Creato da boezio62 il 05/12/2009

Esercizi di memoria

Ricordi accidentali

 

 

DS 66

Post n°505 pubblicato il 24 Febbraio 2024 da boezio62
 

 

DS66

 

 

"Questa dev'essere l'epoca in cui saranno superati i sistemi che hanno toccato un punto limite,che stanno per distruggere la Nazione Umana,l'interiorita' dell'Umanita' e la sua abilita' che per me rappresenta un capitale naturale.Sono sistemi il cui effetto collaterale,non terminale,sara' la distruzione della Natura e di noi stessi."

 

Joseph Beuys in "The healing Place",dall'album "Gone to earth" 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

La meritocrazia e la Classe (non quella delle elementari quella sociale)

Post n°504 pubblicato il 29 Gennaio 2024 da boezio62

MERITOCRAZIA == ARISTOCRAZIA

Non sto a far notare la banale analogia etimologica nel totalitaristico capitalismo liberale.

Comunque: il termine meritocrazia viene coniato (distopicamente...) negli Stati Uniti (meritocracy), e viene introdotto in Italia negli anni settanta, in piena controrivoluzione liberista.L'etimologia del primo termine della tautologia: dal latino "merere", legato al merito connesso al "guadagno". 

Inutile sottolineare che siamo in piena economicistica (cfr. Heidegger e Schmitt) "filosofia dei valori" che unisce filosofia morale (della sociopatica - cfr. Hayek e "individualismo metodologico" - classe dominante) alla "teoria del valore" di neoclassica e positivistica memoria: sempre nel paretiano interesse delle élite economiche.
Ll'Equilibrio Economico Generale,nel medioevo,veniva chiamato: "oratores bellatores laboratores". In India codice Manu: più Tradizione e Caste per tutti.)

Chi sono gli aristoi? Sono i "migliori". Ovverosia, "quelli che meritano".
(Cioè non i pariah,cioe' VOI!)

Il potere va a coloro che "meritano", ossia ai "migliori" (quelli che già ce lo hanno... se no non ce lo avrebbero!). Non ovviamente alla plebaglia delle democrazie costituzionali.

Comunque,chi pensa che Keynes e i liberali sociali abbiano rilegittimato il sociopatico liberalismo,non ha capito una fava: vabbè... veniamo a cose più serie.
Ho un amico invalido cinquantenne, disoccupato da tanti anni e che, da quando è stato buttato fuori casa dalla moglie liberale gli ha detto:
" Tutti i miei colleghi architetti hanno un lavoro; sei tu che sei solo un "mantenuto".
Non sei alla mia altezza.Fai in fretta ad iniziare a guadagnare per passare gli alimenti ai due figli. Arrangiati. "


Insomma: la compagna lo ha buttato nella piscina (per strada): o impari a nuotare (trovi un lavoro) oppure anneghi (muori di freddo e stenti).
Sì, perché non ha famiglia, non ha competenze (e deve competere con i giovani immigrati per cui i piddini non vogliono che si abbiano « cattivi sentimenti » ) e non ha più né un amico, né un soldo.

Mo': io che cazzo devo fare? Posso continuare a passare soldi mensilmente per pagargli il gas e farlo mangiare? E' normale che se si prende un'influenza non abbia i soldi per prendere una cazzo di tachipirina? E' normale che per andare e tornare dalla città per far un colloquio debba pagare 10€? Qualcuno sa cosa si deve fare per far star in vita una persona in una società in cui tutto è privato (a noi "pubblico")?
Ricordando che la "religione del privato" nasce con le 
enclosures oltre che col "nomos della terra" e con i monoteismi? Più Malthus per tutti?

Posso dire che sono incazzato e che "i liberisti de noantri" sono traditori della Patria e genocidi?

(Oltre che strabordanti di crassissima ignoranza)

A.B.2017

 
 
 

La me tèra

Post n°503 pubblicato il 02 Ottobre 2023 da boezio62
 

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Cuesta xe ła tèra dei me morti.
De me nòna, e de mé nòno.
Del tribołare de mé opà,
dei sïori ca no semo mai stà.
Del la’oro ke’l mai basta.

Cuesta xé ła tèra dei suori e dełe biastéme.
Dei cavéji bixi. Dełe ónge ónte.

Dełe bràghe de fustagno.
Dełe camìxe fate sù fìi gumbi.

Cuesta xe ła łengua che cavo de bóca ai mé morti.

Parché mi no gò pì fià. E nó so bón sdebitarme.
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Questa è la terra dei miei morti. / Di mia nonna, e di mio nonno. / Della fatica di mio padre, / Dei signori che non siamo mai stati, / E del lavoro che non basta mai. // Questa è la terra della fatica e delle bestemmie. / Dei capelli bianchi. Delle unghie sporche. // Dei pantaloni di fustagno. Delle camicie / con le maniche arrotolate. // Questa è la lingua di cui privo i miei morti. // Perché non ho più respiro. E non so sdebitarmi.

Carlo Ragliani
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6.1 today

Post n°502 pubblicato il 28 Febbraio 2023 da boezio62
 

 

 

 

 

 

SOTTO LE SCALE

(…) Arriva un tempo in cui, dopo una vita passata ad aggiungere, inizi a togliere.
Togli i cibi che ti fanno male.
Togli i vestiti che ti vanno troppo stretti o troppo larghi.
Togli le cianfrusaglie dimenticate nei cassetti, insieme alla convinzione antica di non andare mai bene.
Togli il cuore dai posti dove non c’è più amore,togli il tempo passato a inseguire le persone.
Togli lo sguardo da chi ti ha ferito.
Togli potere al passato,togli le colpe dai tuoi racconti e lo sguardo da chi ti parla dietro. Togli le erbacce intorno ai tuoi sogni, i compromessi che ti sporcano le scelte, i sì concessi per adattamento.
La vera ricchezza non è aggiungere, ma togliere (…).

Manuela Toto

 

 

 

 
 
 

Non sono mai stato qui

Post n°501 pubblicato il 05 Luglio 2022 da boezio62
 

 

 

 

 

 

"Certe volte bisogna osservare con molta attenzione una persona per poter capire che sta solo facendo del suo meglio e niente piu'.Lui stava solo cercando la sua strada.Proprio come te."

 

"Sul lago dorato" (1981)

 

 

 

J’Y Suis Jamais Allé 

 

 

 


 
 
 
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Ogni commento rispettoso dei contenuti e delle persone è gradito.Non sempre rispondero'. A volte,anzi spesso, un commento è una sensazione,un'emozione,un racconto chiuso in se'.E se non vi sara' altro da aggiungere,non rispondero'.Non per spocchia o maleducazione,non per fare differenze.Perche' sara' giusto rispettarne la compiutezza.Perche' è giusto rispettare chi l'ha scritto.

 

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Oggi,nel dominio del liberismo economico e del pensiero...
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