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Il sogno perfetto

Post n°1 pubblicato il 24 Marzo 2008 da forsesara
 

 


Sono stata fuori più di due ore, fa caldo, troppo caldo per essere in pieno inverno, e non ho pazienza. Fortunatamente il pranzo è pronto a casa, ho pensato proprio a tutto. Entrerò nel mio miniappartamento e sarò immersa nel cuore di quella terra fuori dal tempo, sarò avvolta da quella fragranza che mi accompagnava allora... Ecco sono quasi arrivata, salgo le scale, ma sono infastidita da un odoraccio, è insopportabile, non vedo l'ora di tagliarmi fuori da tanto orrore. Si fa sempre più forte. Eccomi a casa... Ma... Che succede? E' un incubo. Mi catapulto in cucina: il mio sogno brucia. Non capisco. Forse è la nausea a stordirmi. Apro tutte le finestre, esco sul balcone e mi lascio cadere sul freddo pavimento, gelido. E pensare che fino a pochi minuti prima sentivo l'estate dentro. Non è venuto. Sono uscita di casa con la certezza che la mia opera sarebbe stata seguita sino alla fine, invece stavo per trovare la casa in fiamme. Desideravo tanto rivivere il viaggio dell'estate scorsa in cui avevo vissuto la perfezione, sognavo di sentire ancora quegli stessi profumi che ci avevano sorpreso e incantato, speravo che la magia si ripetesse, ma nel mio mondo, il nostro nido, il Nostro mondo. Avremmo ricreato la magia, l'avremmo resa concreta, pensavo, perchè si sarebbe spostata nel quotidiano, non sarebbe più stata legata solamente al ricordo di una splendida parentesi. Ero convinta che Marco venisse, così quanto lo ero del fatto che fosse il mio completamento. Credevo che avrebbe finito per me di preparare quel ponte per il cuore del Mediterraneo, ne ero certa, come ero certa che andassimo all'unisono.


Inizio a riprendermi da quell'aria avvelenata e mi decido a tornare dentro e rimediare al danno... "Rimediare al danno"... Qual'è il danno mi chiedo: una pentola bruciata e la casa maleodorante? La perdita improvvisa di un pò di me? Osservo quel che resta di quel "piatto magico": una poltiglia nera informe, non si distinguono più tutte le verdure colorate che avevo scelto con cura, é andato tutto distrutto. Eppure pensandoci bene non mi sarei dovuta stupire tanto. Per quale motivo avevo avuto la ridicola idea di ricreare l'Isola a Milano? Perchè anzichè tutti questi sforzi per tornare al passato non avevo mirato al futuro? Magari proponendo o accettando l'idea di un altro viaggio, pensandolo ancora più perfetto del primo. Quei resti carbonizzati sono tutto ciò che rimane del mio sogno. Avevo cucinato con tanto amore, ero stata impeccabile. No, mi prendo in giro se continuo a non vedere. Era già tutto finito forse, solo che avevo bisogno che qualcosa mi svegliasse, come l'odore asfissiante che ha invaso questo giorno di gennaio. E' stato un inganno sin dall'inizio. Troppe differenze tra me e Marco, l'uomo perfetto per me, la mia parte mancante... Perchè mi rendo conto soltanto ora che siamo come il giorno e la notte, che non possono coesistere ed è così per necessità? Mi chiedo com'è possibile aver creduto di vivere nella perfezione mentre speravo che Lui cambiasse? Che come me fosse in grado di volare senza però mai perdere di vista la terra? A tratti avevo pensato anche che fosse pazzo... Ma la vera pazzia é stata la mia. E la nostra tanto rimpianta vacanza? Era stata realmente perfetta? Come ho fatto a non dar peso a quei lunghi silenzi tra noi? Non era dovuto alla contemplazione di quei paesaggi fiabeschi, ora lo ammetto. Ma che senso ha tutta questa illusione che mi ha bendato per così troppo tempo? Perchè ho mentito a me stessa tanto a lungo? Insomma, non sono una di quelle zitellone d'altri tempi, che, una volta passati i trenta sono prese dal panico di vivere una vita in solitudine. Non mi spiego perchè proprio Marco. E di occasioni se ne sono presentate diverse... Cosa ci avrò mai visto in lui, non è neanche bello a dire il vero... Eppure quel suo sorriso all'alba della mattina di settembre del nostro primo incontro mi è rimasto come inciso nel cuore.


Mi sono ripresa dallo spavento appena preso, sono, azzarderei a dire, serena ora. Riesco anche a sorridere davanti a questo miscuglio incenerito, come se volessi ringraziarlo per essersi sacrificato, e avermi riaperto gli occhi. Penso che niente accade per caso, e probabilmente se potessi tornare indietro ripeterei le stesse scelte, questo mi consola; e ripenso ai bei momenti passati insieme a Marco, ne ricordo pochi ad essere sincera, ma valgono la pena di essere ricordati. Realizzo con chiarezza tutta la situazione, com'era e com'è: ci siamo amati credo, si, tanto trasporto... era amore. Certo è che non era un sentimento completo, altrimenti non si sarebbe dissolto così, avrebbe superato tutto... In questo momento non provo altro che tenerezza per la storia che ormai accetto come conclusa, non odio Marco e non mi sento di attribuire colpe a nessuno. Tutto è andato come doveva penso, però ho una strana sensazione... Come se mi mancasse qualcosa. Continuo a chiedermi di cosa possa trattarsi mentre continuo a mescolare la poltiglia della verità come se potesse ancora dirmi dell'altro. Aguzzo un pò gli occhi, mi sembra di aver visto una macchiolina di un rosso vivo in mezzo a tutto quel nero, osservo bene... Incredibile! Un pezzettino di pomodoro è scampato alla strage. É intatto. In quel momento ho un trasalimento. Afferro la mia borsa e corro fuori di casa. Rientro pochissimi minuti dopo con in mano un test di gravidanza. Dopo un'attesa che mi è apparsa interminabile, lo stupore e una gioia immensa mi assalgono. Diventerò mamma! Non penso a nient'altro. Non penso alle difficoltà che arriveranno, ai problemi che dovrò affrontare nel crescere un bambino senza un uomo accanto, nel dover fare da padre oltre che da madre, niente: sarò mamma, punto. Ora più che mai sono convinta che esista un disegno che guida ogni vita, non ho certo la presunzione di capirlo, ma so che è perfetto, sia che porti sofferenze o gioia. Chi può credere che sia tutto un caso? E' troppa la perfezione per poterlo anche solo pensare.

Mai avrei potuto immaginare di vivere tutto ciò. Ed eccomi la risposta ai tanti "perchè" che mi sono posta: ho amato il meglio di Marco, è questo che crescerà in mio figlio, lascio ciò che di lui non apprezzavo e non capivo, non devo più sperare che lui cambi per poter finalmente vivere la perfezione. Adesso ho capito. Ho capito che tutto è perfetto, e lo è a prescindere da qualsiasi cosa.

Per questo motivo posso affrontare serenamente quanto mi succederà, nel bene e nel male.

 
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