Sardinia
Storia della Sardegna e del suo popolo - Arte, Tradizioni e cultura. Attualità, Cronaca, Società , Politica, Satira ed altro…
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Post n°1431 pubblicato il 04 Luglio 2010 da shardana0
I n queste ultime settimane si fa un gran parlare della famosa legge sulle intercettazioni che piace tanto al premier Berlusconi. La legge che né il Presidente Fini, né il Presidente Napolitano vogliono. Una legge che per i suoi limiti può essere dichiarata incostituzionale. Leggo anche i discorsi di Umberto Bossi che come al solito non perde occasione per sfoderare la sua maschia figura di leader incontrastato di un partito o movimento che si gode i privilegi della casta tanto criticati e che vengono profumatamente pagati da uno stato che vorrebbero smembrare. A Fini che sostiene l’inesistenza della Padania, il senatur Umberto Bossi, rispolverando la ormai tradizionale minaccia, risponde che ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi per quel territorio. A parte il fatto che si dimentica di dire che ce ne sono pressapoco altri 40 milioni pronti a fermare i suoi maschi guerrieri. Io mi vergogno profondamente che simili vaneggiamenti non siano stigmatizzati e contraddetti con forza da altri esponenti della maggioranza del governo. Trovo inverecondo il silenzio da parte di tanti politici che - lo sappiamo bene tutti - non la pensano come il "senatur". Certe affermazioni sono pericolose e qualsiasi persona sensata lo sa. Se i leghisti non riescono a staccarsi dall'Italia con la loro "Padania" un motivo ci sarà. E pretendere di imporre la "Padania" con la forza (con le armi!) a coloro che nella loro "Padania" ci vivono ma che di "Padania" non vogliono sentire neppure parlare, dato che si ritengono cittadini italiani, è una delle più grosse idiozie. Resta il pericolo di certe parole usate a vanvera. Alle parole bisogna fare attenzione. Qualche esaltato (e ce ne sono tanti) potrebbe prenderle sul serio. Chi parla a vanvera si prenda la responsabilità di quello che dice, anche se oggi c'è la brutta abitudine di dimenticare tutto in fretta. Io spero vivamente che gli elettori non dimentichino e che alle prossime elezioni mandino a casa questi signori, prima che succeda il pegio.
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Post n°1430 pubblicato il 19 Maggio 2010 da shardana0
A nche il governo più votato ed amato dagli italiani ha dovuto prendere atto che ci troviamo di fronte ad una crisi senza precedenti dall'ultima guerra. Siamo tutti più poveri di 750 miliardi di euro o, per meglio dire, ogni sfigato che appartiene all'eurozona oltre al proprio debito pubblico prò capite della nazione alla quale appartiene ora dovrà sobbarcarsi un extra debito, questa volta europeo. Gli abitanti della zona attualmente infestata dall'euro sono 320 milioni, fatti i debiti conti si troveranno con 2300 euro a testa di debito in più da pagare. Neonati e pensionati inclusi, sui quali ovviamente occorrerà pagare ì soliti interessi sotto forma di imposte e di tagli allo stato sociale. Il sottoscritto, era scettico su questa crisi, credevo fosse un’invenzione del giornali e delle Tv, ma si è convinto definitivamente, nel momento in cui il ministro Calderoli ha proclamato che la classe politica deve dare il buon esempio e ridursi gli emolumenti del 5% per aiutare il Paese. Siccome i politici, dal 2001 in poi, hanno già dato un notevole contributo al Paese rinunciando a tutti i loro privilegi, abolendo 540 mila auto blu, dimezzando il numero dei parlamentari, sopprimendo le province e altri enti inutili, svolgendo regolari gare d'appalto per far risparmiare la pubblica amministrazione, stanando milioni di evasori, e milioni di falsi invalidi, penso che sia giusto che anche i pensionati ed i lavoratori dipendenti diano una mano al ministro leghista a trovare quei 25 miliardi di euro che servono per la nuova manovra finanziaria. Non vogliamo mica che il governo sia costretto a prendere misure impopolari che colpiscono, sempre, le rendite finanziarie, le pensioni d’oro, gli stipendi milionari, i grandi patrimoni o i grandi evasori fiscali come (non) pretendono i sindacati? Autorizziamoli a "prendere" dalle pensioni e dagli stipendi il 10% o anche il 20% al mese ed ecco trovati i 25 miliardi. Italiani siate generosi aiutiamo i politici che hanno, sempre, dato il buon esempio. Avete capito perché è sospetto il proclama del 5% del ministro? Prepariamoci al solito "andazzo" perché sono in arrivo i tagli alla sanità e il ticket di 10 euro, il blocco dei contratti pubblici, il blocco delle finestre di luglio per gli aspiranti pensionati etc… etc…
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O ggi non voglio annoiarvi con le solite critiche al sistema Italia. Oggi voglio parlarvi di qualcosa di importante, la mia nuova esperienza all’interno dell’ AVO, Associazione Volontari Ospedalieri, che rappresenta una delle più importanti e riconosciute realtà nel settore del volontariato socio-sanitario. Un’ associazione che intende rendere a tutti coloro che non si trovano nella pienezza dei propri mezzi fisici o psichici o che vivono in situazione di sofferenza un servizio volontario, qualificato, gratuito e disinteressato offrendo presenza amichevole, calore umano, dialogo, aiuto per lottare contro la sofferenza, il disagio, l’isolamento e la solitudine. Dopo un colloquio informativo e una prima selezione attitudinale, sono stato ammesso al corso di formazione base (durato circa due mesi). Gli incontri, sono stati tenuti da volontari-formatori, da medici e psicologi, e aveva per argomento in particolare la comunicazione con il malato, la relazione d'aiuto, le problematiche socio-assistenziali, l'organizzazione sanitaria e gli aspetti normativi del volontariato. Ora sto finendo i mesi di tirocinio in ospedale affiancato da volontari esperti con i quali metto al servizio degli ammalati degenti nell’ ospedale della mia città parte del mio tempo. Un’esperienza straordinaria perché mi sono reso conto che è vero noi volontari, girano per i reparti con camice azzurro e cartellino di riconoscimento, assicuriamo una presenza amichevole, offrendo al malato calore umano, ascolto, compagnia e un aiuto per lottare contro la sofferenza della malattia e della solitudine, durante la loro degenza, ma è anche vero che loro contraccambiano trasmettendo a noi volontari qualcosa che ci fa crescere e maturare. Noi doniamo a loro il nostro tempo ma loro attraverso i loro sguardi e i loro sorrisi donano a noi qualcosa di più facendoci dimenticare i nostri piccoli problemi quotidiani e quando li lasciamo a fine turno, non possiamo far altro guardare il cielo e ringraziare perché abbiamo scoperto di essere veramente fortunati. Condivido quest’esperienza con decine di volontari, ma siamo ancora pochi e abbiamo bisogno anche di te! E' importante poter contare su un’adesione sempre maggiore per non essere costretti a sospendere dei servizi positivi di cui il malato possa fruire in modo continuativo. Allora, se credi di avere le qualità necessarie, serietà, equilibrio, discrezione, intuito e capacità di relazione; una buona preparazione generale; disponibilità alla collaborazione; disponibilità a svolgere almeno un turno settimanale in ospedale (mattino o pemeriggio); disponibilità a partecipare ad un incontro mensile di formazione, corri informati presso la tua città e chiedi di diventare un volontario AVO e anche tu potrai provare la gioia di donare il tuo tempo a chi ha bisogno. La frase usata nella Home Page di un sito AVO è emblematica: ”Dai poco se doni la tua ricchezza. Ma se doni te stesso, tu doni veramente”.
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Post n°1428 pubblicato il 05 Maggio 2010 da shardana0
U na legge del 30 aprile 2009, fissa al 5 maggio la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia ma leggendo i quotidiani odierni, mi pare che la cosa sia passata "nel silenzio pressoché assoluto dei media". Eppure L'iniziativa cade quest'anno in mezzo allo scandalo pedofilia scoppiato all'interno della Chiesa, quindi sarebbe stata comprensibile e auspicabile una chiara presa di posizione e condanna contro questa piaga che ogni anno colpisce anche in Italia migliaia di bambini. Secondo l’organizzazione Meret fondata da don Fortunato di Noto, sarebbero circa con 20.000 i nuovi casi all'anno, con un aumento del 10,8 per cento negli ultimi cinque anni. Questa organizzazione in 20 anni di attività, Meter ha aiutato 900 minori e famiglie ad essere accolti in centri d'ascolto ed ha segnalato alle autorità 200 mila siti pedopornografici, con un ritmo di 600 al mese. Dal rapporto presentato da Telefono Azzurro emerge che sui 6.623 casi segnalati alle linee di ascolto di Telefono Azzurro tra il 1° gennaio 2008 e il 15 marzo 2010, quelli relativi ad abusi sessuali sono stati 269 (il 4%). Si tratta di segnalazioni provenienti soprattutto da Lombardia, Lazio e Veneto (30%). Sono soprattutto le bambine e le adolescenti, le principali vittime di abusi sessuali (il 66% dei casi circa), in linea con i dati disponibili a livello internazionale. Una segnalazione su tre riguarda invece minorenni maschi (89 casi, in altre parole il 33,8%). Le vittime di abuso sessuale segnalate a Telefono Azzurro hanno generalmente un’età inferiore agli 11 anni (57,6%). Nel 90,3% dei casi le vittime degli abusi sono stati minori italiani; nel restante 9,7% si tratta invece di bambini e adolescenti stranieri, provenienti principalmente da Paesi dell’Est. Ma chi sono gli aguzzini che abusano dei bambini? I dati raccolti smentiscono luoghi comuni: nella maggior parte dei casi, infatti, gli abusi sessuali sono commessi da persone appartenenti al nucleo familiare. Se solo l’11% circa riguarda soggetti estranei, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti: tra questi, spiccano gli amici di famiglia (12,9%) e gli insegnanti (9% circa), i vicini di casa (4,7%). L’1,2% delle segnalazioni riguarda figure religiose. Qui questi degenerati sono solitamente persone di cui i bimbi si fidano ciecamente e che giovando di questo si macchiano di un crimine infame. Questi animali hanno sicuramente problemi psichici ma che occorre fermarli, non si possono semplicemente considerare persone malate da comprendere e tanto meno da scusare.
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Post n°1427 pubblicato il 03 Maggio 2010 da shardana0
S embra che tutti siano d'accordo che la panacea dei mali del Paese sia il federalismo. Recentemente si è pronunciato in proposito anche il Presidente della Repubblica. Eppure non c'è ancora uno studio serio e articolato sui costi rea-li, su chi ci guadagna e chi ci perde e sui rischi per la coesione nazionale. Ma una modesta riflessione si può fare in attesa che scendano finalmente in campo grandi e credibili economisti. Possiamo fare qualche considerazione sul federalismo già in atto. Quello delle Regioni autonome. Andiamo a vedere se sono più virtuose del resto del Paese. Il primato nazionale per le retribuzioni più ricche dei consiglieri regionali appartiene in as-soluto alla Sicilia, quello sul numero dei consiglieri rispetto alla popolazione è della Valle d'Aosta, che dispone addirittura di un consigliere ogni 3.511 abitanti, rapporto da consiglio di quartiere, a seguire il Trentino Alto Adige, la Sardegna, il Friuli Venezia Giulia. Tutte le Regioni a statuto speciale dispongono del maggior numero di dipendenti e dirigenti in rapporto alla popolazione, con il primato, ancora, della Valle d'Aosta e a seguire il Trentino Alto Adige, la Sicilia e la Sardegna. Tutti gli analisti sono concordi nel sostenere che dove c'è il federalismo, a parità di servizi forniti al cittadino, il costo pro capite è molto più alto rispetto a quello delle regioni dove il decentramento e la devolution sono in arrivo. E, poi, più 0 meno tutte le Regioni autonome si segnalano per spese folli ed eccentriche che sarebbero insostenibili se potessero farle anche le Regioni a statuto ordinario. Come si può, allora, allegramente pensare che un federalismo generalizzato renderebbe la pubblica amministrazione più virtuosa e più sobria? |
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D opo le elezioni regionali, ove la Lega ha ottenuto un buon risultato, Umberto Bossi tuona: “A noi gli istituti di credito, il popolo ce lo chiede”. Insomma vuole portare i suoi uomini nelle banche del nord. «Chi è intelligente ha capito che abbiamo vinto tutto, fatalmente ci toccherà una fetta delle banche», dichiarava qualche giorno fa ai giornali. Mi sembra una buona idea. Ricordiamo il grande successo di CrediEuroNord, la banca della Lega che nacque nel 2000 per servire i lavoratori del Nord. Nelle idee dei fondatori, primo fra tutti Umberto Bossi. Credieuronord doveva servire soprattutto il popolo padano: famiglie, artigiani, agricoltori, piccoli imprenditori. «Anch’io sono socio fondatore. E tu?», occhieggiava il Senatur nei cartelloni pubblicitari di allora con i quali tappezzò le città del Nord. Perché, secondo la politica leghista di allora, le banche esistenti facevano parte del sistema nazionale e come tali erano da combattere in chiave autonomista come tutto ciò che profumava di tricolore. Credieuronord doveva dunque essere la banca padana. Anche allora in molti ci avevano creduto: leghisti tesserati e simpatizzanti, circa 3.400 in tutto il Nord, dei quali quasi 400 veneti che comprarono migliaia di quote. Bastavano 25 euro per diventare soci. Ma c’erano finanziatori che sborsarono decine di migliaia di euro. Ma la nuova creatura non durò abbastanza. Nel 2001 il primo rosso, nel 2002 la ricapitalizzazione, nel 2003 una nuova iniezione di capitale, nel 2004 la chiusura delle prime e uniche tre filiali che riuscirono a vedere la luce: Milano, Brescia e Treviso. La banca della Lega crollò dopo 4 anni, dopo aver bruciato circa 15 milioni di euro in pochi anni e fu "salvata" dal Lindo Fiorani che l’ acquistò nel 2004 portandone i debiti alla Popolare di Lodi, con la benedizione dell'integerrima Banca d’Italia. Oggi che ha più potere che fa, manda a bagno anche le altre banche?
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Vedrò di nuovo Udrò ancora il rombo Il crepitio Vagherò ancora Poi il fuoco evocherà Attenderò, che il vento alitando Volgerò il mio guardo al mutato Sognerò di esserci di Domenico Parlamenti |
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Post n°1422 pubblicato il 29 Aprile 2010 da shardana0
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