Creato da fedechiara il 14/11/2014
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Messaggi del 15/12/2023

Il 'grigio topo' e il sol dell'avvenir.

Post n°2919 pubblicato il 15 Dicembre 2023 da fedechiara
 

Il teatro sinistro dell'assurdo. 15 dicembre 2019

E sull'onda della vittoria elettorale di Boris Johnson e della Brexit i giornalisti di grido interrogano i presenti protagonisti dell'idea sinistra nella polvere con Corbyn dimissionario: che cosa rimane oggi della sinistra, quali lacerti, quale l'eredità che promana dal disgraziato Novecento delle guerre e dei nazifascismi e quale classe operaia residui in cronaca nell'era della delocalizzazione delle fabbriche - e l'industria pesante esportata nel terzo mondo e scomparso il 'tessile di Prato' sotto l'onda del lavoro nero dei clandestini cinesi.
E se sia ragionevole e sensato continuare a sostenere l'idea 'globale' di un mondo rotto e le sue schegge impazzite che premono a milioni sulle frontiere colabrodo dell'Europa delle banlieues islamiche nemiche e dei 'radicalizzati sul web' e nelle carceri a maggioranza, presto, di immigrati.
E la misericordia un tanto al chilo dispensata da Bergoglio e associati quale balsamo e suffumigio e aspirina contro il preteso male 'fascista' e 'razzista': invettive stupide e prive di agganci reali nella Storia del Novecento ed esorcismo rabbioso di gente rattrappita nel suo vuoto politico che su quelle evocazioni stantie e vuote invettive canta d'impulso 'Bella ciao' - come tanti Roger Rabbit tristi e avviliti che si danno convegno sulle piazze sotto falsa nomea im-politica ed egida ittica per consolarsi e darsi pacche sulle spalle nella speranza di contare qualcosa di più di un due di spade a briscola e trovare riscontro, chissà, forse, speriamo, di consensi elettorali svaniti e dispersi nell'onda oceanica globale.
E la domanda che sorge spontanea é se tutto questo 'capitale umano' dei misericordiosi un tanto al chilo possa trovare remunerazione politica adeguata ai tempi grami nel prossimo futuro o se, come le banche che falliscono, sia destinato a disperdersi sull'orizzonte che fu 'di gloria' e rosso del 'sol dell'avvenir' e oggi è color grigio topo - e la falce e martello del lavoro che non c'è più è sostituita dal barcone e dalla nave delle o.n.g. taxi del mare che violano i divieti di approdo e fan da supporto ai naufragi organizzati dai criminali scafisti dei mille annegati in mare e solo gli escono di bocca le geremiadi di Santa Carola di tutti profughi i clandestini che, a sentir lei e i suoi associati fuggirebbero da 'fame/guerra/carestie/torture e chi più ne sa più ne dica di questo intollerabile modo di gestire i grandissimi numeri ed incessanti dell'immigrazione clandestina, con l'Europa del nostro scontento che ci lascia soli a sostenere l'urto di un'Africa in disfacimento e di un Medio Oriente in fiamme e sotto schiaffo di califfati prossimi venturi.
E lo chiamano 'odio' nelle loro tristi peregrinazioni di piazza in piazza sotto veste ittica e credono di poterne fare un programma politico commerciabile e che si venda facile al popolo del terzo millennio in debito di futuro climatico e di lavoro.
Il teatro sinistro dell'assurdo.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

Qualcosa di travolgente. (Il nulla di fatto della Cop28)

Post n°2918 pubblicato il 15 Dicembre 2023 da fedechiara
 

Qualcosa di travolgente - 15 dicembre 2019

C'è bisogno di 'qualcosa di travolgente', ogni tanto, forse per 'sentirsi vivi' e poter credere di contare nelle cronache di un mondo, che, invece, macina le sue inevitabili polveri sottili globali e dice inutile ogni tentativo disperato di salvarlo dai ghiacci che si sciolgono e dalle frontiere che si chiudono.
Così si chiude l'ennesimo 'summit' sul clima con un nulla di fatto perché nulla si può effettivamente fare nel brevissimo lasso di tempo che è l'orizzonte mentale e politico dei movimenti ispirati dalla piccola svedese sempre ingrugnita, quale si mostra nelle foto – e forse un sorriso, di quando in quando, la premierebbe e ci farebbe capire che neanche lei si prende troppo sul serio quando si rappresenta un mondo ripulito in un 'fiat' dalle plastiche e tornato freddo al punto da far ri-ghiacciare i ghiacciai che si sono sciolti.
Provare con la 'fata Turchina' e la sua bacchetta miracolosa.
Perché sono la scienza e la tecnologia i veri motori del cambiamento e non le velleitarie manifestazioni che illudono che qualcosa di travolgente sia alle porte; ma scienza e tecnologia hanno i loro tempi di invenzione e di applicazione delle loro scoperte - e speriamo che il nuovo che ci consegneranno dopodomani non sia così avvilente e stupido come gli smartphones della chiacchiera universale che si sono ingoiati una quantità spaventosa di teste di struzzo che, ad ogni ora del giorno si tuffano dentro quegli schermi malefici e ipnotici dell'altro mondo virtuale per consolare il nulla delle loro vite prive di orizzonti.
Così restiamo in attesa di leggi e regolamenti che ci liberino dagli involucri delle plastiche dei cibi che acquistiamo nei supermercati, ma ancora non sappiamo e non ci rappresentiamo cosa e come li sostituiranno – e forse è auspicabile un 'ritorno al futuro' di quando, da ragazzi, andavamo nelle 'drogherie' sotto casa con le bottiglie del latte lavate da noi alla buona per farcele riempire di bel nuovo e le merci si vendevano sfuse nei sacchi di iuta e non c'era quel continente di plastica vagante negli oceani grande come il Texas i cui minuscoli brandelli nutrono i banchi delle sardine vagantes che ci mangiamo in saor, ma rinascono miracolosamente in effige nelle piazze italiane e acclamano il loro nulla impolitico e il loro futuro gramo perché l'importante è contarsi e consolarsi dei flop annunciati nelle urne elettorali.
E anche per loro, come per Greta e i suoi adorabili gretini, vale la considerazione che ciò che conta non è riempire le piazze vanamente clamanti, bensì con-vincere di aver qualcosa da dire di diverso e concreto e sensato in aggiunta ai cori stolidi di 'Bella ciao' - che speriamo che il mitico partigiano se le porti via davvero, come le Feste dopo l'Epifania. Oremus.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 
 
 

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