Reghion

Mare azzurro

 

 

PER UN REQUEM

Post n°286 pubblicato il 12 Gennaio 2018 da iunco1900

REGGIO. Per un REQUIEM (con la partecipazione straordinaria dei sig Verdi e Manzoni)

requiemGiuseppe Verdi- Caro Alessandro, se permette, quest’anno il mio Requiem in suo ricordo, lo ascolteremo a Reggio di Calabria.

Alessandro Manzoni- Amico mio, Maestro il sommo onore che mi fece, si rinnova con ammirazione ogni anno. E sono ben 145 anni che ci ritroviamo in un teatro per questa occasione. Stavolta a Reggio di Calabria, cittadina amena, è vero, ma pur sempre... Non è la Scala di Milano, insomma.

G.V.- Ma non è la prima volta che in questo teatro risuoneranno le note del Requiem, e poi credo varrà la pena di ascoltare. Non mi ha mai detto, in tutto questo tempo, quale parte del tributo alla sua commemorazione preferisce.

A.M.- Maestro, lei è così grande che non ha certo bisogno della mia approvazione. Comunque, una mia preferenza ce l’ho, ma non le sarà rivelata, almeno per ora. Alla fine, vedremo.

Chissà se i due distinti signori seduti  nei posti davanti al mio, sussurravano proprio questo tra loro, con la loro aria compunta nei loro abiti eleganti mentre si spegnevano le luci e come onde entravano uno dopo l’altro i vari elementi dell’orchestra, dal basso verso l’alto a finire con il coro e i suoi circa settanta elementi. Per ultimi il primo violino, i cantanti solisti e il direttore d’orchestra.

Nel perfetto silenzio, il direttore alza la bacchetta, ecco la prima battuta e poi sale lenta la musica: inizia la Messa da Requiem per l’anniversario della morte di Manzoni - 22 maggio 1874 di Giuseppe Verdi con la direzione di Viliana Valtcheva di origine bulgara, già conosciuta e apprezzata in importanti teatri e festival europei.

È lei che muove le fila di questo imponente muro compatto di orchestrali e cantanti: il palco del Francesco Cilea è saturo di elementi, e tutte queste perfette serie di note scivolano dalle mani del direttore sulla platea, in una direzione composta e appassionata.

L’introduzione del coro con il Requiem è solenne ed emozionante, ma è la seconda sequenza che non smentisce le attese con il Dies iræ che travolge con la sua forza, e che verrà ripreso per altre due volte durante la stessa sequenza e infine nell’ultima parte nel Libera me. È proprio in questa reiterazione che Verdi rende l’unità drammatica della composizione, in cui al vigore dell’Apocalisse succede via via la speranza della salvezza cedendo a un tono più pacato e solenne. 

Nella serata, di particolare impatto è stato il Lacrymosa dove il coro diretto dal Maestro  Bruno Tirotta, per l’occasione arricchito di altri elementi, e dai solisti hanno reso il tempo di quest’ansia di salvezza che può giungere solo dal perdono concesso da Gesù, Signore pietoso. Hanno offerto un’ottima prova il basso Roberto Scandiuzzi  con la sua voce morbida e ricercata, e il tenore Misha Sheshaberidze dai toni squillanti e sicuri (già protagonista in Italia a Verona ) e la giovane mezzosoprano Sofia Janelidze dal timbro robusto e ricco di armonici specie in questa sequenza dove poi in chiusura, alla melodia principale, si affianca la figura sincopata che intona il soprano, in questa occasione è Liliana Marzano, facendo ricorso così all’idea del pianto e del lamento

Il momento dell’Offertorium regala ai solisti l’occasione di unire le loro voci in un inseguirsi quasi operistico denso di emozione eppure controllato, per esplodere poi nel vigore del Sanctus. La mezzosoprano Sofia Janelidze ha saputo interpretare la prova corale, in special modo dell’Offertorium e della Communio, alla perfezione, armonizzando con le altre voci eppure senza mai confondersi tra loro. La soprano Liliana Marzano (che aspettiamo ansiosi il sedici febbraio per la Madama Butterfly) ha reso con tecnica e colore la bellezza dell’ultima sequenza Libera me, la parte conclusiva della Messa ma anche la prima ad essere stata scritta da Verdi: di ogni filo viene trovato il capo, ogni tessera sparsa nell’opera trova qui il suo senso e sua collocazione e la voce della soprano sigilla con il coro il senso, anche laico, di questa Messa, nella quale viene a mancare la fiducia del fedele nel perdono divino -la supplica finale del ripetuto “Liberami, Signore” resta in sospeso- l’unica vera certezza è la fine della vita terrena. Un grande omaggio dell’ateo (in quel frangente della sua vita, lo era) Verdi a un grande cattolico Manzoni.

Un applauso sgorga dalla platea alla conclusione di questa Messa da Requiem tesa e appassionante. Un teatro finalmente pieno di giovani e giovanissimi coinvolti dall’amore per questo compositore italiano che ha saputo reinventare una tradizione che ancora oggi coinvolge e entusiasma. 

E tra gli applausi e fiori e i bravo, i due signori seduti davanti a me scivolano nel corridoio laterale, in un teatro ancora buio, sussurrandosi qualcosa all’orecchio. E per chi non c’era è un’altra occasione mancata, un vero peccato.
 
 
 

BUON 2 01 8

Post n°285 pubblicato il 31 Dicembre 2017 da iunco1900

 

 

CON  UNA SOLA BOTTIGLIA DI SPUMANTE

contemporaneamente

con  la velocità del tappo        

          mandiamo via il  2017 e con lo spumante

alziamo i calici per salutare insieme

il nuovo anno di grazia  2018  d.c.

 

A U G U R I

 
 
 

LA NASCITA DI GESU'

Post n°284 pubblicato il 28 Dicembre 2017 da iunco1900

                                                                                             

 

                                        LA NASCITA DI GESU’

 

 La voce sulla nascita di Gesù Bambino circolò così veloce che l’Imperatore romano lo apprese dai suoi servizi segreti e cominciò a preoccuparsi temendo di essere spodestato dal nuovo Messia. Quel vociferare fece il giro del mondo e nello spazio di poco tempo divenne realtà. Sulla terra si creò un movimento spontaneo di persone e di animali. I potenti re Magi in silenzio si misero in cammino con doni preziosi, portarono oro, incenso e Mirra, mentre tra gli  animali mansueti si distinsero il bue, l’asinello.  Come sappiamo Il Bambinello è nato in una grotta,  in un dicembre freddo e nevoso dove all’interno vi era una stalla con la mangiatoia già fornita di  un bue,  mentre l’asinello  arrivato dopo, era quello che  Maria cavalcava. A quel punto, entrò  in funzione il riscaldamento ecologico:  il bue e l’asinello col loro caldo respiro riscaldarono la culla di Gesù Bambino. Anche se i Vangeli non ne fanno cenno, voci non controllate raccontavano che in fondo alla stalla vi fosse una mucca col latte per ogni necessità.

 

Davanti all’ingresso della grotta, una fila ordinata e silenziosa  era in attesa per rendere omaggio al Messia. Ma come fece questa marea di persone a trovare la grotta? 

Molti giorni prima della nascita del Messia, le stelle erano in fibrillazione e tutte volevano scendere ad illuminare il posto deputato al lieto evento, ma come succede nelle buone famiglie non si riusciva a trovare un accordo. Dopo vari insulti,  iniziò  una cruenta guerra stellare. Le stelle ferite e spaventate cadute sulla terra diedero vita alla nascita  di due piante a forma di stella: una rosso sangue e l’altra bianca dallo spavento ed identificate come  Stelle di Natale. Per comporre il dissidio, intervenne la stella più anziana riportando la pace. Le stelle più sagge restarono in cielo a illuminare la notte felice, mentre quelle ribelli e irrequiete si misero al seguito della stella più grande formando la coda scalpitante di una nuova cometa visibile da ogni angolo della terra,  posizionata in cielo per indicare la Grotta. Fu certamente questo un raro esempio di segnaletica stradale di altissima efficacia! Nessun ingorgo si segnalò, né tentativi di sorpassi azzardati si raccontano.

Gli ambasciatori  rappresentanti tutto il mondo giunsero infine presso il Santo Bambino per pregarlo di ottenere pace, giustizia e libertà.

Ma cosa sarebbe successo se la nascita di Gesù Bambino fosse  avvenuta oggi?

Certamente lo scenario sarebbe stato  uguale,  nel segno  dell’amore e del perdono. Gesù sarebbe nato forse, in un barcone di emigranti in fuga dall’Egitto; salvato da navi internazionali dalle onde impetuose del mare in tempesta, per poi finire in un Centro di accoglienza e di identificazione e trascorrere un periodo di quarantena, non prima che le autorità portuali e di polizia  avessero iniziato le pratiche di riconoscimento per il diritto di asilo politico ma non potendolo ottenere  tutta la Sacra Famiglia sarebbe stata rispedita in Palestina da dov’era partita e  diffidata  a  non  mettere  piede fuori di detti confini!

 

                                                                           @mimmoscuncia

 

 

 

 

 
 
 

CANTU I TO BILLIZZI

Post n°283 pubblicato il 01 Dicembre 2017 da iunco1900

 

 

 

           CANTU I TO BILLIZZI

 

Bedda chi nasciti ’nta marina,

rrassumigghj la fata di lu mari,

li to billizzi sunnu nu sprinduri

giuru, no nsi ponnu cchiù  scurdari.

Tu m’incantasti cu lu to parrari,

m’attaccasti forti chi to trizzi,

lu me cori facisti spasimari

tu si nu puzzu fundu di billizzi.

 

                       @mimmo scuncia

 

 

               Traduzione

 

Bella sei nata nella marina

assomigli la fata del mare

le tue bellezze sono uno  splendore

giuro non si possono mai scordare

Tu mi hai incantato col tuo parlare

m’hai legato forte con le tue trecce

m’hai fatto tanto spasimare

Tu sei un profondo pozzo di bellezze

 

 

                                      @mimmoscuncia             

 
 
 

LETTERA AL DIRETTORE

Post n°282 pubblicato il 15 Novembre 2017 da iunco1900


                                            

LETTERA AL DIRETTORE

Sig. Direttore Rai-mondo,

         sono l’utente Federico IRA, nato nel profondo Sud. Vengo ora a conoscenza, dal servizio di posta criptata,  che i vostri avvisi per  pagamento del canone relativo al vostro servizio, sono inviati ancora  al mio vecchio indirizzo, malgrado da anni  vi sia stato comunicato il mio nuovo recapito  di Via Nuovo Cimitero distesa Case Famiglia Sc. A  piano secondo.

   Con la presente vengo a rappresentare la mia situazione oltre che abitativa anche economica e sociale per cui non posso assolvere  ed onorare il mio debito di 7 annualità.  E’ vero che qui vivo nella pace eterna anche perché il segnale  della TV non arriva e non ho nessun contatto col mondo esterno e non avevo, fin poco tempo fa. nessun vicino con cui conversare (solo ora  ne  ho uno)  da poco trasferitosi nella stanza adiacente. E’  arrivato qui  pelle e ossa ma con questa alimentazione ho l’impressione  che la pelle scomparirà presto e rimarranno solo le ossa.  Il nostro contatto avviene attraverso un piccolo foro della parete comune di destra. Entrambi ci hanno trasferito col solito rito di chi entra nella Case Famiglia: al seguito fasci di fiori  a corona, una croce sul petto e tra  le mani un rosario benedetto da Benedetto.

   Qui il vitto si distribuisce  solo a parole,  mi sono rimaste solo le ossa. Ho lasciato il vecchio talamo nuziale a mia moglie. Lei dopo tanti anni di solitudine si è ricreduta e mi ha raggiunto nella mia nuova dimora sotto lo stesso tetto ma con camere separate. Per via della carenza di vista per le cataratte ad entrambi gli occhi  le pupille sono andate in macerazione e per questo  al loro posto hanno messo  due lumini  accesi. Quando l’ho vista che spavento| Nelle feste  vengono tanti parenti ed amici a farci visita e portano dei fiori. Questi si seccano di stare soli e senz’acqua (data la cronica carenza idrica di cui soffre anche la città) ed alcuni piangono,  piegando il capo sullo stelo. Qui non tira buona aria e nemmeno buon vento. Nelle notti di luna piena,  purtroppo non si può dormire in santa pace per rumori e lamenti. Ho riferito tutto al capo condominio, per noi è il custode      e  quanto prima, farà una riunione condominiale. , e solleverà la questione. Dal fruscio dei cipressi sembra  che la riunione è stata fissata per il 2 novembre giorno di luna calante.   

Sig. Direttore Rai-mondo Lei pensa che in questa situazione potrò mai pagare i canoni arretrati? In queste mie condizioni, si renderà benissimo conto che non mi sarà  mai possibile.

    Che dire altro, vi porgo queste quattro ossa della mano in segno di saluto e arrivederci  a prestissimo per abbracciarvi nella mia casa famiglia.

        Vi aspetto!  Vostro per sempre Federico Ira                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                        @mimmoscuncia                                                                                                           

 
 
 
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