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Cooperativa Laci Buti

Post n°22 pubblicato il 23 Giugno 2007 da amicofragile2006
 
Foto di amicofragile2006

Sono sei anni che frequento da operatore e volontario il campo Rom in via Idro a Milano. In questi anni abbiamo condiviso diverse esperienze umane e professionali. Il campo è costituito da circa 50-60 famiglie che vive in modo stanziale in Italia da circa tre generazioni, la loro provenienza è prevalentemente Croata. I primi Rom sono venuti in Italia dopo la guerra in Istria, ma nonostante ciò, per lo stato e la gente comune non sono ancora riconosciuti come cittadini italiani. I Rom, mi hanno accolto all'interno delle loro famiglie ed ho potuto apprendere la loro storia le loro usanze e la loro meravigliosa diversità, instaurando un rapporto di reciproca stima. Sei anni fa abbiamo proposto loro, un corso gratuito, realizzato dal fondo sociale della Comunità Europea in collaborazione con un ente professionale, finalizzato alla formazione di addetti alla manutenzione del verde. Dodici capi famiglia hanno frequentato con costanza e diligenza il corso. Successivamente col nostro supporto , hanno fondato una Cooperativa Sociale che si occupa di manutenzione del verde, chiamata Laci Buti, (significa Buon lavoro), questo ad indicare la loro voglia di lavorare dignitosamente, mettendo a disposizione le loro capacità. La Cooperativa si è aggiudicata la prima commessa con il Comune di Milano e continua tutt'oggi la sua attività. Credo che la maggior parte delle politiche sociali intraprese sino ad ora, pur riconoscendone comunque l'importanza, sono state di natura assistenzialista ed estemporanea senza una progettualità continuativa. Ritengo invece che gli interventi dovrebbero essere mirati sulle persone della comunità Rom, coinvolgendo direttamente le cooperative e gli operatori che vivono con loro e conoscono le loro esigenze, problemi ma anche le loro predisposizioni ed abilità. I Rom sono abilissimi, muratori, manutentori del verde, bravissimi meccanici e via dicendo, il vero problema è che non hanno avuto opportunità per esprimere le loro potenzialità . Se le politiche in merito alla integrazione Rom tenesse conto di questi aspetti forse questo consentirebbe, loro di sentirsi parte attiva della cittadinanza e di vincere il pregiudizio nei loro confronti. Forse potremmo davvero condividere la bellezza della loro cultura e dei loro colori.
Roberto Nerani

 
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