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La legge che governa l’universo.
Anni fa mi è capitato di leggere un libro di Paul Davis intitolato “il Cosmo intelligente” . In esso si parlava degli scienziati che si curano di studiare i fenomeni complessi, quali ad esempio il clima, i meccanismi dello sviluppo demografico, ecc. Fin qui nulla di strano vero? Il bello é che questi scienziati erano fisici e il loro tentativo era quello di definire matematicamente le leggi che governano questi fenomeni. Riuscite ad immaginare una formula matematica che descriva il clima? Io non ci riesco!
Secondo l’autore, che in questo libro ne ha descritto la storia ed i possibili campi di applicazione, dagli studi di questi pionieri emergono alcune osservazioni davvero interessanti. Sembra che a governare tutti i fenomeni che si manifestano ne cosmo ci sia un' unica legge. Secondo questo pricipio i sistemi semplici tendono a diventare complessi. Pensando alla storia del nostro sistema solare potremmo pensare ai processi “evolutivi” che lo hanno portato dalle sue origini gassose ai complicatissimi meccanismi biochimici che sono alla base della materia vivente. Questa legge sarebbe una specie di programma che elabora la materia! Grazie alla lettura di questo volume ho smesso di essere culturalmente ateo. Non che identifichi questo principio ordinatore con Dio… esso mi pare più una sua legge, il suo plasmare la materia. Voi che ne dite?
Io, personalmente, penso che questa legge sia la pace, ma devo precisare che questa parola da sola non basta a esprimere il contenuto che voglio comunicarvi. Ad essa infatti andrebbero accostate altre parole come ad esempio armonia, amore, equilibrio, misura ecc. Come ben sappiamo le parole che usiamo si riferiscono solo analogicamente ai contenuti che vogliamo far conoscere agli altri. Il linguaggio è un debole veicolo del nostra interiorità… tuttavia senza di esso non conosceremmo quel poco che possiamo su chi ci sta accanto.
Che cos’è che provoca continue trasformazioni nell’universo? Cos’è l’energia se non mancanza di equilibrio. La mela cade perché non in equilibrio, gli atomi si combinano fra di loro per riequilibrare le cariche elettriche, il nostro organismo avverte la fame o la sete per riequilibrare i deficit di sostanze a lui utili da poco consumate, l’artista dipinge per acquietare il suo bisogno di comunicare insoddisfatto, ogni cosa si trasforma perché un equilibrio é venuto a mancare. Ogni bisogno nell’ uomo é manifestazione di uno squilibrio. Quando l’uomo si sente vicino a questo dice che si sente in pace ed è la sensazione che prova, subito dopo l’euforia, quando soddisfa un grande desiderio. Tutto si trasforma continuamente nella ricerca inesausta dell’equilibrio perfetto, ogni sistema è il risultato dell’equilibrio organico di altri sistemi relazionati fra di loro. Ciò genera la nascita di strutture sempre più complesse…
E’ quindi la ricerca di stabilità in un insieme non in equilibrio che da vita alla complessità.
Se io dovessi dare un interpretazione teologica a tutto questo direi con sant’ Agostino che l’uomo non trova pace finché non riposa in Dio, ovvero che l’uomo non trova pace finché non trova il suo equilibrio perfetto, cioè la adesione completa al progetto originale che Dio a preparato per ciascuno di noi: la conformità a Cristo. Ciò non coincide con l’annullamento della nostra individualità ma piuttosto con la sua piena realizzazione… Ogni santo pur essendo una nuova immagine di Cristo é diverso dagli altri che, come lui, hanno conquistato la corona incorruttibile.
Certo i miei pensieri non sono che congetture costruite su altre congetture… ma questo è il mondo in cui spero, un mondo pieno di senso, capace di riempire anche il dolore.
fra Umberto P. Panipucci
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