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Quaresima: un tempo per rivoluzionarsi

Post n°204 pubblicato il 25 Febbraio 2009 da frapeace


Anche quest’anno siamo giunti alla quaresima. Normalmente associamo questo tempo all’idea di penitenza e sacrificio, digiuno e astinenza ed è infatti questo il periodo dell'anno liturgico in cui tutti i cristiani cattolici sono chiamati a vivere queste pratiche ascetiche. Certo oggi, più che mai, ci si potrebbe chiedere che senso possa avere quella che, agli occhi di uno sguardo superficiale, potrebbe essere definita una forma di “pio masochismo”. Anche se in taluni casi è così, la palese esagerazione legata all’incongruenza dello stile di vita morale e sociale di alcuni non lascia dubbi a riguardo, non è affatto questo il senso della penitenza quaresimale.

      I credenti vivono questo tempo in maniera più austera per ricentrare la propria vita attorno ai valori fondamentali dell’esistenza, si adoperano per far si che i loro sforzi siano diretti all’essere più che all’avere. Approfondiscono il mistero della salvezza, la buona novella della resurrezione, l’immenso amore di un Dio che non risparmia niente di se per le sua creature, che dona ciò che gli è più caro. Ci si adoperà per la costruzione di un mondo migliore che sia il più possibile “di Dio”. Ci si allena, detto sinteticamente, ad amare come Lui ci ha amati.

      Si può donare solo quello che si ha, ecco perché bisogna essere liberi: “padroni” di se stessi. Ciò non vuol dire farsi fachiri, atleti dell’auto dominio, ma piùttosto rendersi capaci di non farsi distogliere da ciò che nella vita è davvero essenziale, avere la forza di frenarci quando stiamo facendo del male a noi stessi o, peggio ancora, a qualcun altro. Vi sembra poco? No non lo è affatto, credetemi.

     Se pensate di essere troppo deboli per rinunciare a vari surrogati di felicità e dare senso e valore alla vostra vita, vi prego di ribbellarvi a questa convinzione, dichiarate guerra al ristagno esistenziale, alla sfiducia nei valori, difendete la vostra dignità di figli di Dio o di uomini e donne se non siete credenti. non cedete alla tentazione del fatalismo, se non per voi stessi almeno per chi vi ama e se anche non ci fosse nessuno, sappiate che qualcuno da qualche parte sta aspettando un “avrò cura di te”.

PS: Quello che ho scritto lo rivolgo principalmente a me stesso ma lo propongo anche a voi.

 

Umberto Panipucci

 

 
 
 
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Data di creazione: 20/07/2006
 

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