Creato da lacey_munro il 24/03/2014

Tony Albert Brewster

T.A.B.

 

 

# 230

Post n°233 pubblicato il 29 Dicembre 2017 da lacey_munro

 












E vedeva sogni dappertutto

Si intratteneva, aveva amici.
Qualche volta un lancinare tra le costole
e gli tiravano le caviglie.
Non sapeva più deambulare come prima
e un chicco di rosario
grande come un granello di sabbia
gli inceppava l'orologio spirituale.
Addosso portava ancora appunti
e su ogni cosa vergava pagine
su pagine.

Ma il decadimento lo incalzava
e la ripetizione dei concetti lo conduceva
alla follia,
elegia stava diventando a un tempo remoto,
vedeva sole dappertutto e incrinava stanco
i sogni,
poeta con le galosce, pittore di interni,
avanzava trascinando gli occhi
poiché troppo aveva incanalato
e molto poco pianto.

Sopra le tegole sorgeva il suo disinteresse
in una piccola stanza scrostata
suonavano carillon a lutto
e appiccicato dal primo calore sentiva
l'iniziale vecchiaia, la cacciava
ma ritornava;
si rese conto di non venire al mondo
ma che il mondo si richiudeva poco alla volta
su di lui e non forniva cambiali

solo cimbali dagli echi screziati.

Poi prende il cappello e scende gli scaloni in disfacimento,
ranuncoli disfatti ancora resistono nel cortile diafano
mentre pagliacci dai corti gambali chilometri più a nord
festeggiano.
Tutto s'accatasta a un fuoco spedito dallo spazio,
gira intorno alla pira
e si concede un'altra nota poetica,
poi la getta nel fuoco, da adesso in avanti anche senza senso
andrà nel mondo bello
a morire.










 
 
 

# 229

Post n°232 pubblicato il 22 Dicembre 2017 da lacey_munro

 













Sto bene e così spero di Te

Era un racconto
che terminava in un qu
adro
e finiva bene,
dentro filamenti di un turbinoso
passato crepitava la celebrazione
di anime nuove,
trattavasi di un universo mondato
e calore sopra gelo.

Stelle smarrite gongolavano dentro paia di galassie
confuse, abbracciavo chiunque
e chiunque aveva il sapore di tutti
mentre la tempistica dei suoi occhi
mi ringraziava donando un amore
al tempo stesso

lo stesso tempo che si era scorticato a lungo
e ora invece riluceva, apoteosi di mesto
fulgore, la bellezza inquartata

con sopra tirate le coperte
di grezza lana
e un piccolo presente ad operare la differenza.

Scendendo in cortile mi perdevo pensando
alle brutture trascorse e al cielo
che appariva come rubino in teglia,
ma subito insorgeva quella felicità
lasciata di lato
a lungo

e quasi un colono dentro terre sparigliate
riconoscevo colori e scritte sui muri.
Da questa periferia
dove ci si azzarda a sopravvivere
buttavo sassolini lungo la salita
e piegando la testa

li vedevo risalire a coppie o ansimando
danzando o rotolando, credendo ai miracoli
e alla porta dal numero cancellato,

da dove, si dice, ogni visione è come questa

















 
 
 

# 228

Post n°231 pubblicato il 18 Dicembre 2017 da lacey_munro

 












Prora arruginita

Attendo seduto, e questo relitto
che mi circonda
d'antico ospedale psichiatrico
non tocca goccia tanto
è fortezza,
quadrato senza un lato
e me in mezzo
sotto un unico acero spelacchiato.

Lei guarda da qualche finestra,
mi piace immaginarla
quando gratto un avambraccio
e allontano i randagi,
mi piace sotto un cielo nero
che minaccia e non invia pioggia.
Sigaretta che non s'accend
e.

Quando poi scende giunge anche la tempesta
arrivano le genti-fantasma,
ciò che potevo essere stato

quello che lei ha svegliato, spettri nudi
che circondano l'albero
ma senza paura, giusto evocazioni sole.









 
 
 

# 227

Post n°230 pubblicato il 12 Dicembre 2017 da lacey_munro

 














Georg

Riguardo quello che mi hai detto:
è dicembre e la spatola corregge
il ghiaccio, indulge a piccoli frantumi
quasi ricorda il mio fegato
se solo avesse una cura per la mente
e staccasse le cellule tumorali
per farle cadere
a tintinnare sul lercio pavimento

ma tutto è rassegnazione dicono i Lama,
accontentati di avere creato
di avere lasciato
un lembo per quelli che poi intuiranno,
e avranno luce dal piloro
quasi un faro

è stata la noia oppure la paura?
Nessuna. Solo un cammino
che ammazza tutti all'inizio
oppure alla fine, e parteggia
per il cattivo. Avete mai pensato
se non ci fosse morte dopo la vita
o magari fossimo scialbe entità spirituali?
Trovereste un senso?

Non credo, perché questo ammasso di organi fottuti
in fondo ci piace, l'idea stessa del riposo
dopo l'orgia ci piace, così come il mistero
del tuffo
nell'indistinto. Fare di tutto con la testa
 che implode nella corsa, nei riti, nelle feste, nello studio
e poi crepare












 
 
 

# 226

Post n°229 pubblicato il 07 Dicembre 2017 da lacey_munro

 












I fuochi di Sant'Elmo

è quasi un calore-colore
, un artista
della serenità splendente, fa brillare i suoi dentini
mentre le strade sono sempre quelle,
quelle di dicembre;
le piace dondolare le parole
e non spaventarsi mai,
nemmeno un basilisco la urterebbe
e il suo camminare è zucchero
che insapora le mie labbra
troppo spesso spaccate

è il sole di mezzanotte
e scabra purezza del marmo
solcata da venature violacee,
quando si stacca dagli altri possiede
un modo tutto suo di avvilupparsi,
dardeggia minuti facendone pane bollente,
libera come quando ruota intorno
su sé stessa, è passione.
Girovaga per vocazione, stelle appende
alla mia vista solitaria











 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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