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Verità filosofiche cercasi

Post n°1306 pubblicato il 28 Luglio 2020 da fedechiara
 

Verità filosofica cercasi.

E quando si arriva a Hegel ci si rende conto che la filosofia è un gran fiume che si scava l'alveo con la potenza delle sue acque nella storia degli uomini e segna il paesaggio umano in profondità come il Colorado nel Gran Canyon, con le sue rapide e i suoi rallentamenti apparenti e il delta, infine,oggi inaridito, che sfocia nel mare magno della Conoscenza. 
'Tanta roba', direbbe mia figlia, che adora le grandi sintesi.

E la metafora del fiume ben si attaglia al filosofo che a Jena scriveva e insegnava giusto mentre Napoleone, il suo idolo, lo Spirito del Mondo, come egli lo definiva, conquistava nazioni e popoli battaglia dopo battaglia e affermava con le armi lo spirito delle sue leggi innovative che seppellivano ogni rimasuglio di feudalità e di aristocraticità accentratrice.

Un fiume di concetti, quello di Hegel, che prendeva le misure della Storia e si misurava con la Verità, nientemeno, concetto antico di ogni filosofia di ogni tempo e latitudine. 
E non è chiaro se cercasse di rifilarci bravamente la Wahrheit (la 'verità': che ci sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa) o la Wirchlichkeit (la realtà delle cose in sé, di ciò che è reale e razionale) e, alla fin della tenzone, decise di 'dialettizzarle' entrambe e di offrirle al mondo come poderoso sistema di pensiero che sfidava apertamente il caos degli eventi della Storia degli uomini. 
Della quale diceva che è pur giusto sporcarvisi le mani e lavorarci dentro e non baloccarsi come faceva Novalis con l'Arte spiritualissima e contro gli altri romantici tutti sospiri e venti di fragile ed effimera passione.
E batteva forte sulla questione del senso delle cose, come faccio io, hegeliano per caso, tutti e due insieme contro il Vasco nazionale che, nei suoi concerti, continua a cantarci a gola spiegata che: '(..) un senso non ce l'haaaaa'. 
Generazioni filosoficamente perdute, ahinoi.

E, dopo il grande Hegel, infatti, dopo il suo corso fluviale filosofico settecentesco denso di acque turbinose e concetti arditissimi mediati dai predecessori ecco farsi largo la filosofia spicciola degli epigoni rivoluzionari tradotta in azioni rivoluzionarie azzardate. Quelle dei Marx ed Engels e Stalin e Mao Zedong: i rivoli di un delta filosofico sfilacciato e intorcinato, e le limpide acque della Conoscenza intorbidate, che della dialettica hegeliana hanno fatto carne di porco e di Hegel il portabandiera di rivoluzioni improbabili, abborracciate, improbabili, destinate ad infrangersi nel caos degli eventi successivi.

Rivoluzioni appiattite su Muri poi abbattuti a furor di popolo e neutralizzate e dette pretensiose e stupide dal capitalismo trionfante nella Cina delle ex Guardie Rosse - e le storiche catene dei proletari hanno mutato forme, ma le chiavi le hanno in mano i padroni di sempre che delocalizzano e globalizzano e lasciano che i popoli impazziti del mondo migrino di qua e di là dei confini degli stati come formiche impazzite.

Verità (filosofica) vo' cercando, ch'è 'sì cara al mio core.

 

IT.WIKIPEDIA.ORG
Georg Wilhelm Friedrich Hegel (AFI: ˈɡeːɔɐ̯k ˈvɪlhɛlm ˈfʁiːdʁɪç ˈheːɡl̩) (Stoccarda, 27 agosto 1770 – Berlino, 14 novembre 1831) è stato un filosofo e teologo tedesco, considerato il rappresentante più significativo dell'idealismo tedesco.

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