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LETTERATURA ITALIANA: OTTOCENTOL’Ottocento fu il secolo in cui si affermò il principio di libertà degli individui e dei popoli, e in cui nacquero il nazionalismo e il concetto di patria. In questo secolo le esperienze letterarie si intrecciarono strettamente alle vicende politiche che portarono all’unità d’Italia (1861).
IL ROMANTICISMO Nella prima parte del secolo si diffuse anche in Italia il romanticismo, un movimento letterario sorto in Germania e in Inghilterra, che rivalutò l’immaginazione e la libertà creativa dell’artista e dell’individuo.
Il maggior poeta del secolo fu Giacomo Leopardi (1798-1837), che espresse un romanticismo individuale e disperato in liriche che sono uno degli esiti più alti della poesia italiana. La sua produzione poetica, improntata al pessimismo e alla malinconia, è riunita nei Canti (1831). Leopardi espose il suo pessimismo anche negli scritti in prosa: lo Zibaldone e le Operette Morali. Lo Zibaldone è un insieme di annotazioni, pensieri e massime che il poeta scrisse tra il 1817 e il 1832 e che non formano uno scritto organico. Le Operette Morali (1824-1835) sono invece formate da una serie di dialoghi nei quali Leopardi esprime il concetto di Natura matrigna.
Significative furono le produzioni di due poeti dialettali: il milanese Carlo Porta (1785-1821) e il romano Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863).
Ad Alessandro Manzoni (1785-1873) si deve l’affermazione del romanzo storico. I Promessi sposi (1827) furono il primo importante romanzo italiano e divennero anche un modello di lingua nazionale. Alla produzione dello scrittore appartengono anche cinque Inni Sacri (1812-1822), due odi politiche (Marzo 1821, sui moti patriottici di quell’anno, e Il cinque maggio, sulla morte di Napoleone Bonaparte) e due tragedie (Il Conte di Carmagnola, del 1820, e Adelchi, del 1822).
L’unico altro romanzo importante prima dell’unificazione d’Italia fu Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo (1831-1861), uno scrittore-patriota. Il libro fu scritto in pochi mesi nel 1858, ma fu pubblicato nel 1867, dopo la morte dello scrittore.
LA LETTERATURA DELL’ITALIA UNITA L’unificazione d’Italia nel 1861 fece emergere un grave disagio intellettuale, frutto delle molte speranze andate deluse. Il senso di delusione trovò espressione nella scapigliatura, corrente culturale e letteraria operante a Milano nel 1860, e nelle opere di Giosue Carducci (1835-1907). Carducci, che fu il primo italiano a ricevere il premio Nobel (nel 1906), fu un acceso sostenitore del ritorno alle forme poetiche classiche: nella raccolta Odi Barbare (1877-1893) cercò di riprodurre in versi italiani i metri della lirica greca e latina.
Negli ultimi trent’anni dell’Ottocento si sviluppò il verismo. La letteratura verista fu caratterizzata dal bisogno di rappresentare la realtà così com’è, limitandosi a presentare i fatti il più fedelmente possibile, senza esprimere giudizi e senza lasciarsi coinvolgere dalle emozioni. Importante fu anche l’attenzione alle realtà regionali. Maestro indiscusso del movimento fu il siciliano Giovanni Verga (1840-1922). Il suo romanzo più celebre è I Malavoglia (1881), che racconta le vicende di una famiglia di pescatori che vive e lavora nel paesino di Acitrezza. Il teorico del verismo fu però il siciliano Luigi Capuana (1839-1915).
Le ultime esperienze letterarie del secolo furono quelle del poeta Giovanni Pascoli (1855-1912), che con le raccolte Myricae (1891) e I canti di Castelvecchio (1903) rinnovò profondamente la tradizione della lirica italiana.
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Meglio vivere come se fosse l'ultimo giorno della vita e tenere con se ogni attimo, emozione, sorriso o parola che ci viene regalata....
CITAZIONE.....
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Non è importante quanto dura una vita ma importante il tempo che il tuo ricordo e quello delle tue imprese rimangono impresse nella memoria di chi verrà dopo di te.
Non vivere come un uomo qualunque, poiché la vita di un uomo qualunque dura solo una vita.
QUANDO PENSI
Quando pensi che tutto sia perso, è proprio quello il momento di ricominciare, raccogli ciò che di buono sei riuscito a creare e portalo con te, il resto lascialo.
Vestiti di un sorriso e di tanta speranza allena il tuo cuore per le future battaglie e impara da quelle che tu chiami sconfitte.
Ricorda, c'è un tempo per piangere e un tempo per sorridere, SEMPRE se questo è il giorno della tua lacrima ricordati che domani si potrà trasformare in sorriso se tu lo vorrai.
Gli ANGELI ti sono accanto qualunque cosa tu vivi, quando ti senti più sola è perché non tendi loro l'orecchio del cuore.
Liberati dai pensieri negativi allenta il legaccio che da sola ti stringi nel tuo grande cuore e continua a respirare, vedrai che il ritmo del tuo cuore aumenterà con i battiti della tua vita.
Ascolta gli altri, ama e sorridi, riappropriati di ciò che sei e VOLA, vola più in alto del sole e sii felice... perchè è questo che desidera Dio da te, oggi e sempre...
SII FELICE.






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