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Creato da shardana0 il 12/02/2006

Sardinia

Storia della Sardegna e del suo popolo - Arte, Tradizioni e cultura. Attualità, Cronaca, Società , Politica, Satira ed altro…

 

Ma non era Roma la ladrona?

Post n°1440 pubblicato il 06 Aprile 2012 da shardana0
 

I

n un'intercettazione l'ex tesoriere si sfoga. E racconta le "elargizioni" ai figli del senatùr. I costi per scorta, diploma, automobili, tra cui una Porsche. E c'è anche una casa ereditata.  

- Spuntano le prime intercettazioni E Belsito disse al telefono: "Quei soldi li ho spesi per le case e le auto dei Bossi"tra una militante della Lega e l'ex tesoriere del partito, Francesco Belsito, indagato per appropriazione indebita. Quest'ultimo parla delle spese private pagate ai Bossi (costi per lauree, Porsche, case) con i soldi pubblici destinati al Carroccio. Belsito si sfoga alla vigilia di una convocazione da parte di Bossi. E salta fuori anche la vendita di un appartamento ricevuto in eredità ma mai dichiarato. Le telefonate sono state intercettate dai carabinieri del Noe. Belsito stava parlando con l'impiegata amministrativa leghista Nadia Dagrada, che non risulta indagata. L'argomento erano proprio le "elargizioni fatte ai Bossi e alla vicepresidente del Senato Rosy Mauro", come scrive il "Corriere della Sera". A questo punto, Belsito viene consigliato di "fare tutte le copie dei documenti che dimostrano i pagamenti fatti a loro favore e di nascondere gli originali in una cassetta di sicurezza". E lui replica: sono "in possesso di copiosa documentazione e di una registrazione compromettente per la Lega".

La conversazione X avviene prima che Belsito venga convocato da Bossi a Roma. Una convocazione che il tesoriere legge come l'anticipo della sua defenestrazione. Motivo: nel partito c'è chi (pare Castelli e Stiffoni, stando a quanto crede Belsito) lo vuole buttare fuori dopo le notizie sui rimborsi elettorali investiti dallo stesso tesoriere in Tanzania. La conversazione continua con la leghista che consiglia a Belsito di dire chiaro e tondo a Bossi che, se qualcuno si mette a guardare i conti, vengono fuori tutte le spese. E verrebbe fuori, continua la signora, che i soldi non sono finiti in Tanzania, ma a moglie e figli del leader del Carroccio. E chiude, la Dagrada: "Papale papale glielo devi dire: ragazzi, forse non avete capito che, se io parlo, voi finite in manette o con i forconi appesi alla Lega". Tutti i soldi per i figli del leader E via con l'elenco dei "costi" del partito. Ci sono le spese per il diploma di Renzo Bossi, i 670mila euro per il 2011 di cui non ci sono giustificativi, le auto (tra cui una Porsche) affittate per uno dei tre figli, Riccardo Bossi, fatture sempre per l'avvocato di Riccardo, una casa in affitto a Brescia, 300mila euro per la scuola Bosina di Varese di Manuela Marrone, moglie di Umberto. E poi, "l'ultima macchina del Principe (cioè Renzo Bossi), 50mila euro... e certo che c'ho la fattura!", si sente nell'intercettazione. Ci sono i "ragazzi di Renzo" (pare che sia la scorta), per cui servono 151mila euro, e gli alberghi sempre per quei "ragazzi".

E ancora, le spese per la ristrutturazione della casa di Gemonio. Il giallo della casa ereditata Spunta infine anche una casa data in eredità da una signora mantovana innamorata del Carroccio. Caterina Trufelli, racconta "Libero", lascia la sua casa all'onorevole Umberto Bossi, "quale segretario della Lega Nord", come si legge nel testamento della signora. Lui accetta l'eredità e vende la casa per 480mila euro, tenendosi i soldi. "Che, essendo destinati alla Lega - scrive "Libero" - sulla base della normativa sulle 'erogazioni liberali' che tutti i militanti e politici fanno, dovrebbero finire nelle casse del partito". Quei soldi non sono mai arrivati alla Lega.


(dal sito TGCOM24)

 
 
 

Stupro di gruppo, sentenza che fa vergognare.

Post n°1439 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da shardana0
 



R

 

ecentemente la cassazione ha emesso una sentenza secondo cui, per gli stupratori di gruppo, non è più obbligatoria la detenzione in carcere. A questo punto mi pongo una domanda: a cosa serve svolgere indagini per accertare come si sono svolti i fatti, quali persone sono coinvolte, dove è avvenuto lo stupro, ecc… se poi i colpevoli vengono lasciati liberi? Si parla tanto di combattere la violenza sulle donne, meno male che il rimedio a tale violenza è stato trovato dagli illustri componenti la “Corte Suprema” nell’emettere la suddetta incomprensibile e vergognsa sentenza. Io mi chiedo se la donna stuprata fosse stata una loro figlia, sorella o moglie questi signori avrebbero emesso una sentenza diversa?

 
 
 

Soldi pubblici ai partiti, una vergogna infinita.

Post n°1438 pubblicato il 12 Febbraio 2012 da shardana0
 

L’

appropriazione indebita del tesoro della Margherita da parte del suo tesoriere senatore Luigi Lusi, accusato di essersi appropriato di 13 milioni di euro, la lega che investe 25 milioni di euro in Tanzania, sono lo specchio di un sistema senza controlli e riportano a galla il tema dei finanziamenti alle forze politiche.

Il referendum del 1993 abolì il finanziamento pubblico ai partiti. Una legge voluta da Piccoli che nel 1974 introdusse il finanziamento, e che poi venne raddoppiato nel 1981. Era il 1993, in piena Tangentopoli che noi italiani abbiamo detto basta al finanziamento ai partiti. Ma nell’aprile 1993 tutti noi italiani fummo beffati dal governo Amato che reintroduce un «contributo per le spese elettorali» pari a 1600 lire per ogni italiano che risultava al censimento, anche quelli che non avevano diritto al voto. A colpi di leggi e leggine i partiti, tutti senza distinzione di sorta, negli ultimi anni hanno via via rimpolpato il loro tesoretto.

Prodi nel 1997 introduce il 4 per mille a favore dei partiti con uno stanziamento di 56,8 milioni l’anno. Ma una norma transitoria valida solo per il primo anno alza lo stanziamento a 82,6 milioni di euro nonostante le scarsissime adesioni dei contribuenti.

Col governo D’Alema, nel 1999, si ritorna al finanziamento pubblico pieno, vengono così definiti 5 fondi per il rimborso delle spese elettorali (elezioni di Camera, Senato, Parlamento europeo, consigli regionali e referendum) e al contempo la quota «procapite» sale da 1600 a 4000 mila lire.

Nel 2002 il governo Berlusconi cambia l’importo del rimborso per elettore: è arrivata la moneta unica europea e dalle 4 mila lire di tre anni prima si passa a 5 euro. Non soddisfatto di quest’aumento nel 2006, ancora governo Berlusconi partorisce una nuova legge particolare: la legge 5122 che stabilisce infatti che l’erogazione sia dovuta per tutti e cinque gli anni di legislatura indipendentemente dalla sua durata effettiva.

E fu così che questi partiti che ci hanno portati alla bancarotta, si sono presi 2.7 miliardi di euro senza seri controlli sulle spese dichiarate, spesso molto inferiori a quanto ricevuto. Tanti soldi, troppi soldi……

Come certifica la Corte dei Conti, e come denunciano da tempo i radicali, la realtà però è un’altra: non solo dal 1993 ad oggi il finanziamento pubblico ai partiti è lievitato del 600%, ma i rimborsi sono almeno i triplo delle spese effettivamente sostenute dai partiti per le campagne elettorali. Solo per stare al magnifico 2006: Forza Italia ha speso 50 milioni e ne ha incassati 128,7, An ne ha spesi 6,2 e ne ha incamerati 65,5, i Ds 9,9 ricevendone 46,9, la Margherita 10,4 riprendendone 30,7. Poi c'era l’Ulivo (simbolo comune a Ds e Margherita) che ha documentato spese per 7,6 milioni ed ha ottenuto rimborsi per 80,66. Idem gli altri partiti minori: Rifondazione (1,6 contro 34,9) Udc (12,38 contro 36,6) Lega Nord (5,1 contro 22,.4). Totale generale: spese accertate 117,368.302,29 euro, rimborsi assegnati 498.562.255,55 euro. Un incredibile, ingiustificato, 324,78 per cento in più. Davanti a queste cifre data la loro provenienza, tutti i segretari si dovrebbero commuovere. Invece no, a turno fanno a chi s’incazza di più, perché tutto è successo a loro insaputa. I più tosti si dico sbalorditi. Ma la cosa più avvilente per noi, che abbiamo vergogna per loro, è che piano piano ci stiamo abituando a tutto questo.

Meno male che Enrico Berlinguer era già morto, se no la ragione morale lo avrebbe veramente confuso.

 
 
 

cornice

Post n°1437 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da shardana0


......PROVA....

 
 
 

Ma quanti debiti....

Post n°1436 pubblicato il 19 Settembre 2011 da shardana0
 

O

gni giorno che passa mi trovo sempre più indebitato, e non per aver fatto acquisti importanti, ma per debiti contratti da chi ci ha governato. Nella mia vita fortunatamente, il lavoro non mi è mai mancato, a volte ho sgobbato oltre il normale, tutto per non fare debiti e vivere con un minimo di tranquillità, non ho mai fatto il passo più lungo delle mie possibilità e oggi, malgrado tutto, mi trovo con un debito enorme senza sapere di cosa, ma da me sicuramente mai creato; creato invece da coloro che nella nostra breve storia della repubblica ci hanno guidati politicamente e che sono stati spesso benevolmente giudicati “poco accorti”. Come in una famiglia che ha un reddito di cento e ne spende duecento. Perché le colpe dei politici devono ricadere su tutti noi? A me hanno insegnato che chi contrae un debito ne deve rispondere personalmente.

 

 
 
 

Da dove arriva la violenza?

Post n°1435 pubblicato il 05 Novembre 2010 da shardana0
 

 

D

etestare la violenza sugli avversari politici pare non basti più; allora mi permetto di suggerire due cose: prima, severità e pena certa per gli autori della violenza fisica; seconda, invito a certi politici per una maggiore moderazione nel linguaggio e rispetto della verità.

Quando si definisce “coglione” chi vota per gli avversari si commette violenza. Quando si accusa parte dei magistrati di essere dei tarati mentali , facenti parte di lobby atte a demolire il premier si fa violenza. Quando si sfugge dal processo con leggi ad personam , quando si accusa la Suprema Corte di parzialità, si fa violenza. Quando col viso d’angelo ma fare schifato, si negano verità sacrosante o si insinuano accuse agli avversari, si fa violenza. Dittatore, si fa violenza. Quando si costruiscono falsi dossier contro gli scomodi avversari politici, si fa violenza. Quando si minaccia una rivolta armata in seguito a una sconfitta politica, si fa violenza. Quando si accusa il Capo dello Stato di faziosità e parzialità, si fa violenza. Quando si accusa il presidente del consiglio di essere un mafioso Quando nei vari Talk show televisivi si urla, si interrompe in continuità l’avversario, si dicono cose che di vero hanno poco, si evita di dare risposte comprensibili anche ai meno colti, si fa violenza.
Questi comportamenti sono anche una vile violenza nei confronti dei telespettatori in quanto si ritengono offesi ed hanno una sola arma: il telecomando. Ma non è bello cambiare canale per dei politici che usano l’arma dell’intolleranza e creano i presupposti della violenza fisica di cui gli italiani non sentono il bisogno. Ergo, ci rimane la scheda elettorale, usiamola bene.

 

 
 
 

Gli italiani sono irriconoscenti…

Post n°1434 pubblicato il 07 Ottobre 2010 da shardana0
 

 

 

M

I sto rendendo conto che noi italiani siamo un popolo di irriconoscenti. Ci preoccupiamo solo delle “piccole faccende” di casa nostra: l’economia che va male, la chiusura delle fabbriche, la disoccupazione che continua a crescere, la scuola e l’università che sono allo sfascio, la sicurezza, i precari e non ci rendiamo conto che non sono nulla a confronto dei problemi che affliggono il mondo. Per fortuna che abbiamo un premier che tra una barzelletta e l’altra, ha capito come vanno le cose e, invece di preoccuparsi di queste “frivolezze”, dedica tutte le sue energie e il suo tempo a risolvere importanti questioni a livello internazionale: convincere Putin a fermare i carri armati ad appena 15 km dalla capitale della Georgia, far concludere l’accordo tra Obama e Medvedev, cioè tra l’Alleanza Atlantica e la Russia e, non pago, a dare le giuste dritte a Obama per risollevarsi in fretta dalla pesante crisi economica USA.

Nonostante tutto é convinto di essere il miglio premier degli ultimi 100 anni.

 
 
 

La donna come merce

 

C’

é una ragazza che scrive un libro, partecipa al Campiello, vince il premio sezione giovani e, quando sale sul palco, viene apprezzata più per il suo decolté che per la sua opera letteraria. C’è un dittatore che quando arriva in Italia vuole uno stuolo di centinaia di ragazze da catechizzare.
C’è una pubblicità che per vendere qualche prodotto non trova altra idea creativa che abbinarlo a un fondoschiena femminile. Ci sono programmi televisivi, dove l’immagine femminile è costantemente umiliata, senza considerare che – per usare le parole del Presidente Napolitano – “uno stile di comunicazione che offende le donne nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi”.

Ci sono padri, mariti o fidanzati ex partnes che non si rassegnano ad accettare le scelte delle figlie e compagnie, arrivando ad eliminarle fisicamente. La vita delle donne non è mai stata facile ma oggi in Italia è in atto una profonda regressione che utilizza il corpo femminile per renderle oggetti, per mercificare, per ricacciarle indietro rispetto ai diritti conquistati negli anni 70. Anche se le donne sono oltre la metà della popolazione del nostro paese il tasso di occupazione femminile, così come la rappresentanza in parlamento sono i più bassi dell’Unione Europea. A peggiorare le cose intervengono i dati medi sulla retribuzione, da dove emerge che le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini, che, come se non bastasse, hanno 80 minuti in più' per lo svago.

Non si può più tacere, la voce delle donne deve farsi sentire. Boicottando i prodotti che usano nelle loro pubblicità il corpo femminile; cambiando programma quando in televisione c’è “bulli e puppe” o similari, scrivendo lettere, mail di protesta ai giornali quando qualcosa ci fa indignare; soprattutto educando le altre donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi; insegnando alle bambine ed ai bambini il rispetto. Forse sarà poco ma qualcuno deve iniziare a cambiare.

Se invece volete agire senza perdere la vostra preziosa femminilità, ma non rinunciando al vostro essere pensante, ecco allora che la vera rivoluzione va fatta dentro di voi. Perché essere donne, non è solo apparire assatanate e isteriche in occasione dell’8 marzo partecipando alla visione di volgari streep tease maschili per poi relegarsi per i restanti 364 giorni a macerare tra le proprie mura e svolgere un ruolo da cameriera tuttofare reprimendo ogni desiderio del sentirsi viva. È il modo di pensare che va cambiato solo in questo modo l’evoluzione femminile sarebbe in grado di sconfiggere il maschilismo atavico che vi relega, oggi forse più di ieri, in una semplice mercificazione. Donna è bello ma se dentro di voi sapete essere davvero libere a prescindere dall’avere una quinta o una seconda di reggiseno.

 
 
 

Povera Italia…

Post n°1432 pubblicato il 10 Settembre 2010 da shardana0
 

 

L’

ultima volta che ho titolato un post con queste due parole sono stato indagato e in seguito condannato per il reato di “diffamazione”, ma oggi dopo settimane di altalene politiche, di elezioni si, elezioni no, l’ assurda richiesta, del presidente del consiglio e del suo alleato leghista Bossi, di dimissioni del presidente della camera Gianfranco Fini, mi spinge ad utilizzare ancora questo titolo.

Sì, credo che la richiesta di Berlusconi e Bossi sia la prova che nel nostro paese la democrazia sia ormai un labile ricordo. Il leader del carroccio ha il coraggio di chiedere le dimissioni del presidente della camera sostenendo che non è super partes e quindi Incompatibile col ruolo di presidente della Camera. Parla lui che sa soltanto mostrare il dito medio, bella come risoluzione hai problemi dell’Italia e che a suo dire é uno «Stato delinquente»!

Parla lui che credendo di rappresentare la gente del Nord nonostante sia un ministro della Repubblica Italiana ha sempre calpestato i valori dell’Italia, e ha sempre fomentato solo odio minacciando una nuova marcia armata su Roma. Parla lui che, nonostante la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, di concedergli la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione, si esprime aggredendo e insultando (ha dato del mafioso della peggior specie a Berlusconi, ha insultato papi, vescovi, presidenti della Repubblica).

Parla lui che considera i meridionali come delinquenti da evitare, tratta gli immigrati come appestati, diffonde odio e veleno da anni, parla apertamente di secessione (nello statuto della Lega è considerato l’obiettivo primario del movimento), calpesta l’Inno e la Bandiera. Dovrebbe essere proprio lui il primo ad essere cacciato. A chi crede di far paura quando dice:”Attenti a non rompere i c... alla gente del Nord”! Crede forse che il resto dell’Italia tremi e stia a guardare?

Umberto Bossi e la Lega devono sapere che i c…. se li sono rotti tutti gli “italiani”, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Gli italiani che si sono stancati di coloro che mangiano a sbafo e senza alcun ritegno, e poi sputano con volgarità nello stesso piatto in cui si abbuffano. Il Paese va salvato dalla Lega, prima ancora che dal berlusconismo imperante. Nel Paese deve tornare la vera Politica, i partiti degni di questo nome, dirigenti competenti e trasparenti nell'agire. Abbiamo bisogno di chiudere definitivamente la tristissima pagina nera chiamata “Seconda Repubblica”, in cui la Lega ha fatto più casino che altro.

 
 
 

Il bavaglio serve ma per Bossi

Post n°1431 pubblicato il 04 Luglio 2010 da shardana0
 

I

n queste ultime settimane si fa un gran parlare della famosa legge sulle intercettazioni che piace tanto al premier Berlusconi. La legge che né il Presidente Fini, né il Presidente Napolitano vogliono. Una legge che per i suoi limiti può essere dichiarata incostituzionale.

Leggo anche i discorsi di Umberto Bossi che come al solito non perde occasione per sfoderare la sua maschia figura di leader incontrastato di un partito o movimento che si gode i privilegi della casta tanto criticati e che vengono profumatamente pagati da uno stato che vorrebbero smembrare. A Fini che sostiene l’inesistenza della Padania, il senatur Umberto Bossi, rispolverando la ormai tradizionale minaccia, risponde che ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi per quel territorio. A parte il fatto che si dimentica di dire che ce ne sono pressapoco altri 40 milioni pronti a fermare i suoi maschi guerrieri.

Io mi vergogno profondamente che simili vaneggiamenti non siano stigmatizzati e contraddetti con forza da altri esponenti della maggioranza del governo. Trovo inverecondo il silenzio da parte di tanti politici che - lo sappiamo bene tutti - non la pensano come il "senatur". Certe affermazioni sono pericolose e qualsiasi persona sensata lo sa. Se i leghisti non riescono a staccarsi dall'Italia con la loro "Padania" un motivo ci sarà. E pretendere di imporre la "Padania" con la forza (con le armi!) a coloro che nella loro "Padania" ci vivono ma che di "Padania" non vogliono sentire neppure parlare, dato che si ritengono cittadini italiani, è una delle più grosse idiozie. Resta il pericolo di certe parole usate a vanvera.

Alle parole bisogna fare attenzione. Qualche esaltato (e ce ne sono tanti) potrebbe prenderle sul serio. Chi parla a vanvera si prenda la responsabilità di quello che dice, anche se oggi c'è la brutta abitudine di dimenticare tutto in fretta. Io spero vivamente che gli elettori non dimentichino e che alle prossime elezioni mandino a casa questi signori, prima che succeda il pegio.


 
 
 
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