Creato da lacey_munro il 24/03/2014

Tony Albert Brewster

T.A.B.

 

 

# 269

Post n°272 pubblicato il 19 Giugno 2018 da lacey_munro

 











Il Matto

Avete sentito uomini e donne che quell'individuo
era sull'orlo del precipizio? Avete sentito il suo violino
risuonare come quello di un pazzo giullare, e lo avete visto
sgambettare mentre il terriccio si perdeva fondo nella forra?

Ho udito che il vento lo attraversava e non lo scuoteva,
le ghiande tirategli da scoiattoli dispettosi le notava appena
come le punzecchiature dei monelli e le grida pietose dei vecchi,
il folle sapeva di asperula e stramonio e scher
zava sull'ingegno.

Si accompagnava con la voce come un querulo vagabondo
poiché il suo tempo era giunto di esecrare il destino da cui era spinto
troppe volte, lungo statali provvisorie, mulattiere, sterrati e autostrade,
aveva diritto di trovarsi alla fine del cammino e affacciarsi al ciglio.

Non l'aveva raggiunto prima e ogni poro ora gli sprizzava sudore divino,
teneva persino dita bagnate e il suo strumento gli sfuggiva sino a quando
cadde veramente lasciandolo a gola spalancata e piedi vicino alla morte,
ma nulla lo desistette e tutti si stancarono di saperlo ballare in fronte a
Dio.

Così urlò il suo nome ed ebbe un eco dalla forra, strappò una nuvola al
cielo
e la strizzò fino a cavarne acqua che trasformò in rigagnolo dove, dopo
qualche tempo poté bagnarsi e purificarsi delle piaghe alle mani e ai piedi;
era un santo, scoprirono, venuto a presentarsi sfidando paura e idiozia.

















 
 
 

# 268

Post n°271 pubblicato il 13 Giugno 2018 da lacey_munro

 











Resta pure in piedi

Sei sepolto. E allora come mai il vento si agita
a segnalare ranuncoli sul tuo
luogo di morte,
perché il sordo mi agita sopra le mani
e senza accidia sorride, pulviscolo di brama?
Le stagioni si impossessano dei colori
e cespi di finocchi selvatici
giocano a fare eco alle automobili

lontanissime.

Quiete, appropriata a una fresca fragola
forse stanca di brillarmi in faccia
ma rassegnata,
perché la bellezza sta sul ciglio
fra orrore e mistero
e non si dica che vinca uno o  l'altro,
si parli pure ad alta voce,
non è raccoglimento il mio,
ma semplice guardare.









 
 
 

# 267

Post n°270 pubblicato il 08 Giugno 2018 da lacey_munro

 










Ponti

Si erano capovolti
gli amori
simili a ramarri
e la fede bofonchiava,
incapace di te
e di me, neutra.
Ma, all'inferno gli scandali:
sappiamo vivere

e persino singhiozzare,
sino all'ultimo dei sorrisi,
sino alla bontà
che si dispiega
in fervore.









 
 
 

# 266

Post n°269 pubblicato il 05 Giugno 2018 da lacey_munro

 












Equinozio

Quello che vedo
è quello che sento,
e annuso
nella notte di fragranti

cataste.
Che il mio buio
sia la tua luce,
non desidero altro
dall'apparente gelo
calato,
e che un'estate
sublime
ci offra pace
nei quartieri
della semplice gente...









 
 
 

# 265

Post n°268 pubblicato il 30 Maggio 2018 da lacey_munro

 










Semiramide

Un tetto, un viaggio
e movimenti repentini di modesti roditori bianchi
tra le tegole;
mi ci è voluto un cuore
per salire
fegato per non cadere

La casa è quasi sventrata, una scalinata
precaria appesa alle mura
mi ha fatto ascendere,
la notte viola ha abbassato il velo,
i nemici sono lontani
piegati a raccogliersi

Stagni, vedo stagni dalla vetta
e abitazioni nuove a base
fortemente svasata,
delle torri per formiche, intendiamoci
raggranellate da architetti in bianco
uomini da un'abluzione sola, furtiva

Eccomi, sono dentro il sogno e inizio
a volare, prima a quote minori
poi sopra dune - sacrario e minorati fedeli.
Minareti bianchissimi e muezzin
pure acciambellati
belli quanto una razza di nubi nere

l'odore della carne halal mi fa deviare brancicando,
sono fuori dai confini, sono infedele
poco sopra il ventre di generali e pasdaran,
ladro fuggito appena in tempo
vertice di bastoncini prima delle tende,
con la fronte aggrottata

Da queste parti giace Prometeo
azzannato dall'aquila,
più a nord l'arca e i simboli,
e come Noè giacque ignudo
e ubriaco, schernito dai figli
che maledisse

e vomitò dallo stomaco insieme alla sapienza,
stordito ma fermo vide il mondo che io osservo:
Cappadocia in arenaria
e stralunate basiliche vulcaniche
che inducono la fantasia a inginocchiarsi
e poi mi fanno camminare










 
 
 
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