Esce nelle sale l'undicesimo episodio della saga, diretto da J. J. Abrams. Effetti speciali incredibili e alcune inesattezze scientifiche.
L'attesa è finita. I fan della ultraquarantennale saga di fantascienza più famosa del mondo (il primo episodio è del 1966) possono vedere nelle sale l'ultimo "Star Trek". A dirigerlo è J. J. Abrams. La nuova avventura inizia con il viaggio inaugurale di un giovane equipaggio a bordo della più sofisticata nave spaziale di tutti i tempi: la U.S.S. Enterprise. Il giovane James Tiberius Kirk questa volta è interpretato da Chris Pine. È un ragazzo ribelle dell'Iowa assetato di emozioni, un leader nato in cerca di una causa da difendere. È invece Zachary Quinto a impersonare uno Spock più impulsivo del saggio Leonard Nimoy (presente anch'egli nella parte di uno Spock anziano venuto dal futuro), che ancora non domina pienamente le emozioni della propria parte umana. Nel film Spock è uno studente ingegnoso e determinato e sarà il primo Vulcaniano ad essere ammesso a bordo dell'Accademia della Flotta Stellare. Al dottor Pierdomenico Memeo(appassionato della saga di Star Trek e astrofisico) abbiamo chiesto cosa ne pensi del film dal punto di vista scientifico. Il dottor Memeo è dottorando di ricerca presso l'Università degli Studi dell'Insubria è laureato all'Università degli Studi di Bologna e attualmente lavora all'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica (IASF) di Milano all'interno nel progetto di ricerca Cosmological Surveys.
Si segnalano alcune anticipazioni e spoiler, la lettura è consigliata dopo la visione del film.
Pierdomenico, tralasciando per un attimo l'aspetto cinematografico, cosa ne pensi del film dal punto di vista scientifico? Il nuovo "Star Trek" si prende parecchie libertà, ma non per questo è meno godibile anche per uno spettatore scientificamente attento. Le tre "infrazioni" più gravi (velocità di curvatura, teletrasporto e viaggi nel tempo) fanno parte della mitologia classica della serie, e come tali vanno prese senza farsi troppe domande. Anzi, all'interno della logica della narrazione, sono trattate in maniera piuttosto comprensibile e coerente, in particolare il viaggio nel tempo, con un utilizzo brillante dell'ipotesi delle linee temporali alternative per rinvigorire il franchise senza buttare alle ortiche quarant'anni di Storia. D'altra parte, questi fenomeni si basano su ipotesi scientifiche così esoteriche che non è facile dire se vengano trattate in maniera realistica o meno: molto probabilmente no, ma le maglie della teoria sono ancora abbastanza larghe che non è poi così impossibile farle passare senza troppi mal di pancia.
Rispetto alla supernova di cui si parla nel film, in questo caso c'è qualcosa che non torna? Già, altri errori sono invece più appariscenti proprio perché si confrontano con conoscenze scientifiche più accurate. La prima è la supernova che, nel futuro da cui provengono il malvagio Nero e l'Ambasciatore Spock, ha distrutto la patria del romulano e che apparentemente minaccia l'intera galassia. Questa è una grossa storpiatura della realtà astronomica, per diversi motivi: le supernovae sono stelle di grande massa che, essendo giunte al termine della loro vita, esplodono in una deflagrazione di enorme potenza. È vero che l'esplosione di una supernova vicina ad un sistema stellare abitato potrebbe essere molto pericolosa, dal momento che emette una enorme quantità di radiazioni ad alta energia che potrebbe facilmente uccidere ogni forma di vita sulla superficie del pianeta, ma non certo distruggere l'intero pianeta come rappresentato nella pellicola. Seppure alcuni tipi di supernova recentemente ipotizzati (noti come ipernovae, o quarknovae) possano essere considerati tra i fenomeni più energetici dell'universo conosciuto, le distanza tra i sistemi stellari sono tali che l'onda d'urto avrebbe perso gran parte della sua potenza al momento di arrivare ad un altro sistema stellare, senza contare il fatto che impiegherebbe diversi anni per arrivare al primo, e migliaia per minacciare l'intera galassia, a meno di non ipotizzare che l'esplosione per qualche motivo si muova più veloce della luce (una cosa che, anche con tutta la buona volontà, non sembra davvero plausibile).
Qual è la questione scientificamente più problematica? In effetti, quella delle distanze. In una scena toccante, il vecchio Spock osserva la distruzione del suo pianeta natale Vulcano dalla superficie ghiacciata del pianeta Delta Vega. Ma le dimensioni apparenti di Vulcano nel cielo di Delta Vega sono tali che i due pianeti si devono trovare ad una piccolissima distanza l'uno dall'altro, non superiore a quella tra la Terra e la Luna, mentre la trama sembra intendere che si trovino in sistemi stellari diversi. Per confronto: Venere, il pianeta più vicino alla Terra in termini orbitali, anche alla sua minore distanza appare nel cielo come come un oggetto quasi puntiforme. Visto l'impatto emotivo della distruzione del pianeta per l'anziano vulcaniano, la scena deve necessariamente essere vista simbolicamente più che altro.
E sui buchi neri, che più di una volta sono stati protagonisti della serie? Un altro problema è la rappresentazione dei buchi neri, oggetti compatti il cui campo gravitazionale locale è così intenso che nelle loro vicinanze nulla, nemmeno la luce, può sfuggire. La fisica dei buchi neri è ben conosciuta dal punto di vista matematico, ma langue ancora sul piano delle conferme osservative. Come è tipico di molti film di fantascienza, i buchi neri sono rappresentati come giganteschi maelstrom spaziali che risucchiano tutto ciò che li circonda. In realtà, il tempo impiegato per attirare verso di sé la materia circostante non è diverso da quello che si avrebbe nei pressi di un corpo celeste "normale" di massa equivalente. In quanto al loro utilizzo come scorciatoie nello spazio-temporali, nonostante alcune ipotesi teoriche in proposito (detti "ponti di Einstein-Rosen"), siamo davvero più nel campo della fantascienza che in quello scienza.
In questo episodio compare anche un'arma avanzatissima fatta di una materia liquida rossa che costituisce il cuore della storia. Quanto è - se così possiamo dire - verosimile? Nel film non viene spiegato in cosa consista esattamente, ma appare come una forma della materia estremamente instabile che può collassare creando buchi neri artificiali quando viene "innescata". Al momento non conosciamo nulla con queste caratteristiche, ma sono stati ipotizzati stati della materia (al momento solamente teorici) il cui comportamento potrebbe non essere molto diverso dalla sua controparte fittizia, come la "materia di quark" (quark matter), la cui densità si trova poco al di sotto del limite oltre il quale collasserebbe creando un buco nero. Tra l'altro, i quark (mattoni fondamentali della materia che costituiscono protoni, neutroni ed altre particelle) sono dotati di quella che viene chiamata "carica di colore" (rossa, blu o verde), che in realtà non ha nulla a che vedere con il "colore" vero e proprio (si tratta di un termine fantasioso scelto per identificare una proprietà quantica della materia), ma si adatta sorprendentemente bene al nome di "materia rossa" usato all'interno del film.
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il 24/09/2025 alle 17:06
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