|
|
|
luglio-settembre 2007
numero 3 - marzo
Il nuovo Welfare Ministeriale del Ministro Paolo Ferrero
Integrazione dei Rom e Sinti
Rom, sinti...
Verso il Villaggio Solidale
Cooperativa Laci Buti
Operazione Cachoiera de Pedras
Il commercio Equo Solidale
Protocollo di Kyoto
Risparmio energetico
Diritti delle persone di O.Fortunati
Comune di Vimodrone e disabilità
Fragilità e tempo libero
Da discepoli del Signore, rispondiamo alla precarietà con la solidarietà messaggio dell'Arcivescovo Tettamanzi
Psichiatria: l'importanza della rete territoriale
A.N.P.I. e scuola per educare insieme
il Tazzebau
scarica il giornale in PDF:
come cercare un argomento:
Tag
Cerca in questo Blog
scarica il giornale in formato pdf:
per contattare la redazione:
riferimenti
- Associazione TartaVela
- Associazione Onè Respe
- Blog di Kuda
- Bottega EticoMondo
- Istituto Europeo per lo Studio del Comportamento Umano
- Casa della Carità
- Provincia di Milano
- Ministero della Solidarietà Sociale
- Operazione Cachoeira de Pedras
- Non più soli
- Comune di Vimodrone
- esaGramma
redazione:
direttore
Franco Comi
caporedattore
Cinzia Grassi
redazione
Lorena Grassi
Roberto Codazzi
Giancarlo Brunato
Guido Baroni
progetto grafico
Franco Comi
Ultimi commenti
Area personale
Menu
| « I pannelli solari termic... | La disabilità mentale si... » |
I bambini tra di loro si cascono sempre!
Sono terminati ormai da tempo gli echi delle bombe, le immagini della distruzione di Sarajevo, sostituite da altre bombe e altro dolore. Passando tra le vie della città si scopre che i segni della guerra ci sono ancora, visibili ed invisibili. Segni che difficilmente si possono cancellare, segni che scavano dentro la paura di non farcela, di non poter ricominciare, di non saper ricostruire. In questo quadro si accende una luce di speranza: Casa Egipat. Un gruppo di suore, aiutate e coadiuvate anche da volontari, si è attivato per raccogliere e dare assistenza ai tanti bambini rimasti orfani o abbandonati o di cui semplicemente i genitori non sono in grado di occuparsi perché hanno bisogno di lavorare. Dall'Italia sono arrivate le finestre e gli infissi che un artigiano spedisce regolarmente a Sarajevo, attraverso un gruppo di persone che, almeno una volta all'anno, organizza un camion di aiuti. Le finestre sono le prime a saltare con le bombe… Anche a Pioltello i bambini della seconda elementare di via Milano, insieme ai loro genitori e alle loro maestre, si sono attivati per regalare a Natale un sorriso ai bambini di Sarajevo.
Hanno portato i loro giochi, quelli belli però, i loro disegni, le loro parole a chi avrebbe capito lo stesso, perché si sa, i bambini tra di loro si capiscono sempre. Soprattutto hanno imparato a "praticare la solidarietà" che non è innata, deve crescere piano piano e radicarsi in ognuno di noi. Non occorre fare cose eclatanti: basterebbero tanti piccoli gesti per raggiungere risultati significativi. Ciò che oggi a noi non serve, può essere prezioso per qualcun altro ma dobbiamo soprattutto imparare ad aprire gli occhi, a "saper vedere" i bisogni dell'altro, per aiutarlo a ricostruire.
Roberta Comoli
|
|
Inviato da: Rebuffa17
il 18/05/2012 alle 15:16
Inviato da: nom_de_plume
il 23/06/2007 alle 12:11
Inviato da: CONTERALLY
il 18/01/2007 alle 22:22
Inviato da: ladymiss00
il 03/10/2006 alle 00:26
Inviato da: freudnonfroda
il 10/09/2006 alle 15:37