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Messaggi del 16/02/2021

L'asparago... Eduard Manet lo dipinse-

Post n°4871 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da g1b9
 

 

Il 23 gennaio 1832 nasceva a Parigi il pittore Edouard Manet (1832-1883), un artista che ha segnato la ricerca artistica dell’Ottocento francese e non solo. Tra le sue opere più celebri ricordiamo:Le déjeuner sur l’herbe (1863), l’Olympia (1863), il Ritratto di Emile Zola (1868), Il Balcone (1869) e il Bar delle Folies-Bergère (1881-1882). Opere cardine della storia dell’arte.Manet è un parigino che ha vissuto la grande transizione tra società contadina e società urbana,è stato il cantore, insieme alla sua generazione di artisti, delle nuove abitudini e dei nuovi spazi cittadini. E delle nuove malinconie, come nel Bar Folies-Bergère. La componente naturale,  quasi soffocata nella città, è sempre presente nell’opera di Manet. La eredita dello studio con il paesaggista Camille Corot,e Manet allora dipinge frequentemente en-plein-air,anche  se ha sempre avuto un certa predilezione per le nature morte, inserite spesso nei suoi dipinti.Non sorprende, quindi, che, l’artista nel 1880 abbia dipinto un mazzo di asparagi. La vicenda del quadro è curiosa e divertente.Il direttore del Gazette des Beau Arts e collezionista, Charles Ephrussi, commissionò al pittore parigino una natura morta. Manet scelse come soggetto un mazzo di asparagi. Il perché? Non è dato saperlo. Ma il risultato è senz’altro “vivace”, come scrive Georges Bataille. Un quadro di un naturalismo genuino e istintivo.

 

 

Ephrussi, entusiasta del risultato, pagò 1000 franchi la natura morta invece degli 800 richiesti dell’artista. Per sdebitarsi di tale generosità Manet decise di dipingere un altro quadro. Il piccolo dipinto aggiuntivo, olio su tela 16×21 cm (la misura ricalcava quella del dipinto precedente), raffigura un solo asparago, adagiato sullo stesso tavolo. Manet, quindi, mandò la sua opera ad Ephrussi, accompagnata dal bigliettino “Il en manquait une à votre botte” (ne mancava uno al vostro mazzo).Il Mazzo di Asparagi ci porta nella complessità della pittura di Manet, artista rivoluzionario che guardava al passato,ma  un passato diverso rispetto a quello magnificato dalla pittura accademica. E ci introduce ad un Manet privato. E il tutto grazie a un mazzo di asparagi, raffigurati in una piccola tela di 16×21 cm.L’arte di Manet affonda le sue origini nella grande pittura “realista” dei maestri del passato, in primis, Diego Velazquez, Frans Hals e Francisco Goya. I tre artisti, diversi per carattere e per epoca, condividono, appunto, una certa predilezione alla raffigurazione fedele del dato naturale.

 

Manet, artista colto e raffinato, molto aveva viaggiato per meglio conoscere la pittura europea dei secoli passati. E da questa  ha tratto grande ispirazione. 

 
 
 
 
 

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