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Com-prendere: come ci si dovrebbe amare

Post n°19 pubblicato il 01 Luglio 2017 da Paintedonmyheart

 

Che magnifico verbo è "comprendere"...

Derivante dal latino, composto di “cum” (con) e “prehendere” (prendere), non è un semplice e freddo "capire".

"Tu non mi capisci..."

A chi non è mai capitato di dirlo e di sentirselo dire almeno una volta?

Chi non si è mai sentito tradito nel provare una simile sensazione?

Questo perché si può essere capiti con la testa, ma si può essere compresi solo con il cuore, e quando questo non avviene, quando si sente di non essere stati ascoltati veramente e interpretati, quindi, nella giusta maniera, immediatamente scatta la distanza da chi non ha saputo cogliere di noi ciò che era essenziale affinché sentissimo quella persona vicina.

In realtà, questo accade spesso, perché non è da tutti riuscire a comprendere, in quanto è un processo che implica un sapersi dare molto più grande di quel che può avvenire in un atto di semplice ascolto. E’ un  “prendere con sé" quella persona, è un "afferrarla" con l'intelletto che il cuore accoglie e fa suo, un includere che cambia l'assetto precedente, come un mattone può cambiare quello di una casa. Uno scambio  vitale e continuo che avviene tra il compreso ed il comprendente che arricchisce, che mostra nuovi mondi e nuovi orizzonti, da cui si può solo uscirne trasformati, perché più ricchi. Uno scambio che sancisce un legame unico, perché nessuno dei due sarà compreso e comprenderà alla stessa maniera in un rapporto con un altro, perché comprendere significa anche riconoscersi: nei solchi della pelle nuda, in quei segni e in quelle cicatrici che spesso parlano e agiscono più di quanto non riesca a fare l’intelletto ed il buon senso. 

E' che siamo fatti di storie. Di parole di vita che ci vestono come se fossero un abito da cui difficilmente ci si potrà staccare. Quando si accarezza una persona, si toccano tutte le gioie che a quella pelle hanno dato i brividi ed i dolori che l’hanno fatta rabbrividire. E quando la si abbraccia, si stringe a sé anche tutto il suo passato, e non si può pensare di amarla davvero se non si ama e non si rispetta anche ogni singola parola di quella storia, che l’ha segnata e disegnata, tracciandone la via e rendendola così unica.

E la cosa più incredibile è che nel comprendere esce fuori la bellezza. Succede anche davanti ad un'opera d'arte: la si riconosce come bella, quando riusciamo a riconoscerci un po' in essa, nel coglierne elementi, "vibrazioni" che ci appartengono.

Una persona che comprendiamo, non può non apparire ai nostri occhi come "bella".

E allora se ti amo, io ti comprendo, e se ti comprendo, non posso non amarti.

Così come sei.

Così come sono.

 


(E’ possibile. Io ancora ci credo.)

 

 

 
 
 
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