Creato da Bastardo_nel_dna3 il 11/09/2013

Libere Riflessioni

Pensieri in Libertà: osservazioni, riflessioni, considerazioni sul mondo virtuale....ed anche su quello reale

 

 

(RI) EDUCARE I GENITORI PRIMA DEI FIGLI?

Post n°51 pubblicato il 28 Maggio 2014 da Bastardo_nel_dna3
 

Mi è capitato di leggere una notizia che mi ha lasciato notevolmente perplesso. La scorsa settimana in una scuola media di Forlì un docente ha sorpreso un alunno che, durante la lezione, guardava foto hard sul cellulare. Nella sua veste di educatore, oltre che d’insegnante, ha ritenuto doveroso sequestrare il telefonino al ragazzo, chiedendo che a ritirarlo fosse uno dei genitori. Fin qui nulla di strano, direte voi. Non è la prima volta che un teenager guarda immagini hard, e di certo non sarà l’ultima; non è neanche la fine del mondo, obietterà qualcuno: obiezione accolta. E’ fuor di dubbio, inoltre, che l’operato del professore sia stato corretto e incontestabile. Ci si aspetterebbe, a questo punto, che uno dei due genitori del ragazzo, sommessamente mortificato, si recasse a scuola magari tenendo per orecchio il ragazzuolo con gli ormoni in subbuglio, e lo obbligasse a scusarsi per l’atteggiamento irriguardoso avuto nei confronti del docente. Effettivamente a scuola si presenta la mamma del ragazzo, accocompagnata dal legale di famiglia, con l'intento di accusare il professore di furto. A dir poco paradossale, poi, la giustificazione della madre, che ha difeso il figlio affermando che: “Le foto incriminate non erano poi così hard, poiché la donna immortalata aveva anche il perizoma”.
Siamo in una fase in cui la scuola, alla quale è sempre stata demandata una funzione comprimaria alla famiglia nell’educazione dei ragazzi, è spesso screditata dagli stessi genitori che, invece di assumere atteggiamenti più rigidi e autoritari nei confronti dei propri figli, tendono ad adottare posizioni più “morbide” e permissive.
Ai miei tempi, di fronte a richiami da parte dell’autorità scolastica, molti genitori avrebbero letteralmente “crepato di mazzate” i propri figli, e vi assicuro che sarebbero state “mazzate” molto educative.
Oggi, forse, prima di educare i ragazzi, sarebbe il caso di ri-educare molti genitori, sono certo che ne avrebbero beneficio e giovamento anche i figli.

docente

 

(BnD)

 
 
 

DUE ESEMPI DI VERO SPORT

Post n°50 pubblicato il 19 Maggio 2014 da Bastardo_nel_dna3
 

Quanto accaduto due settimane addietro a Roma prima e durante la finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, ha evidenziato una sorta di “stato patologico” del calcio italiano, e di quello che c’è attorno al calcio (violenza di alcune frange di tifosi, connivenza/sopportazione delle società sportive, impotenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine). Roba da chiudere baracca e burattini e mandare tutti a casa, se non fosse per i miliardi che fanno girare tutta la giostra. Quello a cui abbiamo assistito, è evidente, non è sport, i cui valori sono qualcosa di ben più nobile ed edificante.

Fortunatamente nei giorni scorsi dal mondo dello Sport (con la S maiuscola) sono arrivati due segnali forti, chiari; due esempi che hanno colpito e commosso la gente.

Pista di atletica di Trenton (Illinois, USA), 14 maggio. La scuola media cittadina ha organizzato alcune gare studentesche; alla corsa degli 800 metri piani partecipano due gemelle di 13 anni, Chloe e Claire Gruenke; a metà corsa Chloe è in testa, e si appresta a vincere la corsa, mentre Claire è più indietro, col resto del gruppo; di colpo Chloe si ferma, avverte un forte dolore alla coscia, forse un crampo, ed è costretta a fermarsi a bordo pista. Sopraggiunge Claire, potrebbe superare la sorella e andare a vincere la corsa, ma si ferma e, spinta da quel legame sorprendente e inspiegabile che unisce le coppie di gemelli, si carica la Chloe sulle spalle, mentre le altri concorrenti tagliano il traguardo; stringe i denti per la fatica ma non molla, e si trascina fino in prossimità dell’arrivo; a questo punto fa scendere la sorella e, tenendosi per mano, tagliano anche loro il traguardo.

 

All’ultimo posto, secondo l’ordine d’arrivo, ma di certo vincitrici morali della corsa. Chapeau!

Stadio Celtik Park di Glasgow (Scozia), 10 maggio. Nell’ultima giornata di campionato il Celtic Glasgow festeggia il suo 45° scudetto. Alla partita assiste, assieme al suo papà, un bambino di 11 anni, di nome Jay, affetto da sindrome di Down. Al termine della partita e della premiazione l’allenatore del Celtic, Neil Lennon, si avvicina a Jay e gli regala la medaglia appena ricevuta, seguito dal centravanti greco Georgios Samaras, che ha preso Jay in braccio facendogli fare un giro di campo davvero toccante; mentre il piccolo tifoso abbracciava e accarezzava incredulo il suo idolo, il pubblico presente allo stadio era letteralmente commosso ed emozionato.

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Emozioni distanti anni luce dagli scontri, fuori e dentro gli stadi, tra opposte tifoserie, o da partite fatte disputare per "gentile concessione" di qualche capo ultrà.

 
 
 

QUANDO LO STATO SI ARRENDE ALLA CAROGNA

Post n°49 pubblicato il 05 Maggio 2014 da Bastardo_nel_dna3
 

Prologo Sabato 3 maggio 2014, finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico di Roma Caput Mundi tra Napoli e Fiorentina. Prima della partita alcuni tifosi partenopei entrano  in contatto con tifosi della Roma (che quindi nulla hanno a che vedere con la partita che di lì a poche ore sarà disputata). L'odio tra le due tifoserie, già di per sé assurdo, sfocia nella violenza, cosa ancor più assurda. Qualcuno tira fuori una pistola ed esplode diversi colpi verso gli avversari; tre tifosi napoletani restano a terra feriti, uno in maniera grave.

La farsa La tragedia sfiorata fuori dallo stadio sfocia nella tragicomica pagliacciata all'interno dello stadio; in tribuna d'onore (che da questo momento sarà ribattezzata tribuna del disonore) siedono due delle quattro più alte cariche dello stato (rigorosamente con l'iniziale minuscola): Matteo Renzi, presidente del consiglio dei ministri (sempre con le iniziali minuscole), Piero Grasso, presidente del senato (ibidem); tra gli altri spettatori il questore di Roma, Massimo Maria Mazza, i patron delle due squadre, De Laurentiis e Della Valle, l'oscar Paolo Sorrentino, ed altre diverse centinaia di v.i.p.
A distanza di un centinaio di metri, a cavalcioni di una delle inferriate che separano la curva nord dal terreno di gioco, è appollaiato Genny 'a carogna, al secolo Gennaro De Tommaso, capo indiscusso degli ultras napoletani; secondo i principali giornali sarebbe figlio di un esponente di spicco affiliato ad un clan camorristico del rione Sanità di Napoli. Indossava una t-shirt inneggiante a Speziale, l'assassino di Raciti, ispettore di polizia ucciso negli scontri tra i tifosi del derby Catania-Palermo del 2 febbraio 2007. Nelle convulse fasi che precedono l'inizio della partita, lo si vede scavalcare la recinzione e scendere sul terreno di gioco, per parlottare con alcuni funzionari di polizia e con i dirigenti delle due squadre di calcio; poi ritorna sotto la curva (da cui erano state lanciate alcune bombe carta) e comanda al suo popolo il ritorno alla calma; è ancora lui che parla col capitano del Napoli Hamsik; alla fine è lui che concede, con gesto magniloquente, il permesso di disputare l'incontro di calcio. Tutto rigorosamente in diretta sulle reti Rai.

Epilogo Il Napoli vince 3-1 e si aggiudica il trofeo. Ma a perdere è stato il mondo del calcio, alla mercé di uno sparuto gruppo di ultras. Ancor più grave è la sconfitta dello stato, dimostratosi incapace ed assente, ancorché rappresentato da Renzi e Grasso. Ed è andata in onda, sotto gli occhi di milioni di telespettatori, la rappresentazione di uno stato allo sfascio, allo sbando, ormai delegittimato e prostrato ai piedi di un capo ultrà.
Questa è l'immagine che l'Italia ha dato di sè al mondo, un paese in cui comanda Genny 'a carogna.

In Italia comanda lui.

Cala il sipario. Senza applausi!

(BnD)

 
 
 

TRA DISQUISIZIONI TERMINOLOGICHE E POLITICHE D’INTEGRAZIONE

Qualche tempo addietro è stato affrontato il problema lessicale del termine "extracomunitari", ad litteram cittadini non afferenti ad uno degli Stati membri della Comunità Europea; qualcuno ha fatto notare che tale espressione era discriminatoria, in quanto usata in senso dispregiativo e xenofobo; è stato quindi proposto di usare il termine "immigrati", ma poi qualcun altro ha fatto notare che siffatta locuzione poteva essere considerata sinonimo di "terroni". Oggi vengono più comunemente indicati come "cittadini stranieri", ma temo che questa definizione sia del tutto transitoria, in attesa che sociologi e linguisti trovino una espressione più consona. Nel frattempo i "terroni" vengono al massimo chiamati "terronici" oppure meridionali o ancora "cittadini italiani di serie B" (in attesa dei play-off).
Ora, invece, è la volta dei "nomadi". Anche questo termine è relativamente recente; molti di voi probabilmente ricorderanno che qualche anno addietro erano generalmente definiti "zingari" o, nella migliore delle ipotesi, "gitani"; poi, sempre nell'ottica del politically correct, è stato suggerito di definirli nomadi, con chiaro riferimento alla loro tradizionale propensione al nomadismo. Per portarsi avanti col lavoro, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha deciso di abolire nelle comunicazioni istituzionali e negli atti amministrativi, il termine "nomadi". Il primo cittadino della Capitale ha infatti specificato, in una sua circolare, che <<...in luogo del riferimento al termine "nomadi" sia più correttamente utilizzato quello di "Rom, Sinti e Caminanti". Credo che uno dei fattori centrali per superare le discriminazioni sia quello culturale affinché l'approccio metodologico di tipo emergenziale possa essere abbandonato a favore di politiche capaci di perseguire l'obiettivo dell'integrazione. In questo processo anche la proprietà terminologica utilizzata può essere, ad un tempo, indice e strumento culturale per esprimere lo spessore di conoscenza e consapevolezza degli ambiti su cui si è chiamati ad intervenire>>.
A prescindere dal politichese burocratizzato con cui il sindaco Marino esprime il suo desiderio di superare, al contempo, la discriminazione dei Rom e il problema della loro integrazione sociale, sorgono spontanee due domande.
1-
E' realmente convinto, il signor sindaco, che un cambio terminologico possa concretamente convincere Rom e/o Sinti e/o Caminanti, ad evitare di trasformare i loro accampamenti in discariche a cielo aperto, con conseguenti rischi per la salute pubblica?
2-
E' assolutamente certo, il signor sindaco, che grazie alla nuova terminologia possa essere superato il problema delle baraccopoli più o meno abusive, dove ormai neppure i continui sopralluoghi delle forze dell'ordine sembrano più sufficienti a fronteggiare situazioni di criminalità diffusa?
Forse è il caso che qualcuno faccia presente, al signor sindaco Marino, che non è certo con questo "approccio culturale di tipo terminologico" che si affrontano e si risolvono "situazioni emergenziali" assolutamente critiche, generate dalla deliberata volontà di Rom e/o Sinti e/o Caminanti di rifiutare qualunque forma di "politica di integrazione".
Perché non basta un po' di "peripatetica tolleranza mascherata da buonismo del piffero" per ottenere l'integrazione di chi rigetta, per cultura scritta nel proprio DNA, le comuni regole del vivere civile adottate nel Paese che li ospita.

 

(BnD)

 

 
 
 

LA RIVOLUZIONE DI PALAZZO CHIGI PARTE DA EBAY

Chi ha puntato sull’incapacità del nuovo Presidente del Consiglio Renzi di attuare le rivoluzioni più volte paventate, ha già perso la scommessa! La rivoluzione è partita (magari non sappiamo dove e come arriverà….ma questo è un altro discorso).

E’ di questi giorni l’annunciata vendita “on line”, sul noto sito eBay, di un primo lotto di “auto blu”. Come al solito l’iniziativa ha sollevato polemiche, battute ironiche, ma anche commenti positivi. Complessivamente saranno vendute 170 autovetture “considerate non più essenziali ai fini istituzionali e che implicano costi di custodia e di gestione per le amministrazioni”. Una nota del Governo precisa che tale operazione “garantisce trasparenza e pubblicità delle procedure e la possibilità di raggiungere una platea di utenti molto più ampia rispetto a quella che si potrebbe raggiungere con l’utilizzo delle procedure tradizionali, nonché di contribuire al processo di dematerializzazione (sic!) e digitalizzazione della pubblica amministrazione”.

Personalmente avrei un’altra idea su come, su quando e su chi utilizzare i “processi di dematerializzazione”, ma non è il caso di parlarne ora.
Credo che l’impatto mediatico di un tale annuncio sia indiscutibile: considerate un “simbolo evidente dei privilegi della casta”, altrettanto simbolicamente le “auto blu” vengono offerente al popolo di internet, facendo leva sul “sentimento anticasta” della gente comune.
Insomma, una “mossa di facciata”. Perchè tale “rivoluzione” rappresenta di fatto, come molti fanno osservare, una enorme e grottesca messinscena, e finirà con un bel buco nell’acqua (Palazzo Vecchio docet).
Come ha sottolineato il Presidente del Formez, Carlo Flamment, in tale ambito i centri di spesa più evidenti sono rappresentati dalle Regioni, che hanno oltre 51.000 autovetture, pari a circa il 90% del totale delle “auto blu”. Il Consip, società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze, avrebbe già messo gli occhi su 5.500 berline da acquistare entro il 2015.
Un'operazione che dovrebbe costare intorno ai 55 milioni di euro. E questi, a differenza degli incerti introiti dell'asta che sarà bandita da Palazzo Chigi, sono soldi che saranno effettivamente spesi.
Con buona pace di Renzi, della spending review, di eBay e dell’impulso anticasta della gente comune!

Vendite

(BnD)

 
 
 
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Ho letto con molto interesse questo tuo post e concordo...
Inviato da: meionoi
il 05/10/2014 alle 19:11
 
Prego ^_^
Inviato da: Bastardo_nel_dna3
il 21/06/2014 alle 18:24
 
Questo spiega perchè mi sentivo osservato... :-O
Inviato da: Bastardo_nel_dna3
il 21/06/2014 alle 18:24
 
Grazie a te della tua visita nel mio:-)
Inviato da: arw3n63
il 19/06/2014 alle 14:52
 
Volentieri, nn ti seguo da poco peraltro. emme®^
Inviato da: misteropagano
il 19/06/2014 alle 12:05
 
 

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