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"Ci sono terribili catastrofi naturali inevitabili a questo mondo, come i terremoti o gli uragani. A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria innaturale perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria e sottomissione. Una popolazione disperata che non trova il pane e il latte per nutrire i suoi figli. Che non piange neanche più  i suoi lutti perché anche agli occhi è stata imposta una dieta ferrea. Il mondo intero non può ignorare questa tragedia e, se lo fa, NON INCLUDETECI IN QUESTO MONDO."

Vittorio Arrigoni da "Restiamo umani"

 

 

« Persino il dolore più at...Ritornando da Madrid. »

OUT... INDIGNADA.

Post n°299 pubblicato il 27 Luglio 2011 da OutOfTarget
 

 

Ovvero le incongruenze dei sistemi democratici liberisti occidentali agli occhi di una turista per caso. Passeggiando alle dieci di sera per Calle de Alcalà, domenica scorsa, mi imbatto in un drappello di giovani madrileni in abito da sera. Dissonanti sono i loro abiti eleganti con l'età dimostrata, fino a che... Posteggiati oltre il largo marciapiede ci sono dei cellulari di polizia, fuori dei quali stazionano alcuni agenti con la divisa antisommossa. Guardo in alto alle enormi insegne luminose che illuminano la mia serata. Su quell'incrocio campeggiano le sedi delle principali banche private spagnole e in fondo alla via c'è il Banco di Espana. Ma gli abiti da sera che c'entrano? Faccio scivolare lo sguardo sul palazzo al mio fianco fino ad una bella rampa di scale che porta ad una imponente porta a vetri. Su una piccola targa in bronzo è scritto "Casinò de Madrid". Sbircio all'interno. La scala continua a salire ed in cima intravedo un'altra splendida ragazza, in altrettanto splendido abito lungo ed atteggiamento snob, molto meno splendido. Le faccio il verso, mettendomi in posa da modella in mezzo al marciapiedi richiamando l'attenzione dei miei. E' come se l'ultimo tassello di un puzzle avesse trovato il suo posto. Calle de Alcalà comincia da Plaza Porta del Sol per sfociare in Plaza de la Cibeles dove, appunto, ha sede il Banco de Espana. E chi ci sta accampato in Plaza Porta del Sol, nuovamente da sabato scorso? Los Indignados. Li ho visti riunirsi, provenienti da tutta la Spagna, in corteo proprio sabato sera sotto gli occhi increduli di migliaia di turisti intenti nella movida serale, me inclusa appena uscita da un "All you can eat" qualunque. Indignati, appunto, e rumorosi, colorati, fantasiosi, ilari e ottimisti, con tanti bambini al seguito. Migliaia di manifestanti di tutte le estrazioni sociali, riuniti in un'unica voce partendo da  motivazioni personali differenti, però che strano, tanto simili a quelle  per cui si protesta anche in Italia: acqua pubblica, alloggi pubblici, precariato, lotta al nucleare, riforma dell'imposizione fiscale... La piazza è completamente ingombra delle loro tende, loro si aggirano tra la gente "armati" dei loro cartelli per far conoscere le proprie ragioni e non si intravede nemmeno un gendarme. Giusto due cellulari coi lampeggianti accesi a segnalare la fine del corteo, che si è ripetuto anche domenica mattina, e poi più niente. Mi chiedo. In Italia un corteo con tanti partecipanti che decida  di occupare permanentemente una pubblica piazza come sta accadendo anche in queste ore, mentre sto scrivendo in albergo, come si sarebbe concluso? Nel dubbio un'unica certezza. Da una parte c'è il sistema capitalista, dall'altra c'è il popolo indignato, in mezzo quelli che tentano la fortuna al Casinò... ed io.

 
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LA MAFIA SBANDA.

La mafia sbanda,
la mafia scolora,
la mafia scommette,
la mafia giura
che l'esistenza non esiste,
che la cultura non c'è,
che l'uomo non è amico dell'uomo.
La mafia è il cavallo nero dell'Apocalisse
Che porta in sella un relitto mortale,
la mafia accusa i suoi morti.
La mafia li commemora
Con ciclopici funerali,
così è stato per te Giovanni
trasportato a braccia da quelli
che ti avevano ucciso.

                          di  Alda Merini

 

 

 

 

 
 

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