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Messaggi del 12/12/2023

Banchi di sardine in rapido allontanamento oceanico.

Post n°2917 pubblicato il 12 Dicembre 2023 da fedechiara
 

Quel 'tirar sardoni' mediatico che non ci incanta. 12 dicembre 2019

Quando i 'giornaloni' (i cui lettori si assottigliano vieppiù ad ogni nuova fake new partigiana che pubblicano) sbattono in prima pagina le manifestazioni degli argentei pesciolini sedicenti anti fascisti l'impulso immediato è quello di consultare i sondaggi. Che sono ballerini e partigiani a loro volta, secondo che a commissionarli sia la partigianissima 'Repubblica' (trasformatasi ormai in organo di partito delle sinistre di s-governo) o 'il Fatto quotidiano' o La7, - rete televisiva non meno partigiana ed embedded, ma meno sfrontata e un filo dignitosa nel suo recitare i titoli dei tiggi.
E i sondaggi mi sono di conforto perché ci dicono che le urne continuano a premiare il centrodestra e non c'è sostanziale spostamento di voti che possa illudere il banco delle sardine di condizionare il sentire politico degli italiani con il loro buonismo ostentato e ipocrita.
E la comica delle 'forchette' dei diversi istituti di sondaggio ben ci racconta della partigianeria smaccata di quelli de 'la Repubblica' – che davano la Lega sotto al 30 per cento solo qualche giorno fa – e la vistosa correzione al 33 della rete televisiva La7. Possiamo dormire sonni tranquilli e lasciarli sfilare tranquillamente per le piazze, perché quel loro 'movimento' ittico è tutto interno al mare in tempesta della sinistra di s-governo.
Ma che c'entra un movimento che si proclama a partitico (sic), e perché confrontare i sondaggi con i numeri dei partecipanti alle manifestazioni, insisterete a chiedermi (25.000 a Torino, ma è bene ascoltare le consuete riduzioni a un terzo della Questura).
Perché l'operazione di marketing politico che è stato avviato dagli anti Salvini di sempre usa di queste manifestazioni contro l'odio preteso come di un ariete mediatico, - una sorta di 'Bestia' che si confronta in modo sempre più aggressivo sui social forum con l'appoggio delle artigliere pesanti dei giornaloni amici e dei telegiornali al seguito. Ed è bene fargli sapere che anche noi pinguini 'non abbocchiamo' all'amo dei 'think tank' della sinistra di s-governo che non sa più a che santo votarsi pur di riguadagnare l'onda del consenso elettorale.
E gennaio è alla porte e la Stalingrado emiliana potrebbe cadere e trascinare con sé lo s-governo giallo rosso, speriamo, esprimiamo gli auguri, non se ne può davvero più di tutto questo odio anti Salvini e vecchio marketing politico mascherato di buonismo tutto e solo mediatico e delle false parole d'ordine delle sardine che ci vedono adulti e vaccinati. Alle urne, alle urne!
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Troppa grazia.

Post n°2916 pubblicato il 12 Dicembre 2023 da fedechiara
 

Cose dell'altro mondo. 12 dicembre 2020

La sceneggiatura di Gianni Zanasi del film 'Troppa grazia' è geniale. Traspone nel nostro tempo presente – tempo di cinismi e incredulità e complottismi dei più vari – l'apparire della Madonna, nientemeno! Che già al tempo dei tre pastorelli di Fatima, per tacere di Medjugorie, ha causato seri problemi di credibilità presso le curie competenti e agli addetti agli 'interrogatori di garanzia' dei miracolati, scambiati per visionari e picchiatelli, ma che si ostinavano a dire e ripetere, tetragoni, di 'vedere la Madonna' - che sempre pretende un suo nuovo tempio e l'estensione del suo culto, ca va sans dire.
E nella sceneggiatura del film la Madonna è una tipa bella e tosta e velata secondo tradizionale iconografia e non le manda a dire alla bravissima Alba Rohrwacher, presa di mira suo malgrado e che si prova fino all'ultimo a sottrarsi all'arduo e proibitivo compito di 'dire agli uomini di costruire una chiesa' in un campo gravato da oscuri misfatti eco incompatibili.
E le battute della protagonista sono quelle giuste, esilaranti, di chi capisce che si sta giocando la reputazione e rischia di passare per matta ad assecondare la 'madre di Dio' nelle sue pretese di riconoscimento universale – una Madonna ostinata e perfino violenta e manesca nel tentare di piegare alla fede la protagonista, che cede, alfine, per spossatezza e disparità di forze, al vero e proprio 'stalking' della sua ospite mentale.
E mi sentivo solidale con la protagonista in vana fuga dalle sue visioni che si chiedeva 'ma perché proprio a me' questa disgrazia e violenza privata di dover affermare una cosa così folle quale ci appare, oggi, l'apparizione della Madonna. Perché non a Conte, giusta punizione per la sua pretesa di dirsi 'avvocato del popolo'. O a Speranza, che ci ha il nome giusto per avvallare ogni cosa di difficile comprensione, in questi tempi di sciagura pandemica – e magari il ricorso all'apparizione di un così autorevole sponsor religioso potrebbe abbreviare i percorsi della lotta contro i virus, vedi mai.
E pensavo al fatto che un tale film, mutati i riferimenti religiosi, se girato e proiettato in terra di islam, di certo si sarebbe attirato non una ma cento 'fatwe' assassine dagli imam esaltati dell'islam radicale, al pari di quella che ha colpito Salman Rushdie e i suoi 'Versetti satanici' - che così tanti morti e furori distruttivi ed intimidazioni alla libertà di pensiero e di stampa ha causato nei paesi del troppo ospitale occidente.
Ma per nostra fortuna siamo in Europa, paese di libertà inimmaginabili ad est dell'Albania e della Macedonia, e possiamo canzonare con cinematografica leggerezza perfino la 'madre di dio' e le sue pretese di rinnovare il suo culto in tempi di scetticismi diffusi e 'crisi delle vocazioni'. Da vedere (oggi in replica su rai2).

 
 
 
 
 

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