochi metri dalla scuola dove l’esercito boliviano lo teneva prigioniero. Il nostro commando si era disperso. Altrimenti avremmo tentato di liberarlo a costo di morire». Nel 1956, Benigno era un «campesigno » di 17 anni, quando i soldati del dittatore Batista incendiarono la fazenda sulle montagne della Sierra Maestra, e uccisero sua moglie Noemi, quindicenne, incinta di otto mesi. Entrò nel gruppo di Cienfuegos, uno dei capi rivoluzionari. «Mi arruolai nella rivoluzione per vendicare i miei cari. Ero il più bravo con la mitragliatrice. Ho ucciso molti soldati. Non sapevo che cosa fosse il socialismo. Il Che mi insegnò tutto. Non era facile conquistare la sua fiducia. Ma era un uomo buono e onesto. Era l’unico, fra i leader, a pagare di tasca propria l’auto di servizio», racconta al Corriere.

Oggi Benigno ha quasi settant’anni. Dopo la rivoluzione, divenne capo della polizia e responsabile della sicurezza, poi dirigente dei campi di addestramento dei guerriglieri da inviare nel mondo a sostegno dei movimenti rivoluzionari. È in quegli anni che intuisce che il socialismo cubano non corrispondente agli ideali. «Cienfuegos e Guevara facevano ombra a Fidel. C’erano contrasti nel gruppo dirigente. Poi Cienfuegos morì, in un misterioso incidente. Ero con Guevara in Congo, quando Fidel rese pubblica una lettera in cui Guevara dichiarava di rinunciare ad ogni incarico e alla nazionalità cubana. Il Che prese a calci la radio e urlò: ecco dove porta il culto della personalità! Il comandante aveva scritto la lettera dopo il discorso di Algeri in cui aveva messo in guardia i Paesi africani dall’imperialismo sovietico. Credo che quel discorso fu la sua condanna a morte. Quando tornammo all’Avana, Fidel gli propose di andare a combattere in Sud America». «Il líder máximo —ricorda Benigno—partecipò ai preparativi. Veniva al campo d’addestramento, ci garantiva l’appoggio del partito comunista boliviano, la copertura degli agenti segreti, la formazione di nuove colonne. Avremmo dovuto sbarcare nel nord del paese, in territorio favorevole alla guerriglia. Imparammo anche il dialetto locale. Quando Fidel era presente, il Che se ne stava in disparte. Capimmo poi il perché».

Nell’ottobre 1967 scatta l’operazione. Il commando di rivoluzionari cubani penetrò in una foresta infestata da insetti e agenti segreti, isolata, dove si parlava un altro dialetto. «Scoprimmo che il partito comunista boliviano non ci sosteneva, probabilmente su istruzioni di Mosca. Il Che non era più lui. Sembrava disperato e depresso. Ci lasciò liberi di continuare o rinunciare. Rimanemmo, ma alla fine eravamo ridotti a diciassette, circondati da tremila soldati. Ci dividemmo in tre gruppi e una mattina cominciò la battaglia finale. Il Che fu fatto prigioniero. Lo ammazzarono il giorno dopo». Tre guerriglieri riuscirono a raggiungere il confine. Benigno, Urbano e Pombo si salvarono con l’aiuto di Salvador Allende, allora presidente del Senato. Nel viaggio di ritorno, passarono da Tahiti e dalla Grecia, fino a Parigi. Furono ricevuti all’Eliseo da De Gaulle e infine accolti a Cuba da Fidel come eroi. In patria, l’ultimo compagno del Che continuò a far carriera.

Urbano fu poi arrestato e internato. Pombo divenne generale. «Io cominciai a vivere una doppia vita». Chiediamo: per quali ragioni Castro e i sovietici avrebbero avuto interesse alla scomparsa del Che dalla scena politica? «I sovietici consideravano Guevara una personalità pericolosa per le loro strategie imperialistiche. Fidel si piegò alla ragion di Stato, visto che la sopravvivenza di Cuba dipendeva dall’aiuto di Mosca. Ed eliminò un compagno di lotta ingombrante. Il Che era il leader più amato dal popolo. La nostra rivoluzione è durata pochi anni, oggi è una dittatura come quella di Batista. I cubani hanno conquistato la cultura, non la libertà, e sono ancora poveri. E la causa non è soltanto l’embargo americano. È Fidel ad aver tradito la rivoluzione. Difficile prevedere il futuro, ma non vorrei che il potere finisse agli esuli di Miami che sono corrotti». Benigno decide di fuggire. Approfitta di un permesso dell’unione degli scrittori cubani. Si fa raggiungere dalla moglie a Parigi. «Se fossi fuggito in America, dove vive un mio figlio, avrei tradito il Che. Mi considero ancora un rivoluzionario. Il rivoluzionario è chi riesce a indignarsi per le ingiustizie». La sua vita diventerà un film, diverso da quello sul Che di Steven Soderbergh prossimamente sugli schermi italiani. «Il film è bello, ma non trasmette lo spirito del comandante e soprattutto non risponde alle domande: perché fallì in Congo e in Bolivia? Chi lo ha tradito e perché?».

Massimo Nava
(ha collaborato Alessandro Grandesso)
25 gennaio 2009

Dal blog di marcyerre

 
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RIVOLUZIONE: ISTRUZIONI PER L'USO

Post n°908 pubblicato il 11 Febbraio 2009 da sterminatore1986
 
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In questi mesi abbiamo assistito ad uno squallido governo che mostra sin dal suo primo giorno il suo aspetto autoritario, per non dire dittatoriale. Sì, proprio dittatoriale, avete capito bene! Continui attacchi alla Costituzione, denigrazione continua del comunismo senza nessuna persona seria che smentisca le sue affermazioni... Violazione dei diritti dei lavoratori oramai palese, 40 miliardi di EURO regalati alle banche mentre centinaia di migliaia di persone hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro... Il tasso di disoccupazione sta raggiungendo livelli altissimi, così come la conflittualità sociale, l'avversità contro questo governo cresce giorno dopo giorno... La rivoluzione sarà il naturale sfogo di tutta questa rabbia del popolo verso il potere che è diventato dittatoriale non da adesso, ma è da quando esiste la seconda repubblica (1948) che il potere ha perpetrato la sua politica dittatoriale... Negli anni del boom economico ciò non era molto evidente, e quel periodo servì al potere per ammorbidire la fortissima spinta del partito comunista, che nel trascorrere degli anni ha abbandonato sempre più gli ideali del comunismo, fino a sfociare nel partito dei Democratici di Sinistra, che sapete bene si sono fusi nel Partito Democratico... Questa migrazione verso il riformismo si è avuta tradendo gli ideali del comunismo, perchè il riformismo non è mai stato capace di cambiare le cose, è sempre sceso a compromessi con il capitalismo, permettendoli di perpetrare i suoi crimini in cambio di briciole spacciate come grandi vittorie... ORA BASTA VERAMENTE CON I RIFORMISTI! Sono fatti della stessa pasta dei capitalisti, anche se con vesti diverse per sembrare meglio... Ma sotto le vesti sono uguali... E i partiti comunisti direte voi? I partiti comunisti attualmente sono tantissimi, e purtroppo la maggior parte di loro fa finta di contrastare il capitalismo, ma nella realtà vogliono ritagliarsi un loro posticino al calduccio del parlamento, e vogliono ottenere quelle briciole dai capitalisti per dire alla loro base che hanno ottenuto una grande vittoria (e i capitalisti brinderanno di sicuro, visto che il loro potere ne esce sempre rafforzato)... ORA BASTA A TUTTO CIO'! Berlusconi è un dittatore, vuole imbavagliare la libera circolazione delle notizie via internet, i giornali campano quasi tutti con i finanziamenti statali (anche l'Unità e il Riformista, oltre che a Liberazione, ricevono questi aiuti statali), quindi anche questi giornali sono vincolati a questo sistema di potere... Non dimenticate che il governatore della Sardegna Soru ha le mani anche sull'Unità, e se sapete delle lotte di Greenpeace saprete bene che in tema ambientale ha fatto solo danni, e sull'occupazione i sindacati di base l'hanno spesso accusato di fregarsene dei loro problemi... Voi ora direte: parole, parole, parole, e i fatti? Bene, i fatti li dobbiamo fare noi! La rivoluzione deve nascere da noi, dai nostri gesti e comportamenti quotidiani... Innanzitutto dovete sapere che i capitalisti basano il loro potere suo loro dio denaro... Ebbene è lì che li dobbiamo colpire più duramente, cominciando a boicottare tutti i loro prodotti, come per esempio non vedere la Mediaset, non memorizzando i suoi canali e toglierli, in modo che nello zapping non appaiano... Ma questo è solo un esempio, più siamo meglio è! Circolano più notizie, e riusciamo ad apprendere meglio più cose, capire quali sono le cose da boicottare, e dobbiamo comportarci da veri comunisti! Essere comunisti significa seguire regole precise, e chi non le rispetta non deve essere trattato come fanno in tutti i partiti, cioè messo sotto processo e sanzionato, tutt'altro... Se per esempio diciamo che la Nestlè deve essere boicottata (e deve essere veramente boicottata, N.D.B.) e una persone sporadicamente utilizza i suoi prodotti, non dobbiamo assolutamente trattarla come un'appestata, anzi, ci si confronta, si discute dell'argomento, e non ci deve essere mai violenza di alcuin tipo, perchè nel socialismo siamo tutti uguali, sbagliare è umano, quindi ci si confronta, si capisce dove si sbaglia, e si cerca di correggere gli errori, senza utilizzare metodi polizieschi... La vera democrazia e il vero socialismo, se coesistono alla perfezione, riescono a creare un'ambiente più giusto e umano... La consapevolezza deve nascere dentro noi stessi, dobbiamo riuscire a capire dove e perchè abbiamo sbagliato e dobbiamo cercare di non commettere più certi errori, e il tutto deve essere volontario, nessuno deve essere forzato nelle sue azioni, perchè quella non è più vera democrazia e vero socialismo, ma autoritarismo... L'errore storico rappresentato da Stalin è eloquente... In Russia la rivoluzione è morta nel 1924, anno della morte di Lenin, e lì è morto anche il comunismo in Russia... Successivamente c'è stata una dittatura, dove solo lui comandava, ed era chiaramente un tradimento del comunismo... Ricordo a tutti i partiti politici "comunisti" che nel vero comunismo siamo tutti uguali e il potere appartiene a tutti, dove nessuno deve prevaricare sull'altro... NESSUNO!!! E ovviamente la RIVOLUZIONE è nel DNA del comunismo... Non la si può rinnegare o escludere dai propri programmi di lotta... E una volta che la rivoluzione ha successo, è lì che inizia l'attuazione del comunismo, non bisogna fermarsi alla vittoria, bisogna che il vero comunismo sia applicato al 100%, dove ci deve essere sempre VERA DEMOCRAZIA e EGUALITARISMO per tutti! Quindi riepilogando brevemente: il capitalismo deve essere colpito sin nelle sue findamenta, boicottando tutti i suoi prodotti, e il vero comunismo include la rivoluzione che, una volta attuata, deve portare alla piena attuazione nella realtà del comunismo, che è il migliore dei sistemi possibili, il capitalismo porterà il mondo alla rovina... La situazione mondiale è incandendescente, serve una miccia per scatenare l'apocalisse per il capitalismo e la vittoria dei popoli di tutto il mondo contro i terroristi capitalisti, che schiavizzano i poveri in tutto il mondo... Il sistema dell'avanguardia anadava bene nei tempi di Lenin, quindi i partiti più rivoluzionari, che propongono questo sistema, non capiscono che il mondo è in continua mutazione, e che dobbiamo aggiornare continuamente i sistemi per attuare la rivoluzione... L'avanguardia in Russia portò al potere inizialmente la vera espressione del comunismo, ma ben presto si chiuse in se stessa e favorì l'ascesa al potere di Stalin... Noi dobbiamo evitare quell'errore storico, ci vogliono gruppi snelli e comunicanti l'uno con l'altro, e una volta al potere chi va a rappresentare il popolo deve essere sotto il suo diretto controllo, chiunque può essere rimosso se scontenta il popolo... CHIUNQUE! Nessuno si deve sentire intoccabile... NESSUNO! I terroristi capitalisti spariranno una volta per tutte dalla faccia della Terra! Chi sta al potere nel mondo o non ha capito proprio che la rivoluzione mondiale è sempre più vicina, oppure lo hanno capito sin troppo bene, e cercano di essere sempre più autoritari per preservare il loro potere... Ma non hanno capito niente... Riflettete, gente, riflettete...

 
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